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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; ue</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Riarmo UE: Todde si svegli, miliardi in arrivo per la Difesa</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 19:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presidente della Regione Sardegna si svegli, nel maxi stanziamento di 800 miliardi di euro per il riarmo europeo, che sarà diluito nei prossimi anni, importanti investimenti riguarderanno il munizionamento e i sistemi d&#8217;arma. La Sardegna ospita già un importante investimento del colosso tedesco Rheinmetall AG per testate di calibro medio-grande (RWM Italia Spa), con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/03/AT.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19746" title="at" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/03/AT.jpg" alt="" width="605" height="423" /></a></p>
<p>La presidente della Regione Sardegna si svegli, nel maxi stanziamento di 800 miliardi di euro per il riarmo europeo, che sarà diluito nei prossimi anni, importanti investimenti riguarderanno il munizionamento e i sistemi d&#8217;arma.</p>
<p>La Sardegna ospita già un importante investimento del colosso tedesco Rheinmetall AG per testate di calibro medio-grande (RWM Italia Spa), con possibilità di espandere i poli produttivi anche verso ulteriori partner.<br />
Inoltre disponiamo delle più vaste servitù militari d&#8217;Italia, in termini di estensione dei poligoni, con vertenze ambientali che potremmo mettere sul tavolo del dibattito.</p>
<p>Ci saranno importanti ricadute occupazionali, e il contesto ci pone in vantaggio rispetto ad altre Regioni che dovrebbero partire da zero, e che sicuramente cercheranno di far parte della partita. Ma ci porrà anche in competizione con Regioni che già ospitano note infrastrutture aziendali al riguardo.</p>
<p>L&#8217;isola si trova inoltre al centro del Mediterraneo occidentale, una posizione che nei prossimi anni si rivelerà sempre più strategica per gli interessi europei, nel fare da ponte con i paesi dell&#8217;Africa settentrionale, e per il monitoraggio delle turbolenze verso regimi instabili. Con particolare riferimento a paesi dotati di materie prime, di cui il ricco mercato europeo avrà sempre bisogno per sviluppare la propria industria.</p>
<p>Oltre all&#8217;interesse economico abbiamo naturalmente anche l&#8217;interesse strategico a coltivare la comune sicurezza europea, che difende i nostri confini, e nella previsione di una riduzione dell&#8217;assistenza militare americana.</p>
<p>Condividiamo le preoccupazioni dei maggiori paesi europei, perché con la fine della guerra in Ucraina, lo Stato russo uscirà dalle sanzioni che oggi stanno limitando le sue capacità offensive, e riprenderà un massiccio riarmo proprio nella fase in cui gli USA potrebbero non garantire lo stesso supporto del passato. Sin da oggi sappiamo che Mosca sta dislocando parte del suo personale in uscita dalla Siria verso la Libia.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Abbiamo il diritto e il dovere di incrementare le nostre capacità di deterrenza, che non significa “tifare per la guerra”, e neppure “fare la guerra”, ma costruire forze armate che scoraggino qualsiasi potenziale futura aggressione, o semplice provocazione, al suolo europeo. Anche la nostra “Brigata Sassari” potrebbe rivelarsi sicuramente fondamentale ad offrire un contributo in termini di peacekeeping, laddove necessario.</p>
<p>Naturalmente, per avviarci verso questo percorso sarebbe necessario sbarazzarsi del populismo e del provincialismo che oggi infesta entrambi gli schieramenti politici, contro il diritto alla difesa dei nostri concittadini: dai 5 Stelle, che frenano il centrosinistra, e di cui la Todde fa parte. Alla Lega di Salvini, che frena il governo Meloni nell&#8217;assunzione di una rapida e coesa responsabilità nei confronti dei partner europei.</p>
<p>Destre e sinistre radicali, assieme a piccoli mediocri demagoghi, ed a squallidi politicanti, per la gioia di ostili potenze straniere, cercheranno di cavalcare i malumori popolari contro il riarmo, accusando le dirigenze europee di voler distrarre risorse da finalità sociali. Ne stiamo già osservando qualche esempio. Ma la base per ogni equilibrio sociale, per la costruzione di una buona scuola o di una buona sanità, passa inevitabilmente prima per la sicurezza, per cui abbiamo il dovere di spiegare all&#8217;opinione pubblica il problema, senza alimentare campagne antieuropeiste del tutto autolesioniste per i nostri valori democratici.</p>
<p>Sebbene come liberali non ci piaccia un certo “keynesismo di guerra” quale quello che si sta manifestando, e malgrado l&#8217;isola non possegga adeguata sovranità per gestire tali processi, dipendenti da Roma, non possiamo neppure rimanere alla porta per subirne passivamente gli effetti, ma cercare di coglierne gli aspetti positivi.</p>
<p>Alla galassia sardista e indipendentista ricordo che anche nazioni come la Scozia (UK), che fa parte della NATO, rispettano il ruolo e gli strumenti dei propri militari come contributo collettivo alla difesa del paese.<br />
Diciamo si al riarmo.</p>
<p>E purtroppo non mi aspetto che tutto ciò venga compreso e raccolto.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/03/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Si-al-riarmo.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Solidarietà all&#8217;Ucraina</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2022/02/solidarieta-allucraina/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 19:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sa Natzione esprime tutta la propria solidarietà all&#8217;Ucraina, contro la barbara aggressione del governo russo. Si auspica che la comunità internazionale, ed in particolare UE, USA e NATO, adottino tutte le sanzioni e le misure necessarie per spingere Mosca ad una cessazione delle ostilità, nell&#8217;interesse delle popolazioni colpite dall&#8217;attacco. Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2022/02/Ukrainskie-flagi-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-18882" title="ukrainskie-flagi-urn" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2022/02/Ukrainskie-flagi-URN.jpg" alt="" width="605" height="401" /></a></em></p>
<p><em>Sa Natzione</em> esprime tutta la propria solidarietà all&#8217;Ucraina, contro la barbara aggressione del governo russo.</p>
<p>Si auspica che la comunità internazionale, ed in particolare UE, USA e NATO, adottino tutte le sanzioni e le misure necessarie per spingere Mosca ad una cessazione delle ostilità, nell&#8217;interesse delle popolazioni colpite dall&#8217;attacco.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Trasporti: tariffa unica? Positiva opposizione UE ad un&#8217;idea dannosa</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2020/02/trasporti-tariffa-unica-positiva-opposizione-ue-ad-unidea-dannosa/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 19:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trasporti: tariffa unica? Iniziativa dannosa e contraria ai vantaggi della concorrenza sul mercato. Ecco l&#8217;opinione di Giuseppe Melis, docente di marketing all&#8217;università di Cagliari. A seguire un breve commento sui rischi che potrebbe causare l&#8217;ipotetica applicazione di un&#8217;assistenziale tariffa unica nei trasporti sardi. In primis la creazione di un cartello tra compagnie, con tre gravi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Trasporti: tariffa unica? Iniziativa dannosa e contraria ai vantaggi della concorrenza sul mercato. Ecco l&#8217;opinione di Giuseppe Melis, docente di marketing all&#8217;università di Cagliari.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>A seguire un breve commento sui rischi che potrebbe causare l&#8217;ipotetica applicazione di un&#8217;assistenziale tariffa unica nei trasporti sardi. In primis la creazione di un cartello tra compagnie, con tre gravi possibili conseguenze.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/02/Boeing.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-18035" title="boeing" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/02/Boeing.jpg" alt="" width="605" height="423" /></a></p>
<p>Osserva Melis:</p>
<p><em>Il prezzo è un fattore di marketing che ogni impresa utilizza all’interno della propria proposta di valore. Esso, pertanto è il risultato di una decisione consapevole di chi ha il potere di determinarlo.</em></p>
