Lettera a Gavino Sale su IRS, sui 5 anni di U Erre Enne e sui 3 della semiotikpolitik

Caro Gavino Sale,

Probabilmente sono la persona meno indicata per darti amichevoli suggerimenti.
Fui proprio io, come indipendentista, a contestare per primo in uno spazio pubblico la leadership del movimento che continui a rappresentare.
E ricordo l’ipocrisia di quanti ti stavano accanto. In pubblico ti sostenevano, in privato solidarizzavano con le mie critiche circa il tuo operato.
Come sai, U.R.N. Sardinnya introdusse per la prima volta nella storia dell’indipendentismo Sardo la critica pubblica, il diritto all’opinione ed alla contestazione.
Oggi i blog e gli spazi che cercano di addentrarsi in questo ambito – forse con poca convinzione – non mancano.
Ritenevamo Franciscu Sedda il più idoneo a ricoprire la guida di IRS. Aveva tutte le carte in regola: una buona comunicazione; idee; un’aspetto relativamente elegante e meno “barbuto”, ed anche l’apertura mentale necessaria per superare la “vecchia guardia indipendentista”, quella allevata nel marxismo ed incapace di parlare ad un nuovo elettorato.
Fino ad allora le critiche si muovevano all’ombra di discutibili congressi (in verità rappresentati da poche persone), oppure direttamente alle spalle, alimentando malelingue volte a distruggere questo o quel presunto ostacolo del momento.
Si tratta di costumi ancora radicati ma per buona parte superati.
La prima IRS, nonostante avesse ereditato tutti gli stessi mali di Sardigna Natzione (e ne fosse un’autentica fotocopia), riuscì comunque ad attirare diversi giovani smaniosi di novità, per esercitare una passione politica fino ad allora rimasta nell’ombra.
Ma questo non bastava (e non basta neppure oggi). Il movimento rimaneva di poco sopra SNI, senza particolari innovazioni e con blande e scontate idee di pacifismo (che in Sardegna non sono state certamente una novità).
Non soddisfatti dal contesto generale dell’indipendentismo Sardo, attorno al 2006 completammo quanto già avviato in precedenza, come l’idea di creare il provocatorio prototipo di un soggetto politico “non-nazionalista”, capace di innovare la propria immagine, pluralista, europeista, aperto ad una equa globalizzazione, inclusivo e riformista: Progressistas.
In privato venne lentamente maturando l’idea del “golpe oristanese”, che in realtà in seguito si estenderà ad altre zone. Si trattava semplicemente di volerti accantonare per dare una nuova immagine di IRS, ripulita dagli errori passati e maggiormente dinamica.
Per la verità noi non c’entravamo nulla sul piano pratico, ci limitammo a far maturare quell’idea nella convinzione che essa avrebbe consentito una graduale modernizzazione dell’indipendentismo Sardo. Le cose non andarono esattamente come sperato.
Anche grazie (ma non solo) alle nostre idee, IRS conquistò piccole ma nuove posizioni, che molti recenti attivisti non conoscono approfonditamente ma in cui si riconoscono o ne attribuiscono a voi la completa paternità.
Superammo quel provocatorio modello in quanto denso di errori, metodologicamente e politologicamente non idoneo. Ma rimasero attuali i cardini del liberal-nazionalismo, che sono sempre stati portati avanti.

Qualche tempo fa ho stretto nuovamente la mano ad un dirigente politico (forse di IRS, o forse di SNI, non te lo dico), e sai che mi ha risposto quando gli ho chiesto che idea aveva di te nel 2010?
In soldoni, m’ha detto che ormai eri stato messo all’angolino e che non contavi più nulla.
Io mi sono detto: “Vuoi vedere che la nuova organizzazione interna di IRS ha raggiunto lo scopo?”
Alla fin fine, dietro l’apparenza di un’elezione alla segreteria con mono-candidato (espressa da Ornella Demuru), si sono replicati i drammi della gestione verticistica del movimento. E non in maniera orizzontale, quanto verticale. Qualcosa che ricordava vagamente le sette new-age o le aziende sorrette da una confraternita di associati che si dannano per vendere qualcosa di assolutamente inutile.

