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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,
La situazione dell&#8217;isola è paradossale: La democrazia Sarda è inficiata da due problemi. Il primo è quello di non avere sufficiente rappresentanza politica in sedi di governo (e quindi di non poter orientare a dovere il nostro sviluppo economico). Il secondo, non meno grave, è che i movimenti Sardi, nonostante il costante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Jus-Publicum-Europaeum-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1218" title="Jus Publicum Europaeum - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Jus-Publicum-Europaeum-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>La situazione dell&#8217;isola è paradossale: La democrazia Sarda è inficiata da due problemi. Il primo è quello di non avere sufficiente rappresentanza politica in sedi di governo (e quindi di non poter orientare a dovere il nostro sviluppo economico). Il secondo, non meno grave, è che i movimenti Sardi, nonostante il costante giudizio negativo del corpo elettorale sulla loro frammentazione politica e l&#8217;assenza di un credibile programma di governo, persistono con comportamenti egoistici che ormai rasentano il grottesco.<br />
I dirigenti di tali movimenti, incuranti dello scarso interesse popolare manifestato attraverso il voto, continuano con la triste politica delle divisioni e dell&#8217;ideologia fine a se stessa.<br />
La storia del Regno Unito è esemplare, sulla falsariga di quella dell&#8217;Impero Romano, nell&#8217;India coloniale la sua politica usava dividere con sterili sotterfugi le locali forze politiche che invece unite avrebbero potuto causare loro serie sconfitte politiche. E così avvenne: Il <em>divide et impera</em> fu sconfitto. Ma oggi Roma governa.</p>
<p>Consideriamo invece il Partito Sardo d&#8217;Azione, che, benché abbia avuto il coraggio di non ghettizzarsi politicamente ma di sviluppare alleanze, risente tuttavia della sua inconsistenza numerica al punto da non avere un valido potere contrattuale con le forze politiche italiane con le quali dovrebbe sviluppare coalizioni amministrative.<br />
Non mancano neppure i vecchi sussulti ideologici di sinistra, secondo i quali ad esempio il movimento dei Rossomori non dovrebbe allearsi (a giudicare dalle parole dell&#8217;esponente Gesuino Muledda) con il PSD&#8217;AZ, in quanto quest&#8217;ultimo si sarebbe “compromesso” con il centrodestra italiano. Posizione legittima, ma nel momento in cui ci si allea per amministrare il territorio, il collante di un partito Sardo può essere l&#8217;antiberlusconismo e non gli interessi del proprio Popolo? Evidentemente nò.<br />
Chi ha scelto di dare priorità alla lotta verso l&#8217;avversario rispetto all&#8217;amore per il proprio (vecchio) partito ha scelto una cultura da cui non è mai nato nulla di buono: Ha scelto il disprezzo piuttosto che l&#8217;equilibrio. Ha scelto le chiacchiere rispetto ai programmi.<br />
Il debole impianto politico di un partito che si dichiara “indipendentista” ma preferisce allearsi con un partito italiano come il PD -piuttosto che con partiti Sardi- la dice lunga sulla sua natura.<br />
I movimenti c.d. “indipendentisti” che invece si sono presentati sempre da soli alle elezioni, nonostante la tanto sbandierata coerenza, al momento non governano alcunché.<br />
La stessa “coerenza indipendentista”, dopotutto, è una dottrina ostile ad un miglioramento delle condizioni di vita della Sardegna: A causa di quella stantia retorica che (fin dal secolo scorso) avversa un concreto percorso autonomista come gradino di lancio verso un potenziamento della sovranità Sarda in materie fondamentali come il fisco e la Pubblica Istruzione.<br />
Ciò che manca da parte loro non sono le proposte su questi settori, ma la capacità di riversare tali proposte in un progetto di governo, che, gradualmente, consenta l&#8217;adozione delle istanze segnalate.<br />
Un processo che si chiama autonomismo (non inteso come quello dai <em>calzoncini corti</em> dello Statuto Regionale del 1948), o che potrebbe (e dovrebbe, in una prima fase) chiamarsi federalismo. Conseguendo quindi analoghi poteri amministrativi da ripartire tra Cagliari e Roma.<br />
E senza tali riforme non ci sarà mai un&#8217;accrescimento del sentimento popolare verso la nostra terra, e quindi a rigor di logica non ci sarà mai alcun partito territoriale che svilupperà i numeri giusti per poter evitare (in una fase successiva) una collaborazione con le sigle politiche centraliste italiane.<br />
Tali movimenti identitari non sono veri “Nazionalismi Sardi” se prima si definiscono secondo svariate etichette, tutte in rissa tra loro.<br />
Per i veri Nazionalisti Sardi il Popolo ed il Territorio vengono prima di tutto. Ma chi dei principi ne fa una gloria è solo l&#8217;ombra di se stesso, un vanesio celato dietro una maschera dai mille volti.<br />
La “coerenza” secondo tali movimenti si traduce puntualmente in settarismo e spesso, non solo verso il diniego di alleanze con partiti italiani (che a livello teorico ed emotivo sono comprensibili), ma anche e sopratutto impedendo una collaborazione tra sigle che hanno finalità simili. O quantomeno che potrebbero averle in una prima fase di reciproca collaborazione su base programmatica: Ad esempio proprio tra chi ritiene di dover migliorare la posizione della Sardegna nel quadro dello Stato Italiano o tra chi ritiene di dover fare un nuovo Stato (Sardo), sempre e comunque parte dell&#8217;Unione Europea. Una possibilità oggi strutturalmente non perseguibile, ma solo a condizioni correnti.</p>