<p><em>Tra i metodi di determinazione dei prezzi trova sempre più spazio quello che viene calcolato in modo dinamico in relazione all’andamento della domanda del prodotto/servizio. Questo fenomeno lo si riscontra nella nostra quotidianità quando si prenota un aereo, una camera di hotel, altri servizi a domanda variabile. In Gran Bretagna, per esempio, in una stessa città ci sono diverse imprese che offrono il servizio di trasporto urbano e sono tra loro in competizione. Le tariffe sono diverse sulla stessa tratta ma perché anche i servizi sono diversi (tipologia di bus, posti a sedere, comfort, puntualità negli orari, ecc.). Chi vuole un servizio migliore paga di più. E i bus si fanno davvero concorrenza e nessuno si lamenta. Ognuno sceglie ciò che più risponde alle proprie esigenze.</em></p>
<p><em>Quando la domanda è bassa il prezzo scende per stimolare l’acquisto, quando invece la domanda è alta il prezzo sale e consente all’impresa di massimizzare i ricavi.</em></p>
<p><em>Per tutte quelle offerte caratterizzate da capacità produttiva fissa (un aereo non può aumentare il numero dei posti; un albergo non può aumentare il numero delle stanze, ecc.) questo significa che ci sono periodi dell’anno in cui la domanda supera l’offerta e le imprese adottano le tariffe al massimo livello per poter aumentare i propri profitti che serviranno in parte a coprire i maggiori costi dei periodi in cui aerei non hanno viaggiato al massimo della capacità produttiva o gli alberghi non hanno riempito tutte le stanze disponibili.</em></p>
<p><em>Tutto questo per dire che viviamo in una epoca in cui la tariffa unica non esiste e non può esistere perché in un contesto di libera concorrenza il prezzo diventa un fattore di competitività tra le imprese. Questa è la ragione di base per cui la UE, che cattiva non è con i sardi, non può accettare quella proposta.</em></p>
<p><em>Altro discorso è quello legato al diritto dei sardi e dei non sardi alla mobilità da e verso la Sardegna alle medesime condizioni con cui altri cittadini del mondo si muovono in determinati contesti statali. Per questa ragione si può calcolare, come è facile fare, una tariffa base che rappresenta il diritto alla mobilità equiparando il prezzo della tratta aerea a quella di un altro vettore (per esempio il treno che noi sardi non possiamo utilizzare per andare a Roma, Milano, Parigi o <img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Stoccarda) a parità di condizioni. Questo è il ragionamento da fare per negoziare con la UE gli oneri a carico dello Stato da restituire alle compagnie aeree (tutte senza esclusiva per alcuna e limitatamente ad una quota) per ogni passeggero trasportato da e verso la Sardegna.</em></p>
<p><em>Se le compagnie si mettono in concorrenza sulle medesime tratte possono fare servizi differenziati e prezzi conseguenti ma il rimborso sarà uguale per tutte. Se una compagnia pratica tariffe molto alte sarà l’utente a scegliere se viaggiarci o meno. La UE dovrà fare i controlli per evitare cartelli e i cittadini saranno liberi di scegliere la compagnia con cui viaggiare.</em></p>
<p><em>Io capisco che la tariffa unica e l’esclusiva a una compagnia sia una scelta facile ma non è compatibile con l’evoluzione del mondo. Perché altri territori ugualmente svantaggiati anche meno popolati della Sardegna hanno servizi e collegamenti garantiti e noi no? Perché si pretende qualcosa che neppure altri hanno?</em></p>
<p>Come abbiamo visto, Melis ha riassunto efficacemente i nodi di fondo attorno all&#8217;idea di realizzare una tariffa unica dei trasporti da e per la Sardegna.<br />
Ma ipotizziamo un&#8217;applicazione della stessa, quali problemi potrebbe causare?</p>
<p>Da anni la classe politica, di destra, sinistra e sardista, sostiene di volerci liberare dal peso della posizione dominante di alcune precise compagnie di trasporto. Un peso, ricordiamolo, generato dal volume di risorse pubbliche annualmente ricevute da tali compagnie.</p>
<p>Ed oggi cosa propongono?</p>
<p>Paradossalmente, proprio una misura che genererebbe un cartello di compagnie capace di tenere in scacco utenti e contribuenti.</p>
<p>Perché?</p>
<p>Se da un lato la tariffa unica potrebbe apportare un apparente vantaggio per i viaggiatori, questa potrebbe innescare tre dinamiche:</p>
<p>1) <span style="text-decoration: underline;">non esiste alcuna garanzia sulla staticità del prezzo all&#8217;utenza</span>. Il biglietto potrebbe comunque andare incontro a periodici incrementi di prezzo, giustificati da varie motivazioni (es. variazione prezzo del greggio sul mercato, dinamiche sindacali, etc.). Il prezzo potrebbe persino superare le offerte delle migliori proposte low cost;<br />
2) <span style="text-decoration: underline;">il servizio potrebbe sviluppare diverse inefficienze e disagi all&#8217;utenza</span>. In assenza di concorrenza e in presenza di risorse puntualmente offerte dal settore pubblico, un cartello di compagnie non sarebbe stimolato a garantire minimi standard di efficienza da offrire al pubblico. Possibili dunque ritardi sugli orari delle partenze, cancellazione o revisione delle stesse, fino alla progressiva obsolescenza dei mezzi e all&#8217;inadeguatezza del personale impiegato per il servizio (fenomeni peraltro già esistenti negli attuali servizi di continuità territoriale);<br />
3) <span style="text-decoration: underline;">la tariffa unica innescherebbe un progressivo incremento dei costi della continuità territoriale</span>. Un cartello, forte della sua posizione dominante sul mercato, potrebbe pretendere dalla politica un costante ritocco al rialzo del volume di denaro pubblico erogato ad ogni periodico rinnovo dei bandi. Una spirale che finirebbe per incrementare i costi a carico della Regione e dunque, indirettamente, a carico di utenti e contribuenti costretti a spesare sempre più la tenuta del servizio. In altri termini, un peggioramento dei problemi già presenti nel mercato dei trasporti sardi, che finirebbe a vantaggio di un oligopolio di compagnie. Bene dunque l&#8217;opposizione dell&#8217;Unione Europea all&#8217;interventismo assistenziale della nostra classe politica, non solo di maggioranza.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/02/URN-Sardinnya-Lopinione-I-danni-della-tariffa-unica-nei-trasporti.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Sardegna a due velocità. Anzi, ferma</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2017 23:44:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Sardegna rientrerà nell&#8217;orbita dei fondi strutturali UE che caratterizzavano il vecchio “Obiettivo 1”, ma le opportunità perse sono tantissime, su cui pesano gravi responsabilità politiche e culturali: tra queste, l&#8217;aver ignorato l&#8217;art. 52 dello Statuto Autonomo, che ci avrebbe consentito di partecipare all&#8217;elaborazione di importanti trattati commerciali. E nel frattempo passa il messaggio dell&#8217;Europa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>La Sardegna rientrerà nell&#8217;orbita dei fondi strutturali UE che caratterizzavano il vecchio “Obiettivo 1”, ma le opportunità perse sono tantissime, su cui pesano gravi responsabilità politiche e culturali: tra queste, l&#8217;aver ignorato l&#8217;art. 52 dello Statuto Autonomo, che ci avrebbe consentito di partecipare all&#8217;elaborazione di importanti trattati commerciali. E nel frattempo passa il messaggio dell&#8217;Europa a due velocità, da cui forse la Regione dovrebbe smarcarsi per ricontrattare i termini della nostra adesione ad uno Stato e ad un patto europeo da cui rimaniamo costantemente tagliati fuori – La riflessione di Mario Carboni.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/03/Fondos-EU-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14996" title="Fondos EU - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/03/Fondos-EU-URN.jpg" alt="" width="605" height="402" /></a></p>
<p>Sembra che la Sardegna sia rientrata nell&#8217;Obiettivo 1, denominazione del vecchio fondo strutturale UE dedicato a finanziare le aree con deficit di sviluppo, mentre il Governo italiano si appresta a firmare, il prossimo 25 marzo, un nuovo accordo europeo.<br />
Ma in realtà dalla necessità di un Obiettivo 1 non siamo mai usciti, rimanendo nei piani bassi delle Regioni abbandonate, vampirizzate e sottosviluppate. Sia per il noto calcolo truffaldino del PIL, per cui, essendo un&#8217;isola, è facile conoscere entrate ed uscite, mentre determinate Regioni meridionali, alcune attraversate da noti movimenti del crimine organizzato, sono sempre rimaste oggetto dei maggiori fondi strutturali. Coincidenze? Basti osservare Campania, Sicilia e Puglia, per verificare le differenze nelle capacità di assorbire denaro statale ed europeo. Soprattutto in maniera perfettamente legale, tramite l&#8217;azione dei loro parlamentari, che a differenza dei nostri hanno evidentemente un&#8217;efficacia maggiore.</p>
