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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; natzione</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Il 25 a Oristano la riunione dei leader indipendentisti che per anni si sono divisi senza produrre riforme. Ce la faranno?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 17:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 settembre si riuniranno ad Oristano i movimenti indipendentisti che hanno aderito al progetto di convergenza nazionale proposto il 27 aprile scorso a Thiesi da A Manca pro s&#8217;Indipendentzia.
Si tratta di Sardigna Natzione, IRS, PAR.I.S., ProgReS e naturalmente AMPI.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/E.-DArborea-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3308" title="E. D'Arborea - URN Sardinnya ONLINE" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/E.-DArborea-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="330" height="264" /></a>Il 25 settembre si riuniranno ad Oristano i movimenti indipendentisti che hanno aderito al progetto di convergenza nazionale proposto il 27 aprile scorso a Thiesi da A Manca pro s&#8217;Indipendentzia.<br />
Si tratta di Sardigna Natzione, IRS, PAR.I.S., ProgReS e naturalmente AMPI.</p>
<p>Si tratta di un momento importante che ci auguriamo porti proficui risultati. Ma, nonostante le importanti battaglie portate avanti nel corso degli anni da questi leader, dobbiamo constatare i seguenti limiti:</p>
<p>1) Chi parla di unità sono in diversi casi gli stessi dirigenti indipendentisti responsabili delle divisioni politiche e delle tensioni sorte all&#8217;interno dell&#8217;autonomismo e dell&#8217;indipendentismo Sardo nell&#8217;ultimo decennio.<br />
2) Chi parla di pluralismo sono gli stessi dirigenti di movimenti che portano avanti, divisi, programmi politici pressoché identici.<br />
3) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti non votati dal Popolo Sardo e non eletti in alcun consesso sociale, e pertanto politicamente spogliati del diritto di parlare in vece dell&#8217;isola nel momento in cui evitano il confronto con terze personalità e forze politiche operanti in Sardegna a tutela degli interessi della collettività.<br />
4) Di conseguenza chi parla di unità sono gli stessi dirigenti politici che hanno volontariamente eluso dal dibattito tutte le principali forze sardiste, tra cui il Partito Sardo d&#8217;Azione (promoter della mozione indipendentista in Consiglio regionale che ha riavviato il dibattito sulle riforme), Rossomori e Fortza Paris.<br />
5) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti che eludono dal dibattito un potenziamento delle forze sindacali a tutela della Sardegna, tra cui la Confederazione Sindacale Sarda.<br />
6) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti che non hanno mai proposto una bozza di riforma istituzionale della Sardegna.<br />
7) Chi parla di unità non è stato investito da alcuna benedizione divina nel poter parlare a nome dell&#8217;indipendentismo sardo, in quanto questi ormai estesosi ben oltre gli angusti spazi di movimenti che hanno lavorato poco ed insufficientemente per riformare se stessi prima che le istituzioni dell&#8217;isola.</p>
<p>Il rischio di autoreferenzialità da parte di tali sigle è manifestatamente elevato, ci si augura che il 25 venga quantomeno siglato un accordo di base affinché prendano forma nuove ipotesi di collaborazione nel quadro delle principali vertenze dell&#8217;isola. Un nulla di fatto non farebbe che confermare la necessità di superare classi dirigenti autoproclamatesi detentrici di battaglie che da sole non possono portare avanti.<br />
Grazie.</p>
<p><em>Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Riunione-indipendentista-ad-Oristano.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Post-elections: L&#8217;indipendentismo dei Sedda, dei Cumpostu e il sardismo dei Maninchedda</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 20:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).
Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2970" title="Fan - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="385" /></a>“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.</em></span><br />
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).</p>
<p>Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che spiega quale sia il livello culturale entro il quale è sprofondato questo bipolarismo italiano, fatto di risse e di minacce reciproche per conquistare fin l&#8217;ultimo plebeo scampato alla raccolta dei voti.<br />
Eppure, ve li immaginate degli indipendentisti che dopo aver volgarmente mandato “affanculo” i candidati del bipolarismo italiano si apparentano con qualcuno di essi ai ballottaggi per andare “affanculo” insieme? La cosa sarebbe oltremodo imbarazzante.<br />
Come sarebbe imbarazzante far finta di ignorare che “affanculo” <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/05/elezioni-comunali-bipartitismo-in-crisi-leaders-indipendentisti-spazzati-via-la-nostra-proposta/">sono stati mandati</a> i dirigenti indipendentisti che, a Cagliari, non solo non hanno convinto l&#8217;elettorato, ma hanno convinto poco gli indipendentisti stessi.</p>
<p>E così torna a galla la logica del “meno peggio”, quella dove in genere il vecchio retaggio ideologico indipendentista vede nella sinistra il danno minore. La stessa area politica che in Parlamento ha votato per estendere i poligoni militari, quelli oggi sotto inchiesta dalla Magistratura per inquinamento ambientale e umano, probabile causa di tante patologie cancerogene.</p>
<p>Eppure, l&#8217;indipendentismo dovrebbe iniziare a capire che non può presentarsi sempre da solo contro una legge elettorale bipolare ma deve potersi alleare programmaticamente (e quindi non ideologicamente in base alla stupidaggine del “meno peggio”) o con il centrodestra o con il centrosinistra, per poi in seguito staccarsi da entrambi i poli. Magari allorquando si avrà il coraggio di riparlare di proporzionale.<br />
Ma stare ai margini della vita politica, senza governare, forse può tornare utile solamente ai conservatori dell&#8217;indipendentismo, i quali possono abitualmente fare i martiri con la solita cerchia di persone ma senza proporre lo straccio di una riforma nell&#8217;interesse del proprio Popolo. E senza assumersi mai responsabilità per i disastri elettorali di cui sono i primi artefici.</p>
