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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; urn</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Da Oristano a Ghilarza: tramonto e alba dell&#8217;indipendentismo Sardo – Pt. 2</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 22:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo, a quasi 7 anni di distanza, U.R.N. Sardinnya non è più il solo organismo indipendentista a criticare costruttivamente il complesso dei movimenti Sardi.
Lo scorso 25 settembre si sono celebrati due incontri relativi al mondo dell&#8217;indipendentismo Sardo: uno ad Oristano, tra i leader indipendentisti, ed uno a Ghilarza, tra membri e liberi simpatizzanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/Su-asu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3384" title="Su asu - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/Su-asu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="335" height="228" /></a>Ci siamo, a quasi 7 anni di distanza, U.R.N. Sardinnya non è più il solo organismo indipendentista a criticare costruttivamente il complesso dei movimenti Sardi.<br />
Lo scorso 25 settembre si sono celebrati due incontri relativi al mondo dell&#8217;indipendentismo Sardo: uno ad Oristano, tra i leader indipendentisti, ed uno a Ghilarza, tra membri e liberi simpatizzanti di alcuni movimenti Sardi.<br />
Ricordiamo, la proposta di convergenza nazionale fu proposta nei mesi scorsi da A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, ma possiamo ricondurre a due documenti le tendenze relative alla necessità di superare l&#8217;attuale frammentazione di questo ambito politico.<br />
Il primo riguarda certamente l&#8217;analisi fornita da Frantziscu Sanna del ProgReS sui possibili scenari da attuare (<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/F.%20Sanna%20sulla%20frammentazione%20indipendentista.pdf">PDF</a>), mentre il secondo riguarda le osservazioni emerse dall&#8217;incontro di Ghilarza da parte di Giovanni Fara, principale animatore di un malcontento della base indipendentista nei confronti dello stallo politico dei movimenti Sardi (<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Fara%20-%20Considerazioni%20sull%E2%80%99incontro%20di%20Ghilarza%20del%2025-09-11.pdf">PDF</a>).<br />
Prima di passare ai giudizi su quanto emerso non a Ghilarza ma ad Oristano, bisogna intanto integrare alcuni punti delle osservazioni poste da F. Sanna (peraltro presente a Ghilarza):</p>
<p>1) In Sardegna, tra coloro i quali hanno parlato di “Partito dei Sardi” o “Partito Nazionale Sardo” (come ad es. U.R.N. Sardinnya, Fortza Paris, Riformatori e Sardegna e Libertà del PSD&#8217;AZ) non vi era affatto l&#8217;idea di costituire un partito unico ma la semplice volontà di ridurre la frammentazione politica, cioè razionalizzare il numero dei movimenti Sardi, passando ad esempio da 11 sigle a massimo 2 o 3. Senza escludere l&#8217;ipotesi di alleanze con partiti italiani.<br />
2) Continua a mancare un riferimento preciso all&#8217;interlocuzione con la variegata area del sardismo e al superamento di sterili polemiche nei confronti del Partito Sardo d&#8217;Azione e dei suoi eredi.<br />
3) L&#8217;idea di costituire una federazione politica di movimenti Sardi, che da tempo noi definiamo con la nostra sigla associativa (U.R.N. &#8211; Unione per la Responsabilità Natzionale) è inficiata alla base dalla presenza di sigle maggiormente ascrivibili ad un orientamento social-progressista piuttosto che ad uno conservatore e/o liberaldemocratico, circostanza che mina la possibilità di creare un vero pluralismo nell&#8217;offerta politica di tali movimenti.<br />
4) I movimenti indipendentisti Sardi, a differenza di quelli sardisti e soprattutto del bipartitismo italiano, non hanno alcun voto strutturato nel territorio ma, fatte salve rare eccezioni, raccolgono con i pochi mezzi a disposizione un semplice voto di opinione, variabile a seconda della tipologia di tornata elettorale che lo consente (Regionali/Amministrative). A riprova della totale assenza di radicamento indipendentista nella società Sarda, a sua volta determinata da fattori storici e culturali.<br />
5) Manca un&#8217;approfondita analisi delle “regole del gioco”, ovvero della legge elettorale. Ed eventualmente un obiettivo politico che miri a riformare il tema portandolo al centro dell&#8217;attenzione politica. Non si può pensare di risolvere il problema della frammentazione indipendentista senza considerare l&#8217;ambiente nel quale queste divisioni si muovono.<br />
6) Manca la considerazione di una sinergia indipendentista con le forze sociali ed economiche del territorio: sindacati ed associazioni di categoria.<br />
7) Dopo decenni di anti-autonomismo, solo nel 2011 nell&#8217;indipendentismo <em>tout court</em> ci si rende conto della necessità di riformare per gradi le istituzioni dell&#8217;isola e di dover contare sull&#8217;apporto di forze che vanno oltre il proprio movimento di riferimento.</p>
<p>Veniamo dunque ad Oristano: quanti e quali di questi temi sono stati trattati? Quale modello di collaborazione si intende portare avanti tra le diverse anime dell&#8217;indipendentismo organizzate e non?<br />
Come previsto, dai leader indipendentisti sono emersi i classici toni di magniloquenza che celano l&#8217;assenza di prospettive nell&#8217;avviare forme ben più coraggiose di convergenza politica che non siano riconducibili alla chiacchiera. Non ha torto Sardigna Natzione quando afferma che la sinergia tra indipendentisti può condurre a sollevare temi che poi vengono puntualmente ripresi dalla politica italiana in Sardegna (pensiamo alla battaglia contro il nucleare), ma dover leggere nelle nota congiunta di SNI, ProgReS, PAR.I.S. e AMPI &#8211; seguita all&#8217;incontro di Oristano &#8211; che si intende coinvolgere nel dibattito<em> “tutte quelle forze ed energie presenti nella società sarda che hanno reale interesse a costruire l’indipendenza”</em>, francamente, denota una posizione che si porta fuori dalla realtà e che serve solo ad aggirare i veri problemi della politica indipendentista.<br />
In Sardegna non esistono forze ed energie interessate all&#8217;indipendenza fuorché gli stessi piccoli movimenti indipendentisti che sono privi di validi supporti nel mondo dell&#8217;economia, della politica e quindi della società Sarda. Sotto questo profilo dunque siamo all&#8217;anno zero.<br />
Non ha torto dunque il movimento IRS a valutare una exit strategy rispetto ad un settarismo che tuttavia proprio IRS (assieme agli attuali dirigenti del ProgReS) per diversi anni ha contribuito a creare. L&#8217;indipendentismo del 2011, a prescindere dalla strategia sardista di alleanze con partiti italiani, non è ancora nella posizione per potersi opporre al bipolarismo italiano, men che meno senza neppure occuparsi della legge elettorale. La stessa IRS che l&#8217;ha compreso non si trova in una solida posizione negoziale al punto da far ritenere che possa fare meglio del Partito Sardo d&#8217;Azione.<br />
Le ultime elezioni di Cagliari hanno dimostrato, se mai ve ne fosse bisogno, che l&#8217;unità o la collaborazione a prescindere non bastano. L&#8217;indipendentismo deve guardare oltre l&#8217;indipendentismo, ma deve anche rendersi conto dei propri limiti organizzativi e dell&#8217;ambiente nel quale opera.</p>
<p>Bisogna pertanto avere il coraggio di guardare oltre a delle sigle politiche la cui sola presenza non è più sinonimo di garanzia e pluralismo ma un forte ostacolo all&#8217;adozione di una piattaforma politica capace di influenzare le grandi riforme istituzionali.<br />
L&#8217;indipendentismo Sardo deve decidere se vuole continuare a ricoprire un ruolo di voce extra-amministrativa oppure se vuole ritagliarsi una seria capacità di governo, con tutto ciò che implica in termini di alleanze, contenuti e razionalizzazione delle attuali sigle politiche. In buona sostanza: è tempo di decidere se l&#8217;indipendentismo vuole solo fare da “ditta” per evitare gli sfratti dei pignorati di Equitalia o se vuole partecipare all&#8217;amministrazione dell&#8217;isola per evitare che le vessazioni al territorio continuino indisturbate.<br />
Per avviare un concreto indipendentismo moderno e rottamare movimenti che affondano ancora le loro radici nella mentalità della guerra fredda e nella cultura dello statalismo italiano, servono una serie di misure che possono apparire alquanto impopolari ma che sono necessarie per ristrutturare l&#8217;azione del nazionalismo Sardo:</p>
<p>1) La fusione in un unico soggetto delle sigle indipendentiste le cui politiche includono misure di natura progressista e socialdemocratica, in maggioranza rispetto alle componenti post-marxiste ed alle minoritarie componenti liberali. Senza evitare nel territorio la collaborazione con queste ultime, a seconda dei temi.<br />
2) La rimozione della tara ideologica portata avanti per decenni e determinata da antisardismi ed antiautonomismi strategicamente fallimentari, nonché la completa possibilità di adesione a coalizioni programmatiche con partiti italiani.<br />
3) Comprendere che non esisterà alcuna “convergenza nazionale” fintanto che l&#8217;indipendentismo non si aprirà alle componenti dell&#8217;autonomismo Sardo ed alle componenti sociali, politiche ed economiche (anche non necessariamente progressiste ma liberali) del tessuto isolano. Solo allora vi sarà convergenza di vedute e si potrà realizzare una politica di Responsabilità Natzionale per tutelare al meglio gli interessi della Sardegna.<br />
4) Comprendere che non vi saranno mai seri collanti programmatici se non si identificherà, ad esempio nella Lingua Sarda e nella fiscalità, il perimetro entro il quale far partire la rivendicazione politica di una minoranza nazionale che intende conquistarsi il diritto alla sovranità.</p>
<p>Dobbiamo fare ordine, è ridicolo che un indipendentismo che ha lavorato per frammentarsi ora riconosca di esserlo.<br />