<p>Nel frattempo la disoccupazione non registra rallentamenti; lo sviluppo si allontana; le politiche di crescita rimangono ancorate ad un sistema fiscale ed istituzionale iniquo per le esigenze dell&#8217;isola e che quindi disperdono le poche risorse ottenute: non per investire sul futuro ma per coprire debiti di bilancio che vengono puntualmente spalmati nel tempo.<br />
I leaders dei partiti autonomisti ed indipendentisti Sardi appaiono come quelle povere formiche stuzzicate da uno spray velenoso che arriva dall&#8217;alto: Si muovono in maniera disordinata, ognuna ritiene di correre verso la salvezza rispetto ad un nemico che non distinguono chiaramente.<br />
C&#8217;è chi muore in gruppo, c&#8217;è chi muore sola, c&#8217;è chi si salva ma in seguito morirà di stenti.<br />
La disfatta è scontata perché non sono né strutturalmente, né metodologicamente in grado di competere con l&#8217;avversario.<br />
Il risultato di questo indegno spettacolo sarà la completa vittoria del loro carnefice.<br />
I movimenti Sardi sono primitivi.</p>
<p>La Sardegna non ha bisogno di formiche, la Sardegna ha bisogno di uomini e di donne dalle idee chiare, dal guanto di velluto e dal polso di acciaio.<br />
Dobbiamo dire basta con movimenti indipendentisti che fanno due passi avanti e quattro indietro disperdendo nel settarismo o all&#8217;opposizione ogni buona proposta.<br />
Basta con certo “autonomismo” che non parla di Storia Sarda e di bilinguismo nella Pubblica Istruzione.<br />
Basta con consiglieri regionali che urlano ad una platea di sordi unionisti: Siamo noi a dover costruire parte di quella platea. Affinché ci siano orecchie che recepiscano messaggi che altrimenti cadrebbero nel vuoto senza condizionare la normale routine dei sordi.<br />
E basta quindi con la conduzione dell&#8217;economia nella mani di istituzioni esterne alle esigenze della Sardegna.<br />
Basta dunque con lo strapotere di partiti primitivi come PD e PDL che del bipolarismo non ne hanno fatto uno strumento di efficienza amministrativa ma lo hanno usato come clava per la soppressione dei diritti della minoranza Sarda e dei suoi specifici bisogni.</p>
<p>Come dobbiamo comportarci? Ad esempio, un movimento come IRS alle Regionali 2009 non ha preso 30.000 voti, ne ha presi 17.000 circa su lista. <span style="color: #0000ff;"><em>Fonte: Regione Autonoma della Sardegna.</em></span><br />
Nel 1999 sa <em>Mesa Sardos Liberos</em> prese 45.207 voti su lista regionale (con vecchia legge elettorale), pur marciando sulla crisi della sinistra di allora e pur marciando con un modello politico ancora da riformare.<br />
L&#8217;unità dunque è sempre stata importante.<br />
E l&#8217;unità non serve solo a pesare nei numeri di una eventuale amministrazione, ma serve altresì a dare un chiaro messaggio riformista e di coesione verso la Pubblica Opinione.<br />
Ma sia ben chiaro: Se la Sardegna oggi è in ritardo rispetto alla formazione di un Fronte o di un ipotetico Partito Nazionale Sardo, la responsabilità non è dei partiti italiani in Sardegna, è dei partiti autonomisti ed indipendentisti Sardi attuali.<br />
Un forte movimento territoriale non potrà mai essere un ennesimo piccolo partito che si spartisce le briciole del solito scarno bacino indipendentista. Tantomeno di quello incostante autonomista. Ma neppure potrà mai essere la “fusione a freddo” tra le sigle politiche autonomiste ed indipendentiste oggi esistenti.<br />
Il <span style="text-decoration: underline;">Partito Nazionale Sardo</span> sarà la sintesi di un percorso dibattimentale sul campo storico, sociale, economico e sopratutto politico della nostra terra: Perché sfidare il bipolarismo riducendo la frammentazione attuale significa superare e mettere ordine in concettualità e ideologie incompatibili con la Sardegna contemporanea.<br />
Una incompatibilità che, come affermato in apertura, è stata più volte decretata dal Popolo Sardo attraverso la democrazia, attraverso le elezioni. Ed al Popolo dobbiamo rendere conto: Non alle vuote teorie di pochi.</p>
<p>Dopo le elezioni, dovremmo tutti attivare una tavola rotonda di discussione, di dialogo e di eventuale collaborazione. Le forze politiche non mancano:<br />
Partito Sardo d&#8217;Azione,<br />
RossoMori,<br />
IRS,<br />
Sardigna Natzione,<br />
Fortza Paris,<br />
Riformatori Sardi,<br />
U.D.S.,<br />
PAR.I.S.,<br />
A.M.PI.<br />
E l&#8217;associazione Sardegna Democratica; la Confederazione Sindacale Sarda; il comitato per la nuova “Carta de Logu”; la Fondazione Sardinia e quant&#8217;altri, singoli e gruppi, anche dai partiti italiani, che sono stanchi di assistere impotenti alla sistematica distruzione della Sardegna.</p>
<p>Nel tempo abbiamo introdotto con costanza i termini “riforme”, “Partito Nazionale Sardo” e “forte movimento territoriale” nel lessico indipendentista. Senza dare nulla per scontato:<br />
Perché negli ambienti chiusi e conservatori le più grandi banalità spesso sono fonte di innovazione. Oggi dobbiamo avere il coraggio di immaginare e disegnare una nuova <em>geografia politica</em> dell&#8217;identitarismo Sardo.<br />
Nelle nostre intenzioni dobbiamo guardare ad un modello incentrato sui valori del liberalismo; che sia un punto di riferimento, di eccellenza ma anche di prestigio.<br />
