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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; maninchedda</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>La situazione finanziaria Sarda – Di Paolo Maninchedda</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 17:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Presidente della III° Commissione Bilancio e VV. per la Regione Sardegna – PSD&#8217;AZ.
Introduzione:
Ha ancora senso pronunciare parole serie sulla manovra finanziaria che la Regione sta predisponendo per il 2012? Speriamo di sì.
Svolgimento:
Le linee recentemente elaborate non tengono conto né del Decreto Tremonti del 6 luglio né, evidentemente, di ciò che il Parlamento deciderà in queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/08/Maninchedda-Ass.ne-Nino-Carrus.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3225" title="Maninchedda - Ass.ne Nino Carrus" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/08/Maninchedda-Ass.ne-Nino-Carrus.jpg" alt="" width="326" height="348" /></a>Presidente della III° Commissione Bilancio e VV. per la Regione Sardegna – PSD&#8217;AZ.</em></p>
<p>Introduzione:<br />
Ha ancora senso pronunciare parole serie sulla manovra finanziaria che la Regione sta predisponendo per il 2012? Speriamo di sì.<br />
Svolgimento:<br />
Le linee recentemente elaborate non tengono conto né del Decreto Tremonti del 6 luglio né, evidentemente, di ciò che il Parlamento deciderà in queste settimane. In sostanza, in agosto, la Giunta ha preferito far finta che il Decreto non sarebbe stato convertito in legge. Io non l’avrei fatto, ma le cose, per il momento stanno così: abbiamo i siluri nemici puntati ma navighiamo spediti come se non ci fossero.<br />
Il Governo si prepara a colpire:<br />
La manovra finanziaria del Governo inciderà non sui soldi dovuti formalmente ai sardi, cioè sull’ammontare delle risorse da trasferire in base al novellato art. 8, ma su quelli realmente spendibili. Già la legge di stabilità dello Stato del 2011 aveva ridotto queste risorse (tecnicamente si chiamano ‘pagamenti’) a 3 miliardi e 16 milioni di euro all’anno. Ora è più che ragionevole che esse vengano ulteriormente tagliate dalla legge in discussione in Senato da ieri. La Sardegna, in questo scenario è già nei guai, perché ha spese obbligatorie per 2 miliardi e 514 milioni di euro: gliene rimarrebbero manovrabili poco meno di cinquecento, ma già nei colloqui informali tra il Governo e le Regioni in queste convulse settimane estive, il taglio possibile è stato stimato intorno ai 700 milioni.<br />
Soldi accatastati:<br />
In questo quadro diventa indispensabile sapere esattamente chi ha molti residui dagli anni passati ancora da spendere e chi no, perché continuare a stanziare su chi non riesce a spendere perché ha molto da spendere è da folli.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Maninchedda%20sulla%20finanza%20Sarda.pdf">Vedi documento completo in PDF</a></p>
<p><em>sardegnaeliberta.it, 24-08-11.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Post-elections: L&#8217;indipendentismo dei Sedda, dei Cumpostu e il sardismo dei Maninchedda</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 20:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).
Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2970" title="Fan - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="385" /></a>“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.</em></span><br />
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).</p>
<p>Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che spiega quale sia il livello culturale entro il quale è sprofondato questo bipolarismo italiano, fatto di risse e di minacce reciproche per conquistare fin l&#8217;ultimo plebeo scampato alla raccolta dei voti.<br />
Eppure, ve li immaginate degli indipendentisti che dopo aver volgarmente mandato “affanculo” i candidati del bipolarismo italiano si apparentano con qualcuno di essi ai ballottaggi per andare “affanculo” insieme? La cosa sarebbe oltremodo imbarazzante.<br />
Come sarebbe imbarazzante far finta di ignorare che “affanculo” <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/05/elezioni-comunali-bipartitismo-in-crisi-leaders-indipendentisti-spazzati-via-la-nostra-proposta/">sono stati mandati</a> i dirigenti indipendentisti che, a Cagliari, non solo non hanno convinto l&#8217;elettorato, ma hanno convinto poco gli indipendentisti stessi.</p>
<p>E così torna a galla la logica del “meno peggio”, quella dove in genere il vecchio retaggio ideologico indipendentista vede nella sinistra il danno minore. La stessa area politica che in Parlamento ha votato per estendere i poligoni militari, quelli oggi sotto inchiesta dalla Magistratura per inquinamento ambientale e umano, probabile causa di tante patologie cancerogene.</p>
<p>Eppure, l&#8217;indipendentismo dovrebbe iniziare a capire che non può presentarsi sempre da solo contro una legge elettorale bipolare ma deve potersi alleare programmaticamente (e quindi non ideologicamente in base alla stupidaggine del “meno peggio”) o con il centrodestra o con il centrosinistra, per poi in seguito staccarsi da entrambi i poli. Magari allorquando si avrà il coraggio di riparlare di proporzionale.<br />
Ma stare ai margini della vita politica, senza governare, forse può tornare utile solamente ai conservatori dell&#8217;indipendentismo, i quali possono abitualmente fare i martiri con la solita cerchia di persone ma senza proporre lo straccio di una riforma nell&#8217;interesse del proprio Popolo. E senza assumersi mai responsabilità per i disastri elettorali di cui sono i primi artefici.</p>
<p>Il problema dell&#8217;indipendentismo oggi è che non pone in cima alla sua agenda politica le riforme ma solo la propria autoreferenziale ideologia. Per esso è più importante la coerenza fine a se stessa che non &#8211; attraverso la compartecipazione ad un processo riformista &#8211; garantire a tutti i cittadini quegli strumenti che possano far maturare in loro una coscienza territoriale (ad esempio intervenendo su scuola e fisco).<br />
Altrove infatti il nazionalismo è cresciuto perché ha creato le condizioni propedeutiche affinché attraverso le riforme si sviluppasse la sua base elettorale, per poi, all&#8217;occorrenza, staccarsi decisamente anche dai poli centralisti.<br />
Parlare dei fallimenti del passato sardista non è una motivazione valida per non ripetere la strategia delle alleanze da parte indipendentista.<br />
