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	<title>Commenti per U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di giovanni</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-226</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:37:29 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Vargiu cono totalmente in sintonia con quello che ha scritto.
sardigna lib.non capisco come volete avere un&quot;forte impatto nel territorio&quot; quando pensate che una unione di forze e impossibile e utopica.
Non sarete un pò prevenuti nei confronti del centrodestra?
Dite di non approvare quello che Ha fatto Soru ,ma non ho mai sentito nessuno criticarlo quando era in carica.a prendere le manganellate sul porto per informare i sardi che stavamo diventando la pattumiera della Campania Cèravamo noi con Mauro pili e Gavino Sale.
E per dirla tutta, anche quando Mauro era presidente, si ipotizò di portare in Sardegna s&#039;arga de Napoli , ma subissammo l&#039;ufficio del presidente di fax di dimissioni se ciò fosse avvenuto.Questo per far capire la mia indipendenza che non mi impedisce di criticare qualsiasi cosa vada contro la mia &quot;etica&quot;e allo stesso tempo, dialogare con chi mi vede come ad anni luce di distanza.
io sono sempre disposto ad assorbire altri punti di vista  e anche farli diventare miei,ma mi piacerebbe che lo stesso fosse per voi.
Il nostro dialogo deve servire per arrichirci a vicenda.
Penso che gli uomini si qualifichino per quello che anno dato per gli altri.
personalmente sono un ottimista , e posso vantarmi di non aver mai chiesto un favore politico a nessuno, ritengo che il giorno che lo farò non sarò più libero di criticare qualcosa che non mi va.
Comunque mi piacerebbe sentirvi un pò più  su di tono vogliamo fare una nazione 
ma non c&#039;è niente che vi vada bene.
Come pensate di entusiasmare i Sardi se sul nostro sogno trovate solo difficoltà?
Vi meravigliereste di sapere quante persone sono accomunate da questo sogno in Sardegna.
Vi abbraccio tutti 
Giovanni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Vargiu cono totalmente in sintonia con quello che ha scritto.<br />
sardigna lib.non capisco come volete avere un&#8221;forte impatto nel territorio&#8221; quando pensate che una unione di forze e impossibile e utopica.<br />
Non sarete un pò prevenuti nei confronti del centrodestra?<br />
Dite di non approvare quello che Ha fatto Soru ,ma non ho mai sentito nessuno criticarlo quando era in carica.a prendere le manganellate sul porto per informare i sardi che stavamo diventando la pattumiera della Campania Cèravamo noi con Mauro pili e Gavino Sale.<br />
E per dirla tutta, anche quando Mauro era presidente, si ipotizò di portare in Sardegna s&#8217;arga de Napoli , ma subissammo l&#8217;ufficio del presidente di fax di dimissioni se ciò fosse avvenuto.Questo per far capire la mia indipendenza che non mi impedisce di criticare qualsiasi cosa vada contro la mia &#8220;etica&#8221;e allo stesso tempo, dialogare con chi mi vede come ad anni luce di distanza.<br />
io sono sempre disposto ad assorbire altri punti di vista  e anche farli diventare miei,ma mi piacerebbe che lo stesso fosse per voi.<br />
Il nostro dialogo deve servire per arrichirci a vicenda.<br />
Penso che gli uomini si qualifichino per quello che anno dato per gli altri.<br />
personalmente sono un ottimista , e posso vantarmi di non aver mai chiesto un favore politico a nessuno, ritengo che il giorno che lo farò non sarò più libero di criticare qualcosa che non mi va.<br />
Comunque mi piacerebbe sentirvi un pò più  su di tono vogliamo fare una nazione<br />
ma non c&#8217;è niente che vi vada bene.<br />
Come pensate di entusiasmare i Sardi se sul nostro sogno trovate solo difficoltà?<br />
Vi meravigliereste di sapere quante persone sono accomunate da questo sogno in Sardegna.<br />
Vi abbraccio tutti<br />
Giovanni</p>
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		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Administrator</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-225</link>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 19:13:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-225</guid>
		<description>Buonasera, 

Intervengo essendo stato chiamato in causa da &quot;Sardigna Liberation Front&quot;. Io sono del parere che uno dei vari problemi che i Sardi si trascinano dietro (siano essi politici o semplici inesperti cittadini) sia quello del disfattismo: L&#039;errore di vedere sempre e comunque un destino avverso e quindi di perpetuare all&#039;infinito questo pessimismo. E&#039; quello che leggo (forse sbaglio), nelle sue parole. La stessa mancanza di fiducia e di stima per i nostri concittadini. C&#039;è inoltre da fare una precisazione, i &quot;Nazionalisti Sardi&quot; sono tutti coloro i quali hanno a cuore la loro terra, anche gli altri indipendentisti, ed il nostro Gruppo di U Erre Enne ha solo voluto creare uno spazio in cui dibattere dei comuni problemi. Gandhi l&#039;abbiamo citato semplicemente perché una discutibilissima teoria di IRS, pur di continuare altrettanto discutibili divisioni, ha trovato nel nazionalismo un termine in cui agitare lo spauracchio di una deriva violenta che ovviamente non c&#039;è mai stata da parte di nessuno. Ma tornando al punto dei suoi rilievi, in coscienza, non mi sento di condividere tutto quello che Lei ha affermato, perché i segnali di apertura tra sigle ci sono anche se non emergono negli spazi virtuali o nella totalità delle sedi indipendentiste. Sul piano delle riforme invece sappiamo che per cambiare le cose in una qualsiasi amministrazione servono dei numeri. I numeri non devono necessariamente essere maggioranza ma servono numeri che possano influenzare l&#039;agenda di chi la guida. E sempre in coscienza, non sarebbe corretto negare che in Sardegna si stiano manifestando dichiarazioni sparse, interesse a macchia di leopardo, dialogo ed anche banali speculazioni attorno al tema della riforma dello Statuto Sardo (menzionando persino a chiare lettere il termine Nazione). Non possiamo ignorare questi segnali, per quanto ancora effimeri e per quanto un eventuale processo di riscrittura della carta verrà messo in atto non da forze indipendentiste ma magari autonomiste e addirittura centraliste. D&#039;altra parte qualcosa di simile è successo in Catalogna, anche se con condizioni socio-politiche ed economiche diverse. A Barcellona gli indipendentisti (di sinistra) erano contrari ad uno statuto veramente autonomo. Ma oggi se la Nazione Catalana si sta svegliando lo si deve all&#039;attuazione nel tessuto sociale (sul piano fiscale ed anche culturale) di quello statuto. E si tratta di un passaggio graduale e concreto. Da tempo premiamo in in questa direzione, sul dialogo. Non perché ci piaccia inseguire facili utopie, ma perché -sia da pubbliche dichiarazioni e sia da incontri privati- abbiamo la conferma che in maniera trasversale nella politica identitaria Sarda si è consci dei limiti di questa frammentazione con la quale non si può sfidare il bipolarismo. Servono maggiori aperture. Ma a questo coraggio ci possiamo arrivare parlandone, senza disfattismo. Ecco perché sono d&#039;accordo anche con Jaku.

