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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; murgia</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Ciao Michela</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Aug 2023 10:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao Michela. 1972 &#8211; 2023. Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2023/08/M.-Murgia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19120" title="m-murgia" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2023/08/M.-Murgia.jpg" alt="" width="605" height="479" /></a></p>
<p>Ciao Michela.</p>
<p>1972 &#8211; 2023.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Regionali: tra primarias e somarismo</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2018/12/regionali-tra-primarias-e-somarismo/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 20:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Regionali: Maninchedda trionfa alle primarias di partito (non nazionali) e conferma i 18mila voti del 2014, ma è solo secondo nella corsa ai soldi pubblici: Andrea Murgia, candidato di Autodeterminatzione, propone l&#8217;uso di un miliardo di euro per cantieri verdi. 300 milioni in più del mutuo da 700 milioni già impegnato da Pigliaru e Maninchedda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Regionali: Maninchedda trionfa alle primarias di partito (non nazionali) e conferma i 18mila voti del 2014, ma è solo secondo nella corsa ai soldi pubblici: Andrea Murgia, candidato di Autodeterminatzione, propone l&#8217;uso di un miliardo di euro per cantieri verdi. 300 milioni in più del mutuo da 700 milioni già impegnato da Pigliaru e Maninchedda per i cantieri rossi. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Si passa così dal sovranismo al somarismo: i partiti che dovrebbero salvare l&#8217;isola propongono debiti e decrescita. E nel frattempo arriva &#8220;Sardi Liberi&#8221;.</em></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><em>Parliamo di programmi e di politica.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/12/Classifica-2018-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16801" title="classifica-2018-urn" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/12/Classifica-2018-URN.jpg" alt="" width="605" height="292" /></a></p>
<p>È la politica della &#8220;doppia D&#8221; (Debiti &amp; Decrescita) il filo conduttore che unisce la proposta politica dei candidati più in vista per le regionali 2019.</p>
<p>Il primo, Maninchedda (PdS), forte di un consenso di 18mila seguaci (gli effettivi elettori delle primarias tenutesi online), conferma il bacino delle regionali 2014 e mostra così il suo biglietto da visita a chiunque voglia accogliere una sigla che in pochi mesi rischia però di perdere buona parte del suo capitale politico. Una corsa solitaria porterebbe inevitabilmente all&#8217;opposizione o, peggio, all&#8217;estinzione.<br />
Non si è trattato ovviamente di &#8220;primarie nazionali sarde&#8221;, che avrebbero richiesto una partecipazione ben più ampia di sigle, numeri e candidati (idea peraltro promossa dal sottoscritto numerosi anni fa), ma di primarie di partito destinate a individuare una collocazione politica in una difficile fase di transizione. Il risultato era infatti scontato sin dall&#8217;inizio e inficiato soprattutto da un centrosinistra che, come detto nello <a href="http://www.sanatzione.eu/2018/11/christian-solinas-sara-lerede-di-mario-melis/" target="_blank">scorso articolo</a>, ha scelto di ignorare la strategia di Paolo Maninchedda e di giocarsi tutto con Massimo Zedda.</p>
<p>Il secondo, Andrea Murgia (Autodeterminatzione), appare il candidato più debole in corsa: al riguardo rimane solo da capire se Francesco Desogus dei 5 Stelle sceglierà il silenzio, confermando il sospetto di un accordo romano tra grillini e leghisti, per consegnare a questi ultimi il governo dell&#8217;isola.<br />
Ad oggi infatti Murgia insiste nel proporre programmi che aggraverebbero ulteriormente la condizione assistenziale dell&#8217;isola, frenandone la crescita e alimentando nuovi focolai di spesa pubblica. Stavolta verso improbabili cantieri verdi, una versione alternativa dell&#8217;uso di denaro pubblico già avviato dalla giunta Pigliaru (con Paci e Maninchedda). Ricordiamoci infatti che tale denaro non si classifica alla voce &#8220;investimenti&#8221; in quanto si tratta di puri e semplici trasferimenti diretti. Non esiste dunque neppure un presunto effetto &#8220;moltiplicatore&#8221; ma l&#8217;elargizione di stipendi e finanziamenti pubblici a tempo determinato, destinati a migliorare solamente i consumi dei riceventi per l&#8217;acquisto di beni prevalentemente <img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />prodotti altrove. Quand&#8217;anche infatti si volesse ristrutturare l&#8217;edilizia privata dell&#8217;isola, nei termini immaginati da Andrea Murgia, non si comprende per quali ragioni un privato dovrebbe acquistare il nostro costoso sughero e non i più economici e performanti materiali isolanti oggi presenti sul mercato e non prodotti localmente. La Sardegna avrà inoltre bisogno di energia in quantità per sviluppare il suo settore manifatturiero, e non certo rovinosi investimenti in impianti fotovoltaici, finanziati dai contribuenti, che nei prossimi anni verranno ampiamente rimpiazzati da tecnologie più efficienti.</p>
<p>Paradossalmente, il Partito Sardo d&#8217;Azione, che pure deve la sua esistenza a decenni di spoils system, con la sua vecchia proposta di zona franca, pare invece sostenere una linea culturalmente diversa: bisogna infatti ridurre il fisco per poter attirare investimenti sani, e non aumentare la spesa pubblica intercettando ulteriore e improduttiva speculazione.</p>
<p>Di fronte a un panorama politico di programmi tanto dannosi e inconcludenti, si affaccia anche il nuovo cartello elettorale di &#8220;Sardi Liberi&#8221;, punto di incontro tra due sigle derivanti da vicende diverse, ProgReS e Unidos (più ex sardisti). C&#8217;è da dire che ProgReS, nonostante appaia indebolita da tempo e priva di peso elettorale, ha un doppio merito: a) quello di aver compreso il valore del motto &#8220;l&#8217;unione fa la forza&#8221;, che per l&#8217;indipendentismo non è affatto scontato; b) quello di essersi aperta realmente al pluralismo. Unidos di Mauro Pili infatti è una sigla che affonda il suo consenso in un bacino politico di centrodestra, malgrado varie sue scelte vedano sempre nella spesa pubblica lo strumento principale di intervento nell&#8217;economia dell&#8217;isola.</p>
<p>Unidos inoltre si trova costretta a replicare la strategia delle scorse elezioni regionali. Non avendo trovato un&#8217;intesa col centrodestra e in particolare con Forza Italia (che di suo ha già dovuto ingoiare il rospo della candidatura sardista di Christian Solinas), si pone come elemento di disturbo del centrodestra. Un ruolo che sino a qualche settimana fa veniva attribuito ad Ines Pisano. A questo punto ci sarebbe pure da discutere se Maninchedda e Pili non trovino più opportuno coalizzarsi per immaginare la nascita di un terzo polo identitario da contrapporre agli altri schieramenti, e non apparire come orfani del bipolarismo. Ma l&#8217;ambigua presenza dei 5 Stelle rende difficoltosa ogni previsione rispetto ad elezioni che saranno un massacro per tutti. E nei cui programmi al momento si nota ben poca differenza. Ci auguriamo che Sardi Liberi non compia gli errori dei nostri precedenti esempi.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/12/URN-Sardinnya-Lopinione-Tra-primarias-e-somarismo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Il club degli intelligenti, l&#8217;ultimo libro di Ivo Murgia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 21:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; in vendita l&#8217;ultimo libro di Ivo Murgia: &#8220;Il club degli intelligenti&#8221; racchiude tre capitoli delle avventure di Socrates, In medio, No pain e La colazione dei cretini. Questi è un gigolò-filosofo cagliaritano autore di una rivoluzionaria teoria della mediocrità come causa della fine del mondo conosciuto che però non viene accolta dalla comunità filosofica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/01/Murgias-cover-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13303" title="Murgia's cover - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/01/Murgias-cover-URN.jpg" alt="" width="605" height="402" /></a></p>
<p>E&#8217; in vendita l&#8217;ultimo libro di Ivo Murgia:</p>
<p>&#8220;Il club degli intelligenti&#8221; racchiude tre capitoli delle avventure di Socrates, In medio, No pain e La colazione dei cretini. Questi è un gigolò-filosofo cagliaritano autore di una rivoluzionaria teoria della mediocrità come causa della fine del mondo conosciuto che però non viene accolta dalla comunità filosofica internazionale, costringendolo a vendere il suo corpo, non più tanto prestante, pur di portare il pane a casa. Una serie di grottesche avventure tragicomiche condite da massime esistenziali di tutto rispetto. C&#8217;è spazio anche per una storia d&#8217;amore, nel secondo capitolo, naturalmente vissuta alla maniera di Socrates, per un singolare incidente sul lavoro, nel terzo capitolo, e per una leggenda metropolitana da sfatare. In una parola l&#8217;antologia definitiva di Socrates, il gigolò-filosofo casteddaju.</p>
<p>L&#8217;autore:</p>
<p>Cagliari, 1974. Laureato in psicologia, ha conseguito il master ‘Approcci interdisciplinari nella didattica del sardo’ a Cagliari.<br />