<p>Il problema dell&#8217;indipendentismo oggi è che non pone in cima alla sua agenda politica le riforme ma solo la propria autoreferenziale ideologia. Per esso è più importante la coerenza fine a se stessa che non &#8211; attraverso la compartecipazione ad un processo riformista &#8211; garantire a tutti i cittadini quegli strumenti che possano far maturare in loro una coscienza territoriale (ad esempio intervenendo su scuola e fisco).<br />
Altrove infatti il nazionalismo è cresciuto perché ha creato le condizioni propedeutiche affinché attraverso le riforme si sviluppasse la sua base elettorale, per poi, all&#8217;occorrenza, staccarsi decisamente anche dai poli centralisti.<br />
Parlare dei fallimenti del passato sardista non è una motivazione valida per non ripetere la strategia delle alleanze da parte indipendentista.<br />
Ma in Sardegna cosa ci vogliamo fare? Prima del 2005 l&#8217;indipendentismo non aveva nel suo vocabolario neppure il termine “riforme”, checché ne dicano i vari Franciscu Sedda, Bustianu Cumpostu, etc.<br />
Anzi, Sedda è addirittura riuscito a dividere gli indipendentisti in base alle bandierine (speriamo non volontariamente, anche se non ci crede nessuno) ed in un convegno a Cagliari il 29-01-11 si è addirittura domandato con i Rossomori cosa potrebbe mai fare un&#8217;isola di un milione e seicentomila abitanti contro gli oltre 60 milioni di italiani in tema di federalismo&#8230;<br />
Vi pare possibile che un indipendentista non sappia che la lingua (così come succede a Bolzano e persino in Québec) è lo strumento con il quale si porta avanti una politica sovranista a prescindere dai numeri?<br />
E che dire di Cumpostu? Da anni non riesce ad arrestare l&#8217;emorragia di consensi verso Sardigna Natzione, che nel corso dell&#8217;ultimo decennio ha perso la sua centralità nel panorama indipendentista. Come mai? Perché da parte sua e della sua cerchia non si ascoltano le critiche e non si dialoga mai seriamente con tutte le aree della società e dell&#8217;economia, né si è mai dedicata sufficiente attenzione alla comunicazione. A che serve quindi parlare di unità se poi si commettono sempre gli stessi errori che portano l&#8217;elettorato a darsela a gambe?<br />
Tutte persone intelligenti ma i cui atti spesso ci lasciano perplessi.<br />
L&#8217;indipendentismo nel suo complesso non ha neppure una strategia: perché non capisce che prima dei partiti italiani il “meno peggio”, se esiste, al di là del valore dell&#8217;alternanza, sono quelli territoriali. Ed i Riformatori Sardi, anche se non indipendentisti, sono un partito territoriale. A chi giova sfidare il bipolarismo italiano se dopo una discreta dose di indipendentisti vede nella sola sinistra “il meno peggio”?<br />
Una vera politica territoriale casomai dovrebbe avversare per prima i partiti italiani e non un partito autonomista.<br />
Allearsi non è comunque uno scandalo, purché lo si faccia preventivamente ed in base ad un programma. O sarebbe grottesco fare gli indipendentisti prima (in un primo turno) e i democristiani dopo (in un ballottaggio).</p>
<p>Poi ci sono ancora quegli indipendentisti che ritengono che un partito territoriale debba essere di destra o di sinistra. Se osserviamo i partiti nazionalisti che oggi in Europa stanno vincendo le principali tornate elettorali, notiamo con tutta tranquillità che tali modelli stanno portando avanti politiche centriste, con correnti sia liberali e sia socialdemocratiche. Ad esempio lo Scottish National Party ha dato attenzione tanto ai temi della sicurezza quanto a quelli del welfare, espugnando sia la destra filo-londinese, sia le vecchie roccaforti della sinistra filo-londinese. Ciò avviene ovunque, basti osservare l&#8217;N-VA Fiammingo in Belgio, o il CiU Catalano.<br />
Sanno parlare ai bisogni concreti del Popolo senza dividersi sulle ultime mode della corte di Madrid.<br />
E si consideri che in tali casi hanno anche un proprio Parlamento (conquistato grazie ad una vera fase autonomista e sovranista) nel quale talvolta leggiferano su materie etiche (le uniche per le quali oggi seriamente ci si potrebbe dividere sul versante progressista e conservatore). Ma il Consiglio Regionale Sardo non ha queste prerogative.<br />
In Italia le Lega Nord pesca voti persino dagli operai.</p>
<p>A questo confusionario quadretto indipendentista nostrano, privo di strategia e con una base di militanza allo sbando, possiamo aggiungere il classico gattopardismo sardista: quello che si rifugia nell&#8217;ordinaria amministrazione e che per non far brutta figura con alcune capre presenti nei partiti alleati, giunge a considerare il suo stesso statuto come folclorico ed antistorico.<br />
Chi sono le capre?<br />
Quelle che non distinguono la nazionalità dalla cittadinanza di uno Stato. E sono anche quelle che quando parlano di federalismo non lo interpretano mai in termini multinazionali.<br />
Vi pare possibile che un nazionalista possa farsi influenzare da una capra? Ovviamente no.<br />
Ci auguriamo insomma che Maninchedda dia qualche strigliata in più ai suoi colleghi di partito, perché avendo avuto il merito di sviluppare il Partito Sardo d&#8217;Azione nel Nuorese, potrà permettersi di alzare la voce contro quella componente di sardisti della domenica capitata chissà come e chissà quando nel PSD&#8217;AZ: individui che, come alcuni membri dei Rossomori, han preferito festeggiare l&#8217;unità d&#8217;Italia piuttosto che il 28 aprile, die de sa Sardigna.<br />
E poi ci sono anche indipendentisti che hanno il coraggio di chiedersi come mai il sardismo spesso non produca risultati&#8230;<br />
Naturalmente ci aspettiamo che i sardisti quando parlano di “nazionale” si riferiscano alla Sardegna e non al complesso di quella italiana, che invece dovrebbe essere definita statale.</p>
<p>Speriamo anche che Maninchedda parli di storia Sarda, non si capisce per quale motivo un sardista non debba lavorare per far introdurre la storia del proprio territorio nel rispettivo sistema scolastico. Il tutto, sia chiaro, senza dare alla storia attribuzioni nazionalistiche.<br />
Perché se i Sardi non conoscono la terra in cui camminano, che cosa diavolo dovrebbero tutelare? E&#8217; questa la domanda che ogni sardista un tempo poneva al vertice della sua azione politica, e non solo il disagio economico, che è una costante.</p>
