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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; cumpostu</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Credibilità? Ma perché i vari Sale, Cumpostu, Acampora, Meloni e Sabino non parlano di riforme?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripetere aiuta.
Se un qualsiasi cittadino stilasse la classifica dei vari partiti Sardi non saprebbe che pesci prendere.
Perché e cosa dovrebbe scegliere?
Un partito che, ad esempio, parla di ambiente? Lo fanno tutti.
Un partito che parla di sovranità? Lo fanno tutti.
Un partito che, per conseguenza, parla di riforme? Non lo fa nessuno.
Ebbene sì, è proprio questo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Solone-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3691" title="Solone - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Solone-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="440" /></a>Ripetere aiuta.</p>
<p>Se un qualsiasi cittadino stilasse la classifica dei vari partiti Sardi non saprebbe che pesci prendere.<br />
Perché e cosa dovrebbe scegliere?<br />
Un partito che, ad esempio, parla di ambiente? Lo fanno tutti.<br />
Un partito che parla di sovranità? Lo fanno tutti.<br />
Un partito che, per conseguenza, parla di riforme? Non lo fa nessuno.<br />
Ebbene sì, è proprio questo il problema. A cosa serve un blocco di partiti (o peggio, una frammentazione di partiti simili) i quali dicono tutti le stesse cose ma non interagiscono sotto il profilo delle riforme?<br />
A che ci servono movimenti che non fanno pressioni per modificare lo status istituzionale della vecchia Autonomia regionale lasciandola in balia di forze centraliste?<br />
L&#8217;enorme paradosso è che oggi il percorso per le riforme (che dovrebbero dare più poteri alla Sardegna per svincolarsi meglio da una crisi che ha origini non solo internazionali ma anche interne) viene portato avanti dallo stesso autonomismo che invece i vari leader indipendentisti contestano.<br />
Si tratta di un vecchio modo di concepire la politica. Abbiamo tra le mani l&#8217;obsoleta intransigenza di una galassia indipendentista ridottasi agli slogan nella speranza che terzi facciano il lavoro che non sono in grado di portare avanti.<br />
Da parte sua “A Manca pro s&#8217;Indipendentzia” ha quantomeno riconosciuto l&#8217;esigenza di riformare le strutture della Regione Sarda, peccato che da circa un anno abbia promosso il deprimente spettacolo di un dialogo tra movimenti indipendentisti incapaci di realizzare una piattaforma politica: infatti continuano a mercanteggiare su quali punti possano trovarli uniti quando nella realtà li hanno tutti simili se non identici.<br />
Ma prima ancora che si parli di riforme istituzionali, quanti e quali leader indipendentisti avete sentito parlare di strumenti economici attuabili e perseguibili già presenti nello Statuto Autonomo Regionale? Quali pressioni politiche hanno effettuato per portarli avanti?<br />
Parliamo ad esempio dell&#8217;art. 12, la zona franca. In tutto il pianeta esistono forme di defiscalizzazione e deregulation mirate a far crescere l&#8217;economia sviluppando gli investimenti su vari settori, ma qui non se ne parla. Un tema troppo “sardista” forse?<br />
A che ci servono indipendentisti che non fanno gli indipendentisti? Domanda lecita datosi che da qualche tempo a questa parte si sente parlare di “indipendentismo moderno”.<br />
Talvolta si mettono di traverso persino all&#8217;infrastrutturazione dell&#8217;isola.<br />
In cosa consiste dunque questa modernità? Pur non riuscendoci, come oggi, in passato il sardismo tentava di governare per modificare le sorti della sovranità Sarda, oggi i “modernisti” dell&#8217;indipendentismo non tentano neppure di modificarla. Si limitano a sperare che lo facciano altri per loro e si sentono con la coscienza a posto.<br />
Siamo sicuri che i responsabili con nome e cognome di questo “progresso” non abbiano rallentato il processo politico di emancipazione della Sardegna?</p>
<p>La storia dirà la sua, ma nel frattempo forse sarebbe ora di rottamare l&#8217;attuale indipendentismo e la sua “classe dirigente”.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Mancate%20riforme.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Post-elections: L&#8217;indipendentismo dei Sedda, dei Cumpostu e il sardismo dei Maninchedda</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 20:29:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).
Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2970" title="Fan - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Fan-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="385" /></a>“La lealtà ostentata è un&#8217;impostura raffinata”.</em></span><br />
Francois de La Rochefoucauld (1613 – 1680).</p>
<p>Dico la verità: a me non è piaciuta la campagna elettorale cagliaritana. Troppi veleni e troppi barbagianni venuti dalla penisola e prendere alla manina questo o quel candidato per indicarlo ai villici come il migliore in grado di guidarli. Uno spettacolo indecente e che spiega quale sia il livello culturale entro il quale è sprofondato questo bipolarismo italiano, fatto di risse e di minacce reciproche per conquistare fin l&#8217;ultimo plebeo scampato alla raccolta dei voti.<br />
Eppure, ve li immaginate degli indipendentisti che dopo aver volgarmente mandato “affanculo” i candidati del bipolarismo italiano si apparentano con qualcuno di essi ai ballottaggi per andare “affanculo” insieme? La cosa sarebbe oltremodo imbarazzante.<br />
Come sarebbe imbarazzante far finta di ignorare che “affanculo” <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/05/elezioni-comunali-bipartitismo-in-crisi-leaders-indipendentisti-spazzati-via-la-nostra-proposta/">sono stati mandati</a> i dirigenti indipendentisti che, a Cagliari, non solo non hanno convinto l&#8217;elettorato, ma hanno convinto poco gli indipendentisti stessi.</p>
<p>E così torna a galla la logica del “meno peggio”, quella dove in genere il vecchio retaggio ideologico indipendentista vede nella sinistra il danno minore. La stessa area politica che in Parlamento ha votato per estendere i poligoni militari, quelli oggi sotto inchiesta dalla Magistratura per inquinamento ambientale e umano, probabile causa di tante patologie cancerogene.</p>
<p>Eppure, l&#8217;indipendentismo dovrebbe iniziare a capire che non può presentarsi sempre da solo contro una legge elettorale bipolare ma deve potersi alleare programmaticamente (e quindi non ideologicamente in base alla stupidaggine del “meno peggio”) o con il centrodestra o con il centrosinistra, per poi in seguito staccarsi da entrambi i poli. Magari allorquando si avrà il coraggio di riparlare di proporzionale.<br />
