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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; racconti</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Presentazione della raccolta di racconti &#8216;Crash&#8217; di Daniela Piras</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 14:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 15 gennaio alle ore 18:30 presso la Biblioteca Comunale di Tissi (via Dante, 3) verrà presentata la raccolta di racconti &#8220;Crash&#8221;, (Marco Del Bucchia editore, www.delbucchia.it) di Daniela Piras, che interverrà per l&#8217;occasione. Introduce Mario Borghi. Ingresso libero. Il libro: &#8220;Tutta colpa della crisi&#8221; si sente dire quando avvengono fatti insoliti o episodi tragicomici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/01/Crash-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13185" title="Crash - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/01/Crash-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="250" height="417" /></a>Venerdì 15 gennaio alle ore 18:30 presso la Biblioteca Comunale di Tissi (via Dante, 3) verrà presentata la raccolta di racconti &#8220;Crash&#8221;, (Marco Del Bucchia editore, <em>www.delbucchia.it</em>) di Daniela Piras, che interverrà per l&#8217;occasione.</p>
<p>Introduce Mario Borghi. Ingresso libero.</p>
<p><em>Il libro:</em></p>
<p>&#8220;Tutta colpa della crisi&#8221; si sente dire quando avvengono fatti insoliti o episodi tragicomici. E in questi anni, in cui la crisi è sempre piú presente, in suo nome si è arrivati a giustificare gesti bizzarri quasi al limite dell&#8217;assurdo. Una sola speranza, la stessa che hanno i protagonisti delle undici storie narrate in questo libro: che finisca al piú presto.</p>
<p><em>L&#8217;autrice:</em></p>
<p>Nata a Sassari (dove si è laureata in scienze della comunicazione e giornalismo), Daniela Piras vive a Tissi. Al suo attivo una raccolta di poesie e racconti (<em>Parole sugli alberi</em>, Roma 2011) e un romanzo (<em>Village</em>, Roma 2013) nonché vari riconoscimenti in ambito letterario.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>I vecchi racconti Sardi del mistero: Nebbia alla Chiesa campestre</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2013 23:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, prosegue il nostro viaggio nei vecchi racconti Sardi del mistero. Ecco il terzo inedito: Da circa tre settimane l&#8217;inverno falcidiava la Sardegna, e tutti si ricorderanno quella mattina del 1899, quando una tetra e impenetrabile nebbia iniziò ad avvolgere le campagne, gli alberi, le bestie e gli ovili che le ospitavano. Gli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/Creja-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8773" title="Creja - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/Creja-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="220" /></a>Cari Lettori, prosegue il nostro viaggio nei vecchi racconti Sardi del mistero. Ecco il terzo inedito:</em></span></p>
<p>Da circa tre settimane l&#8217;inverno falcidiava la Sardegna, e tutti si ricorderanno quella mattina del 1899, quando una tetra e impenetrabile nebbia iniziò ad avvolgere le campagne, gli alberi, le bestie e gli ovili che le ospitavano. Gli uomini preferivano starsene al sicuro, perché attorno al crepitio del fuoco in cui si scaldavano avreste potuto sentire le cupe storie di presagi con cui spiegavano una nebbia tanto soprannaturale. Solo due temerari osarono avventurarsi nell&#8217;ignoto, Frantziscu e Larentu, due pastori che una volta al mese lasciavano l&#8217;ovile per recarsi in paese a scambiare provviste. Uno di loro, Larentu, era un poco di buono, cinque anni prima venne accusato della morte di tre persone durante un furto di bestiame, ma la legge non arrivò a capo di nulla. Frantziscu era il suo compare, abbastanza sveglio da non farsi coinvolgere in qualche brutta impresa di Larentu. E se c&#8217;è qualcos&#8217;altro da dire sul loro conto, vi basti sapere che i due non erano timorati di Dio e di ingenue superstizioni popolari.<br />
