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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; alto</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Chi e perché dovrebbe riscrivere lo Statuto Autonomo? Lo spiega l&#8217;Alto Adige</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jul 2017 19:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi e perché dovrebbe riscrivere lo Statuto Autonomo regionale? L&#8217;Alto Adige ha concluso i lavori del progetto per la riscrittura della propria specialità: introdotto il principio di autodeterminazione, ma anche il diritto al plurilinguismo e all&#8217;autonomia fiscale. Un grande esempio che dovrebbe ispirare la Sardegna, sia per motivi tecnici che politici. Vediamo la struttura della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Chi e perché dovrebbe riscrivere lo Statuto Autonomo regionale?</em></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><em>L&#8217;Alto Adige ha concluso i lavori del progetto per la riscrittura della propria specialità: introdotto il principio di autodeterminazione, ma anche il diritto al plurilinguismo e all&#8217;autonomia fiscale. Un grande esempio che dovrebbe ispirare la Sardegna, sia per motivi tecnici che politici.</em></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><em>Vediamo la struttura della Convenzione di Bolzano e le modalità per individuare i partecipanti – Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/Bozen-project-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15345" title="bozen-project-urn-sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/Bozen-project-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="417" /></a></p>
<p>Pochi giorni fa si è concluso il lavoro della “Convenzione dei 33”. Un organo ausiliario del Consiglio Provinciale di Bolzano. L&#8217;obiettivo? Sviluppare proposte da portare all&#8217;attenzione dell&#8217;assemblea per riscrivere i termini della specialità che regola i rapporti sociali, culturali ed economici del territorio con lo Stato centrale.</p>
<p>L&#8217;aspetto più interessante riguarda le modalità con le quali si è portato avanti questo lavoro. Chi ha potuto partecipare a questi lavori? Con quali contributi tecnici? E con quali contributi politici?</p>
<p>La struttura di quest&#8217;<a href="https://www.konvent.bz.it/it" target="_blank">organo</a> esprime un esempio di partecipazione democratica.<br />
I membri vengono nominati dal Consiglio Provinciale nella seguente composizione: quattro componenti tra i nove proposti dal Consiglio dei Comuni; quattro componenti dal mondo dell&#8217;imprenditoria e del sindacato; cinque esperti di diritto; otto membri della società civile, eletti tra i cento cittadini di un Forum. Quale? Il cosiddetto “Forum dei 100”, costituito da cento altoatesini, a partire dai 16 anni di età, individuati con trasparenza per campionamento statistico.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Tali organismi hanno sviluppato periodici gruppi di lavoro/open space, distribuiti in tutto il territorio, al fine di assorbire quanti più orientamenti possibili da parte della popolazione e dei vari gruppi di interesse, come strumenti consultivi su cui il Consiglio, infine, dovrà deliberare.</p>
<p>La sintesi di questo lavoro ha portato all&#8217;approvazione di un documento principale e alcune relazioni di minoranza. E benché non vi sia stato un consenso assoluto, da notare, il lavoro ha introdotto il principio di autodeterminazione e il diritto all&#8217;espressione delle minoranze linguistiche e culturali, in abbinamento al diritto all&#8217;autonomia fiscale. Un precedente politico importante nelle prossime battaglie che potrebbero riguardare anche altre Regioni della Repubblica Italiana, non necessariamente autonome, come il Veneto.</p>
<p>L&#8217;organigramma e la finalità di questa Convenzione rappresentano indubbiamente elementi in grado di affiancare la politica nella configurazione del prossimo Statuto Autonomo, un esempio che la Sardegna dovrà assolutamente vagliare per non lasciare ai soli partiti cagliaritani (e alle logiche che sottendono la loro azione) delle scelte di vitale importanza circa il futuro della nostra comunità.</p>