Ma stare ai margini della vita politica, senza governare, forse può tornare utile solamente ai conservatori dell&#8217;indipendentismo, i quali possono abitualmente fare i martiri con la solita cerchia di persone ma senza proporre lo straccio di una riforma nell&#8217;interesse del proprio Popolo. E senza assumersi mai responsabilità per i disastri elettorali di cui sono i primi artefici.</p>
<p>Il problema dell&#8217;indipendentismo oggi è che non pone in cima alla sua agenda politica le riforme ma solo la propria autoreferenziale ideologia. Per esso è più importante la coerenza fine a se stessa che non &#8211; attraverso la compartecipazione ad un processo riformista &#8211; garantire a tutti i cittadini quegli strumenti che possano far maturare in loro una coscienza territoriale (ad esempio intervenendo su scuola e fisco).<br />
Altrove infatti il nazionalismo è cresciuto perché ha creato le condizioni propedeutiche affinché attraverso le riforme si sviluppasse la sua base elettorale, per poi, all&#8217;occorrenza, staccarsi decisamente anche dai poli centralisti.<br />
Parlare dei fallimenti del passato sardista non è una motivazione valida per non ripetere la strategia delle alleanze da parte indipendentista.<br />
Ma in Sardegna cosa ci vogliamo fare? Prima del 2005 l&#8217;indipendentismo non aveva nel suo vocabolario neppure il termine “riforme”, checché ne dicano i vari Franciscu Sedda, Bustianu Cumpostu, etc.<br />
Anzi, Sedda è addirittura riuscito a dividere gli indipendentisti in base alle bandierine (speriamo non volontariamente, anche se non ci crede nessuno) ed in un convegno a Cagliari il 29-01-11 si è addirittura domandato con i Rossomori cosa potrebbe mai fare un&#8217;isola di un milione e seicentomila abitanti contro gli oltre 60 milioni di italiani in tema di federalismo&#8230;<br />
Vi pare possibile che un indipendentista non sappia che la lingua (così come succede a Bolzano e persino in Québec) è lo strumento con il quale si porta avanti una politica sovranista a prescindere dai numeri?<br />
E che dire di Cumpostu? Da anni non riesce ad arrestare l&#8217;emorragia di consensi verso Sardigna Natzione, che nel corso dell&#8217;ultimo decennio ha perso la sua centralità nel panorama indipendentista. Come mai? Perché da parte sua e della sua cerchia non si ascoltano le critiche e non si dialoga mai seriamente con tutte le aree della società e dell&#8217;economia, né si è mai dedicata sufficiente attenzione alla comunicazione. A che serve quindi parlare di unità se poi si commettono sempre gli stessi errori che portano l&#8217;elettorato a darsela a gambe?<br />
Tutte persone intelligenti ma i cui atti spesso ci lasciano perplessi.<br />
L&#8217;indipendentismo nel suo complesso non ha neppure una strategia: perché non capisce che prima dei partiti italiani il “meno peggio”, se esiste, al di là del valore dell&#8217;alternanza, sono quelli territoriali. Ed i Riformatori Sardi, anche se non indipendentisti, sono un partito territoriale. A chi giova sfidare il bipolarismo italiano se dopo una discreta dose di indipendentisti vede nella sola sinistra “il meno peggio”?<br />
Una vera politica territoriale casomai dovrebbe avversare per prima i partiti italiani e non un partito autonomista.<br />
Allearsi non è comunque uno scandalo, purché lo si faccia preventivamente ed in base ad un programma. O sarebbe grottesco fare gli indipendentisti prima (in un primo turno) e i democristiani dopo (in un ballottaggio).</p>
<p>Poi ci sono ancora quegli indipendentisti che ritengono che un partito territoriale debba essere di destra o di sinistra. Se osserviamo i partiti nazionalisti che oggi in Europa stanno vincendo le principali tornate elettorali, notiamo con tutta tranquillità che tali modelli stanno portando avanti politiche centriste, con correnti sia liberali e sia socialdemocratiche. Ad esempio lo Scottish National Party ha dato attenzione tanto ai temi della sicurezza quanto a quelli del welfare, espugnando sia la destra filo-londinese, sia le vecchie roccaforti della sinistra filo-londinese. Ciò avviene ovunque, basti osservare l&#8217;N-VA Fiammingo in Belgio, o il CiU Catalano.<br />
Sanno parlare ai bisogni concreti del Popolo senza dividersi sulle ultime mode della corte di Madrid.<br />
E si consideri che in tali casi hanno anche un proprio Parlamento (conquistato grazie ad una vera fase autonomista e sovranista) nel quale talvolta leggiferano su materie etiche (le uniche per le quali oggi seriamente ci si potrebbe dividere sul versante progressista e conservatore). Ma il Consiglio Regionale Sardo non ha queste prerogative.<br />
In Italia le Lega Nord pesca voti persino dagli operai.</p>
<p>A questo confusionario quadretto indipendentista nostrano, privo di strategia e con una base di militanza allo sbando, possiamo aggiungere il classico gattopardismo sardista: quello che si rifugia nell&#8217;ordinaria amministrazione e che per non far brutta figura con alcune capre presenti nei partiti alleati, giunge a considerare il suo stesso statuto come folclorico ed antistorico.<br />
Chi sono le capre?<br />
Quelle che non distinguono la nazionalità dalla cittadinanza di uno Stato. E sono anche quelle che quando parlano di federalismo non lo interpretano mai in termini multinazionali.<br />
Vi pare possibile che un nazionalista possa farsi influenzare da una capra? Ovviamente no.<br />
Ci auguriamo insomma che Maninchedda dia qualche strigliata in più ai suoi colleghi di partito, perché avendo avuto il merito di sviluppare il Partito Sardo d&#8217;Azione nel Nuorese, potrà permettersi di alzare la voce contro quella componente di sardisti della domenica capitata chissà come e chissà quando nel PSD&#8217;AZ: individui che, come alcuni membri dei Rossomori, han preferito festeggiare l&#8217;unità d&#8217;Italia piuttosto che il 28 aprile, die de sa Sardigna.<br />
E poi ci sono anche indipendentisti che hanno il coraggio di chiedersi come mai il sardismo spesso non produca risultati&#8230;<br />
Naturalmente ci aspettiamo che i sardisti quando parlano di “nazionale” si riferiscano alla Sardegna e non al complesso di quella italiana, che invece dovrebbe essere definita statale.</p>
<p>Speriamo anche che Maninchedda parli di storia Sarda, non si capisce per quale motivo un sardista non debba lavorare per far introdurre la storia del proprio territorio nel rispettivo sistema scolastico. Il tutto, sia chiaro, senza dare alla storia attribuzioni nazionalistiche.<br />
Perché se i Sardi non conoscono la terra in cui camminano, che cosa diavolo dovrebbero tutelare? E&#8217; questa la domanda che ogni sardista un tempo poneva al vertice della sua azione politica, e non solo il disagio economico, che è una costante.</p>
