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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; 12</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Nei cantieri Baccasara di Arbatax il simbolo dell&#8217;ignoranza politica regionale sulla zona franca</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 20:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se mai ce ne fosse stato bisogno, la crisi dell&#8217;industria Sarda ha definitivamente dimostrato che i pagliacci non operano più solo nelle attività circensi ma anche nei palazzi della politica. In quale altro modo si può definire una politica che abbandona la CNO di Arbatax al suo destino? Per chi non lo sapesse, la CNO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/Yachts-Sa-Natzione.gif"><img class="alignright size-full wp-image-5569" title="Yachts - Sa Natzione" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/Yachts-Sa-Natzione.gif" alt="" width="350" height="261" /></a>Se mai ce ne fosse stato bisogno, la crisi dell&#8217;industria Sarda ha definitivamente dimostrato che i pagliacci non operano più solo nelle attività circensi ma anche nei palazzi della politica. In quale altro modo si può definire una politica che abbandona la CNO di Arbatax al suo destino?<br />
Per chi non lo sapesse, la CNO, Costruzioni Nautiche Ogliastra, è un&#8217;azienda dall&#8217;alta professionalità nel settore della cantieristica nautica, impegnata a realizzare commesse per la <a href="http://www.azimutyachts.com/" target="_blank">Azimut</a>, uno dei più prestigiosi marchi di yacht di lusso del mondo.<br />
Ebbene, un cantiere che ha capacità produttive di alto profilo con una proiezione nel mercato internazionale, non dispone ancora di alcun allaccio alla rete elettrica della zona industriale &#8220;Baccasara&#8221; di Tortolì-Arbatax. Avete capito benissimo, nel 2012, un&#8217;impresa le cui maestranze coinvolgono un indotto di artigiani del legno, delle tappezzerie, degli allestimenti mobiliari e tanto altro, non dispone di elettricità. E, bisogna ripeterlo, si sta parlando di una “zona industriale”. La CNO lavora grazie a gruppi elettrogeni propri.</p>
<p>Pensate, risale al 1998 il provvedimento legislativo di attuazione delle zone franche (art. 12, Statuto R.A.S.) nei principali porti industriali della Sardegna (fra cui Portovesme, Cagliari e Arbatax), ma ancora oggi la classe politica regionale di destra e sinistra non ha delimitato le aree entro le quali dovrebbero partire le agevolazioni che potrebbero attirare nuovi capitali per incrementare il volume della produttività del nostro tessuto economico.<br />
Ignoranza, ideologia e calcolo politico si sono sommati a dei ritardi che hanno generato danni incalcolabili allo sviluppo del territorio. Secondo alcuni politici inetti, le zone franche potrebbero creare attorno a loro il deserto economico, in quanto <em>“le aziende tenderebbero a spostarsi tutte dentro la zona franca”</em>. Nella realtà, ogni punto franco non presenta agevolazioni fiscali e burocratiche indistinte per tutti ma è stabilito sulla base di precisi criteri che variano da settore a settore e regrediscono progressivamente nel corso del tempo. La misura della zona franca permette dunque sia lo sviluppo delle vecchie imprese e sia il consolidamento di nuove imprese, senza danneggiare la tipologia di aziende site nei pressi del punto franco. Altri politici inetti invece temono di perdere il bacino elettorale di cui dispongono nel rispettivo territorio di elezione, in quanto lo sviluppo autonomo di un nuovo tessuto aziendale annullerebbe di fatto le pratiche clientelari dentro le quali una economia ingessata e fallimentare si è legata a doppio filo a precise personalità politiche.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Per farvi comprendere la dimensione del potenziale di questa misura economica, vi basti sapere che una delle maggiori zone franche al mondo, quella di Ras al-Khaima (UAE), nel primo semestre 2010 ha conquistato 875 nuove registrazioni d&#8217;impresa, con ben 106 nazionalità rappresentate.</p>
<p>All&#8217;ombra di tutto questo, mentre le nostre aziende operano con difficoltà, con un&#8217;altissima pressione fiscale, alti costi energetici, trasporti da terzo mondo, infiniti rivoli burocratici e persino gravi deficienze strutturali &#8211; come la mancanza di energia elettrica di rete della CNO Ogliastrina &#8211; che ne minano la competitività e mettono a rischio l&#8217;occupazione, i nostri politici e sindacalisti si trovano impegnati nei classici viaggi della speranza verso Roma, la “nuova Lourdes”, come l&#8217;ha definita il musicista Sardo Alisàndru Quilio, nella vana ricerca di ulteriore assistenzialismo condito da sperpero di denaro pubblico destinato a improponibili e inquinanti progetti industriali. Qualche