<p>Per certi versi, potremmo inquadrare tale iniziativa come la logica evoluzione di quel comitato che anni fa &#8211; sorto però su basi prevalentemente politiche più che di inclusione sociale &#8211; portò al progetto, poi arenatosi, di “Noa Carta de Logu”.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Come-Bolzano-riscrive-lAutonomia.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Alto Adige e Veneto riscriveranno lo Statuto. E la Sardegna? Ecco qualche idea</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Aug 2013 22:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia non è di poco conto: il principale partito dell&#8217;Alto Adige ha annunciato l&#8217;avvio di un gruppo di lavoro che nei prossimi mesi si occuperà della riscrittura dello Statuto Autonomo. Si tratta di vero sovranismo. Il segretario dell&#8217;SVP Richard Teiner, pur consapevole dei buoni risultati ottenuti finora dall&#8217;attuale Statuto, grazie alle pressioni degli indipendentisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/09/John-Calhoun-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7827" title="John Calhoun - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/09/John-Calhoun-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="326" height="415" /></a>La notizia non è di poco conto: il principale partito dell&#8217;Alto Adige <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2013/08/19/Svp-nomina-gruppo-lavoro-riforma-statuto_9175203.html" target="_blank">ha annunciato</a> l&#8217;avvio di un gruppo di lavoro che nei prossimi mesi si occuperà della riscrittura dello Statuto Autonomo. Si tratta di vero sovranismo. Il segretario dell&#8217;SVP Richard Teiner, pur consapevole dei buoni risultati ottenuti finora dall&#8217;attuale Statuto, grazie alle pressioni degli indipendentisti, ha riconosciuto l&#8217;esigenza di dare maggior sovranità alla propria comunità. Anche il Veneto, sulla base della proposta di un referendum sull&#8217;autodeterminazione proposto da Indipendenza Veneta, ragionerà, non sulla semplice riscrittura dello Statuto (essendo Regione a <a href="http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=3&amp;p=3&amp;c=2&amp;e=9&amp;t=0&amp;" target="_blank">Statuto ordinario</a>), ma sulla capacità di estendere la propria sovranità <em>(vedere anche <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/04/la-repubblica-del-leone-intervista-ad-anna-durigon-di-indipendenza-veneta/" target="_blank">Intervista ad Anna Durigon di I.V. &#8211; Sa Natzione, 01-04-13</a>)</em>. In un solo anno i Veneti hanno fatto il lavoro che i nostri indipendentisti non fanno da dieci, e non tanto per il consenso del movimento lagunare, che rimane contenuto, ma per la sua capacità di influenza rispetto alla politica regionale, in cui gioca un ruolo l&#8217;amministrazione leghista.</p>
<p>E i Sardi? Eccetto Fortza Paris, <span style="text-decoration: underline;">nessun movimento autonomista e indipendentista Sardo</span> ha finora posto la riscrittura completa della nostra Autonomia in cima al proprio programma politico. Paradossalmente, proprio il MERIS di Meloni risulta più intraprendente rispetto all&#8217;insieme dei movimenti Sardi che ritengono di portare avanti una battaglia più pragmatica per la conquista della sovranità. Ma per l&#8217;ordinaria amministrazione abbiamo già i partiti italiani.</p>
<p>In Sardegna c&#8217;è un aspetto che ci fa capire quanto i nostri movimenti non abbiano mai seriamente ragionato sulle riforme istituzionali, né su quelle per i rapporti esteri e con lo Stato, né sul fondamentale tema del <span style="text-decoration: underline;">federalismo interno</span> (di cui si era in parte occupata anche la Commissione Autonomia della Regione). L&#8217;aspetto riguarda la nuova legge regionale n. 542 del 30 luglio 2013, inerente i terreni demaniali, il cui vincolo di controllo per gli usi civici passa in mano ai Comuni. Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico ha prontamente definito la legge come un nuovo “<a href="http://gruppodinterventogiuridicoweb.wordpress.com/2013/07/30/cinquanta-consiglieri-regionali-sardi-approvano-il-nuovo-editto-delle-chiudende-senza-vergogna/" target="_blank">editto delle chiudende</a>”, mentre svariati indipendentisti si sono immediatamente allineati a questa considerazione senza le dovute riflessioni del caso. Ma prima di fare queste riflessioni è opportuna una piccola premessa storica.<br />
Sapete, uno dei più celebri saggi politici dell&#8217;ottocento è stato “La Democrazia in America” di Alexis de Tocqueville. Questo testo era importante, e non solo perché parlava dei &#8220;neonati&#8221; USA, ma perché introduceva una serie di riflessioni sulla democrazia e sul federalismo che sono diventati una pietra miliare del pensiero liberale e di chiunque si batta per il tema dell&#8217;autogoverno locale. Da una parte si inquadrava un aspetto negativo della democrazia, quello per cui l&#8217;eguaglianza generale dei singoli in qualità di forza pubblica aveva creato una società mediocre e conformista, dove il populismo senza riflessione si era sostituito alla ragione, una nuova forma di dispotismo. Dall&#8217;altra si era compreso che il federalismo aveva assunto il ruolo della responsabilizzazione localistica e aveva arginato la mediocrità della maggioranza a danno delle singole sensibilità locali. <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/08/ma-quale-indipendentismo-vogliamo-e-perche-non-essere-italiani/" target="_blank">Constant</a> ebbe analogo intendimento, il potere assoluto che Rousseau attribuiva alla volontà generale non poteva esistere, poiché in un sistema rappresentativo, senza una opportuna distribuzione del potere, l&#8217;ideologia di pochi, nascosta dietro la retorica del “bene comune”, avrebbe stritolato l&#8217;individuo ed ogni minoranza soggetta al volere della maggioranza <em>(De la souveraineté du peuple et de ses limites, 1815)</em>.<br />
