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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; comitadu</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>CLS protesta contro la discriminazione linguistica della RAI in Sardegna</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 23:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Comitadu pro sa limba sarda esprime la più viva protesta per la discriminazione da parte della RAI dei romanzieri in lingua sarda e per l&#8217;esclusione della lingua sarda dal Premio letterario “La giara” bandito dalla RAI.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3502" title="CLS Sardinnya - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" /></a>Su Comitadu pro sa limba sarda esprime la più viva protesta per la discriminazione da parte della RAI dei romanzieri in lingua sarda e per l&#8217;esclusione della lingua sarda dal Premio letterario “La giara” bandito dalla RAI.<br />
Il premio è riservato a giovani scrittori che inviino un romanzo inedito e solo in lingua italiana per la selezione prevista su base regionale in funzione della Regione di residenza dell&#8217;autore.<br />
L&#8217;esclusione della lingua sarda e delle alloglotte presenti in Sardegna, tutelate dalla legge 482/99 in attuazione dell&#8217;art. 6 della Costituzione e dalla legge regionale 26/97 costituisce grave violazione dei diritti civili dei sardi in quanto minoranza linguistica storica e dalla Convenzione quadro delle minoranze nazionali del Consiglio d&#8217;Europa, ratificata dall&#8217;Italia il 3 novembre del 1997.<br />
L&#8217;esclusione preventiva dal premio “La giara” della letteratura sarda e degli scrittori che in questi ultimi anni hanno pubblicato oltre 200 titoli in lingua sarda, in catalano, gallurese, tabarchino e sassarese, costituisce una grave discriminazione etnico-linguistica da parte della RAI finanziata anche dagli abbonamenti dei sardi, ma impegnata in questo caso in un&#8217;operazione di colonizzazione e assimilazione linguistica.</p>
<p>Su Comitadu pro sa limba sarda chiede la riformulazione da parte della RAI del bando con l&#8217;inclusione della possibilità di invio di romanzi scritti in lingua sarda e nelle varietà alloglotte da parte di sardi residenti in Sardegna ed emigrati e la nomina per la letteratura sarda di una giuria dedicata come per la letteratura italiana.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda inoltrerà in tutte le sedi competenti anche internazionali la protesta e le sue proposte, invitando il movimento linguistico sardo e i rappresentanti politici della Sardegna, senza distinzione di schieramento, a farle proprie in ogni sede opportuna.</p>
<p>In particolare su Comitadu pro sa limba sarda invita la Regione sarda a intervenire sulla questione esposta sul Governo perché cessi da parte di un organismo pubblico statale la grave discriminazione che non è solo linguistica ma eminentemente politica e vulnus della Specialità.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda chiede inoltre alla Regione sarda di affrontare la questione del ruolo complessivo della RAI e della sua sede regionale nei riguardi della minoranza linguistica storica sarda in sede di ridefinizione nel contratto di servizio di sua competenza e nell&#8217;applicazione del Piano triennale sulla lingua sarda.</p>
<p>Infine Su comitadu pro sa limba sarda aggiungerà questo grave atto di discriminazione della minoranza nazionale sarda al ricorso, in corso di preparazione, che invierà al Consiglio d&#8217;Europa per dimostrare la non attuazione da parte del&#8217;Italia della Convenzione quadro sulle minoranze nazionali e chiedendo l&#8217;invio di una commissione d&#8217;inchiesta in Sardegna.</p>
<p><em>Per Su comitadu pro sa limba sarda,<br />
Mario Carboni, 26-10-11.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-CLS%20su%20discriminazioni%20RAI.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>CLS protesta per l&#8217;assenza della Lingua Sarda dal censimento ISTAT 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 19:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su comitadu pro sa limba sarda esprime la sua più viva protesta per la cancellazione della minoranza linguistica sarda e catalana d&#8217;Alghero dal questionario del censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 distribuito in Sardegna.
