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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; cisl</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Sulcis e crisi ALCOA: ne parliamo con Mureddu (CISL) dopo incontro col Governo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2016 21:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Appena un anno fa sono stato ospite di una trasmissione nella radio del Sulcis in cui ci confrontammo con un consigliere regionale di SEL in merito alla crisi dell&#8217;ALCOA, multinazionale dell&#8217;alluminio. La mia tesi era che la Regione stesse cercando di guadagnare tempo, sfruttando gli operai lungo una vertenza infinita e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/Manifestanti-ALCOA-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13934" title="Manifestanti ALCOA - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/Manifestanti-ALCOA-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="493" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Appena un anno fa sono stato ospite di una trasmissione nella radio del Sulcis in cui ci confrontammo con un consigliere regionale di SEL in merito alla crisi dell&#8217;ALCOA, multinazionale dell&#8217;alluminio. La mia tesi era che la Regione stesse cercando di guadagnare tempo, sfruttando gli operai lungo una vertenza infinita e con poche prospettive di rilancio della produzione. Temo di non essermi sbagliato. Allo stesso tempo, tuttavia, dobbiamo rifuggire l&#8217;idea che l&#8217;isola possa reggersi sul solo turismo, senza trovare un punto di equilibrio tra il passato di una “Rinascita” che impose un&#8217;industria pesante poco competitiva, ed un ecologismo esasperato che oggi rischia di condurci verso l&#8217;immobilismo. Un&#8217;autentica transizione economica richiederebbe un radicale approccio liberale, senza fasulle zone franche o improbabili ricette agricole. Parliamo della situazione attuale con Manolo Mureddu (delegato FSM-CISL per l&#8217;azienda).</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Cos&#8217;è la superinterrompibilità chiesta da Alcoa per uscire dallo stallo?</span></p>
<p>La superinterrompibilità è uno strumento che garantisce, per chi ne usufruisce, tariffe energetiche competitive e riequilibrate rispetto a quelle mediamente garantite in ambito europeo. Viene concesso dal governo italiano previa autorizzazione dell&#8217;Unione Europea e riguarda, in particolare, le due principali isole italiane, che in virtù della propria condizione insulare manifestano instabilità per quanto riguarda la gestione della rete energetica. Con la superinterrompibilità, così come per l&#8217;interrompibilità semplice, l&#8217;ente fornitore può interrompere la fornitura di energia elettrica in qualsiasi momento, in particolare in quelli dove si manifestano picchi elevati di consumo per la rete, in cambio di un sostanziale sconto sulle tariffe.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Cosa è emerso dal vostro ultimo incontro col governo a Roma? Solite promesse elettorali?</span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/Manolo-Mureddu-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13936" title="Manolo Mureddu - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/Manolo-Mureddu-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="426" /></a>L&#8217;ultimo incontro a Palazzo Chigi è servito per fare il punto sulla vertenza e capire a che livello sono arrivate le interlocuzioni politiche con il principale acquirente, Glencore, e gli altri potenziali che ultimamente si sono fatti avanti. Un momento delicato che segna l&#8217;avvio della fase finale della vertenza iniziata nel 2009 col Governo Berlusconi e che dal 2012 ha registrato la chiusura dello stabilimento, sotto l&#8217;esecutivo dei tecnici guidato da Mario Monti, notoriamente imposto da Bruxelles. In tutti questi anni il reale problema irrisolto da tutti i governi che si sono succeduti è stato quello dei costi delle tariffe energetiche. Da una parte l&#8217;Europa obbliga l&#8217;Italia (e di conseguenza le aziende energivore operanti nei suoi confini nazionali) a rispettare le regole sulla libera concorrenza, dall&#8217;altra non garantisce pari condizioni di competitività permettendo identiche tariffe energetiche tra tutti i paesi comunitari. Questo significa &#8211; per stabilimenti fortemente energivori come Alcoa &#8211; un insostenibile aggravio dei costi, visto che la prima voce in bilancio, di gran lunga superiore a quella del costo del lavoro, è proprio quella energetica. A proposito di ciò, l&#8217;attuale governo, dopo la doccia fredda dell&#8217;Unione Europea che nel dicembre scorso ha concesso lo strumento della superinterrompibilità per soli 2 anni, rinnovabili di 1 (durata insufficiente per qualsiasi acquirente e per l&#8217;ammortamento dei relativi investimenti), ha elaborato insieme alla Regione Sardegna e al delegato per l&#8217;attuazione del Piano Sulcis, l&#8217;On. Cherchi, una proposta di abbattimento delle tariffe energetiche che permetta, senza ricorrere in alcun modo ad aiuti di Stato e quindi a contributi pubblici, di far fronte ai dieci anni minimi di tariffe riequilibrate richieste da Glencore. Al momento questa proposta è sotto valutazione da parte della multinazionale Svizzera che la riterrebbe ineccepibile dal punto di vista tecnico ma da un altro punto di vista nutrirebbe invece perplessità per quanto riguarda le garanzie politiche e sul fatto che la stessa proposta negli anni mantenga inalterata la propria efficacia. Perché in Italia, come tristemente noto, a differenza delle altre democrazie occidentali: governo che viene, leggi, rapporti e accordi che vengono modificati. Un approccio ingiustificabilmente ideologico quanto irresponsabile che genera una forte incertezza i tutti i potenziali investitori privati che non si sentono garantiti nel medio e lungo periodo. La stessa Alcoa cessa la propria attività in Italia per questo preciso motivo, dopo la clamorosa multa da parte dell&#8217;Unione Europea. Di conseguenza la vera partita, in queste ore, si gioca proprio sul grado di credibilità politica che il governo riuscirà a trasmettere all&#8217;acquirente Glencore (e agli altri potenziali) che si esprimerà in merito alla proposta governativa (definita oramai l&#8217;ultima e immodificabile) entro pochi giorni. Il sindacato metalmeccanico, dopo lunghi periodi nei quali il governo non trovava la quadra nella definizione degli strumenti energetici (e in virtù di ciò perseguiva la strada dei continui rinvii onde evitare una risposta negativa da parte degli acquirenti e quindi il fallimento della vertenza), pretende una risposta definitiva su questa vicenda che prescinde nella sua estrema complessità dalle competenze specifiche della Regione e dalla dialettica elettorale in ambito amministrativo e quindi decisamente locale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Che differenze ci sono tra il gruppo Eurallumina e Alcoa?</span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />La prima produce allumina, la seconda il prodotto finito, ovvero l&#8217;alluminio. Appartengono entrambe alla filiera dell&#8217;alluminio ma sono o possono essere indipendenti l&#8217;una dall&#8217;altra. E&#8217; sostanziale anche la differenza nelle problematiche che hanno portato, in entrambi gli stabilimenti, alla fermata degli impianti. Eurallumina ha una proprietà che non ha mai abbandonato Portovesme e che ancora oggi vuole investire il proprio denaro sulla base di un preciso piano industriale che ha avuto ultimamente un rallentamento a causa della burocrazia e dell&#8217;estremismo di alcuni isolati ambientalisti che supportati a più livelli hanno tentato in tutti i modi di ingenerare un clima di diffidenza e opposizione al riavvio dello stabilimento. Ex Alcoa, come detto in precedenza, non ha una proprietà e aspetta di essere rilevata.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Qual è la situazione degli ammortizzatori sociali?</span></p>
<p>La situazione, complessivamente, vede circa 50 lavoratori dell&#8217;indotto che hanno già perso l&#8217;ammortizzatore sociale in mobilità, ai quali a dicembre se ne aggiungeranno (tra lavoratori diretti e indiretti) ulteriori 250. Una condizione difficile che potrà trovare soluzione esclusivamente con l&#8217;acquisizione dello stabilimento e il riavvio dello stesso. Vista anche l&#8217;assenza totale, in ogni ambito, di alternative occupazionali nel territorio. In questo contesto, sindacalmente, abbiamo avviato delle continue interlocuzioni con l&#8217;assessorato regionale al lavoro per promuovere politiche attive per il lavoro che possano da una parte garantire una minima copertura economica ai lavoratori, e dall&#8217;altra una riqualificazione degli stessi per, eventualmente, renderli