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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; storico</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Ricordo di un maestro: Sergio Zaninelli, storico ed economista</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 06:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura di Gianraimondo Farina. La scomparsa di Sergio Zaninelli ha destato in chi come noi lo ha conosciuto, prima da docente, poi da rettore e da guida, tantissime emozioni, lunghe quasi un trentennio. Ed un grande vuoto. E’ innegabile che per noi, ultimo anello di quella nidiata di valenti ricercatori prodotti dall’Istituto di Storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/09/SZ.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19973" title="sz" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/09/SZ.jpg" alt="" width="605" height="465" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>A cura di Gianraimondo Farina.</em></span></p>
<p>La scomparsa di Sergio Zaninelli ha destato in chi come noi lo ha conosciuto, prima da docente, poi da rettore e da guida, tantissime emozioni, lunghe quasi un trentennio. Ed un grande vuoto. E’ innegabile che per noi, ultimo anello di quella nidiata di valenti ricercatori prodotti dall’Istituto di Storia Economica “Mario Romani”, egli fosse il “maestro”, anche se non gradiva tale termine.</p>
<p>E fa piacere ripercorrere quanto accaduto tre anni fa presso la nuova sede bresciana della Cattolica, ove con i suoi più stretti collaboratori ed amici, ci siamo ritrovati assieme a lui per festeggiarne il compimento dei 93 anni. Era il 1 luglio 2022. A fare gli onori di casa il prof. Mario Taccolini, già prorettore dell&#8217;Università Cattolica e discepolo di Zaninelli nella sua lunga attività accademica. Un momento, quindi, &#8220;per tirare le somme&#8221; di una lunghissima carriera universitaria, tutta dedicata alla ricerca ed al servizio. Perché Sergio Zaninelli è stato, innanzitutto, questo: un uomo al servizio, come, tra l&#8217;altro, ha esordito Taccolini, leggendo la famosa lettera del 21 febbraio 1972, con la quale Sergio Zaninelli, essendo in quel periodo docente a Trento, non si sottrae dal dare la sua disponibilità al rettore Giuseppe Lazzati di concretizzare l&#8217;idea di una sede bresciana della Cattolica. Lettera in cui emergeva chiaramente la disponibilità a seguire lo sviluppo di quella sede, sorta cinquant&#8217;anni fa con la facoltà di Matematica.</p>
<p>&#8220;Vi è stata, da subito, un&#8217;esigenza morale di poterci incontrare con il nostro maestro&#8221;- ha chiosato Mario Taccolini -&#8221;per poter ascoltare da lui una grande testimonianza biografica, densa, ricca e pregnante&#8221;. &#8220;In questa biografia&#8221;- ha continuato- &#8220;compaiono tanti nomi ed è a questa storia che noi siamo profondamente ed indissolubilmente legati. La biografia, l&#8217;impegno universitario e di ricerca come storico economico in Cattolica, l&#8217;ufficio studi della CISL. Sono questi, sostanzialmente, i tre minimi comuni denominatori&#8221; entro cui poter inquadrare il maestro. Egli, nato a Milano nel 1939, nel 1955 si laurea in Giurisprudenza all&#8217;Università degli Studi di Milano.</p>
<p>Nel 1959 intraprende la carriera accademica all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dapprima come assistente volontario di Mario Romani nella cattedra di Storia economica, poi come docente di Storia del movimento sindacale, di Storia economica e di Storia dell&#8217;agricoltura. Nel 1970 diventa vincitore di cattedra e, fino al 1975, insegnerà presso l&#8217;Università di Trento. Ritorna, poi, in Università Cattolica, assumendo la direzione dell’Istituto di storia economica e sociale e dell’Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia (dal 1975 al 2005). Dal 1980 al 1983 è prorettore dell&#8217;Ateneo, collaborando a stretto contatto con Lazzati. Nei tre trienni successivi è preside della Facoltà di Economia e Commercio, fondando e dando notevole impulso al corso di laurea serale per lavoratori, un &#8220;unicum&#8221;, per i tempi, in Italia. Dal 1993 entra a far parte del consiglio di amministrazione dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore e nel 1998 viene eletto rettore. Una guida dell&#8217;Ateneo, la sua, nel quadriennio 1998- 2002, tutta dedita a mettere in pratica le indicazioni dei suoi due mentori, Romani e Lazzati, tese a fare della Cattolica un centro culturale vivo diffuso nel Paese. Motivo per cui implementerà con convinzione la creazione in Italia, piuttosto che di facoltà, di centri di cultura dell&#8217;Ateneo milanese, con l&#8217;obbiettivo di formare classi dirigenti locali fortemente motivate.</p>