<p>Siamo dunque la barzelletta di tutto il nazionalismo delle minoranze senza Stato occidentali.</p>
<p>Naturalmente si prendano queste righe per ciò che sono: una critica costruttiva.<br />
Chi le prende diversamente&#8230;beh&#8230;vada a quel paese, questa è la democrazia.<br />
E questa è la nostra cultura politica: il liberalismo di dire ciò che pensiamo, affinché si cresca.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-L%27indipendentismo%20dei....pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sulla delibera n.4 del comitato si.nonucle – Uscita di U.R.N. Sardinnya</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 01:44:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2952" title="Si-Nonucle - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Si-Nonucle-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="180" height="292" /></a>Ringraziando tutto il comitato per il lavoro svolto nella campagna referendaria contro il nucleare vinta con successo lo scorso 15 maggio, e ringraziando in particolar modo Sardigna Natzione per aver portato avanti in prima persona il lavoro di coordinamento e la presenza fisica (e non solo simbolica) del comitato nel territorio, chiediamo tuttavia che &#8211; a seguito della <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/DELIBERA-4-21-05-11.doc">delibera n. 4</a> del comitato &#8211; l&#8217;associazione U.R.N. Sardinnya venga esclusa dalla lista degli aderenti per le seguenti motivazioni:</p>
<p>- 1) Perché con tale delibera cessa la neutralità e la completa trasversalità del comitato che avrebbe dovuto riguardare ogni colore politico della Sardegna.<br />
- 2) Perché, pur condividendo i principi di eguaglianza di fronte alla legge (che dovrebbero costituzionalmente essere già garantiti) non riteniamo il legittimo impedimento una materia da rovesciare nel quadro della disputa interna al bipolarismo italiano ma materia da Corte Costituzionale (organo già interessato dalla vicenda). Inoltre i principi della nostra associazione ci impediscono di prendere parte ad una battaglia politica che riguarda solo il centrosinistra italiano e non il Popolo Sardo nel suo pluralismo. Ci atteniamo dunque in materia alle decisioni della Corte in quanto non riteniamo un referendum di parte come lo strumento idoneo a stabilire quali pesi e contrappesi debbano sussistere in una Repubblica tra il potere esecutivo e quello giudiziario, trovando dunque alquanto deboli le motivazioni assunte dalla delibera n.4.<br />
- 3) Perché, pur condividendo il principio dell&#8217;acqua come bene pubblico essenziale, da un&#8217;attenta analisi della normativa Ronchi non risulta alcuna privatizzazione dell&#8217;acqua nei termini entro i quali è stata presentata dai comitati per l&#8217;acqua pubblica ma si configura una decisa liberalizzazione dei servizi di distribuzione (più o meno perfettibili, a gestione integrata) così come avviene regolarmente da decenni (e senza i gravi problemi paventati) in tutto l&#8217;occidente (ed in parte anche nel nostro contesto). Si tratta pertanto di una materia esclusivamente inquadrabile in funzione propagandistica antigovernativa e dalle potenziali ricadute nocive per la gestione idrica in tutto il territorio statale.<br />
- 4) Perché non riteniamo le aziende private come elementi del tessuto sociale ed economico da inquadrare esclusivamente in maniera negativa, né da contrapporre agli enti pubblici. Circostanza che, diversamente, ci riporterebbe ad una visione ideologica della società abbondantemente superata e che la nostra associazione non può assolutamente condividere, così come ogni moderna società occidentale ed ogni moderno nazionalismo internazionale.<br />
- 5) Perché, come nazionalisti Sardi, riteniamo necessario eradicare via i partiti italiani dalla gestione clientelare (e non manageriale) degli enti pubblici (tra cui quelli idrici) che garantiscono loro ramificazione nel nostro territorio e coadiuvano l&#8217;inefficienza complessiva del servizio agli utenti, con i relativi deficit di bilancio a carico dei cittadini. L&#8217;Italia è uno degli ultimi Stati occidentali rimasti a lottizzare politicamente gli enti pubblici, un ritardo che, in quanto indipendentisti, non possiamo avvallare.<br />
- 6) Perché il coordinatore provvisorio del comitato Bustianu Cumpostu, essendo indipendentista, non può fare una campagna elettorale (quale quella delle comunali) in contrapposizione al bipolarismo italiano e poi essere lo stesso soggetto che condivide alcuni quesiti referendari interni alla disputa del bipolarismo italiano. Aspetto non deprecabile, ma che avrebbe dovuto essere chiarito in precedenza e/o con un accordo programmatico ed elettorale con tali forze, tra cui l&#8217;Italia dei Valori. Se si condivide una data linea politica, non lo si può fare a giorni alterni, sebbene da pulpiti diversi. Il nucleare è stato un tema il cui timore suscitato nell&#8217;Opinione Pubblica lo ha reso trasversale, ma il legittimo impedimento è un tema di tutt&#8217;altra natura.<br />
- 7) Perché dopo lo stop sul nucleare annunciato a Montecitorio il 24-05-11, riteniamo utile attendere l&#8217;eventuale verdetto della Cassazione in materia di validità del referendum anti-nucleare, e riteniamo quindi prematura e poco meditata la delibera n.4 del comitato, anche in relazione al costo del materiale propagandistico ordinato (nonostante il breve lasso di tempo che ci separa dal 12 giugno).</p>
<p>Invitiamo dunque i cittadini a votare contro il nucleare nel referendum del prossimo 12 giugno, qualora rimanga valido, e lasciamo libertà di coscienza, a seconda degli orientamenti politici, circa i restanti quesiti sulla gestione (e non sulla proprietà) dell&#8217;acqua ed il legittimo impedimento.</p>
<p>Siamo orgogliosi di aver contribuito nel nostro piccolo alla raccolta firme di SNI affinché venisse indetto il referendum del 15 maggio e ad aver divulgato, grazie alle migliaia di visite mensili al nostro network, i contenuti del comitato si.nonucle. Auguriamo dunque buon lavoro a tutto il comitato per i nuovi propositi di cui si è dotato.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Bomboi Adriano, 25-05-11.</em></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya – Nazionalisti Sardi</strong></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu">www.sanatzione.eu</a></p>
<p><em>urn.mediterraneo@gmail.com</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-No-si.nonucle.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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		<title>I Sardi dicono no al nucleare nel referendum promosso grazie a Sardigna Natzione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 02:09:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quorum raggiunto e referendum consultivo stravinto.