<p>Siamo dunque la barzelletta di tutto il nazionalismo delle minoranze senza Stato occidentali.</p>
<p>Naturalmente si prendano queste righe per ciò che sono: una critica costruttiva.<br />
Chi le prende diversamente&#8230;beh&#8230;vada a quel paese, questa è la democrazia.<br />
E questa è la nostra cultura politica: il liberalismo di dire ciò che pensiamo, affinché si cresca.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-L%27indipendentismo%20dei....pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sulla delibera n.4 del comitato si.nonucle – Uscita di U.R.N. Sardinnya</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 01:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2952" title="Si-Nonucle - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="180" height="292" /></a>Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; a seguito della <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/DELIBERA-4-21-05-11.doc">delibera n. 4</a> del comitato &#8211; l&#8217;associazione U.R.N. Sardinnya venga esclusa dalla lista degli aderenti per le seguenti motivazioni:</p>
<p>- 1) Perché con tale delibera cessa la neutralità e la completa trasversalità del comitato che avrebbe dovuto riguardare ogni colore politico della Sardegna.<br />
- 2) Perché, pur condividendo i principi di eguaglianza di fronte alla legge (che dovrebbero costituzionalmente essere già garantiti) non riteniamo il legittimo impedimento una materia da rovesciare nel quadro della disputa interna al bipolarismo italiano ma materia da Corte Costituzionale (organo già interessato dalla vicenda). Inoltre i principi della nostra associazione ci impediscono di prendere parte ad una battaglia politica che riguarda solo il centrosinistra italiano e non il Popolo Sardo nel suo pluralismo. Ci atteniamo dunque in materia alle decisioni della Corte in quanto non riteniamo un referendum di parte come lo strumento idoneo a stabilire quali pesi e contrappesi debbano sussistere in una Repubblica tra il potere esecutivo e quello giudiziario, trovando dunque alquanto deboli le motivazioni assunte dalla delibera n.4.<br />
- 3) Perché, pur condividendo il principio dell&#8217;acqua come bene pubblico essenziale, da un&#8217;attenta analisi della normativa Ronchi non risulta alcuna privatizzazione dell&#8217;acqua nei termini entro i quali è stata presentata dai comitati per l&#8217;acqua pubblica ma si configura una decisa liberalizzazione dei servizi di distribuzione (più o meno perfettibili, a gestione integrata) così come avviene regolarmente da decenni (e senza i gravi problemi paventati) in tutto l&#8217;occidente (ed in parte anche nel nostro contesto). Si tratta pertanto di una materia esclusivamente inquadrabile in funzione propagandistica antigovernativa e dalle potenziali ricadute nocive per la gestione idrica in tutto il territorio statale.<br />
- 4) Perché non riteniamo le aziende private come elementi del tessuto sociale ed economico da inquadrare esclusivamente in maniera negativa, né da contrapporre agli enti pubblici. Circostanza che, diversamente, ci riporterebbe ad una visione ideologica della società abbondantemente superata e che la nostra associazione non può assolutamente condividere, così come ogni moderna società occidentale ed ogni moderno nazionalismo internazionale.<br />
- 5) Perché, come nazionalisti Sardi, riteniamo necessario eradicare via i partiti italiani dalla gestione clientelare (e non manageriale) degli enti pubblici (tra cui quelli idrici) che garantiscono loro ramificazione nel nostro territorio e coadiuvano l&#8217;inefficienza complessiva del servizio agli utenti, con i relativi deficit di bilancio a carico dei cittadini. L&#8217;Italia è uno degli ultimi Stati occidentali rimasti a lottizzare politicamente gli enti pubblici, un ritardo che, in quanto indipendentisti, non possiamo avvallare.<br />
- 6) Perché il coordinatore provvisorio del comitato Bustianu Cumpostu, essendo indipendentista, non può fare una campagna elettorale (quale quella delle comunali) in contrapposizione al bipolarismo italiano e poi essere lo stesso soggetto che condivide alcuni quesiti referendari interni alla disputa del bipolarismo italiano. Aspetto non deprecabile, ma che avrebbe dovuto essere chiarito in precedenza e/o con un accordo programmatico ed elettorale con tali forze, tra cui l&#8217;Italia dei Valori. Se si condivide una data linea politica, non lo si può fare a giorni alterni, sebbene da pulpiti diversi. Il nucleare è stato un tema il cui timore suscitato nell&#8217;Opinione Pubblica lo ha reso trasversale, ma il legittimo impedimento è un tema di tutt&#8217;altra natura.<br />
- 7) Perché dopo lo stop sul nucleare annunciato a Montecitorio il 24-05-11, riteniamo utile attendere l&#8217;eventuale verdetto della Cassazione in materia di validità del referendum anti-nucleare, e riteniamo quindi prematura e poco meditata la delibera n.4 del comitato, anche in relazione al costo del materiale propagandistico ordinato (nonostante il breve lasso di tempo che ci separa dal 12 giugno).</p>
<p>Invitiamo dunque i cittadini a votare contro il nucleare nel referendum del prossimo 12 giugno, qualora rimanga valido, e lasciamo libertà di coscienza, a seconda degli orientamenti politici, circa i restanti quesiti sulla gestione (e non sulla proprietà) dell&#8217;acqua ed il legittimo impedimento.</p>
<p>Siamo orgogliosi di aver contribuito nel nostro piccolo alla raccolta firme di SNI affinché venisse indetto il referendum del 15 maggio e ad aver divulgato, grazie alle migliaia di visite mensili al nostro network, i contenuti del comitato si.nonucle. Auguriamo dunque buon lavoro a tutto il comitato per i nuovi propositi di cui si è dotato.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Bomboi Adriano, 25-05-11.</em></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya – Nazionalisti Sardi</strong></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu">www.sanatzione.eu</a></p>
<p><em>urn.mediterraneo@gmail.com</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-No-si.nonucle.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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		<title>I Sardi dicono no al nucleare nel referendum promosso grazie a Sardigna Natzione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 02:09:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quorum raggiunto e referendum consultivo stravinto.