Da circa quindici anni lavora con la lingua sarda nei comuni, nelle università, nei conservatori, con editori, giornali, riviste, festival letterari, rassegne culturali, radio e televisioni.<br />
Ha scritto nei giornali ‘Sardinna’, ‘Sa Republica Sarda’, ‘Superga Cinema’, ‘La Patrie dal Friûl’, nel portale on line ‘Arrèxini’ e in vari siti e blog. Ha pubblicato una dozzina di volumi, tra traduzioni e saggi, cinque ebook di narrativa in italiano e tre di narrativa in sardo. Si è anche cimentato come perfomer in vari reading, tra i quali ‘Micro-contus’.</p>
<p><em>Per info: <a href="http://www.cenacolodiares.com/" target="_blank">Edizioni Cenacolo di Ares</a></em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Indipendentisti: I motivi (veri) per cui Sardegna Possibile perse le Regionali</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 21:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Le elezioni regionali del 2014 videro la sconfitta di una delle più promettenti proposte politiche dell&#8217;anno. Fu il progetto di “Sardegna Possibile”, guidato dalla scrittrice Michela Murgia. Ma quali furono i motivi essenziali su cui gli indipendentisti dovrebbero riflettere? Aspetti elettorali: Errata valutazione della (iniqua) legge elettorale. In assenza di un voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/09/ER-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12348" title="ER - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/09/ER-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="350" height="263" /></a>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Le elezioni regionali del 2014 videro la sconfitta di una delle più promettenti proposte politiche dell&#8217;anno. Fu il progetto di “Sardegna Possibile”, guidato dalla scrittrice Michela Murgia.</p>
<p>Ma quali furono i motivi essenziali su cui gli indipendentisti dovrebbero riflettere?</p>
<p><em>Aspetti elettorali:</em></p>
<p>Errata valutazione della (iniqua) legge elettorale. In assenza di un voto realmente strutturato si rivelò non necessario presentarsi con un cartello di tre sigle: ProgReS, Gentes, Comunidades.</p>
<p>Errata valutazione del consenso. Con ogni probabilità, Sardegna Possibile non disponeva di adeguate informazioni demoscopiche, il ché spinse il nucleo dirigente ad un eccesso di ottimismo circa la conduzione della propria campagna elettorale e sui risultati ottenibili.</p>
<p><em>Aspetti politici:</em></p>
<p>Insufficiente valutazione del bacino elettorale. Il nucleo dirigente di Sardegna Possibile si orientò prevalentemente nel captare un voto in uscita dal centrosinistra italiano. Ciò venne determinato da una serie di fattori, fra cui la presenza di due sigle che ne contenevano degli elementi (Gentes e Comunidades) e di una sola sigla politica munita di scarso radicamento sociale (ProgReS).</p>
<p>Mancata apertura a tematiche dal forte consenso popolare. L&#8217;argomento predominante di tutto il 2013, sostenuto anche dal centrodestra italiano sino alla vigilia dell&#8217;anno successivo, fu rappresentato dall&#8217;istituto delle zone franche. Sardegna Possibile non fu in grado di valorizzare, aggiornare e cavalcare un moto sociale successivamente dispersosi, anch&#8217;esso, per l&#8217;inadeguatezza dei proponenti che avevano populisticamente rilanciato un classico del sardismo (e in realtà del liberalismo).</p>
<p>Tardivo e parziale coinvolgimento del restante panorama indipendentista. Sebbene si tratti di numeri minoritari, il fenomeno è stato alimentato dai perduranti personalismi sorti in seno alla galassia indipendentista. La folklorizzazione di alcuni esponenti non avrebbe comunque intaccato l&#8217;immagine generale di una eventuale sigla unitaria in luogo delle tre presentate. Al contrario, ciò avrebbe rafforzato maggiormente il messaggio di unità e collaborazione tra le sigle nazionaliste sarde da offrire alla pubblica opinione.</p>
<p><em>Aspetti programmatici:</em></p>
<p>Ambiguità programmatica su tematiche fondamentali. Nonostante Sardegna Possibile abbia sviluppato un processo partecipativo di coinvolgimento collettivo per la redazione del programma e lo studio delle soluzioni, il tutto si è tramutato in una montagna di carta priva di chiarezza su pochi punti essenziali: fiscalità/lavoro, trasporti, reti idriche, ecc.<br />
Ad oggi non si sono ancora comprese le soluzioni proposte da Sardegna Possibile in rapporto al mercato della navigazione e del comparto aereo (con riferimento a low cost e continuità territoriale).</p>
<p>Sardegna Possibile sosteneva la tenuta di Abbanoa ed una semplice quanto indefinita riforma dei suoi apparati organizzativi. Nessuna proposta di smantellamento e riassegnazione del servizio alle comunità locali (sia esso pubblico o privato) per cui ancora oggi numerosi Comuni si stanno battendo.</p>
<p>Scarso rilievo al tema della fiscalità (vedere anche zone franche), e blanda ripetizione della proposta di una agenzia sarda delle entrate. Tutto inutile alle esigenze delle partite IVA e del lavoro dipendente ed autonomo.</p>
<p>Scarso rilievo alle tematiche della trasparenza e dell&#8217;efficienza nella pubblica amministrazione (politica di vertice, enti, partecipate ed apparati burocratici). Temi spesso derubricati in una sola riga.</p>
<p>Eccessivo interventismo economico. Non c&#8217;è pagina del programma di Sardegna Possibile in cui non si sia attribuita alla Regione il ruolo di pianificare questo o quel coordinamento di mercato sui più disparati settori. E ciò tradiva l&#8217;inadeguatezza culturale e l&#8217;assenza di pluralismo ideologico del progetto, nel quale i privati sono stati declassati a semplici personaggi “da accudire e guidare” in favore dello sviluppo. Il problema è stato doppiamente grave in rapporto ad un&#8217;isola in cui la “ricchezza” prodotta deriva ormai al 65/70% da spesa pubblica. Il ché avrebbe dovuto suggerire ai nostri indipendentisti che in Sardegna non esiste tanto un problema di mercato o di operatori ma proprio un eccesso di settore pubblico, sia in termini burocratici che di assistenzialismo politico (ricetta su cui invece si proponeva un accanimento terapeutico).<br />
I passaggi programmatici in cui si sosteneva la PAC agricola UE, spesata dai contribuenti (che in realtà è la fonte predominante del dumping d&#8217;importazione nell&#8217;isola e non un effetto del “neoliberismo”) rappresentava il maggior limite di analisi espresso da Sardegna Possibile.</p>
<p>Assenza di analisi della rete energetica sarda. A fronte dei limiti di mercato in cui gioca un ruolo persino il regime delle essenzialità conferito a poli come quello ottanese, il programma di Sardegna Possibile si limitava ad un generico elenco dei dati sulla produzione e sul riordino del settore. A ciò si aggiungeva l&#8217;idea di un&#8217;ambigua agenzia sarda dell&#8217;energia che, in assenza della succitata analisi, si sarebbe trasformata in un inutile carrozzone spesato dai cittadini.</p>
<p>Assenza di un progetto di riforma dell&#8217;Autonomia sarda (con annesso recupero dei diritti linguistici, storici e culturali negati).</p>
<p><em>Dialettica politica e campagna elettorale:</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Scarsa opposizione. Era dai tempi della Democrazia Cristiana che non si assisteva ad una campagna elettorale così soporifera. Sentire Michela Murgia definire “amico” Francesco Pigliaru, esponente del centrosinistra, in un periodo in cui fioccavano avvisi di garanzia per peculato a tutto l&#8217;arco politico, fu un vero e proprio delitto.<br />
Opportuno considerare che una dialettica politica moderata non implicava il tacere o l&#8217;essere eccessivamente morbidi con gli avversari politici sull&#8217;enormità degli argomenti che gli indipendentisti avrebbero potuto mettere in campo. L&#8217;impressione fu quella di essersi seduti su una Lamborghini per poi accodarsi dietro la Panda del centrosinistra.</p>
<p>Scarsa propositività comunicativa. I numerosi ceti produttivi dell&#8217;isola non hanno avuto chiare risposte sullo stato delle loro esigenze, e ciò ha inevitabilmente consegnato la maggioranza relativa dei voti alla compagine conservatrice del momento: il centrosinistra di Francesco Pigliaru, che pure in condizioni di forte astensione è stata premiata dal classico “voto di posizione”. Per certi versi Michela Murgia pareva essersi ritagliata il ruolo di una seconda opposizione di sinistra italiana, priva di radicamento elettorale, all&#8217;allora governatore uscente.</p>
<p><em>Aspetti politici post-elettorali:</em></p>
<p>Mancata costanza politica. Cosa determina l&#8217;esistenza di un ambiente politico nel quadro di una convivenza organizzata? La costanza. Gettare la spugna non appena perse le elezioni è stato il primo errore politico a fronte di un risultato che in ogni caso, nonostante tutti i limiti elencati, era stato conquistato: quasi 76.000 elettori.</p>
<p>Dissoluzione del fronte civico. Alla notizia delle sconfitta elettorale, buona parte delle componenti “civiche” di Sardegna Possibile rigettarono il progetto. Ciò fu dovuto all&#8217;estraneità politica di Gentes e Comunidades rispetto alla sigla di riferimento (ProgReS), che ne animava i contenuti. Molto semplicemente, chi proveniva dal centrosinistra e non aveva ottenuto i risultati sperati si allontanò con varie scuse da un progetto che non considerava più valido per ottenere uno stipendio pubblico. E questo non è necessariamente un problema (ma di questo magari vi parlerò nei prossimi tempi).</p>