<p>Le sue numerose pubblicazioni hanno riguardato, in particolare, la storia dei movimenti sindacali, la storia dell&#8217;industria nella prima metà dell&#8217;Ottocento e la storia dell&#8217;agricoltura nell&#8217;età moderna e contemporanea.<br />
Il momento centrale della maturazione umana e scientifica di Zaninelli è rappresentato, senza dubbio, dalla Cattolica e dall&#8217;humus culturale che vi si respirava.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Alla base, poi, come in tutte le grandi storie (e questa lo è), vi è un incontro, quello con Mario Romani, oltreché naturalmente con Giuseppe Lazzati. Zaninelli viene indirizzato a Romani su indicazione dell&#8217;allora direttore amministrativo della Cattolica, Giancarlo Brasca (1920-1979), grande esponente del cattolicesimo militante del secondo dopoguerra. Romani assume Zaninelli come ricercatore presso l&#8217;I.S.A. (Istituto Sociale Ambrosiano). Sono le stesse parole del maestro a delineare meglio questi passaggi: &#8220;Consideratemi come un testimone, uno che ha seguito l&#8217;evoluzione delle cose: l&#8217;ISA, la storia economica e la cultura della CISL&#8221;. E Zaninelli un testimone lo è stato a buon diritto. Fin da quando conobbe Mario Romani, che, come un &#8220;buon padre di famiglia&#8221;, lo seguirà in tutti i suoi passi della carriera, dall&#8217;assistenza volontaria fino alla cattedra universitaria. Mario Romani, a sua volta allievo di Amintore Fanfani, si era dedicato allo studio della storia economica per varie ragioni. Egli è stato veramente un maestro ed un uomo di grande rigore morale e scientifico. E qua Zaninelli sottolinea un passaggio decisivo e delicato allo stesso tempo. &#8220;Mario Romani&#8221; &#8211; ha sottolineato &#8211; &#8220;ha creato la cultura sindacale moderna, cogliendo la situazione di debolezza della cultura politica cattolica&#8221;. È per questo che scrisse tre volumi dettagliatissimi di Storia Economica.</p>
<p>Non solo la Storia Economica, ma la storia generale e la formazione integrale della persona. E questa sua attenzione all’altro ed al mondo dell’istruzione in generale si è potuta vedere nell’ultima sua fatica: la pubblicazione, nel 2016, del libro di scuola per le scuole medie o secondarie di primo grado, in tre volumi, in collaborazione con Claudio Cristiani, “La storia insegna”, per Atlas edizioni. Quasi a testimoniare l’attenta tensione ed attenzione di Zaninelli, una volta finita la sua attività accademica, verso il mondo scolastico e dell’istruzione in generale. Disposto ad accettare ed a confrontarsi con tutte le innovazioni e le metodologie didattiche più importanti. A partire dalla scuola media, il livello d’istruzione più delicato e più soggetto alle riforme di sistema.<br />
L&#8217;altro &#8220;passaggio&#8221; decisivo della formazione scientifica di Zaninelli, sempre indotto dal suo maestro, sarà quello di aver lavorato a mettere ordine all&#8217;archivio ed all&#8217;impianto generale di tutto il Catasto teresiano. Un&#8217;opera, durata tre anni, di metodica ed ordinata catalogazione delle carte di un sistema di esazione particolare, conservate, allora, nei sotterranei dell&#8217;Archivio di Stato del Palazzo di via Senato a Milano, salvate dalla guerra, e riportate alla luce. Lavoro a cui, poi, i discepoli, docenti e ricercatori della scuola di storia economica, attingeranno per dare spazio e centralità alle loro ricerche su un periodo cruciale della storia lombarda, come quello asburgico del XVIII° secolo.<br />
L&#8217;altro nodo fondante della personalità di Zaninelli, sempre alimentata, voluta ed appoggiata da Romani, fu quella sindacale, ossia la formazione nella CISL.<br />