Stando ai dati forniti dalla Regione, quasi il 100% degli aventi diritto al voto che hanno partecipato a questo importante appuntamento con la democrazia si è espresso contro la possibilità che in Sardegna si facciano centrali nucleari e depositi di scorie radiologiche (come ad esempio alcuni rifiuti industriali).
Non si poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Centrale-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2920" title="Centrale - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Centrale-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="286" /></a>Quorum raggiunto e referendum consultivo stravinto.<br />
Stando ai dati forniti dalla Regione, quasi il 100% degli aventi diritto al voto che hanno partecipato a questo importante appuntamento con la democrazia si è espresso contro la possibilità che in Sardegna si facciano centrali nucleari e depositi di scorie radiologiche (come ad esempio alcuni rifiuti industriali).<br />
Non si poteva perdere: il disastro occorso in Giappone e gli innumerevoli dubbi e motivazioni a sostegno di una convinta avversione al nucleare hanno fatto breccia nei Sardi.<br />
Ma il nazionalismo Sardo non ha proposto il referendum per cavalcare la paura collettiva, come non si può affermare che il merito di Sardigna Natzione (e del suo coordinatore Bustianu Cumpostu) sia stato solo quello di aver raccolto le firme che hanno consentito ai Sardi di dare la loro opinione contro la linea del Governo centrale, il merito di SNI è stato anche quello di ricordare al Popolo Sardo che la Sardegna produce abitualmente più energia di quella consumata. Il resto della penisola è un caso diverso.<br />
I temi contro il nucleare dunque non sono stati solo quelli relativi alla sicurezza, ma quelli relativi al motivo di fondo per il quale si avvia una infrastruttura strategica in un territorio, un motivo riassumibile nel quesito: è utile o meno?<br />
Ecco perché chi temeva che i Sardi non votassero contro il nucleare (ma anche coloro che erano a favore) ricordavano spesso che il nucleare esiste anche in Francia e le radiazioni non hanno frontiere geopolitiche. Una giustificazione dettata da una rassegnazione che si è rivelata infondata, perché oltre 800.000 Sardi hanno dato il loro convinto parere. Non si è trattato solo di una scelta sulla sicurezza o sulla generazione tecnologica dell&#8217;eventuale centrale atomica Sarda, si è trattato del fatto che in una democrazia un Popolo ha il diritto di scegliere la sua politica energetica senza imposizioni, a maggior ragione quando il suo territorio esprime già un surplus energetico e sopporta sulle proprie spalle decine di installazioni militari che gravano sull&#8217;economia e sul territorio secondo diverse forme. Lo diciamo, pur essendo questo uno spazio che ha tradizionalmente sempre avuto un grande rispetto della professione militare.<br />
I partiti italiani, ed in particolar modo il Partito Democratico, non solo non hanno speso alcun impegno per la promozione del referendum consultivo contro il nucleare (al di là della concreta ipotesi che non si faccia comunque una centrale), ma si sono avvicendati propagandisticamente a questa battaglia politica solo di recente, tentando di cavalcare il lavoro fatto dall&#8217;indipendentismo Sardo. Perché i partiti italiani arrivano sempre in ritardo, e se possono, si mettono anche di traverso. Il PD ad esempio votò per l&#8217;ampliamento del poligono militare di Quirra in materia di sperimentazioni nel nostro ambiente, ma oggi finge interesse per la nostra isola e solo in chiave anti-berlusconiana.<br />
Il PDL Sardo invece dal canto suo dovrebbe domandarsi che senso abbia permanere in un organismo verticistico e centralistico come il PDL romano, le cui scelte sono in netto contrasto con le esigenze della Sardegna e del suo sviluppo. Ci chiediamo anche come mai l&#8217;Italia dei Valori si sia interessata solo recentemente al lavoro del comitato anti-nucleare coordinato da Bustianu Cumpostu. Il nazionalismo Sardo non ha tempo da perdere con questo grossolano ritardo culturale della politichetta italiana nella sua guerra tra bande.<br />
Lo stesso comitato “si.nonucle” non potrebbe chiamarsi fuori da una sana e costruttiva critica: nel corso di questi mesi la trasversalità dei membri e la neutralità ideologica avrebbe potuto rappresentare la chiave capace di aprire la porta ad una maggiore partecipazione del referendum da parte dei Sardi (nonostante gli oltre 800.000 elettori abbiano dato un senso di unità e convinzione che spazza via lo stereotipo dei Sardi pigri e divisi), ma ciò non è avvenuto a causa della parzialità ideologica di alcune componenti che hanno allontanato parecchie personalità dall&#8217;aderire al comitato, ed anche a causa dello scarso coinvolgimento di terze amministrazioni/formazioni politiche italiane che avrebbero potuto dare un maggior contributo nell&#8217;informazione ai cittadini sul territorio. In alcuni casi infatti Sardigna Natzione ha sprecato il suo impegno senza raggiungere la cittadinanza e reiterando solo nel proprio circuito politico le ragioni del referendum: una linea autoreferenziale già tristemente nota non solo in Sardigna Natzione ma anche in diverse sigle indipendentiste. In qualità di partner, U.R.N. Sardinnya nel 2010 si ritrovò a contattare diversi parlamentari e politici del centrodestra, scoprendo che molti di essi non erano a conoscenza dell&#8217;esistenza del comitato, benché i suoi vertici affermassero il contrario. Non vi erano quindi fin dall&#8217;inizio i requisiti minimi di trasversalità necessari allo sviluppo ed al peso del comitato. Per il successo plebiscitario dello scorso 15 maggio, oltre al drammatico incidente atomico giapponese, si deve pertanto ringraziare non solo Sardigna Natzione per aver reso possibile l&#8217;evento, ma anche la serie di associazioni, altri comitati anti-nucleare e svariate personalità e formazioni politiche che, indipendentemente dal comitato “si.nonucle”, hanno raggiunto la cittadinanza informandola sull&#8217;inutilità del nucleare.</p>