<p>Mancata battaglia giuridica. Nelle settimane e nei mesi immediatamente successivi alle elezioni il nucleo dirigente di Sardegna Possibile, ormai minato, non ha attivamente sostenuto alcuna battaglia (né politica e né di giustizia amministrativa) per la riforma della legge elettorale che diede un grosso contributo alla sua sconfitta. Ciò ha prodotto ulteriori sentimenti di disaffezione, scoordinamento e negative considerazioni sull&#8217;effettiva possibilità di raggiungere dei risultati. Un problema che si è riverberato su tutto l&#8217;indipendentismo e ha indotto anche diversi nomi di punta a cercare conforto nella vita privata, accantonando quella politica, salvo occasionali comunicati politici di circostanza (e privi di sostanza). Oppure, come <a href="http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/7811" target="_blank">ha ricordato</a> pure Alessandro Mongili, in sporadici sostegni politici amministrativi in chiave sardista.</p>
<p>Ad oggi il <em>think tank</em> Sa Natzione, animato dal gruppo U.R.N. Sardinnya, rimane l&#8217;unico spazio indipendentista costantemente aggiornato ed il primo portale di tutto l&#8217;indipendentismo sardo in termini di visite e di attrattività per tutte le componenti riformiste di varie sigle rimaste prive di punti di riferimento.</p>
<p>Ma Sardegna Possibile ha ancora un futuro? Probabilmente solo se saprà offrire una concreta innovazione rispetto ai numerosi problemi incontrati in questa lettura.<br />
Si può quindi affermare che gli indipendentisti non si limitano a pagare un alto prezzo a causa dei propri protagonismi ma anche a causa di una bassa competenza politica (e culturale) che ne frena la crescita.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Sulla-sconfitta-2014-di-Sardegna-Possibile.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Il futuro di ProgReS? Ne parliamo col nuovo segretario Gianluca Collu</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 12:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Ieri come oggi l&#8217;oristanese continua a lanciare valenti indipendentisti. Gianluca Collu sostituisce Paolo Piras alla guida di ProgReS. Alla segreteria Frantziscu Sanna, Gianluca Argiolas, Daniela Salaris e Simone Lisci. Quali saranno le vostre priorità per ridare dignità alla Sardegna? Le priorità in Sardegna sono molteplici: lavoro, fisco, energia, patto di stabilità, politiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000080;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/06/Gianluca-Collu-Cecchini-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9916" title="Gianluca Collu Cecchini - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/06/Gianluca-Collu-Cecchini-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="454" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Ieri come oggi l&#8217;oristanese continua a lanciare valenti indipendentisti. Gianluca Collu sostituisce Paolo Piras alla guida di <a href="http://progeturepublica.net/" target="_blank">ProgReS</a>. Alla segreteria Frantziscu Sanna, Gianluca Argiolas, Daniela Salaris e Simone Lisci. Quali saranno le vostre priorità per ridare dignità alla Sardegna?</span></p>
<p>Le priorità in Sardegna sono molteplici: lavoro, fisco, energia, patto di stabilità, politiche sociali. Tutti temi che riguardano il nostro futuro collettivo e che necessitano di strategie coerenti e non di interventi estemporanei privi di lungimiranza. Abbiamo la necessità urgente di un piano energetico sardo che al posto del continuo sfruttamento del territorio a cui assistiamo da tempo preveda l’implementazione di tecnologie innovative e energie rinnovabili, con benefici per l’ambiente e per le tasche dei sardi. Dobbiamo riprendere in mano l’istruzione, costruire sovranità nuova, perché questo è il cuore fondante di una società: nelle scuole si creano le basi per una nazione moralmente degna, che sia innovativa e produttiva, che cresca e che produca idee nuove per poter dare anima alla nostra terra. Dobbiamo istituire l’Agenzia Sarda delle Entrate, che noi indipendentisti chiediamo da anni: solo così eviteremo di accrescere il nostro credito nei confronti dello Stato italiano e potremo gestire le nostre risorse, avendo ben chiaro che l’obiettivo deve comunque rimanere una completa sovranità fiscale.<br />
Sono solo alcune tra le tante urgenze che anche l&#8217;attuale esecutivo di governo del presidente Pigliaru dovrà affrontare nei tavoli istituzionali e con il governo italiano. La differenza tra il successo o l&#8217;insuccesso delle strategie messe in campo la potrà fare solo una ferma volontà politica, propositiva ma decisa.<br />
Ad ogni modo dubito fortemente che il presidente e la sua giunta potranno mai cambiare in meglio le condizioni economiche e sociali in cui versa la nostra terra. Loro rappresentano la continuità e la conservazione.<br />
Gandhi diceva <em>“Senza dignità non è possibile servire la propria comunità”</em>.<br />
La nazione sarda ha un disperato bisogno di una classe politica dignitosa, capace di fare le scelte più consone per il bene delle nostre comunità, per difendere il nostro presente e per costruire il nostro futuro. Per questo, ora come sempre, ProgReS pone al centro della sua azione politica la difesa degli interessi della Sardegna e delle sue comunità. Tale posizione nasce da un dato di fatto molto semplice, quasi scontato direi: gli interessi strategici dello Stato italiano non collimano, non lo hanno mai fatto né mai lo faranno, con gli interessi della nazione sarda. Se dobbiamo scegliere, noi non abbiamo alcun dubbio su quale interesse difendere.</p>
<p><span style="color: #000080;">Alle recenti elezioni regionali quasi 80.000 Sardi hanno dato fiducia al progetto di “Sardegna Possibile” promosso da ProgReS e Michela Murgia. Ma cosa succederà adesso? Parteciperete alle elezioni di Cagliari? E cosa ne pensate dei ricorsi contro la legge elettorale regionale che ha penalizzato la nostra democrazia?</span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/06/ProgReS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9921" title="ProgReS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/06/ProgReS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="165" /></a>Senza dubbio il progetto di governo a due anime che abbiamo messo in campo, una politica rappresentata da ProgReS e l&#8217;altra civica rappresentata da cittadini e amministratori liberi da appartenenze coi partiti dipendentisti italiani, ci ha assicurato un risultato molto importante, ha dato lustro sia al mio partito che all&#8217;indipendentismo tutto. Solo una legge elettorale indegna, antidemocratica e platealmente incostituzionale, non ci ha permesso di avere una nostra rappresentanza nel parlamento sardo. In merito a ciò riteniamo un atto dovuto i sei ricorsi presentati al TAR, tuttavia siamo coscienti che l&#8217;efficacia e quindi il buon esito dei ricorsi non dipenderà dalla legittimità degli stessi ma dai tempi burocratici della magistratura italiana.<br />
Chiaramente la volontà è quella di non disperdere tutto questo capitale di fiducia che il popolo sardo ci ha concesso, il fatto di non avere una rappresentanza in Consiglio certamente non ci farà demordere o arretrare di un passo nel nostro agire politico. L&#8217;obiettivo è quello di radicare il Partito a livello territoriale con la campagna per il tesseramento <em>(#scegliprogres)</em> e l&#8217;apertura di nuovi Centri di Attività, sarà un lavoro propedeutico per affrontare le amministrative che si svolgeranno in tanti comuni sardi a partire dal 2015. Le elezioni di Cagliari, come tutte le altre municipali, sono per noi strategiche perché determineranno la nostra capacità di governo, perché fino a quando non avremo una presenza diffusa all&#8217;interno delle amministrazioni comunali sarà difficile ambire a guidare la nazione sarda.<br />
La coalizione SP deve diventare uno spazio politico nazionale aperto e democratico, una coalizione tra organizzazioni, come deciso da una larga maggioranza nel nostro congresso, rivolta a raccogliere la partecipazione delle cittadine e dei cittadini sardi. 80 mila voti sono un patrimonio importante di consenso e noi crediamo che l’indipendentismo di governo assieme alle forze civiche in Sardegna possano andare ben oltre, fino a diventare maggioranza assoluta nel nostro Paese.</p>
<p><span style="color: #000080;">Dopo anni di frammentazione indipendentista, Sa Natzione continua a sostenere l&#8217;ipotesi di un <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/03/pns-una-costituente-per-il-partito-nazionale-sardo/" target="_blank">Partito Nazionale Sardo</a>, o quantomeno una formula che riduca il numero di sigle identitarie che oggi portano avanti programmi praticamente identici. Immaginate future collaborazioni con Unidos, Sardigna Natzione, Partito Sardo d&#8217;Azione, Fortza Paris ed i vari sovranisti?</span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Il cosiddetto problema della frammentazione indipendentista per ProgReS non è mai stato tale, coi nostri interlocutori ci piace confrontarci sulle idee e sui contenuti, per questo riteniamo che le differenze siano una ricchezza. Il dato politico rilevante è che il consenso attorno ai partiti indipendentisti, o che si dichiarano tali, è in continua crescita, forse mai come ora i sardi sentono l&#8217;esigenza di autodeterminazione, di partecipare alle scelte che riguardano i beni comuni e il nostro futuro, di ottenere nuovi spazi di sovranità. Dialogare si può e si deve non solo tra i soggetti politici che riconoscono la nazione sarda e il diritto all&#8217;autodeterminazione del suo popolo, ma con tutta la società civile. Collaborare è possibile, lo spazio politico SP nasce proprio per questo: per permettere la collaborazione tra anime diverse unite da un obiettivo comune, cambiare la Sardegna e favorire i processi di autodeterminazione, non un soggetto politico autonomo nuovo ma uno spazio politico inclusivo capace di costruire sinergie. Per noi la questione politica dirimente rimane quella di non fare alcun patto, nessuna alleanza strategica, con chi è responsabile del disastro che stiamo vivendo: i partiti italiani, nessuno escluso. Insomma, c’è un vasto spazio su cui costruire dialogo e solide basi di confronto.</p>