competitivi rispetto a qualsiasi nuova opportunità di ricollocazione lavorativa. Ovviamente, anche in questo caso, il problema è quello delle risorse economiche nonché nella nuova normativa insita nel jobs act che non permette l&#8217;avvio di progetti di questo tipo se non collegati a reali opportunità di sviluppo economico-lavorativo che nel nostro territorio, purtroppo, scarseggiano. Registriamo infine, che in Sardegna, anche rispetto a questa materia, paghiamo un diverso approccio dello Stato centrale che in altri territori deindustrializzati (Mestre, Gela, etc.) ha concesso ulteriori pacchetti di ammortizzatori sociali per far fronte alla grave e straordinaria condizione economico-sociale, mentre da noi prende tempo&#8230;</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Intervista-a-Mureddu-su-Alcoa.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Ferie? Ventimila Sardi in cassa integrazione. CISL riconosce la Nazione Sarda</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2012 22:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, Come di consueto il Portale si prende una pausa estiva. Continuate a seguirci. Ringraziamo e salutiamo gli amici Occitani di Jornalet.com e i Catalani di Nationalia.cat per il loro lavoro. Lo scorso 15 giugno a Cagliari si è tenuto un importante convegno promosso dal Coordinamento regionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/10/Desktop-Sa-Natzione-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="368" height="277" />Cari Lettori,<br />
</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Come di consueto il Portale si prende una pausa estiva. Continuate a seguirci.<br />
Ringraziamo e salutiamo gli amici Occitani di <a href="http://www.jornalet.com/">Jornalet.com</a> e i Catalani di <a href="http://www.nationalia.cat">Nationalia.cat</a> per il loro lavoro.</em></span></p>
<p>Lo scorso 15 giugno a Cagliari si è tenuto un importante convegno promosso dal Coordinamento regionale per il progetto culturale della Conferenza Episcopale Sarda. Uno degli interventi principali sul tema “Etica, finanza e imprese in Sardegna” è stato quello del segretario generale della <a href="http://www.cislsardegna.it/">CISL</a> regionale Mario Medde, che si è orientato sui problemi del territorio e sulle possibili soluzioni.<br />
I numeri esposti dal sindacato sono allarmanti: circa 230.000 i disoccupati nel primo trimestre del 2012, preoccupante anche il calo dell&#8217;occupazione nel settore industriale (meno di ventimila persone nel giro di un anno). A cui vanno sommati anche i 4.000 impiegati in meno nel settore dell&#8217;agricoltura.<br />
Sono invece 14.000 i lavoratori Sardi coperti da ammortizzazioni sociali, mentre altri 7.000 si apprestano a chiedere forme di tutela per l&#8217;autosussistenza. Nella “lista nera” bisogna inoltre considerare le 1.700 aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi, a fronte di altre 110.000 persone assistite a vario titolo.</p>
<p>Non c&#8217;è da stupirsi pertanto di un latente sentimento di ribellione sociale che la CISL, assieme alla CGIL e la UIL Sarda (e che la <a href="http://www.confederazionesindacalesarda.it/">CSS</a> del dott. Giacomo Meloni denuncia da tempo), hanno manifestato nelle più recenti proteste di piazza. Gli animi rischiano di infiammarsi, le risposte di circostanza devono cedere il passo alle soluzioni strutturali.<br />
In un contesto simile, la classe politica Sarda non solo non ha ancora saputo offrire quelle politiche attive destinate allo sviluppo del lavoro nel territorio, ma, al contrario, alcune settimane fa si è persino occupata di votare ad un emendamento di salvaguardia delle indennità che ha alimentato quel sano spirito critico popolare di cui ogni democrazia dovrebbe sempre avvalersi. Se i consiglieri regionali avessero compreso che un voto a tutela dei propri stipendi sarebbe stata una materia da trattare in una seduta consiliare più trasparente e maggiormente dibattuta, forse avrebbero avuto anche la sensibilità di ascoltare le buone proposte che da qualche anno a questa parte le forze sindacali Sarde stanno portando avanti. In particolar modo, la CISL Sardegna oggi segue lo storico esempio della Confederazione Sindacale Sarda e, per bocca della relazione di Mario Medde, il sindacato ha riconosciuto la Nazione Sarda e l&#8217;utilità di dare una sfera giuridica a questa specificità come elemento entro il quale spostare tutte le principali vertenze dell&#8217;isola. La “questione Sarda” dunque è una questione di sovranità della Nazione Sarda e non può essere ricollocata nella sola dialettica politica della “destra” contro la “sinistra”.<br />