<p>A Roma sappiano che da oggi i Sardi sanno essere attenti e compatti, ma, come ha affermato anche la musicista Sarda Claudia Aru, sappiano che questo fenomeno è partito dall&#8217;indipendentismo, che storicamente (come il vecchio PSD&#8217;AZ), è sempre stato il vero punto di riferimento della politica Sarda. C&#8217;è una minoritaria Nazione Sarda che vuole elevarsi al pari di quella italiana per poter contare in Europa e nel mondo, continuiamo dunque a sostenere i partiti Sardi e non quelli italiani affinché nessun governo romano, di qualsiasi colore politico, possa solo immaginare di deturpare l&#8217;enorme potenziale economico e culturale della Sardegna.</p>
<p>U.R.N. Sardinnya invita a votare contro il nucleare al referendum statale abrogativo del prossimo 12 giugno, qualora rimanga in vigore, e lascia libertà di coscienza agli elettori sui restanti quesiti referendari, che riteniamo <span style="text-decoration: underline;">esclusivamente ideologici</span>.</p>
<p>- Uno dei manifesti del comitato “si.nonucle” contravvenenti alle regole di neutralità previste per la promozione del referendum: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/IMAG0661%20-%20URN%20Sardinnya.jpg">JPG</a></p>
<p><em>Di Melis R. e Bomboi A.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Vittoria%20SNI.NONUCLE.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Referendum sul nucleare del 15 maggio: perché votare SI&#8217;!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 01:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori,
Da oggi fino al 15 maggio, data in cui si svolgerà il referendum consultivo sulla eventuale presenza del nucleare in Sardegna, questa pagina esprimerà la nostra ferma e convinta posizione.
Nella scheda troverete il seguente quesito:
“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/Petrolchimicu-SARAS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2574" title="Petrolchimicu SARAS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/Petrolchimicu-SARAS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="340" height="212" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Da oggi fino al 15 maggio, data in cui si svolgerà il referendum consultivo sulla eventuale presenza del nucleare in Sardegna, questa pagina esprimerà la nostra ferma e convinta posizione.<br />
Nella scheda troverete il seguente quesito:</p>
<p><span style="color: #0000ff;">“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti ?”<strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>VOTA SI&#8217;!</strong></span></p>
<p>Senza alcun limite ideologico “di destra o sinistra”, per l’obiettivo di portare il Popolo Sardo al centro delle democratiche scelte che riguardano il suo futuro, abbiamo aderito ai Comitati di opposizione all’ipotesi del nucleare in Sardegna con una doppia motivazione:</p>
<p>1) Perché la Sardegna non solo produce fin da oggi il sufficiente fabbisogno energetico da fonti convenzionali e con capacità di estensione alle rinnovabili, ma da sempre ne esporta tale surplus verso il resto d’Italia.</p>
<p>2) Perché la presenza di una centrale nucleare e/o di un deposito di scorie radiologiche – e nonostante Paesi vicini come la Francia ospitino comunque centrali atomiche – aumenterebbe esponenzialmente inutili rischi a danno della Sardegna e incrinerebbe seriamente l’immagine dell’enorme patrimonio naturalistico Sardo. Le cui potenzialità economiche sono ancora da valorizzare.</p>
<p>Bisogna inoltre considerare l&#8217;enorme mole di sperequazioni a danno dell&#8217;isola: oltre al primo punto, è necessario considerare l&#8217;ingente debito maturato dallo Stato Italiano con la Regione Sardegna, per miliardi di euro, derivante dalle tasse dei nostri concittadini, non restituite (ai sensi dell&#8217;art. 8 della R.A.S.). Bisogna inoltre considerare le mancate entrate delle accise petrolchimiche, anch&#8217;esse per un importo di svariati miliardi di euro, che la Regione non ha potuto incassare data l&#8217;assenza di una reale autonomia Sarda.<br />
Non si tratta di una posizione esclusivamente utilitaristica, ma neppure esclusivamente territoriale, identitaria o localistica. In una Repubblica democratica e civile, il cittadino deve essere consapevole che per poter offrire collaborazione, in uno Stato bisogna anche ricevere. Solo negli Stati autoritari vi sono comunità passive da un lato e dominanti dall&#8217;altro.<br />
Ricordiamo che la partecipazione al referendum &#8211; a prescindere dalla concreta o remota possibilità che si avvii una installazione nucleare in Sardegna &#8211; ha un valore politico poiché servirà a mandare un messaggio preciso verso il centralismo romano: il Popolo Sardo ha il diritto di decidere autonomamente la politica energetica del suo territorio, senza imposizioni calate dall&#8217;alto.</p>
<p>Ringraziamo il movimento Sardigna Natzione per la raccolta delle oltre 16.000 firme che nel 2010 hanno consentito la proposizione del referendum.<br />
Tra i vari, partecipano alla battaglia: membri del PD, di FLI, del Popolo della Libertà, dell’IDV, dei Riformatori Sardi, del ProgReS, ma anche IRS, AMPI, Fortza Paris, il Partito Sardo d’Azione, i Rossomori, membri della Sinistra Sarda e la Confederazione Sindacale Sarda, assieme a diverse istituzioni e tante personalità della nostra cultura.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Si%27%20contro%20il%20nucleare.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>FISMIC operai Sarda si unisce alla battaglia contro il nucleare: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/COMUNICATO-Fismic-Referendum.pdf">Comunicato in PDF</a></p>
<p><strong>Ass.ne U.R.N. Sardinnya &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>SNI: Il vento gira, annientato inceneritore Agripower</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 03:16:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Riceviamo e pubblichiamo:
Su bentu est girande, sa soverania populare s’est pesande.