<p><span style="color: #000080;">In Sardegna l&#8217;oppressione del regime fiscale e burocratico italiano si è unita a quella dei privilegi della casta. Alla faccia dei contribuenti, gli alti dirigenti dei partiti italiani riescono ad <a href="http://anthonymuroni.blog.unionesarda.it/2014/05/11/serve-una-soluzione-politica-bastababypensioni/" target="_blank">andare</a> in pensione a 41 anni. Mentre persino i sovranisti nel capitolo delle consulenze hanno <a href="http://www.sanatzione.eu/2014/04/trasparenza-spoil-system-sovranisti-e-consulenze-in-regione/" target="_blank">ritenuto</a> lecito avvalersi di una legge che confonde la figura del segretario particolare con quella del consulente tecnico. Voi cosa ne pensate?</span></p>
<p>Ciò a cui assistiamo in questi mesi è l&#8217;ennesima dimostrazione di una totale inadeguatezza della classe politica sarda nel suo complesso. Lo scandalo dei vitalizi e delle baby pensioni godute a 40 anni sono solo la punta dell&#8217;iceberg di un sistema politico strutturalmente marcio, capace solo di garantire clientele, usare soldi pubblici a fini privati, spartire poltrone con gli amici e perpetuare maldestralmente vergognosi privilegi a loro esclusivo appannaggio. In un momento storico come questo, così drammatico per l&#8217;isola, dove i cittadini sardi vivono una condizione di assoluta precarietà dando luogo a un vero e proprio allarme sociale, ci aspetteremmo tutti un agire di ben altro profilo. Invece, inevitabilmente, succede che anche quei pochi politici per bene che ancora ci sono &#8211; e si illudono di poter lavorare con onestà all&#8217;interno di un tale sistema in metastasi &#8211; finiscono per essere considerati dei complici o degli ingenui. Saranno comunque condannati dalla storia.</p>
<p><span style="color: #000080;">Attualmente il dibattito sulla questione linguistica si è avvitato attorno al destino della LSC, lo standard (o “lingua di mezzo”) che avrebbe dovuto risolvere il problema di salvaguardare il Sardo dall&#8217;estinzione garantendogli un valido futuro politico e sociale. Come sostenuto da Roberto Bolognesi, ritenete sia utile emendare ed integrare il buon lavoro portato avanti da Giuseppe Corongiu e Diegu Corraine nel corso degli anni?</span></p>
<p>Sono questioni importanti dove il partito si è già espresso in merito (<a href="http://progeturepublica.net/comunicati/natzione-cheret-limba-normale-ofitziale/" target="_blank">http://progeturepublica.net/comunicati/natzione-cheret-limba-normale-ofitziale/</a>). La lingua sarda è il bene immateriale più importante che abbiamo, è tra le componenti essenziali che danno diritto a un popolo e una nazione di definirsi come tali. Per questo riteniamo che il lavoro portato avanti dal dott. Corongiu e dall&#8217;Ufficio Linguistico sia stato molto importante, perché con lo studio di uno standard grafico unificato hanno posto le basi per l&#8217;inizio di un uso corretto negli uffici pubblici e, fatto più importante, l&#8217;insegnamento della lingua sarda nelle scuole. Noi di ProgReS proponiamo di più e l’abbiamo inserito nel nostro documento di politica linguistica (vedere link: <a href="http://progeturepublica.net/politicas-linguisticas-in-progres/" target="_blank">http://progeturepublica.net/politicas-linguisticas-in-progres</a>) che prevede due aspetti principali: 1) la lingua non deve essere meramente materia di studio ma anche lingua veicolare in tutte le comunicazioni istituzionali, all’università e a scuola nell’insegnamento delle altre materie: quindi non solo insegnamento del sardo, ma insegnamento IN sardo; 2) che si ponga in atto una politica per tutte le lingue della Sardegna, che insieme al sardo e all’italiano sono anche il sardo-corso (gallurese, turritano e varianti), il catalano di Alghero e il tabarchino delle isole di San Pietro e Sant’Antioco. L&#8217;impegno da parte della RAS per un progetto di questa rilevanza non può venire meno, purtroppo in tal senso i segnali che riceviamo da parte della giunta Pigliaru non sono affatto incoraggianti. Come per altre questioni strategiche per la nostra isola, l&#8217;attuale giunta di governo dimostra una colpevole scarsa volontà politica, un atteggiamento questo che noi tutti non possiamo più accettare. Perché i giovani hanno diritto a una formazione completa e plurilingue, la nazione sarda ha il diritto a una lingua sarda parificata e ufficiale.</p>
<p><span style="color: #000080;">In vista dell&#8217;indipendenza, una delle nostre proposte su Sa Natzione riguarda la rivoluzione del Diritto Amministrativo statale: una riscrittura della nostra Autonomia (e dunque di un passaggio della Costituzione) dovrebbe strappare allo Stato la competenza esclusiva in materia di <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/prop-di-legge-catalogna-avanti-un-antitrust-sardo-contro-i-cartelli-dei-trasporti-e-dellenergia/" target="_blank">Antitrust</a>. In tal modo avremmo la sovranità per sanzionare i vari cartelli, spesso pubblici o sostenuti da Roma, che nel settore dell&#8217;energia e dei trasporti continuano a creare danni incalcolabili al nostro tessuto economico. ProgReS parteciperà alla Costituente per la riscrittura dello Statuto? E se si, sarebbe disposta a sostenere questa fondamentale proposta di riforma?</span></p>
<p>Proprio in questi giorni stiamo cominciando ad affrontare all’interno del partito il tema della Costituente e dello Statuto. Stiamo partecipando attivamente ai lavori di cui si è fatta promotrice la <a href="http://www.fondazionesardinia.eu/" target="_blank">Fondazione Sardinia</a> e a breve ci esprimeremo pubblicamente dopo aver prodotto un contributo all’interno dei nostri laboratori di elaborazione. Certo è che il processo che dovrà portare il popolo sardo alla ridefinizione dei rapporti con lo stato italiano dovrà essere basato su quattro principi irrinunciabili: 1) il riconoscimento della nazione sarda, 2) il riconoscimento del plurilinguismo, 3) l’ampliamento delle competenze nelle materie strategiche per il nostro futuro (istruzione, fiscalità, welfare, beni culturali), 4) il riconoscimento del principio di autodeterminazione nazionale. Tali principi andranno affrontati consentendo al popolo sardo di riflettere sul fallimento dell’autonomia e di scegliere modalità partecipative innovative attraverso cui riscrivere la nostra carta dei diritti. Insomma vorremmo che si trattasse non di un processo gestito e chiuso all’interno del palazzo ma una vera e propria fase costituente con i sardi liberi di disegnare le istituzioni che dovranno accompagnarlo verso il referendum per l’indipendenza nazionale.<br />
Per quanto riguarda la proposta sull’antitrust riteniamo che ogni strumento nuovo volto alla tutela degli interessi del nostro popolo sia di fondamentale importanza per affrontare le sfide del breve e medio periodo. Per questo auspichiamo che tale tema venga dibattuto e trattato anche a prescindere dalla fase costituente.</p>
<p><span style="color: #000080;">Grazie.</span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/06/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Intervista-a-Collu-su-ProgReS.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Gaffe di Sedda e Maninchedda, paragonano proprio progetto a crescita di ERC</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 20:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Afferma Franciscu Sedda dal suo profilo Twitter: “Anni fa Esquerra Republicana de Catalunya investì i suoi pochi voti portando indipendentismo al governo. Oggi sondaggio El Pais la da al 33%.”. E Maninchedda: “o Sel, come noi auspichiamo, o parti rilevanti del Pd, come sembrava che potesse succedere non molto tempo fa, decidono con noi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/Sale-e-Sedda-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9632" title="Sale e Sedda - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/Sale-e-Sedda-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="236" /></a>Afferma Franciscu Sedda dal suo profilo <a href="https://twitter.com/franciscusedda" target="_blank"> Twitter</a>: <em>“Anni fa Esquerra Republicana de Catalunya investì i suoi pochi voti portando indipendentismo al governo. Oggi sondaggio El Pais la da al 33%.”.</em></p>
<p>E <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/la-domanda-che-la-sinistra-sarda-non-vuole/" target="_blank">Maninchedda</a>: <em>“o Sel, come noi auspichiamo, o parti rilevanti del Pd, come sembrava che potesse succedere non molto tempo fa, decidono con noi di fare in Sardegna ciò che in Catalogna è stato fatto con Esquerra Republicana, o tutta la politica sarda si infiacchisce”.</em></p>
<p>La tesi di Sedda e Maninchedda è semplice: allearsi porta ad accrescere il proprio consenso politico.  Sfortunatamente per il Partito dei Sardi c&#8217;è una “piccola” differenza fra Sardegna e Catalogna, perché in quest&#8217;ultima la maggioranza è storicamente nelle mani del CiU, il maggior partito nazionalista Catalano, cioè l&#8217;equivalente moderato del nostro PSD&#8217;AZ.<br />