E a chi vi dirà che dovete desistere, rispondete loro che possiamo fare la differenza.</p>
<p><em>Fortza Paris!</em></p>
<p>Di B. Adriano.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Dialogo%20attorno%20al%20PNS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Kidon Unity – La guerra segreta di Israele</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori,
Ha suscitato clamore il 19 gennaio scorso a Dubai (UAE) l&#8217;uccisione di Mahmoud al-Mabhouh, tra i principali procacciatori d&#8217;armi dei Palestinesi di Hamas. Diversi elementi condurrebbero infatti ad una azione del Kidon, dipartimento del Mossad, creato come unità speciale di intervento estero dello Stato di Israele.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Mossads-logo-URN-Sardigna.gif"><img class="alignright size-full wp-image-1196" title="Mossad's logo - URN Sardigna" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Mossads-logo-URN-Sardigna.gif" alt="" width="385" height="255" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Ha suscitato clamore il 19 gennaio scorso a Dubai (UAE) l&#8217;uccisione di Mahmoud al-Mabhouh, tra i principali procacciatori d&#8217;armi dei Palestinesi di Hamas. Diversi elementi condurrebbero infatti ad una azione del Kidon, dipartimento del Mossad, creato come unità speciale di intervento estero dello Stato di Israele.<br />
A puntare il dito contro questa azione sarebbero diversi paesi Europei, secondo i quali l&#8217;intelligence di Tel Aviv avrebbe utilizzato passaporti falsificati di diversi stati al fine di coprire un coinvolgimento diretto del Mossad nell&#8217;assassinio.<br />
Secondo Israele invece questa critica sarebbe dovuta al tentativo di fare pressioni da parte UE per la controversa situazione delle colonie ebraiche nella West Bank (in Italia meglio nota come Cisgiordania) e che sarebbero l&#8217;ostacolo principale ad un duraturo piano di pace in Medio Oriente che preveda la creazione di uno Stato Palestinese. La falsificazione dei passaporti del resto, sarebbe pratica diffusa da tempo dalle agenzie di sicurezza di mezzo mondo.<br />
Ma è l&#8217;assassinio in se ad aver rinnovato un vecchio dibattito nella Pubblica Opinione mediorientale: L&#8217;utilizzo in funzione preventiva dell&#8217;omicidio mirato contro avversari chiave.<br />
Che etica potrà mai avere una simile manovra?<br />
In tempi recenti la pratica è stata utilizzata in grande stile dagli USA per le campagne Afghana e Irachena, dove il criterio della prevenzione si è tramutato in un impegno militare su vasta scala.<br />
Per la politica israeliana il concetto di “prevenzione” da future potenziali minacce nasce invece nel 1972 con motivazioni di semplice vendetta: dopo i tragici fatti di Monaco, nelle cui olimpiadi perì l&#8217;intera squadra ebraica per mano del terrorismo palestinese del gruppo di <em>“Settembre Nero”</em>.<br />
L&#8217;operazione che ne seguì, sponsorizzata dall&#8217;allora premier Golda Meir, lanciò una triste pratica destinata a perpetuarsi ancora oggi. Se i presunti membri di “Settembre Nero” furono tutti assassinati in mezza Europa ed a Beirut per mano del Mossad, la volontà di fermare potenziali minacce alla sicurezza di Israele si è tramutata in una costante caccia al nemico (o più o meno considerato tale) che non ha conosciuto soste, né con i nuovi premier, né con i nuovi direttori dell&#8217;agenzia israeliana, il cui direttore attuale Meir Dagan, lanciato da Sharon nel 2002, è stato riconfermato da Benjamin Netanyahu alla carica che gli ha consentito di portare a casa diversi “risultati”:<br />
Il più noto è sicuramente quello del 12 febbraio 2008 a Damasco, nel quale Imad Mughniyeh, capo militare dei Libanesi di Hizb&#8217;Allah, è saltato in aria con la sua jeep dopo essere uscito dalla sede del Mukhabarat, l&#8217;agenzia spionistica Siriana.<br />
Altri “interventi” sarebbero quelli a spese di “non meglio specificato personale strategico iraniano” nel settore scientifico, spedizioni nelle quali alcune voci sostengono che Israele avrebbe messo a tacere “elementi coinvolti nella progettazione del nucleare di Teheran”.<br />
Secondo un ispettore dell&#8217;agenzia atomica a Vienna (AIEA), questa serie di sabotaggi ed assassini mirati avrebbe fatto perdere all&#8217;Iran alcuni anni nell&#8217;approntare un&#8217;arma nucleare.<br />
Tra questi vi sarebbe la morte di Massoud Ali Mohammad, perito lo scorso 12 gennaio di fronte a casa sua. Ma anche il fisico Ardeshire Hassanpour, soffocato da esalazioni di gas nella sua abitazione la notte del 27 febbraio 2007.<br />
Direzione di Dagan a parte, nel Mossad i fiaschi clamorosi non sono mai mancati, come quello di Lillehammer in Norvegia il 21 luglio del 1973, nel quale al posto di un celebre “patriota” arabo morì, per un grossolano scambio di persona, un comune cittadino di nome Ahmed Bouchiki, emigrato marocchino.<br />
Altro fiasco, recente, è quello del settembre 1997, nel quale ad Amman in Giordania venne avvelenato l&#8217;attuale leader di Hamas Khaled Meshaal, ma gli agenti vennero catturati ed Israele dovette fornire l&#8217;antidoto al veleno mortale.</p>
<p>La violenza di Israele è da condannare.</p>