Stando ai dati forniti dalla Regione, quasi il 100% degli aventi diritto al voto che hanno partecipato a questo importante appuntamento con la democrazia si è espresso contro la possibilità che in Sardegna si facciano centrali nucleari e depositi di scorie radiologiche (come ad esempio alcuni rifiuti industriali).
Non si poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Centrale-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2920" title="Centrale - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/05/Centrale-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="286" /></a>Quorum raggiunto e referendum consultivo stravinto.<br />
Stando ai dati forniti dalla Regione, quasi il 100% degli aventi diritto al voto che hanno partecipato a questo importante appuntamento con la democrazia si è espresso contro la possibilità che in Sardegna si facciano centrali nucleari e depositi di scorie radiologiche (come ad esempio alcuni rifiuti industriali).<br />
Non si poteva perdere: il disastro occorso in Giappone e gli innumerevoli dubbi e motivazioni a sostegno di una convinta avversione al nucleare hanno fatto breccia nei Sardi.<br />
Ma il nazionalismo Sardo non ha proposto il referendum per cavalcare la paura collettiva, come non si può affermare che il merito di Sardigna Natzione (e del suo coordinatore Bustianu Cumpostu) sia stato solo quello di aver raccolto le firme che hanno consentito ai Sardi di dare la loro opinione contro la linea del Governo centrale, il merito di SNI è stato anche quello di ricordare al Popolo Sardo che la Sardegna produce abitualmente più energia di quella consumata. Il resto della penisola è un caso diverso.<br />
I temi contro il nucleare dunque non sono stati solo quelli relativi alla sicurezza, ma quelli relativi al motivo di fondo per il quale si avvia una infrastruttura strategica in un territorio, un motivo riassumibile nel quesito: è utile o meno?<br />
Ecco perché chi temeva che i Sardi non votassero contro il nucleare (ma anche coloro che erano a favore) ricordavano spesso che il nucleare esiste anche in Francia e le radiazioni non hanno frontiere geopolitiche. Una giustificazione dettata da una rassegnazione che si è rivelata infondata, perché oltre 800.000 Sardi hanno dato il loro convinto parere. Non si è trattato solo di una scelta sulla sicurezza o sulla generazione tecnologica dell&#8217;eventuale centrale atomica Sarda, si è trattato del fatto che in una democrazia un Popolo ha il diritto di scegliere la sua politica energetica senza imposizioni, a maggior ragione quando il suo territorio esprime già un surplus energetico e sopporta sulle proprie spalle decine di installazioni militari che gravano sull&#8217;economia e sul territorio secondo diverse forme. Lo diciamo, pur essendo questo uno spazio che ha tradizionalmente sempre avuto un grande rispetto della professione militare.<br />
I partiti italiani, ed in particolar modo il Partito Democratico, non solo non hanno speso alcun impegno per la promozione del referendum consultivo contro il nucleare (al di là della concreta ipotesi che non si faccia comunque una centrale), ma si sono avvicendati propagandisticamente a questa battaglia politica solo di recente, tentando di cavalcare il lavoro fatto dall&#8217;indipendentismo Sardo. Perché i partiti italiani arrivano sempre in ritardo, e se possono, si mettono anche di traverso. Il PD ad esempio votò per l&#8217;ampliamento del poligono militare di Quirra in materia di sperimentazioni nel nostro ambiente, ma oggi finge interesse per la nostra isola e solo in chiave anti-berlusconiana.<br />
Il PDL Sardo invece dal canto suo dovrebbe domandarsi che senso abbia permanere in un organismo verticistico e centralistico come il PDL romano, le cui scelte sono in netto contrasto con le esigenze della Sardegna e del suo sviluppo. Ci chiediamo anche come mai l&#8217;Italia dei Valori si sia interessata solo recentemente al lavoro del comitato anti-nucleare coordinato da Bustianu Cumpostu. Il nazionalismo Sardo non ha tempo da perdere con questo grossolano ritardo culturale della politichetta italiana nella sua guerra tra bande.<br />
Lo stesso comitato “si.nonucle” non potrebbe chiamarsi fuori da una sana e costruttiva critica: nel corso di questi mesi la trasversalità dei membri e la neutralità ideologica avrebbe potuto rappresentare la chiave capace di aprire la porta ad una maggiore partecipazione del referendum da parte dei Sardi (nonostante gli oltre 800.000 elettori abbiano dato un senso di unità e convinzione che spazza via lo stereotipo dei Sardi pigri e divisi), ma ciò non è avvenuto a causa della parzialità ideologica di alcune componenti che hanno allontanato parecchie personalità dall&#8217;aderire al comitato, ed anche a causa dello scarso coinvolgimento di terze amministrazioni/formazioni politiche italiane che avrebbero potuto dare un maggior contributo nell&#8217;informazione ai cittadini sul territorio. In alcuni casi infatti Sardigna Natzione ha sprecato il suo impegno senza raggiungere la cittadinanza e reiterando solo nel proprio circuito politico le ragioni del referendum: una linea autoreferenziale già tristemente nota non solo in Sardigna Natzione ma anche in diverse sigle indipendentiste. In qualità di partner, U.R.N. Sardinnya nel 2010 si ritrovò a contattare diversi parlamentari e politici del centrodestra, scoprendo che molti di essi non erano a conoscenza dell&#8217;esistenza del comitato, benché i suoi vertici affermassero il contrario. Non vi erano quindi fin dall&#8217;inizio i requisiti minimi di trasversalità necessari allo sviluppo ed al peso del comitato. Per il successo plebiscitario dello scorso 15 maggio, oltre al drammatico incidente atomico giapponese, si deve pertanto ringraziare non solo Sardigna Natzione per aver reso possibile l&#8217;evento, ma anche la serie di associazioni, altri comitati anti-nucleare e svariate personalità e formazioni politiche che, indipendentemente dal comitato “si.nonucle”, hanno raggiunto la cittadinanza informandola sull&#8217;inutilità del nucleare.</p>
<p>A Roma sappiano che da oggi i Sardi sanno essere attenti e compatti, ma, come ha affermato anche la musicista Sarda Claudia Aru, sappiano che questo fenomeno è partito dall&#8217;indipendentismo, che storicamente (come il vecchio PSD&#8217;AZ), è sempre stato il vero punto di riferimento della politica Sarda. C&#8217;è una minoritaria Nazione Sarda che vuole elevarsi al pari di quella italiana per poter contare in Europa e nel mondo, continuiamo dunque a sostenere i partiti Sardi e non quelli italiani affinché nessun governo romano, di qualsiasi colore politico, possa solo immaginare di deturpare l&#8217;enorme potenziale economico e culturale della Sardegna.</p>
<p>U.R.N. Sardinnya invita a votare contro il nucleare al referendum statale abrogativo del prossimo 12 giugno, qualora rimanga in vigore, e lascia libertà di coscienza agli elettori sui restanti quesiti referendari, che riteniamo <span style="text-decoration: underline;">esclusivamente ideologici</span>.</p>
<p>- Uno dei manifesti del comitato “si.nonucle” contravvenenti alle regole di neutralità previste per la promozione del referendum: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/IMAG0661%20-%20URN%20Sardinnya.jpg">JPG</a></p>
<p><em>Di Melis R. e Bomboi A.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Vittoria%20SNI.NONUCLE.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sardigna Natzione inaugura la sede di Ittiri: Ritorna il Partidu Sotzialista Sardu?</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 17:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I nostri complimenti a Sardigna Natzione per la recente inaugurazione della nuova sede di Ittiri del Sassarese: l&#8217;evento dei paradossi indipendentisti.
