Higgins vince le Presidenziali Irlandesi

Michael D. Higgins è il nono capo di stato Irlandese, confermatosi nel pomeriggio del 29 ottobre 2011 con la vittoria alle elezioni presidenziali in Irlanda, che hanno visto interessati poco più di 3 milioni di elettori per 7 candidati, il numero più alto di pretendenti alla presidenza nella storia del Paese.
In lizza tra i candidati, il noto imprenditore indipendente Sean Gallagher, favorito nei primi sondaggi, così come il candidato del Sinn Féin, ex comandante dell’IRA e attuale vice-primo ministro dell’Ulster Martin McGuinness; poi il senatore indipendente, attivista per i diritti degli omosessuali, David Norris; a seguire Gay Mitchell, rappresentante del Fine Gael; l’indipendente civica Mary Davis e l’ex cantante pop Dana Rosemary Scallon, candidata nelle file dei cattolici.
Michael D. Higgins, ex ministro della Cultura irlandese e candidato per il partito laburista, succede alla presidente uscente Mary McAleese, che ha rappresentato la Nazione per 14 anni.
Un passato da ribelle, il poeta e sociologo settantenne nel 1992 fu il primo destinatario del Seán MacBride Peace Prize, in merito al lavoro compiuto per i diritti umani, per la pace e la giustizia in molte parti del Mondo.
Presentato in vista di queste elezioni come un uomo di sani principi, è un grande difensore della lingua irlandese, aspetto che gli ha permesso di battere pesantemente la concorrenza contro tutti i pronostici, ricevendo il 56,8% dei consensi in un sistema elettorale in cui, per essere proclamati vincitori, è necessario ottenere il 50% più uno dei voti.
Un risultato storico per il partito dei labour e per Higgins che mostrando tutta la felicità per la vittoria, ha dichiarato: ”Non sarò un presidente laburista, ma il presidente di tutta l’Irlanda” (Adnkronos, 29-10-11).
Una speranza per gli elettori irlandesi che hanno così espresso la loro voglia di cambiamento dopo gli anni della crisi finanziaria determinata soprattutto dalle controverse operazioni bancarie che hanno attraversato l’economia irlandese.
Con questi propositi, Higgins resterà in carica come presidente della Repubblica Irlandese per un periodo di sette anni e potrà essere rieletto solo per un secondo mandato.

La vittoria di Higgins, personaggio caratterizzatosi anche per l’aver fondato un canale televisivo in lingua gaelica, rappresenta una tendenza carsica presente in diverse minoranze linguistiche e nazionali a livello planetario. Se Higgins oggi presiede una Repubblica indipendente e si batte contro l’eccessiva omologazione della lingua inglese, autonomie come quella Catalana e francofona del Québec fanno della loro lingua un imprescindibile punto di forza politico che si estende a rivendicazioni di natura culturale, sociale ed economica.
Una linea seguita anche dalla credibile autonomia sudtirolese che nella lingua trova il perimetro entro il quale contestare i ritardi dello Stato centrale italiano.
A quando la stessa consapevolezza per l’autonomismo Sardo?

Di Roberto Melis.

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