Il vero problema, però, in questo caso, non era la questione sindacale, ma quella di un Paese il cui popolo era formato da una maggioranza in cui i ceti popolari non contavano nulla. Motivo per cui Zaninelli intensificherà la sua attività nell&#8217;ufficio studi al fine d&#8217;implementare la &#8220;terza missione&#8221; cislina, quella di una vera cultura sindacale al servizio dell&#8217;azione. Studio, ricerca, insegnamento ed impegno nel sociale: questo era quello che Zaninelli chiedeva, nonostante le varie resistenze manifestatesi nel mondo sindacale. Per lui diventava importante fare ricerca in archivio ed avere un contatto con la realtà imprenditoriale ed operaia, anche perché il sindacato era ed è formato da persone che “devono decidere” tutti i giorni.<br />
Senza far mancare l&#8217;invito-incitamento del maestro ai suoi allievi, ripreso anche da Taccolini, ad un&#8217;attenta e matura riflessione teologica. Una riflessione che, per Zaninelli, deve portarci a diventare &#8220;uomini che pensano, cristiani credenti e credibili&#8221;. Un testamento spirituale, di vita e di impegno che raccogliamo e facciamo nostro.</p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/09/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Un-ricordo-di-Zaninelli.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Luci ed ombre dello storico dibattito consiliare in fascia tricolore</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 22:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya, Succedono cose strane in Sardegna. Molto strane. Dalla seconda metà di settembre, presso il Consiglio Regionale, è iniziato uno storico dibattito. Il tema? Il disimpegno della Sardegna dallo Stato Italiano. Quello attuale: centralista, dove le Regioni a Statuto Speciale rischiano di essere livellate a quelle ordinarie, sopratutto con l&#8217;avvento del federalismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Cussizzu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2024" title="Cussizzu - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Cussizzu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="350" height="233" /></a>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>Succedono cose strane in Sardegna. Molto strane. Dalla seconda metà di settembre, presso il Consiglio Regionale, è iniziato uno storico dibattito. Il tema? Il disimpegno della Sardegna dallo Stato Italiano. Quello attuale: centralista, dove le Regioni a Statuto Speciale rischiano di essere livellate a quelle ordinarie, sopratutto con l&#8217;avvento del federalismo fiscale promosso dal duo PDL-Lega Nord.<br />
Ci sono alcuni partiti, come i promotori sardisti del dibattito, che parlano di indipendenza, altri di nuova autonomia, altri di federalismo. O tutte le cose assieme.<br />
Lo scopo della discussione consiliare è tanto semplice quanto utile: riscrivere il nostro patto con l&#8217;Italia e riformare le nostre istituzioni, per tutelare meglio la nostra identità e la nostra economia.</p>
<p>Il Partito Sardo d&#8217;Azione ha avuto il merito di aprire questo percorso attraverso una mozione indipendentista. Tuttavia, una volta introdotta, nella relazione dell&#8217;On. Maninchedda si è tramutata in una proposta federalista. Poco male. Considerando la totale immobilità delle nostre istituzioni nel corso del tempo, qualsiasi proposta che ha consentito di portare all&#8217;attenzione di una stampa distratta il tema dell&#8217;autodeterminazione, è un ottimo colpo messo a segno da parte di chi, come tutti noi, ritiene che non il Popolo Italiano, ma quello Sardo, debba essere posto nella centralità dei dibattiti che riguardano il suo futuro.<br />
Il movimento IRS non ha torto dunque quando invita le forze politiche consiliari ad una maggiore coerenza sui termini usati, perché implicitamente invita anche la classe politica Sarda ad uscire dallo storico timore di assumersi delle responsabilità che non dipendano dalle sottane di Roma.<br />
Si tratta di un timore che ovviamente c&#8217;entra ben poco con l&#8217;istituzione autonomistica in sé, in quanto si tratta di comportamenti esistenti dai tempi del Regno d&#8217;Italia, nonostante IRS affermi <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/09/piove-autonomismo-ladro-rileggere-deffenu-nellera-dirs-dei-pastori-sardi-e-della-tirrenia/">il contrario</a>.<br />