<p>Non solo lo Stato ci deve i noti 10 miliardi di euro della vertenza entrate, tutt&#8217;altro che risolta (credo che un serio governo sardo avrebbe potuto calcolare cifre molto più alte), ma i tanti milioni sottratti in questi anni di espulsione dall&#8217;Obiettivo 1 dimostrerebbe che siamo in credito con lo Stato e con l&#8217;Europa. Politicamente parlando, ritengo bisogni prendere in considerazione l’uscita della nostra Autonomia dall&#8217;UE, con un possibile rientro solo ricontrattando i termini della nostra permanenza: rappresentanza, economia, cultura, ambiente, fiscalità e politiche di difesa e sicurezza. Malta docet.</p>
<p>Il 25 verrà solennemente siglato a Roma &#8211; in quello che sembra più un funerale che delle nozze d’oro &#8211; un Patto, una Carta, un Papiro, un Trattato che dovrebbe indicare la politica europea per i prossimi dieci anni. Due velocità dicono. Noi siamo già fuori perché abbiamo il cambio in folle, il motore gira a vuoto a causa di una dirigenza politica imbelle, che odia sé stessa e l’essere sardi. Ricordando che l&#8217;art. 52 del nostro Statuto, tanto sbeffeggiato da indipendentisti alquanto ignoranti, recita:</p>
<p><em><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />“La Regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna. La Regione è sentita in materia di legislazione doganale per quanto concerne i prodotti tipici di suo interesse”.</em></p>
<p>Ebbene, mai la Sardegna è stata rappresentata in alcun trattato commerciale, e si sa che l&#8217;anima della politica è il commercio nel suo significato più esteso, soprattutto ad iniziare dal Mercato Comune Europeo, e continuando nell&#8217;involuzione dell&#8217;UE.</p>
<p>Ricordo il CETA, recentemente approvato a Bruxelles, che giudico generalmente positivo, ma anche in questo caso la negatività consiste nel non aver partecipato, secondo il nostro diritto, alla sua elaborazione. Chi segue la politica economica sa che sono decine i trattati commerciali, firmati ed in corso di trattativa. Anche in questi la Sardegna è assente, trasparente, inesistente, vittima di altri interessi preponderanti. Al pari di una piccola colonia ottocentesca. In particolare, non c&#8217;è stata alcuna protesta da parte del Governo sardo, né della maggioranza che lo sostiene, comprese le grucce sovraniste e rossomore che oggi strepitano, come se non avessero condiviso tutto, comprese un paio di finanziarie, nonché tutta la politica contro la lingua sarda e la zona franca.</p>
<p>Manca una generale consapevolezza da parte di chi fa politica, persino degli imprenditori locali, avvezzi alle elemosine assistenziali; per non parlare dei sindacati, tutti attratti da smanie protezionistiche e illiberali, con comportamenti bipolari che li portano ad esaltare sia le glorie Shardana che i falsi miti patriottardi, dimenticando i diritti della nazione sarda e la necessità di guardare avanti con un progetto di liberazione a medio e lungo termine nel solco del sardismo.<br />
Se questa realtà venisse raccontata in un romanzo fantascientifico, ne ricaveremmo l&#8217;impressione di una classe dirigente a cui sia stato inserito un chip nella mente per tararne al ribasso il pensiero politico e culturale, neutralizzando la capacità di ragionare autonomamente e sulla scia del grande pensiero sardista di liberazione nazionale. Ciò nonostante, non si tratta di “sardizzarsi” rimasticando concetti e programmi già abbondantemente elaborati, pur non realizzati, o realizzati parzialmente, ma di rielaborarli attualizzandoli o cercando vie del tutto nuove se superati. Oggi avremmo il dovere di decolonizzarci politicamente come individui, riscoprendo cultura sardista, e se necessario, attingendo da altre fonti ed esperienze da innestare nel tronco ancora ben vivo e radicato della nostra Autonomia. Poiché anche se mortificato, come il nostro attuale Statuto, questi conserva ampie tracce dell&#8217;ispirazione iniziale, con elementi utili per salire di gradino in gradino verso la libertà, tra cui, appunto, l&#8217;art. 52 , che nessuno cita e conosce.</p>
<p>Nel frattempo il PSd&#8217;Az tace.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/03/URN-Sardinnya-Lopinione-Sardegna-a-due-velocita.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Da Bruxelles all&#8217;ISIS: perché la Turchia si è allontanata dall&#8217;Europa?</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2016/03/da-bruxelles-allisis-perche-la-turchia-si-e-allontanata-dalleuropa/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 00:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Sembra passata un&#8217;eternità da quando Ankara conduceva i negoziati con l&#8217;Unione Europea in vista di una sua eventuale adesione in qualità di nuovo Paese membro. Al contrario, in appena un decennio la politica estera della Turchia ha conosciuto sensibili variazioni riguardanti una serie di mutamenti interni e soprattutto internazionali capaci di modificarne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/EU-Turchia-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13572" title="EU-Turchia - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/EU-Turchia-URN.jpg" alt="" width="605" height="379" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Sembra passata un&#8217;eternità da quando Ankara conduceva i negoziati con l&#8217;Unione Europea in vista di una sua eventuale adesione in qualità di nuovo Paese membro. Al contrario, in appena un decennio la politica estera della Turchia ha conosciuto sensibili variazioni riguardanti una serie di mutamenti interni e soprattutto internazionali capaci di modificarne la sua struttura, al punto che la stessa Europa si trova in seria difficoltà nel soppesarne i potenziali sviluppi.</p>
<p>Bisogna considerare che l&#8217;analisi di questi mutamenti presenta diversi livelli di osservazione. Perché prima di arrivare alle ragioni, è opportuno innanzitutto distinguere il piano politico da quello commerciale con una premessa storica:</p>
<p>La collaborazione economica, seppur non inedita, nasce formalmente nel 1963, con l&#8217;<a href="http://www.ab.gov.tr/index.php?p=117&amp;l=2" target="_blank">Accordo di Ankara</a>, quando l&#8217;allora Comunità Economica Europea firma con l&#8217;ex impero Ottomano un trattato di associazione a finalità commerciale basato in tre fasi, e seguito dal protocollo addizionale del 1970. Tra i punti essenziali vi era quello per la realizzazione di una Unione Doganale ed una libera circolazione dei lavoratori. Benché tale accordo non abbia mai raggiunto tutti gli intenti dichiarati, consentì comunque a posteriori alla Turchia di sviluppare l&#8217;accesso delle sue produzioni nel mercato del vecchio continente. Rapporti tutt&#8217;ora presenti, anche in ragione della comune appartenenza al WTO, e determinati essenzialmente dalla strategica presenza del Bosforo come centro internazionale dei traffici tra oriente e occidente (una rilevanza peraltro acclarata sin dai tempi dell&#8217;Impero Bizantino e della successiva contesa ottomana con la <em>Serenissima</em> Venezia).</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/Erdogan-URN-S.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13574" title="Erdogan - URN S" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/Erdogan-URN-S.jpg" alt="" width="330" height="207" /></a>Il piano politico riguarda invece un processo più articolato. Perché con la fine del secondo conflitto mondiale e l&#8217;avvio di un&#8217;epoca bipolare, la Turchia diventa l&#8217;interlocutore privilegiato dell&#8217;occidente, desideroso di tenere un avamposto strategico del vicino oriente come finestra nei confronti dell&#8217;ex Unione Sovietica. Basti pensare all&#8217;OCSE (OECE), nel 1948 battezzata anche dai turchi. Oppure alla presenza turca nel Consiglio d&#8217;Europa (1949); nonché alla partecipazione a quella che sarà la pietra angolare dei rapporti di forza nel corso della <em>guerra fredda</em>, la NATO (nata nel 1949, la Turchia vi aderirà nella fase del primo allargamento, quello del 1952).<br />