ERC, la sinistra indipendentista catalana, si è alleata &#8211; non con i cugini del PSOE spagnolo &#8211; ma con un partito sovranista. In Sardegna invece il PDS governa con il PD, il partito centralista del centrosinistra italiano. C&#8217;è una bella differenza di metodo e di contenuti ideologici-programmatici.<br />
Ma l&#8217;impostazione di Sedda e Maninchedda fa acqua anche da altre parti. Se fosse vero l&#8217;assunto che allearsi con grandi partiti equivale automaticamente ad accrescere i propri consensi, allora non si comprende per quale motivo il Partito Sardo d&#8217;Azione nel corso della sua storia non abbia mai raggiunto numeri significativi, salvo la parentesi governativa degli anni ottanta. PSD&#8217;AZ in cui ha militato Paolo Maninchedda, e che in passato è stato criticato da Franciscu Sedda. Ma come sappiamo tutti, i modesti risultati del sardismo non sono imputabili esclusivamente alla natura delle alleanze ma anche alla qualità amministrativa e riformista messa in campo dai propri eletti, che spesso non è stata brillante. Inoltre Sedda e Maninchedda dal sardismo hanno ereditato persino la tendenza a spacciare propagandisticamente l&#8217;ordinaria amministrazione come riformismo (vedere finanziamento statale alla rete stradale).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />La linea Sedda-Maninchedda, concettualmente maldestra, ha trovato sostegno anche da parte di IRS e RossoMori, e mira a sviluppare convergenze politiche con l&#8217;area SEL. Insomma, lecito che i sovranisti puntino ad estendere il campo del proprio contenitore politico nel tentativo di ritagliarsi una formula progressista, discutibile che ciò venga fatto attraverso una grossolana opera di semplificazione politica che nei fatti non intacca il vero problema del nazionalismo Sardo: la scarsa collaborazione fra le sue varie componenti ed i personalismi che la ostacolano (e che la parziale e ritrovata collaborazione fra Sedda e Sale nell&#8217;ambito del centrosinistra ha dimostrato essere strumentale al passato protagonismo di pochi). Il quadro generale presenta tinte fosche anche oltre il PDS. <a href="http://www.vitobiolchini.it/2014/04/27/sardegna-possibile-non-esiste-le-amministrative-svelano-il-bluff-e-michela-murgia-tiene-tutti-in-ostaggio/" target="_blank">Il silenzio di Sardegna Possibile</a> alla vigilia delle elezioni amministrative non aiuta a trarre buoni auspici per il futuro. Il progetto è stato penalizzato dal risultato elettorale, e a meno che i ricorsi contro l&#8217;attuale composizione del nostro “<a href="http://anthonymuroni.blog.unionesarda.it/2014/04/27/nuovi-cerimonieri-vecchie-liturgie-e-istituzioni-da-ripensare/" target="_blank">laborioso</a>” Consiglio Regionale non assegnino qualcosa a Michela Murgia, si rischia di non riuscire a sviluppare un minimo ricompattamento dei vecchi sostenitori per rilanciare il progetto.</p>
<p>E poi torna a galla il tema della competenza e della <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=3363" target="_blank">trasparenza</a>: la notizia non è nuova, ma è vero che il semiologo Franciscu Sedda è stipendiato coi soldi dei contribuenti in qualità di consulente presso l&#8217;assessorato ai Lavori Pubblici? Cooptato da Paolo Maninchedda, entrambi non eletti. Insomma, per quanta stima si possa avere dei due esponenti sovranisti e della loro generale causa sovranista, non si può ignorare che i fatti devono seguire i buoni propositi, e questo è ben lontano dal verificarsi.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Gaffe-ManiSedda-su-ERC.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Costituente? Si, ma prima una nuova legge elettorale regionale</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2014 00:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ve l&#8217;immaginate un Paese occidentale in cui una associazione di imprenditori organizza un convegno e lo Stato gli manda la Polizia? Beh, esiste realmente: a Verona il presidente dell&#8217;API provinciale (l&#8217;associazione della piccola e media impresa) ha ricevuto una telefonata da un funzionario della DIGOS per conoscere i nomi dei relatori. Tutti stimati professionisti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/01/Pigliaru-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="230" />Ve l&#8217;immaginate un Paese occidentale in cui una associazione di imprenditori organizza un convegno e lo Stato gli manda la Polizia? Beh, esiste realmente: a Verona il presidente dell&#8217;API provinciale (l&#8217;associazione della piccola e media impresa) ha ricevuto una telefonata da un funzionario della DIGOS per conoscere i nomi dei relatori. Tutti stimati professionisti e docenti. Il tema del convegno veneto? “<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/Il-Gazzettino-15-4-14.jpg" target="_blank">Imprese e indipendenza</a>”.<br />
Questa è l&#8217;Italia in cui alla Sardegna tocca vivere. Uno Stato dove la deriva autoritaria è sempre dietro l&#8217;angolo, e dove persino la Costituzione, con il suo articolo 5 sull&#8217;indivisibilità dello Stato, proclama come “fondamentale” uno dei principi più illiberali del XXI° secolo. Ma i Sardi  non devono farsi intimidire dal Diritto italiano e proseguire con il proprio spirito democratico. Come ricorderete, nel 2012 al referendum consultivo indetto dalla Regione Autonoma ha trionfato il si alla proposta di realizzare una Costituente deputata a riscrivere lo Statuto Speciale. La consultazione non può essere paragonata ad un referendum sull&#8217;indipendenza ma testimonia la volontà dei Sardi di decidere per il proprio destino riscrivendo il patto con lo Stato. E si sa, noi indipendentisti questo patto vogliamo spezzarlo, ma in attesa di discutere se e come dovrebbe essere rivisto, dobbiamo chiederci chi dovrebbe occuparsi della Costituente. Una <a href="http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=7653" target="_blank">proposta intelligente</a> &#8211; seppur non nuova &#8211; è arrivata dal più insospettabile centralista degli ultimi 50 anni, Pietrino Soddu, di scuola DC, oggi sovranista dell&#8217;ultim&#8217;ora, che a febbraio ha proposto di eleggere la Costituente secondo uno schema proporzionale, per dare voce alle numerose tensioni riformiste che animano il tessuto sociale dell&#8217;isola. Idea condivisibile, tanto più in presenza di una Giunta Pigliaru insensibile al tema e salvata unicamente dalla sua componente sovranista. A questo riguardo è apprezzabile che Franciscu Sedda del Partito dei Sardi abbia <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/le-secche-del-neo-autonomismo-e-il-nuovo-valore-politico-della-costituente/" target="_blank">rilanciato il tema</a> della Costituente, non condivisibile invece Sedda quando ritiene che tale Costituente debba essere strumentale all&#8217;azione della Giunta regionale o, peggio ancora, che rappresenti direttamente la “maggioranza” uscita dalle urne. Citando Andrea Pubusa, non possiamo lasciare un tema tanto delicato nelle mani di un governatore dotato di scarsa legittimazione democratica. Come noto, alle ultime elezioni regionali, la legge elettorale confezionata da PD (ed ex PDL) a suo tempo ha lasciato fuori dal Consiglio Regionale più di 100.000 elettori, a cui andrebbe sommato l&#8217;alto tasso di astensione dal voto. Non ci vuole molto a comprendere che una Costituente politicizzata dalla Giunta Pigliaru verrebbe svuotata di significato e strumentalmente agitata come occasionale manganello propagandistico più in chiave interna che esterna nei confronti di Roma. Abbiamo di fronte due strade per risolvere il problema: la prima è quella di attendere l&#8217;esito dei ricorsi (come quello di <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=3374" target="_blank">Pubusa</a> e di <a href="http://www.sardiniapost.it/politica/legge-elettorale-sarda-finisce-davanti-tar-2/" target="_blank">Casa Sardegna/Soberania e sardisti vari</a>) alla legge elettorale corrente (cui un eventuale intervento amministrativo potrebbe modificare la composizione del Consiglio regionale in modo più democratico). Posto che tali ricorsi siano stati accompagnati da valide argomentazioni tecniche. La seconda è quella per cui il Consiglio Regionale dovrebbe attivarsi di sua volontà ed in tempi rapidi per la riscrittura equilibrata della legge elettorale. Comunque sia, è certo che la Costituente dovrà nascere col massimo consenso politico e sociale possibile, pena il fallimento di ogni ipotesi sovranista.