IRS piuttosto sbaglia nel generare a sua volta confusione su alcune etichette ideologiche che poco e nulla interessano ai Sardi e tantomeno servono al movimento per raggiungere l&#8217;amministrazione regionale. E&#8217; proprio questo meccanismo che spinge diverse forze politiche di destra e sinistra ad utilizzare il tema della sovranità quasi fosse una moda elettorale. Ed infatti, una discreta dose dei discorsi sentiti nel Consiglio Regionale al riguardo, parevano più “compitini” scritti da ridicoli imbonitori che non coscienziose relazioni sulla necessità di riformare le istituzioni Sarde.<br />
L&#8217;obiettivo è stato comunque raggiunto, sia per opportunismo politico o per sincero interesse di pochi, si è avuto un clima pressoché unanime nel rimarcare la centralità politica del Popolo Sardo di cui facevamo menzione.<br />
Ma siamo di fronte al solito scoglio: come e quando riformare le nostre istituzioni?<br />
Quale processo verrà attivato per conseguire l&#8217;obiettivo di una sovranità capace di trasferire dallo Stato alla nostra comunità diverse competenze?</p>
<p>Nel frattempo, l&#8217;economia continua a crollare, nel solo Nuorese, la Confcommercio informa che in 2 anni ben 613 imprese hanno chiuso i battenti nella più totale indifferenza generale <em>(Fonte: La Nuova, 1-10-2010)</em>; le grandi aziende proseguono nella smobilitazione; il Movimento dei Pastori Sardi occupa i porti a caccia dei carichi di bestiame che inondano il nostro mercato senza un&#8217;adeguata strutturazione dei criteri sulla libera concorrenza, mentre il settore Sardo precipita; ma, ciliegina sulla torta, aumentano gli attacchi agli amministratori Sardi <em>(Fonte: La Nuova, 1-10-2010)</em>, a conferma del clima di malessere sociale diffuso del territorio. Un&#8217;aspetto che purtroppo riapre in noi una serie di interrogativi sui ritardi delle nostre forze politiche (rispetto a quelle italiane) nella capacità di unirsi per far fronte alla mole di problemi che in queste condizioni non possiamo risolvere.<br />
Unità e riforme rimangono dunque parole di attualità ma che necessitano di atti concreti per uscire dai soliti schematismi della retorica politica a cui la Sardegna è drammaticamente rassegnata.<br />
I primi paradossi di questa assenza del nazionalismo politico Sardo li vediamo sempre più spesso nelle piazze: politici e sindacati italiani che manifestano con bandiera e fascia tricolore, senza rendersi conto che proprio quel simbolo è l&#8217;emblema per il quale paghiamo i maggiori ritardi e la nostra subordinazione al centralismo italiano.<br />
Noi vogliamo politici con la fascia dei 4 Mori. Lo Stato deve capire che la Sardegna ha dei diritti ed intende esercitarli, senza piagnistei.<br />
Pensate, in Sicilia il PDL tenta di riciclarsi come “Partito del Popolo Siciliano” nel tentativo di sorvolare l&#8217;autonomismo dell&#8217;MPA di Lombardo, mentre in Sardegna non abbiamo ancora capito il valore ed il peso politico dell&#8217;unità. Le proteste di piazza assumono i contorni della &#8220;meridionalizzazione&#8221;: non si protesta per trovare soluzioni, ma per avere soldi a fondo perduto da sperperare, per poi tornare in futuro alla solita lamentela di una crisi che non è solo ciclica ma strutturale.<br />
Ai nostri timidi, opportunistici ed incoerenti (ma comunque importanti) tentativi di riformare le istituzioni Sarde, si aggiungono vari detrattori, spesso Sardi, a difesa dello status quo.<br />
In larga misura si tratta di personaggi che hanno fatto del clientelismo politico le ragioni del successo della loro carriera. Costoro hanno portato &#8211; non solo la Sardegna &#8211; ma tutta l&#8217;Italia indietro al periodo feudale, nel quale ogni signorotto tutela i suoi interessi di bottega, sfrutta la sua corte di subordinati e consuma le pubbliche ricchezze in una spirale senza ritorno.<br />