Ma non voglio entrare nel merito delle vostre diatribe. Piuttosto, che ne pensi dell’ultimo libro di Franciscu Sedda intitolato “I Sardi sono capaci di amare”? A me non ha convinto. E non mi pare neppure un manifesto politico.
Come sai, è un libro auto-prodotto dalla coop. editoriale della segretaria di IRS, Ornella Demuru. Il testo in sé non dice nulla di nuovo più di quanto non sia già stato detto (ed applicato) dai maggiori liberal-nazionalismi internazionali (come quello dell’SNP in Scozia); non ha un’approccio scientifico-politologico chiaro; riscalda principi già affrontati a suo tempo da U.R.N. Sardinnya e li etichetta erroneamente come “non-nazionalisti” (nostro identico errore di 5 anni fa), per poi costruirne sopra un edificio semiotico alquanto discutibile e manifestatamente indirizzato alla divisione. Franciscu Sedda ha infatti creato un’attribuzione ideologico-identificativa attorno all’albero giudicale con l’evidente fine di attaccare tutto ciò che si porta fuori da tale costruzione: I 4 Mori, Bellieni, i Sardisti, l’Autonomia, le contraddizioni, ecc. Ponendo questi ultimi tutti all’interno della stessa scala di pensiero. Cosa che non è.
La verità infatti è che l’indipendentismo Sardo è nato con i 4 Mori, ed in essi il Popolo si riconosce, a prescindere dalla genesi storica di tale simbologia e dalle istituzioni (autonomisto-centraliste che la ospitano).
E dire che la civiltà Arborense non rappresentava neppure tutta l’isola. Men che meno una Nazione Sarda. Concetto infatti che arriverà più tardi da una lettura romanticistica (e politica, quindi tardo-nazionalista) della storia.
Senza un Simon Mossa ed i 4 Mori, ci sarebbe stata una Sardigna Natzione od un PSD’AZ indipendentista? Ci sarebbe stata IRS? Si sarebbe rispolverato il vessillo degli Arborea?
La storia prende spesso direzioni imprevedibili e talvolta paradossali. Con le ipotesi non si fa strada, ma con l’audacia sì.
La “semiotikpolitik” di IRS, prevalentemente lanciata negli ultimi 3 anni, ha consentito al movimento di crescere, in parte grazie alla disinformazione diffusa nel vostro attivismo, ma ha parallelamente gettato le basi di altre forme di leaderismo, e che hanno avuto inevitabili ripercussioni anche nell’organizzazione del vostro movimento.
Soprattutto dopo le ultime provinciali, i vostri dissidi interni hanno raggiunto un certo acume. I malumori creati dai soli 3 posti di opposizione ad Oristano, Sassari e Nuoro, raggiunti dal movimento in quasi 10 anni di attività non sono un grande risultato. Specie alla luce della perdita di consenso relativa all’area cagliaritana della Demuru dal 2009 al 2010; e gli incredibili 21 voti di differenza rispetto ai Rossomori nel Nuorese che (grazie agli elettori orfani di SNI) hanno dato a B. Bussa la possibilità di entrare in Provincia.
I risultati quindi non sono stati tutti “rose e tulipani”.
Ma Caro Gavino, non fare l’errore di quasi 10 anni or sono, quando lasciasti Sardigna Natzione in un momento storico in cui si poteva crescere tantissimo.
Dopo aver perso tutto questo tempo, ed anche grazie alla nostra piccola ma influente “rivoluzione” culturale (estesasi persino ad una parte del sardismo), IRS ha imparato a camminare da sola, con le proprie gambe.
Ciò che la nostra strategia nel 2006 chiamava “effetto domino”. Nel viral marketing è necessario introdurre pochi concetti in specifici soggetti, e questi verranno automaticamente rielaborati e divulgati (magari non secondo previsione…).
Non è il momento quindi di ripetere scissioni, come non è il momento però, di assecondare in toto la corrente dei “Tulipani” che non ha mai digerito (qualche volta a ragione) la tua linea d’azione.
Perché la libertà d’azione non deve essere sempre subordinata ad una apparente democrazia che in IRS non ha creato solo malumori, ma anche una base di attivisti estremamente fidelizzata, disinformata e prona sulla linea di Sedda (e dei suoi).

Sono di parte naturalmente, per noi l’indipendentismo moderno non nasce affatto con IRS, ma nel 2005 con U.R.N. Sardinnya. A nostra volta non abbiamo inventato chissà cosa. Abbiamo solo applicato ciò che, oltre i ritardi dell’italietta e della superficialità ideologica locale, erano banalità disarmanti.
Per la prima volta, dei privati cittadini in quell’anno si erano muniti di uno strumento di comunicazione pubblica al fine di denunciare senza troppi complimenti tutto ciò che non condividevano dell’indipendentismo tradizionale, introducendo in esso un pensiero nettamente liberale.
All’alba del 2011 non abbiamo bisogno di una “semiotikpolitik dei Seddiani” che vedono nella coscienza nazionale qualcosa di diverso dal liberal-nazionalismo. Non abbiamo bisogno di dogmi e settarismo, ma solo di un movimento che collabori sempre più con gli altri movimenti; che contribuisca alla crescita collettiva e non alla guerra reciproca, magari condotta da dietro un subdolo alone di moralità. Non ci serve un dogmatismo che si pone da solo sul piedistallo ritenendo di avere chissà quale primogenitura intellettuale che (scava, scava) non esiste.
Franciscu Sedda è una risorsa, molto meno nel momento in cui le sue idee vengono deformate ad uso e consumo di quel nocivo settarismo noto a tutti.

IRS oggi ha una base di attivisti che rappresentano un patrimonio umano da valorizzare e guidare con responsabilità.
Il movimento ha iniziato da qualche tempo a radicarsi positivamente nel territorio ed ha le capacità per muoversi autonomamente in alcune zone con proprie tematiche.
Un potenziale capitale politico che può avere la capacità di influenzare i tanti “piccoli Talleyrand della domenica” che, dietro un finto autonomismo, tirano a campare senza produrre alcunché nell’interesse dell’isola.
Sono conquiste che solo IRS è riuscita a realizzare e che non possono essere incrinate da una dialettica tutta interna alla dirigenza sulle gestione della linea politica.

Grazie per l’attenzione.

Di Bomboi Adriano.

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Articolo correlato: Il senso di essere liberal-nazionalista.