Dal referendum di Buddusò un esempio per la Sardegna: La sovranità popolare ferma la lobby politico-affaristica che voleva lucrare sulla finta energia rinnovabile di un inceneritore mascherato da termovalorizzatore. La mascheratura da Fata Turchina serviva, come per l’inceneritore proposto a suo tempo ad Ottana,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/SNatzione-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2556" title="SNatzione - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/SNatzione-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="340" height="210" /></a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Riceviamo e pubblichiamo:</em></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Su bentu est girande, sa soverania populare s’est pesande.</span></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Dal referendum di Buddusò un esempio per la Sardegna: La sovranità popolare ferma la lobby politico-affaristica che voleva lucrare sulla finta energia rinnovabile di un inceneritore mascherato da termovalorizzatore. La mascheratura da <em>Fata Turchina</em> serviva, come per l’inceneritore proposto a suo tempo ad Ottana,  per rientrare in tutte le agevolazioni previste per l’energia rinnovabile e specialmente dal CIP6, fregandosene altamente di tutti i danni che avrebbe causato all’ambiente ed alla salute delle popolazioni limitrofe. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La convenienza economica delle centrali a biomasse è basata unicamente sul fatto che ricevono i lauti contributi previsti dal CIP6 per i generatori di energie rinnovabili e assimilati, senza detto contributo  sarebbero nettamente in perdita ed ogni kwh prodotto avrebbe un costo altissimo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Se i cittadini di Buddusò non avessero bocciato nettamente la centrale a biomasse, avrebbero avuto non solo un serio danno all’ambiente ed alla propria salute ma anche una sonora beffa economica, in quanto, parte rilevante delle prebende godute dalle lobby politico-affaristiche, le avrebbero dovute sborsare loro e tutto il Popolo Sardo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il contributo CIP6 è costituito infatti da una quota regionale, che i buddusoini avrebbero dovuto pagare in quanto Sardi e da una quota statale che avrebbero dovuto pagare in quanto contribuenti della fiscalità dello Stato. Inoltre, avendo l’energia generata dai termovalorizzatori un alto costo di produzione e dovendola obbligatoriamente conferire all’ENEL, ciò avrebbe contribuito ad innalzare il prezzo del kwh fatto pagare in bolletta.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sardigna Natzione Indipendentzia, non solo è assolutamente solidale con i cittadini di Buddusò e con il sindaco, che ha fatto il suo dovere, ma sarà vigile e pronta a mobilitarsi, insieme alla popolazione, per tutelare la volontà popolare ed impedire che affaristi e <em>onorevoleddos</em> della politica mandino avanti lo scellerato progetto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">SNI chiede anche che chi, pur essendo consapevole della contrarietà popolare, ha la responsabilità di aver concesso licenze e nulla osta alla Agripower, prenda atto dell’illegalità commessa e rassegni dignitose dimissioni.</span></span></span></p>
<p><em><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Nuoro, 21-02-2011.</span></span></span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><em>Bustianu Cumpostu, Sardigna Natzione.</em><br />
</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/SNI su Agripower.doc">Iscarica custu articulu in DOC</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<item>
		<title>Sardigna Natzione inaugura la sede di Ittiri: Ritorna il Partidu Sotzialista Sardu?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 17:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nostri complimenti a Sardigna Natzione per la recente inaugurazione della nuova sede di Ittiri del Sassarese: l&#8217;evento dei paradossi indipendentisti.
Tra gli invitati: Gavino Sale (IRS), Cristiano Sabino (AMPI), Claudia Zuncheddu (Rossomori), etc.
Quasi tutti di sinistra. Persone rispettabilissime ma&#8230;.Sardigna Natzione, quando intende crescere?
Un movimento che dopo la guerra fredda aveva fondato la sua rinascita sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/SNI-in-Ittiri-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2454" title="SNI in Ittiri - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/SNI-in-Ittiri-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="330" height="220" /></a>I nostri complimenti a Sardigna Natzione per la recente inaugurazione della nuova sede di Ittiri del Sassarese: l&#8217;evento dei paradossi indipendentisti.<br />
Tra gli invitati: Gavino Sale (IRS), Cristiano Sabino (AMPI), Claudia Zuncheddu (Rossomori), etc.<br />
Quasi tutti di sinistra. Persone rispettabilissime ma&#8230;.Sardigna Natzione, quando intende crescere?</p>
<p>Un movimento che dopo la guerra fredda aveva fondato la sua rinascita sul superamento della sola ideologia socialista, aprendosi pertanto con Angelo Caria alla<br />
necessità di creare un moderno soggetto politico pluralista, può essere lo stesso soggetto politico che non invita altri partiti (indipendentisti ma soprattutto autonomisti) Sardi alle proprie iniziative?<br />
E qualora terzi non si avvicinassero, si è mai chiesto del perché?<br />
Inoltre: un simile soggetto riformista (ma nei fatti apparentemente conservatore), può essere lo stesso movimento politico che non rinuncia ad iconografie nostalgiche di matrice ideologica come il Che Guevara?<br />
Infine: a che serve parlare di unità quando nella pratica il metodo danneggia i buoni contenuti?</p>
<p>Ad Ittiri, nella sua gioviale atmosfera di cordialità, si è in realtà consumato l&#8217;ennesimo schiaffo al pluralismo della Nazione Sarda e l&#8217;ennesima pacca sulla spalla ad un circuito indipendentista settarista, autoreferenziale, che fonda le ragioni della sua esistenza attorno ad un nucleo politico-elettorale marginale che, di elezione in elezione, si fraziona sempre più e perde anche i pochi consensi storicamente conseguiti.<br />
Ed è proprio questo a stupire e contemporaneamente deludere: ci si domanda infatti se un leader come Bustianu Cumpostu, dopo l&#8217;importante lavoro (di cui gli siamo grati) per la divulgazione di una coscienza territoriale in Sardegna svolto nel corso degli anni, non si sia eccessivamente piegato sul passato nel timore di rinnovare veramente il proprio progetto politico.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-SNI%20ad%20Ittiri.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sardigna Natzione e Rossomori contro l&#8217;inquinamento cancerogeno di Quirra</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 15:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Quirra, morti veri in guerre simulate:
Alla commemorazione dei caduti nelle guerre vere, presto in Sardegna dovremo aggiungere quella dei caduti nelle guerre simulate.