Le relazioni bilaterali subiscono una battuta d&#8217;arresto tra gli anni 1980-83, a causa di un colpo di Stato militare, poi superato. Risale però al 1987 la prima formale richiesta della Turchia di adesione all&#8217;Europa unita, su spinta di Spagna e Portogallo. Stoppata in appena due anni dalla Commissione Europea, soprattutto a causa del contenzioso che vedeva coinvolta la Turchia contro la Grecia per il controllo dell&#8217;isola di Cipro. Ciò nonostante, nel 1995 si formalizzò il vecchio progetto di unione doganale, mentre nel 1997 il Consiglio d&#8217;Europa in Lussemburgo continuò a tenere distinto il profilo commerciale da quello politico in materia di adesione, negando nuovamente ad Ankara la possibilità di entrare come membro politico paritario dell&#8217;Europa. E&#8217; solo col Consiglio riunito ad Helsinki nel 1999 che si riconosce alla Turchia il diritto di aderire alle istituzioni del vecchio continente, subordinando il suo eventuale accesso all&#8217;adozione dei cosiddetti “Copenaghen criteria”, cioè ai requisiti minimi stabiliti per tutti  gli altri candidati ammessi al processo di integrazione ed allargamento (sulla base di standard democratici ed economici comuni). Questo riconoscimento portò ad una nuova fase dei rapporti politici tra le cancellerie turche ed europee, consentendo ad Ankara di realizzare importanti riforme di modernizzazione del Paese in un arco di tempo alquanto contenuto (2001-2005). E&#8217; proprio tra il 2004 e il 2005 tuttavia che il Consiglio d&#8217;Europa pose un nuovo freno alla corsa che pareva ormai spianata verso l&#8217;adesione, adducendo, tra le varie, problematiche ancora irrisolte. Tra queste il mancato riconoscimento turco del genocidio armeno e la difficile questione cipriota (in particolare con la presidenza austriaca dell&#8217;UE del 2006).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ma cos&#8217;è accaduto nell&#8217;ultimo decennio?</p>
<p>Non poco.</p>
<p>Mentre il “club cristiano” chiudeva la porta del “sogno europeo” ai turchi, questi ultimi si trovarono alle prese con epocali sconvolgimenti regionalistici di cui tenere conto. Il principale fu naturalmente quello della “terza” guerra del Golfo, che portò all&#8217;occupazione dell&#8217;Iraq ed alla caduta di Saddam Hussein (2003).</p>
<p>Come già argomentato in vari <a href="http://www.sanatzione.eu/2015/11/la-nato-non-segue-erdogan-e-spiazza-quelli-che-gli-usa-hanno-inventato-lisis/" target="_blank">articoli precedenti su <em>Sa Natzione</em></a>, il clima di instabilità seguito al ritiro militare statunitense dall&#8217;Iraq, aprì le porte ad una lotta di potere prevalentemente incentrata tra le potenze sciite e sunnite dell&#8217;area (Iran e suoi alleati contro sauditi, qatarioti e parte degli Emirati). Dal 2011 ad oggi, la Turchia, in condivisione con la strategia qataro-saudita, persegue una politica di contenimento, di destabilizzazione ma anche di vera e propria repressione nelle aree di confine che cingono Iraq e Siria in ragione delle componenti curde che vi sono stanziate. E&#8217; verosimile ritenere che la condivisione di questa linea di politica estera sia dovuta ad alcuni fattori essenziali:</p>
<p>Il primo, di prevenzione, ha visto Ankara preoccuparsi per la nascita di uno Stato curdo a ridosso dei suoi confini, la cui eventuale presenza avrebbe innescato nuove tensioni interne alle minoranze curde assorbite nel proprio territorio nazionale.<br />
Il secondo, di circonvenzione, ha visto Ankara allinearsi alla linea di destabilizzazione portata avanti a carico di Iraq e Siria dalle potenze sunnite contro l&#8217;Iran, nonché contro il suo primo alleato mediorientale, Damasco appunto, oggi indebolito ma tenuto in sella dall&#8217;intervento russo.</p>
<p>Il contesto spiegherebbe pertanto il doppiopesismo turco nella tenuta dei rapporti con l&#8217;occidente e allo stesso tempo del rafforzamento dei rapporti con alcune monarchie del Golfo interessate a contrastare l&#8217;Iran dopo un evento fondamentale quale gli accordi sul nucleare siglati grazie alla Casa Bianca.<br />
Dobbiamo infatti considerare che storicamente, ogni qual volta un “impero” abbandona una diretta partecipazione militare da un teatro regionale, altre forze locali non mancano di introdursi in quel vuoto di potere per occuparlo. Ed è esattamente ciò che è sempre accaduto, dall&#8217;epoca della fine di Alessandro Magno sino al presente (con la variazione di politica estera USA, sino a poco tempo fa storicamente alleata con le monarchie del Golfo, ed oggi aperta anche all&#8217;Iran sciita).</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/Turkish-and-EUs-flags-URN.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13578" title="Turkish and EU's flags - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/Turkish-and-EUs-flags-URN.jpg" alt="" width="330" height="165" /></a>Difficile pertanto immaginare pacificazioni a breve in un così articolato scenario. Pensiamo alla sola posizione francese: se fino al decennio scorso si opponeva alla Turchia nell&#8217;UE poiché vista come una concorrente in grado di usare le istituzioni europee per sottrargli influenza nei rapporti con precisi Paesi arabi (vedere Libano), nell&#8217;ultimo triennio ha allentato l&#8217;opposizione alla Turchia aprendo nuovi spiragli di partenariato con l&#8217;Europa (capitoli 17 e 22 dei negoziati per l&#8217;adesione). Inoltre oggi sia Ankara che Parigi continuano a vedere il dittatore Assad come un ostacolo da rimuovere (magari anche grazie al supporto dell&#8217;ISIS). Ostacolo però difeso dal protagonismo di Putin e del suo autoritario governo in funzione di “paciere” dello scacchiere siriano; mentre gli USA, come dimostrano anche gli <a href="http://www.rand.org/topics/the-islamic-state-terrorist-organization.html" target="_blank">ultimi studi</a> della RAND Corporation (think tank finanziato dal Pentagono), perseguono una politica di equilibrio con tutti gli attori coinvolti nell&#8217;area, pur riconoscendo un formale impegno di contrasto all&#8217;ISIS. La tenuta della tregua pattuita tra Kerry e Lavrov ci darà una misura dei prossimi effetti sui negoziati di pace e sulle scelte che la Turchia dovrà affrontare.<br />
Nel frattempo Ankara scarica sulla Grecia e sull&#8217;Europa il problema dei migranti ancora in fuga dal conflitto.</p>
<p>Inutile ricordare che le uniche vere vittime di un simile contesto non vivono nelle cancellerie turche od europee, ma nelle case di popolazioni soggette ad una guerra fomentata da contrapposti governi autoritari.<br />
Quanto accaduto dimostra inoltre che la politica estera UE rimane caratterizzata più da azioni simboliche che pratiche (si pensi, su questa vicenda, all&#8217;inconsistenza del ruolo tenuto dall&#8217;Alto rappresentante dell&#8217;Unione su affari esteri e sicurezza), dove in realtà la legittima politica estera dei singoli Stati continuerà a sovrapporsi alla velleità di voler uniformare Paesi dotati di esigenze scarsamente convergenti.</p>
<p>Scenari possibili? Salvo imprevedibili avvicendamenti di potere, nel medio termine si potrebbe proporre alla Turchia un&#8217;effettiva adesione europea per disinnescare il suo nuovo protagonismo mediorientale. Oppure si potrebbe sviluppare una nuova forma di partenariato multilaterale.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/03/URN-Sardinnya-Esteri-Le-variazioni-di-politica-estera-della-Turchia.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Contro la paura della libertà. Ecco i testi non segreti del TTIP, trattato del libero scambio USA-UE</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2015/06/contro-la-paura-della-liberta-ecco-i-testi-non-segreti-del-ttip-trattato-del-libero-scambio-usa-ue/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2015 22:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Da mesi anche in Sardegna ha preso corpo, in una parte dell&#8217;opinione pubblica, l&#8217;idea che a livello europeo si stia consumando un accordo con gli Stati Uniti d&#8217;America sulla pelle dei cittadini. L&#8217;accordo in questione rientra nel novero dei negoziati in itinere sul TTIP, un trattato transatlantico su commercio e investimenti, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/On-TTIP-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11829" title="On TTIP - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/On-TTIP-URN.jpg" alt="" width="605" height="438" /></a></em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p align="JUSTIFY">Da mesi anche in Sardegna ha preso corpo, in una parte dell&#8217;opinione pubblica, l&#8217;idea che a livello europeo si stia consumando un accordo con gli Stati Uniti d&#8217;America sulla pelle dei cittadini. L&#8217;accordo in questione rientra nel novero dei negoziati in itinere sul TTIP, un trattato transatlantico su commercio e investimenti, che dovrebbe liberalizzare la cooperazione bilaterale sui predetti settori. Per sgombrare il campo dall&#8217;approssimazione di quanti parlano senza cognizione di causa, si rende opportuno aprire questo articolo con alcune osservazioni di merito, sia sugli aspetti positivi che su quelli