volta raschiando anche il fondo del barile: pensate che alcuni esponenti del PDL hanno proposto lo sperpero di 600 milioni di euro per il Sulcis, mentre alcuni esponenti del PD hanno persino rilanciato il tema della gassificazione del carbone sulcitano, un programma della giunta sardista di Mario Melis degli anni &#8217;80, affondato dalle forze politiche italiane di destra e sinistra che oggi hanno addirittura il coraggio di irridere l&#8217;indipendentismo (ma copiandone programmi che lo stesso <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/indipendentismo-contro-partiti-italiani-no-allo-sperpero-di-denaro-in-sulcis-ecco-la-soluzione/" target="_blank">indipendentismo</a> ha rivisitato e persino superato).<br />
A Cagliari non hanno di meglio da fare, e piuttosto che occuparsi dei punti franchi dei porti industriali e del finanziamento della <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/politica-balorda-scuola-popolo-imprenditori-e-turismo-ignorano-la-storia-sarda/" target="_blank">cultura Sarda</a>, sono occupati a <a href="http://vitobiolchini.wordpress.com/2012/09/08/teatro-lirico-due-siluri-del-pd-e-della-cgil-contro-il-sindaco-zedda-che-reagisce-il-nuovo-sovrintendente-non-e-una-priorita/" target="_blank">dibattere</a> sulla gestione del teatro lirico, che non è in cima ai pensieri dei Sardi.</p>
<p><em>- Per conoscere la storia della zona franca in Sardegna, visita l&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2012/08/evoluzione-storica-della-zona-franca-e-attualita-della-proposta-sardista/" target="_blank">articolo su Sa Natzione</a> di Mario Carboni (Fondazione “Sardegna Zona Franca”).</em></p>
<p><em>- Per conoscere il portale internazionale della maggiori zone economiche speciali del mondo, con tutte le news al riguardo, visita la <a href="http://www.wepza.org/" target="_blank">World Economic Processing Zones Association</a>.</em></p>
<p><em>- Per conoscere il costo dei carburanti in Sardegna rispetto ad alcune repubbliche indipendenti, vedi manifesto <a href="http://www.irsonline.net/2012/08/sas-republicas-europeas-minores-pagant-prus-pagu-sa-benzina/" target="_blank">IRS</a>: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/IRS-Carburanti-2012.jpg" target="_blank">Clicca per vedere JPG</a>.</em></p>
<p><em>- Per conoscere la nuova zona franca de L&#8217;Aquila in Abruzzo: <a href="http://www.abruzzoweb.it/contenuti/signore-e-signori-ecco-la-zona-franca--il-decreto-svelato-tutte-le-esenzioni/483534-302/" target="_blank">Leggi</a>.</em></p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Arbatax-simbolo-dellignoranza-sulla-zona-franca.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Fiscalità: Quali posizioni per la zona franca?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 16:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya, Agli albori di una nuova legge regionale sui prodotti Sardi: che ci auguriamo abbia ulteriori sviluppi con riferimento ai mercati esterni e non solo interni, stavolta ci soffermeremo invece su un tema spesso colpevolmente lasciato in ombra. Articolo 12 dello Statuto Autonomo della Sardegna: Il regime doganale della Regione è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-977" title="Ticket - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/01/Ticket-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="Ticket - SANATZIONE.EU" width="438" height="332" /></p>
<p>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>Agli albori di una nuova legge regionale sui prodotti Sardi: che ci auguriamo abbia ulteriori sviluppi con riferimento ai mercati esterni e non solo interni, stavolta ci soffermeremo invece su un tema spesso colpevolmente lasciato in ombra.</p>
<p>Articolo 12 dello Statuto Autonomo della Sardegna:</p>
<p><em>Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato.<br />
Saranno istituiti nella Regione punti franchi.</em></p>
<p>Quando si parla di mediocrità delle classi dirigenti, in Sardegna non si può affatto ignorare l&#8217;articolo in questione.<br />
Se le lamentele per l&#8217;inadeguatezza dell&#8217;attuale statuto regionale ormai montano nel dibattito politico fino alla lecita necessità di riscriverlo, minori sono le osservazioni sullo stato di abbandono in cui versa quello corrente.<br />
D&#8217;altra parte, strano ma vero, esistono addirittura consiglieri regionali che non hanno mai completamente letto la carta speciale dell&#8217;isola:<br />
L&#8217;istituto della zona franca è dunque per i più un tema anonimo o talvolta (a torto) considerato superato.<br />
Si tratta invece di un ottimo strumento che consente di sviluppare maggiori possibilità di investimento perché permette di garantire un regime fiscale assolutamente positivo per gli operatori economici che vedono dunque sottrarsi il normale carico fiscale altrimenti presente.<br />