Ma in Sardegna cosa ci vogliamo fare? Prima del 2005 l&#8217;indipendentismo non aveva nel suo vocabolario neppure il termine “riforme”, checché ne dicano i vari Franciscu Sedda, Bustianu Cumpostu, etc.<br />
Anzi, Sedda è addirittura riuscito a dividere gli indipendentisti in base alle bandierine (speriamo non volontariamente, anche se non ci crede nessuno) ed in un convegno a Cagliari il 29-01-11 si è addirittura domandato con i Rossomori cosa potrebbe mai fare un&#8217;isola di un milione e seicentomila abitanti contro gli oltre 60 milioni di italiani in tema di federalismo&#8230;<br />
Vi pare possibile che un indipendentista non sappia che la lingua (così come succede a Bolzano e persino in Québec) è lo strumento con il quale si porta avanti una politica sovranista a prescindere dai numeri?<br />
E che dire di Cumpostu? Da anni non riesce ad arrestare l&#8217;emorragia di consensi verso Sardigna Natzione, che nel corso dell&#8217;ultimo decennio ha perso la sua centralità nel panorama indipendentista. Come mai? Perché da parte sua e della sua cerchia non si ascoltano le critiche e non si dialoga mai seriamente con tutte le aree della società e dell&#8217;economia, né si è mai dedicata sufficiente attenzione alla comunicazione. A che serve quindi parlare di unità se poi si commettono sempre gli stessi errori che portano l&#8217;elettorato a darsela a gambe?<br />
Tutte persone intelligenti ma i cui atti spesso ci lasciano perplessi.<br />
L&#8217;indipendentismo nel suo complesso non ha neppure una strategia: perché non capisce che prima dei partiti italiani il “meno peggio”, se esiste, al di là del valore dell&#8217;alternanza, sono quelli territoriali. Ed i Riformatori Sardi, anche se non indipendentisti, sono un partito territoriale. A chi giova sfidare il bipolarismo italiano se dopo una discreta dose di indipendentisti vede nella sola sinistra “il meno peggio”?<br />
Una vera politica territoriale casomai dovrebbe avversare per prima i partiti italiani e non un partito autonomista.<br />
Allearsi non è comunque uno scandalo, purché lo si faccia preventivamente ed in base ad un programma. O sarebbe grottesco fare gli indipendentisti prima (in un primo turno) e i democristiani dopo (in un ballottaggio).</p>
<p>Poi ci sono ancora quegli indipendentisti che ritengono che un partito territoriale debba essere di destra o di sinistra. Se osserviamo i partiti nazionalisti che oggi in Europa stanno vincendo le principali tornate elettorali, notiamo con tutta tranquillità che tali modelli stanno portando avanti politiche centriste, con correnti sia liberali e sia socialdemocratiche. Ad esempio lo Scottish National Party ha dato attenzione tanto ai temi della sicurezza quanto a quelli del welfare, espugnando sia la destra filo-londinese, sia le vecchie roccaforti della sinistra filo-londinese. Ciò avviene ovunque, basti osservare l&#8217;N-VA Fiammingo in Belgio, o il CiU Catalano.<br />
Sanno parlare ai bisogni concreti del Popolo senza dividersi sulle ultime mode della corte di Madrid.<br />
E si consideri che in tali casi hanno anche un proprio Parlamento (conquistato grazie ad una vera fase autonomista e sovranista) nel quale talvolta leggiferano su materie etiche (le uniche per le quali oggi seriamente ci si potrebbe dividere sul versante progressista e conservatore). Ma il Consiglio Regionale Sardo non ha queste prerogative.<br />
In Italia le Lega Nord pesca voti persino dagli operai.</p>
<p>A questo confusionario quadretto indipendentista nostrano, privo di strategia e con una base di militanza allo sbando, possiamo aggiungere il classico gattopardismo sardista: quello che si rifugia nell&#8217;ordinaria amministrazione e che per non far brutta figura con alcune capre presenti nei partiti alleati, giunge a considerare il suo stesso statuto come folclorico ed antistorico.<br />
Chi sono le capre?<br />
Quelle che non distinguono la nazionalità dalla cittadinanza di uno Stato. E sono anche quelle che quando parlano di federalismo non lo interpretano mai in termini multinazionali.<br />
Vi pare possibile che un nazionalista possa farsi influenzare da una capra? Ovviamente no.<br />
Ci auguriamo insomma che Maninchedda dia qualche strigliata in più ai suoi colleghi di partito, perché avendo avuto il merito di sviluppare il Partito Sardo d&#8217;Azione nel Nuorese, potrà permettersi di alzare la voce contro quella componente di sardisti della domenica capitata chissà come e chissà quando nel PSD&#8217;AZ: individui che, come alcuni membri dei Rossomori, han preferito festeggiare l&#8217;unità d&#8217;Italia piuttosto che il 28 aprile, die de sa Sardigna.<br />
E poi ci sono anche indipendentisti che hanno il coraggio di chiedersi come mai il sardismo spesso non produca risultati&#8230;<br />
Naturalmente ci aspettiamo che i sardisti quando parlano di “nazionale” si riferiscano alla Sardegna e non al complesso di quella italiana, che invece dovrebbe essere definita statale.</p>
<p>Speriamo anche che Maninchedda parli di storia Sarda, non si capisce per quale motivo un sardista non debba lavorare per far introdurre la storia del proprio territorio nel rispettivo sistema scolastico. Il tutto, sia chiaro, senza dare alla storia attribuzioni nazionalistiche.<br />
Perché se i Sardi non conoscono la terra in cui camminano, che cosa diavolo dovrebbero tutelare? E&#8217; questa la domanda che ogni sardista un tempo poneva al vertice della sua azione politica, e non solo il disagio economico, che è una costante.</p>
<p>Siamo dunque la barzelletta di tutto il nazionalismo delle minoranze senza Stato occidentali.</p>
<p>Naturalmente si prendano queste righe per ciò che sono: una critica costruttiva.<br />
Chi le prende diversamente&#8230;beh&#8230;vada a quel paese, questa è la democrazia.<br />
E questa è la nostra cultura politica: il liberalismo di dire ciò che pensiamo, affinché si cresca.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-L%27indipendentismo%20dei....pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Caro Maninchedda, partito carente su Lingua, Storia ed Università Sarda</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 22:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lettera all&#8217;On. Paolo Maninchedda sulla politica portata avanti dal partito nella valorizzazione dei temi identitari e territoriali.
Caro Maninchedda,
Essendo Sardegna &#38; Libertà uno degli spazi sardisti privilegiati del dibattito culturale, si impone la necessità di esprimere alcuni dubbi sulla linea perseguita dal partito.