negativi: la prima, l&#8217;Unione Europea, sfortunatamente, è un insieme di istituzioni sovranazionali scarsamente democratiche, il cui livello di interventismo pubblico, in settori quali BCE e regolamentazione delle produzioni, ha assunto dimensioni mai intraprese prima nella storia umana. Salvo le fallimentari esperienze di economia pianificata osservate nei sistemi socialisti del Novecento. Ne consegue che qualsiasi tentativo volto a ridurre tale livello d&#8217;interventismo non può che essere accolto con moderata soddisfazione, anche “grazie” ad una crisi economica che in Europa spinge le imprese a chiedere ai governi maggiore libertà d&#8217;azione. E ciò rappresenta il motivo fondante della nascita di tale iniziativa. La seconda, in relazione alle difficoltà insite in questo trattato, riguarda la natura dei protagonisti in campo. Mentre gli USA rappresentano un&#8217;entità federale munita di un apparato diplomatico omogeneo, l&#8217;UE, composta da diversi Stati relativamente indipendenti, non rappresenta un interlocutore univoco nei confronti di Washington. Il che rende più laboriosa la capacità di sintesi dei vari interessi oggetto di dibattito, che variano da Stato a Stato. La terza, riguarda il lato negativo che travolge anche la Sardegna, perché se la maggiore apertura di un mercato in cui siamo già presenti incrementa le possibilità dell&#8217;export regionale, sia manifatturiero che agroalimentare (pensiamo al pecorino, all&#8217;olio ed alle nostre varietà enologiche), i negoziati in nostra vece sono condotti non dai sardi ma dall&#8217;Italia, con diversi profili di criticità che ciò potrebbe comportare a scapito dei nostri produttori. Anche in ragione dei problemi strutturali attraversati dall&#8217;isola, come sul campo del fisco e dei trasporti. La quarta, riguarda le criticità provenienti da USA ed UE in ordine a due plessi istituzionali che nel mondo sono ai primi posti per sovvenzioni pubbliche a favore del comparto agricolo (es. PAC). Siamo quindi in presenza di istituzioni che, in assenza di libero mercato, spendono una ingente quantità del denaro dei contribuenti americani ed europei per finanziare i produttori e le multinazionali più grandi, generando una forma di dumping che limita la scelta dei nostri consumatori e danneggia persino svariate economie del terzo mondo. Il che rende plausibili dei rischi di ulteriore concorrenza sleale spesata dai nostri stessi cittadini a proprio danno, dove il dilemma non sarebbe quello di una “liberalizzazione selvaggia”, ma di una non concreta liberalizzazione. La quinta, riguarda comunque i potenziali benefici che emergono rispetto ai rischi, ed a cui bisogna guardare con favore. La storia economica della Sardegna, da due secoli a questa parte, dimostra che ogni qualvolta i sardi si sono trovati nella condizione di poter divulgare più liberamente le proprie produzioni l&#8217;economia ne ha tratto giovamento. Un libero mercato potrebbe ridurre i prezzi; potenziare la qualità dei prodotti (e non solo la circolazione di produzioni scadenti già presenti non dagli USA ma dallo spazio Schengen); incrementare profitti ed occupazione; stimolare nuovi investimenti, anche in termini tecnologici, ed offrire maggiori capacità di scelta al consumatore. Perché il problema, nel saldo della bilancia commerciale, non deriva dal nostro alto livello di importazioni, ma dalle nostre basse capacità di produrre ed esportare. Ciò non toglie tuttavia che accordi di tale estensione dovrebbero essere assunti non da organismi istituzionali sovranazionali ma dalle dirette comunità interessate, condivisibili quindi le <a href="http://www.miglioverde.eu/mcmaken-tpp-centralizzazione-potere-libero-commercio/" target="_blank">obiezioni espresse</a> dai libertari americani. Fuori luogo, infine, nel merito dei documenti, il parallelo del TTIP con terzi trattati commerciali internazionali.</p>
<p align="JUSTIFY">Dalla lettura dei documenti del TTIP si evincono dettagli importanti, ad esempio non si perderebbe l&#8217;etichettatura dei prodotti (considerati più a rischio), potenziando gli standard di classificazione su alcune fasce di prodotti, come nella chimica.</p>
<p align="JUSTIFY">In particolare, il protocollo relativo ai prodotti fitosanitari li inquadra nei criteri di conformità del <em>Codex Alimentarius</em>, insieme di norme sulla sicurezza elaborate dalla commissione dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità. Sarebbe inoltre auspicabile l&#8217;adozione del cosiddetto ISDS, un arbitrato internazionale capace di chiedere conto agli Stati dei danni alle imprese sopravvenuti per variazioni di scelte politiche: già presente in vari trattati commerciali, si tratta di uno dei punti maggiormente attaccati dai detrattori del TTIP, che lo vedrebbero come un regalo alle aziende, a scapito della collettività. A parte la sporadicità del suo eventuale utilizzo, facciamo invece un esempio ipotetico per farne comprendere l&#8217;utilità: immaginate che un&#8217;azienda di produzioni lattiero-casearie sarde sviluppi un accordo per la produzione e la vendita di venti tonnellate di prodotti locali. E immaginate cosa accadrebbe se lo Stato di destinazione della merce variasse la normativa su uno o più dettagli inerenti tali prodotti. Magari sulle dimensioni; su una particolare tipologia di conservante o persino sul livello del sale utilizzabile in fase di produzione. L&#8217;azienda in questione non potrebbe più esportare il proprio stock, ricevendone un ingente danno economico. La clausola ISDS permetterebbe al prodotto di proseguire la sua strada, o, nel caso, di ricevere un risarcimento danni causato dalla variazione delle politiche di normazione sulla materia. Essenziale inoltre rimane il diritto di scelta finale del consumatore, d&#8217;altronde fin da oggi nessuno obbliga gli utenti ad acquistare carne dalla dubbia qualità proveniente dall&#8217;est Europa, né ad acquistare prodotti cinesi realizzati con standard produttivi nocivi per la salute umana.</p>
<p align="JUSTIFY">Al netto delle considerazioni, il messaggio che si intende trasmettere è molto semplice, e forse dovremmo recuperare lo spirito di Richard Cobden: non bisogna aver paura della libertà. La libertà è confronto, e solo nel confronto esiste la possibilità di correggere i propri errori per crescere. Dobbiamo invece dire no a quanti vogliono impedire nuove opportunità di crescita. No ai populisti dispensatori di facili complotti, la cui abilità consiste unicamente nel banalizzare argomenti complessi di cui ne ignorano i dettagli. E no a chi teme che una maggiore apertura dei mercati obbligherebbe la nostra politica ad occuparsi seriamente del fisco e della burocrazia che fiacca le nostre imprese, magari per continuare i propri bagordi assistenzialistici a carico della spesa pubblica.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>In questa sede ci si avvale della ricostruzione documentale di Giovanni Aversi, esperto di <a href="https://affarieconomici.wordpress.com/2015/02/05/ttip-ecco-i-testi-negoziali-ufficiali-del-trattato-segreto-tra-ue-e-usa/" target="_blank">Affari Economici</a>:</em></p>
<p align="JUSTIFY">Gli argomenti oggetto del trattato riguardano: l’accesso al mercato per i prodotti agricoli e industriali, gli appalti pubblici, gli investimenti, i dazi e barriere non tariffarie, i servizi, i diritti di proprietà intellettuale, lo sviluppo sostenibile, le piccole e medie imprese, la composizione delle controversie, la concorrenza, le imprese di proprietà statale.</p>
<p>Obiezioni al Trattato:</p>
<p align="JUSTIFY"><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Le principali obiezioni al Trattato riguardano le seguenti tematiche: a) sicurezza alimentare, per via della possibilità della libera circolazione degli Ogm; b) acqua, energia e servizi pubblici, per via di un’eventuale privatizzazione; c) finanza e proprietà intellettuale, per l’impossibilità di controllo e disponibilità dei beni; d) libertà e democrazia, per l’eventuale impossibilità d’intervento dei governi regionali e il non controllo dei flussi di dati personali.</p>
<p align="JUSTIFY">[...]</p>
<p align="JUSTIFY">Tutte le informazioni ufficiali reperibili sul Trattato:</p>