In altre Regioni ad Autonomia speciale ove sono presenti minoranze linguistiche come la Slovena, Sud tirolese, Valdostana e Ladina, pur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3450" title="CLS Sardigna - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" /></a>Su comitadu pro sa limba sarda esprime la sua più viva protesta per la cancellazione della minoranza linguistica sarda e catalana d&#8217;Alghero dal questionario del censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 distribuito in Sardegna.</p>
<p>In altre Regioni ad Autonomia speciale ove sono presenti minoranze linguistiche come la Slovena, Sud tirolese, Valdostana e Ladina, pur in maniera differenziata in relazione alla loro Autonomia, queste sono state prese in considerazione o nella predisposizione dei moduli nella loro lingua o nel censimento delle minoranze linguistiche interne.<br />
Sono plurilingui le istruzioni per i rilevatori, così come i rilevatori stessi che sono stati a volte scelti anche in base alle competenze linguistiche di minoranza, mentre per quanto riguarda la Sardegna, che pur ospita la più numerosa minoranza linguistica della Repubblica (e totale maggioranza nell&#8217;Isola) la lingua sarda è stata cancellata come se non esistesse.<br />
Assieme ad essa, sono scomparse le lingue alloglotte della Sardegna: Catalano d&#8217;Alghero, Sassarese, Tabarchino e Gallurese.</p>
<p>Per evidenziare la discriminazione vale un dato che non è solo statistico, il Gallurese che pur è minoritario in Sardegna rispetto al sardo, è parlato da una popolazione equivalente alla tedesca del Sud-Tirolo.<br />
Non si è neanche ritenuto di utilizzare le opportunità del censimento per rilevare dati importanti sulla minoranza linguistica sarda, utili per definire meglio le politiche di tutela indicate nella legge 482/99 che, in attuazione dell&#8217;Art. 6 della Costituzione, tutela le minoranze linguistiche storiche. Legge che è, peraltro, largamente disattesa e depotenziata soprattutto nei riguardi dell&#8217;insegnamento del sardo e delle lingue alloglotte nelle scuole, lasciando colpevolmente spazio alla colonizzazione culturale e al genocidio bianco della lingua e dell&#8217;identità della nazione sarda.<br />
Neppure si è colta l&#8217;occasione di una interlocuzione e collaborazione statistica con la Regione sarda che cerca, pur non avendo ancora la competenza linguistica nel suo Statuto vigente, di supplire alla legge statale n° 482/99 con la legge regionale n° 26/97.<br />
La legge statale infatti non tutela il Gallurese, il Tabarchino e il Sassarese, e sarebbe stato utile registrare attraverso il censimento dati statistici e di volontà delle famiglie utili ad una tutela e sviluppo della lingua sarda e delle alloglotte.</p>
<p>Su comitadu pro sa limba sarda, ricordando che la Commissione europea per la democrazia (Commissione Venezia) del Consiglio d&#8217;Europa elenca tra i doveri degli Stati quello &#8220;di astenersi dal perseguire o incoraggiare politiche tendenti all&#8217;assimilazione delle minoranze&#8221; e ritenendo che al contrario anche questa “dimenticanza” dello Stato centralista sia da iscrivere nella pervicace politica di colonizzazione e assimilazione linguistica forzata dei sardi, ricorrerà con una vivace e argomentata protesta presso il Comitato consultivo della Convenzione quadro delle minoranze nazionali del Consiglio d&#8217;Europa, ratificato dall&#8217;Italia il 3 novembre del 1997, richiedendo una visita ispettiva in Sardegna perché si valuti direttamente il non rispetto della Convenzione stessa da parte dell&#8217;Italia nei riguardi della minoranza nazionale sarda ed in particolare per la sua preponderante politica di assimilazione nella scuola e nell&#8217;Università di competenza dello Stato centrale.</p>
<p><em>Mario Carboni, Cagliari 11/10/2011.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-CLS%20protesta%20su%20censimento%202011.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>CLS: Ricorso alla diplomazia internazionale per la salvaguardia dei diritti del Popolo Sardo</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 16:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inizia il ricorso agli organi della diplomazia internazionale per sottoporre all&#8217;estero le inadempienze dello Stato Italiano nei confronti della minoranza linguistica Sarda e della sua cultura, in relazione alla mancata applicazione della normativa in materia.
Segue la lettera del Comitadu pro sa Limba Sarda al sottosegretario di Stato USA per la democrazia e gli affari globali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/US-Otero-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2363" title="US Otero - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/01/US-Otero-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="234" /></a>Inizia il ricorso agli organi della diplomazia internazionale per sottoporre all&#8217;estero le inadempienze dello Stato Italiano nei confronti della minoranza linguistica Sarda e della sua cultura, in relazione alla mancata applicazione della normativa in materia.<br />
Segue la lettera del Comitadu pro sa Limba Sarda al sottosegretario di Stato USA per la democrazia e gli affari globali Maria Otero, in lingua Inglese, Sarda ed Italiana:</em></span></p>