Perché si ha la vaga impressione che oltre la mozione indipendentista presentata in Consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/El-Greco-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2735" title="El Greco - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/El-Greco-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="433" /></a>Lettera all&#8217;On. Paolo Maninchedda sulla politica portata avanti dal partito nella valorizzazione dei temi identitari e territoriali.</em></span></p>
<p>Caro Maninchedda,</p>
<p>Essendo <em>Sardegna &amp; Libertà</em> uno degli spazi sardisti privilegiati del dibattito culturale, si impone la necessità di esprimere alcuni dubbi sulla linea perseguita dal partito.<br />
Perché si ha la vaga impressione che oltre la mozione indipendentista presentata in Consiglio Regionale nel 2010, utile a far ripartire il sonnacchioso tema delle riforme istituzionali, poco e nulla venga destinato in termini di attenzione ai temi della Lingua Sarda ma anche della Storia Sarda, che i Sardi continuano ad ignorare. Soprattutto dai luoghi che dovrebbero essere preposti a veicolarne la divulgazione, come le scuole di ogni ordine e grado, non ultime le università.</p>
<p>Come si può pretendere che i Sardi sviluppino attenzione (e possibili investimenti) sul valore aggiunto determinato dalle specialità del territorio se gli stessi abitanti non lo conoscono e quindi non possono valorizzarlo?<br />
Si tratta di temi che portiamo avanti da anni.<br />
Mesi fa abbiamo avuto uno scambio di opinioni, le ragioni del contrasto erano se la storia Sarda si poteva considerare o meno “valore nazionale”. Non è questo il punto, fu probabilmente una discussione sterile, perché la storia non può avere un&#8217;attribuzione politica (ed in quest&#8217;ottica la pensiamo alla stessa maniera), ma deve avere il semplice obiettivo di essere esposta ai cittadini, affinché siano informati sui fatti che hanno interessato il proprio territorio. Da parte del PSD&#8217;AZ, occupato in una amministrazione regionale di maggioranza, in merito di scuola si è parlato di precari, si è parlato di tagli alla scuola pubblica, si è parlato insomma dei problemi comuni a tutta la scuola italiana con riferimento a quelli regionali, ma poco dei problemi relativi a quelli di costruire una scuola veramente Sarda, che oltre alla formazione, alla specializzazione, allo sviluppo della ricerca ed alla competenza, deve associare il suddetto valore aggiunto. Non si può più fare leva solo sulla facoltatività dell&#8217;insegnamento della storia Sarda da parte di qualche corso e/o volenteroso docente che tratta la spinosa questione.<br />
Ma quando struttureremo qualche università Sarda sul modello di quella, ad esempio, di Bolzano, o della Pompeu Fabra Catalana? Le nostre università dovrebbero produrre eccellenze Sarde che possano reinvestire nel territorio, non mediocrità italiane che spesso non si occupano dello sviluppo della comunità.<br />
Sul piano della tutela archeologica invece i Riformatori Sardi hanno presentato una proposta relativa alla valorizzazione del patrimonio isolano, ma negli ultimi mesi da parte sardista non si è riscontrata analoga solerzia sulla questione. Più che il (lecito) confronto sulle tesi di storici come Francesco Cesare Casula, probabilmente c&#8217;è bisogno di confronti sulle modalità (incluse quelle che riguarderanno la riscrittura dello Statuto Sardo) della sistematica introduzione della storia Sarda nelle scuole e della valorizzazione del nostro complesso archeologico. Come appare inevitabile dover mettere mano ad una capace legge sulla ricerca, che non divenga il solito “parcheggio” per gli <span style="text-decoration: underline;">inutili</span> “amici degli amici” di questa o quella maggioranza, ma il luogo entro il quale si possono avvicinare delle eccellenze, evitando l&#8217;emigrazione dei nostri studenti (nel momento in cui questi non tornano ad investire la propria competenza, anche eventualmente acquisita all&#8217;estero). Temi noti a <em>Sardegna &amp; Libertà</em>.</p>
<p>Per quanto riguarda la Lingua Sarda, tra gli ultimi interventi del PSD&#8217;AZ vi fu quello di dedicare attenzione alla mancata adozione del nostro idioma da parte del contratto di servizio RAI, ma quanti e quali sono gli interventi proposti e/o messi in campo a sostegno di una politica bilinguista nel territorio?<br />
Tra i vari che hanno tentato a più riprese di tenere attenzione sul tema si segnalano Efisio Planetta ed il membro del PSD&#8217;AZ Oliviero Nioi che nel marzo 2010 osservava giustamente che <em>“da sempre quello della lingua sarda è esclusivamente un problema politico e quindi la sua risoluzione potrà avvenire solo per volontà politica. I referendum consultivi e i vari comitati sorti per la tutela e riconoscimento reale della lingua sarda non hanno alcuna utilità senza un autorevole e risolutivo intervento politico.<br />
La ricerca di una standardizzazione è semplicemente un pretesto per non risolvere il problema. Nessun popolo al mondo ha impiegato 60 anni per trovare lo standard di scrittura di una lingua. Se esistesse la volontà di farlo e si agisse in maniera equilibrata il Popolo Sardo avrebbe uno standard condiviso per la scrittura della sua lingua nel tempo massimo di sei mesi.<br />
E’ impensabile pervenire ad uno standard per il Sardo non coinvolgendo nella scelta gli insegnanti, gli esperti di didattica, tutti coloro che da anni operano sul campo dell’insegnamento della lingua sarda e soprattutto i parlanti, cioè il Popolo Sardo, come è avvenuto finora.<br />
Non si può inoltre sperare di arrivare ad una scelta condivisa senza vagliare tutte le proposte che finora sono scaturite dal lavoro dei vari gruppi che da parecchi anni operano a favore dell’uso ufficiale della Lingua Sarda come lingua ufficiale della Sardegna con la stessa dignità della lingua italiana, sancita per legge e rispettata in maniera reale e non subdolamente virtuale come accade ora. Spero che tutti i militanti del Partito Sardo d’Azione capiscano l’importanza della lotta a favore della pari dignità tra la Lingua Sarda e la lingua Italiana […] La diversità linguistica è una ricchezza culturale ed è una delle tante motivazioni che giustificano la lotta per l’Indipendenza e per la sovranità della Sardegna. In linea di massima coloro che osteggiano la pari dignità della Lingua Sarda con la lingua italiana sono gli stessi che sono contrari all’indipendenza della Sardegna”.</em></p>
<p>Così invece proponeva in materia Michele Pinna, sempre nel marzo 2010:</p>
<p><em>“Le cose da fare e da fare subito:<br />
</em></p>
<p><em>- Tra i programmi elettorali delle prossime amministrative, in ogni Comune e in ogni Provincia, ci dovrà essere lo stanziamento, nei bilanci ordinari, di una cifra congrua per finanziare la politica linguistica comunitaria (sportelli linguistici, corsi di formazione e di alfabetizzazione linguistica comunitaria, toponomastica, insegne pubblicitarie, cartelli stradali), per sopperire in maniera autonoma e indipendente agli esigui fondi della 482/99. La politica linguistica non possiamo farcela fare dal Governo e dallo Stato. Dobbiamo uscire dallo stagno del bilinguismo integrazionista per andare nella direzione dell’indipendenza linguistica.<br />
</em></p>
<p><em>- La Regione dovrà attivare l’Istituto Pedagogico Sardo per la formazione degli insegnanti e per la realizzazione dei materiali didattici necessari. L’Università come la scuola di Stato si sono dimostrate inconcludenti e inaffidabili. Ecceptio cunfirmat regulam.<br />
</em></p>
