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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; trento</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>L&#8217;ipocrisia del Quirinale: a Merano festeggia l&#8217;Autonomia, a Cagliari la ignora</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 12:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; festa per il Capo di Stato Napolitano a Merano, si festeggia il 40° anniversario dell&#8217;autonomismo altoatesino. Accompagnato dal Presidente Austriaco Heinz Fischer, Napolitano presenta le Province Autonome di Trento e Bolzano come un modello e un esempio di autonomismo per tutta l&#8217;Europa. Secondo il Capo di Stato “il 5 di settembre è rimasto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/Autonomistas-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5543" title="Autonomistas - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/Autonomistas-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="400" height="576" /></a>E&#8217; festa per il Capo di Stato Napolitano a Merano, si festeggia il 40° anniversario dell&#8217;autonomismo altoatesino. Accompagnato dal Presidente Austriaco Heinz Fischer, Napolitano presenta le Province Autonome di Trento e Bolzano come un modello e un esempio di autonomismo per tutta l&#8217;Europa.</p>
<p>Secondo il Capo di Stato <em>“il 5 di settembre è rimasto un giorno scolpito nella nostra memoria storica condivisa da quando, sessantasei anni fa, segnò la data della firma, a Parigi, dell&#8217;accordo De Gasperi-Gruber. In quell&#8217;accordo vennero affermati con chiarezza e coraggio principi altamente innovativi per consentire una pacifica e prospera convivenza tra popolazioni diverse per etnia, lingua e cultura, con speciali riconoscimenti per la più vasta comunità, quella dei cittadini di lingua tedesca”.</em></p>
<p>Napolitano omette di ricordare che negli anni &#8217;60 le Nazioni Unite ripresero lo Stato Italiano con le <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/05/laccordo-gruber-%E2%80%93-de-gasperi-quando-litalia-fu-ripresa-dallonu-per-discriminazione-linguistica/" target="_blank">risoluzioni 1497 e 1661</a> per l&#8217;inosservanza del Trattato Gruber-De Gasperi sul rispetto delle minoranze linguistiche.<br />
<a href="http://www.lavocedelnordest.it/articoli/2012/09/5/6715/bolzano-napolitanoautonomie-e-minoranze-nella-costituzione" target="_blank">Prosegue</a> Napolitano: <em>“Il riconoscimento e la valorizzazione delle autonomie regionali e locali, così come la tutela delle minoranze etniche e linguistiche sono principi fondamentali sanciti nella Costituzione italiana insieme con quello dell&#8217;unità e indivisibilità della Repubblica. E sono egualmente recepiti in Costituzione i caratteri peculiari dell&#8217;autonomia e dello statuto speciale di cui gode la vostra regione”.</em></p>
<p>Viene a galla il doppiopesismo dello Stato Italiano, da un lato Napolitano esalta il rispetto per le minoranze linguistiche (rimarcando l&#8217;indivisibilità della Repubblica), dall&#8217;altro conferma l&#8217;ipocrisia centralista quando ricorda che i caratteri peculiari dell&#8217;autonomismo di Trento e Bolzano hanno valenza costituzionale (art. 116 e 117) mentre lo stesso non può dirsi della Sardegna (che negli stessi articoli ha meno poteri delle Province Autonome di Trento e Bolzano).</p>
<p>Il discorso del Capo di Stato ci offre una perla nel momento in cui dichiara che <em>“naturalmente in uno Stato democratico a struttura federale o a forte vocazione autonomistica come l&#8217;Italia, è sempre viva e complessa la dialettica che si sviluppa nelle relazioni tra governo e amministrazione centrale e autonomie regionali e locali”.</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Probabilmente Napolitano ha confuso Merano con la Svizzera e, non resosi conto di essere ancora in Italia, ha confuso il centralismo dello Stato che rappresenta con il federalismo elvetico (delle cui differenze abbiamo ampiamente parlato su un <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/sovranita-e-sudditanza-dei-sardi-costituzione-svizzera-e-italiana-a-confronto/" target="_blank">articolo di Sa Natzione</a>).</p>
<p>Nel frattempo la Sardegna ha visto declassare la sua lingua nazionale, il Sardo, in quanto non protetta da accordi internazionali (come il Trattato Gruber-De Gasperi, nato in un preciso contesto storico e geografico) e con la complicità dei parlamentari Sardi, <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/07/trentino-e-catalogna-contro-roma-e-madrid-su-economia-e-cultura-sardi-senza-lingua-e-fisco/" target="_blank">corresponsabili</a> del declino socio-economico della Regione Autonoma della Sardegna.</p>
<p>Che al Quirinale non importi nulla dell&#8217;Autonomia Sarda lo si è visto in occasione della sua <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/02/napolitano-a-bolzano-minoranze-nazionali-ricchezza-da-tutelare-a-cagliari-colmare-divario-paese-per-completare-unificazione-italiana/" target="_blank">visita in Sardegna</a> lo scorso febbraio 2012, quando ricordò la necessità di completare il processo di unificazione italiana e quando, simbolicamente, alle sue spalle venne rimossa la bandiera dei 4 Mori con la croce rossa di San Giorgio.<br />