Bomboi Adriano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, </p>
<p>Intervengo essendo stato chiamato in causa da &#8220;Sardigna Liberation Front&#8221;. Io sono del parere che uno dei vari problemi che i Sardi si trascinano dietro (siano essi politici o semplici inesperti cittadini) sia quello del disfattismo: L&#8217;errore di vedere sempre e comunque un destino avverso e quindi di perpetuare all&#8217;infinito questo pessimismo. E&#8217; quello che leggo (forse sbaglio), nelle sue parole. La stessa mancanza di fiducia e di stima per i nostri concittadini. C&#8217;è inoltre da fare una precisazione, i &#8220;Nazionalisti Sardi&#8221; sono tutti coloro i quali hanno a cuore la loro terra, anche gli altri indipendentisti, ed il nostro Gruppo di U Erre Enne ha solo voluto creare uno spazio in cui dibattere dei comuni problemi. Gandhi l&#8217;abbiamo citato semplicemente perché una discutibilissima teoria di IRS, pur di continuare altrettanto discutibili divisioni, ha trovato nel nazionalismo un termine in cui agitare lo spauracchio di una deriva violenta che ovviamente non c&#8217;è mai stata da parte di nessuno. Ma tornando al punto dei suoi rilievi, in coscienza, non mi sento di condividere tutto quello che Lei ha affermato, perché i segnali di apertura tra sigle ci sono anche se non emergono negli spazi virtuali o nella totalità delle sedi indipendentiste. Sul piano delle riforme invece sappiamo che per cambiare le cose in una qualsiasi amministrazione servono dei numeri. I numeri non devono necessariamente essere maggioranza ma servono numeri che possano influenzare l&#8217;agenda di chi la guida. E sempre in coscienza, non sarebbe corretto negare che in Sardegna si stiano manifestando dichiarazioni sparse, interesse a macchia di leopardo, dialogo ed anche banali speculazioni attorno al tema della riforma dello Statuto Sardo (menzionando persino a chiare lettere il termine Nazione). Non possiamo ignorare questi segnali, per quanto ancora effimeri e per quanto un eventuale processo di riscrittura della carta verrà messo in atto non da forze indipendentiste ma magari autonomiste e addirittura centraliste. D&#8217;altra parte qualcosa di simile è successo in Catalogna, anche se con condizioni socio-politiche ed economiche diverse. A Barcellona gli indipendentisti (di sinistra) erano contrari ad uno statuto veramente autonomo. Ma oggi se la Nazione Catalana si sta svegliando lo si deve all&#8217;attuazione nel tessuto sociale (sul piano fiscale ed anche culturale) di quello statuto. E si tratta di un passaggio graduale e concreto. Da tempo premiamo in in questa direzione, sul dialogo. Non perché ci piaccia inseguire facili utopie, ma perché -sia da pubbliche dichiarazioni e sia da incontri privati- abbiamo la conferma che in maniera trasversale nella politica identitaria Sarda si è consci dei limiti di questa frammentazione con la quale non si può sfidare il bipolarismo. Servono maggiori aperture. Ma a questo coraggio ci possiamo arrivare parlandone, senza disfattismo. Ecco perché sono d&#8217;accordo anche con Jaku.</p>
<p>Bomboi Adriano.</p>
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		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Sardigna Liberation Front</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-224</link>
		<dc:creator>Sardigna Liberation Front</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 18:17:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-224</guid>
		<description>Jaku:
Direi che non si dovrebbe confondere il fatto che le persone come noi e tanti altri dialoghino intorno a queste aspettative (così come tutti gli individui diversi ma intelligenti hanno sempre fatto con il giusto rispetto l&#039;uno dell&#039;altro) con il fatto che i movimenti o meglio ancora dei partiti politici &quot;ufficialmente&quot; facciano la stessa cosa. 

Però vorrei anche rivolgermi qui nel merito a Bomboi e agli altri Nazionalisti Sardi su questo sito sopratutto per capire come si possa pretendere che quei partiti/movimenti citati prendano posizione in merito con documenti e azioni pubbliche. Mi scuserete ma il post è lungo.

Se leggo la lista di movimenti che considerate da &quot;riunire&quot; di cui si parla qui, chi sarebbero REALMENTE COMPATIBILI con il processo serio di costituzione di una NAZIONE SARDA? 

Dico questo perchè è quello che un Sardo, anche fiducioso nella bontà del processo, ma non appartenente a nessuno di questi osservandoli dall&#039;esterno (come me) possa intuire come quello che proponete sia ben poco possibile.


1) Sardisti: (RossoMori, PSdAz)

Sembrano tutti vecchi reduci da una guerra di trincea, sopravissuti alla loro catarsi post-anni &#039;80 nella maniera peggiore.  Con una scissione interna continua e che prosegue (per fissione) da decenni. Sembra di assistere nel ns. piccolo localismo, alla diaspora dei radicali italiani (che ha generato Emma Bonino, Rutelli e Capezzone) o a quella della &quot;sinistra di sinistra&quot;...  Ora si hanno le due fazioni. 
Una (quella rosso-mora) rivendica come un pregio l&#039;appartenenza ad una sinistra che a me sembra sempre più allineata è sempre più &quot;continentale&quot;. 
E qualsiasi cosa dicano sa molto di &quot;vorrei ma non posso essere davvero autonomo altrimenti se vincesse il PD di Silvio Lai in qualche giunta provinciale e noi ci differenziamo troppo siamo fuori dai giochi&quot;... 
Dubito di loro quasi quanto dubito degli altri. 
Gli altri appunto, quelli che definirei azzurro-mori dato che sarebbe anti-storico chiamarli  sardo-fascisti (anche perchè Gandolfo era più deciso e aveva più palle di Maninchedda nel sostenere i propri errori) attraversano il passaggio da una fase di accettazione &quot;silenziosa&quot; di qualsiasi sorpruso abbia fatto alla Sardegna questa destra di &quot;governo&quot; ad un mugugnare sordo che ogni tanto sbotta ma lascia sempre il tempo che trova. 
Per il Pdl Berlusconiano/Democristiano alla Oppi sarà molto facile sedarli con qualche ulteriore poltrona nelle Asl e una piccola apertura &quot;politica&quot; sulle loro istanze imprenscindibili del territorio.  
Insomma i Sardisti contemporanei si muovono come sempre han fatto nella logica dell&#039;accettazione del &quot;minor male&quot; per la propria terra pur di ottenere la personale gratificazione esterna. Quando non è personale è a favore del partito.
E ci sta anche svendere Teulada o Perdas e regalare la bandiera a Berlusconi.
Questa cosa ha sempre contraddistinto il darsi la zappa sui piedi dei sardisti storici &quot;autonomisti ma mai autonomi&quot; anche nei loro momenti di maggior forza. Mario Melis compreso. E, tanto per farti un esempio, in questa logica ci staranno sicuramente le pale eoliche off-shore di fronte a Cagliari e anche le scorie che andranno a Oristano. 
Le possiamo considerare sempre un &quot;minor male&quot; rispetto a un paio di centrali nucleari tutte in Sardegna. Quasi come tagliarsi le mani anzichè le palle.




2) Ex-post-post di partiti vari (Ovvero Fortza Paris, Riformatori Sardi,U.D.S.):

Di loro cosa si dovrebbe dire? Ognuno nel suo piccolo pare sentirsi il centro del mondo Sardo ma sembrano contare quanto il due di picche in termini di peso politico della propria azione per la Sardegna. Secondo me li accomuna soltanto il fatto che si ispirano vagamente ad un &quot;sentire&quot; che è facile chiamare sardità ma molto più difficile mettere in atto. Aggiungo a questo al limite che i loro esponenti sono sardi anagraficamente e vivono in Sardegna. Ma forse qui si fermano. Per il resto, se contano le azioni dei singoli, rappresentativi di ognuno di questi partiti (anche perchè le loro formazioni politiche attuali sono spesso una loro diretta emanazione di convenienza) direi che le azioni sono sempre e solo state di sostegno a politiche esterne a questa Terra, nonostante sia anche la loro. 
Politiche che si ammantano di volta in volta del mantello che più conviene indossare prima delle amministrative di turno. Insomma molti di questi postDC o PSI se sembrano oggi agitarsi tutti abbastanza, devo dire anche Mario Floris compreso, onestamente non mi sembra lo facciamo mai davvero per la Sardegna così come non lo hanno mai fatto finora quando hanno avuto (lui per primo) voti, potere e cariche a livello locale e regionale. 
E se ognuno di questi sogna di essere eletto per potersi poi dichiarare sempre alla prima occasione un fedele &quot;servitore&quot; dello stato (quello italiano che poi sarebbe l&#039;unico davvero in grado di pagar loro le indennità, i gettoni in commissione o la pensione da consigliere regionale) figurarsi quanto si batteranno mai davvero questi per una Nazione Sarda che non solo NON ESISTE nemmeno sulla Carta (anche Costituzionale) ma che probabilmente se si riuscisse a crearla avrebbe bisogno per i suoi primi anni di vita di una nuova classe politica costituente fatta di nuovi uomini, dei veri &quot;politici non professionisti&quot; in quanto politici idealisti e utopici. 
Insomma dei volontari di una nuova classe dirigente CHE NON ESISTE.
Tutti tesi verso una Democrazia Sarda Costituente e disposti alla ribellione (non violenta per carità) contro lo stato Italiano e dunque anche al sacrificio personale e a pagar loro anche economicamente e in prima persona per tenerla in vita una neonata Nazione Sarda. Dubito che se ne trovi uno di questi nuovi politici dentro quei partiti. Così come non se ne vedono di Sardi che fanno gli interessi della Sardegna, nei grossi partiti dentro l&#039;arco parlamentare italiano.


Irs, Sardigna Natzione, URN, Altri nazionalisti

Qui in tutti questi movimenti, a differenza di quanto detto per gli altri, siamo certo più vicini all&#039;argomento &quot;utopia&quot; e sicuramente agli antipodi rispetto quanto detto. Ognuno di questi movimenti, con tutte le diversità ha al suo interno persone, logiche e contenuti molto più pregnanti quanto a idealismo, sincerità e anche forza del proprio attivismo volontario nell&#039;interesse dei Sardi e della Sardegna. Sia come singoli che come gruppi.
Il paradosso è proprio che NESSUNO DI QUESTI (sia come loro singolo rappresentante che come gruppo e movimento) AVRRA&#039; MAI LA CAPACITA&#039;DI GOVERNARE ALCUNCHE&#039; in questa Terra di Sardegna (così come nel resto d&#039;italia, senza prima necessariamente CORROMPERSI.