<p><em>- L’avvio della fase costituente e la riscrittura del nuovo Statuto dovrà trovare il suo asse strategico nell’inserimento del sardo come lingua primaria dei sardi negli uffici e nelle scuole, unitamente all’indipendenza e all’autogoverno del sistema fiscale. In tal senso i programmi e la campagna elettorale delle prossime amministrative non potranno essere un’occasione da perdere per avere il consenso dei sardi.<br />
</em></p>
<p><em>- La politica linguistica e la politica fiscale, fermo restando tutto il resto, dovranno costituire la nuova sfida del Sardismo e la nuova stagione della battaglia nazionalitaria-indipendentista”.</em></p>
<p>Probabilmente l&#8217;errore politico più grande che è stato commesso in Sardegna dall&#8217;insieme del nazionalismo Sardo è stato quello di far sì che la popolazione non considerasse un problema l&#8217;assenza di un vero bilinguismo. Ragion per cui oggi la Lingua Sarda non è un tema sentito come prioritario e praticamente assente in qualsiasi campagna elettorale, ma ciò non significa che non vi sia un problema di discriminazione a cui tanti Sardi si approcciano con imbarazzo nella loro vita pubblica.<br />
Si tratta di una di quelle vertenze che nella storia richiedono un carattere impositivo, serve uno slancio autoritario. Diversamente, relegando la Lingua Sarda a mera appendice di corredo della nostra politica, saranno gli eventi negativi ad imporsi contro la sopravvivenza del nostro idioma, e noi saremo corresponsabili di questo genocidio linguistico.<br />
In sintesi, dobbiamo guardarci dal rischio di cadere esclusivamente in una visione economicista ed ordinaria della Pubblica Amministrazione, elemento che ha sempre contraddistinto la perdita di credibilità di un partito che si definisce “territoriale”, ma che spesso da l&#8217;impressione di svolgere la stessa identica <em>mission</em> della partitocrazia centralista. Non foss&#8217;altro perché i temi della lingua e della storia Sarda sono anch&#8217;essi ragguardevoli sul piano economico oltre che su quello identitario.<br />
Il “Partidu Sardu” dunque dovrebbe fare il partidu Sardu ed occuparsi di “sardizzare” il dibattito politico, piuttosto che farsi “italianizzare” a sua volta, perché non ci serve l&#8217;ennesimo partito italiano o “demosardista”. Di inflazione politica al riguardo ne abbiamo a sufficienza.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p>Bomboi Adriano.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Lettera%20a%20Maninchedda%20su%20linea%20PSD%27AZ.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Luci ed ombre dello storico dibattito consiliare in fascia tricolore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 22:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,
Succedono cose strane in Sardegna. Molto strane. Dalla seconda metà di settembre, presso il Consiglio Regionale, è iniziato uno storico dibattito. Il tema? Il disimpegno della Sardegna dallo Stato Italiano. Quello attuale: centralista, dove le Regioni a Statuto Speciale rischiano di essere livellate a quelle ordinarie, sopratutto con l&#8217;avvento del federalismo fiscale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Cussizzu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2024" title="Cussizzu - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Cussizzu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="350" height="233" /></a>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>Succedono cose strane in Sardegna. Molto strane. Dalla seconda metà di settembre, presso il Consiglio Regionale, è iniziato uno storico dibattito. Il tema? Il disimpegno della Sardegna dallo Stato Italiano. Quello attuale: centralista, dove le Regioni a Statuto Speciale rischiano di essere livellate a quelle ordinarie, sopratutto con l&#8217;avvento del federalismo fiscale promosso dal duo PDL-Lega Nord.<br />
Ci sono alcuni partiti, come i promotori sardisti del dibattito, che parlano di indipendenza, altri di nuova autonomia, altri di federalismo. O tutte le cose assieme.<br />
Lo scopo della discussione consiliare è tanto semplice quanto utile: riscrivere il nostro patto con l&#8217;Italia e riformare le nostre istituzioni, per tutelare meglio la nostra identità e la nostra economia.</p>
<p>Il Partito Sardo d&#8217;Azione ha avuto il merito di aprire questo percorso attraverso una mozione indipendentista. Tuttavia, una volta introdotta, nella relazione dell&#8217;On. Maninchedda si è tramutata in una proposta federalista. Poco male. Considerando la totale immobilità delle nostre istituzioni nel corso del tempo, qualsiasi proposta che ha consentito di portare all&#8217;attenzione di una stampa distratta il tema dell&#8217;autodeterminazione, è un ottimo colpo messo a segno da parte di chi, come tutti noi, ritiene che non il Popolo Italiano, ma quello Sardo, debba essere posto nella centralità dei dibattiti che riguardano il suo futuro.<br />
Il movimento IRS non ha torto dunque quando invita le forze politiche consiliari ad una maggiore coerenza sui termini usati, perché implicitamente invita anche la classe politica Sarda ad uscire dallo storico timore di assumersi delle responsabilità che non dipendano dalle sottane di Roma.<br />
Si tratta di un timore che ovviamente c&#8217;entra ben poco con l&#8217;istituzione autonomistica in sé, in quanto si tratta di comportamenti esistenti dai tempi del Regno d&#8217;Italia, nonostante IRS affermi <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/09/piove-autonomismo-ladro-rileggere-deffenu-nellera-dirs-dei-pastori-sardi-e-della-tirrenia/">il contrario</a>.<br />
IRS piuttosto sbaglia nel generare a sua volta confusione su alcune etichette ideologiche che poco e nulla interessano ai Sardi e tantomeno servono al movimento per raggiungere l&#8217;amministrazione regionale. E&#8217; proprio questo meccanismo che spinge diverse forze politiche di destra e sinistra ad utilizzare il tema della sovranità quasi fosse una moda elettorale. Ed infatti, una discreta dose dei discorsi sentiti nel Consiglio Regionale al riguardo, parevano più “compitini” scritti da ridicoli imbonitori che non coscienziose relazioni sulla necessità di riformare le istituzioni Sarde.<br />
L&#8217;obiettivo è stato comunque raggiunto, sia per opportunismo politico o per sincero interesse di pochi, si è avuto un clima pressoché unanime nel rimarcare la centralità politica del Popolo Sardo di cui facevamo menzione.<br />
Ma siamo di fronte al solito scoglio: come e quando riformare le nostre istituzioni?<br />
Quale processo verrà attivato per conseguire l&#8217;obiettivo di una sovranità capace di trasferire dallo Stato alla nostra comunità diverse competenze?</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;economia continua a crollare, nel solo Nuorese, la Confcommercio informa che in 2 anni ben 613 imprese hanno chiuso i battenti nella più totale indifferenza generale <em>(Fonte: La Nuova, 1-10-2010)</em>; le grandi aziende proseguono nella smobilitazione; il Movimento dei Pastori Sardi occupa i porti a caccia dei carichi di bestiame che inondano il nostro mercato senza un&#8217;adeguata strutturazione dei criteri sulla libera concorrenza, mentre il settore Sardo precipita; ma, ciliegina sulla torta, aumentano gli attacchi agli amministratori Sardi <em>(Fonte: La Nuova, 1-10-2010)</em>, a conferma del clima di malessere sociale diffuso del territorio. Un&#8217;aspetto che purtroppo riapre in noi una serie di interrogativi sui ritardi delle nostre forze politiche (rispetto a quelle italiane) nella capacità di unirsi per far fronte alla mole di problemi che in queste condizioni non possiamo risolvere.<br />
Unità e riforme rimangono dunque parole di attualità ma che necessitano di atti concreti per uscire dai soliti schematismi della retorica politica a cui la Sardegna è drammaticamente rassegnata.<br />