Probabilmente a Cagliari c&#8217;era un Giorgio di troppo, ma noi pensiamo di aver capito di quale si tratti.</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Lipocrisia-del-Quirinale.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sa die de sa Sardigna: A Trento siglata convergenza federalista, da noi tanti fanfaroni e poca democrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 15:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“In nome di Dio, andatevene!” Oliver Cromwell al Parlamento inglese, 20 aprile 1653. Sa die de sa Sardigna? Prima di conoscere l&#8217;aprile del 1794, in cui vennero cacciati via i piemontesi per il malgoverno dell&#8217;isola dando luogo alla rivoluzione sarda, probabilmente come Sardi dovremmo conoscere Oliver Cromwell, noto e controverso condottiero inglese che nell&#8217;aprile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/Sciuti-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4347" title="Sciuti - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/Sciuti-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="368" height="199" /></a>“In nome di Dio, andatevene!”</span><br />
Oliver Cromwell al Parlamento inglese, 20 aprile 1653.</em></p>
<p>Sa die de sa Sardigna? Prima di conoscere l&#8217;aprile del 1794, in cui vennero cacciati via i piemontesi per il malgoverno dell&#8217;isola dando luogo alla rivoluzione sarda, probabilmente come Sardi dovremmo conoscere Oliver Cromwell, noto e controverso condottiero inglese che nell&#8217;aprile del 1653 sciolse l&#8217;allora Parlamento inglese.<br />
Cromwell mise in discussione la legittimazione “divina” del potere assoluto che esercitava la monarchia e contribuì alla creazione di una Repubblica del Commonwealth, tempo dopo si rese conto che il Parlamento era diventato un luogo di privilegi particolaristici e lo abolì, ma sostituendo tali privilegi con il proprio, governando con una linea dittatoriale, fino al ritorno della monarchia (stavolta non più assolutistica).<br />
La morale? Per dirla alla Karl Popper, solo i processi riformistici possono risolvere i problemi, perché le rivoluzioni non fanno altro che sostituire un problema con un altro.</p>
<p>L&#8217;Italia e la Sardegna del 2012 si trovano di fronte a una battaglia, quella fra la politica e l&#8217;antipolitica, e torti e ragioni sembrano affacciarsi da entrambe le parti. La prima è quella fazione nella quale si trovano buoni politici ma anche tanti conservatori interessati a preservare solo i propri privilegi. Nella seconda fazione si trova una parte del Popolo, ormai stanca della malapianta del politicantismo, che ritiene opportuno eradicarla via senza però proporre una seria alternativa.<br />
La storia ci insegna che oltre la democrazia, con i suoi partiti, c&#8217;è solo la dittatura.<br />
Qual è dunque il miglior compromesso per affrontare un periodo di crisi? Quello chiamato “Responsabilità Natzionale”, ovvero quando la parte migliore della politica (o supposta tale), si unisce dando luogo a governi tecnici o coalizioni di larghe intese per affrontare le priorità del momento. Eppure si tratta di un discorso insidioso tanto quanto quello dell&#8217;antipolitica.<br />
Può accadere infatti che il politicantismo promuova i governi tecnici solo per proseguire il classico affarismo sotto mentite spoglie, dando così modo all&#8217;esasperazione sociale di incrementare la sua protesta in termini violenti. Una situazione esplosiva che porterebbe lo Stato a reprimere la protesta annullando ogni ipotesi riformista. Ma in Sardegna lo Stato si è portato avanti: giorni fa ha scelto di non pagare le elezioni amministrative regionali. Cioè uno Stato non federalista come quello italiano pretende dalle realtà locali che mandino avanti da sole la democrazia.<br />
Roma naturalmente si è impegnata a non sospendere il diritto di voto e ha promesso intese con la Giunta Cappellacci per il normale decorso elettorale.<br />
Benché le elezioni si svolgeranno comunque, il messaggio emerso da questo contesto è molto grave: lo Stato si è eretto al rango di un impersonale monarca che assume decisioni ma ostacola la partecipazione alle sue decisioni. Mentre la politica regionale, inclusa quella autonomista e indipendentista, non trova alcuna sintesi politica sul destino del proprio agire in vece del Popolo. Forse i buoni politici sono in minoranza rispetto al conservatorismo dei politicanti.</p>
<p>Nella Regione Autonoma del Trentino Alto Adige ci hanno pensato e la politica autonomista ha deciso di consolidare una convergenza di interessi rispetto ai partiti italiani contro il loro fasullo riformismo. A Trento è stato quindi siglato il <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2012/04/14/visualizza_new.html_184728651.html">Patto Federale</a> tra le seguenti forze politiche: SVP, Patt, Union Valdotaine, Slovenska Skupnost ed Union Autonomista Ladina. Il Patto basa la sua esistenza su due pilastri: quello della specificità linguistica/storica/culturale, e quello fiscale.<br />