La corruzione che aspetta tutti questi individui e i loro movimenti (tra cui includo anche i Nazionalisti Sardi) non è quella infima delle clientele. Vorrei dare per scontato che ne siano immuni, anche se so che non è mai così. La corruzione di cui parlo è quella del sistema democratico rappresentativo. Che gli imporrà naturalmente il &quot;servire&quot; logiche di rappresentanza democratica, attraverso regole che sono quelle imposte da un altro stato. Che loro rinnegano ma che saranno costretti ad utilizzare.

Essi quindi dovranno accettare per prime , come hanno fatto finora, tutte quelle &quot;forche caudine&quot; elettorali, anche quando non le condividono. 

E questi movimenti (tutti nessuno escluso) dovranno passare attraverso altri 20 anni di praticantato dei loro giovani e volenterosi membri (IRS per prima che sembra la forza con la rappresentanza  più giovane e forse genuina ma anche per questo sicuramente è la più ingenua e ne sarà facile preda).

Sappiamo tutti che la maggior parte di questi giovani INVECCHIERANNO dentro quei movimenti come è successo ai loro predecessori dentro decine di altri movimenti. Ognuno chiuso nel suo settarismo. Ogni nuovo movimento è tale per definizione. 
IRS ORA E&#039; SETTARIA perchè raduna molti giovani. 
E i giovani dentro i movimenti sono tanto più settari quanto più si sentono &quot;rivoluzionari&quot; perchè si devono in qualche modo difendere dalla conservazione dei meccanismi di autodifesa propri dell&#039;esterno o degli &quot;anziani&quot;. 
Ma  quando invecchiano gli stessi giovani saranno anziani altrettanto settari perchè si spera che altri giovani rivoluzionari come loro li minacceranno.
Insomma, riunire movimenti che nascono &quot;settari&quot; per definizione è utopico.

Quasi quanto la speranza di ognuno di questi movimenti di guadagnare un ulteriore punto (o peggio uno zero virgola) percentuale in più alle prossime amministrative o un seggio in consiglio regionale. 

Ogni sciocchezza di questo tipo, concessa loro nel meccanismo di rappresentanza democratica del sistema, viene vissuta come una vittoria. 
Guardatevi i forum, blog, siti dei vari piccoli movimenti indipendentisti...

Irs compreso e per primo. Il gioco del sistema è tutto qui. E gli antagonismi parcellizzati in mille rivoli sono perfettamente congeniali al sistema moloch.

4) Sardegna Democratica, Sindacati ecc.

Anche qui vedo ben poche possibilità di unione d&#039;intenti. 
Dove dovrebbero convergere le logiche di aderenza di queste entità rappresentative di lobbies (culturali, lavorative, sociali) ad una Nazionalità Sarda aperta a tutti?

Nella tutela di forze che sono rappresentative di Sardi ma che però aderiscono a regole imposte loro dall&#039;esterno?
Se si stratta di forze sociali, come i sindacati che tutelano solo gli interessi di lavoro e lavoratori purchè siano loro iscritti, è utopico. 
Perchè la tutela dei singoli prevale anche quando le logiche di  un gruppo (i lavoratori dell&#039;industria oppure quelli del comparto edile) vanno contro il resto della collettività o peggio del territorio e dell&#039;ambiente.
Quanto avvenuto e avviene in Sardegna, in questo ambito è lampante.
Unione di forze dunque impossibile e altrettanto utopica.

Parliamo infine dei movimenti culturali o dell&#039;associazionismo in genere se preferite. Sardegna Democratrica sopra tutti. 
Se Soru (e dunque SD) non sono riusciti finora e non riescono a trovare il coraggio e le palle per  scindersi definitivamente dal PD, prendendo le distanze dai tanti sardi &quot;bottegai oscuri&quot; di sinistra ne seguiranno le sorti.
 
Riproducendosi anche in Sardegna in quell&#039;eterno gioco di piccole correnti di sopravvivenza (che comprenderanno tutto e il contrario di tutto) che nella sinistra italiana (quella di opposizione o quella di governo è uguale) sono state da sempre naturali e congeniali anch&#039;esse al sistema, da Berlinguer fino a Occhetto, passando per D&#039;Alema e Veltroni. 
O per i cosidetti &quot;giovani&quot; del PD attuale. 
 
Anche in questo caso, l&#039;autonomia dei singoli sui territori di rappresentanza è solo quella che viene concessa dagli apparati centrali (che siano federativi cambia ben poco). O sei dentro o sei fuori gli apparati.
E se anche la pretesa di qualsiasi piccola &quot;indipendenza&quot; si suppone la si debba chiedere a qualcuno, si dipende ancor di più da questo qualcuno. 
Sempre e a prescindere.

Insomma, concludendo mi pare che mentre noi stiamo a guardare e a parlarne, nel frattempo, tutti i loro, così come anche i vostri progetti di autonomia, indipendenza o Nazione Sarda, Stato Federale o forme di autogoverno che dir si vogliano ecc. per efficaci, sinceri e programmatici che siano si scontrano con l&#039;IMPOSSIBILITA&#039; MATERIALE ODIERNA di affermare davvero l&#039;esistenza di una Nazione (sopratutto per questa Sardegna) senza avere la forza di avviare un processo istituzionale forte che sia riconoscibile all&#039;esterno, ancora prima che tale processo possa essere unitario e riconosciuto all&#039;interno della Sardegna stessa.

Per avviare un processo di questo tipo si deve avere un forte peso sul territorio (parlo di peso della Sardegna nei confronti dello Stato Italiano). 

E questo peso, a differenza della Catalogna, della Scozia o del triveneto leghista, noi Sardi non lo abbiamo, anche perchè le forze democratiche che abbiamo eletto finora non sono mai state in grado non dico di imporlo, ma nemmeno di affermarlo chiedendolo seriamente allo stato italiano da cui dipendono.
  
Dunque AFFERMARE LA PROPRIA NON DIPENDENZA SAREBBE IL PRIMO PASSO PER L&#039;INDIPENDENZA.

E secondo me l&#039;affermazione di NON DIPENDENZA si può ottenere solo in due modi:
 
1) IN MODO VIOLENTO. Che è la forma maggiormente attuata da molti popoli nella storia. Forma eticamente esecrabile, sanguinosa per lo stesso popolo che si dice di voler liberare e che non è detto porti ad una reale indipendenza. E&#039; sicuramente la forma veloce, se si ha la forza (anche militare) per imporla, non è certo il caso della Sardegna. Che ha molti militari sempre pronti a morire per lo stato italiano (sia in tempo di guerra che di pace) e comunque non è certo una soluzione, ad ogni liberazione spesso segue rapida una restaurazione. 


2) IN MODO NON VIOLENTO.
Questa seconda modalità è quella a cui ovviamente tutti i movimenti moderni dicono di ispirarsi (divertente come sia IRS che voi citiate nazionalisti citiate Gandhi, che pure cosi non violento almeno in origine non era)

La forma non violenta presupporrebbe una rivoluzione &quot;amministrativa&quot; che permetterebbe ai popoli di non aderire a delle logiche di protesta &quot;politica e democratica&quot; che abbiano però peso reale. Queste si, quando riescono sono quelle che concedono poi la forza per trattare in condizioni di parità con uno stato da cui ci si voglia separare consensualmente. 
Sono forme di protesta fiscali, politiche, economiche ed elettorali attuabili nei confronti di uno stato se non lo si sente la propria Nazione.
I singoli lasciati soli, in questo casi rischiano tantissimo. I movimenti se hanno forza nuemrica di rappresentanza, molto meno.
La lega minaccia la rivoluzione fiscale ogni mese. Probabilmente i suoi elettori la attuano a prescindere, evadendo direttamente le tasse.

Questa potrebbe essere una strada anche per la Nazione Sarda, ovviamente non violenta, da tentare. 

Magari a cominciare da un fondo di garanzia fiscale sostitutivo per una Nazione Sarda, compresa una forma di tutela con una amministrativa a livello europeo per i cittadini Sardi che decidessero di versare li delle imposte sostitutive. Non vedo ipotesi per la creazione di una assemblea costituente (che non sia il banale consiglio di una regione che viene eletto con leggi e con servitori dello stato italiano)  
Non vedo una carta costituzionale scritta da questo consiglio che preveda i diritti e i doveri dei Sardi, o garantisca loro l&#039;elezione e il sostegno politico di un ipotetico governo o parlamento Sardo (fosse pure eletto in esilio)... 

Non so qualsiasi forma o cosa che non sia parlare del nulla come avviene da anni quaggiù.. 