Certo, oggi sappiamo che è solo il <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/06/economia-lingua-e-dispersione-scolastica-ministro-trigilia-la-politica-modella-il-capitale-sociale/" target="_blank">capitale sociale</a> l&#8217;elemento di determinazione della qualità del buon governo. Infatti in Sardegna sta succedendo l&#8217;opposto, Deliperi ha giustamente fatto notare che il potere della sclassificazione dei terreni demaniali in mano ai Comuni cela il volto della speculazione edilizia e di quanti vogliono sanare irregolarità varie commesse in aree ambientalmente vincolate. Tuttavia, bisogna anche considerare che in numerosi casi si deve proprio ai privati e non alla Regione la cura dei terreni, preservandoli pure dal rischio incendio, e che inoltre prima della legge n. 542 (in cui comunque si ravvisano profili di incostituzionalità) Cagliari si arrogava il diritto di decidere in vece dei Comuni.<br />
In Svizzera <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/sovranita-e-sudditanza-dei-sardi-costituzione-svizzera-e-italiana-a-confronto/" target="_blank">i Cantoni decidono</a> persino sulla politica estera, mentre i Comuni sugli ordinamenti cantonali, le Province non esistono. E allora quali riflessioni e quali domande deve porsi un indipendentista? Forse basta solo la seguente: come coniugare la tutela ambientale al principio dell&#8217;autogoverno comunale? Insomma, come aumentare la responsabilizzazione che deriva dall&#8217;esercizio diretto del governo? E&#8217; chiaro che la risposta a questa domanda, oltre a rendere necessaria una prospettiva formativa, apre una serie di riflessioni sulla nostra sovranità che solo un percorso di riforme istituzionali può sanare, ad esempio immaginando un arretramento costituzionale delle competenze statali, amplificando invece quelle regionali (da concordare coi Comuni). Il concetto è che dobbiamo disegnare istituzioni che sappiamo decidere per la sfera di competenza in cui ricade la loro immediata potestà geografica, con adeguati contrappesi affinché si evitino potenziali abusi ambientali (che già a suo tempo <a href="http://gianfrancopintore.blogspot.it/2010/02/nuove-chiudende-180-anni-dopo.html" target="_blank">osservò Gianfranco Pintore</a>), ma evitando che poteri superiori (in questo caso Roma e Cagliari) debbano sempre e comunque sostituirsi alle amministrazioni locali per la gestione del territorio. Perché nel caso non fosse chiaro, lo sviluppo del federalismo interno, unito ad una razionalizzazione normativa, è anche una condizione propedeutica per lo sviluppo di una equilibrata politica ambientale, che oggi evidentemente non esiste <em>(vedere <a href="http://www.vitobiolchini.it/2013/08/28/stazzi-golf-turismo-di-lusso-oltre-la-protesta-lambientalismo-in-sardegna-ha-un-programma-di-governo/" target="_blank">Biolchini</a> e <a href="http://francescogiorgioni.blogspot.it/2013/08/due-ville-dieci-metri-dal-mare-aggirare.html" target="_blank">Giorgioni</a>)</em>.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ci riusciremo? Con questo indipendentismo non sarà affatto semplice, perché dai tempi di Simon Mossa non ha fatto molti passi avanti rispetto a queste concettualizzazioni teoriche. Che i Comuni Sardi richiedano più spazi di manovra è del tutto legittimo. Nel 2013, nonostante il fallimento della Provincia della Gallura, questa comunità rimane alla ricerca di una politica capace di esaltare il territorio rispetto al potere cagliaritano (pensiamo alla nascita del movimento <a href="http://www.labarbagia.net/rubriche/rassegna-stampa-di-michele-arbau/5219/lunione-sarda-nuova-repubblica-presentera-la-lista-per-le-regionali" target="_blank">Nuova Repubblica della Gallura</a>). Una riforma proposta dagli indipendentisti potrebbe occuparsi anche della risoluzione di queste singole sensibilità territoriali. Ad esempio nella Regione Autonoma del Trentino/Alto Adige-Sudtirol esistono le Province Autonome di Trento e Bolzano (anch&#8217;esse costituzionalmente riconosciute). Consideriamo che l&#8217;Alto Adige è demograficamente inferiore alla Sardegna, anche in questo caso le minoranze linguistiche giocano un ruolo fondamentale nella suddivisione dei poteri nel territorio. I principi del modello istituzionale a cui dovremmo lavorare dovrebbero assegnare al Comune il ruolo di protagonista amministrativo della Regione, capace di unirsi ad altri Comuni su determinati servizi. Mentre sul piano della rappresentatività la politica Sarda nella legge elettorale dovrebbe capire che le singole minoranze linguistiche dell&#8217;isola, rispetto al Sardo, devono avere voce.<br />