U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi

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    19 Commenti

    • Caro Bomboi ,
      sono montato sulla macchina del tempo arrivando dagli anni ’70 al 2005 ed ho scoperto che con la sigla U.R.N era nato l’ideologia indipendentista che con le sue teorie ha permesso a tanti sardi di scoprire che la Sardegna era una Nazione e che potesse aspirare all’INDIPENDENZA.
      Ascolta Bomboi, scendi dal pero e incomincia a camminare sulla terra.
      Nella lettera che tu invii a Gavino ne ho solo tratto la convinzione che non fai altro che un’apologia di te stesso e che la parola INDIPENDENZA nell’animo di molti sardi che son vissuti nei millenni passati e’ sempre stata presente! Per cui la parola MODERNO INDIPENDENTISMO viene utilizzato ininterrottamente nei secoli secolorum perche’ ognuno degli uomini del passato ha usato per esprimere le proprie idee e convinzioni la parola MODERNO.
      Mi devi scusare ma per raccogliere i ricci devi bagnarti il culo”e ho la netta impressione che tu fino ad oggi non te lo sia mai bagnato!” perche’ descrivi e critichi in maniera sistematica tutte le azioni che fanno i vari indipendentisti sparsi nelle varie sigle.
      In questa nuova era moderna in cui sono stato catapultato mi sono ritrovato circondato da ideologi indipendentisti che vogliono insegnarci come ottenere l’indipendenza e son cresciuti come funghi! ma con una visione culturale e politica “italiana” saccente scimmiottante tutti i comportamenti negativi dei partiti italiani ignorando completamente le difficolta’ oggettive in cui bisogna operare quando si parla di Indipendenza a dei sardi vinti e privi di autostima.
      Ho notato che anche tu Bomboi sei stato impregnato da queste visioni comportamentali!Fra cio’ che tu scrivi e il fare l’indipendentista sul territorio c’e’ una distanza di anni luce, noi che ci battiamo sul territorio dobbiamo incontrare l’incognito politico giorno per giorno con tutti i sardi che non sono indipendentisti mentre la posizione in cui tu ti sei posto e’ quella di giudicare cio’ che gli altri creano in prima persona.
      Mi permetto di esprimere il mio pensiero in questa maniera netta e forte per il motivo che sono immune da comportamenti ipocriti.
      Spero che tu capisca che non nutro astio nei tuoi confronti .
      Ti saluto, Doddore Meloni

    • Caro Meloni, sei salito sulla macchina del tempo prima di leggere bene che cosa ho scritto nell’articolo: ovvero che senza personaggi come Simon Mossa o simbologie come i 4 Mori, forse non ci sarebbe l’attuale indipendentismo.
      Il lavoro nel territorio non ha mai contato nulla fino a poco tempo fa ed i voti ne sono sempre stati la prova, tutti fermi all’1% (quindi i movimenti si sono quasi sempre votati da soli e non c’era stato un reale interesse dell’elettorato Sardo).
      La nostra associazione dal 2005 ad oggi ha semplicemente divulgato quelle che in altre minoranze internazionali sono banalità assolute, come il liberalismo. E di questo ne rivendico la paternità.
      Non vedo perché non dovrei ricordare ciò che è stato fatto quando terzi da anni ci attaccano e ci sminuiscono senza neppure ringraziarci.
      Non mi si venga a dire la frottola che prima di tutto questo l’indipendentismo fosse tanto aperto alle innovazioni o alla conquista degli elettori, questo lo credono i tanti giovani arrivati negli ultimi anni grazie a tali innovazioni.

      E’ un fatto che il marxismo in Sardegna e la solita combriccola di dirigenti indipendentisti, più o meno divisi ma replicanti gli stessi errori, abbia contribuito a rallentare la crescita di questo fenomeno nell’elettorato sardo.

      Ho persino dovuto spiegare a certe persone il concetto di Pubblica Opinione, oggi sembrano banalità, ieri non lo erano affatto.
      Con altrettanta franchezza,
      Adriano.

    • Aggiungo Doddore, ma voi dov’eravate quando si trattava di incitare il sardismo alla ripresa del suo statuto indipendentista? U.R.N. Sardinnya c’era: http://www.urn-indipendentzia.com/URN%20Sa%20Natzione%20-%20Intervento%20al%20PSDAZ.html

      A noi interessano i numeri, divulgare idee e parlare a chi operativamente può cambiare le cose. Non ci interessa parlare a 4 gatti, ma abbiamo iniziato anche con quelli, perché 5 anni fa ti garantisco che non c’erano molte persone disponibili a leggere un sito di critica nazionalista Sarda. Abbiamo parlato verso precise direzioni, questo è stato un lavoro. Forse per te inedito, ma è stato un lavoro che ha dato un contributo non indifferente alla visione dell’indipendentismo degli ultimi 10 anni.

      Non mi interessano i discorsi alla Cumpostu, secondo i quali lavora solo chi va in giro per la Sardegna. Quando si va in giro ci dev’essere chi ascolta, e soprattutto si va in giro quando si sà come presentarsi e si ha un metodo di comunicazione.
      E dubito che fino a qualche anno fa i movimenti sapessero di che parlo…
      O pensi che i dubbi che ti avevo espresso su Malu Entu fossero un caso?
      Noi seguiamo una logica, pur non avendo i mezzi necessari.
      Abbiamo delle idee, e guardiamo oltre i movimenti attuali.
      Per questo esiste U Erre Enne, per osservare gli altri e criticarli: una funzione di costruttività democratica che altrove è espressa dalla stampa.
      Quì i movimenti non erano mai stati criticati, da qualche anno lo sono e lo saranno sempre di più.
      Troppo comodo cercare sempre altrove le responsabilità.