Io non vedo queste forme alternative di protesta, in grado di dare peso sociale ad un popolo e a un territorio. Non le vedo nelle dichiarazioni di nessuno.

E NON LE VEDO OGGI in nessuno dei tanti programmi delle tante forze autonomistiche o indipendenti. Nessuno pensa di attuare una forma di protesta simile. Nemmeno un richiamo ad essa come ultima ratio. Perchè? 

Tutto il resto è solo fumo negli occhi, e la prima cartina tornasole l&#039;avremo alle prossime provinciali. Tutti in fila alle urne a votare per i rappresentanti dello stato italiano. 
Tutti pronti a papparsi le briciole, quando va pure bene,  di un consigliere comunale o provinciale eletto con il proprio uno o due virgola zero per cento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Jaku:<br />
Direi che non si dovrebbe confondere il fatto che le persone come noi e tanti altri dialoghino intorno a queste aspettative (così come tutti gli individui diversi ma intelligenti hanno sempre fatto con il giusto rispetto l&#8217;uno dell&#8217;altro) con il fatto che i movimenti o meglio ancora dei partiti politici &#8220;ufficialmente&#8221; facciano la stessa cosa. </p>
<p>Però vorrei anche rivolgermi qui nel merito a Bomboi e agli altri Nazionalisti Sardi su questo sito sopratutto per capire come si possa pretendere che quei partiti/movimenti citati prendano posizione in merito con documenti e azioni pubbliche. Mi scuserete ma il post è lungo.</p>
<p>Se leggo la lista di movimenti che considerate da &#8220;riunire&#8221; di cui si parla qui, chi sarebbero REALMENTE COMPATIBILI con il processo serio di costituzione di una NAZIONE SARDA? </p>
<p>Dico questo perchè è quello che un Sardo, anche fiducioso nella bontà del processo, ma non appartenente a nessuno di questi osservandoli dall&#8217;esterno (come me) possa intuire come quello che proponete sia ben poco possibile.</p>
<p>1) Sardisti: (RossoMori, PSdAz)</p>
<p>Sembrano tutti vecchi reduci da una guerra di trincea, sopravissuti alla loro catarsi post-anni &#8216;80 nella maniera peggiore.  Con una scissione interna continua e che prosegue (per fissione) da decenni. Sembra di assistere nel ns. piccolo localismo, alla diaspora dei radicali italiani (che ha generato Emma Bonino, Rutelli e Capezzone) o a quella della &#8220;sinistra di sinistra&#8221;&#8230;  Ora si hanno le due fazioni.<br />
Una (quella rosso-mora) rivendica come un pregio l&#8217;appartenenza ad una sinistra che a me sembra sempre più allineata è sempre più &#8220;continentale&#8221;.<br />
E qualsiasi cosa dicano sa molto di &#8220;vorrei ma non posso essere davvero autonomo altrimenti se vincesse il PD di Silvio Lai in qualche giunta provinciale e noi ci differenziamo troppo siamo fuori dai giochi&#8221;&#8230;<br />
Dubito di loro quasi quanto dubito degli altri.<br />
Gli altri appunto, quelli che definirei azzurro-mori dato che sarebbe anti-storico chiamarli  sardo-fascisti (anche perchè Gandolfo era più deciso e aveva più palle di Maninchedda nel sostenere i propri errori) attraversano il passaggio da una fase di accettazione &#8220;silenziosa&#8221; di qualsiasi sorpruso abbia fatto alla Sardegna questa destra di &#8220;governo&#8221; ad un mugugnare sordo che ogni tanto sbotta ma lascia sempre il tempo che trova.<br />
Per il Pdl Berlusconiano/Democristiano alla Oppi sarà molto facile sedarli con qualche ulteriore poltrona nelle Asl e una piccola apertura &#8220;politica&#8221; sulle loro istanze imprenscindibili del territorio.<br />
Insomma i Sardisti contemporanei si muovono come sempre han fatto nella logica dell&#8217;accettazione del &#8220;minor male&#8221; per la propria terra pur di ottenere la personale gratificazione esterna. Quando non è personale è a favore del partito.<br />
E ci sta anche svendere Teulada o Perdas e regalare la bandiera a Berlusconi.<br />
Questa cosa ha sempre contraddistinto il darsi la zappa sui piedi dei sardisti storici &#8220;autonomisti ma mai autonomi&#8221; anche nei loro momenti di maggior forza. Mario Melis compreso. E, tanto per farti un esempio, in questa logica ci staranno sicuramente le pale eoliche off-shore di fronte a Cagliari e anche le scorie che andranno a Oristano.<br />
Le possiamo considerare sempre un &#8220;minor male&#8221; rispetto a un paio di centrali nucleari tutte in Sardegna. Quasi come tagliarsi le mani anzichè le palle.</p>
<p>2) Ex-post-post di partiti vari (Ovvero Fortza Paris, Riformatori Sardi,U.D.S.):</p>
<p>Di loro cosa si dovrebbe dire? Ognuno nel suo piccolo pare sentirsi il centro del mondo Sardo ma sembrano contare quanto il due di picche in termini di peso politico della propria azione per la Sardegna. Secondo me li accomuna soltanto il fatto che si ispirano vagamente ad un &#8220;sentire&#8221; che è facile chiamare sardità ma molto più difficile mettere in atto. Aggiungo a questo al limite che i loro esponenti sono sardi anagraficamente e vivono in Sardegna. Ma forse qui si fermano. Per il resto, se contano le azioni dei singoli, rappresentativi di ognuno di questi partiti (anche perchè le loro formazioni politiche attuali sono spesso una loro diretta emanazione di convenienza) direi che le azioni sono sempre e solo state di sostegno a politiche esterne a questa Terra, nonostante sia anche la loro.<br />
Politiche che si ammantano di volta in volta del mantello che più conviene indossare prima delle amministrative di turno. Insomma molti di questi postDC o PSI se sembrano oggi agitarsi tutti abbastanza, devo dire anche Mario Floris compreso, onestamente non mi sembra lo facciamo mai davvero per la Sardegna così come non lo hanno mai fatto finora quando hanno avuto (lui per primo) voti, potere e cariche a livello locale e regionale.<br />
E se ognuno di questi sogna di essere eletto per potersi poi dichiarare sempre alla prima occasione un fedele &#8220;servitore&#8221; dello stato (quello italiano che poi sarebbe l&#8217;unico davvero in grado di pagar loro le indennità, i gettoni in commissione o la pensione da consigliere regionale) figurarsi quanto si batteranno mai davvero questi per una Nazione Sarda che non solo NON ESISTE nemmeno sulla Carta (anche Costituzionale) ma che probabilmente se si riuscisse a crearla avrebbe bisogno per i suoi primi anni di vita di una nuova classe politica costituente fatta di nuovi uomini, dei veri &#8220;politici non professionisti&#8221; in quanto politici idealisti e utopici.<br />
Insomma dei volontari di una nuova classe dirigente CHE NON ESISTE.<br />
Tutti tesi verso una Democrazia Sarda Costituente e disposti alla ribellione (non violenta per carità) contro lo stato Italiano e dunque anche al sacrificio personale e a pagar loro anche economicamente e in prima persona per tenerla in vita una neonata Nazione Sarda. Dubito che se ne trovi uno di questi nuovi politici dentro quei partiti. Così come non se ne vedono di Sardi che fanno gli interessi della Sardegna, nei grossi partiti dentro l&#8217;arco parlamentare italiano.</p>
<p>Irs, Sardigna Natzione, URN, Altri nazionalisti</p>
<p>Qui in tutti questi movimenti, a differenza di quanto detto per gli altri, siamo certo più vicini all&#8217;argomento &#8220;utopia&#8221; e sicuramente agli antipodi rispetto quanto detto. Ognuno di questi movimenti, con tutte le diversità ha al suo interno persone, logiche e contenuti molto più pregnanti quanto a idealismo, sincerità e anche forza del proprio attivismo volontario nell&#8217;interesse dei Sardi e della Sardegna. Sia come singoli che come gruppi.<br />
Il paradosso è proprio che NESSUNO DI QUESTI (sia come loro singolo rappresentante che come gruppo e movimento) AVRRA&#8217; MAI LA CAPACITA&#8217;DI GOVERNARE ALCUNCHE&#8217; in questa Terra di Sardegna (così come nel resto d&#8217;italia, senza prima necessariamente CORROMPERSI.</p>
<p>La corruzione che aspetta tutti questi individui e i loro movimenti (tra cui includo anche i Nazionalisti Sardi) non è quella infima delle clientele. Vorrei dare per scontato che ne siano immuni, anche se so che non è mai così. La corruzione di cui parlo è quella del sistema democratico rappresentativo. Che gli imporrà naturalmente il &#8220;servire&#8221; logiche di rappresentanza democratica, attraverso regole che sono quelle imposte da un altro stato. Che loro rinnegano ma che saranno costretti ad utilizzare.</p>
<p>Essi quindi dovranno accettare per prime , come hanno fatto finora, tutte quelle &#8220;forche caudine&#8221; elettorali, anche quando non le condividono. </p>
<p>E questi movimenti (tutti nessuno escluso) dovranno passare attraverso altri 20 anni di praticantato dei loro giovani e volenterosi membri (IRS per prima che sembra la forza con la rappresentanza  più giovane e forse genuina ma anche per questo sicuramente è la più ingenua e ne sarà facile preda).</p>
<p>Sappiamo tutti che la maggior parte di questi giovani INVECCHIERANNO dentro quei movimenti come è successo ai loro predecessori dentro decine di altri movimenti. Ognuno chiuso nel suo settarismo. Ogni nuovo movimento è tale per definizione.<br />
IRS ORA E&#8217; SETTARIA perchè raduna molti giovani.<br />