Su quest&#8217;ultimo aspetto, Theiner, leader dell&#8217;SVP, ha dichiarato che <span style="color: #0000ff;"><em>“l&#8217;istanza comune è quella di un futuro politico contrassegnato da un reale federalismo, attraverso la quale il territorio potrà modulare sia gli introiti, sia la spesa pubblica sulla base delle specificità locali”</em></span> (ANSA, 14-04-12).<br />
Basta regalare i soldi delle tasse a Roma insomma, devono rimanere ed essere amministrati sempre in loco. Nel frattempo, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2012/04/17/Inno-Mameli-Durnwalder-cantarlo-obbligatorio_6731647.html">ha dichiarato</a> che si opporrà all&#8217;eventuale imposizione dell&#8217;inno di Mameli nei consessi della Pubblica Istruzione della Comunità in quanto sarebbe una violazione dell&#8217;art. 6 della Costituzione Italiana (<em><span style="color: #0000ff;">“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”</span></em>). Ed è proprio grazie alla specificità che riescono a farsi sentire da Roma.<br />
Ricordiamo che la Sardegna con la Lingua Sarda (riconosciuta in prima istanza dalla L.R. 26/97) è la più vasta minoranza linguistica della Repubblica. Tuttavia i movimenti politici Sardi non hanno ancora maturato sufficiente comprensione del peso politico (ma anche sociale ed economico) di questa specialità e <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/04/la-convergenza-indipendentista-qualche-ragionamento-e-una-proposta/">non sono neppure stati in grado</a> di sviluppare alcuna convergenza politica che abbia come base le riforme istituzionali con cui dotare di più sovranità l&#8217;isola.<br />
Il linguista e semiologo Roland Barthes nel 1980 dichiarò che <em><span style="color: #0000ff;">“l&#8217;unica cosa da difendere è il diritto politico di essere un soggetto”</span></em>, i nostri indipendentisti, nel momento in cui ignorano la specialità della nostra isola, dimostrano di non essere più soggetti attivi di una sovranità da conquistare ma solo oggetti passivi di un contesto centralista che non vogliono mettere in discussione neppure a parole. Perché negano se stessi nel momento in cui rinnegano i diritti territoriali che ritengono di rappresentare.<br />
Lo studioso Roberto Bolognesi <a href="http://bolognesu.wordpress.com/2012/04/07/sa-die-de-su-sardu/">ha proposto</a> di passare a <em>sa die de sa Limba Sarda</em>. Sarebbe un atto simbolico importante, ma effimero nel momento in cui la stessa politica territoriale non lo adotta come strumento di rivendicazione nei confronti degli abusi di questo Stato.</p>
<p>Questa assoluta mediocrità politica causata dal leaderismo e dalla frammentazione degli indipendentisti, unita al basso peso contrattuale del sardismo in campo amministrativo, ha determinato una compressione dei diritti democratici dei Sardi, che ancora una volta si trovano nelle mani dei partiti italiani i quali non possono e non vogliono modificare l&#8217;attuale stato delle cose. Stiamo parlando di partiti centralisti che usano in modo discrezionale persino i soldi delle nostre tasse, quelli per il finanziamento pubblico ai partiti, salvo poi non risolvere alcuna vertenza nell&#8217;interesse del territorio. Viviamo in una Repubblica il cui Capo di Stato non è in grado di offrire alcuna credibilità all&#8217;inadeguatezza delle istituzioni che rappresenta. Pensate che Napolitano se <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/04/13/visualizza_new.html_184546964.html">l&#8217;è presa</a> contro gli evasori fiscali, ma non ha spiegato ai cittadini che il Quirinale costa quanto Buckingham Palace e l&#8217;Eliseo messi insieme, con la differenza che la sede della presidenza francese ha persino più compiti da assolvere <em>(Corriere della Sera, 2007)</em>. Dal canto suo la Monarchia Britannica non manca di pubblicare <a href="http://www.royal.gov.uk/">online</a> un resoconto esaustivo delle sue proprietà e dei costi di gestione. Da noi quante e quali istituzioni italiane e sarde oggi hanno come priorità la trasparenza verso i propri cittadini? Ben poche.</p>
<p>Sicuramente non ci serve un Cromwell per spedire a casa il nostro Consiglio Regionale, che solo libere elezioni possono modificare, ma forse ci servirebbe un Cromwell per mandare in pensione l&#8217;attuale dirigenza dei partiti indipendentisti, chiacchierona su temi condivisibili e litigiosa nel momento in cui si tratta di collaborare per portarli avanti contro i privilegi dei partiti italiani.<br />
Chissà cosa avrebbe detto nel 2012 un abile osservatore politico del suo tempo come Giovanni Maria Angioy? Fu affossato dai suoi stessi collaboratori prima che dagli avversari esterni. Magari non faticherebbe a trovare degli avversari anche negli 11 partiti Sardi, i quali per numero (e non per voti) superano ormai quelli italiani.</p>
<p>Io propongo un nuovo senso per il 28 aprile, non solo quello di commemorare un evento che vide tutto il Popolo Sardo unito contro i dominatori di turno (per quanto finito male), ma anche quello di guardarci le spalle dai sedicenti difensori della Sardegna.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Sa-die-de-sa-Sardigna-2012.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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