      U.R.N: Unione per la Responsabilità Natzionale.

      Un saluto.

    • Se tu parli evidentemente è perchè Noi esistiamo. I numeri, caro Bomboi li potresti fare aumentere tu (?). Schierandoti e, sopratutto facendoci capire da che parte giri.
      Sai, noi siamo abituati alla pratica e della nostra pratica qualcosa uno di questi giorni ti informeremo, sempre che tu e ed il tuo sito siano “accondiscendenti”. Si dice così? a pubblicarli.
      Abbiamo però un dubbio.
      Che Voi confondiate federalismo ed indipendentismo.
      Lei cchicchera con tutti ma non parla con nessuno.
      Le progongo un faccia a faccia con Doddore Meloni che, stranamente, nessuno vuole fare.
      Stranamente neanche in televisione. E per favore non fare paragoni balordi

    • Se il Partito Sardo d’Azione, IRS e SNI non intendono confrontarsi con voi, può darsi che sia un problema relativo all’immagine che avete costruito come PAR.I.S. su Malu Entu.
      E sbagli anche bersaglio, se c’è qualche indipendentista poi che ha sempre cercato di non emarginare il vostro movimento parlando con gli altri, siamo proprio noi di U Erre Enne. E siamo anche gli stessi che parlano di immagine, ne dovresti dedurre quindi che forse, secondo il ns punto di vista, l’idea di Malu Entu poteva essere sfruttata meglio. Ma non siamo andati in giro sparlare male di voi come invece hanno fatto altri.

      Nel 2008 sono andato personalmente in un’assemblea con circa 500 persone dal PSD’AZ e con delegati di diversi partiti (non solo Sardi), sperando si presentassero gli altri invitati, tra cui IRS.
      Non si è visto nessuno.

      Erano quelli i luoghi di dialogo e confronto. Speriamo ne arrivino altri.
      Ma ricordo che noi siamo solo un’associazione, non un partito politico.
      Buona parte del nostro lavoro è incentrato sulla critica, sulla comunicazione e sul dialogo. Siamo i primi indipendentisti degli ultimi anni ad aver avuto il coraggio di parlare a tutti: ai cattolici, ai militari, ai liberali e ad una serie di Sardi prima trattati con freddezza o completamente ignorati. E’ uno dei nostri vari interventi a favore dell’indipendentismo.
      Per noi federalismo e autonomismo possono essere mezzi e non fini per l’indipendentismo.
      Quelli veri però, non i finti autonomismi.

      Se oggi riusciamo a parlare con tutti non lo dobbiamo certo a chi per anni ha fatto di tutto per allontanare le persone e spaventarla…E in giro di questi signori ce ne sono parecchi. Anche quelli che oggi giocano a fare i “moderati”…E se giocano lo devono anche al nostro coraggio.

    • Noi non vogliamo spaventare nessuno; la gente è spaventata. Stiamo cercando un confronto con le problematiche primarie che attanagliano il nostro popolo. Siamo l’unico Partito Indipendentista che chiede Unità di intenti e di risoluzioni. Abbiamo un Presidente che non gode di diritti al voto e non li vuole.
      Lavoriamo nel territorio per dare una mano ad agricoltori, pastori, artigiani, affinchè si crei un indotto condivisibile anche dalla gente. Aspettando un faccia a faccia ti saluto cordialmente da una Aristanis allagata dalla pioggia e dall’incuria degli amministratori

    • CARO BOMBOI, scusami se ieri notte non ti ho risposto. Non ti ho risposto per il motivo: di essere andato a dormire! ma le tue risposte le ho lette oggi. Dopo la lettura ho pranzato e per dessert mi son messo a risponderti.
      Dopo aver letto e riletto le tue affermazioni devo ammettere che mentre leggevo nutrivo una leggera ammirazione nei tuoi confronti.
      Pero’…. mi chiedevo? questo Bomboi e’veramente dotato di una dote non comune( riesce a capire tutti gli errori degli indipendentisti, compreso il mio pensiero sull’indipendentismo e su Malu Entu lo decifra solo leggendo cio’ che riporta i mass media!)cazzo, non mi ha mai visto? non abbiamo mai avuto il piacere sul come e sul perche’ la Sardegna dovrebbe diventare indipendente…..
      Eppure lui ha gia’ individuato tutti gli sbagli e i difetti che affliggono le persone militanti nei vari movimenti indipendentisti.
      A questo punto mi son detto? bisogna che mi faccia promotore di proporre un appello accorato rivolto a tutti gli indipendentisti sardi sparsi in tutto il mondo:
      Caro Bomboi, tu che sei il nostro profeta, scendi in mezzo a noi, abbi l’umilta’ di parlarci ad uno ad uno cosi’ da poterci dare il dono della luce,luce che tu possiedi e noi non abbiamo.
      Solo tu puoi descrivere gli errori che noi giorno dopo giorno commettiamo mentre lottiamo per l’indipendenza.
      Ma ripensandoci e con tristezza mi son reso conto , che mai e poi mai ci avresti concesso tale onore.
      Ed e’ giusto cosi’! Solo a te Bomboi Dio ha concesso di vedere il sentiero illuminato della verita’, perche’ tu? tutto puoi!lo puoi perche’ essendo trincerato dietro ad una tastiera riesci a battaglia finita di contare quanti sono i feriti , quanti i morti e quanti vivi son rimasti in piedi, e da quella posizione dare i voti ai vari comandanti e combattenti impegnati nelle battaglie.
      Del resto riconosco che non e’ da tutti citare Tayllerand questo dono e’ permesso solo agli eletti dal Signore.
      Detto questo, caro Bomboi ti prometto che da oggi e per il tempo in avvenire non decideremo nessuna azione e nessuna elaborazione politica prima di averti consultato, non lo faremo mai piu’!! perche’ se non lo facessimo saremmo destinati alla sconfitta perenne.
      Ti prego! Perdonaci!
      Ascolta Bomboi, per arrivare all’INDIPENDENZA dobbiamo essere un po’ piu’ umili , meno profeti e piu’ praticanti.
      C’e’ un vecchio detto che dice :
      CHI E’ CAPACE FA CHI NON E’ CAPACE INSEGNA.
      Senza astio e con simpatia ti saluto
      Doddore Meloni