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Aggiungo anche un altra proposta tutt&#8217;altro che scontata: questa assemblea dovrebbe ricalcare una formula nazionale Sarda, ed includere una componente sardofona. Non è pensabile che in una futura fase di riscrittura dello Statuto alcune forze politiche (e anche sociali) tradizionalmente ostili ai diritti linguistici dei Sardi possano egemonizzare (se non ignorare) il tema. Inoltre, aspetto non meno importante, al fattore sociale non potrà essere eluso quello della competenza. Se il nuovo Statuto non invaderà il Diritto amministrativo italiano ci sarà il rischio di vanificare ogni sforzo riformista, e di replicare il finto federalismo italico. Non a caso U.R.N. Sardinnya ha proposto la realizzazione di una Authority per il controllo della concorrenza, che invece secondo il dettato costituzionale italiano può essere di esclusiva competenza dello Stato (paradossalmente dobbiamo difenderci dagli oligopoli pubblici piuttosto che da quelli privati). Non dovremmo nasconderci che, in tempi in cui Roma tenta di centralizzare ulteriormente il Titolo V° della Costituzione (dopo aver dichiarato inutile un federalismo che in realtà non ha mai varato), lo scopo della Costituente dovrebbe essere anche quello di innalzare l&#8217;asticella dell&#8217;ambizione per contrastare la deriva centralista di Stato. Infatti, come ha ricordato recentemente T. Segre su <a href="http://thefielder.net/24/07/2013/il-finto-federalismo-ha-fallito/" target="_blank">The Fielder</a>, in Italia ignorano che il federalismo non consiste unicamente nel fornire competenze agli enti locali, ma consentire loro i poteri che qualificano la <span style="text-decoration: underline;">responsabilità</span>, fra cui l&#8217;indipendenza fiscale. Al contrario, la sussidiarietà a nostro avviso si è sempre dimostrata la foglia di fico dietro la quale le grandi mafie politiche dello stivale hanno sempre consumato ricchezza ostacolando uno sviluppo non assistenziale delle varie comunità territoriali della Repubblica. Lo statalismo di sinistra invece continua a propagandare le ragioni dell&#8217;arretratezza socio-economica: dirigismo centrale, fiscalismo e parassitismo burocratico-amministrativo. Ne usciremo? Recentemente Vito Biolchini ha riconosciuto le omissioni che stanno prevedibilmente segnando i primi mesi della Giunta Pigliaru. Le riforme proposte in campagna elettorale sono finite nell&#8217;oblio, e l&#8217;amministrazione pare in stretta continuità con l&#8217;operato della Giunta precedente (persino sul <a href="http://www.sanatzione.eu/2014/04/la-critica-sulla-giunta-su-abbanoa-sul-partito-progressista-sardo-e-sulleuropa/" target="_blank">caso Abbanoa</a>). E&#8217; chiaro a tutti che l&#8217;isola ha bisogno di responsabilizzare la sua Autonomia e di estenderla, limitando l&#8217;inferno fiscale italiano. Cito il buon <a href="http://www.vitobiolchini.it/2014/04/14/la-sardegna-e-debole-perche-le-sue-organizzazioni-sono-deboli-e-i-sovranisti-il-mistero-rossomori/" target="_blank">Biolchini</a> perché anche gli amici progressisti, romanticamente legati ad una etichetta che non ha ragioni di esistere in un simile contesto, sembrano lamentarsi con la Giunta di non essere abbastanza liberale. E purtroppo abbiamo un indipendentismo ancora eccessivamente frammentato per alzare la voce sul tema della grandi riforme. Ecco perché, a maggior ragione, la Costituente dovrà necessariamente includere la forza elettorale di Michela Murgia e Mauro Pili.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Sulla-Costituente-dei-Sardi.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Il commento: Pigliaru vince grazie ai sovranisti, ma Murgia non rinunci</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Feb 2014 12:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai è una tradizione: da qualche legislatura a questa parte l&#8217;area sardista rimane fondamentale per la vittoria di questo o quel polo italiano al governo della Regione. Ugo Cappellacci è stato penalizzato dal voto disgiunto, dall&#8217;autonomia di Mauro Pili e dalla dote fornita da Paolo Maninchedda. Facciamo quindi gli auguri a Pigliaru, ma poco fiduciosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Ugo-Cappellacci-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9137" title="Ugo Cappellacci - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Ugo-Cappellacci-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="340" /></a></p>
<p>Ormai è una tradizione: da qualche legislatura a questa parte l&#8217;area sardista rimane fondamentale per la vittoria di questo o quel polo italiano al governo della Regione. Ugo Cappellacci è stato penalizzato dal voto disgiunto, dall&#8217;autonomia di Mauro Pili e dalla dote fornita da Paolo Maninchedda. Facciamo quindi gli auguri a Pigliaru, ma poco fiduciosi sull&#8217;apparato del Partito Democratico, che assieme al centrodestra è parte in causa dello stato di crisi in cui versa l&#8217;isola.<br />
La nuova legge elettorale regionale ha drammaticamente penalizzato la democrazia, e non solo l&#8217;indipendentismo di Michela Murgia o Pier Franco Devias, ma i partiti italiani stessi, che nelle amministrazioni minori hanno ridotto la propria rappresentanza democratica (sia PD che Forza Italia, pensiamo a Siniscola ad esempio). Il prossimo Consiglio Regionale sarà sorretto da oligarchie territoriali dei vertici dei maggiori partiti italiani, le cui fondazioni sono finanziate dagli stessi gruppi che ingessano il mercato dell&#8217;isola, come nel settore dell&#8217;energia e dei trasporti. Mentre Michela Murgia, forte di un sostegno a Sardegna Possibile di 75.981 voti (46.190 alle liste per 1824 circoscrizioni su 1836 scrutinate), non otterrà alcun eletto, a differenza di piccole sigle dal 2% dei consensi che entreranno in Consiglio Regionale grazie all&#8217;alleanza con il bipartitismo italiano. Michela Murgia ha perso non solo per l&#8217;assenza di una struttura nel territorio e con liste deboli, ma anche perché ha caratterizzato la sua campagna elettorale sulla proposta e poco sulla protesta, rendendosi incapace di attirare parte dell&#8217;astensione e dei frammenti del Movimento 5 Stelle. La comunicazione non è stata aggressiva, ha ignorato il bacino di centrodestra e si è tendenzialmente orientata a captare l&#8217;emorragia dei voti dal Partito Democratico, che si è risollevato relativamente presto (anche grazie all&#8217;apporto dei sovranisti). La buona notizia è che i partiti italiani perdono in Sardegna oltre 200.000 voti rispetto alle Regionali 2009, quasi il 50% dei loro consensi, a dimostrazione dell&#8217;enorme potenziale politico che accompagna il futuro dell&#8217;indipendentismo in Sardegna. Ragion per cui consigliamo a Michela Murgia di capitalizzare politicamente il consenso ottenuto e di non abbandonare la scena politica. Perché al di là delle prossime elezioni amministrative ed europee, il Partito Nazionale Sardo rimane l&#8217;unica opzione credibile su cui lavorare. Murgia è certamente la vera sconfitta di queste elezioni, ma a differenza di ciò che sostiene <a href="http://www.vitobiolchini.it/2014/02/17/pigliaru-presidente-battuto-cappellacci-demolita-la-murgia-e-lei-la-vera-sconfitta-di-queste-elezioni-2/" target="_blank">Vito Biolchini</a>, 75.918 voti sono tutt&#8217;altro che una “Caporetto”. Al pari della percentuale di astensionisti si è trattato di una straordinaria dimostrazione di democrazia per una fascia di elettorato che ha convintamente votato per una Sardegna diversa da quella governata dal classico establishment. E grazie all&#8217;indipendentismo i Sardi sono balzati agli onori delle cronache d&#8217;oltreoceano (vedere l&#8217;articolo sul <a href="http://www.nytimes.com/2014/02/15/opinion/a-fight-to-steer-sardinia.html?_r=0" target="_blank">New York Times</a>).</p>
<p>Ma veniamo all&#8217;area sovranista, la novità è stata sicuramente rappresentata dal Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda, il cui risultato, a dispetto delle dichiarazioni entusiaste apparse sul web, è alquanto modesto. La progettualità politica di questa sigla è passata in secondo piano, il segretario Franciscu Sedda ha fallito come capolista di Nuoro raccogliendo appena 449 consensi nel feudo dello stesso Maninchedda, quasi esclusivamente basato su Macomer e nel nuorese in generale (Gianfranco Congiu si è portato a 1.953 consensi). Infatti il voto è stato parzialmente cannibalizzato al Partito Sardo d&#8217;Azione, mentre gli elettori locali hanno ritenuto opportuno dare fiducia ai propri candidati locali piuttosto che alle idee del carlofortino Sedda. Il risultato è che si sono raccolti due soli eletti, numericamente inferiori in termini riformistici agli eletti sardisti della scorsa legislatura Cappellacci. Ciò denota la debolezza del PDS, che col 2,66% dei consensi si configura come una lista esclusivamente elettorale. Non originale neppure la strategia, intempestiva per aver ripreso la linea sardista in tempi in cui l&#8217;indipendentismo è capace di sviluppare numeri a due cifre per correre senza alleanze, e svuotata di significato per aver palesemente ripreso il progetto di “partito dei Sardi” con una simbologia europeista da Sa Natzione, senza tuttavia approfondirne i contenuti nazionalistici che animano la nostra idea fin dal 2007.</p>
<p>Bene i RossoMori, premiati dalla coerenza, male Claudia Zuncheddu, punita dall&#8217;adesione all&#8217;ingorgo di Sinistra &amp; Libertà. Male anche IRS, Gavino Sale sarà un buon movimentista ma ha confermato di essere un pessimo stratega. I pochi voti del movimento chiudono una carriera politica portando acqua ad un PD regionale che fino a pochi mesi fa si trovava in una crisi gravissima. Passare dieci anni a predicare coerenza contro i partiti italiani, per poi allearcisi, non poteva portare ad un risultato diverso. L&#8217;elettorato indipendentista porta un voto di opinione, ha memoria. Male ovviamente anche il Fronte Indipendentista Unidu di Pier Franco Devias, di chiara connotazione socialista, e che curiosamente nel programma aveva elementi di liberalismo. Ha pagato l&#8217;assenza di consensi strutturati nel territorio ed ha avuto il grosso limite di chiudere la propria proposta politica a tutte quelle fasce di Sardi oggi non più ascrivibili ad una sinistra radicale di matrice indipendentista. Eppure l&#8217;intervista di Devias nel faccia a faccia della trasmissione “Dentro la notizia” su Videolina rimane una delle prove televisive più efficaci della comunicazione indipendentista nel corso della campagna elettorale.</p>
<p>Scontato il fallimento della solitaria lista sulla zona franca del buon Gigi Sanna.</p>