<p>Non possiamo biasimare la politica di sicurezza di Tel Aviv nel doversi preoccupare di dare risposte ad uno Stato nato sotto il terrore dell&#8217;assedio costante e del pericolo attentati da parte del mondo arabo-iranico, ma possiamo certamente biasimare la volontà di rispondere con la morte al terrore, e spesso, con un uso spropositato della forza di fronte alle minacce incombenti ed alle strategie imperialistiche di Paesi ostili (come l&#8217;Iran) i quali sfruttano le vittime dell&#8217;imperialismo ebraico come i Palestinesi per proprio profitto geostratetico nella Regione.<br />
L&#8217;escalation e la spirale di violenza, costruita sulla risposta continua alle provocazioni, non giustifica più completamente questa forma del diritto alla difesa da parte di Israele.</p>
<p>Il Paese della stella di David ha diritto all&#8217;esistenza, non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma fintanto che la politica di Gerusalemme avrà il doppio volto della mediazione diplomatica e della violenza, tutte le parti in conflitto non giungeranno mai ad una soluzione pacifica e che consenta anche ai Palestinesi la formazione di uno Stato dai confini certi.<br />
Analogo concetto che deve valere per movimenti politici come Hamas.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Corda Marco e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Esteri;%20Kidon%20e%20guerra%20segreta%20di%20Israele.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Comitadu pro sa Limba Sarda alla Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Popolo Sardo ha imparato a pregare nella sua lingua e nella sua lingua – come ha ricordato Benedetto XVI nella sua prima vista a Cagliari – ha cantato il Signore, la Madonna e, in centinaia di gosos, i santi. Quando il Papa ha letto un verso della preghiera “Deus ti sarvet Maria”, l&#8217;applauso commosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Cattedrale-de-Aristanis-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1187" title="Cattedrale de Aristanis - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Cattedrale-de-Aristanis-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="470" height="353" /></a>Il Popolo Sardo ha imparato a pregare nella sua lingua e nella sua lingua – come ha ricordato Benedetto XVI nella sua prima vista a Cagliari – ha cantato il Signore, la Madonna e, in centinaia di gosos, i santi. Quando il Papa ha letto un verso della preghiera “Deus ti sarvet Maria”, l&#8217;applauso commosso delle migliaia di fedeli era forse anche una espressione di gratitudine per le parole pronunciate nella loro lingua dal Pontefice e dell&#8217;aspirazione all&#8217;uso normale della propria lingua madre in ogni attività e a maggior ragione da parte della Chiesa sarda.<br />
L&#8217;uso non discriminato della lingua sarda e di quelle alloglotte è ancora un obiettivo da raggiungere. La discriminazione linguistica in Sardegna non è l&#8217;ultimo fattore di disagio e di ritardo dell&#8217;Isola e concorre allo sfaldamento delle comunità e delle famiglie. Il Comitato è riconoscente a tutti gli uomini di Chiesa che, intimamente legati agli ultimi, con essi e in sardo hanno pregato. Se oggi possediamo tanti strumenti per rilanciare l&#8217;uso della nostra lingua, lo dobbiamo anche ai tanti uomini di Chiesa che hanno creato vocabolari, scritto opere in prosa e poesia, registrato modi di dire e dialetti di ogni paese della Sardegna e tenute vive le nostre migliori tradizioni.<br />
È con grande rammarico e con apprensione che Su Comitadu pro sa limba sarda constata come nell&#8217;articolato documento conclusivo del Sinodo diocesano di Cagliari il solo accenno allo stretto legame fra i sardi e la loro lingua sia contenuto nelle alte parole di Joseph Ratzinger e come non sia stata individuato, nell&#8217;acuta e approfondita analisi, il contributo alla crisi culturale, sociale ed economica fornito dal tentativo di cancellazione della lingua dei sardi dalle scuole materne all&#8217;università e nei media.<br />
In altre regioni europee, sedi di minoranze linguistiche, la Chiesa ha rispetto operoso per le lingue usate da quei popoli per parlare a Dio. Un rispetto non formale, quale siamo certi la Chiesa sarda nutre per il sardo e le altre lingue alloglotte della Sardegna, ma espresso concretamente attraverso il loro uso in chiesa, nelle messe, nelle processioni, negli scritti e in tutti i momenti di preghiera.<br />
Questo avviene non solo in seno alle minoranze meglio protette dagli Stati, come la catalana, la basca, la friulana, ma anche in quelle, come la corsa, che non hanno analoga tutela. Il Comitadu pro sa limba sarda non ha alcuna volontà di ingerirsi in affari che riguardano le gerarchie ecclesiastiche, ma sente il dovere di fare un accorato e rispettoso appello alla Chiesa sarda affinché essa non faccia mancare il suo decisivo apporto nel processo di rinascita della lingua e valuti almeno l&#8217;opportunità di riconoscere a partire dal suo Sinodo l&#8217;esistenza della lingua sarda e delle altre lingue alloglotte della Sardegna e operi almeno al suo interno per un loro uso normale e ufficiale.</p>
<p><em>19-02-2010 &#8211; CLS.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Comitadu%20pro%20sa%20Limba%20a%20sa%20Creja.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Sardigna Natzione contro il nucleare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo: Martedì 9 alle ore 11.30 presso la Corte d’Appello di Cagliari Sardigna Natzione Indipendentzia ha consegnato 16.286 firme regolarmente autenticate e certificate elettoralmente per indire un referendum consultivo sulla possibile installazione in Sardegna di centrali nucleari  o di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive. 