Da Oristano ne è venuto fuori un solo messaggio politico: la volontà di allearsi nel territorio su determinate tematiche ma di proseguire per vie diverse a seconda della tornata elettorale.<br />
Il tutto condotto con un metodo esclusivamente autoreferenziale e tendente ad evitare le voci interne di dissenso.<br />
Si tratta di una posizione fondamentalmente inutile, lesiva e che continuerà a tenere l&#8217;indipendentismo lontano dall&#8217;amministrazione del territorio. Sia perché non vi è alcun senso logico nel continuare a parcellizzare le già esigue risorse in periodo elettorale, sia perché tali forze non offrono alcun reale pluralismo nei loro programmi politici.<br />
Nella maggior parte dei casi questi movimenti hanno contenuti pressoché identici e non sono neppure capaci di integrare la politica sardista che da anni occupa alcuni ruoli in seno alle istituzioni regionali.<br />
Il risultato finale di questa mediocre linea esposta dai leader indipendentisti conduce nella stessa medesima direzione nella quale ci troviamo oggi, vale a dire verso nessun risultato pratico.<br />
La Sardegna non ha più bisogno di un indipendentismo capace solo di fare fumo e poco arrosto. A tale proposito nel futuro di questo ambito politico vediamo le primarie come strumento democratico per la nomina dei dirigenti.</p>
<p>I vari Sabino, Cumpostu, Sale, ecc, devono uscire dalla teoria, scrollarsi di dosso il peso di dover condurre una nazione (del quale si sono autoincensati) e telefonare a tutti i principali leader sardisti e dei partiti italiani nell&#8217;isola per iniziare ad avviare una serie di dibattiti sui problemi vitali che interessano la cultura, le istituzioni e l&#8217;economia Sarda. Solo in questa maniera si riuscirà a costruire una politica più responsabile nel territorio e che possa inglobare anche quelle personalità radicate nelle nostre comunità locali capaci di offrire una dote di voti verso un progetto indipendentista meno frammentato e meno confusionario del presente. Perché la credibilità non riguarda solo il favore dell&#8217;elettorato ma anche quello della Pubblica Opinione isolana nel suo complesso, e pertanto anche la possibilità di attirare candidati politicamente spendibili e maggiormente propensi al dialogo piuttosto che all&#8217;attacco verbale.<br />
La sinergia con il sardismo è necessaria, ma bisogna altresì comprenderne le dinamiche e la dispersione che riguarda anche questo ambiente politico. Ad esempio oggi da un lato abbiamo i Riformatori Sardi che inseguono in solitaria una vaga idea di “Partito dei Sardi”; abbiamo un Paolo Maninchedda del PSD&#8217;AZ che, in linea con la tradizione Popolare da cui proviene, cerca nel proporzionalismo e nell&#8217;intermediazione con SEL (Sinistra, Ecologia e Libertà Sardegna) un potenziale alleato con cui scalare l&#8217;azionista di maggioranza del centrosinistra rappresentato da Renato Soru presso il PD. Ed abbiamo persino una Fortza Paris che ha la capacità di guardare oltre il bipartitismo per allearsi potenzialmente con un centro di matrice democristiana, come annunciato nella <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/09/onida-e-il-sardismo-ai-saldi-di-fine-stagione-il-lato-oscuro-dellautonomismo-sardo/">prima parte</a> di questo intervento, augurandoci che il movimento non abbandoni mai la sua linea e che, pur alleandosi, tenga fede al proposito di non fondersi nuovamente con un qualsivoglia partito italiano, anche del centro.</p>
<p>La Sardegna non può essere lasciata nelle mani di forze immature e centraliste che non si occupano dello sviluppo dell&#8217;isola. Si tratta di forze supine a Roma che, senza successo, intendevano ridurre il numero dei consiglieri regionali piuttosto che gli stipendi, e senza considerare una nuova legge elettorale che dia dignità alla democrazia Sarda. Ad esempio Malta è estesa per 316 Km quadrati, ha 410.000 abitanti e ha un parlamento di 65 deputati, mentre elegge 5 eurodeputati.<br />
Per darvi una misura della situazione: non possiamo lasciare l&#8217;isola nelle mani di forze che, senza essere integrate dai contenuti del nazionalismo Sardo, preferiscono promuovere turisticamente il golf piuttosto che l&#8217;ingente patrimonio archeo-ambientalistico dell&#8217;isola. Uno dei maggiori del Mediterraneo. Non possiamo lasciare l&#8217;isola nella mani di poteri la cui scuola italiana ha completamente cancellato la Sardegna dalla formazione dei nostri giovani, il nostro futuro.</p>
<p>Oggi bisogna capire se l&#8217;alba di Ghilarza diventerà uno stimolo per evitare il tramonto della riunione oristanese.</p>
<p>Torneremo sul tema, grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/2011/09/onida-e-il-sardismo-ai-saldi-di-fine-stagione-il-lato-oscuro-dellautonomismo-sardo/">Vedi Parte 1</a></p>
<p><em>Di Corda M. e Bomboi A.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Il%20lato%20oscuro%20dell%27indipendentismo.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<item>
		<title>Acqua calda o contenuti? Il ProgReS cambia passo ed assomiglia sempre più agli ideali di U.R.N.</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/09/acqua-calda-o-contenuti-il-progres-cambia-passo-ed-assomiglia-sempre-piu-agli-ideali-di-u-r-n/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Roberto Melis, dip. Ministero della Difesa e co-fondatore di U.R.N. Sardinnya.
“La perseveranza serve più della violenza: molte cose che non possono essere superate tutte assieme lo sono se prese poco a poco”. Plutarco (46 – 127 D.C.)
Afferma oggi il comunicato del ProgReS dalle parole di Salvatore Acampora, neo-dirigente del movimento:
“Fino a poco più di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/IRS-eris-et-oje-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3301" title="IRS eris et oje - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/IRS-eris-et-oje-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="350" height="308" /></a>Di Roberto Melis, dip. Ministero della Difesa e co-fondatore di U.R.N. Sardinnya.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>“La perseveranza serve più della violenza: molte cose che non possono essere superate tutte assieme lo sono se prese poco a poco”.</em></span> Plutarco (46 – 127 D.C.)</p>
<p>Afferma oggi il comunicato del ProgReS dalle <a href="http://www.progeturepublica.net/contributi/cambio-di-passo/">parole</a> di Salvatore Acampora, neo-dirigente del movimento:</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">“Fino a poco più di un decennio fa per alcuni sarebbe stato un miraggio, o forse un’imprecazione, eleggere un segretario politico di un partito indipendentista che di cognome facesse Acampora. Per di più di padre napoletano e per giunta carabiniere. Insomma l’emblema e lo stereotipo dell’invasore o del colonizzatore, una sorta di spia ben confezionata. […] Ciò anche grazie alle elaborazioni di coloro che allora erano dei ragazzi e che oggi sono degli intellettuali apprezzati: insieme ci hanno dimostrato che un indipendentismo nonviolento, non-nazionalista, non-sardista ma soprattutto progettuale può esistere.<br />
[…] Oggi esiste un indipendentismo diverso, un indipendentismo che considera la sardità un sentimento e non una questione di sangue. Un indipendentismo maturo che non insulta, ma che costruisce e che sa confrontarsi e dialogare non solo con la società civile ma anche con tutte le forze politiche. Un indipendentismo senza steccati che si confronta sì con tutte le forze indipendentiste ma che sa anche dialogare anche con le altre forze politiche sovraniste e non.<br />
[…] Io ritengo di avere una sorta di doppia nazionalità, quella sarda e quella italiana e ad entrambe sono profondamente legato”.</span></em></p>
<p>Recitava il manifesto introduttivo del nostro prototipo politico “<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN%20Area%20Progressisti.html">Progressisti</a>” nel 2005:</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">“Progressisti non è un soggetto nazionalista, prende atto della realtà corrente e delle scelte sociali e politiche della popolazione di qualsivoglia professione sita sul nostro territorio e si prepone di restaurare le basi portanti della coesione sociale e territoriale, reinstallando progressivamente i valori basici della nazione Sarda.<br />
Progressisti rappresenta anche la nostra componente italiana di popolazione ed ha interesse a sviluppare l&#8217;economia del suo territorio per tutti i nostri concittadini, onde costituire una cornice di unione popolare basata sul benessere sociale.<br />
Non ci può essere sviluppo se non si rappresenta tutti, non ci può essere coesione se non si sviluppa l&#8217;economia e di conseguenza la cultura.<br />
[…] Quì non si tratta più di rappresentare politicamente &#8220;i Sardi in antitesi agli Italiani&#8221;, i livelli di commistione tra le due culture hanno raggiunto nella popolazione una dinamica inestricabile.<br />
Non è pensabile persistere con modelli che rappresentano unicamente se stessi e non la maggioranza di popolazione sita nel nostro suolo nazionale”.</span></em></p>
<p>U.R.N. Sardinnya fu il primo gruppo indipendentista e liberal-democratico di critica formato anche da militari Sardi, l&#8217;unico spazio allora presente che potesse raccogliere soggetti che in passato per ragioni ideologiche non trovavano alcuna rappresentatività nel quadro dei vecchi movimenti indipendentisti di matrice post-marxista ed anti-sistema.<br />
Tutt&#8217;ora vorremmo capire quale direzione intende portare avanti il ProgReS e quali siano le effettive innovazioni concettuali e stilistiche apportate ad un progetto politico che proprio nei contenuti e nelle riforme sociali ed istituzionali deve poter trovare l&#8217;anello di congiunzione con l&#8217;elettorato sardo.</p>
<p>Bene le aperture sulla lingua, ma chiediamo ai dirigenti del ProgReS:</p>