La verità e scomoda ma non si può più nascondere, la Sardegna è la Mururoa italiana. Lo stato italiano, come quello francese a Mururoa, atollo della Polinesia, con le guerre simulate, sperimenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Quirra-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2386" title="Quirra - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Quirra-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="260" /></a>A Quirra, morti veri in guerre simulate:</p>
<p>Alla commemorazione dei caduti nelle guerre vere, presto in Sardegna dovremo aggiungere quella dei caduti nelle guerre simulate.<br />
La verità e scomoda ma non si può più nascondere, la Sardegna è la Mururoa italiana. Lo stato italiano, come quello francese a Mururoa, atollo della Polinesia, con le guerre simulate, sperimenta in Sardegna armi ed esplosivi che uccidono anche indirettamente.<br />
Quasi una strage: tra i pastori che stanziano a Quirra, gli abitanti dei paesi vicini e i militari che lavorano nel Poligono.<br />
La situazione non è molto diversa nel poligono di tiro di Teulada che noi indipendentisti nel 2005 siamo andati e verificare di persona, con un blitz via mare per il quale saremo presto chiamati a processo.<br />
Chie bos faghet lutu mortos de Quirra?. Non certo lo stato italiano che per l’uso dei poligoni interforze lucra facendosi pagare l’affitto da parte degli eserciti stranieri che vengono a provare le loro armi.<br />
Ci chiediamo, quanto ci è costata fin&#8217;ora e quanto ci costerà ancora questa servitù di sudditanza? I pochi salari ed i miseri risarcimenti promessi sono paragonabili ai costi umani subiti dalle popolazioni ed ai costi ambientali subiti dal territorio?</p>
<p>Non possiamo più credere alle loro falsità, i controllati non possono essere i controllori di se stessi, come dice Mariella Cao del comitato “Gettiamo le Basi”, altrimenti cadremo anche noi nell’assurdo francese secondo il quale gli esperimenti atomici fanno male ai francesi di Francia ma non ai francesi d’oltre mare della colonia polinesiana di Mururoa.<br />
Devono andare via, pagare i danni ed andare via, la loro presenza non è più tollerabile, non solo impoverisce ed ammalora il nostro Popolo, ma avvelena il territorio in maniera difficilmente riconducibile.</p>
<p>Saremo costretti ad aggiungere un’altra chiamata a processo a quelli già in corso.</p>
<p><em>Di Bustianu Cumpostu (Sardigna Natzione), Nuoro 04-01-11.</em></p>
<p>Anche Claudia Zuncheddu, dei Rossomori, chiede a Liori che su quanto sta accadendo nel Sarrabus venga fatta chiarezza dopo anni di sospetti, accuse e smentite. «La relazione dei veterinari delle Asl di Cagliari e di Lanusei &#8211; dice &#8211; confermano e certificano una verità drammaticamente conosciuta dalla popolazione del Sarrabus. Su questa lunga catena di sofferenza e di morte le istituzioni hanno l&#8217;obbligo di intervenire».<em> &#8211; La Nuova Sardegna, 05-01-11.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-SNI%20e%20Rossomori%20su%20Quirra.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/uranio-e-dintorni-intervista-al-maresciallo-marco-diana/">Intervista al maresciallo Marco Diana</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>D. Corraine: Sa Natzione Italiana esistit! In intro de un&#8217;istadu plurinatzionale</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 01:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A 150 annos dae sa nàschida de s&#8217;istadu &#8220;italianu&#8221;, semus in un&#8217;època de cunfrontu e de cuntierras, cun sas pregontas sòlitas de &#8220;chie semus, dae benimus, it&#8217;est s&#8217;istadu italianu, it&#8217;est sa natzione italiana?&#8221;.