I primi paradossi di questa assenza del nazionalismo politico Sardo li vediamo sempre più spesso nelle piazze: politici e sindacati italiani che manifestano con bandiera e fascia tricolore, senza rendersi conto che proprio quel simbolo è l&#8217;emblema per il quale paghiamo i maggiori ritardi e la nostra subordinazione al centralismo italiano.<br />
Noi vogliamo politici con la fascia dei 4 Mori. Lo Stato deve capire che la Sardegna ha dei diritti ed intende esercitarli, senza piagnistei.<br />
Pensate, in Sicilia il PDL tenta di riciclarsi come “Partito del Popolo Siciliano” nel tentativo di sorvolare l&#8217;autonomismo dell&#8217;MPA di Lombardo, mentre in Sardegna non abbiamo ancora capito il valore ed il peso politico dell&#8217;unità. Le proteste di piazza assumono i contorni della &#8220;meridionalizzazione&#8221;: non si protesta per trovare soluzioni, ma per avere soldi a fondo perduto da sperperare, per poi tornare in futuro alla solita lamentela di una crisi che non è solo ciclica ma strutturale.<br />
Ai nostri timidi, opportunistici ed incoerenti (ma comunque importanti) tentativi di riformare le istituzioni Sarde, si aggiungono vari detrattori, spesso Sardi, a difesa dello status quo.<br />
In larga misura si tratta di personaggi che hanno fatto del clientelismo politico le ragioni del successo della loro carriera. Costoro hanno portato &#8211; non solo la Sardegna &#8211; ma tutta l&#8217;Italia indietro al periodo feudale, nel quale ogni signorotto tutela i suoi interessi di bottega, sfrutta la sua corte di subordinati e consuma le pubbliche ricchezze in una spirale senza ritorno.<br />
Ma il Popolo Sardo? E&#8217; prevalentemente ignaro di ciò che succede, e non solo per un problema di informazione, ma perché i movimenti politici Sardi non hanno mai tutelato e promosso a livello amministrativo la nostra identità ed il nostro sviluppo economico. Essi sono la causa indiretta della pubblica indifferenza.</p>
<p>Dobbiamo andare avanti verso le riforme.</p>
<p><em>Di Corda M. e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Luci%20ed%20ombre%20sul%20dibattito%20regionale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Caro Maninchedda, non sono samurai invincibili</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 15:09:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Caro Paolo,
Intanto complimenti per l&#8217;ottimo risultato ottenuto dal Partito Sardo d&#8217;Azione nella Provincia di Nuoro. Al di là del ballottaggio, l&#8217;aver raggiunto la fatidica percentuale delle “2 cifre,” superando di fatto anche il PDL, è un risultato di prestigio a cui ha pienamente concorso il tuo personale impegno.
Il 28 maggio scorso la politica ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Su-Tempiesu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1575" title="Su Tempiesu - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Su-Tempiesu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="590" height="416" /></a>Caro Paolo,</p>
<p>Intanto complimenti per l&#8217;ottimo risultato ottenuto dal Partito Sardo d&#8217;Azione nella Provincia di Nuoro. Al di là del ballottaggio, l&#8217;aver raggiunto la fatidica percentuale delle “2 cifre,” superando di fatto anche il PDL, è un risultato di prestigio a cui ha pienamente concorso il tuo personale impegno.</p>
<p>Il 28 maggio scorso la politica ed il giornalismo italiano hanno ricordato la figura di Walter Tobagi, assassinato dalle Brigate Rosse 30 anni or sono. Tobagi fu un uomo di enorme ricchezza culturale, una porzione di questo suo patrimonio fu spesa per realizzare importanti pagine del Corriere della Sera che avevano l&#8217;obiettivo di aprire uno spiraglio di luce negli anni bui del terrorismo italiano.<br />
Il fondamento da cui partiva &#8211; come nel suo più celebre pezzo dal titolo: “Non sono samurai invincibili” &#8211; era la consapevolezza che la paura dell&#8217;avversario (da parte del Popolo) e dunque la sua capacità di influire nella società, rappresentava il punto di forza di questo oscuro nemico.<br />
Il terrorismo &#8211; magari anche quello “atlantico” e non solo spinto dall&#8217;est &#8211; si alimentava della paura dei cittadini, costruendo l&#8217;impressione di possedere un apparato invincibile, non visibile ad occhio nudo, sotto il quale chiunque poteva essere una potenziale vittima scelta o casuale: al bar, al supermercato, sul luogo di lavoro, etc.<br />
I primi arresti di cui Tobagi ebbe notizia (e di cui purtroppo non ne vide l&#8217;evoluzione nel corso degli anni), gli fornirono l&#8217;input di comunicare ai cittadini che questo punto di forza del terrorismo non esisteva, o che se in parte era esistito, si poteva comunque incrinare.<br />
E così avvenne dopo la sua morte.<br />
La Sardegna del 2010 è un&#8217;altro mondo, un&#8217;altra realtà, un&#8217;altro contesto sociale e politico.<br />
Eppure, la paura continua ad essere il metro priviliegiato che anima l&#8217;inconscio di molti cittadini alle prese con un sistema socio-istituzionale di cui non sono soddisfatti ma che loro malgrado digeriscono, non vedendo all&#8217;orizzonte valide alternative.<br />
La paura ha assunto nuovi volti, lo stesso Pasolini nel passato si domandava in maniera critica se il terrorismo fosse nato non dalla difficoltà del mondo operaio ma dalla noia della borghesia.<br />
Negli anni di piombo infatti le strade furono invase da giovani di buona famiglia, i quali spesso furono i primi sostenitori dei “cattivi maestri”, coloro che qualche volta, come lo stesso Sartre in Francia, si sentivano in dovere di indirizzare un disagio sociale verso nuove mete e possibili orizzonti.<br />
L&#8217;editore miliardario Feltrinelli giunse in Sardegna rimanendo con le pive nel sacco. E non fu un male se si intendeva tramutare il malcontento in violenza.<br />
Ma la paura esisteva comunque ed aveva un volto più insidioso: si tratta della storica paura dei Sardi al cambiamento. Quella “Sindrome di Stoccolma” che ci porta all&#8217;accettazione del torto piuttosto che alla sua contestazione.<br />
L&#8217;apparato di cui hanno paura i Sardi odierni non si chiama terrorismo, si chiama centralismo, si chiama bipolarismo. Nel bipolarismo il Popolo non sceglie solo l&#8217;ideale, sceglie il pragmatismo, sceglie la politica che con il suo imponente apparato di clientele ed i suoi numeri incute timore nell&#8217;elettore.<br />
Si finisce spesso a votare chi ha la solita possibilità di governare. Si sceglie il “meno peggio” (o presunto tale) e si da così continuità al sistema.<br />
La tendenza reazionaria del Popolo (beninteso, non quella violenta), viene così fustigata e ridotta al silenzio. Si piega nel rifiutare il voto a chi propone il cambiamento perché si ritiene che “tanto non vincerà le elezioni”.<br />
Eppure, ci sono dei sottili fili di continuità nella paura collettiva che da quell&#8217;apparente lontano passato di grandi sommovimenti culturali (e violenti) giungono fino a noi:<br />
In un intervista televisiva del 1977, all&#8217;ex Segretario di Stato USA Henry Kissinger fu chiesto il motivo del successo dei grandi partiti comunisti occidentali, come quello francese ed italiano. Nell&#8217;articolazione della sua risposta ne venne fuori quanto già sappiamo (come autonomisti ed indipendentisti affermiamo da tempo), ovvero che l&#8217;Italia (così come il passato francese), proviene da una subcultura popolare reazionaria: lo Stato rappresentava l&#8217;arroganza del potere. L&#8217;ingiustizia fatta istituzione. Le istituzioni europee del passato rappresentavano l&#8217;assolutismo contrapposto alle minoranze. Un fenomeno sociale di ribellione proteiforme e diffusa che nel tempo ha subito diverse trasformazioni. Nella “noia borghese” degli anni &#8216;70 il fenomeno ha assunto tratti oscuri, magari cavalcati da forze ben più potenti, le quali &#8211; come lo stesso Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ebbe modo di dichiarare &#8211; non trovarono affatto valvola di sfogo nel disagio ma piuttosto nel benessere: come l&#8217;ambito universitario.<br />