<p align="JUSTIFY">Nel frattempo l’Ue ha reso pubblici i testi negoziali. Dal sito della Commissione Europea si può trovare ciò che comprenderà i 24 capitoli dell’accordo finale (ricordiamo, ancora in fase di negoziazione), raggruppati in 3 parti:</p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY">Accesso al mercato</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Cooperazione in campo normativo</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Norme</p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY">Inoltre, nell’ambito della recente iniziativa per la trasparenza, la Commissione pubblica:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">una serie di nuove schede informative di 2 pagine, in linguaggio semplice</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">i testi negoziali consegnati ai negoziatori USA:</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">a) le proposte testuali dell’UE relative alle parti 2 e 3 del TTIP – descrivono attese riguardo ai contenuti dell’accordo finale, linea per linea</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">b) i documenti sulla posizione dell’UE – cosa vogliamo ottenere nei singoli capitoli.</p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">Verranno pubblicati ulteriori testi man mano che si renderanno disponibili. La Commissione renderà pubblico l’intero testo dell’accordo pubblico una volta conclusi i negoziati e ben prima della sua firma e ratifica. Per visionare il testo di un accordo commerciale dell’UE concluso recentemente, leggere il <a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152806.htm" target="new">testo dell’accordo di libero scambio UE-Canada (CETA)</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152806.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini1" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a>. Il testo è ancora oggetto di revisione giuridica.</p>
<p align="JUSTIFY">I documenti sulla POSIZIONE dell’UE definiscono l’approccio dell’Unione riguardo ai temi dei negoziati TTIP. Vengono presentati ai fini della discussione con gli Stati Uniti nell’ambito dei cicli negoziali. Le PROPOSTE TESTUALI sono le proposte iniziali dell’UE per i testi giuridici sui temi del TTIP. Vengono presentate ai fini della discussione con gli Stati Uniti nell’ambito dei cicli negoziali. Il testo dell’accordo finale sarà il risultato dei negoziati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Testi negoziali dell&#8217;UE, capitolo per capitolo:</em></p>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="market-access"></a>Parte 1: Accesso al mercato</h3>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-trolley.png" alt="" name="immagini2" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Scambi di merci e dazi doganali</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152998.htm" target="new">Scheda informativa sugli scambi di merci e i dazi doganali</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152998.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini3" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-headset.png" alt="" name="immagini4" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Servizi</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152999.htm" target="new">Scheda informativa sui servizi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/152999.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini5" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1115">TTIP e servizi pubblici</a></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/july/tradoc_152670.pdf" target="new">TTIP e cultura</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/july/tradoc_152670.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini6" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=1018">I servizi finanziari nel TTIP</a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-worker.png" alt="" name="immagini7" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Appalti pubblici</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153000.htm" target="new">Scheda informativa sugli appalti pubblici</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153000.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini8" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-globe.png" alt="" name="immagini9" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Norme di origine</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153001.htm" target="new">Scheda informativa sulle norme di origine</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153001.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini10" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="regulatory-cooperation"></a> Parte 2: Cooperazione in campo normativo</h3>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-puzzle_2.png" alt="" name="immagini11" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">Coerenza normativa</span></h4>
<ul>
<li>Schede informative
<ul>
<li><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153002.htm" target="new">Scheda informativa sulla coerenza normativa</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153002.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini12" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</li>
</ul>
</li>
<li>Le proposte testuali dell’UE
<ul>
<li>Disponibili agli inizi del 2015</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-barrier.png" alt="" name="immagini13" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY">Ostacoli tecnici agli scambi</h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153003.htm" target="new">Scheda informativa sugli ostacoli tecnici agli scambi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153003.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini14" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153025.htm" target="new">Gli ostacoli tecnici agli scambi nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153025.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini15" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-cow.png" alt="" name="immagini16" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Sicurezza alimentare e salute degli animali e delle piante</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153004.htm" target="new">Scheda informativa sulla sicurezza alimentare e la salute degli animali e delle piante</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153004.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini17" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153026.htm" target="new">Misure sanitarie e fitosanitarie nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153026.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini18" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Industrie specifiche</span></h4>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-chemical.png" alt="" name="immagini19" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Sostanze chimiche</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153005.htm" target="new">Scheda informativa sulle sostanze chimiche</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153005.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini20" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152468.pdf" target="new">Le sostanze chimiche nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152468.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini21" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/november/tradoc_152912.pdf" target="new">Le sostanze chimiche nel TTIP – situazione</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/november/tradoc_152912.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini22" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/november/tradoc_152913.pdf" target="new">Le sostanze chimiche nel TTIP – esempi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/november/tradoc_152913.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini23" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-cosmetic.png" alt="" name="immagini24" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Prodotti cosmetici</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153006.htm" target="new">Scheda informativa sui prodotti cosmetici</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153006.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini25" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152470.pdf" target="new">I prodotti cosmetici nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152470.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini26" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-cogs.png" alt="" name="immagini27" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Ingegneria</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153007.htm" target="new">Scheda informativa sull’ingegneria</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153007.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini28" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153022.htm" target="new">L’ingegneria nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153022.