<p>Maria Otero<br />
Under Secretary of State for Democracy and Global Affairs<br />
U.S. Department of State<br />
2201 C Street NW<br />
Washington, DC 20520</p>
<p>e pro connoschèntzia<br />
de Michael H. Posner<br />
Assistente Segretàriu de Istadu<br />
Ufìtziu de presidèntzia pro sa democratzia, sos deretos umanos e de su traballu<br />
Dipartimentu de Istadu de sos Istados Unidos de Amèrica</p>
<p>Dear Madame,</p>
<p>The Comitadu pro sa limba sarda (Pro Sardinian Language Committee which has the scope of defending the linguistic rights of the Sardinian people) with the present letter is denouncing the Italian Government for human rights violations against the Sardinian community because the Sardinian language is excluded from State schools and other social contexts with the consequence of seriously compromising the cultural identity of this community.<br />
The Sardinian language is in theory safeguarded by the article 6 of the Italian Constitution, the State Law n° 482/1999 and the Regional Government Act n° 26/1997, but its non application within schools and exclusion from the major media is condemning it to extinction in the near future.<br />
We are thereby asking you to take into consideration the above situation in your annual report on Human Rights Watch in Italy and to take whatever remonstrative action against the Italian Government you feel is necessary so that the Sardinian people may have the opportunity of using their language normally, especially within schools of all levels, and that all linguistic discrimination is put to an end.<br />
Attached to this letter are our press release issued on the last <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/12/cls-protesta-alle-nazioni-unite-contro-la-discriminazione-della-lingua-sarda/">10th December</a> in occasion of the “Human Rights Day 2010” proclaimed by the United Nations by which we announced the commencement of a remonstration procedure against the Italian Government.<br />
We also attach the public proclaim made by the Comitadu pro sa limba sarda which protests against the non application in Italy of the “European Charter for Regional or Minority Languages” approved by the Council of Europe in 1995 and ratified by the Italian Government with Act n. 302/1997 dated 15th September 1998.<br />
We remain at your disposition for any further information and we thank you in advance for your attention.</p>
<p>For the Committee<br />
Coordinator<br />
Mario Carboni</p>
<p>Vico III dei Genovesi 1<br />
09124 Cagliari<br />
Sardegna-Italia</p>
<p>carboni.mario@gmail.com<br />
comitauprosalimbasarda@gmail.com</p>
<p>Casteddu, 30-12-2010.<br />
*<br />
Sennora Sutasegretària,</p>
<p>Su Comitadu pro sa Limba Sarda, assòtziu pro sa defensa de sos deretos linguìsticos de sa natzionalidade sarda, L’iscriet pro denuntziare sa violatzione fata dae s’Istadu italianu de sos deretos linguìsticos de custa comunidade, cun s’esclusione de sa limba sarda dae s’insignamentu in sas iscolas e cun àteras pràticas negativas contra a s’identidade linguìstica e culturale sarda, chi arriscat s’estintzione.<br />
Sa limba sarda, chi tenet reconnoschimentu internatzionale comente limba pròpia de sos sardos, dae sa lege de s’istadu n. 482 de su 15 de nadale de su 1999 de tutela de sas minorias linguìsticas istòricas, in atuatzione de s’art. 6 de sa Costitutzione de sa Repùblica italiana e dae sa lege regionale n. 26 de su 1997, no est imparada e insignada in sas iscolas, est esclùdida dae sos mèdios de informatzione pùblicos e privados, in s’amministratzione pùblica e in sa sanidade. Pro custu, arriscat de mòrrere in sos annos venidores, mancari siat faeddada e istimada dae sa majoria manna de sos sardos.<br />
Duncas, Li pedimus de valutare custa situatzione, a manera de otènnere sos èsitos de un’indàgine bostra possìbile, in su raportu subra de sos deretos umanos in su 2010 chi pertocat s’Itàlia e, s’in casu, de fàghere totu sos passos e atos netzessàrios chi ais a cunsiderare oportunos pro garantire a sos sardos s’impreu normale e paritèticu de sa limba sarda cun sa limba italiana, s’insignamentu suo in s’iscola (cumintzende dae s’iscola primària), comente deretu umanu prioritàriu chi oe nos est negadu e sa fine de cada discriminatzione linguìstica.<br />
A custa comunicatzione, allegamus sos comunicados istampa de su Comitadu emìtidos su <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/12/cls-protesta-alle-nazioni-unite-contro-la-discriminazione-della-lingua-sarda/">10 de nadale de su 2010</a> in ocasione de sa “Die mundiale de sos deretos umanos &#8211; Human right day 2010 ” proclamada dae sas Natziones Unidas pro cumintzare una protzedura de reclamu.<br />
In prus allegamus su testu de sa protesta pùblica manifestada dae su Comitadu pro sa limba sarda subra s’atuatzione mancada de sa “Cunventzione cuadru pro sa protetzione de sas minorias natzionales”, aprovada dae su Cussìgiu de Europa su 1 de freàrgiu de su 1995 e ratificada dae su Presidente de sa Repùblica italiana su 15 de santandria de su 1997.<br />
Semus a disponimentu pro cale si siat informatzione chi bos at a pàrrere netzessària.<br />
Seguru chi nos ais a leare in cunsideru,</p>
<p>pro su Comitadu<br />
su Coordinadore<br />
Mario Carboni</p>
<p>Vico III dei Genovesi 1<br />