Tra gli invitati: Gavino Sale (IRS), Cristiano Sabino (AMPI), Claudia Zuncheddu (Rossomori), etc.
Quasi tutti di sinistra. Persone rispettabilissime ma&#8230;.Sardigna Natzione, quando intende crescere?
Un movimento che dopo la guerra fredda aveva fondato la sua rinascita sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/SNI-in-Ittiri-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2454" title="SNI in Ittiri - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/SNI-in-Ittiri-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="330" height="220" /></a>I nostri complimenti a Sardigna Natzione per la recente inaugurazione della nuova sede di Ittiri del Sassarese: l&#8217;evento dei paradossi indipendentisti.<br />
Tra gli invitati: Gavino Sale (IRS), Cristiano Sabino (AMPI), Claudia Zuncheddu (Rossomori), etc.<br />
Quasi tutti di sinistra. Persone rispettabilissime ma&#8230;.Sardigna Natzione, quando intende crescere?</p>
<p>Un movimento che dopo la guerra fredda aveva fondato la sua rinascita sul superamento della sola ideologia socialista, aprendosi pertanto con Angelo Caria alla<br />
necessità di creare un moderno soggetto politico pluralista, può essere lo stesso soggetto politico che non invita altri partiti (indipendentisti ma soprattutto autonomisti) Sardi alle proprie iniziative?<br />
E qualora terzi non si avvicinassero, si è mai chiesto del perché?<br />
Inoltre: un simile soggetto riformista (ma nei fatti apparentemente conservatore), può essere lo stesso movimento politico che non rinuncia ad iconografie nostalgiche di matrice ideologica come il Che Guevara?<br />
Infine: a che serve parlare di unità quando nella pratica il metodo danneggia i buoni contenuti?</p>
<p>Ad Ittiri, nella sua gioviale atmosfera di cordialità, si è in realtà consumato l&#8217;ennesimo schiaffo al pluralismo della Nazione Sarda e l&#8217;ennesima pacca sulla spalla ad un circuito indipendentista settarista, autoreferenziale, che fonda le ragioni della sua esistenza attorno ad un nucleo politico-elettorale marginale che, di elezione in elezione, si fraziona sempre più e perde anche i pochi consensi storicamente conseguiti.<br />
Ed è proprio questo a stupire e contemporaneamente deludere: ci si domanda infatti se un leader come Bustianu Cumpostu, dopo l&#8217;importante lavoro (di cui gli siamo grati) per la divulgazione di una coscienza territoriale in Sardegna svolto nel corso degli anni, non si sia eccessivamente piegato sul passato nel timore di rinnovare veramente il proprio progetto politico.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-SNI%20ad%20Ittiri.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Sardigna Natzione e Rossomori contro l&#8217;inquinamento cancerogeno di Quirra</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 15:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Quirra, morti veri in guerre simulate:
Alla commemorazione dei caduti nelle guerre vere, presto in Sardegna dovremo aggiungere quella dei caduti nelle guerre simulate.
La verità e scomoda ma non si può più nascondere, la Sardegna è la Mururoa italiana. Lo stato italiano, come quello francese a Mururoa, atollo della Polinesia, con le guerre simulate, sperimenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Quirra-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2386" title="Quirra - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/Quirra-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="260" /></a>A Quirra, morti veri in guerre simulate:</p>
<p>Alla commemorazione dei caduti nelle guerre vere, presto in Sardegna dovremo aggiungere quella dei caduti nelle guerre simulate.<br />
La verità e scomoda ma non si può più nascondere, la Sardegna è la Mururoa italiana. Lo stato italiano, come quello francese a Mururoa, atollo della Polinesia, con le guerre simulate, sperimenta in Sardegna armi ed esplosivi che uccidono anche indirettamente.<br />
Quasi una strage: tra i pastori che stanziano a Quirra, gli abitanti dei paesi vicini e i militari che lavorano nel Poligono.<br />
La situazione non è molto diversa nel poligono di tiro di Teulada che noi indipendentisti nel 2005 siamo andati e verificare di persona, con un blitz via mare per il quale saremo presto chiamati a processo.<br />
Chie bos faghet lutu mortos de Quirra?. Non certo lo stato italiano che per l’uso dei poligoni interforze lucra facendosi pagare l’affitto da parte degli eserciti stranieri che vengono a provare le loro armi.<br />
Ci chiediamo, quanto ci è costata fin&#8217;ora e quanto ci costerà ancora questa servitù di sudditanza? I pochi salari ed i miseri risarcimenti promessi sono paragonabili ai costi umani subiti dalle popolazioni ed ai costi ambientali subiti dal territorio?</p>
<p>Non possiamo più credere alle loro falsità, i controllati non possono essere i controllori di se stessi, come dice Mariella Cao del comitato “Gettiamo le Basi”, altrimenti cadremo anche noi nell’assurdo francese secondo il quale gli esperimenti atomici fanno male ai francesi di Francia ma non ai francesi d’oltre mare della colonia polinesiana di Mururoa.<br />
Devono andare via, pagare i danni ed andare via, la loro presenza non è più tollerabile, non solo impoverisce ed ammalora il nostro Popolo, ma avvelena il territorio in maniera difficilmente riconducibile.</p>
<p>Saremo costretti ad aggiungere un’altra chiamata a processo a quelli già in corso.</p>
<p><em>Di Bustianu Cumpostu (Sardigna Natzione), Nuoro 04-01-11.</em></p>
<p>Anche Claudia Zuncheddu, dei Rossomori, chiede a Liori che su quanto sta accadendo nel Sarrabus venga fatta chiarezza dopo anni di sospetti, accuse e smentite. «La relazione dei veterinari delle Asl di Cagliari e di Lanusei &#8211; dice &#8211; confermano e certificano una verità drammaticamente conosciuta dalla popolazione del Sarrabus. Su questa lunga catena di sofferenza e di morte le istituzioni hanno l&#8217;obbligo di intervenire».<em> &#8211; La Nuova Sardegna, 05-01-11.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-SNI%20e%20Rossomori%20su%20Quirra.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/uranio-e-dintorni-intervista-al-maresciallo-marco-diana/">Intervista al maresciallo Marco Diana</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Controvento: Elogio e critica a Cumpostu (SNI) sui metodi</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 22:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Bustianu, mi sono sentito vicino alla tua risposta contro i Savoia per le loro offese a danno dei Sardi, come ho provato soddisfazione nell&#8217;apprendere della tua assoluzione nell&#8217;aula di Giustizia per la multa ricevuta a seguito della replica mandata ai Reali maleducati.