    • Ma guarda un po Doddore, mi pare che anche tu ti sia lamentato degli altri movimenti. La differenza è che noi le critiche le mettiamo in pubblico e le argomentiamo, corredandole con tematiche economiche, politiche, di attualità e persino internazionali.
      Questo perché riteniamo che non serva parlare di indipendentismo alla gente – tanto per farlo – ma perché pensiamo che l’indipendentismo debba portare argomenti.
      Voi avete aperto da poco un sito che vi abbiamo anche linkato, noi questo lavoro lo facciamo da 5 anni.

      Hai scoperto solo oggi che U.R.N. Sardinnya si occupa di critica e comunicazione politica? Pazienza.
      Non sono quì per fare polemica con te ed ho esposto dei fatti reali occorsi tra me ed alcuni membri di IRS. Non vedo lo scandalo nel fare delle critiche, solo tu puoi farle?
      Se oggi nei forum di dibattito c’è meno censura, lo si deve anche a me.
      E sai perché non abbiamo fondato un’altro micro-partito nel 2005? Per evitare di aggiungere caos al contesto esistente.
      In questa maniera invece siamo liberi di dire quello che ci pare senza doverne rispondere a questo o quel partitello di turno.

      @ Fabrizio:
      Non mi stavo riferendo a Malu Entu parlando di gente che “spaventava”, perché il vs movimento si è rifondato da pochi anni.
      Mi stavo riferendo alla prima IRS ed a Sardigna Natzione, sono là dentro i responsabili di anni in cui i Sardi non si sono mai avvicinati all’indipendentismo. Fare questa critica non significa dire che abbiamo inventato noi l’indipendentismo ma che in pochi anni abbiamo influito più noi che altri, perché erano abituati solo a giudicare i Sardi come traditori, a dannarsi l’anima in giro per la Sardegna ed a cercare sempre altrove le responsabilità per i LORO fallimenti elettorali.
      E’ un dato di fatto che una discreta parte dei temi di U.R.N. Sardinnya oggi siano parte di IRS e di una parte del Sardismo.

      U.R.N. Sardinnya è nata da un manipolo di cittadini che erano stanchi delle stupidaggini e dei ritardi ideologici di persone che si sono atteggiate a grandi “statisti” lasciando il campo libero al centralismo italiano.
      La musica è cambiata.
      Non sono affatto pentito delle critiche fatte in passato a Gavino Sale, come non sono pentito di quelle odierne a Franciscu Sedda. Nella foto che trovi sopra questo articolo puoi trovare alcune differenze che hanno consentito ad IRS di crescere. E se permetti, io scrivevo nel vecchio forum di IRS venendo censurato dai membri dell’esecutivo nazionale le stesse cose che oggi loro portano avanti.
      Non ho nulla di cui vergognarmi, forse sono altri a temere il faccia a faccia.

      La critica è anch’esso “fare”, perché si propongono idee che servono alla crescita collettiva. Chi crede di “fare” ripetendo gli stessi errori come un mulo e non producendo nulla è solo un incapace. Lo dico in generale, non per voi.
      Per prendere i ricci bisogna certamente bagnarsi le chiappe, il discorso è che i “grandi pescatori di ricci” fino a qualche anno fa pescavano solo vecchie ciabatte.
      L’umiltà sta anche nell’accettare le critiche e le indicazioni. Se noi le accettiamo, imparino pure gli altri.