09124 Cagliari<br />
Sardegna-Italia</p>
<p>carboni.mario@gmail.com<br />
comitauprosalimbasarda@gmail.com</p>
<p>Casteddu, 30-12-2010.<br />
*<br />
Alla cortese attenzione di Maria Otero,<br />
Sottosegretario di Stato per la democrazia e gli Affari Generali<br />
U.S. Department of State<br />
2201 C Street NW<br />
Washington, DC 20520</p>
<p>e per conoscenza di Michael H. Posner<br />
Assistente Segretario di Stato<br />
Ufficio di presidenza per la democrazia, diritti umani e del lavoro<br />
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d&#8217;America</p>
<p>Signora Sottosegretario,</p>
<p>Il Comitato per la lingua sarda, associazione per la difesa dei diritti linguistici della nazionalità sarda, Le scrive per denunciare la violazione da parte dello Stato italiano dei diritti umani di questa comunità la cui lingua è esclusa dall&#8217;insegnamento nelle scuole e per questa ed altre pratiche negative contro l&#8217;Identità culturale dei sardi è a rischio di estinzione.<br />
La lingua sarda, riconosciuta internazionalmente quale lingua propria dei sardi e lingua tutelata dall&#8217;articolo 6 della Costituzione italiana, dalla legge statale di attuazione n° 482 sulle lingue di minoranza e dalla legge regionale sarda n° 26, non viene insegnata nelle scuole, è esclusa dai media pubblici e privati, rischia, malgrado sia parlata ed amata dalla stragrande maggioranza dei sardi, di estinguersi nei prossimi anni.<br />
Le chiediamo pertanto di valutare questa situazione al fine di riportare gli esiti di una eventuale vostra indagine nel rapporto sui diritti umani nel 2010 riguardante l&#8217;Italia ed eventualmente intraprendere tutti i passi ed atti necessari che riterrete opportuni per garantire ai sardi l&#8217;uso normale e paritetico della lingua sarda con la lingua italiana e il suo insegnamento nelle scuola ad iniziare dalla scuola primaria quale prioritario diritto umano che oggi ci viene negato e la fine di ogni discriminazione linguistica.<br />
Alleghiamo a questa nostra comunicazione i comunicati stampa del Comitato emessi il <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/12/cls-protesta-alle-nazioni-unite-contro-la-discriminazione-della-lingua-sarda/">10 dicembre 2010</a> in occasione della “ Giornata mondiale dei diritti umani- Human right day 2010” indetta dalle Nazioni Unite per iniziare una procedura di reclamo.<br />
Alleghiamo inoltre il testo della protesta pubblica manifestata dal Comitadu pro sa limba sarda sulla non reale attuazione della “ Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali”, approvata dal Consiglio d&#8217;Europa il 1 febbraio 1995 e ratificata dal Presidente della Repubblica italiana il 15 novembre1997.<br />
Siamo a disposizione per ogni informazione riterrete necessaria.<br />
Certi della vostra attenzione,</p>
<p>per il Comitato<br />
il Coordinatore<br />
Mario Carboni</p>
<p>Vico III dei Genovesi 1<br />
09124 Cagliari<br />
Sardegna-Italia</p>
<p>carboni.mario@gmail.com<br />
comitauprosalimbasarda@gmail.com</p>
<p>Cagliari, 30-12-2010.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-CLS%20scrive%20al%20sottosegretario%20USA%20Otero.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<item>
		<title>CLS: Protesta alle Nazioni Unite contro la discriminazione della Lingua Sarda</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 14:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segue comunicato in Sardo ed Italiano del Comitadu pro sa Limba Sarda:
Su Comitadu pro sa limba sarda, riunidu in Fonne pro sa Cunferèntzia regionale de sa limba sarda, in ocurrèntzia de sa “Die mundiale de sos deretos umanos/Human right day 2010 ”, at cumintzadu unu protzedimentu de reclamu pro sa violatzione de sos deretos de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Drapeau-UN-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2295" title="Drapeau UN - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/12/Drapeau-UN-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="225" /></a>Segue comunicato in Sardo ed Italiano del Comitadu pro sa Limba Sarda:</span></p>
<p>Su Comitadu pro sa limba sarda, riunidu in Fonne pro sa Cunferèntzia regionale de sa limba sarda, in ocurrèntzia de sa “Die mundiale de sos deretos umanos/Human right day 2010 ”, at cumintzadu unu protzedimentu de reclamu pro sa violatzione de sos deretos de s&#8217;òmine in contu de mesuras discriminatòrias in relatzione cun su no-imparòngiu de sa limba sarda e de sas limbas alloglotas in sas iscolas italiana in Sardigna, violatzione fata dae s&#8217;Istadu italianu chi nde tenet cumpetèntzia costitutzionale.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda s&#8217;incumandat a su Cummissàriu pro sos deretos umanos de sas Natziones unidas reclamende, oe chi est die mundiale de sos deretos umanos, chi s&#8217;Istadu italianu non rispetat sos artìculos 1.1 e 2.3 de sa Decraratzione de sos deretos de sa pessones e de sas minorias ètnicas, religiosas e linguìsticas adotada dae s&#8217;Onu in sa risolutzione n. 47/135 de su 18 de Nadale 1992, e in manera distinta in contu de:<br />
- s&#8217;amparu mancadu de s&#8217;identidade natzionale, culturale e linguìstica de sa minoria sarda;<br />