Ma sai, ci ha scritto uno dei nostri lettori di vecchia data, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Carlo-Felice-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2017" title="Carlo Felice - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Carlo-Felice-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a>Caro Bustianu, mi sono sentito vicino alla <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Solidariet%C3%A0%20a%20Cumpostu%20-%20SANATZIONE.EU.jpg">tua risposta</a> contro i Savoia per le loro offese a danno dei Sardi, come ho provato soddisfazione nell&#8217;apprendere della tua assoluzione nell&#8217;aula di Giustizia per la multa ricevuta a seguito della replica mandata ai Reali maleducati.</p>
<p>Ma sai, ci ha scritto uno dei nostri lettori di vecchia data, il quale ci chiede “dov&#8217;è finita” la nostra denuncia del folklorismo che per anni abbiamo portato avanti nell&#8217;ambito indipendentista, inclusa Sardigna Natzione. Uno dei <span style="text-decoration: underline;">vari</span> obiettivi di U.R.N. Sardinnya infatti è sempre stato quello di sottolineare e criticare apertamente tutte quelle variabili che nel tempo hanno portato i Sardi a maturare una serie di infondati luoghi comuni a carico di chi ha sempre lottato per l&#8217;autodeterminazione prima di noi, come appunto voi di SNI.<br />
Oggi siamo nel 2010, ed effettivamente, replicare “Savoia, zenia de porcos” (con tanto di spray sulla statua di un filibustiero) a dei soggetti condannati dalla storia prima che dalla nostra morale, ci riporta ai tempi in cui &#8211; in un malinteso senso della visibilità politica e della difesa del Popolo Sardo &#8211; ci si abbigliava e ci si esponeva in comparsate mediaticamente discutibili (nonostante in tempi recenti SNI abbia rimproverato gli stessi mali al PAR.I.S. di Meloni).<br />
Nel corso dell&#8217;ultimo quinquennio non abbiamo mai mancato di puntare il dito verso alcuni costumi della propaganda indipendentista esibita verso la Pubblica Opinione. Nel tempo, da parte di IRS ad esempio, pur renitenti, hanno saputo accogliere la critica. Da parte di SNI purtroppo si persiste nel reiterare errori nei quali non si soppesano adeguatamente i contenuti di certe frasi nel nostro contesto. Che finiscono per alimentare le dicerie di “barbarismo” ed “emarginazione” a cui <em>sarebbero propensi</em> gli indipendentisti Sardi agli occhi di molti concittadini.<br />
Dopotutto, questa non è la “Padania” di Bossi, e non possiamo giustificare certi comportamenti ricordando il neo-barbarismo leghista impegnato nel “sacco di Roma”.<br />
La mancata accettazione di questa critica per rivedere alcuni metodi del parlare ai Sardi, è stato uno degli <span style="text-decoration: underline;">svariati</span> motivi che ha fatto perdere terreno a Sardigna Natzione nei confronti di IRS. Mentre quest&#8217;ultima ha buon gioco dunque nel presentarsi come l&#8217;unica “illuminata” del controverso quadro indipendentista. E dire che criticavo la barba di Gavino Sale!&#8230;Oggi le inutili etichette che ci dividono. Cambiano gli addendi, ma il risultato è (quasi) sempre quello.</p>
<p>Penso inoltre che, come repubblicani, non dovremmo commettere gli stessi errori della monarchia: ovvero attribuendo di padre in figlio delle colpe storiche per le quali l&#8217;unica denuncia che possiamo fare non dovrebbe avvenire dal basamento di una statua ma dai libri di storia della nostra Pubblica Istruzione. Spiegando quindi ai Sardi quale è stata la portata effettiva a danno del nostro territorio da parte della dominazione di Casa Savoia. Ma l&#8217;ultimo rampollo savoiardo, intercettato nel lanciare improperi ai Sardi, che c&#8217;entra con tutto questo?<br />
Ha qualificato da solo la sua scarsa intelligenza, e credo che ben pochi comuni Sardi gli concederanno la “cittadinanza onoraria”&#8230;</p>
<p>In sintesi, ben vengano le repliche ai cialtroni che giudicano il Popolo Sardo, purché non si scada al loro stesso livello: perché non lo siamo comunque. Loro hanno il sangue blu, noi Bustianu nò. E quando dobbiamo fare i bisognini, come è successo anche nel tuo caso&#8230;perché nò? Continuiamo pure. Ma stando attenti a non farli controvento.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Sui%20metodi%20di%20Cumpostu.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Tutta la verità su PSD&#8217;AZ, SNI, IRS, RossoMori, etc.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Amici, repetita juvant:
Sapete chi è il tipico politico &#8220;nazionalitario&#8221; Sardo? Un nazionalista che ha subito l&#8217;influsso culturale della sinistra post-resistenziale italiana ed ha cambiato il termine da &#8220;ista&#8221; ad &#8220;ario&#8221; per timore di essere erroneamente confuso per uno spietato nazi-fascista!