    • NO caro Bomboi, devo contraddirti in merito ad alcune tue affermazioni.
      Tu scrivi che noi del PAR.I.S. abbiamo criticato altri movimenti indipendentisti .
      No Bomboi neanche quando siamo stati sfottuti, offesi o ingiuriati abbiamo risposto alle offese con altre offese, al massimo ci permettiamo di rispondere con ironia!!
      Come del resto, con ironia, mi sono espresso oggi nel risponderti.
      Tu hai scritto che leggi le note sul nostro sito pertanto avrai letto le mie tre note del come 35 anni fa si era arrivati al cambiamento statutario del Partito Sardo d’Azione. Come del resto sei perfettamente cosciente che il successo del Partito Sardo d’Azione venne portato avanti dalle lotte degli indipendentisti in stato di detenzione.
      Per riportarmi agli indirizzi politici da te espressi in questi periodi potresti ritrovarteli gia’ scritti in sardo in un piccolo volantino di color giallo redatto dal PAR.I.S. nelle elezioni del 1984.
      Bomboi , basta rileggere il nostro passato con sguardo sereno e mente lucida per accorgersi che non c’e’ nulla di nuovo sotto il Sole.
      Mettiti l’animo in pace e ricordati che il presente e’ sempre costruito nel passato!
      Non saro’ certamente io a vietarti di esporre le tue critiche, ho cultura e mentalita’ molto ma molto liberale e vedo, che tu , quando ti si chiede di discuterne in verticale fai sempre lo gnorri, un giorno o l’altro ti dovrai pur decidere a uscire dalla tana!
      Per salutarti ti invito a continuare serenamente a scrivere cio’ che ti passa in testa, l’importante che si discuta sempre di Indipendentismo.
      Stammi bene,Doddore Meloni

    • Allora lo vedi che ho ragione? Chi ha detto che dal PAR.I.S. avete offeso gli altri? Io parlavo di critiche. Se tu confondi la critica con l’offesa vuol dire che sei sulla stessa lunghezza d’onda dei conservatori indipendentisti (come quelli di IRS o SNI): ovvero persone che (in buona fede o meno) non capiscono la costruttività della critica e la prendono come un’attacco personale o un attacco al movimento.
      Eppure se da IRS hanno ripreso qualche nostro dettaglio, si vede che, sotto-sotto, non stavamo scrivendo fesserie.

      Ma pensi che non sappia chi e come cambiò lo statuto azionista? Sò benissimo che c’eri anche tu in quell’epoca.

      Ma l’epoca in cui eravate attivi prima degli ultimi 2 anni era molto diversa.
      Se c’è qualcuno che ha rilanciato l’europeismo questa è U.R.N. Sardinnya e se c’è qualcuno che ha introdotto il liberalismo nell’indipendentismo del nuovo secolo questa è sempre U.R.N. Sardinnya.
      Te l’ho già detto e c’è già scritto nell’articolo quando si parla di Simon Mossa e dei 4 Mori. E’ implicito che l’indipendentismo non sia nato negli anni 2000, ma è un fatto che esso fosse comunicativamente inadeguato, completamente indifferente alla Pubblica Opinione, totalmente avverso ad alcune categorie di Sardi (militari, agenti, cattolici, etc) ed estremamente frammentato, nonché ideologicamente ancora vicino al marxismo. Oggi ci sono 9 partiti Sardi, di varie sfumature, dall’indipendentismo fino all’autonomismo.
      C’è solo un’organizzazione che ha avuto il merito di denunciare pubblicamente tutti questi ritardi culturali nell’indipendentismo ed in pubblico, ed è U.R.N. Sardinnya.
      Se ci aveste conosciuto meglio, forse avreste evitato di conformare in quella maniera l’iniziativa di Malu Entu. Che sono certo, poteva essere sfruttata meglio da parte vostra senza attirare tutte quelle critiche.
      Anche voi sottovalutate troppo l’immagine o ne fate un uso sbagliato. Si può fare questa critica senza passare per nemici?
      Non lo dico per superbia, perché anche noi spesso sbagliamo, ma almeno non scarichiamo sugli altri i problemi. Siamo responsabili. Voi dovete sempre cercare un capro espiatorio. E se fosse proprio dentro la mentalità dei movimenti attuali la serie di motivi che non fanno crescere l’indipendentismo?

      Lo sai che cosa hanno fatto i partiti indipendentisti quando il sardismo era in procinto di rilanciare l’autodeterminazione? Lo hanno insultato ed attaccato al posto di aprirsi al dialogo.
      Non c’era né IRS, né SNI, né il PAR.I.S. in questo processo. C’era solo U.R.N. Sardinnya, senza mezzi e senza un partito dietro.
      Dei privati cittadini si sono dovuti sostituire a voi che da anni dite di aver capito tutto.

    • le considerazioni di urn,sono sempre state in buonaparte valide,infondo hanno espresso le perplessità di molta parte di elettorato,i movimenti hanno migliorato,però sono andati da un’eccesso all’altro,specialmente irs,che sta diventando veramente una setta new age,in mano a delle persone un pò troppo sribacchine e fuori dalla realtà sarda,come se vivessero in una nicchia isolata dal mondo.