E i giovani dentro i movimenti sono tanto più settari quanto più si sentono &#8220;rivoluzionari&#8221; perchè si devono in qualche modo difendere dalla conservazione dei meccanismi di autodifesa propri dell&#8217;esterno o degli &#8220;anziani&#8221;.<br />
Ma  quando invecchiano gli stessi giovani saranno anziani altrettanto settari perchè si spera che altri giovani rivoluzionari come loro li minacceranno.<br />
Insomma, riunire movimenti che nascono &#8220;settari&#8221; per definizione è utopico.</p>
<p>Quasi quanto la speranza di ognuno di questi movimenti di guadagnare un ulteriore punto (o peggio uno zero virgola) percentuale in più alle prossime amministrative o un seggio in consiglio regionale. </p>
<p>Ogni sciocchezza di questo tipo, concessa loro nel meccanismo di rappresentanza democratica del sistema, viene vissuta come una vittoria.<br />
Guardatevi i forum, blog, siti dei vari piccoli movimenti indipendentisti&#8230;</p>
<p>Irs compreso e per primo. Il gioco del sistema è tutto qui. E gli antagonismi parcellizzati in mille rivoli sono perfettamente congeniali al sistema moloch.</p>
<p>4) Sardegna Democratica, Sindacati ecc.</p>
<p>Anche qui vedo ben poche possibilità di unione d&#8217;intenti.<br />
Dove dovrebbero convergere le logiche di aderenza di queste entità rappresentative di lobbies (culturali, lavorative, sociali) ad una Nazionalità Sarda aperta a tutti?</p>
<p>Nella tutela di forze che sono rappresentative di Sardi ma che però aderiscono a regole imposte loro dall&#8217;esterno?<br />
Se si stratta di forze sociali, come i sindacati che tutelano solo gli interessi di lavoro e lavoratori purchè siano loro iscritti, è utopico.<br />
Perchè la tutela dei singoli prevale anche quando le logiche di  un gruppo (i lavoratori dell&#8217;industria oppure quelli del comparto edile) vanno contro il resto della collettività o peggio del territorio e dell&#8217;ambiente.<br />
Quanto avvenuto e avviene in Sardegna, in questo ambito è lampante.<br />
Unione di forze dunque impossibile e altrettanto utopica.</p>
<p>Parliamo infine dei movimenti culturali o dell&#8217;associazionismo in genere se preferite. Sardegna Democratrica sopra tutti.<br />
Se Soru (e dunque SD) non sono riusciti finora e non riescono a trovare il coraggio e le palle per  scindersi definitivamente dal PD, prendendo le distanze dai tanti sardi &#8220;bottegai oscuri&#8221; di sinistra ne seguiranno le sorti.</p>
<p>Riproducendosi anche in Sardegna in quell&#8217;eterno gioco di piccole correnti di sopravvivenza (che comprenderanno tutto e il contrario di tutto) che nella sinistra italiana (quella di opposizione o quella di governo è uguale) sono state da sempre naturali e congeniali anch&#8217;esse al sistema, da Berlinguer fino a Occhetto, passando per D&#8217;Alema e Veltroni.<br />
O per i cosidetti &#8220;giovani&#8221; del PD attuale. </p>
<p>Anche in questo caso, l&#8217;autonomia dei singoli sui territori di rappresentanza è solo quella che viene concessa dagli apparati centrali (che siano federativi cambia ben poco). O sei dentro o sei fuori gli apparati.<br />
E se anche la pretesa di qualsiasi piccola &#8220;indipendenza&#8221; si suppone la si debba chiedere a qualcuno, si dipende ancor di più da questo qualcuno.<br />
Sempre e a prescindere.</p>
<p>Insomma, concludendo mi pare che mentre noi stiamo a guardare e a parlarne, nel frattempo, tutti i loro, così come anche i vostri progetti di autonomia, indipendenza o Nazione Sarda, Stato Federale o forme di autogoverno che dir si vogliano ecc. per efficaci, sinceri e programmatici che siano si scontrano con l&#8217;IMPOSSIBILITA&#8217; MATERIALE ODIERNA di affermare davvero l&#8217;esistenza di una Nazione (sopratutto per questa Sardegna) senza avere la forza di avviare un processo istituzionale forte che sia riconoscibile all&#8217;esterno, ancora prima che tale processo possa essere unitario e riconosciuto all&#8217;interno della Sardegna stessa.</p>
<p>Per avviare un processo di questo tipo si deve avere un forte peso sul territorio (parlo di peso della Sardegna nei confronti dello Stato Italiano). </p>
<p>E questo peso, a differenza della Catalogna, della Scozia o del triveneto leghista, noi Sardi non lo abbiamo, anche perchè le forze democratiche che abbiamo eletto finora non sono mai state in grado non dico di imporlo, ma nemmeno di affermarlo chiedendolo seriamente allo stato italiano da cui dipendono.</p>
<p>Dunque AFFERMARE LA PROPRIA NON DIPENDENZA SAREBBE IL PRIMO PASSO PER L&#8217;INDIPENDENZA.</p>
<p>E secondo me l&#8217;affermazione di NON DIPENDENZA si può ottenere solo in due modi:</p>
<p>1) IN MODO VIOLENTO. Che è la forma maggiormente attuata da molti popoli nella storia. Forma eticamente esecrabile, sanguinosa per lo stesso popolo che si dice di voler liberare e che non è detto porti ad una reale indipendenza. E&#8217; sicuramente la forma veloce, se si ha la forza (anche militare) per imporla, non è certo il caso della Sardegna. Che ha molti militari sempre pronti a morire per lo stato italiano (sia in tempo di guerra che di pace) e comunque non è certo una soluzione, ad ogni liberazione spesso segue rapida una restaurazione. </p>
<p>2) IN MODO NON VIOLENTO.<br />
Questa seconda modalità è quella a cui ovviamente tutti i movimenti moderni dicono di ispirarsi (divertente come sia IRS che voi citiate nazionalisti citiate Gandhi, che pure cosi non violento almeno in origine non era)</p>
<p>La forma non violenta presupporrebbe una rivoluzione &#8220;amministrativa&#8221; che permetterebbe ai popoli di non aderire a delle logiche di protesta &#8220;politica e democratica&#8221; che abbiano però peso reale. Queste si, quando riescono sono quelle che concedono poi la forza per trattare in condizioni di parità con uno stato da cui ci si voglia separare consensualmente.<br />
Sono forme di protesta fiscali, politiche, economiche ed elettorali attuabili nei confronti di uno stato se non lo si sente la propria Nazione.<br />
I singoli lasciati soli, in questo casi rischiano tantissimo. I movimenti se hanno forza nuemrica di rappresentanza, molto meno.<br />
La lega minaccia la rivoluzione fiscale ogni mese. Probabilmente i suoi elettori la attuano a prescindere, evadendo direttamente le tasse.</p>
<p>Questa potrebbe essere una strada anche per la Nazione Sarda, ovviamente non violenta, da tentare. </p>
<p>Magari a cominciare da un fondo di garanzia fiscale sostitutivo per una Nazione Sarda, compresa una forma di tutela con una amministrativa a livello europeo per i cittadini Sardi che decidessero di versare li delle imposte sostitutive. Non vedo ipotesi per la creazione di una assemblea costituente (che non sia il banale consiglio di una regione che viene eletto con leggi e con servitori dello stato italiano)<br />
Non vedo una carta costituzionale scritta da questo consiglio che preveda i diritti e i doveri dei Sardi, o garantisca loro l&#8217;elezione e il sostegno politico di un ipotetico governo o parlamento Sardo (fosse pure eletto in esilio)&#8230; </p>
<p>Non so qualsiasi forma o cosa che non sia parlare del nulla come avviene da anni quaggiù.. </p>
<p>Io non vedo queste forme alternative di protesta, in grado di dare peso sociale ad un popolo e a un territorio. Non le vedo nelle dichiarazioni di nessuno.</p>
<p>E NON LE VEDO OGGI in nessuno dei tanti programmi delle tante forze autonomistiche o indipendenti. Nessuno pensa di attuare una forma di protesta simile. Nemmeno un richiamo ad essa come ultima ratio. Perchè? </p>
<p>Tutto il resto è solo fumo negli occhi, e la prima cartina tornasole l&#8217;avremo alle prossime provinciali. Tutti in fila alle urne a votare per i rappresentanti dello stato italiano.<br />
Tutti pronti a papparsi le briciole, quando va pure bene,  di un consigliere comunale o provinciale eletto con il proprio uno o due virgola zero per cento.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Jaku</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-222</link>
		<dc:creator>Jaku</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:27:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-222</guid>
		<description>Non è utopia! Da un anno a questa parte i movimenti indipendentisti stanno dialogando, si sta aprendo anche un nuovo &quot;fronte&quot; disponibile a cllaborare dentro irs e ci sono movimenti autonomisti come fortza paris e psd&#039;az pronti ad alleanze...serve tempo...non dobbiamo fasciarci la testa prima di essercela rotta!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è utopia! Da un anno a questa parte i movimenti indipendentisti stanno dialogando, si sta aprendo anche un nuovo &#8220;fronte&#8221; disponibile a cllaborare dentro irs e ci sono movimenti autonomisti come fortza paris e psd&#8217;az pronti ad alleanze&#8230;serve tempo&#8230;non dobbiamo fasciarci la testa prima di essercela rotta!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Sardigna Liberation Front</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-221</link>
		<dc:creator>Sardigna Liberation Front</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:02:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-221</guid>
		<description>No Giovanni. 