<p>A che serve parlare di non-sardismo quando nella pratica il ProgReS porta avanti programmi similari al sardismo? Pensiamo ad una idea tutt&#8217;altro che innovativa, europeista e liberale come la “flotta sarda”, che al libero mercato e a delle regole certe (tra cui l&#8217;ipotesi di istituire un antitrust sardo), preferisce una logica di bandiera a spese della finanza pubblica. A che serve (nostro vecchio errore) definirsi “non-nazionalisti” quando il nazionalismo è solo il sentimento di vicinanza alla propria terra? Non esiste solo un vecchio etnonazionalismo di sangue, ma anche un moderno liberalnazionalismo inclusivo e solidale (nel mondo anglosassone definito <em>civic nationalism</em>). A che serve parlare di “non-violenza” se la violenza in Sardegna non ha mai fatto parte della nostra etica, né della nostra cultura politica? A che serve parlare di dialogo quando nei fatti si persiste nel comportarsi come i primi della classe senza dialogare seriamente con terze forze politiche nel merito dei contenuti piuttosto che sulle etichette? A che serve parlare di sovranismo quando fino a poco tempo fa i potenziali interlocutori sardisti sono stati etichettati come “anguille” da una discreta base di militanza e si è persino attaccata la bandiera dei 4 Mori? A che serve contrapporsi al sardismo quando quest&#8217;ultimo ha aperto le porte ad ogni Sardo (o di origini non Sarde) da quasi un secolo? A che serve parlare di innovazione se nei fatti il ProgReS oggi appare come il clone di un ruvido prototipo politico da noi ideato 6 anni or sono solo come stimolo riformatore dell&#8217;indipendentismo Sardo?<br />
Come mai oggi Acampora si dichiara sardo ed italiano (nulla da eccepire al riguardo) ma nel 2010 il principale animatore culturale del ProgReS <a href="http://franciscusedda.splinder.com/post/23272464/in-morte-di-francesco-cossiga">non ha riconosciuto</a> a Francesco Cossiga lo stesso diritto? Cossiga che, ricordiamolo, quando parlò di riscrittura dello Statuto Sardo e riconoscimento della nazionalità fu preso a pesci in faccia dai vari indipendentisti che nel 2011 si sono scoperti “moderati”.</p>
<p>Nel 2006 il movimento IRS dal quale provengono gli attuali intellettuali del ProgReS produceva comunicati in cui i Sardi in divisa venivano definiti “mercenari” ed in pubblico proseguivano esibizioni di natura ideologica (<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/01/IRS-ieri-ed-oggi-URN-Sardinnya1.jpg">vedere foto</a>) del tutto avulse dai bisogni primari del territorio.</p>
<p>Siamo lieti che la nostra pressione critica, mese per mese, abbia portato dei piccoli ma fondamentali dettagli innovatori su cui tuttavia rimane ancora molto lavoro da fare. Ma non vorremmo che il prossimo blocco nazionale Sardo, se mai arriverà, facesse dimenticare ai vari leader politici che il nostro gruppo si chiama U.R.N. Sardinnya. Vale a dire <span style="text-decoration: underline;">Unione per la Responsabilità Natzionale</span>.<br />
Se lo ricordino dunque i vari leader indipendentisti di ProgReS, IRS, SNI, ecc: Responsabilità Natzionale non significa protagonismo, significa collaborare affinché la classe politica regionale maturi la consapevolezza della necessità di avviare le grandi riforme istituzionali di cui la Sardegna ed il suo Popolo necessitano. Come la riscrittura dello Statuto Sardo e la relativa difesa e promozione della nostra specificità culturale e territoriale. Un solo movimento non può portare avanti questi temi ed ottenere risultati senza un robusto supporto politico.<br />
Tutto il resto è demagogia. Cerchiamo di superarla. Se il ProgReS metterà da parte i toni paternalistici verso le altre sigle politiche, saremo disponibili a fare la nostra parte.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/URN-Sardinnya-Lopinione-ProgReS-e-URN-Sardinnya.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sulla delibera n.4 del comitato si.nonucle – Uscita di U.R.N. Sardinnya</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 01:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2952" title="Si-Nonucle - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="180" height="292" /></a>Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; a seguito della <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/DELIBERA-4-21-05-11.doc">delibera n. 4</a> del comitato &#8211; l&#8217;associazione U.R.N. Sardinnya venga esclusa dalla lista degli aderenti per le seguenti motivazioni:</p>
<p>- 1) Perché con tale delibera cessa la neutralità e la completa trasversalità del comitato che avrebbe dovuto riguardare ogni colore politico della Sardegna.<br />
- 2) Perché, pur condividendo i principi di eguaglianza di fronte alla legge (che dovrebbero costituzionalmente essere già garantiti) non riteniamo il legittimo impedimento una materia da rovesciare nel quadro della disputa interna al bipolarismo italiano ma materia da Corte Costituzionale (organo già interessato dalla vicenda). Inoltre i principi della nostra associazione ci impediscono di prendere parte ad una battaglia politica che riguarda solo il centrosinistra italiano e non il Popolo Sardo nel suo pluralismo. Ci atteniamo dunque in materia alle decisioni della Corte in quanto non riteniamo un referendum di parte come lo strumento idoneo a stabilire quali pesi e contrappesi debbano sussistere in una Repubblica tra il potere esecutivo e quello giudiziario, trovando dunque alquanto deboli le motivazioni assunte dalla delibera n.4.<br />
- 3) Perché, pur condividendo il principio dell&#8217;acqua come bene pubblico essenziale, da un&#8217;attenta analisi della normativa Ronchi non risulta alcuna privatizzazione dell&#8217;acqua nei termini entro i quali è stata presentata dai comitati per l&#8217;acqua pubblica ma si configura una decisa liberalizzazione dei servizi di distribuzione (più o meno perfettibili, a gestione integrata) così come avviene regolarmente da decenni (e senza i gravi problemi paventati) in tutto l&#8217;occidente (ed in parte anche nel nostro contesto). Si tratta pertanto di una materia esclusivamente inquadrabile in funzione propagandistica antigovernativa e dalle potenziali ricadute nocive per la gestione idrica in tutto il territorio statale.<br />
- 4) Perché non riteniamo le aziende private come elementi del tessuto sociale ed economico da inquadrare esclusivamente in maniera negativa, né da contrapporre agli enti pubblici. Circostanza che, diversamente, ci riporterebbe ad una visione ideologica della società abbondantemente superata e che la nostra associazione non può assolutamente condividere, così come ogni moderna società occidentale ed ogni moderno nazionalismo internazionale.<br />
- 5) Perché, come nazionalisti Sardi, riteniamo necessario eradicare via i partiti italiani dalla gestione clientelare (e non manageriale) degli enti pubblici (tra cui quelli idrici) che garantiscono loro ramificazione nel nostro territorio e coadiuvano l&#8217;inefficienza complessiva del servizio agli utenti, con i relativi deficit di bilancio a carico dei cittadini. L&#8217;Italia è uno degli ultimi Stati occidentali rimasti a lottizzare politicamente gli enti pubblici, un ritardo che, in quanto indipendentisti, non possiamo avvallare.<br />
- 6) Perché il coordinatore provvisorio del comitato Bustianu Cumpostu, essendo indipendentista, non può fare una campagna elettorale (quale quella delle comunali) in contrapposizione al bipolarismo italiano e poi essere lo stesso soggetto che condivide alcuni quesiti referendari interni alla disputa del bipolarismo italiano. Aspetto non deprecabile, ma che avrebbe dovuto essere chiarito in precedenza e/o con un accordo programmatico ed elettorale con tali forze, tra cui l&#8217;Italia dei Valori. Se si condivide una data linea politica, non lo si può fare a giorni alterni, sebbene da pulpiti diversi. Il nucleare è stato un tema il cui timore suscitato nell&#8217;Opinione Pubblica lo ha reso trasversale, ma il legittimo impedimento è un tema di tutt&#8217;altra natura.<br />
- 7) Perché dopo lo stop sul nucleare annunciato a Montecitorio il 24-05-11, riteniamo utile attendere l&#8217;eventuale verdetto della Cassazione in materia di validità del referendum anti-nucleare, e riteniamo quindi prematura e poco meditata la delibera n.4 del comitato, anche in relazione al costo del materiale propagandistico ordinato (nonostante il breve lasso di tempo che ci separa dal 12 giugno).</p>
<p>Invitiamo dunque i cittadini a votare contro il nucleare nel referendum del prossimo 12 giugno, qualora rimanga valido, e lasciamo libertà di coscienza, a seconda degli orientamenti politici, circa i restanti quesiti sulla gestione (e non sulla proprietà) dell&#8217;acqua ed il legittimo impedimento.</p>
<p>Siamo orgogliosi di aver contribuito nel nostro piccolo alla raccolta firme di SNI affinché venisse indetto il referendum del 15 maggio e ad aver divulgato, grazie alle migliaia di visite mensili al nostro network, i contenuti del comitato si.nonucle. Auguriamo dunque buon lavoro a tutto il comitato per i nuovi propositi di cui si è dotato.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Bomboi Adriano, 25-05-11.</em></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya – Nazionalisti Sardi</strong></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu">www.sanatzione.eu</a></p>
<p><em>urn.mediterraneo@gmail.com</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-No-si.nonucle.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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		<title>L&#8217;indipendentismo Sardo: 2005 – 2010, il libro di U.R.N. Sardinnya</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 19:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Cari Lettori,
255 pagine per un libro completamente gratuito che nei prossimi tempi contiamo di distribuire in alcune edicole delle principali Province Sarde, tiratura inizialmente limitata.