<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/A.T.-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8782" title="A.T. - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/A.T.-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="120" height="150" /></a>Nel corso del loro cammino arrivarono vicino ad una vecchia Chiesa campestre, a quel punto Larentu iniziò a ridere raccontando al compare la famosa leggenda dei morti che al tramonto ballano dentro le chiesette di campagna, coinvolgendo i malcapitati nell&#8217;aldilà. Frantziscu fece una risata e propose di fare una sosta di fronte alla Chiesa per bere il vino che custodivano nella taschedda. Senza aggiungere altro, i due si recarono di fronte al vecchio portoncino di legno e iniziarono a passarsi la borraccia di pelle col nettare di Bacco. L&#8217;edificio era chiuso, nessuna anima viva attorno, perché raccoglieva i fedeli solo per le festività religiose della primavera.<br />
<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/Nebbia-URN-Sardinnya.gif"><img class="wp-image-8778 alignright" title="Nebbia - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/Nebbia-URN-Sardinnya.gif" alt="" width="210" height="111" /></a>Ad un tratto un colpo di pietra risuonò nella Chiesa, e la vibrazione fece smuovere la piccola campana che stava sopra le loro teste. I due si incuriosirono e decisero di girare ai lati della Chiesa per capire l&#8217;accaduto&#8230; Terrore! Appena svoltato l&#8217;angolo, sul muro della Chiesa videro un cane! Come un ragno sul muro, camminava sulla parete contro ogni legge di gravità! I due rimasero atterriti, a quel punto il cane si fermò e si voltò verso di loro, pareva un lupo, mostrò i denti, e dagli occhi partiva un denso fumo che si perdeva nella nebbia circostante. Frantziscu si voltò verso il compare e trovò una statua di pietra! Così iniziò a correre e scappò fino al paese, dove raccontò la sua storia. Da allora, tutti quelli che lo incontrarono in vita si fecero il segno della croce.<br />
Un giorno, in punto di morte, capì cos&#8217;era successo. Il demonio aveva steso la sua rete, come un ragno stende la sua tela, e aveva rapito l&#8217;anima di Larentu per i suoi peccati, pietrificandone il corpo. Così disse al prete durante l&#8217;estrema unzione.<br />
E ancora oggi, se non avete la coscienza pulita e passate vicino ad una Chiesa con una statua, forse è meglio se iniziate a correre.</p>
<p><em>Nota: Nel folclore locale, la figura del cane, inclusa quella sulla parete, si ritrova in vari racconti Sardi. Secondo alcuni si tratterebbe del diavolo, secondo altri di anime dannate vaganti fra i vivi.</em></p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><em>Vedere anche:</em></p>
<p>– <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/11/i-vecchi-racconti-sardi-del-mistero-la-donna-del-fiume/" target="_blank">La donna del fiume</a></p>
<p>– <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/12/i-vecchi-racconti-sardi-del-mistero-la-scogliera/" target="_blank">La scogliera</a></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/01/URN-Sardinnya-Sotziedade-Nebbia-alla-Chiesa-campestre.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" /></strong></p>
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<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>I vecchi racconti Sardi del mistero: La scogliera</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Nov 2013 23:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, prosegue il nostro viaggio nei vecchi racconti Sardi del mistero. Ecco un altro inedito: Quando ero giovane lavoravo al mercato, e posso dire di aver conservato tanti bei ricordi di quegli anni. Ogni tanto facevo incontri interessanti, e fra questi mi capitò di conoscere un vecchio con cui nel tempo nacque una solida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/12/1856-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8527" title="1856 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/12/1856-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="207" /></a>Cari Lettori, <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/11/i-vecchi-racconti-sardi-del-mistero-la-donna-del-fiume/" target="_blank">prosegue</a> il nostro viaggio nei vecchi racconti Sardi del mistero. Ecco un altro inedito:</em></span></p>
<p>Quando ero giovane lavoravo al mercato, e posso dire di aver conservato tanti bei ricordi di quegli anni. Ogni tanto facevo incontri interessanti, e fra questi mi capitò di conoscere un vecchio con cui nel tempo nacque una solida amicizia. Era sempre un tipo allegro, eppure una sera d&#8217;autunno lo incontrai alquanto agitato. Gli chiesi se gli era accaduto qualcosa e mi disse che ricorreva l&#8217;anniversario di una brutta storia, senza aggiungere altro. Dopo alcuni tentativi lo convinsi a passare a casa per bere qualcosa di caldo. Fu solo allora che si decise a vuotare il sacco, e credetemi, è una storia che vale la pena di sentire.<br />