L&#8217;indipendentismo Sardo nel corso degli anni ha piantato dei semi, oggi questi semi della ribellione verso il potere calato dall&#8217;alto hanno avuto una felice traduzione politica, ben diversa da quella minoritaria della contestazione contro l&#8217;arrivo della Lega Nord avvenuta in un recente comizio del Senatore Massidda a Cagliari: dove il fenomeno reazionario si è maldestramente condensato non nella difesa della democrazia ma nella volontà di tappare la bocca ad un altro soggetto politico.<br />
Nel Nuorese il Partito Sardo d&#8217;Azione è democraticamente cresciuto ed ha aperto una breccia nel bipolarismo persino in seno al più forte alleato di coalizione.<br />
Il nostro compito oggi è quello di garantire a questi semi una crescita costante, evitando che la pianta del Nazionalismo Sardo si inerpichi verso confusionarie e controproducenti posizioni. Magari contigue al centralismo. Proprio come alcune piante minori si arrampicano attorno ad un albero più robusto finché non vengono completamente prosciugate dal fatale abbraccio.<br />
I veri “sovversivi” oggi pertanto non sono più coloro i quali vogliono migliorare il sistema, ma coloro i quali non capiscono che bisogna automatizzarsi rispetto ai tradizionali centri di potere oltre-Tirreno.<br />
I “sovversivi” sono quelli che all&#8217;interno dei partiti italiani non vedono o non vogliono vedere il disagio tradottosi in astensione e protesta; e lo minimizzano. Sono “sovversivi” quelli che non vedono le diverse fasce d&#8217;elettorato dentro le quali il Nazionalismo Sardo accresce la sua presenza nella politica regionale. Siamo noi le “forze dell&#8217;ordine” che devono mettere fine a questa “macelleria sociale” causata dal bipolarismo a danno dell&#8217;isola.<br />
Lo stesso PDL non è più invincibile nel momento in cui non capisce, come tu stesso giustamente rilevavi, che Roma non è necessariamente un alleato ma un competitor i cui interessi non sempre sono in linea con quelli della Sardegna.</p>
<p>Se vogliamo incrinare questo nefasto bipolarismo, dobbiamo ridurre la frammentazione politica per conseguire quegli strumenti politici idonei dietro ai quali potremmo fare le dovute riforme.<br />
Abbiamo bisogno di un Partito Nazionale Sardo o di un fronte ad esso contiguo.<br />
E per arrivare all&#8217;obiettivo non abbiamo ovviamente bisogno di martiri (come fu Tobagi per la missione giornalistica che portava avanti), abbiamo solo bisogno di dialogo reciproco tra tutte quelle forze che hanno gli stessi programmi.<br />
Il Nazionalismo Sardo è un essere ancora privo di testa e vita propria che si agita a tentoni in direzioni diverse. Non ha un obiettivo chiaro ed univoco, non ha un disegno alle spalle e la sua crescente forza rischia di essere dispersa e distrutta se non verrà convogliata in un ordine strategico preciso volto alla progressiva trasformazione delle istituzioni Sarde.<br />
Gli stessi amici dell&#8217;IRS, a cui va riconosciuta la passione e l&#8217;impegno per la crescita ottenuta, dovranno pur ricordarsi che 10 anni or sono (a condizioni politiche e sociali più difficili per tutto l&#8217;indipendentismo) si dilapidò nel nulla una timida crescita in atto.<br />
Nel pantano della reciproca diffidenza non costruiremo il terreno adatto per la crescita della nostra pianta, e consentiremo ad altri di essiccarla.</p>
<p>Fortza Paris!</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Non%20sono%20samurai%20invincibili.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Le 3 perle del mese: Cappellacci, Maninchedda e Scalas &#8211; Ecco perché</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.
Posto che non si è tutti uguali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1139" title="4 Mori a Livorno - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="338" height="415" /></a>Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: <span style="color: #0000ff;">Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.</span><br />
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.<br />
Posto che non si è tutti uguali nello scadere sui luoghi comuni, la cosa triste è che stavolta il notaio di Arcore, alias Cappellacci, ha ragione&#8230;</p>
<p>Altra perla del mese sono le dichiarazioni dell&#8217;On. Maninchedda (PSD&#8217;AZ) il 27 febbraio al museo del costume di Nuoro:<br />
Mentre l&#8217;incartapecorimento generale del centrodestra tenta la carta del &#8220;riciclaggio&#8221; per mettere in piedi l&#8217;ennesima lista elettorale della Restaurazione clientelare alla Provincia di questo o quel partito, l&#8217;articolista de La Nuova, Giovanni Bua, riporta alcuni significativi frammenti della doccia gelata dell&#8217;esponente Sardista alla platea: <span style="color: #0000ff;">“Il centrodestra è come il centrosinistra, primitivo, inadeguato a comprendere la realtà”</span>, incalza ancora: <span style="color: #0000ff;">“Volete fare una cosa utile per la Sardegna? Scioglietevi. E creiamo un grande movimento territoriale. &#8211; Lo Stato Italiano è un avversario che non ci permette di spendere le nostre risorse. Secondo il federalismo fiscale <em>(alla matriciana ndr.)</em> dobbiamo pagare tutto con le nostre tasse. E&#8217; ingiusto perché non considera come parametro il PIL delle Regioni e quindi le tasse sono troppo alte. Noi non riusciamo a pagarle e non abbiamo soldi per finanziare il resto. E&#8217; un circolo vizioso che ci sta portando alla morte. &#8211; E&#8217; dal 1600 che la Sardegna è ostaggio di Cagliari, e se i soldi finiscono tutti al sud non arrivano al resto della Sardegna. Io dico di detassare la provincia di Nuoro usando il credito d&#8217;imposta. Il tutto finanziato dalla Regione. Chi ci sta venga con noi, dal PD o dal PDL non importa”.</span><br />
In sintesi, sarà anche un colpo di teatro, ma estremamente concreto nella sua radicalità. Fossero tutti i così i commedianti&#8230; Ma forse <em>commedianti</em> lo erano i parrucconi seduti in platea.</p>
<p>Infine, sempre il 27-02, da notare le dichiarazioni del presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas che dai messaggi di Facebook dichiara:<br />
<span style="color: #0000ff;">“Chi predica unità dei partiti sardi -per un momento di unione- per ora ha trovato zero risposte, ma abbiamo constatato che si invitano in pochi e tra di loro. Fortza Paris non ha mai ricevuto un invito e mai ha avuto una risposta da anni. I proclami non sempre corrispondono ad azioni”.</span><br />
Amministrative a parte, questa affermazione rispecchia in pieno un problema che da tempo andiamo segnalando: La presunta superiorità ideologica di poche sigle, magari provenienti da una certa sub-cultura di sinistra (che forse col pregio di un pensiero di sinistra poco ha a che fare) e la cui <em>citrulloneria</em> ha sempre portato la superbia di pochi a catalogare “gli altri” come figli di un Dio minore. Magari non affidabili e quindi non degni di attenzione.<br />
Con questo modo di fare la Sardegna ha perso il treno tante volte, stavolta però con i soliti “soloni” (che guardacaso hanno anche pochi consensi politici) si rischia di perdere quello con la Storia.</p>
<p><em>Di B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27Opinione;%20Cappellacci,%20Maninchedda%20e%20Scalas.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Dialogo informale sulla politica regionale</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Del prof. Andrea Pubusa.