L&#8217;indipendentismo contemporaneo dell&#8217;ultimo quinquennio ha subito una forte spinta propulsiva in avanti: quanti e quali sono i temi che hanno concorso a questa piccola rivoluzione culturale di cui ancora la maggiorparte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Libru-de-U.R.N.-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2465" title="Libru de U.R.N. Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Libru-de-U.R.N.-Sardinnya.jpg" alt="" width="555" height="509" /></a></p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>255 pagine per un libro completamente gratuito che nei prossimi tempi contiamo di distribuire in alcune edicole delle principali Province Sarde, tiratura inizialmente limitata.</p>
<p>L&#8217;indipendentismo contemporaneo dell&#8217;ultimo quinquennio ha subito una forte spinta propulsiva in avanti: quanti e quali sono i temi che hanno concorso a questa piccola rivoluzione culturale di cui ancora la maggiorparte dei Sardi non si è resa conto? E perché i Sardi dovrebbero dare fiducia ai movimenti politici territoriali?<br />
E&#8217; possibile un approccio critico alla storia attuale di questo fenomeno che prescinda dalle letture di parte dei singoli movimenti?<br />
Il testo ripercorre gli ultimi 20 anni, ed in particolar modo gli anni dal 2005 al 2010, in cui U.R.N. Sardinnya ha agito da protagonista e da partecipe nella divulgazione di temi un tempo trattati in ombra o completamente ignorati dal variegato universo del Nazionalismo Sardo, offrendo spunti riformistici nuovi attraverso il mezzo di comunicazione più potente per la fascia giovanile di questo nuovo elettorato: il web.<br />
La pubblicazione non seguirà un ordine cronologico preciso ma si atterrà alla trattazione di argomentazioni tematiche che serviranno al lettore da chiave per leggere gli eventi del circuito autonomista ed indipendentista Sardo.</p>
<p>I temi trattati:</p>
<p>Introduzione: Premessa al cittadino ignaro ed a quello consapevole.<br />
Frammentazione, anti-autonomismo ed influenza del marxismo. Concause della marginalizzazione politica dell&#8217;indipendentismo Sardo.<br />
La necessità di una visione critica e riformistica.</p>
<p>Sezioni:</p>
<p>– La “Sindrome di Stoccolma” del Popolo e della politica Sarda. Danni e vittime di Sardegna.<br />
– Breve ascesa e declino di Sardigna Natzione nel decennio post-guerra fredda.<br />
– I binari del sardismo diffuso.<br />
– Bellieni, Pirisi, Mossa e dintorni: quando il mito diventa feticcio.<br />
– IRS: La replicazione della frammentazione, della sinistra altermondista e dell&#8217;antisardismo.<br />
– Il paradosso del sardismo nella presenza del <em>sorismo</em>.<br />
– La graduale “esplosione” di internet nello sviluppo delle dinamiche sociali e del dibattito politico.<br />
– La rivolta del (s)oggetto: L&#8217;avvento di U.R.N. Sardinnya come elemento di integrazione ed influenza civica sul dibattito.<br />
– L&#8217;indipendentismo come area politica più conservatrice della democrazia Sarda.<br />
– Liberalismo, Europeismo, rispetto delle Fedi, Immagine e Comunicazione, Pubblica Sicurezza e tanto altro: i temi dimenticati contro il “folk-ribellismo”.<br />
– La globalizzazione come mezzo per l&#8217;affermazione dei propri diritti e non della loro omologazione.<br />
– Civic and liberal nationalism: l&#8217;identità in movimento.<br />
– La stagnazione ideologica di Sardigna Natzione nel difficile rapporto con A Manca pro s&#8217;Indipendentzia. Quale eredità per Angelo Caria?<br />
– Unità, metodo e “cartelli politici”.<br />
– L&#8217;evoluzione strutturale della visione indipendentista verso una configurazione moderata.<br />
– L&#8217;apertura di IRS alla rivoluzione culturale della critica pubblica ed il passaggio di Sardegna e Libertà come rinascita del Partito Sardo d&#8217;Azione.<br />
– L&#8217;anti-autonomismo come causa di disarticolazione politica e programmatica del Nazionalismo Sardo, a difesa della conservazione.<br />
– Il paradosso della “semiotikpolitik” di Franciscu Sedda: dal nazionalismo arborense al breve successo elettorale di IRS.<br />
– La Lingua e la Storia Sarda dimenticata.<br />
– La<em> terza via</em> di F. C. Casula: I Sardi che hanno fatto l&#8217;Italia e quelli che non ci hanno proprio pensato&#8230;<br />
– La “mezza Autonomia” regionale del 1948.<br />
– Per un consapevole tramonto dell&#8217;azionismo.<br />
– “Lui, lei, l&#8217;altro”: Fortza Paris, Riformatori Sardi, Rossomori e “Malu Entu”.<br />
– Quella frammentazione confusa per “pluralismo”.<br />
– L&#8217;occhio internazionale: territorialismi moderati ed estremi a confronto.<br />
– L&#8217;idea del Partito Nazionale Sardo come piattaforma programmatica per influenzare l&#8217;agenda politica regionale e la Pubblica Opinione: non partito unico, ma riduzione del frazionismo.<br />
– Rivoluzione o riforme? Spunti di responsabilità per una riforma delle istituzioni Sarde.<br />
– Tutte le sigle, i singoli e gli spettatori che in Sardegna hanno contribuito, direttamente e indirettamente, ad una nuova forma di attivismo politico riformista.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-2005-2010,%20il%20libro.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Solidarietà ad IRS: U.R.N. Sardinnya estranea al plico inviato a Gavino Sale. Ma Soru non è il problema</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 16:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori,
In considerazione delle nubi che si stavano addensando su Gavino Sale, poiché informati di alcuni fatti, il 16 novembre il sottoscritto ha deciso di inviare una lettera aperta al Presidente di IRS: Vedi.
In un passaggio si parlava di “golpe” (neppure troppo segreto) e del declino operato dall&#8217;area di Franciscu Sedda a scapito degli interessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Congiurati-IRS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2284" title="Congiurati IRS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Congiurati-IRS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>In considerazione delle nubi che si stavano addensando su Gavino Sale, poiché informati di alcuni fatti, il 16 novembre il sottoscritto ha deciso di inviare una lettera aperta al Presidente di IRS: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/lettera-a-gavino-sale-su-irs-sui-5-anni-di-u-erre-enne-e-sui-3-della-semiotikpolitik/">Vedi</a>.</p>
<p>In un passaggio si parlava di “golpe” (neppure troppo segreto) e del declino operato dall&#8217;area di Franciscu Sedda a scapito degli interessi generali del movimento e &#8211; più in generale &#8211; di tutto l&#8217;indipendentismo. Si trattava di una semplice opinione politica, non personale.<br />
A scanso di equivoci, in relazione alla serie di messaggi privati pervenutici, non abbiamo nessun problema ad affermare che U.R.N. Sardinnya è estranea al plico – annunciato da Gavino Sale – contenente la corrispondenza privata di alcuni membri di IRS a danno di Sale, che gli sarebbe stato recapitato in forma anonima.<br />
La corrispondenza in nostro possesso riguarda esclusivamente le confidenze di diversi attivisti di IRS che nel corso degli anni hanno manifestato con noi i loro dubbi circa il proprio movimento e la corrispondenza privata intercorsa tra U.R.N. Sardinnya ed alcuni esponenti di primo piano del movimento. Caratteristiche che li rendevano aperti al miglioramento del movimento più di quanto non sia mai stata (ad es.) Sardigna Natzione nel recepire la critica.<br />
Soggetti che fin dal 2006 condividevano alcune scelte ideologico-concettuali in favore di IRS, unitariamente alla nostra vecchia critica a Gavino Sale.<br />
Diversamente, il plico in possesso di Sale presso la riunione di Abbasanta ha pubblicamente dimostrato che solo personalità interne al movimento potevano accedere al circuito di discussioni che ha per protagonisti principali dei personaggi come Bellu, Pala, Bussa, Serra e terzi.<br />
Non è falso che U.R.N. Sardinnya da anni raccolga informazioni, confidenze, pareri, articoli, registrazioni audiovisive di derivazione giornalistica e quant&#8217;altro possa ritenersi utile alla definizione del quadro politico generale (non solo dell&#8217;indipendentismo/autonomismo Sardo ma anche di altri settori) della politica regionale. Ma si tratta di informazioni di pubblico dominio ed accessibili a chiunque. Non c&#8217;è nessun “impero del male” che sorveglia le discussioni di altre formazioni politiche e ne pilota il destino.</p>
<p>Non ci sentiamo di avvallare le voci secondo le quali l&#8217;esecutivo di IRS abbia ricevuto pressioni da parte di ambienti dell&#8217;intelligence italiana al fine di “ideologizzare”, dividere e distruggere la crescita dell&#8217;indipendentismo Sardo. Come non ci sentiamo di avvallare le voci che addossano a Sale questa responsabilità (dopo la scelta di rendere pubblica tale nefasta corrispondenza).<br />
Discorso a parte meritano le pressioni provenienti dall&#8217;area del Partito Democratico contigua all&#8217;ex presidente Renato Soru.<br />