Scusami, non ho detto che non mi interessa unire le forze con qualcuno che non si conosce o che ha fatto (o non ha fatto) l&#039;amministratore a destra per anni.

Amministrare localmente i piccoli centri di un territorio come il nostro, nelle condizioni in cui versano, spesso comporta l&#039;assumersi scelte che non sono più &quot;politiche&quot;, ma vedono semplicemente il sostentamento quotidiano delle realtà o  tamponano delle emergenze. 

Io invece mi riferivo a logiche di progetto e di visione di futuro che abbiano un respiro più ampio per questa Sardegna.
E in questo senso penso che le opinioni espresse, dai rappresentanti di uno schieramento politico, quando sono sincere così si spera lo sia il libero pensare di ogni individuo, possano qualificare gli uomini al pari delle loro azioni.
E qualifichino anche le forze politiche che questi uomini frequentano.

E se tu oggi pensi e giudichi positivamente, secondo una tua del tutto lecita opinione  l&#039;operato di una giunta regionale come quella attuale allora io ti dico che NOI SIAMO MOLTO LONTANI, diversi e destinati probabilmente a restare disuniti. Perchè NON ti reputo indipendente nel pensare. 

Che poi la tua opinione si sia formata o venga dall&#039;esterno o dall&#039;interno del mondo politico di questa regione, non mi importa.

Io penso di potermi dichiarare indipendente non soltanto perchè non appartengo a nessuna logica politica, o non mi sento da esse rappresentato, ma anche perchè credo, anche per questo, di poter avere a cuore questa Terra e il suo futuro in modo più chiaro di chi, almeno secondo me, ha negli occhi i segnali di fumo continui del proprio schieramento politico.

Altrimenti, fuori da ogni considerazione di schieramento, dovresti ammettere anche tu che non solo questo centrodestra regionale ha fatto ben poco in quest&#039;anno di attività ma, ancora peggio, TUTTO quello che ha fatto è eufemistico definire solo come &quot;sentito lontano dalla base&quot;. 
Sempre che ci si accordi sul termine. 
Perchè se la tua base sono i Sardi ti dico che secondo me non esiste azione fatta da questa giunta in regione che non risulti PALESEMENTE contraria agli interessi di questa Terra, del futuro della sua collettività e dunque dei Sardi, in quanto tutto è sempre obbediente e succube a logiche esterne e sfavorevoli alla Sardegna.
 
E anche quando l&#039;azione politica pare favorire soggetti in apparenza &quot;sardi&quot; ogni cosa viene fatta seguendo un preciso manualetto (che non saprei se definire più cencelli o più di loggia) che si pone come obiettivo solo il rispetto degli interessi di casta dei soliti e pochi notabili isolani noti, delle loro clientele economiche e della tutela del più basso sottobosco di potere e prevaricazione esercitata da questi sui sardi deboli, bisognosi e &quot;ignoranti&quot; che li circonda e li sostiene. Sardi ignoranti solo nel senso che spesso ignorano (perchè vengono loro accuratamente celati) i motivi e le cause reali del loro bisogno, che è sempre stato generato e indotto (dal piano di rinascita in poi) proprio dal potere di casta per il controllo del territorio.
Ignoranza che viene alimentata in quanto crea la forza e la sopravvivenza di tutto il sistema.  Sistema che esiste e si tutela anche in quanto &quot;statuale&quot;, essendo lo stato di indigenza assistita, l&#039;unico stato di possibile nazione che ci è spesso consentito, in quest&#039;isola di gattopardi e prede, dove nulla cambia mai davvero. 
Un&#039;isola la nostra dove sempre e tutto è stato legato al bieco tornaconto economico di un&#039;enclave ristretta di gattopardi &quot;elettorali&quot; che spesso non abbiamo nemmeno il coraggio di chiamare &quot;mafiosa&quot; soltanto perchè siamo ignoranti o la pensiamo meno pericolosa in quanto non ha mai ucciso o non ferisce nessuno. 

Non ha bisogno di esercitre violenza questa enclave. Dato che è stata ed è in grado di alimentare in ben altri modo il consenso e la sudditanza alle sue logiche. Ecco secondo me non esiste azione di Capellacci &amp; Company che non sia finora riconducibile a queste poche e banali deduzioni.

E se un Sardo non riconosce questo, da qualunque parti voti, non dimostra nessuna indipendenza, non soltanto per fini di tipo &quot;identitario o nazionalitario&quot; ma di banale giudizio della realtà dei fatti. 
Questa è la mia semplice, sincera e probabilmente inutile (almeno in questa sede) opinione.
  
Non si tratta quindi di un giudizio dato dallo schieramento politico il mio. 
Non condividevo certo le troppe, sbagliate e spesso confuse azioni del centro-sinistra della giunta precedente.  
Così come non ho mai condiviso e penso che ancora prima non ci sia stato NESSUNO in grado di fare, a livello politico regionale, delle azioni che fossero sempre e solo nel sincero interesse dei Sardi.
 
Ma se volessimo entrare davvero nel semplice merito delle cose credo sia ormai EVIDENTE per tanti Sardi dal giudizio libero e indipendente (presenti anche tra quei pochi critici nel centrodestra) come anche le azioni più sbagliate (nei modi, nei tempi, nel personalismo, nelle interpretazioni normative o nei metodi) di uno come Soru avevano forse più motivazioni sincere di rivendicazione e tutela degli interessi reali di questa Terra o dei Sardi di quante non se ne siano mai viste fare da nessun esponente politico precedente (e purtroppo successivo) in Sardegna. 

Comprese quelle dei tanti, troppi, indipendentisti, nazionalisti, autonomisti o sardisti che siano o a parole dichiarino d&#039;essere. 
Da Lussu, fino a Mario Melis o agli attuali Sardisti o Indipendentisti.

Ecco se uno come Soru, che forse indipendentista non lo era per niente (così come probabilmente non era nemmeno davvero di sinistra) ma sicuramente era INDIPENDENTE e una idea di NAZIONE SARDA forte l&#039;aveva più di tanti altri, viene costretto a estromettersi con forza dalla gestione della cosa pubblica mi sembra ci sia poco da sperare.

Una idea di Sardegna forte deve anche essere in grado di prendere decisioni rapide, anche scomode, per poter finalmente di imporre scelte e logiche diverse nei confronti di uno stato (quello italiano) con cui volenti o nolenti, per molto tempo ancora ci si dovrà confrontare. 
Se uno così viene rapidamente sostituito, nel silenzio complice dei sardi, da uno come Cappellacci che considerare un fantasma o un ectoplasma politico è quasi un complimento credo ci sia ben poco da salvare in Sardegna... 

E se questo avviene per volere della maggioranza composta da TUTTE o quasi le forze politiche di centro e di sisnistra, compresi i vari movimenti indipendentisti o autonomisti e sardisti (disunidos che per una volta solo si son trovati uniti)oltre che per colpa di tanti sardi ignavi o ignoranti di cui parlavo, credo che l&#039;idea di una Sardegna Nazione sia sconfitta in partenza.  