- Hellò Gavino!
- Oh ciao Andrea, come stai?
- Bene, grazie, ma sono incavolato con te,,,
- Incavolato con me? E perché mai?
- Non hai più scritto su Democraziaoggi, e rimaniamo scoperti sulle questioni regionali che tu conosci meglio di ogni altro…
- Scoperti sulle questioni regionali?
- Beh sì, chissà quante cose ci son da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-651" title="Casteddu by night - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Casteddu-by-night-URN-Sardinnya1-300x225.jpg" alt="Casteddu by night - URN Sardinnya" width="300" height="225" /></p>
<p>Del prof. Andrea Pubusa.</p>
<p>- Hellò Gavino!<br />
- Oh ciao Andrea, come stai?<br />
- Bene, grazie, ma sono incavolato con te,,,<br />
- Incavolato con me? E perché mai?<br />
- Non hai più scritto su Democraziaoggi, e rimaniamo scoperti sulle questioni regionali che tu conosci meglio di ogni altro…<br />
- Scoperti sulle questioni regionali?<br />
- Beh sì, chissà quante cose ci son da dire e noi zitti…<br />
- Non siete scoperti e sai perché? Perché qui non succede nulla?<br />
- Ma dai Gavino! Nulla, A chi la vuoi dar da bere?<br />
- Si, caro Andrea, nulla di nulla…<br />
- Ma cosa dici? Per esempio sulla legge casa si poteva dir di più…<br />
- Di più cosa? I contenuti sono tutti ben conosciuti ed anche su Democraziaoggi ne avete parlato…<br />
- Ma potrebbe formularsi una riflessione più approfondita…<br />
- Per dire cosa? Verità sgradevoli…<br />
- Sgradevoli?<br />
- Proprio così. Non c’è nulla di nuovo rispetto alla giunta Soru. Mister Tiscali aveva mortificato l’autonomia comunale, riservando a sé le deroghe al Piano paesistico. Per capirci, alla pianificazione comunale e regionale si sovrapponeva la volontà del principe che poteva azzerare tutto e consentire di realizzare opere in deroga. Prevalevano i grandi interessi, perché un accordo con la Presidenza aveva senso solo se l’altra parte era un grosso gruppo…<br />
- Beh, certo che non scomodi la Presidenza per far l’accordo in deroga col piccolo contadino di Pompu e col pensionato di Nuxis…<br />
- Esatto. Cappellacci invece fà una legge che introduce una sorta di ”populismo edilizio”. Ognuno si sana un piccolo abuso già realizzato oppure si aggiunge una stanzetta alla casa…Quanto agli interessi più grossi Soru giungeva ai risultati di Cappellacci con gli accordi in deroga.<br />
- Ma si tocca la fascia dei 300 metri …<br />
- I 300 metri, ne vuoi sentire una bella?<br />
- Dimmi…<br />
- Quei polli dei consiglieri del centrosinistra ne attribuiscono in Consiglio il merito a Mario Floris?<br />
- A Mario Floris?<br />
- Sì a Mario Floris e sai perché? Perché Mario Floris promulgò la legge urbanistica regionale come Presidente della Regione…<br />
- Sì perché fu approvata nel 1969, a fine legislatura, ma fu opera della Giunta Melis, fu opera nostra, della sinistra e dei sardisti e Mario Floris, allora nella Dc, fu uno dei più fieri oppositori…<br />
- Certamente, poi, finita la legislatura, ci furono le elezioni regionali e il ribaltone dei socialisti e di Antonello Cabras che mandà il PCI e i sardisti all’opposizione e mise alla Presidenza della Regione Mario Floris…<br />
- Fu una grande puttanata…<br />
- Certamente, un crimine, ma questi stronzi dell’attuale opposizione danno il merito della legge urbanistica regionale a Mario Floris perché la promulgò, atto per lui dovuto, ma riguardava una legge che lui come consigliere regionale aveva avversato duramente! Come puoi sperare di vincere con un’opposizione così ignorante e stupida, priva di qualunque memoria storica…<br />
- Pazzesco! Ma potresti scrivere qualcosa sulle spartizioni, che tornano ad essere pesanti e pubbliche…<br />
- Sì, questo è vero, ma sono del tutto uguali a quelle che faceva Soru, solo che Soru decideva senza sentir nessuno, ma anche lui si faceva i cavoli suoi, il criterio di scelta era la fedeltà a lui, non la competenza o la professionalità…<br />
- Un arraffare diverso, ma uguale…<br />
- Proprio così. La sanità appaltata alla Dirindin e ai continentali. Nomine di fedeli e anche tenendo conto degli equilibri. Del resto, se oggi il centrodestra cambia tutti i presidenti una ragione pur ci sarà. Ed è che Soru li aveva tutti nominati con criteri predatori senz’alcuna concessione all’autonomia e all’autorevolezza…<br />
- Tant’è che oggi l’opposizione sulla vergogna della spartizione di questi giorni non può credibilmente alzare la voce e non la alza…<br />
- Vedi che c’è poco di nuovo ed è meglio tacere, perchè se parlo, devo dire cose sgradevoli anche al centrosinistra e alla sinistra…Pensa alla finanziaria o alle leggi di spesa, dove si svolge un vergognoso e misero baratto con Paolo Maninchedda, presidente della competente Commissione consiliare, che fà da mediatore fra centro destra e centrosinistra. Altro che compromesso alla luce del sole fra proposte diverse. Do ut des della più bell’acqua! Per amor di patria, meglio star zitti!<br />
- Ma c’è la prospettiva, bisogna pensare al domani…bisogna costruire una nuova opposizione…<br />
- Questo è vero, ma con chi le fai? Con Uras, con Zedda o con Ben Amara? O con Soru, che in Consiglio non viene mai? Meglio lasciar perdere, meglio star zitti. Ecco le ragioni del mio silenzio. Non c’è credibile via d’uscita…<br />
- Ed allora, caro Gavino, qui l’unico coglione sarei io che continuo a credere che  si possa e si debba mettere in campo un punto di vista alternativo al centro destra e al tempo stesso di rinnovamento del centrosinistra…<br />
- Coglione, caro Andrea,  è forse troppo, non è la parola giusta, non sei propriamente un coglione, forse è meglio dire che sei un illuso o, se ti consola, un inguaribile ottimista.</p>
<p>Da www.democraziaoggi.it del 06-11-09.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L'opinione;%20Dialogo%20di%20Pubusa%20sulla%20politica%20regionale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Il Governo impugna le norme sulla Scuola Sarda</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 14:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Paolo Maninchedda (PSD&#8217;AZ), Consigliere e Presidente della Commissione Bilancio &#8211; Regione Sardegna.