A dolu mannu, in Sardigna, no nde semus faeddende meda de custu tema e de totu su chi rapresentat custa data, nois de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Limbas-UE-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2347" title="Limbas UE - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Limbas-UE-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="273" height="235" /></a>A 150 annos dae sa nàschida de s&#8217;istadu &#8220;italianu&#8221;, semus in un&#8217;època de cunfrontu e de cuntierras, cun sas pregontas sòlitas de &#8220;chie semus, dae benimus, it&#8217;est s&#8217;istadu italianu, it&#8217;est sa natzione italiana?&#8221;.</p>
<p>A dolu mannu, in Sardigna, no nde semus faeddende meda de custu tema e de totu su chi rapresentat custa data, nois de su movimentu natzionale sardu. E finas ca podet servire a determinare una istrategia de liberatzione prus crara.<br />
E, imbetzes, diat tocare a lu fàghere custu cunfrontu, ca sas ideas nostras non mi parent semper craras o unitàrias.</p>
<p>Pro nde leare una de custas ideas, b&#8217;at chie, pro afirmare sos deretos e s&#8217;esistèntzia de sa natzione sarda, negat s&#8217;esistèntzia de sa natzione italiana. A nàrrere sa veridade, no est neghende sos deretos de sos àteros chi afirmamus sos nostros! Tando, devimus decrarare, sena tìmere de nos faddire, chi sa natzione italiana esistit ma non currispondet a s&#8217;istadu italianu. Bi diat mancare àteru! Su chi devimus nàrrere, s&#8217;in casu, est chi s&#8217;istadu italianu no est &#8220;mononatzionale&#8221; (in ue currispondet natzione=istadu), ma est un&#8217;istadu nàschidu dae sa voluntade de una natzione majoritària, sa natzione italiana de si dare sos poderes de s&#8217;istadu, inglobende àteras natziones, cun s&#8217;idea de las assimilare: sa natzione sarda, sa friulana, etc.<br />
Su Risorgimentu est istadu unu movimentu legìtimu de sa natzione italiana, chi, però, at negadu su &#8220;risorgimentu&#8221; de sas àteras natziones inglobadas a fortza.</p>
<p>Duncas sa natzione sarda est una de sas natziones de s&#8217;istadu italianu, chi est, duncas, chi agradet o nono, un&#8217;istadu plurinatzionale. Una plurinatzionalidade chi, in parte, in manera ogetiva, sa Republica italiana at dèvidu ammìntere in su 1999, cun sa lege 482 chi reconnoschet àteras 12 comunidades natzionales, in sinu suo, chi faeddant àteras 12 limbas.<br />
E tando sa natzione italiana de ite est cumposta? Est craru, dae totu su pòpulu de s&#8217;istadu, francu sas 12 comunidades natzionales numenadas in sa lege 482/99.</p>
<p>E tando totu sas ipòtesis polìticas de natzione vèneta, piemontesa, etc. non tenent perunu sentidu, ca sunt parte de sa natzione italiana, un&#8217;articulazione regionale, comente in Sardigna lu podet èssere s&#8217;Ogiastra, sa Baronia, su Montiferru, su Barigadu, Sos Campidanos, sa Costera, etc.</p>
<p>Non podimus negare s&#8217;esistèntzia de sa natzione italiana finas ca, si nono, chie est chi nos at custrintu a intrare in un istadu prus mannu de su chi li tocaiat, si non sa natzione italiana? Su paradossu est chi, si no esistit sa natzione italiana, a sa pregonta &#8220;chie càtzigat e negat sa natzione sarda?&#8221; dìamus dèvere rispòndere &#8220;nemos!&#8221;, comente Ulisse a Polifemu.</p>
<p>Est craru finas chi sa plurinatzionalidade sua no est ammìntida dae s&#8217;istadu italianu, nen dae sos polìticos nen dae sos intelletuales. Comente est craru chi non b&#8217;at perunu cuadru istitutzionale o giurìdicu (francu sa 482/99 in contu de limba) capatzu de assegurare a sas natziones chi sunt in intro de sa Repùblica italiana su deretu a s&#8217;autodeterminatzione. Ma custa de sa soverania e de s&#8217;autodeterminatzione est totu un&#8217;àtera idea chi cheret afortida in Sardigna, pro la pòdere impònnere a s&#8217;istadu italianu, in cale si siat forma!</p>
<p>Ma natzione italiana esistit, duncas, e nois Sardos no nde semus una parte!</p>
<p><em>De Diegu Corràine &#8211; <a href="http://limbasnatziones.tempusnostru.it">http://limbasnatziones.tempusnostru.it</a> (2010).</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/URN-Sardinnya-Lopinione-Italia-plurinatzionale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Sardigna Natzione commemora i patrioti di Palabanda</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 22:01:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IN S’ANNU 1812 IN D’UNA ZONA DE CASTEDDU CRAMADA PALABANDA, PATRIOTAS SARDOS, ISTUDIADOS E POPULANOS NON SUPORTANDE PRUS S’OPRESSIONE DE SOS SAVOIAS ORDINT UNA REBELLIONE PRO SU 30 DE SANTUGAINI. ISPIADAS E MALASORTE FAINT FALLIRE SA PESADA.
MORIANT IN SA FURCA: SALVATORE CADEDDU, RAIMONDO SORGIA, GIOVANNI PUTZOLU.
CUNDANNADOS A MORTE IN CONTUMACIA: GAETANO CADEDDU, GIUSEPE ZEDDA, FRANCESCO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Palabanda-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2113" title="Palabanda - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Palabanda-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="615" height="451" /></a>IN S’ANNU 1812 IN D’UNA ZONA DE CASTEDDU CRAMADA PALABANDA, PATRIOTAS SARDOS, ISTUDIADOS E POPULANOS NON SUPORTANDE PRUS S’OPRESSIONE DE SOS SAVOIAS ORDINT UNA REBELLIONE PRO SU 30 DE SANTUGAINI. ISPIADAS E MALASORTE FAINT FALLIRE SA PESADA.</strong></p>
<p>MORIANT IN SA FURCA: SALVATORE CADEDDU, RAIMONDO SORGIA, GIOVANNI PUTZOLU.<br />
CUNDANNADOS A MORTE IN CONTUMACIA: GAETANO CADEDDU, GIUSEPE ZEDDA, FRANCESCO GARAU, IGNAZIO FANNI.<br />
A S&#8217;ERGASTULU: GIOVANNI CADEDDU, ANTONIO MASSA.<br />
A SU REMU A VIDA: GIACOMO FLORIS, PASQUALE FANNI.<br />
A SU CONFINU: SOS ATEROS IMPUTADOS<br />
BENIDE CHIN NOIS A TORRARE ONORE A SOS PATRIOTAS DE PALABANDA E A TOTU SOS CUMBATENTES PRO SA LIBERTADE DE SA NATZIONE SARDA.</p>
<p>Bustianu Cumpostu – Coor. Sardigna Natzione, 31-10-2010.</p>
<p><em>www.sardignanatzione.eu</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-SNI%20ricorda%20Palabanda.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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