Non sto a raccontarvi tutti i dettagli, pare che i fatti siano successi attorno al 1941. Al periodo frequentava una ragazza giù nel Sulcis, e quella sera si trovavano insieme ad una festa. Dopo essersi allontanati dal gruppo decisero di fare una passeggiata fino alla scogliera. Era facile riconoscere la zona perché avreste potuto vedere degli alberi piegati dal vento sul lato del mare, e vicino alla meta si trovava una piccola area pianeggiante su cui sorgeva una vecchia casa abbandonata. Non so se esista ancora, era una costruzione semplice fatta di pietra e di legna, ma dalle solide pareti. Il tetto era crollato da chissà quando, e l&#8217;aspetto esteriore, anche se trasandato, suggeriva che aveva passato tempi migliori. Quando arrivarono sul posto la calma regnava sovrana, e gli unici rumori che avreste potuto sentire erano gli scricchiolii delle vecchie imposte di legno esposte alla brezza, e l&#8217;infrangersi delle onde del mare a ridosso della profonda scogliera. La ragazza pensò che forse la passeggiata non meritava tutto quel freddo e cercò riparo dal vento su un lato della casa, mentre lui proseguì un attimo verso il bordo del precipizio. In fin dei conti la camminata imponeva la visione di uno splendido panorama bagnato dalla livida luce della luna. So che non ci crederete, ma fu proprio allora che si sentì afferrare ad una caviglia! Niente alla sua vista giustificava quella presa così decisa, e grande fu il terrore non appena quell&#8217;invisibile presenza cercò di trascinarlo verso l&#8217;abisso! In quegli istanti la ragazza sentì solo un tonfo accompagnato a delle urla, e non appena si scorse alla vista del suo amato lo vide a terra, mentre il suo corpo avanzava verso il vuoto, come se qualcuno o qualcosa lo stesse tirando! Lei rimase paralizzata dal terrore, mentre lui divincolandosi riuscì a liberarsi da quella nefasta presenza! Corsero via con una energia che non avevano mai creduto di possedere, ed appena rincasati dagli amici non dissero nulla della terribile esperienza appena vissuta.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Da quella sera non tornarono mai più in quel posto, e nel corso degli anni il mistero che continuava ad accompagnare quell&#8217;evento causò la fine del loro rapporto. Il vecchio mi disse che molto tempo dopo aveva svolto delle indagini su quel posto, e scoprì persino l&#8217;identità dei vecchi inquilini della casa sulla scogliera: pare abbiano vissuto lì fino al 1856, anno in cui avvenne una tragedia. Sembra che il figlio della coppia fosse un giovane soldato che aveva perso la vita nella battaglia della Cernaia, una fase della guerra di Crimea a cui partecipò il Regno di Sardegna. Neppure un anno dopo, la madre, colta da delirio per la morte del figlio, uccise il marito e poi si suicidò lanciandosi dalla scogliera.<br />
Non credo molto alle storie di spiriti che gridano vendetta, ma da allora si dice che siano morte altre persone in quel luogo, fra cui un bambino col suo cane. E questo è tutto.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/07/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-La-scogliera.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>I vecchi racconti Sardi del mistero: La donna del fiume</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Nov 2013 17:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Persino durante il boom economico italiano, la Sardegna continuava ad ospitare ampie sacche di povertà. A pagarne il prezzo furono tanti piccoli paesi abbandonati alle proprie possibilità, dove non esisteva neppure una strada asfaltata, e ancora meno una diffusa presenza di apparecchi per l&#8217;intrattenimento, come la TV o il giradischi. Era in questo contesto sociale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/11/Panas-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8509" title="SONY DSC" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/11/Panas-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Persino durante il boom economico italiano, la Sardegna continuava ad ospitare ampie sacche di povertà. A pagarne il prezzo furono tanti piccoli paesi abbandonati alle proprie possibilità, dove non esisteva neppure una strada asfaltata, e ancora meno una diffusa presenza di apparecchi per l&#8217;intrattenimento, come la TV o il giradischi. Era in questo contesto sociale rurale, e religioso, che la sera varie famiglie si raccoglievano attorno al fuoco, qualche volta direttamente in strada, con le sedie disposte a cerchio, per tramandare in Sardo favole e storie fantastiche del passato. I più audaci si dichiaravano assolutamente convinti della veridicità di questi brevi racconti, che talvolta avevano un insegnamento morale verso i più giovani, o il semplice scopo di stupire chi ascoltava. Alcuni ricordavano la tradizione esopica, ma la loro varietà fu così estesa che spesso non avevano nulla da invidiare alla migliore letteratura gotica dei secoli scorsi. Alcune di queste storie presentavano personaggi comuni all&#8217;interno di una trama che di volta in volta poteva assumere, come nella migliore formula orale, dei tratti assolutamente inediti. E per non perdere questo emozionante patrimonio culturale, stavolta Sa Natzione vi presenta uno di questi inediti:</em></span></p>