- sa mancàntzia de mèdios pretzisos pro fàghere a manera chi sos membros de sa minoria sarda tèngiant sa possibilidade de imparare sa limba materna issoro e de retzire un&#8217;istrutzione in sa limba materna issoro.</p>
<p>Su Comitadu pro sa limba sarda pessat chi siat oramai còmprida s&#8217;ora pro s&#8217;imparòngiu de sa limba natzionale sarda e in sa limba de sa minoria in sas iscolas de cada òrdine e gradu, cun un&#8217;impinnu finantziàriu de bundu fatu dae s&#8217;Istadu italianu pro arressare su protzessu de isnatzionalizatzione e de assimilatzione giutu a in antis in manera sighida in s&#8217;iscola italiana in Sardigna.<br />
Custu protzessu resurtat comente una trobea a su moimentu largu e profundu pro s&#8217;amparu, sa normalizatzione e s&#8217;ufitzializatzione de sa limba sarda e de sas alloglotas, in unu regìmene de bilinguìsmu cun sa limba italiana, chi oramai non si podet arressare e chi est amparadu dae sa Regione sarda; unu protzessu chi noghet mescamente a sos giòvanos e non dat cara a sos prus elementares de sos deretos tziviles, colletivos e personales de unu pòpulu, cumintzende dae sos<br />
deretos linguìsticos, identitàrios e culturales.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda at a comunicare su cumintzu de su protzedimentu a mèdiu de una lìtera mandada a su Cummissàriu pro sos deretos umanos pesadu in su 1993 dae s&#8217;Assemblea de sas Natziones unidas.</p>
<p>Primos firmatàrios pro Su Comitadu pro sa limba sarda:</p>
<p>Antonimaria Pala<br />
Diego Corraine<br />
Francesco Casula<br />
Gianfranco Pintore<br />
Mario Carboni<br />
Michele Pinna<br />
Paolo Pillonca<br />
Francesco Cheratzu<br />
Giuliana Portas<br />
Mariantonietta Piga</p>
<p>Fonne 10 dicembre 2010.</p>
<p>Comunicato stampa:</p>
<p>Su comitadu pro sa limba sarda, riunito a Fonni durante la Conferenza regionale sulla lingua sarda, in occasione della “ Giornata mondiale dei diritti umani-Human right day 2010 ” indetta dalle Nazioni Unite, ha iniziato una procedura di reclamo per la violazione dei diritti dell&#8217;uomo riguardo a misure discriminatorie relative al non insegnamento della lingua sarda e delle lingue alloglotte nella scuola italiana in Sardegna di ogni ordine e grado da parte dello Stato italiano che ne ha competenza costituzionale.<br />
Su comitadu pro sa limba sarda si rivolge all&#8217;Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite reclamando, oggi giornata mondiale dei diritti umani, il rispetto da parte dello Stato italiano degli art. 1.1 e 2.3 della Dichiarazione dei diritti delle persone e delle minoranze etniche, religiose e linguistiche adottata dalle Nazioni Unite nella risoluzione n° 47/135 del 18 dicembre 1992, ed in particolare riguardo a:<br />
-la mancata protezione dell&#8217;identità nazionale, culturale e linguistica della minoranza sarda.<br />
-l&#8217;assenza di misure appropriate perché gli appartenenti alla minoranza sarda abbiano la possibilità di apprendere la loro lingua materna e di ricevere un&#8217;istruzione nella loro lingua materna.</p>
<p>Su Comitadu pro sa limba sarda ritiene ormai ineludibile l&#8217;insegnamento della lingua nazionale sarda e nella lingua della minoranza nella scuola di ogni ordine e grado con un adeguato impegno finanziario da parte dello Stato italiano al fine di fermare il processo di denazionalizzazione forzata e di assimilazione portato avanti senza soluzione di continuità nella scuola italiana in Sardegna.<br />
Tale processo risulta un ostacolo al vasto e profondo movimento per la difesa, la normalizzazione e l&#8217;ufficializzazione della lingua sarda e delle alloglotte, in un regime di bilinguismo con la lingua italiana, ormai vasto ed inarrestabile e sostenuto dalla Regione sarda, che danneggia sopratutto le nuove generazioni e non rispetta i più elementari diritti civili collettivi ed individuali di un popolo a partire dai diritti linguistici, identitari e culturali.<br />
Su comitadu pro sa limba sarda comunicherà l&#8217;inizio della procedura con una lettera inviata all&#8217;Alto Commissario ai diritti umani creato nel 1993 dall&#8217;Assemblea delle Nazioni Unite.</p>
<p>Primi firmatari per Su Comitadu pro sa limba sarda:</p>
<p>Antonimaria Pala<br />
Diego Corraine<br />
Francesco Casula<br />
Gianfranco Pintore<br />
Mario Carboni<br />
Michele Pinna<br />
Paolo Pillonca<br />
Francesco Cheratzu<br />
Giuliana Portas<br />
Mariantonietta Piga</p>
<p>Fonni, 10 dicembre 2010.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20stampa%20bilingue%20Nazioni%20unite%20-%20CLS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Articolo correlato: <a href="http://www.sanatzione.eu/2009/11/niente-lingua-sarda-denuncia-per-discriminazione/">Niente Lingua Sarda? Denuncia per discriminazione</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lingua e Statuto Sardo: Qualche esempio internazionale per le Riforme – I. comunicato CLS</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/09/lingua-e-statuto-sardo-qualche-esempio-internazionale-per-le-riforme-%e2%80%93-i-comunicato-cls/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 22:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori,
Ci sono minoranze al mondo che per accrescere il loro peso politico si rivolgono unicamente verso quelle peculiarità identitarie che qualificano la loro specialità: la lingua è una di queste.