Si tratta di un referendum consultivo promosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Sardigna-Natzione-U.R.N.-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1177" title="Sardigna Natzione - U.R.N. Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Sardigna-Natzione-U.R.N.-Sardinnya.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></strong><em>Riceviamo e Pubblichiamo:</em> Martedì 9 alle ore 11.30 presso la Corte d’Appello di Cagliari Sardigna Natzione Indipendentzia ha consegnato 16.286 firme regolarmente autenticate e certificate elettoralmente per indire un referendum consultivo sulla possibile installazione in Sardegna di centrali nucleari  o di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive.<strong> </strong></p>
<p>Si tratta di un referendum consultivo promosso ai sensi dell’art. 1, lett. f) della Legge Regionale n. 20 del 17 maggio 1957, successive modificazioni, per chiedere ai sardi di pronunciarsi sul seguente quesito “<strong>Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti ?”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La richiesta di referendum verrà trasmessa entro 24 ore all’Ufficio Regionale Referendum, composto da tre giudici, che dovrà pronunciarsi sulla legittimità della richiesta e sulla validità delle firme. Stabilita la validità e la legittimità della richiesta sarà il presidente della regione ad indire il referendum. Ci sono i tempi per accorpare il referendum alle elezioni provinciali, serve solo la volontà politica di farlo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Sardigna Natzione Indipendentzia è convinta che solo i sardi possano difendere gli interessi ed il territorio del proprio popolo e considera lo strumento referendario uno dei modi più efficaci per farlo. SNI non crede, infatti, che basti la mobilitazione militante di quanti sono contrali al nucleare o le mozioni votate in consiglio regionale, ma che sia necessario creare una evidente ostilità ambientale, che veda tutto il popolo sardo schierato contro la scellerata ed ingiustificata scelta del nucleare.</p>
<p>In quanto a noi indipendentisti, opposizione al nucleare sarà durissima e ad ogni costo, non possiamo permettere che il barone di turno porti la sua tirannia fino al punto di compromettere l’esistenza stessa del popolo sardo e del suo territorio.</p>
<p>10-02-2010 &#8211; B. Cumpostu.</p>
<p><em>Vedi Comunicato in formato <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/SNI-presenta-firme-contro-il-nucleare.doc">DOC</a>.</em><strong> </strong></p>
<p><strong>Il movimento inoltre informa:</strong></p>
<p>CIRRAS – DIE DE SA VARDIANIA &#8211; ATOBIU CONTRA SU NUCLEARE.</p>
<p>Dominiga 07/03/2010 a sas 10.30 in sa fratzione de Cirras, comuna de S. Giusta, atobiu de chie cheret gherrare pro impedire chi bi fraighent una tzentrale nucleare. Totu sos chi cherent defender sa Sardigna dae su perigulu nucleare sont cumbidados a fagher pre&#8230;sentzia e a batire zente meda. Chin custa manifestada si cheret dare unu sinnu forte de soverania e acrarare chi solu sos sardos podent detzider supra su territoriu issoro e supra una chistione de importu mannu comente cussa de su nucleare. Cumbidamus sos sinnigos a convocare in Cirras sos cussitzos comunales e sos partidos indipendentistastas a bi convocare sos cussitzos natzionales. Pro ammentu de sa “Die de sa Vardiania” e pro sinnu de vardiania de su Cirras e de sa Sardigna intrea amus a prantare unu palu de ferru chin supra unu capu tribù nuragicu de brunzu e una targa umbe b’at iscritu “ A Vardiania de su Cirras e de sa Sardigna totu dae su Perigulu Nucleare” Batide panneras sardas e puru, pane, casu, sarditza e binu pro istare unidos e in amistade. Unidade e amistade, cussa est sa fortza nostra.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>IRS sulla crisi del sughero</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 01:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[industria]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato &#8211; iRS propone una soluzione concreta in opposizione alla demagogia della Lega nord Gallura.
iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna &#8211; prosegue nei suoi TzdA l’analisi della situazione economica dell’Isola per fornire risposte concrete ai problemi che stanno impoverendo e di conseguenza rendendo sempre più ricattabili dai partiti italiani le donne e gli uomini della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Tamponi-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1168" title="Tamponi - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Tamponi-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="322" height="351" /></a><strong>Comunicato &#8211; iRS propone una soluzione concreta in opposizione alla demagogia della Lega nord Gallura.</strong></p>
<p>iRS – indipendèntzia Repùbrica de Sardigna &#8211; prosegue nei suoi TzdA l’analisi della situazione economica dell’Isola per fornire risposte concrete ai problemi che stanno impoverendo e di conseguenza rendendo sempre più ricattabili dai partiti italiani le donne e gli uomini della nostra terra.<br />
Il TzdA Anglona, uno dei centri di attività della nostra regione, all’indomani del convegno svoltosi a Calangianus, analizza la situazione di uno dei pochi mercati che in Sardegna può vantare una filiera completa, ossia il settore sugheriero. Dai dati raccolti, riferiti all’ultimo triennio, risulta un brusco calo di fatturato a cui è seguito un taglio proporzionale del personale, a dati aggregati medi di settore.<br />
La crisi del comparto sugheriero non è data dalla sola crisi globale, ma da due variabili principali: “il ritardo strutturale delle PMI sarde” e “le politiche agricole e di tutela ambientale della regione”.<br />
La soluzione non può essere la solita strategia protezionistica che incentiva le cantine locali obbligandole all’acquisto del prodotto sardo che non ha mai dato storicamente buoni risultati. iRS propone un intervento che non può prescindere dai seguenti punti:</p>
<p>Sovranità fiscale, politiche ambientali che nascano dal territorio con la tutela delle sugherete e il reimpianto in sostituzione delle varietà non autoctone frutto di errate politiche passate. Inoltre, incentivi alla certificazione di qualità di prodotto e di processo produttivo, incentivi all’aggregazione produttiva e di marchio unico potranno finalmente ridare slancio al prodotto locale. In due parole: sovranità e competitività.<br />
Le analisi svolte relativamente alla condizione delle aziende che in Sardegna, ed in particolare nel nord dell’isola, si occupano dell’estrazione e della lavorazione del sughero parlano di un calo di oltre il 30% del personale impiegato nel triennio 2007-2009 nonostante le stesse coprano da sole il 90% del fabbisogno delle aziende vinicole italiane lavorando sull’intera filiera, dalla materia prima, al prodotto finito.<br />