Inoltre, in campo economico, il nostro federalismo interno dovrebbe richiamarsi al principio della “nullificazione” proposto in passato da <a href="http://www.senate.gov/artandhistory/history/common/generic/VP_John_Calhoun.htm" target="_blank">John Calhoun</a> (U.S. Senate), secondo il quale i singoli territori hanno il potere di annullare qualsiasi provvedimento statale lesivo dei loro interessi. Il principio esiste già all&#8217;<a href="http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_39_20050318114805.pdf" target="_blank">art. 51 dello Statuto Autonomo Sardo</a>, ma dovrebbe essere esteso, con i contrappesi di cui sopra, anche verso i singoli Comuni Sardi.</p>
<p><em>Di Marco Corda &amp; Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/09/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Riforme-e-federalismo-interno.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>RAI e Accordi di Milano. La discriminazione del Sardo è solo colpa del ceto politico regionale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 22:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Mario Carboni. Perché la RAI tutelerebbe il tedesco, il ladino e prossimamente il friulano e il francese ma non il sardo? La protesta non informata che sta emergendo alla notizia della Convenzione RAI-Trentino/Alto Adige sembra che sia originata da una supposta e preordinata esclusione della Sardegna e della sua minoranza linguistica dalle attenzioni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" />Di Mario Carboni.</em></p>
<p>Perché la RAI tutelerebbe il tedesco, il ladino e prossimamente il friulano e il francese ma non il sardo?<br />
La protesta non informata che sta emergendo alla notizia della Convenzione RAI-Trentino/Alto Adige sembra che sia originata da una supposta e preordinata esclusione della Sardegna e della sua minoranza linguistica dalle attenzioni della RAI.<br />
Se si approfondisse la questione si scoprirebbero cose diverse e che la protesta andrebbe piuttosto indirizzata non propriamente contro la RAI (che merita tante altre proteste sulla discriminazione della lingua sarda e per il suo operato colonizzatore) ma piuttosto contro noi sardi e più precisamente verso i partiti, i parlamentari, il Consiglio regionale e la Giunta regionale e non solo a partire da questa legislatura.<br />
Vediamo di ricapitolare e farlo essendo minimamente informati:</p>
<p>La base di partenza per la Convenzione RAI-Trentino Alto Adige è il titolo V° della Costituzione, che da quando è stato modificato offre possibilità nuove di applicazione del cosiddetto federalismo all&#8217;italiana.<br />
L&#8217;articolazione del Titolo V° relativo alle Autonomie regionali è criticabile per tanti versi, sopratutto se si è massimalisti o non riformisti, ma offre possibilità di arricchimento dei poteri autonomistici ed elementi di sovranità impensabili in passato, se li si volesse cogliere.<br />
Nel titolo V° è l&#8217;art.17 ad elencare minuziosamente le materie in cui lo Stato possiede il potere, la sovranità esercitata con legislazione esclusiva.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Nello stesso articolo, in diversi paragrafi, e sopratutto in quello che in direzione di una prevista possibile devoluzione federalista di suoi poteri alle Regioni, vi si statuisce che <em>“La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni“.</em><br />
Teoricamente, lo Stato, in forza di quella riforma costituzionale che molti oggi vorrebbero cancellare con un rigurgito di centralismo, potrebbe delegare tutte o parte delle sue materie di competenza esclusiva a una o più Regioni che lo richiedessero attraverso un percorso precisamente definito, ad esempio anche alla Sardegna, dotandole di elementi di sovranità tanto ampi da configurare una loro sovranità statuale locale, senza però superare il divieto di rompere l&#8217;unità dello Stato previsto nell&#8217;art.5 della Costituzione stessa.<br />
In Sardegna, i partiti, il ceto intellettuale e politico, l&#8217;Accademia e tanto meno i più oltranzisti indipendentisti non si sono mai interessati a questa possibilità di acquisizione di elementi di sovranità attraverso un percorso riformistico e a legislazione vigente.<br />