Tra gli unici e ultimi provvedimenti in materia ricordiamo il polveroso accordo tra la vecchia Giunta Palomba ed il vecchio Governo D&#8217;Alema, ma anche il curioso intervento della Giunta Soru che in accordo con l&#8217;allora Governo Prodi identificò alcune zone franche &#8211; di matrice urbana &#8211; dalle quali tuttavia risultavano (e risultano) assenti le zone economicamente più disagiate, come il Nuorese.</p>
<p>Decisioni che pertanto si soffermavano sull&#8217;incidenza demografica tralasciando l&#8217;impianto generale dell&#8217;istituto della zona franca, la quale, a livello internazionale (e soprattutto in Europa), mira a ridisegnare il tessuto socio-economico in cui viene applicata, potenziando l&#8217;economia e dunque per logica conseguenza anche la permanenza sociale nel territorio.</p>
<p>I porti franchi sono oggi uno dei migliori strumenti economici su cui far leva per lo sviluppo e sono applicabili (con il placet dell&#8217;Unione Europea) a partire da realtà articolate e complesse fino ad entità socialmente minori per incidenza demografica (es. Andorra). Ricordiamo, nella Repubblica Italiana gode di regime fiscale differenziato la Val d&#8217;Aosta.</p>
<p>La Sardegna del 2010 arriva dunque in forte ritardo e completamente impreparata nell&#8217;avvio della zona di libero scambio Mediterraneo con un sistema fiscale non idoneo e non competitivo con gli altri operatori dell&#8217;area europea meridionale e dell&#8217;area settentrionale africana.<br />
L&#8217;aspetto più grave su cui viene generato questo ritardo ricade ovviamente sulle spalle della politica che possiamo sezionare su 3 livelli:</p>
<p>Il primo (in ordine di gerarchia amministrativa) ricade come responsabilità non sull&#8217;Unione Europea ma sul Governo Italiano, pressoché inesistente verso le nostre necessità territoriali in materia;</p>
<p>Il secondo livello di responsabilità ricade sulla classe dirigente politica e sindacale Sarda (con le sue articolazioni parlamentari), la quale conosce poco e male lo strumento del porto franco e quindi non ha sufficienti peculiarità culturali per far fronte alle sfide che lo sviluppo impone;</p>
<p>Il terzo, ma non meno importante, ricade sulle spalle della politica territoriale (indipendentista ed autonomista), le cui divisioni, le vuote ideologie e l&#8217;assenza di un credibile percorso amministrativo, non consentono di difendere e di divulgare l&#8217;utilità di questa pratica di politica economica nel quadro di una maggioranza di governo regionale.</p>
<p>L&#8217;isola rimane dunque vittima di un sistema industriale ormai obsoleto nei mercati della globalizzazione, caratterizzato da imprese ad alto tasso di capitali con massiccia capacità occupazionale ma scarsa versatilità ed innovazione.<br />
Se la rimozione dell&#8217;IVA e più in generale la defiscalizzazione di alcuni comparti (tra cui i carburanti) non rientrano nelle linee guida dei nostri movimenti territoriali, ci domandiamo da dove parta e con quali strumenti legislativi quel mitico percorso di educazione e sviluppo strutturale alla/della sovranità Sarda. Senza le basi economiche infatti, viene meno tutto il resto. Non si può pensare di raggiungere il progresso collettivo solo protestando per una mancata infrastruttura stradale o solo puntando l&#8217;indice contro enti gestiti dagli “amici degli amici”. Uscire dalla cultura dell&#8217;assistenzialismo e dell&#8217;indignazione fine a se stessa significa inquadrare punto per punto l&#8217;oggettività degli strumenti a disposizione per ambire alla crescita.</p>
<p>Riteniamo che la Sardegna debba adottare il porto franco su diverse pertinenze economiche (non necessariamente caratterizzate geograficamente) ripartendo la misura su diversi settori del primario, del secondario e del terziario al fine di agevolare le produzioni interne ma anche la capacità di attirare capitali esterni riqualificando interi comparti (vedasi ad es. il sistema aeroportuale, ed il turismo). L&#8217;insieme delle misure per cui il commercio potrà altresì assorbire l&#8217;enorme mole di disoccupazione che il vecchio dirigismo statalista ci ha rovinosamente posto davanti e che rischia tristemente di espandersi nel medio-breve termine.</p>
<p>Sfortunatamente i tempi della politica italiana (e Sarda) non seguono quelli dell&#8217;economia. Eppure, prima ancora che si possa redigere un nuovo statuto regionale o applicare quanto già nelle nostre competenze, sarà prioritario un abnorme impegno culturale prima che politico.</p>
<p>Grazie per la cortese attenzione.</p>
<p>Di F. Maurizio e B. Adriano.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Il%20porto%20franco.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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