Su questo punto non riteniamo eticamente sbagliate le pressioni ricevute dall&#8217;area di <span style="text-decoration: underline;">Sale e Sedda</span> per un eventuale apparentamento politico, sia perché in democrazia ciò non costituisce reato ma normale prassi pre-elettorale, e sia perché la nostra idea di indipendentismo da sempre prevede la possibilità di uscire da una certa visione settarista che per anni ha impedito ai movimenti territoriali di poter avvallare coalizioni di tipo programmatico in sede amministrativa. Il tutto al fine di far avanzare l&#8217;indipendentismo verso una propositività di riforma delle istituzioni regionali.<br />
Massima solidarietà inoltre alla Fondazione Sardinia per i tentativi da essa portati avanti per il dialogo tra sigle Sarde.</p>
<p>Per quanto riguarda la corrispondenza privata mostrata da Sale ad Abbasanta, quale che fosse il contesto da cui sono state estrapolate alcune dichiarazioni, rimangono gravissime le affermazioni e le manovre emerse tra membri di IRS come Pala, Bellu, Serra e Bussa.<br />
Tutto ciò manifesta un clima nel quale al dialogo si è sostituito un vero e proprio complotto ai danni di Gavino Sale che non si è fermato alla legittima critica politica (cosa che noi talvolta facciamo pubblicamente), ma peggio: sono arrivati all&#8217;attacco personale e persino ad auspicarne la morte o piuttosto la malattia.<br />
Voi capirete pertanto che in questi termini non siamo più sul piano della politica, ma sul piano dell&#8217;odio e del disprezzo. Per di più gestito in maniera dilettantesca e con ridicole esposizioni di superbia. Un odio portato avanti da personalità i cui pubblici principi erano apparentemente votati all&#8217;inclusività ed all&#8217;amore per il prossimo.<br />
E questa brutta IRS, non può essere pertanto neppure la IRS che ha consentito l&#8217;elezione di personaggi come Bussa presso la Provincia di Nuoro.<br />
Ci piace pensare che Bobore Bussa nel marzo del 2010 si sia recato in buona fede, soggiogato da terzi, a depositare un marchio nell&#8217;idea di solidificare il movimento secondo precise strategie politiche. Ma rimangono i tentativi di cooptazione degli attivisti e soprattutto la gravità di aver effettuato manovre riguardanti tutto il movimento (come la proprietà del simbolo) all&#8217;inconsapevole ombra del Presidente Gavino Sale.<br />
Si tratta pertanto, in ogni caso, di una condotta che si pone fuori da una lealtà dovuta a tutti i membri che hanno lavorato nel movimento e che hanno convinto tanti elettori a dare fiducia ad IRS.<br />
Il problema etico pertanto non è fuori IRS, ma neppure in chi ha divulgato della corrispondenza privata (al di là delle responsabilità legali), il problema etico è interno ad IRS.</p>
<p>Quale che sia l&#8217;esito di questa triste vicenda, non riteniamo ci siano ragioni per “patteggiare” con qualche fazione, né per vedere un baratro politico davanti. Vediamo delle opportunità. E ci auguriamo che tutte le persone che hanno dato fiducia ad IRS e che hanno creduto in un ideale, proseguano il loro impegno nell&#8217;indipendentismo, stavolta senza paletti o presunti illuminati alle spalle. Come auspichiamo che la componente di Gavino Sale non declini nuovamente verso alcune metodiche attinenti ad un vecchio socialismo ormai archiviato dalla storia.<br />
Ad Abbasanta è crollata la IRS dei complessi, quella dei “non”: non-questo e non-quest&#8217;altro.<br />
E&#8217; crollata la finta e semi-scopiazzata “elaborazione concettuale” paventata dall&#8217;Onnis di turno. Quella delle mezze verità, dell&#8217;inganno e della congiura preventiva.</p>
<p>U.R.N. Sardinnya, senza formalismi e senza fondare un nuovo partito, ma come libera comunità di cittadini ed elettori Sardi, è disponibile a subentrare nella collaborazione a tutte quelle componenti politiche che credono nello sviluppo della Sardegna, della sua automazione e della sua liberaldemocrazia.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Vicinanza%20ad%20IRS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Nota 14-12-2010 dell&#8217;ex segretaria di IRS Ornella Demuru: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Nota-Demuru-14-12-2010-URN-Sardinnya.pdf">&#8220;Come neve al sole&#8221; (PDF)</a>.</p>
<p>Commento inviatoci dal simpatizzante di IRS Giovanni Masala: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Estremamente-sorpreso-Masala-Giovanni-16-12-10.pdf">PDF 16-12-2010</a>.</p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<item>
		<title>Lettera a Gavino Sale su IRS, sui 5 anni di U Erre Enne e sui 3 della semiotikpolitik</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/11/lettera-a-gavino-sale-su-irs-sui-5-anni-di-u-erre-enne-e-sui-3-della-semiotikpolitik/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 19:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Caro Gavino Sale,
Probabilmente sono la persona meno indicata per darti amichevoli suggerimenti.
Fui proprio io, come indipendentista, a contestare per primo in uno spazio pubblico la leadership del movimento che continui a rappresentare.
E ricordo l&#8217;ipocrisia di quanti ti stavano accanto. In pubblico ti sostenevano, in privato solidarizzavano con le mie critiche circa il tuo operato.
Come sai, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/IRS-eris-e-oje-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2152" title="IRS eris e oje - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/IRS-eris-e-oje-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="500" height="440" /></a></p>
<p>Caro Gavino Sale,</p>
<p>Probabilmente sono la persona meno indicata per darti amichevoli suggerimenti.<br />
Fui proprio io, come indipendentista, a contestare per primo in uno spazio pubblico la leadership del movimento che continui a rappresentare.<br />
E ricordo l&#8217;ipocrisia di quanti ti stavano accanto. In pubblico ti sostenevano, in privato solidarizzavano con le mie critiche circa il tuo operato.<br />
Come sai, U.R.N. Sardinnya introdusse per la prima volta nella storia dell&#8217;indipendentismo Sardo la critica pubblica, il diritto all&#8217;opinione ed alla contestazione.<br />
Oggi i blog e gli spazi che cercano di addentrarsi in questo ambito – forse con poca convinzione &#8211; non mancano.<br />
Ritenevamo Franciscu Sedda il più idoneo a ricoprire la guida di IRS. Aveva tutte le carte in regola: una buona comunicazione; idee; un&#8217;aspetto relativamente elegante e meno “barbuto”, ed anche l&#8217;apertura mentale necessaria per superare la “vecchia guardia indipendentista”, quella allevata nel marxismo ed incapace di parlare ad un nuovo elettorato.<br />
Fino ad allora le critiche si muovevano all&#8217;ombra di discutibili congressi (in verità rappresentati da poche persone), oppure direttamente alle spalle, alimentando malelingue volte a distruggere questo o quel presunto ostacolo del momento.<br />
Si tratta di costumi ancora radicati ma per buona parte superati.<br />
La prima IRS, nonostante avesse ereditato tutti gli stessi mali di Sardigna Natzione (e ne fosse un&#8217;autentica fotocopia), riuscì comunque ad attirare diversi giovani smaniosi di novità, per esercitare una passione politica fino ad allora rimasta nell&#8217;ombra.<br />
Ma questo non bastava (e non basta neppure oggi). Il movimento rimaneva di poco sopra SNI, senza particolari innovazioni e con blande e scontate idee di pacifismo (che in Sardegna non sono state certamente una novità).<br />
Non soddisfatti dal contesto generale dell&#8217;indipendentismo Sardo, attorno al 2006 completammo quanto già avviato in precedenza, come l&#8217;idea di creare il provocatorio prototipo di un soggetto politico “non-nazionalista”, capace di innovare la propria immagine, pluralista, europeista, aperto ad una equa globalizzazione, inclusivo e riformista: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN%20Area%20Progressisti.html">Progressistas</a>.<br />
In privato venne lentamente maturando l&#8217;idea del “golpe oristanese”, che in realtà in seguito si estenderà ad altre zone. Si trattava semplicemente di volerti accantonare per dare una nuova immagine di IRS, ripulita dagli errori passati e maggiormente dinamica.<br />
Per la verità noi non c&#8217;entravamo nulla sul piano pratico, ci limitammo a far maturare quell&#8217;idea nella convinzione che essa avrebbe consentito una graduale modernizzazione dell&#8217;indipendentismo Sardo. Le cose non andarono esattamente come sperato.<br />
Anche grazie (ma non solo) alle nostre idee, IRS conquistò piccole ma nuove posizioni, che molti recenti attivisti non conoscono approfonditamente ma in cui si riconoscono o ne attribuiscono a voi la completa paternità.<br />
Superammo quel provocatorio modello in quanto denso di errori, metodologicamente e politologicamente non idoneo. Ma rimasero attuali i cardini del liberal-nazionalismo, che sono sempre stati portati avanti.</p>
<p>Qualche tempo fa ho stretto nuovamente la mano ad un dirigente politico (forse di IRS, o forse di SNI, non te lo dico), e sai che mi ha risposto quando gli ho chiesto che idea aveva di te nel 2010?<br />
In soldoni, m&#8217;ha detto che ormai eri stato messo all&#8217;angolino e che non contavi più nulla.<br />