Insomma se dopo un anno di questo andazzo amministrativo della regione tu, o chiunque altro, mi dice che pensa di poter salvare in un ottica identitaria o nazionalitaria, anche una soltanto fra le azioni di chi apparentemente governa oggi questa isola, significa che TUTTI, nessuno escluso, siete sicuramente lontani anni luce da me.

Ma forse sono io che non sono davvero Sardo. 
O magari sbaglio a pensare che la Sardegna abbia diritto ad un futuro migliore di quello che i sardi stessi le prospettano.

Sicuramente però, ritengo che unire le forze, tra persone così diverse e in queste condizioni non sia solo difficile. E&#039; un&#039;utopia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No Giovanni. </p>
<p>Scusami, non ho detto che non mi interessa unire le forze con qualcuno che non si conosce o che ha fatto (o non ha fatto) l&#8217;amministratore a destra per anni.</p>
<p>Amministrare localmente i piccoli centri di un territorio come il nostro, nelle condizioni in cui versano, spesso comporta l&#8217;assumersi scelte che non sono più &#8220;politiche&#8221;, ma vedono semplicemente il sostentamento quotidiano delle realtà o  tamponano delle emergenze. </p>
<p>Io invece mi riferivo a logiche di progetto e di visione di futuro che abbiano un respiro più ampio per questa Sardegna.<br />
E in questo senso penso che le opinioni espresse, dai rappresentanti di uno schieramento politico, quando sono sincere così si spera lo sia il libero pensare di ogni individuo, possano qualificare gli uomini al pari delle loro azioni.<br />
E qualifichino anche le forze politiche che questi uomini frequentano.</p>
<p>E se tu oggi pensi e giudichi positivamente, secondo una tua del tutto lecita opinione  l&#8217;operato di una giunta regionale come quella attuale allora io ti dico che NOI SIAMO MOLTO LONTANI, diversi e destinati probabilmente a restare disuniti. Perchè NON ti reputo indipendente nel pensare. </p>
<p>Che poi la tua opinione si sia formata o venga dall&#8217;esterno o dall&#8217;interno del mondo politico di questa regione, non mi importa.</p>
<p>Io penso di potermi dichiarare indipendente non soltanto perchè non appartengo a nessuna logica politica, o non mi sento da esse rappresentato, ma anche perchè credo, anche per questo, di poter avere a cuore questa Terra e il suo futuro in modo più chiaro di chi, almeno secondo me, ha negli occhi i segnali di fumo continui del proprio schieramento politico.</p>
<p>Altrimenti, fuori da ogni considerazione di schieramento, dovresti ammettere anche tu che non solo questo centrodestra regionale ha fatto ben poco in quest&#8217;anno di attività ma, ancora peggio, TUTTO quello che ha fatto è eufemistico definire solo come &#8220;sentito lontano dalla base&#8221;.<br />
Sempre che ci si accordi sul termine.<br />
Perchè se la tua base sono i Sardi ti dico che secondo me non esiste azione fatta da questa giunta in regione che non risulti PALESEMENTE contraria agli interessi di questa Terra, del futuro della sua collettività e dunque dei Sardi, in quanto tutto è sempre obbediente e succube a logiche esterne e sfavorevoli alla Sardegna.</p>
<p>E anche quando l&#8217;azione politica pare favorire soggetti in apparenza &#8220;sardi&#8221; ogni cosa viene fatta seguendo un preciso manualetto (che non saprei se definire più cencelli o più di loggia) che si pone come obiettivo solo il rispetto degli interessi di casta dei soliti e pochi notabili isolani noti, delle loro clientele economiche e della tutela del più basso sottobosco di potere e prevaricazione esercitata da questi sui sardi deboli, bisognosi e &#8220;ignoranti&#8221; che li circonda e li sostiene. Sardi ignoranti solo nel senso che spesso ignorano (perchè vengono loro accuratamente celati) i motivi e le cause reali del loro bisogno, che è sempre stato generato e indotto (dal piano di rinascita in poi) proprio dal potere di casta per il controllo del territorio.<br />
Ignoranza che viene alimentata in quanto crea la forza e la sopravvivenza di tutto il sistema.  Sistema che esiste e si tutela anche in quanto &#8220;statuale&#8221;, essendo lo stato di indigenza assistita, l&#8217;unico stato di possibile nazione che ci è spesso consentito, in quest&#8217;isola di gattopardi e prede, dove nulla cambia mai davvero.<br />
Un&#8217;isola la nostra dove sempre e tutto è stato legato al bieco tornaconto economico di un&#8217;enclave ristretta di gattopardi &#8220;elettorali&#8221; che spesso non abbiamo nemmeno il coraggio di chiamare &#8220;mafiosa&#8221; soltanto perchè siamo ignoranti o la pensiamo meno pericolosa in quanto non ha mai ucciso o non ferisce nessuno. </p>
<p>Non ha bisogno di esercitre violenza questa enclave. Dato che è stata ed è in grado di alimentare in ben altri modo il consenso e la sudditanza alle sue logiche. Ecco secondo me non esiste azione di Capellacci &amp; Company che non sia finora riconducibile a queste poche e banali deduzioni.</p>
<p>E se un Sardo non riconosce questo, da qualunque parti voti, non dimostra nessuna indipendenza, non soltanto per fini di tipo &#8220;identitario o nazionalitario&#8221; ma di banale giudizio della realtà dei fatti.<br />
Questa è la mia semplice, sincera e probabilmente inutile (almeno in questa sede) opinione.</p>
<p>Non si tratta quindi di un giudizio dato dallo schieramento politico il mio.<br />
Non condividevo certo le troppe, sbagliate e spesso confuse azioni del centro-sinistra della giunta precedente.<br />
Così come non ho mai condiviso e penso che ancora prima non ci sia stato NESSUNO in grado di fare, a livello politico regionale, delle azioni che fossero sempre e solo nel sincero interesse dei Sardi.</p>
<p>Ma se volessimo entrare davvero nel semplice merito delle cose credo sia ormai EVIDENTE per tanti Sardi dal giudizio libero e indipendente (presenti anche tra quei pochi critici nel centrodestra) come anche le azioni più sbagliate (nei modi, nei tempi, nel personalismo, nelle interpretazioni normative o nei metodi) di uno come Soru avevano forse più motivazioni sincere di rivendicazione e tutela degli interessi reali di questa Terra o dei Sardi di quante non se ne siano mai viste fare da nessun esponente politico precedente (e purtroppo successivo) in Sardegna. </p>
<p>Comprese quelle dei tanti, troppi, indipendentisti, nazionalisti, autonomisti o sardisti che siano o a parole dichiarino d&#8217;essere.<br />
Da Lussu, fino a Mario Melis o agli attuali Sardisti o Indipendentisti.</p>
<p>Ecco se uno come Soru, che forse indipendentista non lo era per niente (così come probabilmente non era nemmeno davvero di sinistra) ma sicuramente era INDIPENDENTE e una idea di NAZIONE SARDA forte l&#8217;aveva più di tanti altri, viene costretto a estromettersi con forza dalla gestione della cosa pubblica mi sembra ci sia poco da sperare.</p>
<p>Una idea di Sardegna forte deve anche essere in grado di prendere decisioni rapide, anche scomode, per poter finalmente di imporre scelte e logiche diverse nei confronti di uno stato (quello italiano) con cui volenti o nolenti, per molto tempo ancora ci si dovrà confrontare.<br />
Se uno così viene rapidamente sostituito, nel silenzio complice dei sardi, da uno come Cappellacci che considerare un fantasma o un ectoplasma politico è quasi un complimento credo ci sia ben poco da salvare in Sardegna&#8230; </p>
<p>E se questo avviene per volere della maggioranza composta da TUTTE o quasi le forze politiche di centro e di sisnistra, compresi i vari movimenti indipendentisti o autonomisti e sardisti (disunidos che per una volta solo si son trovati uniti)oltre che per colpa di tanti sardi ignavi o ignoranti di cui parlavo, credo che l&#8217;idea di una Sardegna Nazione sia sconfitta in partenza.  </p>
<p>Insomma se dopo un anno di questo andazzo amministrativo della regione tu, o chiunque altro, mi dice che pensa di poter salvare in un ottica identitaria o nazionalitaria, anche una soltanto fra le azioni di chi apparentemente governa oggi questa isola, significa che TUTTI, nessuno escluso, siete sicuramente lontani anni luce da me.</p>
<p>Ma forse sono io che non sono davvero Sardo.<br />
O magari sbaglio a pensare che la Sardegna abbia diritto ad un futuro migliore di quello che i sardi stessi le prospettano.</p>
<p>Sicuramente però, ritengo che unire le forze, tra persone così diverse e in queste condizioni non sia solo difficile. E&#8217; un&#8217;utopia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Luigi Vargiu</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-220</link>
		<dc:creator>Luigi Vargiu</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:56:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-220</guid>
		<description>Noi pensiamo che un PNS debba essere il risultato di un lungo processo che certamente non si può fare dall’oggi al domani. Non è solo un problema di statuti o di credere all’indipendenza. Ci può anche essere un Fronte, ma i movimenti non sono tutti uguali e proprio perché alcuni non sono partiti...hanno meno motivi per stare divisi…perché ci sono statuti in certe sigle che sono scritti da poche persone e non hanno una vera struttura nel territorio Sardo…Sono argomenti spesso privi di sostanza e questo sta già emergendo dai rari incontri tra indipendentisti. La vera frattura da superare in Sardegna è quella tra autonomismo e indipendentismo, secondo noi è su questo che servirebbero i dibattiti: Sui veri problemi politici, perché l’indipendentismo in se non non ne ha e quelli che dividono li ha creati per ragioni storiche e personalistiche. Ma oggi di fronte al bipolarismo sono ingiustificabili. Se il fine per tutti è avere sempre più sovranità, dobbiamo metterci in testa che la divisione tra chi vuole fare uno Stato Sardo e tra chi vuole solo maggiori poteri per la Sardegna (in una vera fase graduale) può non avere nessuna differenza pratica quando si apre un percorso di governo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi pensiamo che un PNS debba essere il risultato di un lungo processo che certamente non si può fare dall’oggi al domani. Non è solo un problema di statuti o di credere all’indipendenza. Ci può anche essere un Fronte, ma i movimenti non sono tutti uguali e proprio perché alcuni non sono partiti&#8230;hanno meno motivi per stare divisi…perché ci sono statuti in certe sigle che sono scritti da poche persone e non hanno una vera struttura nel territorio Sardo…Sono argomenti spesso privi di sostanza e questo sta già emergendo dai rari incontri tra indipendentisti. La vera frattura da superare in Sardegna è quella tra autonomismo e indipendentismo, secondo noi è su questo che servirebbero i dibattiti: Sui veri problemi politici, perché l’indipendentismo in se non non ne ha e quelli che dividono li ha creati per ragioni storiche e personalistiche. Ma oggi di fronte al bipolarismo sono ingiustificabili. Se il fine per tutti è avere sempre più sovranità, dobbiamo metterci in testa che la divisione tra chi vuole fare uno Stato Sardo e tra chi vuole solo maggiori poteri per la Sardegna (in una vera fase graduale) può non avere nessuna differenza pratica quando si apre un percorso di governo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Pierpaolo</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-218</link>
		<dc:creator>Pierpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:39:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-218</guid>
		<description>Saludi a tottusu, ritengo che bisogna uscire dai soliti schemi dei partiti, iniziando con un nuovo approccio alla politica Nazinale Sarda che dovrà essere di tipo programmatica e non ideologica, portando le discussioni non solo sui portali internet, ma tra la gente perchè solo così che si getteranno le basi di una casa nuova per i sardi.
Pierpaolo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Saludi a tottusu, ritengo che bisogna uscire dai soliti schemi dei partiti, iniziando con un nuovo approccio alla politica Nazinale Sarda che dovrà essere di tipo programmatica e non ideologica, portando le discussioni non solo sui portali internet, ma tra la gente perchè solo così che si getteranno le basi di una casa nuova per i sardi.<br />
Pierpaolo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Silvan</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-217</link>
		<dc:creator>Silvan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:35:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-217</guid>
		<description>E, non intendo addentrarmi in questo discorso sull&#039;etica e la responsabilità di ciascuno su un forum o un blog in modo anonimo. Non servirebbe a nulla. Buona consapovolezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E, non intendo addentrarmi in questo discorso sull&#8217;etica e la responsabilità di ciascuno su un forum o un blog in modo anonimo. Non servirebbe a nulla. Buona consapovolezza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di Silvan</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-216</link>
		<dc:creator>Silvan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:27:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-216</guid>
		<description>No Giovanni, non è solo la questione dei gruppetti. Se tu non credi all&#039;indipendenza non sei capace di descriverne le possibilità per i tuoi concittadini. Se tu non credi all&#039;indipendenza ti tiri indietro quando hai da assumerti le tue resposanbilità e caschi sul primo piatto avvelenato che ti propone il bipolio. I gradi, troppi gradi, non esistono quando ci son di mezzo riforme costituzionali gestite dallo stato centrale, mica la avvii così una fase costituente. Poi parlare di partito nazionale sardo senza capire che ciascun partito territoriale ha un proprio codice-statuto che ha precise regole per il suo scioglimento vuol dire continuare a parlare di aria fritta. Nessuno dei partiti sopra citati si scioglierà, al massimo si può ragionare in termini di convergenza e governo locale quando è la credibilità delle persone, una per una, a dimostrarne la fattibilità. I problemi nei partiti territoriali locali sono altri e hanno a che fare con la semplice leggerezza umana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No Giovanni, non è solo la questione dei gruppetti. Se tu non credi all&#8217;indipendenza non sei capace di descriverne le possibilità per i tuoi concittadini. Se tu non credi all&#8217;indipendenza ti tiri indietro quando hai da assumerti le tue resposanbilità e caschi sul primo piatto avvelenato che ti propone il bipolio. I gradi, troppi gradi, non esistono quando ci son di mezzo riforme costituzionali gestite dallo stato centrale, mica la avvii così una fase costituente. Poi parlare di partito nazionale sardo senza capire che ciascun partito territoriale ha un proprio codice-statuto che ha precise regole per il suo scioglimento vuol dire continuare a parlare di aria fritta. Nessuno dei partiti sopra citati si scioglierà, al massimo si può ragionare in termini di convergenza e governo locale quando è la credibilità delle persone, una per una, a dimostrarne la fattibilità. I problemi nei partiti territoriali locali sono altri e hanno a che fare con la semplice leggerezza umana.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo di giovanni</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/dialogo-sulla-necessita-di-un-partito-nazionale-sardo/comment-page-1/#comment-215</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:06:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1217#comment-215</guid>
		<description>Specifico che non ho fatto l&#039;amministratore per 15 anni col centrodestra, ma questo cosa c&#039;entra?
forse che questo vuol dire essere sardi di serie b?
Sardigna liberat. dici che ad essere liberi ed indipendenti si è sempre troppo pochi e poi scrivi che è pressocchè impossibile pensare di unire le forze con uno che neanche conosci .
RIPETO
Cadiamo sempre nello stesso errore DISUNIDOS.
Ma la cosa che un pò mi scoraggia è la paura a confrontarci .
Il pensare meglio pochi ma buoni.
Il pensare che l&#039;unico punto di vista giusto sia il nostro.
Ritengo che per far alzare la testa alla Sardegna abbiamo bisogno di uno scopo che ci unisca in una sola voce, e per fare questo non cè Sardo che non sia degno di appartenere a questo schieramento.
Il pensare di non agregare un solo sardo portera sempre alla sconfitta.
Pierpaolo... sono molto d&#039;accordo con tè un popolo  gravato da problemi economici non ha facoltà di raziocinio .
Silvan...Credo che sovranità e indipendenza siano realtà che debbano realizzarsi per gradi.
La gente ha bisogno di dati stabili, senza questi ....non ti segue.
Saluti
Giovanni 
 