La voce girava da tempo. Alcuni fortunati, tra cui io, hanno avuto la fortuna di leggere &#8211; badate bene, attraverso canali ministeriali, perché dall’Amministrazione regionale non è filtrato nulla &#8211; le osservazioni che il Ministero per gli Affari regionali aveva sollevato sulla legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-359" title="Maninchedda-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/10/Maninchedda-URN-Sardinnya-300x246.jpg" alt="Maninchedda-URN Sardinnya" width="210" height="172" />Di Paolo Maninchedda (PSD&#8217;AZ), Consigliere e Presidente della Commissione Bilancio &#8211; Regione Sardegna.</p>
<p>La voce girava da tempo. Alcuni fortunati, tra cui io, hanno avuto la fortuna di leggere &#8211; badate bene, attraverso canali ministeriali, perché dall’Amministrazione regionale non è filtrato nulla &#8211; le osservazioni che il Ministero per gli Affari regionali aveva sollevato sulla legge 3 del 7 agosto 2009, il celeberrimo Collegato. Osservazioni capziose e ridicole, in termini politici e giuridici che la Regione Sardegna farebbe bene a pubblicare.<br />
Tuttavia speravamo che la cosa finissse lì. Invece no. Invece ecco lo zelantissimo Consiglio dei Ministri che impugna parti del Collegato dinanzi alla Corte costituzionale e poi, nel Comunicato stampa, avverte però che l’impugnativa contro la Regione Sardegna è “cautelare”, cioè, traducendo in italiano corrente, è una piccola, garbata e ministeriale minaccia alla Sardegna: se la Regione farà ciò che il governo le chiede, il Governo non andrà dinanzi alla Corte. Una delicatezza davvero commovente.<br />
Una prima valutazione è di tipo politico ed è rivolta al Pdl. Domanda: questo sarebbe un governo che è vostro amico? Chiedete a Soru com’è un vero governo amico. Quando fece approvare la finanziaria con i soldi dal futuro, la Lanzillotta non la impugnò di fronte alla corte, ma lasciò che fosse la Corte dei Conti a sbucciarsi la patata bollente. Quando Soru promulgò la Statutaria scippando il volere del popolo che si era espresso nel referendum, il governo non si sognò minimamente di impugnarla di fronte alla corte. Fu il governo successivo a impugnarla e la Corte, come si sa, la cassò. Quelle complicità mi fecero capire quanto compromessa fosse ormai in Italia la giustizia. Il Centrosinistra, dopo l’esperienza Soru, ha difficoltà a dichiarare di rispecchiarsi toto corde nella Costituzione repubblicana, giacché ha con lui inaugurato la fedeltà intermittente: lo è a seconda del ruolo di maggioranza o di opposizione che esercita. Vedere oggi lo stesso film girato al contrario, e cioè vedere un governo che non ha motivi di impugnare una legge ma lo fa lo stesso per affermare il suo controllo su una regione e sul suo governo, mi conferma nell’idea che la cultura politica italiana è in una drammatica crisi di credibilità. Ma che lo pensi io, è un fatto normale. Ma voi, che fate della perfetta identità del Pdl sardo col Pdl nazionale una vostra bandiera, che cosa ne pensate? Riuscite oppure no a farvi sentire, a non permettere gesti così inutili e dominati solo da protervia ministeriale e governativa? Se vi servono argomenti, eccoveli:<br />
I commi 3 e 4 dell’articolo 9 della legge regionale 3/2009 relativi alla scuola non prevedono alcuna stabilizzazione dei precari della scuola. Prevedono soltanto il loro utilizzo nelle politiche regionali, pagate con soldi regionali e non statali, per l’allungamento del tempo scuola e per la lotta alla dispersione scolastica. Non vi è in queste previsioni alcun conflitto con le competenze dello Stato. Infatti, nelle osservazioni inviate dal Ministero alal Regione, si contesta la violazione del principio della leale collaborazione perché, udite udite!: la regione aveva legiferato dopo la firma dell’Accordo sulla scuola del 31 luglio, senza concordare il dettato della norma col Ministero. Qui siamo al tripudio della prepotenza ministeriale. Mentre la Regione Sardegna fa una legge, senza ovviamente chiedere il permesso al Ministero, che non contrasta con l’Accordo sulla scuola, il Ministero, il lealissimo Ministero, infilava nell’Accordo la clausola per cui a dominare il comitato che avrebbe dovuto gestire 20 milioni di euro di soldi della Sardegna fosse il Ministero stesso, che nominava 4 commissari su sette. A chi vuol dare lezioni di leale collaborazione il ministro Fitto? Ma c’è di più. Il Ministero della Pubblica Istruzione, dopo il 31 luglio, ha firmato con le altre regioni accordi sulla scuola molto più vantaggiosi per quelle regioni di quanto non lo fosse quello per la Sardegna. Pensate forse che il lealissimo ministero abbia richiamato la Regione Sardegna per rimodulare l’Accordo? Manco per sogno; è stato Cappellacci che, dopo aver letto l’accordo firmato dal Ministero con la Regione Lombardia, ha preteso dal Minsitro la revisione dell’Accordo del 31 luglio. Ma c’è di più. Nell’accordo stipulato con la Regione Lombardia, lo Stato italiano riconosce che la mancanza di norme attuative degli articoli 117 e 118 ha acceso un forte contenzioso tra le regioni e lo stato dinanzi alla Corte Costituzionale.  Dopo questa candida ammissione, che cosa fa il Ministro Gelmini, lombarda di origini? Si accorda con la Regione Lombardia per risolvere in sede bilaterale ogni contenzioso e autorizza la regione Lombardia a sperimentare un modello organizzativo del sistema scolastico in deroga alla normativa nazionale vigente. Quindi, compagni e amici del Pdl, il vostro governo con la Lombardia si accorda in deroga alle leggi nazionali, con la Sardegna carica la pistola dei ricorsi dinanzi alla Corte per indurci a fare i suoi voleri.<br />
Ovviamente, i sardisti si dichiarano sin d’ora indisponibili a piegarsi al volere di Fitto.</p>
<p>Da www.sardegnaeliberta.it del 10 ottobre 2009.</p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L'Opinione;%20Maninchedda%20su%20governo%20e%20scuola%20Sarda.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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