Io mi sono detto: “Vuoi vedere che la nuova organizzazione interna di IRS ha raggiunto lo scopo?”<br />
Alla fin fine, dietro l&#8217;apparenza di un&#8217;elezione alla segreteria con mono-candidato (espressa da Ornella Demuru), si sono replicati i drammi della gestione verticistica del movimento. E non in maniera orizzontale, quanto verticale. Qualcosa che ricordava vagamente le sette new-age o le aziende sorrette da una confraternita di associati che si dannano per vendere qualcosa di assolutamente inutile.</p>
<p>Ma non voglio entrare nel merito delle vostre diatribe. Piuttosto, che ne pensi dell&#8217;ultimo libro di Franciscu Sedda intitolato “I Sardi sono capaci di amare”? A me non ha convinto. E non mi pare neppure un manifesto politico.<br />
Come sai, è un libro auto-prodotto dalla coop. editoriale della segretaria di IRS, Ornella Demuru. Il testo in sé non dice nulla di nuovo più di quanto non sia già stato detto (ed applicato) dai maggiori liberal-nazionalismi internazionali (come quello dell&#8217;SNP in Scozia); non ha un&#8217;approccio scientifico-politologico chiaro; riscalda principi già affrontati a suo tempo da U.R.N. Sardinnya e li etichetta erroneamente come “non-nazionalisti” (nostro identico errore di 5 anni fa), per poi costruirne sopra un edificio semiotico alquanto discutibile e manifestatamente indirizzato alla divisione. Franciscu Sedda ha infatti creato un’attribuzione ideologico-identificativa attorno all’albero giudicale con l’evidente fine di attaccare tutto ciò che si porta fuori da tale costruzione: I 4 Mori, Bellieni, i Sardisti, l’Autonomia, le contraddizioni, ecc. Ponendo questi ultimi tutti all’interno della stessa scala di pensiero. Cosa che non è.<br />
La verità infatti è che l&#8217;indipendentismo Sardo è nato con i 4 Mori, ed in essi il Popolo si riconosce, a prescindere dalla genesi storica di tale simbologia e dalle istituzioni (autonomisto-centraliste che la ospitano).<br />
E dire che la civiltà Arborense non rappresentava neppure tutta l&#8217;isola. Men che meno una Nazione Sarda. Concetto infatti che arriverà più tardi da una lettura romanticistica (e politica, quindi tardo-nazionalista) della storia.<br />
Senza un Simon Mossa ed i 4 Mori, ci sarebbe stata una Sardigna Natzione od un PSD&#8217;AZ indipendentista? Ci sarebbe stata IRS? Si sarebbe rispolverato il vessillo degli Arborea?<br />
La storia prende spesso direzioni imprevedibili e talvolta paradossali. Con le ipotesi non si fa strada, ma con l&#8217;audacia sì.<br />
La “semiotikpolitik” di IRS, prevalentemente lanciata negli ultimi 3 anni, ha consentito al movimento di crescere, in parte grazie alla disinformazione diffusa nel vostro attivismo, ma ha parallelamente gettato le basi di altre forme di leaderismo, e che hanno avuto inevitabili ripercussioni anche nell&#8217;organizzazione del vostro movimento.<br />
Soprattutto dopo le ultime provinciali, i vostri dissidi interni hanno raggiunto un certo acume. I malumori creati dai soli 3 posti di opposizione ad Oristano, Sassari e Nuoro, raggiunti dal movimento in quasi 10 anni di attività non sono un grande risultato. Specie alla luce della perdita di consenso relativa all&#8217;area cagliaritana della Demuru dal 2009 al 2010; e gli incredibili 21 voti di differenza rispetto ai Rossomori nel Nuorese che (grazie agli elettori orfani di SNI) hanno dato a B. Bussa la possibilità di entrare in Provincia.<br />
I risultati quindi non sono stati tutti “rose e tulipani”.<br />
Ma Caro Gavino, non fare l&#8217;errore di quasi 10 anni or sono, quando lasciasti Sardigna Natzione in un momento storico in cui si poteva crescere tantissimo.<br />
Dopo aver perso tutto questo tempo, ed anche grazie alla nostra piccola ma influente “rivoluzione” culturale (estesasi persino ad una parte del sardismo), IRS ha imparato a camminare da sola, con le proprie gambe.<br />
Ciò che la nostra strategia nel 2006 chiamava “effetto domino”. Nel <em>viral marketing</em> è necessario introdurre pochi concetti in specifici soggetti, e questi verranno automaticamente rielaborati e divulgati (magari non secondo previsione&#8230;).<br />
Non è il momento quindi di ripetere scissioni, come non è il momento però, di assecondare in toto la corrente dei “Tulipani” che non ha mai digerito (qualche volta a ragione) la tua linea d&#8217;azione.<br />
Perché la libertà d&#8217;azione non deve essere sempre subordinata ad una apparente democrazia che in IRS non ha creato solo malumori, ma anche una base di attivisti estremamente fidelizzata, disinformata e prona sulla linea di Sedda (e dei suoi).</p>
<p>Sono di parte naturalmente, per noi l&#8217;indipendentismo moderno non nasce affatto con IRS, ma nel 2005 con U.R.N. Sardinnya. A nostra volta non abbiamo inventato chissà cosa. Abbiamo solo applicato ciò che, oltre i ritardi dell&#8217;italietta e della superficialità ideologica locale, erano banalità disarmanti.<br />
Per la prima volta, dei privati cittadini in quell&#8217;anno si erano muniti di uno strumento di comunicazione pubblica al fine di denunciare senza troppi complimenti tutto ciò che non condividevano dell&#8217;indipendentismo tradizionale, <span style="text-decoration: underline;">introducendo in esso un pensiero nettamente liberale</span>.<br />
All&#8217;alba del 2011 non abbiamo bisogno di una “semiotikpolitik dei Seddiani” che vedono nella coscienza nazionale qualcosa di diverso dal liberal-nazionalismo. Non abbiamo bisogno di dogmi e settarismo, ma solo di un movimento che collabori sempre più con gli altri movimenti; che contribuisca alla crescita collettiva e non alla guerra reciproca, magari condotta da dietro un subdolo alone di moralità. Non ci serve un dogmatismo che si pone da solo sul piedistallo ritenendo di avere chissà quale primogenitura intellettuale che (scava, scava) non esiste.<br />
Franciscu Sedda è una risorsa, molto meno nel momento in cui le sue idee vengono deformate ad uso e consumo di quel nocivo settarismo noto a tutti.</p>
<p>IRS oggi ha una base di attivisti che rappresentano un patrimonio umano da valorizzare e guidare con responsabilità.<br />
Il movimento ha iniziato da qualche tempo a radicarsi positivamente nel territorio ed ha le capacità per muoversi autonomamente in alcune zone con proprie tematiche.<br />
Un potenziale capitale politico che può avere la capacità di influenzare i tanti “piccoli Talleyrand della domenica” che, dietro un finto autonomismo, tirano a campare senza produrre alcunché nell&#8217;interesse dell&#8217;isola.<br />
Sono conquiste che solo IRS è riuscita a realizzare e che non possono essere incrinate da una dialettica tutta interna alla dirigenza sulle gestione della linea politica.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Littera%20a%20Sale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/10/il-senso-di-essere-liberal-nazionalista/">Il senso di essere liberal-nazionalista</a>.</p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Solidarietà alla Confederazione Sindacale Sarda</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 16:39:56 +0000</pubDate>
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Comunicato Ass.ne U.R.N. Sardinnya di solidarietà alla Confederazione Sindacale Sarda: Documento in PDF.
Redazione SANATZIONE.EU
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<p>Comunicato Ass.ne U.R.N. Sardinnya di solidarietà alla Confederazione Sindacale Sarda: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Solidarieta%27%20alla%20CSS.pdf">Documento in PDF</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Fortza Paris verso il Partito Nazionale Sardo. E gli altri?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 19:43:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“C&#8217;è chi sta con Fini, Berlusconi o Bersani: noi stiamo con la Sardegna!”.
G. Scalas, presidente di Fortza Paris.
In Sardegna, all&#8217;ombra di cittadini ignari, è partita un&#8217;insolita competizione che porterà sempre più diversi partiti politici a contendersi un elettorato alquanto variopinto ma caratterizzato da una forte percentuale di autonomismo: Stiamo parlando di quella parte del Popolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Presidente-de-FP-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1473" title="Presidente de FP - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Presidente-de-FP-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="279" height="378" /></a>“C&#8217;è chi sta con Fini, Berlusconi o Bersani: noi stiamo con la Sardegna!”.</em><br />
G. Scalas, presidente di Fortza Paris.</p>
<p>In Sardegna, all&#8217;ombra di cittadini ignari, è partita un&#8217;insolita competizione che porterà sempre più diversi partiti politici a contendersi un elettorato alquanto variopinto ma caratterizzato da una forte percentuale di autonomismo: Stiamo parlando di quella parte del Popolo Sardo che secondo diverse sfumature è consapevole dei limiti economici che il territorio subisce a causa del centralismo italiano (espresso in loco dall&#8217;esercizio del centrodestra e del centrosinistra, in assenza di un forte partito territoriale), ma si rivela altresì consapevole di una diversità storica e culturale mai approfondita, tantomeno diffusa dalla scuola e dai media italiani, che infatti ignorano o tacciono sulla forte valenza identitaria della Sardegna.<br />