In Sardegna esiste da tempo un dibattito sulla lingua sarda che oggi presenta il conto sociale dei suoi ritardi. Abbiamo infatti una popolazione pressoché omologata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Albero-pugliese-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1974" title="Albero pugliese - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Albero-pugliese-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="228" height="267" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Ci sono minoranze al mondo che per accrescere il loro peso politico si rivolgono unicamente verso quelle peculiarità identitarie che qualificano la loro specialità: la lingua è una di queste.</p>
<p>In Sardegna esiste da tempo un dibattito sulla lingua sarda che oggi presenta il conto sociale dei suoi ritardi. Abbiamo infatti una popolazione pressoché omologata verso la lingua italiana. Un idioma che per essi rappresenta la modernità, la cultura, nonché l&#8217;unico insostituibile vincolo dei rapporti economici e sociali.<br />
I sostenitori della lingua sarda hanno tuttavia sempre rimarcato un concetto fondamentale, ovvero, che la Sardegna dovrebbe evolversi verso un sistema bilingue (sardo/italiano). Un principio relativamente rispettato anche dalla prima <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Normativa%20regionale%20tutela%20lingua%20Sarda-URN%20Sardinnya.pdf">normativa</a> di tutela del sardo adottata a fine anni &#8216;90 sotto il Governo D&#8217;Alema.<br />
Ma oggi, dopo oltre 60 anni di Italia repubblicana, proprio i ritardi sulla tutela, la diffusione e la modernizzazione della lingua sarda, pongono nelle ultime generazioni di Sardi diversi interrogativi: a che serve una lingua minoritaria? E perché impararla?<br />
Esistono diverse risposte a tali quesiti, di ordine economico, sociale e culturale.<br />
Ne esporremo in breve alcune, partendo da un&#8217;esperienza internazionale particolare come quella del Canada. Un paese che racchiude una cultura anglofona e francofona, nonché diverse “minoranze nelle minoranze”, determinate da popolazioni endogene pre-esistenti alla colonizzazione europea del passato.<br />
La lingua, per ogni forma di nazionalismo territoriale, laddove esiste, è uno degli elementi primari di rivendicazione politica. Ma ciò vale in larga misura presso comunità in cui questa è viva ed utilizzata quotidianamente dalla maggiorparte della popolazione. Circostanza che in Sardegna sembra invece arrancare.<br />
La lingua diventa il veicolo materiale per la difesa della specialità nei confronti dello stato centrale, sopratutto nei casi in cui lo stato-nazione impone e dispone di un diverso idioma, codificato e trasmesso su ogni piano della vita civile del Paese (istruzione, media, sport, etc).<br />
La difesa dell&#8217;idioma territoriale, consente invece di tenere viva la specialità, non solo al fine di tutelare la minoranza stessa, ma anche la serie di esigenze economiche e sociali ad essa contigua: si estende quindi nella richiesta di nuova sovranità, con maggiori competenze da strappare allo stato centrale.<br />
La lingua inoltre ha una duplice valenza: economica e culturale, diretta conseguenza della sua tutela politica.<br />
In Canada, il Québec francofono, è giunto, a seguito di svariati dibattiti, all&#8217;adozione della “Carta della lingua francese”, o legge 101 (attualmente in fase di evoluzione sulla 103), la quale dal 1977 si pone su un livello di semi-costituzionalizzazione nei confronti della federazione.<br />
Il francese diventò così ufficialmente la lingua dello stato, della legge, del lavoro, del commercio, delle comunicazioni e degli affari in generale.<br />
L&#8217;applicazione di ciò, ha consentito lo sviluppo di ulteriori posti di lavoro, come nel settore dell&#8217;istruzione e delle telecomunicazioni. Ma non solo.<br />
I 5 diritti fondamentali della legge 101 prevedono:</p>
<p>1) Il diritto di ogni persona ad avere una comunicazione in francese da parte di tutti i rami del Governo e delle amministrazioni, degli ordini professionali, dei sindacati e delle imprese stabilite nel territorio del Québec.<br />
2) Il diritto di ogni persona a parlare in francese in qualsiasi assemblea deliberativa (politica, amministrativa e commerciale).<br />
3) Il diritto dei lavoratori di operare in francese.<br />
4) Il diritto dei consumatori di essere informati e serviti in francese (anche nella pubblicità).<br />
5) Il diritto delle persone che accedono all&#8217;insegnamento di ricevere un&#8217;istruzione in francese.</p>
<p>Il titolo II della 101 si occupa dell&#8217;ufficializzazione linguistica, della toponomastica e della lingua francese nell&#8217;amministrazione civile e nelle imprese.<br />
Il titolo III riguarda l&#8217;Ufficio della lingua francese, la sua missione, le sue competenze e l&#8217;organizzazione. Si tratta di un&#8217;agenzia governativa volta a vigilare sull&#8217;applicazione di tutto l&#8217;edificio normativo della Carta.<br />
Il titolo IV istituisce il Consiglio Supremo della lingua francese.<br />
Il V ed il VI contemplano sanzioni e disposizioni.<br />
La Carta riconosce e difende terzi idiomi, tra cui, ovviamente, quello inglese.<br />
Anche gli immigrati accedono all&#8217;istruzione in lingua francese.</p>
<p>La lingua Sarda non solo ci serve per salvare ed introdurre nelle scuole la nostra letteratura (e quindi un prezioso frammento del nostro dna identitario), ma perché la sua istituzionalizzazione ci consentirebbe di attualizzare il nostro idioma nella vita quotidiana, per svilupparlo, divulgarlo e difendere politicamente la nostra specialità con le nostre specifiche esigenze economiche. Come suddetto, sia sul piano dell&#8217;istruzione, che dell&#8217;editoria, dello sport e del commercio.<br />