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini29" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-stetoscope.png" alt="" name="immagini30" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Dispositivi medici</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153008.htm" target="new">Scheda informativa sui dispositivi medici</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153008.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini31" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-smartphone_code.png" alt="" name="immagini32" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153009.htm" target="new">Scheda informativa sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153009.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini33" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-medicine.png" alt="" name="immagini34" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Prodotti farmaceutici</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153010.htm" target="new">Scheda informativa sui prodotti farmaceutici</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153010.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini35" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152471.pdf" target="new">I prodotti farmaceutici nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152471.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini36" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i0.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-textile.png" alt="" name="immagini37" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Prodotti tessili</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153011.htm" target="new">Scheda informativa sui prodotti tessili</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153011.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini38" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152469.pdf" target="new">I prodotti tessili nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152469.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini39" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-vehicules.png" alt="" name="immagini40" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h5 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Veicoli</span></h5>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153012.htm" target="new">Scheda informativa sui veicoli</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153012.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini41" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153023.htm" target="new">I veicoli nel TTIP – esempi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153023.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini42" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152467.pdf" target="new">I veicoli nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/may/tradoc_152467.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini43" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<h3 align="JUSTIFY"><a name="rules"></a>Parte 3: Norme</h3>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-tree.png" alt="" name="immagini44" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4><span style="text-decoration: underline;">Sviluppo sostenibile</span></h4>
<ul>
<li>Schede informative
<ul>
<li><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153013.htm" target="new">Scheda informativa sullo sviluppo sostenibile</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153013.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini45" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</li>
<li><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153014.htm" target="new">Sviluppo sostenibile nel TTIP – approccio, problemi, domande</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153014.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini46" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</li>
</ul>
</li>
<li>Documenti sulla posizione dell’UE
<ul>
<li><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153024.htm" target="new">Lo sviluppo sostenibile nel TTIP – problemi, disposizioni</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153024.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini47" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</li>
<li><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/july/tradoc_151626.pdf" target="new">Lo sviluppo sostenibile nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/july/tradoc_151626.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini48" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-power_plug.png" alt="" name="immagini49" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Energia e materie prime</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153015.htm" target="new">Scheda informativa sull’energia e le materie prime</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153015.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini50" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Documenti sulla posizione dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/july/tradoc_151624.pdf" target="new">L’energia e le materie prime nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/july/tradoc_151624.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini51" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-customs.png" alt="" name="immagini52" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Dogane e facilitazione degli scambi</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153016.htm" target="new">Scheda informativa sulle dogane e la facilitazione degli scambi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153016.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini53" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153027.htm" target="new">Dogane e facilitazione degli scambi nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153027.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini54" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-factory.png" alt="" name="immagini55" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Piccole e medie imprese (PMI)</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153017.htm" target="new">Scheda informativa sulle piccole e medie imprese (PMI)</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153017.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini56" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153028.htm" target="new">Le PMI nel TTIP</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153028.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini57" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-growth.png" alt="" name="immagini58" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Protezione degli investimenti e composizione delle controversie investitore-Stato (ISDS)</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153018.htm" target="new">Scheda informativa sulla protezione degli investimenti e la composizione delle controversie investitore-Stato (ISDS)</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153018.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini59" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/march/tradoc_152290.pdf" target="new">La protezione degli investimenti e l’ISDS in 2 pagine</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2014/march/tradoc_152290.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini60" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/november/tradoc_151916.pdf" target="new">La protezione degli investimenti e l’ISDS in 8 pagine</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2013/november/tradoc_151916.pdf" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini61" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a></p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-lifting_weights.png" alt="" name="immagini62" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Concorrenza</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153019.htm" target="new">Scheda informativa sulla concorrenza</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153019.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini63" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153029.htm" target="new">La concorrenza nel TTIP – antitrust e concentrazioni</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153029.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini64" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a>  NUOVO</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153030.htm" target="new">Concorrenza – imprese statali</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153030.