Una cortina di nebbia che non fa emergere l&#8217;isola neppure a livello Europeo e, più ampiamente, a livello globale-internazionale.<br />
Questa proteiforme fascia di Sardi (che ci auguriamo cresca presto, per i motivi che vi diremo) vede la loro storia tagliata fuori dal sistema scolastico regionale tanto quanto vede tagliata fuori l&#8217;isola da politiche economiche incentrate sullo sviluppo, mentre la restante popolazione ignora addirittura che lo Stato Italiano permane in debito con la Regione per IVA pregressa mai pagataci in base ai dettami dello Statuto Autonomo. Si tratta di miliardi di euro.<br />
Da anni come U.R.N. Sardinnya sosteniamo che la Sardegna debba dotarsi di un forte partito territoriale, così come altri territori hanno già fatto, non solo esteri, ma persino interni alla Repubblica Italiana: Pensiamo alla Lega Nord (di cui tuttavia non condividiamo un certo substrato razzista), od all&#8217;SVP del Sud-Tirolo.<br />
Nel Regno Unito, ad esempio, lo Stato è formato da diverse nazioni e comunità. Tra queste, la Scozia esprime un forte Scottish National Party, oggi al comando delle amministrazioni locali.<br />
E&#8217; in questo generale spirito di rivalsa delle comunità non riconosciute e bistrattate che si può e si deve alimentare anche da noi la cultura di un forte Partito Nazionale (Sardo). I Sardi sono infatti la minoranza linguistica più grande della Repubblica Italiana.<br />
Possiamo affermare con coraggio che oggi la Sardegna può guardare con sincero ottimismo al futuro, abbiamo la nuova Fortza Paris. Un movimento territoriale soppravvissuto al terremoto del bipolarismo italiano &#8211; che attraverso il PDL ne assorbì una cospicua componente &#8211; ha fatto una precisa scelta di campo: Lavorare alla costituzione del <a href="http://www.partitosardo.org/">Partito Nazionale Sardo</a>.<br />
Un percorso che certamente non potrà concludersi in breve tempo ma che porterà alla necessità del dialogo, comunque già avviato da oltre un anno, tra varie forze politiche con finalità analoghe: Pensiamo, tra le varie, al Partito Sardo d&#8217;Azione ed a Sardigna Natzione.<br />
Movimenti che tuttavia rimangono ad oggi ancorati a strategie ed approcci differenti su cui l&#8217;elettorato fatica a trovare una solida base entro cui svilupparsi. La frantumazione politica di queste sigle, tutte divise da dottrine e personalismi ormai anti-storici, ne minano alla base la credibilità programmatica prima che quella strettamente ideologica: IRS è probabilmente il caso più emblematico in tal senso.<br />
Stavolta non si tratta più di chiacchiere, la riorganizzazione di Fortza Paris passa per una politica votata al potenziamento della Sovranità dell&#8217;isola, la quale avrà come punto di partenza il sostegno alla <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/DDL%201244-Noa%20Carta%20de%20Logu.pdf">proposta di revisione statutaria</a> creata qualche anno fa dal Comitato per la Nuova “Carta de Logu”, nonché sostenuta in Senato qualche anno fa dal Senatore Piergiorgio Massidda (tra i fondatori Sardi del PDL ed alle ultime provinciali in aperto dissenso col suo stesso partito).<br />
E sarà proprio Fortza Paris a <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%2005-05-10%20URN%20Sardinnya-FP.pdf">sostenere</a> nelle elezioni del Cagliaritano l&#8217;On. Massidda per la Presidenza della Provincia e non la casta del PDL.<br />
Ci auguriamo che presto anche gli amici del PSD&#8217;AZ possano convergere su un progetto analogo, comunque già nei programmi comuni, senza l&#8217;avvio di una stagione di nuove reciproche incomprensioni che ormai si ritengono frutto del passato.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Si abbandonino pertanto sentimenti tesi a monopolizzare lo specifico ambito del Nazionalismo Sardo contrastando sigle analoghe</span>. Solo il dialogo potrà risolvere le singole vertenze. Ed a limite sfociare in un Fronte Natzionale Sardo.</p>
<p>Il coraggio di Fortza Paris sarà infatti di stimolo per tutto l&#8217;ambiente autonomista (ma anche indipendentista) ad abbandonare il desueto costume della polemica fine a se stessa, ma anche e sopratutto di quella fascia di autonomisti, di impronta populista, politicamente nati sotto la stella del “Gattopardo”:<br />
Stiamo parlando di quei politici che con grandi promesse destinate al Popolo Sardo, in realtà, proseguono con la normale amministrazione che affermano di voler riformare, creando di fatto le condizioni pratiche per separare le chiacchiere dai fatti, e riducendo la politica autonomista a pura retorica. <span style="text-decoration: underline;">Si tratta di una vergogna che deve finire</span>. E lo diciamo proprio ad alcuni Sardisti.<br />
La corda, come la fiducia, non potrà essere tirata all&#8217;infinito.<br />
Nel breve termine non sarà possibile modificare questo stato di cose, questo dipenderà anche da Voi elettori. Dipenderà dalla Vostre scelte e dalla Vostra fiducia.<br />
Nel medio termine, in considerazione della scarsa valenza contrattuale delle forze politiche Sarde (così divise) rispetto a quelle italiane, sarebbe comunque un successo ed una soluzione di alto profilo, oltre che di equilibrio (rispetto ad una minoranza indipendentista), avere un prossimo Presidente della Regione con personalità come Massidda, Paolo Maninchedda o terzi del circuito politico identitario:<br />
Perché a prescindere dalle singole posizioni di ognuno, anche divergenti, questi nomi si sono distinti per la promozione (in sedi istituzionali) delle istanze oggi necessarie alla Sardegna.<br />
Aspettiamo anche di vedere come si evolverà la linea di Renato Soru, che ci auguriamo voglia promuovere <em>Sardegna Democratica</em> in qualità di partito, a fronte di quel macroscopico errore politico che fu la fusione di <em>Progetto Sardegna</em> nel PD. D&#8217;altra parte, il “metodo Vendola” fa già proseliti: I due poli principali sono così scalcinati al punto da dover schierare doppie punte alle amministrative. Seguiremo anche il lavoro dei Riformatori Sardi. Ma nel presente e per il futuro, Fortza Paris ha creato un fondamentale precedente (che ci auguriamo tutti possa svilupparsi): Ha tracciato una linea politica; un percorso; una direzione.<br />
<span style="color: #0000ff;">Una direzione il cui approdo comunque non potrà essere completato in solitudine, perché un PNS non potrà mai essere la riforma di una sola sigla politica ma la sintesi programmatica di più movimenti politici.</span><br />
Non abbiamo invece bisogno del centralismo, di forze italiane immature e prive di contenuti che oggi competono con i nostri partiti parlando di Sovranità e soluzioni che non troveranno alcun appoggio sostanziale nelle segreterie romane da cui dipendono; calati e “benedetti” dall&#8217;alto. Non solo perché Roma “non vorrebbe”, ma perché comunque non potrebbe: L&#8217;Italia stessa infatti e la sua politica versano in un profondo stato di crisi e confusione.<br />
E come ci ricorda anche il Presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas, dobbiamo imparare a camminare sulle nostre gambe. Anche perché <a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/urn-sardinnya-intervista-gianfranco-scalas/">altrove sappiamo già farlo nei confronti della Repubblica</a>.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Noi Sardi abbiamo contribuito a fare l&#8217;Italia, oggi dobbiamo pensare alla Sardegna</span>.<br />
Abbiamo proprio a che fare con un Italia capace di litigare con se stessa non solo all&#8217;opposizione ma addirittura in maggioranza (si vedano le recenti polemiche interne al PDL).<br />
E pensate, mentre i media diluiscono i problemi generali con il dorato circus del calcio a 5 stelle, persino l&#8217;informazione viene degradata al fine di nascondere questo clima di reciproca diffidenza:<br />
Ad esempio nel TG5 delle ore 20 del 23 aprile scorso, scomparve la notizia del giorno (di primo piano) sulla strigliata data dalla Lega Nord (attraverso Bossi) al PDL sulle riforme da fare: Come quella sul federalismo. Non abbiamo bisogno di questi signori.</p>
<p>U.R.N. Sardinnya dunque continuerà a dare il suo contributo a Fortza Paris così come a tutte quelle forze politiche impegnate nel difficile <span style="text-decoration: underline;">ma oggi possibile</span> cammino dell&#8217;Unità.<br />
Il “voto utile” non è più quello di scegliere i partiti italiani.</p>
<p>Coraggio e Fortza Paris!</p>
<p><em>Di Melis Roberto e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20FP%20verso%20il%20PNS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Destra? Sinistra? Sardi! &#8211; Manifestos</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 16:12:06 +0000</pubDate>
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Cartoline &#8211; Manifesti elettorali &#8211; Visita articolo della Campagna per le Amministrative Sarde 2010: Entra.