<p>Bene invece il movimento Fortza Paris, che a differenza di Soberania, nella coalizione di Mauro Pili, ha dimostrato una combattiva vitalità nella determinazione di portare avanti le maggiori tematiche del riformismo sardista contro la partitocrazia italiana. Tuttavia il candidato Mauro Pili si è eccessivamente adagiato su dati sondaggistici obsoleti, in cui poteva ancora contare sui vantaggi di apparato del suo vecchio partito di appartenenza, il PDL. Nonostante tutto è stato il miglior comunicatore della campagna elettorale, ma il 5.72% dei voti non sarà utile per l&#8217;elezione.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />La notizia straordinaria, ma che non dovrebbe stupirci più di tanto, riguarda il Partito Sardo d&#8217;Azione. Perché nonostante il rinnovo dell&#8217;alleanza con la fallimentare coalizione di Ugo Cappellacci il partito si è garantito anche stavolta degli eletti in Consiglio Regionale, quasi 32.000 voti per 3 seggi. La dirigenza sardista si è dimostrata inadeguata a gestire la fase pre-elettorale, ma è riuscita a chiudere l&#8217;alleanza col centrodestra nonostante i ritardi per la formazione delle liste creati nelle settimane precedenti dal PD nella sua finta trattativa col PSD&#8217;AZ. Infatti il PD mirava ad isolare Colli &amp; soci nella competizione elettorale al fine di privare il centrodestra dei suoi voti (ancora una volta quindi i sardisti sono stati funzionali a logiche elettoralistiche centraliste piuttosto che indipendentiste). Sul PSD&#8217;AZ ci sarà ancora parecchio da scrivere, perché il maggiore e più inefficiente partito di tutto il nazionalismo Sardo sopravvive costantemente alle numerose scissioni che lo riguardano. E nonostante non abbia mai prodotto una seria riforma istituzionale dai tempi di Emilio Lussu (che contribuì al varo dell&#8217;Autonomia regionale), possiede le basi per un rinnovamento complessivo del sardismo nel segno della migliore tradizione riformistica dell&#8217;isola. Un rinnovamento è ormai necessario, alcuni temi di punta del sardismo sono superati o da rinnovare alla luce delle trasformazioni politiche ed economiche del contesto attuale: pensiamo all&#8217;idea di “flotta Sarda”, rivelatasi un costo per i contribuenti privo di reale efficacia nel settore dei trasporti. O pensiamo all&#8217;idea di zona franca, che il partito si è visto sottrarre e ridicolizzare da una ampia compagine politica che si è sostanziata in un fiasco elettorale. L&#8217;idea di zona franca va inevitabilmente attualizzata alle condizioni politico-economiche del presente, e che in fondo nella sua enfasi rappresenta l&#8217;anima liberale di tantissimi Sardi che in qualche modo ci hanno sperato. Si tratta della lotta allo statalismo ed alla sua vorace pressione fiscale.</p>
<p>In conclusione, quelle che dovevano essere elezioni vincenti per l&#8217;indipendentismo si sono trasformate in un disastro. Miopia, debolezze, arrivismo a buon mercato, opportunismi e personalismi hanno consentito al centralismo di perpetuare la sua presenza al governo dell&#8217;isola. Un&#8217;occasione storica è andata perduta, ma non sarà l&#8217;ultima. Il futuro della Sardegna vedrà inevitabilmente la crescita dell&#8217;indipendentismo, nonostante quasi ad ogni legislatura il centralismo tenti di ritoccare la legge elettorale per alzare lo sbarramento necessario ad accedere al Consiglio Regionale.<br />
Ma quale è stata la più grande debolezza e la più grande novità in queste elezioni? La novità è che la lingua Sarda è entrata nell&#8217;agenda elettorale di ambienti politici un tempo ostili a questo ambito, anche se tiepidamente e con scarsa convinzione. La debolezza è stata quella degli indipendentisti che sono riusciti ad unirsi attorno ad un partito centralista piuttosto che ad un progetto indipendentista. Le responsabilità non vanno addebitate unicamente a Michela Murgia: chi non ha concluso una alleanza con Sardegna Possibile non era obbligato a rivolgersi al PD se non per mera sopravvivenza elettorale (e infatti solo i sovranisti sono malamente riusciti nell&#8217;impresa). A Sardegna Possibile vorrei tuttavia ricordare che se in politica 2 + 2 non fa 4, e movimenti come IRS e SNI non hanno trovato un coerente posizionamento elettorale, è altrettanto vero che nel marketing  politico il marchio ha il suo valore. La presenza di Sale e Cumpostu non avrebbe eccessivamente radicalizzato la comunicazione di Michela Murgia, ma avrebbe consegnato all&#8217;opinione pubblica quel senso di omogeneità indipendentista &#8211; e quindi di credibilità della coesione &#8211; che tutt&#8217;ora continua a mancare.</p>
<p>Fortza Paris!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Nota di aggiornamento del 18-02-14, h. 21:00</span>: Il nuovo colpo di scena della controversa legge elettorale è stato confermato solo nel tardo pomeriggio. Per l&#8217;assegnazione dei residui, il movimento IRS otterrà un seggio in Consiglio Regionale, e ciò non può che essere positivo per l&#8217;ambiente indipendentista. Si è fatto il nome di Gavino Sale, che tuttavia ha <a href="http://www.regione.sardegna.it/speciali/elezioniregionali2014/affluenzaerisultati/" target="_blank">ottenuto</a> solamente 412 voti* rispetto ad Antonio Flore, che nell&#8217;oristanese ne ha raccolti 557. Questo consentirà una imprevista ancora di salvezza per un movimento assolutamente demolito dall&#8217;esito delle urne, col paradosso che in Consiglio avremo candidati di circa 500 voti ma senza una candidata come Michela Murgia che ne ha ottenuti quasi 76.000. Ci sono limiti di incostituzionalità? Probabilmente fra gli indipendentisti l&#8217;outsider Doddore Meloni è stato l&#8217;unico ad essersi attivato con convinzione contro questa iniqua legislazione elettorale.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p>*748 al termine dello spoglio.</p>
<p>- Pubblicato anche su <a href="https://www.facebook.com/Sardegnablogger" target="_blank">Sardegnablogger</a> e <a href="http://www.dirittodivoto.org/" target="_blank">Diritto di Voto</a>.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/URN-Sardinnya-Lopinione-Commento-sul-voto-delle-Regionali-2014.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Andrea Pubusa scrive a Michela Murgia sulla legge elettorale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Feb 2014 11:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il direttore di Democrazia Oggi lancia un appello a Sardegna Possibile sull&#8217;iniquità della legge elettorale in vigore e sui limiti alla democrazia che potrebbero sorgere dalla collaborazione delle oligarchie di Renzi e Berlusconi. Naturalmente non condividiamo il sostegno all&#8217;illiberale articolo 5 della Costituzione Italiana nella parte in cui promuove la negazione del diritto alla libertà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Democrazia-Oggi-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9117" title="Democrazia Oggi - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Democrazia-Oggi-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="235" height="155" /></a>Il direttore di <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=3290" target="_blank">Democrazia Oggi</a> lancia un appello a Sardegna Possibile sull&#8217;iniquità della legge elettorale in vigore e sui limiti alla democrazia che potrebbero sorgere dalla collaborazione delle oligarchie di Renzi e Berlusconi. Naturalmente non condividiamo il sostegno all&#8217;illiberale articolo 5 della Costituzione Italiana nella parte in cui promuove la negazione del diritto alla libertà verso qualsiasi popolo intenda autodeterminarsi, ma la lotta per una legislazione elettorale civile, su cui ci siamo più volte espressi, è un appello che continuiamo a fare nostro:</em></span></p>
<p>Cara Michela,</p>
<p>come sai, ho detto con franchezza e ribadisco che non ti voto per via del tuo indipendentismo. Io sono iscritto all’ANPI (Ass. naz, partigiani d’Italia) e difendo la Costituzione in tutte le sue parti, anche nell’art. 5, che, accanto al principio delle autonomie locali, pone il principio dell’unità e indivibilità della Repubblica. Tuttavia, questo che è un dissenso limpido in linea di principio, non mi impedisce di vedere che tu in questa campagna elettorale hai acquisito un merito. Ti batti per le tue idee, giuste o sbagliate che siano. Lo fai senza ascoltare le sirene del facile allineamento alle forze maggiori con cui barattare qualche seggio. Anzi le sfidi in campo aperto, pur col rischio di non ottenere alcun seggio anche con un successo di consensi. E ciò a causa di elezioni truccate, cucinate dal PD e dal PDL con una <a href="http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Leggi%20approvate/lr2013-statutaria_elettorale.asp" target="_blank">legge elettorale regionale</a> fatta per dare a loro anche i seggi spettanti a minoranze corpose e combattive. E’ una legge palesemente contrastante con la Costituzione. Su questo ho scritto <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=2977" target="_blank">prima</a> di approvare la legge, <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=2996" target="_blank">dopo</a> l’approvazione e anche <a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=3268" target="_blank">ieri</a> e non mi ripeto.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Facendo perno su questa legge-truffa si è scatenata un’indegna e rozza campagna per il voto utile. Arma sempre brandita dalle forze maggiori per imporre la loro prepotenza, per portare a compimento il loro disegno di zittire chi la pensa diversamente e vuol disturbare il manovratore. E’ utile il voto per loro, non lo è quello verso le minoranze. E per dare valore alla loro rapina del voto altrui, fingono di essere forze alternative, benché insieme abbiano preparato questa triste parvenza di democrazia che sono le elezioni di domenica, viziate dal trucco degli assurdi premi di maggioranza e delle irragionevoli soglie di sbarramento. E quanto PD e PDL hanno fatto in Sardegna, ora Renzi e B. hanno annunciato di voler fare a livello nazionale, con l’intento di neutralizzare tutte le forze che non accettano di piegarsi al loro diktat.<br />