Nonostante l’inevitabile peso da attribuire infatti, anche in questo settore, alla crisi mondiale, iRS ritiene che siano le politiche portate avanti nell’ultimo ventennio dalle amministrazioni susseguitesi in Regione Autonoma la principale causa del crollo di fatturato delle aziende sarde.<br />
iRS denuncia ancora una volta come fuorviante l’analisi che tende ad attribuire le colpe delle difficoltà del settore alla concorrenza del paese straniero di turno, per esempio il Portogallo, le cui imprese sarebbero in grado di inondare i mercati di prodotto low-cost, sbaragliando la concorrenza. Tutto questo è frutto della solita visione superficiale, con cui si preferisce dare la colpa all’esterno piuttosto che analizzare i veri fattori che influenzano la crisi.<br />
Più opportuno sarebbe invece superare un problema di carattere antropologico tipico delle imprese del comparto gallurese e della Sardegna in generale portando avanti iniziative economiche di tipo associativo.<br />
Le PMI portoghesi, per esempio, riuniscono la stragrande maggioranza delle imprese del settore sughero sotto un unico marchio, e con sistemi di certificazione standard, con tutti i vantaggi competitivi del caso, sia in termini di immagine che di costi. Dal punto di vista degli investimenti strutturali in gestione della qualità, è invece da registrare la difficoltà con cui le imprese sarde del sughero arrivano ad accettare l’applicazione di sistemi di controllo per la qualità del prodotto. Anche qui possono aiutare a capire le recenti statistiche di settore: oltre due terzi delle imprese che avevano una certificazione nel 2004 non hanno rinnovato o non sono riuscite a mantenere il sistema di controllo oltre il 2008. In alcuni casi si è preferito tagliare il costo della certificazione sacrificandolo con una dinamica simile ai tagli al personale dipendente.<br />
La seconda variabile, indicata come “politiche agricole e di tutela ambientale della regione autonoma”, può essere sinteticamente spiegata con una serie di eventi infausti causati dalla nostra classe dirigente nell’ultimo ventennio.<br />
Questo momento non potrebbe essere più propizio per riproporre l’analisi che evidenzia come le imprese che lavorano sughero in Sardegna producono circa il 4% della produzione mondiale. Aggregando i dati con l’oltremare italiano (Toscana, Sicilia, Piemonte), la produzione diventa (4 + 0,5) 4,5%. Quindi parlare di industria italiana del sughero è assolutamente superficiale e deviante, mentre ben più opportuno sarebbe parlare di industria Sarda del sughero.</p>
<p>Il modello di sviluppo della regione autonoma ha navigato a vista fino al 2003 e le politiche di forestazione degli anni ’80 (cui è seguito l’immobilismo dei ’90) hanno privilegiato l’industria cartaria (finita peraltro nel modo che tutti conosciamo) con l’invasione di impianti di eucalipti e pini silvestri in tutte le aree possibili della Sardegna. Il principale settore legato alle foreste in Sardegna, il settore produttivo che primeggiava in Europa, testa a testa con il Portogallo per tecnologia e qualità, ossia il settore del Sughero, è stato completamente ignorato dalle politiche regionali autonomiste per oltre vent’anni. La Stazione Sperimentale del Sughero (ora inglobata in AGRIS), è stata svuotata di ogni validità certificativa riguardo la qualità del prodotto, costringendo le imprese a dispendiosi appalti a enti privati italiani e multinazionali di certificazione. La riforestazione e la tutela degli impianti esistenti di sugherete è stata lasciata al libero arbitrio dei proprietari terrieri.<br />
L’impianto di specie non autoctone quali eucalipti e pini, contemporaneo all’abbandono delle vegetazioni locali, può provocare il paradossale impoverimento dell’ecosistema sardo: la sughera ha importanti funzioni anti-desertificazione (vedere risultati di Marocco, Tunisia, Algeria), oltre che di eco-sostenibilità industriale (gli scarti di lavorazione vengono totalmente riutilizzati all’interno del distretto per altre lavorazioni, con risultato di rifiuti nulli).<br />
Le politiche autonomiste hanno favorito l’utopia dell’industria cartaria per avere posti di lavoro immediati in un settore che non apparteneva al tessuto socio economico sardo, come a suo tempo si fece per la petrolchimica, come per le industrie metallifere e pesanti in genere.<br />
Queste politiche non hanno mai portato, e non avrebbero certo potuto portare, soluzioni reali, ma hanno addirittura creato una situazione per la quale si sono susseguite negli anni la crisi a Ottana (fallimento petrolchimica), l’inquinamento e la crisi a Porto Torres, le industrie a capitale straniero calate dall’alto (vedi Alcoa ecc.) e soprattutto una crescente disoccupazione ovunque.<br />
La fuga delle multinazionali, a loro tempo incoraggiate all’investimento dalla stessa politica, sembra essere, senza neanche bisogno di un’analisi particolarmente approfondita o cervellotica, la preparazione del terreno alla proposta per i sardi, ormai alla disperazione, di risolvere i problemi con l’impianto nella nostra terra di una o più centrali nucleari.<br />
La soluzione, quanto mai semplice, per evitare il ripetersi di questo scempio la propone iRS, grazie alla diretta osservazione del tessuto socio-economico locale, grazie al contatto diretto con le imprese e all’attenzione anche dell’aspetto umano che compenetra un settore produttivo tradizionale sardo. Le imprese sarde del sughero devono avere la possibilità di ritornare ad investire in innovazione, con sgravi fiscali e incentivi all’aggregazione di comparto. Il sistema fiscale italiano e autonomista opprime qualsiasi coraggioso tentativo di innovazione della singola PMI sarda.<br />
Sovranità fiscale è la prima parola d’ordine. Una Politica Ambientale che nasce dal territorio è il secondo aspetto di una soluzione immediata possibile: incentivi alla tutela della sughera, al reimpianto e alla riforestazione, alla pulizia delle piantagioni esistenti. Potenziamento delle competenze di analisi e certificazione della qualità di prodotto per l’AGRIS, ente chiave nella crescita del comparto, con tutti i vantaggi competitivi in termini di costo della certificazione per le imprese sarde del sughero.<br />
Perché l’aspetto che ci rende meno competitivi rispetto ai principali concorrenti Portoghesi non è il differente costo del personale dipendente, ma la cura della qualità di prodotto e l’efficacia delle politiche di settore.</p>
<p><em>IRS Anglona &#8211; Germano Marras. Tàtari, 12 de frearzu 2010. Fonte: www.irs.sr</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20IRS%20sulla%20crisi%20del%20sughero.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Biblioteca e Territorio &#8211; Rassegna 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 01:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Riceviamo e Pubblichiamo:
Viaggi e letture…alle radici dei luoghi e della storia sarda.