 Gruppo U.R.N. Sardinnya &#8211; Redazione SANATZIONE.EU

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-1-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="size-full wp-image-1340 aligncenter" title="Propaganda 1 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-1-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="500" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-2-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="size-full wp-image-1341 aligncenter" title="Propaganda 2 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-2-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="500" height="339" /></a></p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-4-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="size-full wp-image-1345 aligncenter" title="Propaganda 4 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-4-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-5-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="size-full wp-image-1346 aligncenter" title="Propaganda 5 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Propaganda-5-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Cartoline</span> &#8211; Manifesti elettorali &#8211; Visita articolo della Campagna per le Amministrative Sarde 2010: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/04/litalia-che-ci-fa-paura-qualche-idea-per-il-voto/">Entra</a>.</p>
<p><strong> Gruppo U.R.N. Sardinnya &#8211; Redazione SANATZIONE.EU<br />
</strong></p>
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		<title>Dialogo sulla necessità di un Partito Nazionale Sardo</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,
La situazione dell&#8217;isola è paradossale: La democrazia Sarda è inficiata da due problemi. Il primo è quello di non avere sufficiente rappresentanza politica in sedi di governo (e quindi di non poter orientare a dovere il nostro sviluppo economico). Il secondo, non meno grave, è che i movimenti Sardi, nonostante il costante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Jus-Publicum-Europaeum-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1218" title="Jus Publicum Europaeum - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Jus-Publicum-Europaeum-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>La situazione dell&#8217;isola è paradossale: La democrazia Sarda è inficiata da due problemi. Il primo è quello di non avere sufficiente rappresentanza politica in sedi di governo (e quindi di non poter orientare a dovere il nostro sviluppo economico). Il secondo, non meno grave, è che i movimenti Sardi, nonostante il costante giudizio negativo del corpo elettorale sulla loro frammentazione politica e l&#8217;assenza di un credibile programma di governo, persistono con comportamenti egoistici che ormai rasentano il grottesco.<br />
I dirigenti di tali movimenti, incuranti dello scarso interesse popolare manifestato attraverso il voto, continuano con la triste politica delle divisioni e dell&#8217;ideologia fine a se stessa.<br />
La storia del Regno Unito è esemplare, sulla falsariga di quella dell&#8217;Impero Romano, nell&#8217;India coloniale la sua politica usava dividere con sterili sotterfugi le locali forze politiche che invece unite avrebbero potuto causare loro serie sconfitte politiche. E così avvenne: Il <em>divide et impera</em> fu sconfitto. Ma oggi Roma governa.</p>
<p>Consideriamo invece il Partito Sardo d&#8217;Azione, che, benché abbia avuto il coraggio di non ghettizzarsi politicamente ma di sviluppare alleanze, risente tuttavia della sua inconsistenza numerica al punto da non avere un valido potere contrattuale con le forze politiche italiane con le quali dovrebbe sviluppare coalizioni amministrative.<br />
Non mancano neppure i vecchi sussulti ideologici di sinistra, secondo i quali ad esempio il movimento dei Rossomori non dovrebbe allearsi (a giudicare dalle parole dell&#8217;esponente Gesuino Muledda) con il PSD&#8217;AZ, in quanto quest&#8217;ultimo si sarebbe “compromesso” con il centrodestra italiano. Posizione legittima, ma nel momento in cui ci si allea per amministrare il territorio, il collante di un partito Sardo può essere l&#8217;antiberlusconismo e non gli interessi del proprio Popolo? Evidentemente nò.<br />
Chi ha scelto di dare priorità alla lotta verso l&#8217;avversario rispetto all&#8217;amore per il proprio (vecchio) partito ha scelto una cultura da cui non è mai nato nulla di buono: Ha scelto il disprezzo piuttosto che l&#8217;equilibrio. Ha scelto le chiacchiere rispetto ai programmi.<br />
Il debole impianto politico di un partito che si dichiara “indipendentista” ma preferisce allearsi con un partito italiano come il PD -piuttosto che con partiti Sardi- la dice lunga sulla sua natura.<br />
I movimenti c.d. “indipendentisti” che invece si sono presentati sempre da soli alle elezioni, nonostante la tanto sbandierata coerenza, al momento non governano alcunché.<br />
La stessa “coerenza indipendentista”, dopotutto, è una dottrina ostile ad un miglioramento delle condizioni di vita della Sardegna: A causa di quella stantia retorica che (fin dal secolo scorso) avversa un concreto percorso autonomista come gradino di lancio verso un potenziamento della sovranità Sarda in materie fondamentali come il fisco e la Pubblica Istruzione.<br />
Ciò che manca da parte loro non sono le proposte su questi settori, ma la capacità di riversare tali proposte in un progetto di governo, che, gradualmente, consenta l&#8217;adozione delle istanze segnalate.<br />
Un processo che si chiama autonomismo (non inteso come quello dai <em>calzoncini corti</em> dello Statuto Regionale del 1948), o che potrebbe (e dovrebbe, in una prima fase) chiamarsi federalismo. Conseguendo quindi analoghi poteri amministrativi da ripartire tra Cagliari e Roma.<br />
E senza tali riforme non ci sarà mai un&#8217;accrescimento del sentimento popolare verso la nostra terra, e quindi a rigor di logica non ci sarà mai alcun partito territoriale che svilupperà i numeri giusti per poter evitare (in una fase successiva) una collaborazione con le sigle politiche centraliste italiane.<br />
Tali movimenti identitari non sono veri “Nazionalismi Sardi” se prima si definiscono secondo svariate etichette, tutte in rissa tra loro.<br />
Per i veri Nazionalisti Sardi il Popolo ed il Territorio vengono prima di tutto. Ma chi dei principi ne fa una gloria è solo l&#8217;ombra di se stesso, un vanesio celato dietro una maschera dai mille volti.<br />
La “coerenza” secondo tali movimenti si traduce puntualmente in settarismo e spesso, non solo verso il diniego di alleanze con partiti italiani (che a livello teorico ed emotivo sono comprensibili), ma anche e sopratutto impedendo una collaborazione tra sigle che hanno finalità simili. O quantomeno che potrebbero averle in una prima fase di reciproca collaborazione su base programmatica: Ad esempio proprio tra chi ritiene di dover migliorare la posizione della Sardegna nel quadro dello Stato Italiano o tra chi ritiene di dover fare un nuovo Stato (Sardo), sempre e comunque parte dell&#8217;Unione Europea. Una possibilità oggi strutturalmente non perseguibile, ma solo a condizioni correnti.</p>
<p>Nel frattempo la disoccupazione non registra rallentamenti; lo sviluppo si allontana; le politiche di crescita rimangono ancorate ad un sistema fiscale ed istituzionale iniquo per le esigenze dell&#8217;isola e che quindi disperdono le poche risorse ottenute: non per investire sul futuro ma per coprire debiti di bilancio che vengono puntualmente spalmati nel tempo.<br />
I leaders dei partiti autonomisti ed indipendentisti Sardi appaiono come quelle povere formiche stuzzicate da uno spray velenoso che arriva dall&#8217;alto: Si muovono in maniera disordinata, ognuna ritiene di correre verso la salvezza rispetto ad un nemico che non distinguono chiaramente.<br />
C&#8217;è chi muore in gruppo, c&#8217;è chi muore sola, c&#8217;è chi si salva ma in seguito morirà di stenti.<br />
La disfatta è scontata perché non sono né strutturalmente, né metodologicamente in grado di competere con l&#8217;avversario.<br />
Il risultato di questo indegno spettacolo sarà la completa vittoria del loro carnefice.<br />
I movimenti Sardi sono primitivi.</p>
<p>La Sardegna non ha bisogno di formiche, la Sardegna ha bisogno di uomini e di donne dalle idee chiare, dal guanto di velluto e dal polso di acciaio.<br />
Dobbiamo dire basta con movimenti indipendentisti che fanno due passi avanti e quattro indietro disperdendo nel settarismo o all&#8217;opposizione ogni buona proposta.<br />
Basta con certo “autonomismo” che non parla di Storia Sarda e di bilinguismo nella Pubblica Istruzione.<br />
Basta con consiglieri regionali che urlano ad una platea di sordi unionisti: Siamo noi a dover costruire parte di quella platea. Affinché ci siano orecchie che recepiscano messaggi che altrimenti cadrebbero nel vuoto senza condizionare la normale routine dei sordi.<br />
E basta quindi con la conduzione dell&#8217;economia nella mani di istituzioni esterne alle esigenze della Sardegna.<br />
Basta dunque con lo strapotere di partiti primitivi come PD e PDL che del bipolarismo non ne hanno fatto uno strumento di efficienza amministrativa ma lo hanno usato come clava per la soppressione dei diritti della minoranza Sarda e dei suoi specifici bisogni.</p>
<p>Come dobbiamo comportarci? Ad esempio, un movimento come IRS alle Regionali 2009 non ha preso 30.000 voti, ne ha presi 17.000 circa su lista. <span style="color: #0000ff;"><em>Fonte: Regione Autonoma della Sardegna.</em></span><br />
Nel 1999 sa <em>Mesa Sardos Liberos</em> prese 45.207 voti su lista regionale (con vecchia legge elettorale), pur marciando sulla crisi della sinistra di allora e pur marciando con un modello politico ancora da riformare.<br />
L&#8217;unità dunque è sempre stata importante.<br />
E l&#8217;unità non serve solo a pesare nei numeri di una eventuale amministrazione, ma serve altresì a dare un chiaro messaggio riformista e di coesione verso la Pubblica Opinione.<br />
Ma sia ben chiaro: Se la Sardegna oggi è in ritardo rispetto alla formazione di un Fronte o di un ipotetico Partito Nazionale Sardo, la responsabilità non è dei partiti italiani in Sardegna, è dei partiti autonomisti ed indipendentisti Sardi attuali.<br />
Un forte movimento territoriale non potrà mai essere un ennesimo piccolo partito che si spartisce le briciole del solito scarno bacino indipendentista. Tantomeno di quello incostante autonomista. Ma neppure potrà mai essere la “fusione a freddo” tra le sigle politiche autonomiste ed indipendentiste oggi esistenti.<br />
Il <span style="text-decoration: underline;">Partito Nazionale Sardo</span> sarà la sintesi di un percorso dibattimentale sul campo storico, sociale, economico e sopratutto politico della nostra terra: Perché sfidare il bipolarismo riducendo la frammentazione attuale significa superare e mettere ordine in concettualità e ideologie incompatibili con la Sardegna contemporanea.<br />
Una incompatibilità che, come affermato in apertura, è stata più volte decretata dal Popolo Sardo attraverso la democrazia, attraverso le elezioni. Ed al Popolo dobbiamo rendere conto: Non alle vuote teorie di pochi.</p>
<p>Dopo le elezioni, dovremmo tutti attivare una tavola rotonda di discussione, di dialogo e di eventuale collaborazione. Le forze politiche non mancano:<br />
Partito Sardo d&#8217;Azione,<br />
RossoMori,<br />
IRS,<br />
Sardigna Natzione,<br />
Fortza Paris,<br />
Riformatori Sardi,<br />
U.D.S.,<br />
PAR.I.S.,<br />
A.M.PI.<br />
E l&#8217;associazione Sardegna Democratica; la Confederazione Sindacale Sarda; il comitato per la nuova “Carta de Logu”; la Fondazione Sardinia e quant&#8217;altri, singoli e gruppi, anche dai partiti italiani, che sono stanchi di assistere impotenti alla sistematica distruzione della Sardegna.</p>
<p>Nel tempo abbiamo introdotto con costanza i termini “riforme”, “Partito Nazionale Sardo (PNS)” e “forte movimento territoriale” nel lessico indipendentista. Senza dare nulla per scontato:<br />
Perché negli ambienti chiusi e conservatori le più grandi banalità spesso sono fonte di innovazione. Oggi dobbiamo avere il coraggio di immaginare e disegnare una nuova <em>geografia politica</em> dell&#8217;identitarismo Sardo.<br />
Nelle nostre intenzioni dobbiamo guardare ad un modello incentrato sui valori del liberalismo; che sia un punto di riferimento, di eccellenza ma anche di prestigio.<br />
E a chi vi dirà che dovete desistere, rispondete loro che possiamo fare la differenza.</p>
<p><em>Fortza Paris!</em></p>
<p>Di B. Adriano.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Dialogo%20attorno%20al%20PNS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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