Una lezione sul presente: Elogio dell’umiltà

Carissimi Lettori,

E’ esistito, come probabilmente esiste nell’animo di tutti noi, un uomo assai semplice, ma molto originale. Un uomo che amava discutere con la gente e soprattutto con i giovani: Socrate (Atene 469 A.C. – 399 A.C.).

Egli parlava sul giusto e sull’ingiusto; sul bello, il buono e il vero.
Figlio di uno statuario, divenuto anch’egli scultore nella sua adolescenza; gettò il suo cesello, affermando di voler scolpire la sua anima anziché il marmo.
Consacrò la sua vita alla ricerca della saggezza, proclamando apertamente di non saper nulla ma sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, dagli onori, dal potere e da fandonie di questo genere, ma che piuttosto sono le virtù stesse a dare i natali a tutte le ricchezze, in privato ed in pubblico.
Il grande Socrate lo si vedeva nei ginnasi, sulla piazza pubblica, al teatro.
Chiacchierava con i giovani, con gli artisti, con i filosofi, con gli anziani, con i medici, con i politici. E domandava ad ognuno di loro la ragione di ciò che essi affermavano.
Da qualche tempo i sofisti s’erano gettati come serpenti sulla città di Atene. – Ricordiamoci che il sofista è come una prostituta del sapere in quanto vende tutto
ciò che sa, quindi la contraffazione del vero filosofo. Come il demagogo è la contraffazione del vero uomo di Stato. -
Socrate andava in giro avvicinandosi agli altri umilmente e dolcemente, dimostrando ai suoi interlocutori di non conoscere la causa ed il principio di niente, mentre loro erano convinti di possedere la scienza universale.
Ma egli, dopo averli ridotti al silenzio, li ringraziava di averlo istruito con le loro affermazioni, aggiungendo che la consapevolezza di non saper nulla è il principio della vera sapienza.
Platone al riguardo ci racconta un episodio significativo della vita di Socrate, lo riportiamo in prima persona:

“Interrogando dunque costui (non serve che io ne dica il nome: basti dire che era uno degli uomini politici quello da cui mi venne l’impressione per riferirvi), e parlandoci insieme, mi parve che in effetti a lui sembrasse e anche a molti altri, ma a lui soprattutto, di essere sapiente, ma in realtà non lo era. Allora tentai di dimostrargli che si credeva appunto sapiente e che invece non era così. Perciò mi sono tirato addosso il suo odio ed anche quello di molti altri. Intanto andandomene riflettevo tra me e me che in effetti Io ero più sapiente di quell’uomo: Ognuno di noi due, infatti, rischia di non sapere proprio niente del bello e del buono, ma lui crede di saper qualcosa, mentre non sa; io, invece, non solo non so, ma non credo nemmeno di sapere, e dunque mi sembra di essere più sapiente di lui proprio per questa piccola differenza, perché che non credo di sapere quello che non so”.
(Apologia cap. VI.)

Il grande filosofo continua e conclude nel cap. VIII:
“Cosi io mi domandavo in nome dell’oracolo, se mi stava bene di essere così come sono, cioè del tutto ignorante rispetto alle cose che loro sanno, ma non ignorante della mia ignoranza”.
(Apologia cap. VI, VII, VIII).

La vera bellezza e grandezza di Socrate, amici lettori, non sta solo nel sistema delle sue dottrine, ma in quanto di meraviglioso esprimeva la sua personalità, il suo spirito umile: Critico verso il sapere in generale, con la grande abilità nel mettere con le spalle al muro il falso e la superbia che amalgamano ancora oggi la natura umana.
Socrate è il vero spirito ellenico che osserva: L’universo; il mondo; se stesso; la vita sociale e politica.
Fu una figura certamente enigmatica, ma allo stesso tempo ricca di fascino e di coraggio.
Come sostiene anche Jacqueline De Romilly nel suo celeberrimo libro “La legge nel pensiero greco” (2005): Fu uomo con un enorme senso dello Stato, che pur avendo la possibilità di sfuggire alla morte nel processo che lo investì, l’accettò, onorando e rispettando le leggi della città. (Critone).
Ciò che di più magnificente esisteva in lui, e che lo ritroviamo in ognuno di noi, è l’uguaglianza. L’uguaglianza nel confronto:
Infatti la maestà del grande sta nel confrontarsi umilmente con chiunque, saper ritornare sul proprio errore e condurre un èthos virtuoso, amoroso e semplice verso chiunque.
Questo, più di tutto, dobbiamo apprendere dal magnifico Socrate: Il filosofo per eccellenza.
Karl Popper scrisse: ”In Atene è esistito un uomo, il più grande di tutti forse, che ci ha insegnato un sapere importantissimo: Che la critica ed il giudizio ponderato sul buon senso, sono lo spirito della scienza”.
E che tutti quanti noi dobbiamo fuggire dal dogmatismo.

Umilmente, credo che non siano importanti i luoghi ed il tempo del personaggio di cui abbiamo parlato, ma bensì riflettere su cosa sia davvero utile per l’uomo e cosa invece non lo sia.
Con spirito filosofico vorrei trascendere indietro nel tempo per farmi interrogare ed istruire da Socrate su cosa sia il sapere universale: il giusto, l’ingiusto, il bello, il brutto, la felicità, l’infelicità, il coraggio, la viltà, il bene e il male, l’amore, l’odio, la virtù, il vizio. Ma soprattutto, gli domanderei: “Socrate, cosa ne pensi di quegli uomini che di fronte alle ricchezze, al potere, non riescono – per invidia, per avidità e per smodata bramosia di questo genere di cose – a costruire nella loro vita nient’altro che ambiguità, amoralità e falsità, errando per tutta la vita verso una meta ignota, oscillando tra la mediocrità e lo scadente?
Credo che Egli mi starebbe ad ascoltare con enorme piacere, istruendomi verso la strada della virtù, aiutandomi, come solo Lui sapeva fare, da vero scultore di anime, a scolpire la mia anima di coraggio, di umiltà, di benevolenza, di virtù. Ed ogni genere di cose indispensabili per tutti gli uomini, in privato ed in pubblico.

“Dobbiamo con le nostre azioni, vivere in modo tale, che la gente non possa credere quanto venga detto contro di noi”.
(Socrate).

Carissimi Lettori, la vostra migliore attenzione e amicizia verso di noi, sarà il nostro più grande insegnamento.

Di Cretì Luca.

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    2 Commenti

    • UOMO MOLTO INTELIGENTE…
      MANAGGIA CH BELLA LA STORIA DI SOCRATE…
      …CIAO,
      …………………B E N I T O …

    • Illuminante la filosofia di Socrate, purtropo non e’ applicabile ai giorni nostri, se non in minima parte. Oggi, un Socrate non potrebbe neanche esistere, non e’ possibile passeggiare nella piazza perche’ si verrebbe “arrotati”, inoltre avvicinarsi a giovani e dire quello che lui diceva, si udirebbe da lontano la sirena della Croce Verde, chiamata da qualcuno col cellulare informando che nel circondario c’e’ un “pazzo”.Purtroppo non e’ piu’ tempo per Socrate. Magari questo tempo tornera’, fra tre-quattrocento anni, quando veramente il mondo s’implodera’ nella sua totale cupidigia smodata e mortale. Allora, ricominceranno a nascere i primi ominidi e la STORIA ricomincera’ o forse si ripetera’….Chissa’! Delfi

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