- Il PSD&#8217;AZ? Qualche anno fa pochi dirigenti sardisti hanno scoperto di avere uno statuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-750" title="Diverbio-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Diverbio-URN-Sardinnya.jpg" alt="Diverbio-URN Sardinnya" width="413" height="349" />Cari Amici, repetita juvant:</p>
<p>Sapete chi è il tipico politico &#8220;nazionalitario&#8221; Sardo? Un nazionalista che ha subito l&#8217;influsso culturale della sinistra post-resistenziale italiana ed ha cambiato il termine da &#8220;ista&#8221; ad &#8220;ario&#8221; per timore di essere erroneamente confuso per uno spietato nazi-fascista!</p>
<p>- Il PSD&#8217;AZ? Qualche anno fa pochi dirigenti sardisti hanno scoperto di avere uno statuto di partito che parlava di indipendentismo&#8230;tutt&#8217;ora nessuno sa bene di cosa si tratti, si sa soltanto che può tornare utile ad amministrare il potere da qualche parte&#8230;<br />
Mettetevelo in testa: Non esiste un Partito Sardo d&#8217;Azione, esistono tanti PSD&#8217;AZ!: C&#8217;è quello delle anime candide che credono all&#8217;indipendenza; c&#8217;è quello di chi lo usa come serbatoio stabile di voti per la prole e le amicizie; c&#8217;è quello che sogna la lingua Sarda nelle scuole ma non la storia; c&#8217;è quello che vuole storia e lingua Sarda nella scuola; c&#8217;è quello che parla di unità ma non se lo fila nessuno; c&#8217;è pure quello che l&#8217;unità la invoca ma non invita nessuno al dialogo; c&#8217;è quello aristocratico che parla solo di autonomismo perché l&#8217;indipendentismo &#8220;è cosa da buzzurri e fricchettoni senz&#8217;arte e né parte&#8221;; c&#8217;è quello di alcuni amministratori locali che non sanno di essere indipendentisti perché dai vertici nessuno li ha informati della cosa; c&#8217;è quello mitologico del passato per cui Lussu e Bellieni ne valgono la foto sul comodino di fianco al letto; c&#8217;è quello che &#8220;passa al momento&#8221; perché è stato trombato nei due grandi partiti italiani e deve riciclarsi da qualche parte; c&#8217;è quello di Simon-Mossa che molti hanno sentito nominare ma pochi hanno letto; infine c&#8217;è quello più noto: Quello che cavalcando la moda temporanea tratta con tutti i partiti italiani senza concretizzare mai nulla perché si adagia sulla normale amministrazione.<br />
Tutti questi ambigui PSD&#8217;AZ vorrebbero ricoprire un ruolo che non potranno mai raggiungere in queste condizioni: Quello di un Partito Nazionale Sardo.<br />
- P.S.I.S. &#8211; Sardigna Natzione:<br />
Gli anni &#8216;80 iniziano all&#8217;insegna della più tipica caratteristica del vecchio Marxismo: Dividersi dai moderati (in questo caso i sardisti) e proclamare senza se e senza ma la &#8220;rivoluzione&#8221; (in questo caso pacifica), nasce così l&#8217;indipendentismo tout court. Ma nessuno sa bene come ci si arrivi a questa benedetta indipendenza&#8230;nel dubbio si sale di corsa sul mitico cavallo del socialismo all&#8217;insegna della purezza e dell&#8217;intransigenza! Ovviamente come nel più tipico Marxismo che si rispetti, il Popolo è solo l&#8217;ombra di se stesso, i suoi pareri vanno considerati solo se si unisce agli ideali del nuovo umanesimo in atto! Altrimenti per qualcuno diventano cittadini di serie b al pari di tutti quei &#8220;traditori borghesi&#8221; che si sono uniti nelle forze armate al &#8220;dominio imperiale del capitalismo italiano&#8221;.<br />
Caduto il Muro di Berlino ci si rende conto che quel cavallo era nient&#8217;altro che un ronzino astemio a qualsiasi risultato politico accettabile e si cambia denominazione: Dal 1993 in poi ci sono tutte le premesse per sfondare. Si approfondiscono le buone tematiche del passato, si apre a qualsiasi colore politico ed a fine anni &#8216;90 si conseguono risultati elettorali incoraggianti. Ma l&#8217;anima anti-autonomista e protagonistica seminata nella discordia del passato torna a galla e non potendo sostituire il leader Cumpostu, una frazione di SNI finisce per staccarsi e fondare IRS. Rimasta orfana di risorse umane, Sardigna Natzione cerca nuovi partners con cui proclamare la riscossa&#8230;ma attorno è rimasto solo quel vecchio ronzino socialista già occupato nel frattempo da AMPI in una dimensione parallela abitata da &#8220;popoli proletari ed economie pianificate&#8221;&#8230;e così l&#8217;Unidade finisce per sfiancare quel disgraziato asinello che meriterebbe solo un decoroso pensionamento ed un brindisi ai tempi che furono.<br />
Parlare di unità in pubblico infatti non basta, le malelingue private di pochi sugli altri movimenti finiscono per isolare oltremodo la sigla: Il folklorismo non aiuta, non ultima la comparsata al Billionaire di Briatore con vesti da mamuthones ed i manichini con fallo di gomma esposti nella &#8220;Carlo Felice&#8221; durante la vicenda della spazzatura campana. Ma si ha ancora il coraggio di accusare Doddore Meloni di folklorismo per &#8220;Malu Entu&#8221;&#8230;Si cercano esempi da stimare? Non certo di successo come l&#8217;SNP Scozzese, ma fallimentari come i Baschi ideologizzati di Batasuna o i guerrafondai infiltrati dall&#8217;intelligence Turca del PKK Curdo. Qualcuno teorizza spesso una nuova “Mesa indipendentista” di matrice progressista&#8230;come se nel Popolo non ci siano tendenze moderate e conservatrici sul piano etico-sociale. Anche SNI si pone autoreferenzialmente al centro del dibattito politico e sogna invano di ricoprire il ruolo di un Partito Nazionale Sardo.<br />
- IRS? Un monumento alla &#8220;coerenza ed alla chiarezza&#8221;: Sono &#8220;non-nazionalisti&#8221;, ma a partire dalla bandiera giudicale cercano nella storia passata dell&#8217;isola il perno politico da cui stabilire la continuità con il presente e quindi con il futuro. Sono &#8220;Gandhisti&#8221;, ma nessuno ha spiegato loro che Gandhi era nazionalista. Erano di sinistra ed ora non lo sono più. Avevano i manifesti rossi, fotocopia di quelli di SNI, ed ora sono verdi. Non avevano mai emesso un comunicato sulle elezioni Europee ma quest&#8217;anno hanno scoperto che esiste anche la bandiera Europea. Sanno che all&#8217;indipendenza ci si arriverà forse con un percorso graduale ma sono anti-autonomisti, perché per la loro retorica l&#8217;autonomismo non è un percorso progressivo di conquista della sovranità da cui proiettarsi verso più ampie battaglie sull&#8217;autodeterminazione ma solo un feticcio da attaccare per glorificare se stessi e la propria bottega. Sono &#8220;non autonomisti&#8221; ma elogiano l&#8217;autonomismo indipendentista Eschimese!<br />