I tanti contrari all&#8217;Autonomia (che in Sardegna non mancano), uniti agli autonomisti ed anche ad un tipo di indipendentisti paleocomunisti, disprezzano le formule e la pratica riformista preferendo un massimalismo parolaio che in realtà caratterizza l&#8217;immobilismo e la putrefazione dell&#8217;Autonomia speciale sarda e la conseguente crisi economica e culturale che si alimenta col genocidio culturale dei sardi e la distruzione della loro lingua ed identità nazionale. <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-RAI-Accordo-di-Milano-e-Lingua-Sarda.pdf" target="_blank">SEGUE IN PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Roberto Seri introduce la differenza politica fra la Sardegna e l&#8217;Alto Adige &#8211; V.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 23:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, vi proponiamo un video di Roberto Seri, esponente dell&#8217;Osservatorio Sardegna, tratto dalla campagna della lista &#8220;Soberania&#8221;, in materia di differenze politiche fra la Sardegna e l&#8217;Alto Adige. Fonte: MrRubik87, You Tube &#8211; Wmv, 23-02-13. Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Lettori, vi proponiamo un video di Roberto Seri, esponente dell&#8217;<em>Osservatorio Sardegna</em>, tratto dalla campagna della lista &#8220;Soberania&#8221;, in materia di differenze politiche fra la Sardegna e l&#8217;Alto Adige.</p>
<p><object width="320" height="240" classid="clsid:6bf52a52-394a-11d3-b153-00c04f79faa6" codebase="http://activex.microsoft.com/activex/controls/mplayer/en/nsmp2inf.cab#Version=5,1,52,701"><param name="url" value="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/RSERIE13%20-%20URN%20Sardinnya.wmv" /><param name="url" value="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/RSERIE13%20-%20URN%20Sardinnya.wmv" /><embed width="320" height="240" type="application/x-mplayer2" src="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/RSERIE13%20-%20URN%20Sardinnya.wmv" url="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/RSERIE13%20-%20URN%20Sardinnya.wmv" /></object></p>
<p><em>Fonte: MrRubik87, You Tube &#8211; Wmv, 23-02-13.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Legge elettorale e Lingua: Perché l&#8217;Alto Adige entra in Parlamento e &#8216;la Sardegna no&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 17:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recita un passaggio della legge elettorale, il cosiddetto “porcellum”, sulle liste eleggibili: a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/PI-Sa-Natzione.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6442" title="PI - Sa Natzione" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/PI-Sa-Natzione.jpg" alt="" width="330" height="238" /></a>Recita un passaggio della <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-12-21;270!vig=" target="_blank">legge elettorale</a>, il cosiddetto “porcellum”, sulle liste eleggibili:</p>
<p><em>a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;</em></p>
<p><em>b) le singole liste non collegate che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi e le singole liste non collegate rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione, nonché le liste delle coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui alla lettera (a) ma che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero che siano rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;</em></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Cosa dice quindi la legge? Che se si è minoranza linguistica, riconosciuta nel proprio Statuto Regionale, il peso demografico non è influente nei termini del diritto alla rappresentatività nel Parlamento Italiano. In tal caso, ad un ipotetico Partito Nazionale Sardo, munito di una lista formata da <em>sardofoni</em>, sarebbe sufficiente conseguire il 20% dei voti nella propria circoscrizione, senza diluire la propria percentuale rispetto a tutte le altre circoscrizioni della Repubblica (dove infatti i Sardi non reggerebbero il confronto numerico).<br />
Ecco perché il Trentino-Alto Adige/Sudtirol, fra alti e bassi, riesce puntualmente ad esprimere una rappresentanza territoriale a Roma, mentre i Sardi (occupati nei partiti italiani), non solo devono puntualmente battagliare alla corte dei partiti centralisti per esprimere candidature non catapultate dall&#8217;esterno, ma si ritrovano spesso e volentieri ad esprimere candidati del tutto organici ad interessi che nulla hanno a che vedere con la nostra specificità autonomistica, sia in campo economico, linguistico e culturale.<br />
Ovviamente chi paga di più questo deficit nell&#8217;assenza di un utilizzo statutario (e quindi giuridico e politico) della Lingua Sarda, sono i partiti autonomisti ed indipendentisti Sardi, i quali, non potendo rientrare nell&#8217;opzione del 20% di voti conseguibili nella propria circoscrizione, o rinunciano in partenza, o corrono allo sbaraglio verso una sicura sconfitta, oppure elemosinano un seggio ad uno dei maggiori partiti del bipolarismo italiano.</p>
<p>Da considerare infine che l&#8217;Alto Adige elegge i propri rappresentanti nel quadro di un sistema uninominale, favorendo dunque maggiormente i partiti localistici piuttosto che quelli centralistici (<em>Gerrymandering system</em>).</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/01/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Legge-elettorale-e-Lingua-Sarda.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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