    • Saludi Bomboi, mi devi togliere una curiosita’!
      Ma tu, qualche volta lo leggi il parere degli altri?
      Te lo sto chiedendo perche’ tu ,immancabilmente, non rispondi mai ai quesiti che ti vengono posti.
      Purtroppo, ogni volta rispondi con il tuo soliloquio , dove tu hai sempre ragione mentre fai apparire i tuoi interlocutori dediti a parlare alla Luna.
      Nella mia risposta del 18/11, avevo appena finito di scriverti (Non saro’ certamente io a vietarti di esporre le tue critiche)che tu rispondi ,( Se tu confondi la critica con l’offesa vuol dire che sei sulla stessa lunghezza d’onda dei conservatori indipendentisti) ma scusa Bomboi , non ti sembra, che un po’ di serieta’ nel rispettare i pareri degli altri non guasti?
      Bomboi, ritengo che non sia un ottimo comportamento usare la tattica dialettica di Roberspierre.
      Anche perche’ la stessa tattica, venne usata da Saint Just per tagliare la testa a Roberspierre.
      Detto questo, io rispetto i tuoi punti di vista.(e ci mancherebbe).
      Ma devo ammettere, che qualche volta mentre ti leggo mi fai venire in mente ” il grillo parlante del noto Pinocchio che parla parla ma non conclude mai niente”
      Queste mie riflessioni mi conducono ad altre considerazioni, inducemdomi a chiedere a me stesso.
      Chissa’ per quale motivo, un’intelligenza vivace come quella di Bomboi , si sia decisa solo dopo il 2000 a spiegarci l’indipendentismo moderno!!!
      Riflettendo e ancora riflettendo mi son detto: di sicuro , io al suo posto sarei stato attanagliato dal rimorso derivato dal non aver messo a disposizione dei sardi, la mia raffinata capacita’ critica e nel contempo propulsiva nell’indirizzare i movimenti indipendentisti verso il raggiungimento della Repubblica Sarda.
      Ma pian pianino, sono rientrato nella mia mediocrita’ stagionale rassegnandomi al ruolo di eterno perdente!?
      Anche se , nella mia mente il dubbio che ci hai fatto perdere molti anni, senza il conforto delle tue critiche costruttive non riesco ad archiviarlo.
      Chissa’….. se anche tu …. nello splendido isolamento in cui vivi , ti ponga qualche dubbio sulle convinzioni che ti sei cucito addosso; per esempio, che senza le tue critiche noi mediocri indipendentisti non saremmo mai usciti dal Nuraghe!
      Per concludere, noi nel nostro piccolo sbagliando sbagliando, cercheremo di superare anche il presente cosi’ da proiettarci a capofitto nel futuro!
      cosi’ da riuscire una volta per tutte a non essere piu’ considerati conservatori, ma anticipatori.
      Va bene?
      Bomboi , per favore, ti chiedo di darci in anteprima tutte le mosse da te studiate per convincere la maggioranza dei Sardi che ancora oggi non si fidano di noi ma mettono la loro vita e i loro ideali a disposizione dei partiti di cultura italiana.
      Questi tuoi progetti e strategie son sicuro che ci permetteranno di portarli a condividere ed accettare le tesi indipendentiste.
      Non cercare scuse, mandandomi un messaggio in cui tali progetti siano top secret .
      Li aspetto con ansia….
      Ti saluto caramente, Doddore Meloni

    • Doddore, il 17-11 hai dichiarato: “Tu scrivi che noi del PAR.I.S. abbiamo criticato altri movimenti indipendentisti.
      No Bomboi neanche quando siamo stati sfottuti, offesi o ingiuriati abbiamo risposto alle offese con altre offese, al massimo ci permettiamo di rispondere con ironia!!”

      Ho risposto a questa tua frase. Se ne deduce che confondi la critica con l’offesa.
      Se ho detto che li avete criticati pure voi, perché puntualizzi che non li hai offesi? Io non l’ho mica detto. Ho parlato di critica, non di offesa.

      Puoi continuare a fare ironia sul nostro metodo, sta di fatto che anni fa gli insulti ce li siamo presi noi (non tu), e solo per idee come quelle di usare una bandiera europea, e tanti altri dettagli.
      Cose che oggi ti sembrano banalissime ma che non lo erano affatto.
      U.R.N. Sardinnya ha prodotto, e forse, se sei tornato in campo, lo si deve indirettamente allo sviluppo dell’indipendentismo Sardo che è stato consentito ANCHE dalle migliorie introdotte dalla ns associazione.

      Abbiamo sbagliato tante volte ma continuiamo a sfornare idee ed opinioni che ogni tanto vengono utilizzate (non come vorremmo, ma meglio di nulla).
      Non capisco i tuoi toni, dopotutto questo è uno spazio di critica, non di popolarità.

    • Salude a tottus,
      mi permetto di intervenire per evidenziare in poche parole il punto di svolta, la vera novità apportata in questi anni da URN al complesso dei movimenti Indipendentisti: oltre al concetto di “libera critica” (che, a quanto pare, ancora adesso viene talvolta confuso con l’offesa), le novità salienti riscontrabili nella politica indipendentista sono il netto passo avanti nella comunicazione, nelle idee e nell’immagine proposta, ben più al passo coi tempi; tutte cose di cui URN ha senza dubbio paternità.

      Non era più accettabile veder continuamente rappresentata la Sardegna in stile “inizi del ’900″, lasciando così campo libero a tutti i partiti Italiani che facevano il pieno di voti salvo poi snobbare le necessità del Popolo Sardo, bisognava evolversi e non riproporre più stereotipi tradizionalisti ormai privi di seguito in una società moderna come quella attuale.
      Qui URN ha influito in modo incisivo, tanto è vero che poi vari altri si sono accodati, a volte col cattivo gusto di attribuirsi certe “innovazioni” dopo averle aspramente criticate o anche censurate. Comunque, l’importante è che, in un modo o nell’altro, il risultato sia stato raggiunto.