Questa arroganza va combattuta e battuta. Per questo voglio farti una proposta: perché non dichiari di modificare questa legge elettorale come primo atto della tua presidenza, se vinci? O perché non annunci di impugnarla alla Corte costituzionale, se non sarai prima? Questa è la madre di tutte le battaglie contro le prevaricazioni dei due partiti maggiori in danno delle minoranze vere, per indurli a moderare la loro tirannia sulle istituzioni, in difesa della democrazia. Che ne pensi?</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/URN-Sardinnya-Lopinione-Pubusa-a-Murgia-su-indipendentismo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>La classifica: Cappellacci primo nella comunicazione elettorale, ecco gli altri</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Feb 2014 16:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è il miglior candidato in questa campagna elettorale? Chi è organizzato meglio? Chi sa comunicare di più? Una pagella non sempre coincidente con l&#8217;esito dei sondaggi. Primo posto: Ugo Cappellacci. Eccellente comunicatore: scenografie, tabelloni retroilluminati, musica, sorrisi e giovani in giacca e cravatta. L&#8217;investimento finanziario si fa sentire. Tante favole sulla legislatura appena trascorsa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/U.-Cappellacci-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9072" title="U. Cappellacci - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/U.-Cappellacci-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="238" /></a>Qual è il miglior candidato in questa campagna elettorale? Chi è organizzato meglio? Chi sa comunicare di più? Una pagella non sempre coincidente con l&#8217;esito dei sondaggi.</em></p>
<p>Primo posto: Ugo Cappellacci. Eccellente comunicatore: scenografie, tabelloni retroilluminati, musica, sorrisi e giovani in giacca e cravatta. L&#8217;investimento finanziario si fa sentire. Tante favole sulla legislatura appena trascorsa e tante promesse per la prossima. E&#8217; il paladino della mitologica zona franca, le inchieste giudiziarie paiono un lontano ricordo. E il Partito Sardo d&#8217;Azione? Al rimorchio, ridotto a pura comparsa su tematiche un tempo essenziali per la cultura sardista e a cui forse non credono più neppure i loro candidati. Tuttavia i sondaggi a favore di Cappellacci potrebbero premiare la disastrosa gestione pre-elettorale del partito. Sullo sfondo i Riformatori Sardi che sgomitano per l&#8217;abolizione virtuale delle Province.</p>
<p>Secondo posto: Mauro Pili. Il miglior comunicatore della campagna elettorale. E&#8217; diretto, è conciso. Ha dalla sua mesi di battaglie, spesso intempestive, ma gode di consenso. Eccessivamente svalutato nei sondaggi, paga l&#8217;assenza di liste forti nella sua coalizione. La verve gli consente di dribblare le accuse di collusione con il vecchio governo Berlusconi. Risente della mancata organizzazione finanziaria del suo vecchio partito, in parte compensata dalla sua esperienza coordinativa. Ha le idee chiare sui programmi, talvolta non condivisibili, ma è fra i pochi che le ha, e di questi tempi non è poco.</p>
<p>Terzo posto: Francesco Pigliaru. Comunicatore modesto. Anonimo ai Sardi ma noto all&#8217;ambiente politico ed accademico che lo trascina verso il consenso, e grazie al volume delle liste del centrosinistra. Ha un programma mal raccapezzato e a tratti assente, non ha alcuna posizione chiara sullo sviluppo dell&#8217;isola. Ondivago sull&#8217;industria, risibile sull&#8217;edilizia scolastica come soluzione per la dispersione scolastica (una boutade), retorico sulla cultura sarda, taciturno su servitù militari e Fondazione Banco di Sardegna. Era l&#8217;unico nome spendibile sulla piazza, ma non convince, e denota la sua sottomissione ai poteri forti che vorrebbe cambiare. D&#8217;altra parte da un economista che aveva confuso gli USA con l&#8217;Europa pur di giustificare il centralismo non c&#8217;era da aspettarsi di meglio. Non bucano lo schermo neppure i sovranisti, sia per la scarsità di mezzi che per la volatilità delle idee, unico punto fermo pare essere l&#8217;agenzia delle entrate, per il resto solo dichiarazioni d&#8217;intento. Ai comizi Maninchedda spaccia per vere le teorie di Paul Krugman, novello idolo per neo-keynesiani in pantofole, ma l&#8217;Argentina è vicina ad un nuovo collasso. Il suo avvicinamento ad Antonello Cabras è una delle pagine più tristi del riformismo Sardo. Di positivo c&#8217;è la potenziale elezione di Franciscu Sedda nella lista nuorese. Segue l&#8217;irriconoscibile Gavino Sale, che ha confuso un partito indipendentista per uno italiano: i vecchi elettori non cambiano casacca, molto semplicemente non se la bevono. Infine i RossoMori, privi di qualsiasi ruolo dal momento in cui la Barracciu ha abbandonato la candidatura. Letture consigliate al signor Pigliaru: Leopold Kohr, Ludwig Von Mises, <a href="http://bolognesu.wordpress.com/2012/07/22/diritti-civili-e-diritti-sociali/" target="_blank">Roberto Bolognesi</a>, <a href="http://www.vitobiolchini.it/2014/02/01/ultimo-sondaggio-solo-cappellacci-e-pigliaru-competono-per-la-vittoria-incubo-liste-per-la-murgia-pili-in-lieve-risalita/" target="_blank">Vito Biolchini</a>, <a href="http://grandeovest.com/2014/01/26/su-indipendenza-e-cessione-di-sovranita-la-mia-risposta-a-pigliaru-e-ai-sovranisti/" target="_blank">Andrea Nonne</a> e ovviamente Sa Natzione.</p>
<p>Quarto posto: Michela Murgia. Comunicatrice discreta ma sotto le aspettative. Pare di essere alle prese con la candidata alternativa del centrosinistra e non con una indipendentista. Non a caso il consenso è tutto personale, scarsamente derivante dalle liste della coalizione, e saccheggiato all&#8217;armata Brancaleone di Pigliaru. La parola che verrà ricordata in questa campagna elettorale non sarà “Fondazione Banco di Sardegna”, né “servitù militari”, né “diritti linguistici” o “detassazione”, ma narrazione! L&#8217;indipendentismo ne esce contuso, ridotto a mammoletta, si fa fregare il tavolo al casinò dal primo arrivato. La candidata Murgia che a Videolina dice di stimare Pigliaru mentre il PD colleziona 33 potenziali delinquenti per peculato è un pugno allo stomaco dei cittadini onesti (sveglia Michela, mentre fai attestati di stima quelli ti fregano il portafoglio). Le gaffe non mancano: su <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Csinistra-e-societa-civile-cosi-vincero-in-sardegna%E2%80%9D-intervista-a-michela-" target="_blank">Micromega</a> si accusano le banche di “neoliberismo capitalista”, peccato che un Paese dove si sostengono le banche con soldi pubblici non sia “neoliberista” ma socialista. Michela incassa persino le colpe di Soru, su La7 Daniela Santanché l&#8217;ha accusata della tassa sul lusso! Sottotono quindi le apparizioni pubbliche, compensate tuttavia da una discreta esposizione mediatica derivante dalla sua notorietà. Nel complesso l&#8217;indipendentismo non ingrana, tiene i temi in freezer e pare turbato dall&#8217;idea di urtare la sensibilità degli avversari. Abbiamo bisogno di una comunicazione feroce e aggressiva, o gli elettori moriranno di sonno prima di arrivare al seggio elettorale.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Quinto posto: Pier Franco Devias. Comunicatore medio-basso, stile poco apprezzabile al grande pubblico ma a sorpresa dotato di un programma articolato. E&#8217; il primo candidato a parlare con convinzione di lingua Sarda, lavoro e servitù militari, anche se alcune ricette non convincono. Risente della debolezza del Fronte Indipendentista Unidu, prevalentemente incentrato su A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, movimento privo di consenso sociale, e dalla cui rigidità ideologica dipende l&#8217;assenza di altre sigle indipendentiste di rilievo all&#8217;interno del Fronte. Tuttavia è l&#8217;unico in grado di perseguire una comunicazione aggressiva verso gli avversari politici. Un consiglio alla candidata Ines Caria: torni ad investire nel progetto del padre, Sardigna Natzione.</p>
<p>Sesto posto: Gigi Sanna. Per chi non lo conoscesse, uomo di grande valore e fra le personalità più importanti nell&#8217;innovazione dello studio del settore archeologico Sardo (e proprio per questo detestato dalle sovrintendenze regionali). E&#8217; sprecato per una lista sulla zona franca, a cui infatti pare non corrispondere alcun contenuto di peso da parte del candidato. Pur presentando una proposta più credibile rispetto ai cugini zonafranchisti della Randaccio (candidata con Ugo Cappellacci), Sanna sconta l&#8217;assenza del consenso di quest&#8217;ultima. Le capacità comunicative sono basse, così come l&#8217;organizzazione, alquanto amatoriale. E&#8217; sostenuto da Sardigna Natzione, con cui condivide alcune tematiche indipendentiste, ma che purtroppo non ha voti da offrire in dote.</p>
<p>In conclusione, lo dico ai sovranisti, agli indipendentisti, ai sardisti e ai zonafranchisti vari: ci sono ancora due settimane. I partiti Sardi possono fare di più e meglio. Levatevi la mosca dal naso.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/URN-Sardinnya-Lopinione-Classifica-miglior-comunicazione-alle-regionali.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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