Il progetto “Biblioteca e territorio” è una iniziativa della Biblioteca provinciale di Cagliari concepito come un sistema di comunicazione allargato, che individua nei partecipanti i soggetti moltiplicatori di informazioni e conoscenze sul territorio, puntando a stabilire una relazione organica e duratura tra la lettura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Componidori-de-Aristanis-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1162" title="Componidori de Aristanis - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Componidori-de-Aristanis-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a></p>
<p>Riceviamo e Pubblichiamo:</p>
<p><strong>Viaggi e letture…alle radici dei luoghi e della storia sarda.</strong></p>
<p>Il progetto “Biblioteca e territorio” è una iniziativa della Biblioteca provinciale di Cagliari concepito come un sistema di comunicazione allargato, che individua nei partecipanti i soggetti moltiplicatori di informazioni e conoscenze sul territorio, puntando a stabilire una relazione organica e duratura tra la lettura, il patrimonio architettonico e culturale della Sardegna e le strutture ricettive dell’isola.</p>
<p>“<em>Viaggi e letture</em>” vuole presentare un percorso di posizionamento della lettura fra le possibilità di svago, proponendo un punto di incontro tra la frenetica quotidianità degli agglomerati urbani e la incantevole tranquillità di una gita domenicale in campagna. Il titolo sintetizza l’inscindibile rapporto tra storia e turismo, elementi che distinguono anche le vicine aree del Mediterraneo.</p>
<p>Questa proposta si svolge secondo un calendario di eventi domenicali e si articola in momenti di incontro con autori e relatori e visite ai siti, affrontando diversi ambiti tematici: archeologia, storia, economia, relazioni e traffici. I percorsi sono strutturati e differenziati a seconda del territorio visitato e prevedono una sosta gastronomica nelle migliori strutture ricettive agrituristiche della zona che offriranno l’opportunità di rivisitare gli antichi sapori della cucina tradizionale sarda.</p>
<p><strong>Obiettivi:</strong></p>
<ul>
<li>Promozione della lettura</li>
<li>Conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della Sardegna</li>
<li>Giusta percezione della presenza di un’immensa area archeologica protetta sul territorio</li>
<li>Individuazione delle possibili azioni di promozione e sviluppo turistico dell’area scelta</li>
</ul>
<p><strong>Durata:</strong></p>
<p>Ogni domenica è suddivisa in convegno-dibattito con gli autori, pranzo in agriturismo e visite guidate nei siti</p>
<p><strong>Oggetto delle conversazioni:</strong></p>
<p><strong> </strong> -     Presentazione degli autori, delle loro nuove opere e dibattito a tema</p>
<p>-      Il patrimonio architettonico del territorio visitato</p>
<p>-      Storia della Sardegna</p>
<p><strong>Visite ai siti:</strong></p>
<p>- Teulada               &#8211; Torri costiere                                     &#8211; Sardi nel Mediterraneo        &#8211; Dr. Pierluigi Montalbano</p>
<p>- Orroli                   &#8211; Nuraghe Arrubiu                                &#8211; Bronzetti e statue                 &#8211; Dr. Pierluigi Montalbano</p>
<p>- Carbonia             &#8211; Insediamento punico di Monte Sirai   &#8211; La rivolta di Ampsicora        &#8211; Avv. Maurizio Corona</p>
<p>- Serri                    &#8211; Santuario nuragico di Santa Vittoria  &#8211; La politica nuragica              &#8211; Prof. Giovanni Ugas</p>
<p>- Mandas               - Convento e Is lollas                           &#8211; Arte e devozione                   &#8211; Prof.ssa Alessandra Pasolini</p>
<p>- San Basilio          &#8211; Terme e Santuario                            &#8211; Archeologia Cristiana            &#8211; Prof.ssa Rossana Martorelli</p>
<p>- Nora                     &#8211; La cittadella fenicio  punica              &#8211; Chiese romaniche                 &#8211; Prof. Roberto Coroneo</p>
<p>- Fluminimaggiore  &#8211; Tempio di Antas                                &#8211; Arte rinascimentale               &#8211; Prof.ssa Carla Del Vais</p>
<p>Per maggiori informazioni con tutte le date e gli orari, consulta il volantino in formato <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Biblioteca-e-Territorio-Rassegna-2010.doc">DOC</a>.</p>
<p><em>Di Pierluigi Montalbano.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>S. Cardia (Rossomori): L&#8217;indipendentismo è antistorico</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/03/s-cardia-rossomori-lindipendentismo-e-antistorico/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 01:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antistorico]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sergio Cardia durante la campagna elettorale per le Regionali 2009.
www.rossomori.eu
Cari Amici, passi per il fatto di arrivare dai DS, ma un membro di un partito che si dichiara (anche) indipendentista dovrebbe ritenere &#8220;antistorico&#8221; l&#8217;indipendentismo? E forse l&#8217;indipendentismo non contemplerebbe l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione Europea? Ci auguriamo che l&#8217;esperienza dei Rossomori vada oltre questi grossolani errori.
Redazione SANATZIONE.EU
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object style="width: 480px; height: 320px;" classid="clsid:6bf52a52-394a-11d3-b153-00c04f79faa6" width="480" height="320" codebase="http://activex.microsoft.com/activex/controls/mplayer/en/nsmp2inf.cab#Version=5,1,52,701"><param name="url" value="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Sergio%20Cardia%20nel%202009%20su%20Indipendentismo%20%28RossoMori%29.wmv" /><embed style="width: 480px; height: 320px;" type="application/x-mplayer2" width="480" height="320" src="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Sergio%20Cardia%20nel%202009%20su%20Indipendentismo%20%28RossoMori%29.wmv"></embed></object></p>
<p>Sergio Cardia durante la campagna elettorale per le Regionali 2009.</p>
<p><em>www.rossomori.eu</em></p>
<p>Cari Amici, passi per il fatto di arrivare dai DS, ma un membro di un partito che si dichiara (anche) indipendentista dovrebbe ritenere &#8220;antistorico&#8221; l&#8217;indipendentismo? E forse l&#8217;indipendentismo non contemplerebbe l&#8217;appartenenza all&#8217;Unione Europea? Ci auguriamo che l&#8217;esperienza dei Rossomori vada oltre questi grossolani errori.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le 3 perle del mese: Cappellacci, Maninchedda e Scalas &#8211; Ecco perché</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/02/le-3-perle-del-mese-cappellacci-maninchedda-e-scalas-ecco-perche/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cappellacci]]></category>
		<category><![CDATA[maninchedda]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[scalas]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.
