Spotlight: l’irrinunciabile potere del giornalismo

Il Caso Spotlight – Trailer Ufficiale Italiano HD – Michael Keaton, Mark Ruffalo from QMI on Vimeo.

Di Elsa Pascalis.

Il caso Spotlight corre agli Oscar con 6 candidature: racconta, a firma di Thomas McCarthy, i primi sei mesi di lavoro del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight.
Nel 2002 ha sconvolto la città – mecca della Chiesa Cattolica negli Stati Uniti – con le rivelazioni sulla copertura pluridecennale degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali.
Un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer, che ha provocato una reazione a catena che dal punto di vista storico rappresenta una vera e propria svolta epocale del potere della Chiesa.
Partita da Boston per assumere un’eco mondiale, a distanza di quattordici anni costringe ancora il Vaticano a rispondere sugli aberranti silenzi diffusi in tutto il mondo oltreché all’inadeguatezza becera delle sue riforme.

Un tema scottante da cui ci si aspetta più pathos, forse. Ma è un film che richiede attenzione per i particolari. È un film da ruminare.
Il regista ha scelto una narrazione chirurgica con personaggi che paiono freddi e distaccati.
Non c’è nessun tipo di speculazione sul dolore delle vittime, non c’è un’indagine psicologica dei personaggi.
Il film è altra cosa, vuole essere altra cosa.
È un film sul buon, anzi ottimo giornalismo, così come dovrebbe essere affinché il Quarto Potere possa essere usato nel miglior modo possibile.
Oltre la storia in se, “Il caso Spotlight” permette una serie di riflessioni interessanti.

Innanzitutto la commistione di poteri. Boston è una delle più antiche città degli Stati Uniti, è grande (la sua area metropolitana conta 4,5 milioni di abitanti), è capoluogo del Massachusetts, è centro economico e culturale molto importante, eppure…
Eppure vice-direttore e caporedattore del Boston Globe giocano a golf con gli stessi prestigiosi avvocati che patteggiano per conto dell’Arcidiocesi, sono iscritti tutti agli stessi club, partecipano agli stessi eventi mondani che riuniscono anche le alte sfere del clero cittadino, hanno condiviso le stesse scuole e università, i figli giocano insieme. Insomma gli amici degli amici, come sempre. Adesso, passando dal macro di Boston al micro dei giornali locali in Italia, le deduzioni nascono spontanee.
Tornando a Boston, non è un caso che l’inchiesta parta anzi riparta, all’arrivo in redazione del nuovo direttore, Marty Baron, attualmente direttore del Washington Post, atterrato da Miami per prendere le redini del Globe ed ovviamente estraneo alle dinamiche sociali della città. Essendo fuori dai giochi del potere, il neodirettore non esita nell’incaricare il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca locale data tempo prima e lasciata cadere li, di un prete locale accusato di pedofilia. E questo fa pensare a quanto sia auspicabile che a dirigere un organo di informazione ci sia qualcuno quanto più possibile “totalmente estraneo ai fatti” diciamo così, consapevole dei rischi ma incurante dei piedi da schiacciare, sopra le parti, insomma.
Da qui, il film racconta bene come basta un buon direttore per rilanciare un gruppo sonnacchioso di ottimi giornalisti accomodati, con un’indagine che non esita a scavare nel torbido anche quando i più alti funzionari del clero, tra cui il Cardinale Law, arcivescovo di Boston, tentano in tutti i modi di ostacolarne il lavoro con varie intimidazioni. Perfetti equilibristi tra l’accesso ai luoghi del potere e quindi alle informazioni e il rischio di restarci invischiati.
Perché fare il giornalista è o dovrebbe essere il sogno di ogni giornalista.

Un film corale come corale deve essere il giornalismo d’inchiesta. Irrinunciabile.
Un film necessario per editori, direttori e giornalisti se rincominceranno a fare giornalismo, per i lettori e per i cittadini se pretenderanno dai media una seria copertura locale.
Il miglior giornalismo possibile dovrebbe essere un diritto e un dovere di tutti e per tutti. Passando di nuovo dal macro al micro le deduzioni sono facili. E se non facessero paura ci potrebbe scappare una fragorosa risata a leggere i nostri quotidiani.

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Redazione SANATZIONE.EU

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