Chiamano i partiti centralisti italiani &#8220;autonomisti&#8221; e si lamentano quando costoro non sono &#8220;abbastanza autonomisti&#8221;; si costernano addirittura se qualcuno chiede loro di lavorare per gradi ed affermano: &#8220;Ma perché dobbiamo fare gli autonomisti se siamo indipendentisti?&#8221; O altre seg*e mentali simili. Da SNI hanno importato la tendenza di sbeffeggiare i veri autonomisti (ma non indipendentisti) con cui potrebbero benissimo sviluppare alleanze di governo per fare almeno uno straccio di riforma: Fortza Paris, UDS, Riformatori Sardi, vasti settori del PSD&#8217;AZ, ecc.<br />
Qualche simpatizzante ha persino votato il PD “per non darla vinta al Cappellacci Berlusconiano”&#8230;come se (ad esempio) in Irlanda del Nord un indipendentista votasse il Laburista Gordon Brown per non avvantaggiare i Tories. Che senso ha per un movimento territoriale perdere voti a favore del centralismo?<br />
Sono contrari a qualsiasi unità ma non parlano mai degli elettori che l&#8217;indipendentismo ha perso dalle Regionali 1999 a quelle 2009, parlano solo del fallimentare risultato dell&#8217;Unidade Indipendentista (SNI e AMPI) spiegando che in politica &#8220;2+2 non fa 4&#8243; ma perché nessuno ammette che ai Sardi del socialismo massimalista non gliene frega proprio nulla ed era pertanto ovvio il fallimento dell&#8217;Unidade&#8230;L&#8217;unità infatti non può essere fine a se stessa ma deve essere accompagnata da serie riforme progettuali e comunicative dell&#8217;impianto politico da offrire alla Pubblica Opinione. Ma IRS è anche lo stesso movimento che vorrebbe veicolare la storia senza però farlo dall&#8217;unico posto più idoneo che potrebbe dare risultati: La scuola.<br />
Ovviamente anche IRS ritiene di essere il movimento-motore dell&#8217;indipendentismo Sardo, quasi a ricoprire il ruolo di un Partito Nazionale Sardo. Pura fantasia.<br />
- Dei Rossomori non c&#8217;è molto da dire, come ogni mitologia che si rispetti, la sua natura trova in un fantastico passato le ragioni della sua esistenza: In questo mitico antefatto, Lussu è sempre stato Sardista, non è mai passato al socialismo italiano (come invece è successo nella realtà) ed è rimasto sempre fedele alla retorica anti-fascista. Il problema è che non siamo nel 1945 ma nel 2009.<br />
Il Partito Democratico aveva solo bisogno di una sigla satellite sardista per colmare il vuoto lasciato nella sua vetrina elettorale dal traghettamento nel cdx del PSD&#8217;AZ. Altrimenti come potevano riciclare le poltrone di tutti quegli amministratori pubblici sardisti che erano legati a doppio filo a maggioranze di centro-sinistra?</p>
<p>In sintesi: A parte la comprensibile ed aspra dialettica democratica di questi movimenti, le inutili teorie di lana caprina sono il miglior paravento dietro cui si celano confusioni concettuali spacciate per &#8220;conquiste teoriche&#8221;, falsi successi politici, invidie e protagonismi. L&#8217;epoca dell&#8217;intransigenza è servita anche a noi per esistere, ma i tempi cambiano e non si può sempre scommettere sullo stesso corridore. Non si è mai vista al mondo una seria politica che possa sfidare con questa frammentazione un sistema politico bipolare come quello italiano. Almeno cerchiamo di recuperare la sempreverde ed ottima tematica di SNI incentrata sull&#8217;unità. Purché, come detto, non si tralasci di riformare tutto il resto.<br />
Non si tratta infatti tanto di contenuti, ma di metodo.</p>
<p>Buona fortuna.</p>
<p><em>Di Ierofante.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L'opinione;%20La%20verità%20sull'indipendentismo%20Sardo.PDF">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Convegno per la Storia Sarda e Relazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 22:32:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[C a r b ó n i a – Biblioteca Comunale, via della Vittoria.
Sàbudu 07/11/2009.
Organizat: Àndara de Sant’Antiogu.
Programma:
Mengianu: h. 10.30 &#62; 13.00.
Moderadori de su cunvegnu: Carlo Lai &#8211; Presentada.
Assess. de sa Prov. CI: Cinzia Micheletti &#8211; Saludus.
Relatoris:
M. Puddu (docenti): Su “buco nero” de s’iscola italiana (PDF).
F. Francioni (istóricu): A tempos de Giommaria Angioy.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>C a r b ó n i a – Biblioteca Comunale, via della Vittoria.</strong></p>
<p><strong>Sàbudu 07/11/2009.</strong></p>
<p><strong>Organizat: Àndara de Sant’Antiogu.</strong><img class="alignright size-medium wp-image-594" title="Angioy-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/10/Angioy-URN-Sardinnya-269x300.jpg" alt="Angioy-URN Sardinnya" width="269" height="300" /></p>
<p><strong>Programma:</strong></p>
<p>Mengianu: h. 10.30 &gt; 13.00.</p>
<p>Moderadori de su cunvegnu: Carlo Lai &#8211; Presentada.</p>
<p>Assess. de sa Prov. CI: Cinzia Micheletti &#8211; Saludus.</p>
<p><strong>Relatoris:</strong></p>
<p>M. Puddu (docenti): Su “buco nero” de s’iscola italiana (<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Relata-de-Mario-Puddu-pro-siscola-URN-Sardinnya.pdf">PDF</a>).</p>
<p>F. Francioni (istóricu): A tempos de Giommaria Angioy.</p>
<p>S. Cubeddu (sociòlogu): Lo studio della storia nella formazione della coscienza di un popolo.</p>
<p>Merí: h. 16.00 &gt; 19.00.</p>
<p>Moderadori de su cunvegnu: Nino Sedda.</p>
<p><strong>Interventus:</strong></p>
<p>Bustianu Cumpostu, Dirigenti de Sardigna Natzione.</p>
<p>Erik Madau, Indipendentista.</p>
<p>Gavinu Sale, Dirigenti de Indipendéntzia Repúbrica de Sardigna.</p>
<p>Oreste Pili, de is Rossomori.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Cunvegnu%20a%20s'istoria-URN%20Sardinnya.pdf">Leggi il depliant del convegno in PDF</a></p>
<p>- <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Relata-de-Mario-Puddu-pro-siscola-URN-Sardinnya.pdf"><strong>RELAZIONE DE MARIO PUDDU PRO S&#8217;ISCOLA SARDA (PDF)</strong></a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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