Secondo Medde, la spinta nazionalitaria del Popolo Sardo dovrà incardinarsi su alcuni aspetti fondamentali se vorrà dare risposte organiche per uscire dallo stato di crisi: sarà opportuno rivedere il rapporto dei poteri fra Stato e Regione, si tratta di un processo politico che dovrà risolvere il contenzioso sullo status di insularità dell&#8217;isola, per dare garanzia certa al diritto costituzionale della mobilità di merci e persone. Bisognerà inoltre fornire la Regione di una propria autonomia finanziaria (a condizione che lo Stato onori i suoi debiti); bisognerà poi rivedere il Patto di Stabilità che impedisce a varie amministrazioni locali di liberare liquidità per lo sviluppo; ancora, bisognerà obbligare lo Stato alla compartecipazione sulle opere di bonifica dei siti industriali dismessi e, infine, l&#8217;isola dovrà colmare il suo divario infrastrutturale, condizione necessaria per creare un ambiente idoneo al consolidamento di vecchie e nuove realtà occupazionali.</p>
<p>Secondo la CISL regionale, che si allinea dunque alla concettualità classica di tutto l&#8217;indipendentismo Sardo, tutto ciò dovrà procedere di pari passo al formale riconoscimento della soggettività del Popolo Sardo in quanto Nazione (contrassegnata da lingua, codici e valori territoriali comuni). Nazione da cui dovrebbe derivare la titolarità giuridica delle rivendicazioni politiche.</p>
<p>Sono parole pesanti, che ormai sconfinano ampiamente oltre i confini dell&#8217;indipendentismo e contagiano, con puro buonsenso, anche quelle forze sociali che nel territorio, prima che la stessa politica, si rendono conto del disagio socio-economico vissuto da centinaia di migliaia di Sardi.</p>
<p>La CISL ricorda inoltre che, parallelamente a quanto esposto, sarà opportuno migliorare l&#8217;efficienza amministrativa delle nostre istituzioni regionali. Non vi è dunque solo una protesta contro il centralismo o la manifestazione del diritto di un Popolo ad esercitare e proiettare la propria soggettività politica nel mondo, ma vi è anche l&#8217;assunzione di responsabilità nell&#8217;affermare che non si possono scaricare sempre e solo verso l&#8217;esterno delle mancanze che hanno origini anche in casa nostra.</p>
<p>Riformare la Regione ed i suoi rapporti con lo Stato costituiscono la base delle riforme da portare avanti. Le forze riformiste, già emerse in occasione del <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/05/risultati-referendum-2012-lettera-al-pres-della-commissione-regionale-autonomia-maninchedda/">voto</a> referendario di mezzo milione di Sardi che hanno votato si ad una Costituente per riscrivere lo Statuto Autonomo Regionale, dovranno battersi per mettere in minoranza le forze della conservazione, le quali vorrebbero ridurre ogni singola vertenza della Sardegna ad una sterile disputa interna a questa o quella maggioranza politica al governo dell&#8217;amministrazione territoriale.</p>
<p>Mentre oggi parte il semestre di presidenza UE della Repubblica di Cipro (isola di quasi 800.000 abitanti), in Sardegna dobbiamo guardarci dal rischio di fare la fine della “Corazzata Roma”, il fiore all&#8217;occhiello della Regia Marina affondato dagli ex alleati dell&#8217;Italia durante il secondo conflitto mondiale, e i cui resti sono stati recentemente rinvenuti nei fondali del Golfo dell&#8217;Asinara. Perché questa metafora? Perché a nulla vale fare sfoggio delle proprie qualità quando, al posto di contare sulla propria dignità e sulle proprie forze, ci si rivolge ai falsi amici che ci voltano sempre le spalle.<br />
E&#8217; tempo di autogoverno.</p>
<p>- La relazione della CISL Sardegna – Mario Medde, 15-06-12: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/06/CISL-Sardegna-15-06-12-URN-Sardinnya.pdf">PDF</a></p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/07/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Estate-2012-CISL-riconosce-Nazione-Sarda.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong><img class="aligncenter" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />U.R.N Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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