E l&#039;essere divisi in grupetti che ci ha sempre portato a essere sudditi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Specifico che non ho fatto l&#8217;amministratore per 15 anni col centrodestra, ma questo cosa c&#8217;entra?<br />
forse che questo vuol dire essere sardi di serie b?<br />
Sardigna liberat. dici che ad essere liberi ed indipendenti si è sempre troppo pochi e poi scrivi che è pressocchè impossibile pensare di unire le forze con uno che neanche conosci .<br />
RIPETO<br />
Cadiamo sempre nello stesso errore DISUNIDOS.<br />
Ma la cosa che un pò mi scoraggia è la paura a confrontarci .<br />
Il pensare meglio pochi ma buoni.<br />
Il pensare che l&#8217;unico punto di vista giusto sia il nostro.<br />
Ritengo che per far alzare la testa alla Sardegna abbiamo bisogno di uno scopo che ci unisca in una sola voce, e per fare questo non cè Sardo che non sia degno di appartenere a questo schieramento.<br />
Il pensare di non agregare un solo sardo portera sempre alla sconfitta.<br />
Pierpaolo&#8230; sono molto d&#8217;accordo con tè un popolo  gravato da problemi economici non ha facoltà di raziocinio .<br />
Silvan&#8230;Credo che sovranità e indipendenza siano realtà che debbano realizzarsi per gradi.<br />
La gente ha bisogno di dati stabili, senza questi &#8230;.non ti segue.<br />
Saluti<br />
Giovanni </p>
<p>E l&#8217;essere divisi in grupetti che ci ha sempre portato a essere sudditi.</p>
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