Posto che non si è tutti uguali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1139" title="4 Mori a Livorno - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="338" height="415" /></a>Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: <span style="color: #0000ff;">Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.</span><br />
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.<br />
Posto che non si è tutti uguali nello scadere sui luoghi comuni, la cosa triste è che stavolta il notaio di Arcore, alias Cappellacci, ha ragione&#8230;</p>
<p>Altra perla del mese sono le dichiarazioni dell&#8217;On. Maninchedda (PSD&#8217;AZ) il 27 febbraio al museo del costume di Nuoro:<br />
Mentre l&#8217;incartapecorimento generale del centrodestra tenta la carta del &#8220;riciclaggio&#8221; per mettere in piedi l&#8217;ennesima lista elettorale della Restaurazione clientelare alla Provincia di questo o quel partito, l&#8217;articolista de La Nuova, Giovanni Bua, riporta alcuni significativi frammenti della doccia gelata dell&#8217;esponente Sardista alla platea: <span style="color: #0000ff;">“Il centrodestra è come il centrosinistra, primitivo, inadeguato a comprendere la realtà”</span>, incalza ancora: <span style="color: #0000ff;">“Volete fare una cosa utile per la Sardegna? Scioglietevi. E creiamo un grande movimento territoriale. &#8211; Lo Stato Italiano è un avversario che non ci permette di spendere le nostre risorse. Secondo il federalismo fiscale <em>(alla matriciana ndr.)</em> dobbiamo pagare tutto con le nostre tasse. E&#8217; ingiusto perché non considera come parametro il PIL delle Regioni e quindi le tasse sono troppo alte. Noi non riusciamo a pagarle e non abbiamo soldi per finanziare il resto. E&#8217; un circolo vizioso che ci sta portando alla morte. &#8211; E&#8217; dal 1600 che la Sardegna è ostaggio di Cagliari, e se i soldi finiscono tutti al sud non arrivano al resto della Sardegna. Io dico di detassare la provincia di Nuoro usando il credito d&#8217;imposta. Il tutto finanziato dalla Regione. Chi ci sta venga con noi, dal PD o dal PDL non importa”.</span><br />
In sintesi, sarà anche un colpo di teatro, ma estremamente concreto nella sua radicalità. Fossero tutti i così i commedianti&#8230; Ma forse <em>commedianti</em> lo erano i parrucconi seduti in platea.</p>
<p>Infine, sempre il 27-02, da notare le dichiarazioni del presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas che dai messaggi di Facebook dichiara:<br />
<span style="color: #0000ff;">“Chi predica unità dei partiti sardi -per un momento di unione- per ora ha trovato zero risposte, ma abbiamo constatato che si invitano in pochi e tra di loro. Fortza Paris non ha mai ricevuto un invito e mai ha avuto una risposta da anni. I proclami non sempre corrispondono ad azioni”.</span><br />
Amministrative a parte, questa affermazione rispecchia in pieno un problema che da tempo andiamo segnalando: La presunta superiorità ideologica di poche sigle, magari provenienti da una certa sub-cultura di sinistra (che forse col pregio di un pensiero di sinistra poco ha a che fare) e la cui <em>citrulloneria</em> ha sempre portato la superbia di pochi a catalogare “gli altri” come figli di un Dio minore. Magari non affidabili e quindi non degni di attenzione.<br />
Con questo modo di fare la Sardegna ha perso il treno tante volte, stavolta però con i soliti “soloni” (che guardacaso hanno anche pochi consensi politici) si rischia di perdere quello con la Storia.</p>
<p><em>Di B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27Opinione;%20Cappellacci,%20Maninchedda%20e%20Scalas.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Matzines dae sa Sartiglia de Aristanis</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 21:43:49 +0000</pubDate>
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Oristano, 14-02-2010. &#8211; Matzines e musika de Melis Roberto.
Redazione SANATZIONE.EU
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<p>Oristano, 14-02-2010. &#8211; Matzines e musika de Melis Roberto.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Attobiu Indipendentista &#8211; PAR.I.S.</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 21:38:29 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/Francobollo-Poste-de-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1121" title="Francobollo Poste de Sardigna - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/Francobollo-Poste-de-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="320" height="227" /></a>Riceviamo e Pubblichiamo &#8211; Discussione socio-economica del Medio Campidano ed elezioni provinciali 2010:</p>
<p>Alle ore 10:00 e seguenti del 27/02/2010, presso il ristorante Babayou, Via Dante n. 2 SAN GAVINO, è stato indetto un incontro aperto a tutti i Simpatizzanti e Militanti Indipendentisti, di qualsiasi movimento appartengano e a tutti i cittadini che intendano partecipare al dibattito sulle seguenti tematiche:</p>
<p>1° &#8211; Comportamento di Equitalia in Sardegna;<br />
2° &#8211; Problema dell’occupazione e proposte per risolvere il Problema;<br />
3° &#8211; Situazione del mondo Agro Pastorale e possibili Alternative;<br />
4° &#8211; Discutere le possibilità d&#8217;unione fra i vari Movimenti Indipendentisti per concorrere insieme alle prossime Elezioni Provinciali nel Medio Campidano;</p>
<p><em>Il Presidente &#8211; D. Meloni.</em></p>
<p>Vedere <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20PAR.I.S.%2025-02-2010.pdf">PDF</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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