Ma il Popolo Sardo? E&#8217; prevalentemente ignaro di ciò che succede, e non solo per un problema di informazione, ma perché i movimenti politici Sardi non hanno mai tutelato e promosso a livello amministrativo la nostra identità ed il nostro sviluppo economico. Essi sono la causa indiretta della pubblica indifferenza.</p>
<p>Dobbiamo andare avanti verso le riforme.</p>
<p><em>Di Corda M. e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Luci%20ed%20ombre%20sul%20dibattito%20regionale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Petizione di interesse storico per la Sardegna</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 11:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, Vi invitiamo a prendere posizione in merito ad una raccolta firme che riguarda la dignità della ricerca storica del nostro passato: E&#8217; ferma intenzione dei firmatari di questo documento pretendere dalle autorità accademiche sarde e dai responsabili delle Soprintendenze archeologiche della Sardegna risposte a queste domande: 1. E&#8217; vero o non è vero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Castelsardo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1495" title="Castelsardo-URN Sardinnya ONLINE" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Castelsardo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="575" height="403" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Vi invitiamo a prendere posizione in merito ad una raccolta firme che riguarda la dignità della ricerca storica del nostro passato:</p>
<p>E&#8217; ferma intenzione dei firmatari di questo documento pretendere dalle autorità accademiche sarde e dai responsabili delle Soprintendenze archeologiche della Sardegna risposte a queste domande:</p>
<p>1. E&#8217; vero o non è vero che in un certo giorno di una trentina di anni fa, fu ritrovato a Villanovafranca un coccio presuntivamente del XIV secolo avanti Cristo che presentava iscrizioni cuneiformi, come tali individuate da un assirologo della fama del prof. Giovanni Pettinato? E se sì, la persona che lo ritrovò e che oggi dirige un importante museo territoriale che ne ha fatto, a chi lo ha mostrato, che notizie ha raccolto su quell&#8217;antico reperto?<br />
2. E&#8217; vero o non è vero che da qualche parte, esiste una navicella nuragica, trovata nei pressi di Teti, la quale presenta evidenti segni di scrittura? E se è vero, quando e dove sono stati pubblicati gli studi che naturalmente devono esser stati pubblicati dagli esperti della Soprintendenza che l&#8217;hanno ritrovata e esaminata?<br />
3. E&#8217; vero o non è vero che un giorno precedente il 5 febbraio 2010, in regione Capichera, fu trovata una ceramica con una “misteriosa scrittura” come riferirì il telegiornale della emittente sarda Videolina? E se sì, che ne è stato della ceramica e che cosa hanno scritto su quella ceramica gli archeologi che per la Soprintendenza hanno fatto gli scavi?<br />
4. E&#8217; vero o non è vero che nei pressi di Pozzomaggiore, in data non precisata è stato ritrovato un coccio di ceramica con evidenti segni di scrittura? E se si, che ne è stato del reperto e che interpretazione ne è stata data dai funzionari dello Stato che dovrebbero averla in custodia?</p>
<p>Questo testo, insieme alle firme ed agli eventuali commenti, sarà presentato quanto prima al Consiglio regionale della Sardegna, al Governo sardo, ai parlamentari eletti in Sardegna, perché facciano proprie queste domande, attraverso interrogazioni, interpellanze, mozioni e quanto altro riterranno più opportuno. Alle firme sotto questo documento saranno aggiunte quelle raccolte su <a href="http://www.causes.com/causes/484988/about">Facebook</a> allo stesso scopo.</p>
<p>Per firmare online: <a href="http://firmiamo.it/ilnostrodirittoasapere">http://firmiamo.it/ilnostrodirittoasapere</a></p>
<p>L&#8217;iniziativa è partita il 17 maggio scorso su impulso del giornalista Gianfranco Pintore ed altri intellettuali Sardi interessati a spezzare il muro di silenzio (<a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/">http://gianfrancopintore.blogspot.com/</a>).</p>
<p>Vi ringraziamo per la partecipazione.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Petizione%20interesse%20storico.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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