      Personalmente ritengo che “impegnarsi in prima persona” senza un progetto politico vincente ed innovativo sia un po una perdita di tempo, che oltretutto rischia di allontanare potenziali elettori dall’ambiente indipendentista.
      Non è tanto importante avere lo 0.5%, è importante avere almeno il 15/20% per contare e decidere qualcosa, e per arrivare a queste soglie bisogna dare al cittadino un’idea di civiltà nuova e migliore, e, soprattutto, bisogna riuscire a creare un movimento indipendentista unitario e moderno, in grado di competere con corazzate come PD e PDL, che pure ai miei occhi appaiono come bagnarole traballanti e inclini al malaffare, ma che, evidentemente, raccolgono i consensi di larga parte della popolazione e pertanto sono meritevoli di studi approfonditi sulle cause che portano a tali risultati.

      Questo è quello che serve ora alla Sardegna, e i modelli civici da cui ispirarsi dovrebbero essere presi dai paesi Scandinavi, non dalla Sardegna dell’800, o peggio ancora dall’Italietta corrotta di questa epoca storica.

      Come si poteva pensare di continuare ad attirare i voti della cittadinanza Sarda più evoluta se gli stessi rappresentanti dei movimenti politici avevano una pessima dialettica, idee preistoriche e un ancor peggiore modo di presentarsi?
      I risultati elettorali sono una risposta molto esaustiva a questa domanda.

      URN, nel suo piccolo, ha dato un contributo all’ambiente indipendentista, ora ci si augura che piano piano si riesca a raggiungere i risultati auspicati.

      Saluti
      Maurizio F.

    • Bomboi è il solito provocatore doppiogiochista! ma in fondo vuole bene a Gavino!

    • continueti sempri cussì!!!! brietivi (anzi no, comu diti ‘oi feti critiga costruttiva) tra paltiti e associazioni chi siguaramente chistu e lu meddhu metudu pa’ l’indipendentzia…
      A me pari ci vi interessia solu ahe zincu minuti di popolarità, pegghiu di calche politicu italiano.
      Mai una olta c’agghiti fattu un dibattitu cun tutti li principali movimenti politici e non pa prua’, lassendi da palti li singoli convincimenti, a unì tutti li foltzi e fulmà un unicu movimentu mannu pro l’indipendentzia dilla nostra isola.
      bah

      PS
      Ho ritenuto di inviare questo commento in limba ben sapendo di aver fatto degli orrori (si orrori) ortografici e grammaticali perchè pur parlando il gallurese non lo so scrivere; ciò anche perchè mi farebbe piacere che tutti coloro che scrivono di indipendenza facessero lo stesso.
      grazie

    • La storia dell’indipendentismo è storia di forti passioni e di divisioni laceranti. Anche altrove, ad esempio in Corsica. IRS che sembrava poter crescere senza considerare questa storia e gettando un ponte più grande dello stretto di Messina verso il 1409, dovrà riflettere su come mettere in un angolo questa nostra costituzionale propensione a farci de male da soli. Tra i nemici si possono scorgere: invidia, sete di potere, ideologia.

    • Leggo per la prima volta questo sito, complimenti per l’iniziativa, condivido gran parte delle idee espresse e apprezzo tantissimo la possibilità di critica e confronto che date ai movimenti indipendentisti. Mi sto avvicinando al buio verso l’idea di una nazione sarda dopo una discussione questa estate all’interno del nuraghe arrubiu di Orroli con una persona che mi ha dato modo di riflettere.
      All’inizio osteggiavo dentro di me l’idea di indipendentismo, vedevo i militanti molto lontani dalle mie necessità, e si ammetto che il problema era dentro di me perchè mi fermavo all’aspetto esteriore che trapelava dai mass media ma, in parte, anche da come si presentavano.
      Purtroppo, dovete avere pazienza, rappresento o meglio rappresentavo, l’indottrinato medio dei tg nazionali e regionali, con una conoscenza delle cose dettata perlopiù dall’ascolto superficiale.

      Doddore io ti ho conosciuto a Sanluri poco tempo fa, non è stato detto tanto ma è bastato ascoltarti e guardarti in faccia per capire che sei pieno di buone intenzioni e credi fermamente in quello che dici e fai ma capisco anche che la signora che avevo al mio fianco si è fermata, come purtroppo facevo anchio, al solo aspetto esteriore.
      A me, scusa se generalizzo, non arrivavate, non arrivava l’idea dell’indipendenza come un qualcosa di non violento e di attuabile, ho avuto modo di farlo attraverso la storia della Sardegna, in mezzo alle pietre millenarie tirate su dai nostri progenitori… è un esempio di come la comunicazione abbia bisogno a volte di un piccolo aiuto, di un ambiente congeniale perchè il seme della stessa s’insinui nella mente delle persone e si evolva facendosi spazio tra convinzioni consolidate indotte da anni di tv e nozioni superficiali.
      Allo stesso modo credo che i consigli e le critiche portati possano aiutare a trovare un ambiente fisico e metafisico congeniale affinchè l’idea di una nazione sarda cresca dentro più persone possibili.
      La comunicazione ha i suoi trucchi, se affianco ai culi bagnati per pescare i ricci mettiamo un bravo venditore che rimanga in spiaggia a far conoscere meglio chi è nascosto perchè immerso in prima linea non credo ci sia nulla di male…
      Cordialmente.

    • [...] In considerazione delle nubi che si stavano addensando su Gavino Sale, poiché informati di alcuni fatti, il 16 novembre il sottoscritto ha deciso di inviare una lettera aperta al Presidente di IRS: Vedi. [...]

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