<p>La donna del fiume (o *La pana malvagia).</p>
<p>Non ricordo con esattezza, era una calda estate del 1910, o forse dell&#8217;anno seguente. In un piccolo paesino del nuorese abitavano due giovani fratellini chiamati Pietro e Matteo, dicono che la madre fosse molto devota e per questo diede loro i nomi di due apostoli. Non perdevano occasione per divertirsi, e tutti quelli che li avevano conosciuti li descrivevano come ragazzini chiassosi e pronti ad infilarsi in qualsiasi avventura gli fosse capitata a tiro. Ogni tanto in paese lanciavano delle mandorle sulla testa del povero Pasquale, un vecchio ubriacone che passava tutti i pomeriggi nella locanda che c&#8217;era sulla piazzetta, il padre doveva sempre fare i salti mortali per riportarli a casa. E quante risate avreste sentito nel vederli correre dietro alle pecore dello zio!<br />
Una notte decisero di fare una bravata e uscirono da casa di nascosto, l&#8217;idea era quella di andare a giocare al fiume, che distava appena un chilometro dal vigneto dove lavorava il padre. Si percorreva un lungo viale ai cui lati c&#8217;erano degli uliveti, poi si proseguiva lungo un tratto pianeggiante dove c&#8217;erano diversi alberi finché una discesa portava direttamente al fiume. Poco prima della discesa c&#8217;era un crocefisso di legno, indicava ai passanti che erano quasi arrivati alla meta. Il tragitto era molto tranquillo, con un silenzio che ogni tanto veniva interrotto dal canto dei grilli ed una luna che illuminava la maestosità della campagna.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Pietro si divertiva a lanciare qualche mandorla sulla testa del fratello mentre Matteo gliela rilanciava contro. Giunti in prossimità del fiume, l&#8217;allegria e il vociare dei fratellini venne interrotta da una sorpresa. C&#8217;era una signora sulla riva! Non erano ancora molto vicini, ma erano abbastanza arzilli da chiedersi che cosa ci facesse una donna a quell&#8217;ora in quel posto. Questa dava loro le spalle, era in ginocchio e aveva uno scialle sulla testa. Anche se non potevano vederla di fronte, si capiva che stava lavando un panno nell&#8217;acqua. Ben presto i dubbi vennero superati dalla goliardia di Pietro che lanciò una mandorla verso la donna. Pietro fu sicuro di averla colpita, ma questa non si mosse, quasi non si fosse accorta di loro, essendo così impegnata nel suo compito. Dopo un po presero a gridargli contro in tono scherzoso, ma anche stavolta la donna non reagì in alcun modo. A quel punto decisero di avvicinarsi, Pietro si mise direttamente al suo fianco, a ridosso dell&#8217;acqua poteva vedere la luna che rifletteva la sua immagine, tranne quella di Matteo che era rimasto poco dietro, ma&#8230;terrore! La donna invece non rifletteva alcuna immagine sull&#8217;acqua! Pietro era ancora colto dallo stupore quando questa si voltò improvvisamente verso di lui, le orbite dei suoi occhi erano più oscure della notte e dalla bocca ruggì come un leone! I due fratellini iniziarono a correre con tutto il fiato che avevano in corpo. Con la coda dell&#8217;occhio avvertivano la presenza della donna, li stava inseguendo? Pietro inciampò e cadde, proprio nei pressi del crocefisso. Matteo era più avanti e proseguì la corsa senza mai voltarsi indietro. Giunto a casa allertò i genitori, che confusamente ascoltarono la sua storia, ormai l&#8217;alba era alle porte. Fin dal mattino il padre e diversi uomini del paese andarono a cercare Pietro, e così fecero anche nei giorni seguenti.<br />
Inutile dire che non fu mai più ritrovato.</p>
<p><em>* Panas: Nella mitologia Sarda si tratta degli spiriti di donne morte di parto, e costrette a lavare nei corsi d&#8217;acqua i panni del proprio nascituro.</em></p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/11/URN-Sardinnya-Sotziedade-The-woman-of-the-river.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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