Un&#8217;automatismo che porterebbe alla necessità di nuovi posti di lavoro ed interromperebbe la discriminazione linguistica a cui è soggetto il nostro idioma in tutti gli aspetti della vita abituale dei nostri concittadini.</p>
<p>Non è falso dire che terzi nazionalismi nel mondo si sono rifugiati (ad esempio) nell&#8217;inglese per le loro rivendicazioni politiche, ma sarebbe assurdo (oltreché storicamente criminale) rinunciare ad un plusvalore esistente come la nostra lingua, sopratutto in una Sardegna che conta uno scarso livello di auto-coscienza territoriale circa lo sviluppo di un maggiore nazionalismo politico a tutela dei nostri interessi e dello sviluppo economico.<br />
Basti osservare ai benefici ottenuti dalla piccola Repubblica di Malta nel suo piano di “normalizzazione” della lingua.</p>
<p>Chiediamo pertanto che nella fase di riscrittura dello Statuto (o Costituzione) della Sardegna, si adotti un nuovo bilinguismo a definitiva attuazione di quanto già riconosciuto dallo Stato all&#8217;isola in qualità di minoranza linguistica. (La maggiore della Repubblica Italiana), rimandando ad una specifica carta gli elementi da porre in essere sulla materia. Senza scordare le nostre minoranze interne, già riconosciute, come l&#8217;area linguistica catalana di Alghero, o come la necessità di incrementare presso l&#8217;offerta formativa la conoscenza di lingue maggiormente diffuse a livello internazionale (ved. Inglese).</p>
<p>LSC a parte, su cui non torniamo nel merito, chiediamo che il Sardo diventi la lingua della Pubblica Amministrazione, dei documenti in entrata ed in uscita; delle comunicazioni al cittadino (incluse quelle delle forze dell&#8217;ordine); degli atti notarili; nonché dell&#8217;editoria pubblica e privata.<br />
Su quest&#8217;ultimo punto chiediamo la rimodulazione delle frequenze radio e video al fine di consentire eguali diritti di esercizio nell&#8217;etere alla diffusione di emittenti a carattere sardofono.<br />
Chiediamo che il Sardo diventi la lingua veicolare della Pubblica Istruzione e di quella Privata, dei manuali di testo (bilingue), della modulistica (bilingue) e degli insegnamenti.<br />
Chiediamo che il Sardo diventi la lingua veicolare del mondo dell&#8217;impresa e del sindacato, obbligatoriamente bilingue (pubblicità inclusa) e del sistema complessivo dei Trasporti.<br />
Chiediamo che il Sardo diventi la lingua veicolare delle federazioni, dei club e delle associazioni sportive, di volontariato, delle fondazioni, delle associazioni in generale (culturali e non), pubbliche e private.<br />
Chiediamo l&#8217;adozione sistematica della toponomastica in Sardo per il completamento di quanto già avviato da diverse personalità, tra cui quelle dell&#8217;Ufficio per la Lingua Sarda.<br />
Chiediamo l&#8217;adozione in Sardo ed Italiano dello Statuto (o nuova Costituzione) della Sardegna (il Sud-Tirolo adotta uno Statuto bilingue), nonché un capace strumento finanziario di supporto a tale specifica attività (un Fondo) da quantificare ed approvare annualmente come risorsa esclusiva.<br />
Chiediamo lo sviluppo di un concordato linguistico bilaterale diretto con la Santa Sede per l&#8217;adozione del Sardo nelle funzioni religiose e la revisione del ruolo della Conferenza Episcopale Italiana nell&#8217;isola per la sua attuazione. Circostanza che non può prescindere dalla nostra statualizzazione.<br />
Chiediamo infine, sul modello della legge 101, l&#8217;adozione di un osservatorio atto a vigilare sull&#8217;applicazione di tali disposizioni.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p>Vi segnaliamo un comunicato del Comitadu pro sa Limba Sarda del 23-09-2010: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Nota%20CLS%2023-09-2010.pdf">PDF</a>.</p>
<p>Proposte per una legge linguistica, fonti di Mario Carboni: JPG <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Propostas%20pro%20Limba%20-%20URN%20Sardinnya.jpg">1</a> &#8211; <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Propostas%20pro%20Limba%20-%20URN%20Sardinnya%20%281%29.jpg">2</a> &#8211; <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Propostas%20pro%20Limba%20-%20URN%20Sardinnya%20%282%29.jpg">3</a>.</p>
<p><em>Di Melis Roberto e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Limba%20e%20Istatudu.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Comitadu pro sa Limba Sarda alla Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:13:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Cattedrale-de-Aristanis-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1187" title="Cattedrale de Aristanis - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Cattedrale-de-Aristanis-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="470" height="353" /></a>Il Popolo Sardo ha imparato a pregare nella sua lingua e nella sua lingua – come ha ricordato Benedetto XVI nella sua prima vista a Cagliari – ha cantato il Signore, la Madonna e, in centinaia di gosos, i santi. Quando il Papa ha letto un verso della preghiera “Deus ti sarvet Maria”, l&#8217;applauso commosso delle migliaia di fedeli era forse anche una espressione di gratitudine per le parole pronunciate nella loro lingua dal Pontefice e dell&#8217;aspirazione all&#8217;uso normale della propria lingua madre in ogni attività e a maggior ragione da parte della Chiesa sarda.<br />
L&#8217;uso non discriminato della lingua sarda e di quelle alloglotte è ancora un obiettivo da raggiungere. La discriminazione linguistica in Sardegna non è l&#8217;ultimo fattore di disagio e di ritardo dell&#8217;Isola e concorre allo sfaldamento delle comunità e delle famiglie. Il Comitato è riconoscente a tutti gli uomini di Chiesa che, intimamente legati agli ultimi, con essi e in sardo hanno pregato. Se oggi possediamo tanti strumenti per rilanciare l&#8217;uso della nostra lingua, lo dobbiamo anche ai tanti uomini di Chiesa che hanno creato vocabolari, scritto opere in prosa e poesia, registrato modi di dire e dialetti di ogni paese della Sardegna e tenute vive le nostre migliori tradizioni.<br />
È con grande rammarico e con apprensione che Su Comitadu pro sa limba sarda constata come nell&#8217;articolato documento conclusivo del Sinodo diocesano di Cagliari il solo accenno allo stretto legame fra i sardi e la loro lingua sia contenuto nelle alte parole di Joseph Ratzinger e come non sia stata individuato, nell&#8217;acuta e approfondita analisi, il contributo alla crisi culturale, sociale ed economica fornito dal tentativo di cancellazione della lingua dei sardi dalle scuole materne all&#8217;università e nei media.<br />
In altre regioni europee, sedi di minoranze linguistiche, la Chiesa ha rispetto operoso per le lingue usate da quei popoli per parlare a Dio. Un rispetto non formale, quale siamo certi la Chiesa sarda nutre per il sardo e le altre lingue alloglotte della Sardegna, ma espresso concretamente attraverso il loro uso in chiesa, nelle messe, nelle processioni, negli scritti e in tutti i momenti di preghiera.<br />
Questo avviene non solo in seno alle minoranze meglio protette dagli Stati, come la catalana, la basca, la friulana, ma anche in quelle, come la corsa, che non hanno analoga tutela. Il Comitadu pro sa limba sarda non ha alcuna volontà di ingerirsi in affari che riguardano le gerarchie ecclesiastiche, ma sente il dovere di fare un accorato e rispettoso appello alla Chiesa sarda affinché essa non faccia mancare il suo decisivo apporto nel processo di rinascita della lingua e valuti almeno l&#8217;opportunità di riconoscere a partire dal suo Sinodo l&#8217;esistenza della lingua sarda e delle altre lingue alloglotte della Sardegna e operi almeno al suo interno per un loro uso normale e ufficiale.</p>
<p><em>19-02-2010 &#8211; CLS.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Comitadu%20pro%20sa%20Limba%20a%20sa%20Creja.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Unas propostas pro sa Limba a sa Regione</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 23:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su Comitadu pro sa limba sarda at addoviadu in Casteddu unos giornalistas e lis at faeddadu de sas initziativas suas pro chi sa limba sarda, paris cun sas àteras limbas de Sardigna, siant cunsideradas unu motore pro s&#8217;isvilupu econòmicu e sotziale de sa Terra nostra. Mario Carboni, Frantziscu Casula, Diegu Corraine, Micheli Pinna e eo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-374" title="LogoCLS-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/10/LogoCLS-URN-Sardinnya.jpg" alt="LogoCLS-URN Sardinnya" width="182" height="200" />Su Comitadu pro sa limba sarda at addoviadu in Casteddu unos giornalistas e lis at faeddadu de sas initziativas suas pro chi sa limba sarda, paris cun sas àteras limbas de Sardigna, siant cunsideradas unu motore pro s&#8217;isvilupu econòmicu e sotziale de sa Terra nostra. Mario Carboni, Frantziscu Casula, Diegu Corraine, Micheli Pinna e eo amus amaniadu unos emendamentos a su Pranu regionale de isvilupu, pro fàghere a manera chi sa limba sarda bi siet numenada. Pro nàrrere, in uve su documentu de sa Regione narat chi “Le risorse reali della Sardegna sono le imprese, la cultura e il territorio” diat dèpere èssere iscritu: Le risorse reali della Sardegna sono le imprese, la lingua e la cultura e il territorio”. Si tratat, est craru, de unu reconnoschimentu simbòlicu chi, però, iscòbiat s&#8217;intentu de sa maioria de pònnere mente a s&#8217;impinnu leadu dae su presidente de sa Regione. “Il momento identitario, quale momento di riflessione su se stessi e sul &#8220;comune sentire&#8221; del popolo sardo” est iscritu in su programma de Ugo Cappellacci “costituisce la fonte dalla quale far derivare i successivi” mamentos de s&#8217;istrategia de isvilupu. Su Comitadu, chi at a pedire un&#8217;addòviu cun su presidente de sa Regione, at finas disinnadu de pedire a su guvernu sardu de cunsiderare s&#8217;imparonzu de su sardu e in sardu in su mamentu chi est a puntu de torrare a cuntratare cun su governu italianu s&#8217;acordu fatu dae Baire e da Gelmini pro gastare 20 miliones de euros pro agiudare sos precàrios sardos. Cuncordande cun sos dirigentes iscolàsticos, si podent pesare càtedras pro su sardu (e in ue sunt faeddadas su gadduresu, su tataresu, s&#8217;aligheresu e su tabarchinu) pro duos annos.<br />
Si, in prus, a custos 20 miliones si prendet su dinare chi s&#8217;Istadu est prontu a ispèndere bastante chi sas iscolas si ponzant de acordu, sos precàrios ant a pòdere imparare su sardu e in sardu totu sas matèrias, comente previdit sa leze, non pro unu o duos annos ma pro semper. Si sunt fatos sos contos: una polìtica linguìstica de gasi pesat belle 1500 postos de traballu noos e istàbiles, in prus de segurare a sos pitzinnos de non s&#8217;intèndere istranzos in terra insoro.</p>
<p>Sos mèdios e su dinare b&#8217;est. A dolu mannu no est semper chi b&#8217;at sa boluntade de colare dae s&#8217;assistentzialismu a su fràigu de unu traballu beru.</p>
<p>De Zuanne Frantziscu Pintore (29-09-09  -  http://gianfrancopintore.blogspot.com).</p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE </strong></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Proposta%20CLS%20a%20sa%20Regione.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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