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini65" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153031.htm" target="new">Concorrenza – sussidi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153031.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini66" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-idea.png" alt="" name="immagini67" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Proprietà intellettuale (PI) e indicazioni geografiche (IG)</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153020.htm" target="new">Schede informative sulla proprietà intellettuale (PI) e le indicazioni geografiche (IG)</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153020.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini68" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img src="https://i1.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/creative/ttip-icon-grey-judge.png" alt="" name="immagini69" width="40" height="39" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="text-decoration: underline;">Composizione delle controversie tra governi</span></h4>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">Schede informative</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153021.htm" target="new">Scheda informativa sulla composizione delle controversie tra governi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153021.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini70" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">Le proposte testuali dell’UE</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153032.htm" target="new">Composizione delle controversie tra governi</a><a href="http://trade.ec.europa.eu/doclib/html/153032.htm" target="new"><span style="color: #000080;"><img src="https://i2.wp.com/ec.europa.eu/trade/images/bg-linktype-document.png" alt="" name="immagini71" width="14" height="16" align="BOTTOM" border="1" /></span></a> NUOVO</p>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY">Per ulteriori informazioni:</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/">Per saperne di più sul TTIP</a></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/URN-Sardinnya-Esteri-Notizie-sul-TTIP.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.sanatzione.eu/2015/06/contro-la-paura-della-liberta-ecco-i-testi-non-segreti-del-ttip-trattato-del-libero-scambio-usa-ue/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Capelli: &#8216;PD vota ancora contro emendamento collegio UE Sardi&#8217;. Polemica con Scanu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2014/04/capelli-pd-vota-ancora-contro-emendamento-collegio-ue-sardi-polemica-con-scanu/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 18:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[capelli]]></category>
		<category><![CDATA[collegio]]></category>
		<category><![CDATA[deputato]]></category>
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		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[roberto]]></category>
		<category><![CDATA[scanu]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>

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		<description><![CDATA[Bocciato in Parlamento un nuovo emendamento per l&#8217;istituzione del collegio unico europeo dei Sardi, stavolta a firma del centrista Sardo Roberto Capelli. Ecco le sue dichiarazioni: “Bocciato. 218 no contro 198 si&#8230;..grazie al PD che ha votato contro! I Sardi hanno votato tutti a favore. Nel mio intervento successivo al voto ho stigmatizzato il voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/Roberto-Capelli-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9565" title="Roberto Capelli - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/Roberto-Capelli-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="227" /></a>Bocciato in Parlamento un nuovo emendamento per l&#8217;istituzione del collegio unico europeo dei Sardi, stavolta a firma del centrista Sardo Roberto Capelli. Ecco le sue dichiarazioni:</span></p>
<p>“Bocciato. 218 no contro 198 si&#8230;..grazie al PD che ha votato contro! I Sardi hanno votato tutti a favore. Nel mio intervento successivo al voto ho stigmatizzato il voto contrario del PD (sardi esclusi) andando anche sopra le righe e invitando i rappresentanti del PD a non presentarsi in Sardegna per chiedere voti alle Europee. Il &#8220;maggiordomo&#8221; Giampiero Scanu ha preso le difese del suo partito definendomi un &#8220;nato in Sardegna&#8221; e non Sardo, in quanto un Sardo non avrebbe mai osato offendere il PD chiamandoli &#8220;burattini&#8221;, e ancora immorale e opportunista. Io che ho osato sfidarli e rimproverali e che non conto nulla e non ho i numeri del PD, ha ribadito il suo capogruppo in aula (Rosati)&#8230;.applausi di Scanu! Non risponderò&#8230;..mi rimetto al giudizio della gente, nata o meno in Sardegna! Il mio essere orgogliosamente e dignitosamente Sardo non devo dimostrarlo a nessuno, tanto meno a chi a Olbia si mostra energumeno e a Roma diventa tascabile! E&#8217; proprio vero che alcuni sono al mondo perché c&#8217;è posto!!<br />
E intanto anche questa volta la Sardegna vede negato un diritto!”</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Capelli-sul-collegio-unico-UE.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Odg Pili: PD Sardo vota contro collegio unico UE Sardegna, ecco i nomi</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2014/03/odg-pili-pd-sardo-vota-contro-collegio-unico-ue-sardegna-ecco-i-nomi/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 17:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[collegio]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[mauro]]></category>
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		<category><![CDATA[renzi]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>
		<category><![CDATA[unico]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto in Parlamento il voto sull&#8217;ordine del giorno per separare il collegio europeo Sardegna-Sicilia, al fine di consentire ai Sardi di ottenere dei propri eletti a Strasburgo. Il testo, seppur tardivo, è stato presentato da Mauro Pili (Unidos), sulla base della peculiarità di minoranza linguistica dei Sardi ed è stato bocciato. Va ricordato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/03/Dati-Unidos-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9318" title="Dati Unidos - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/03/Dati-Unidos-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="605" height="807" /></a></p>
<p>Si è tenuto in Parlamento il voto sull&#8217;ordine del giorno per separare il collegio europeo Sardegna-Sicilia, al fine di consentire ai Sardi di ottenere dei propri eletti a Strasburgo. Il testo, seppur tardivo, è stato presentato da Mauro Pili (Unidos), sulla base della peculiarità di minoranza linguistica dei Sardi ed è stato bocciato. Va ricordato che la Sardegna non può essere assimilata all&#8217;Alto Adige nella proiezione della sua legislazione elettorale poiché la nostra Regione Autonoma, a differenza della minoranza altoatesina, non contempla nel proprio Statuto tale caratteristica, rimandando la sua specificità linguistica alla legge regionale n. 26/1997. Al contrario l&#8217;Alto Adige, così come in passato con il “mattarellum”, viene coperto dalla legge statale n. <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-12-21;270!vig=" target="_blank">270/2005</a> che specifica tale aspetto di cui <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/01/legge-elettorale-e-lingua-perche-lalto-adige-entra-in-parlamento-e-la-sardegna-no/" target="_blank">vi abbiamo già parlato l&#8217;anno scorso</a>. Per agganciare il nuovo “Italicum” i nostri parlamentari avrebbero dovuto considerare assieme al Consiglio Regionale Sardo una riforma dello Statuto Autonomo (come proposto anche da su <a href="http://www.sanatzione.eu/2014/03/italicum-cls-scrive-a-capo-di-stato-sulla-discriminazione-della-nuova-legge-elettorale/" target="_blank">Comitadu pro sa Limba Sarda</a>) e/o fare pressioni affinché la nuova legge elettorale affrontasse il tema della minoranza linguistica Sarda a prescindere dai contenuti statutari, o in alternativa evitarla (proprio su questo aspetto ad esempio si orientò la proposta di riforma presentata da <a href="http://guidomelis.wordpress.com/2009/01/08/proposta-di-legge-presentata-come-primo-firmatario/" target="_blank">Guido Melis</a> ed altri esponenti del PD, anche Capelli e più recentemente quella del Movimento 5 Stelle). Ciò premesso, tutti i parlamentari Sardi avrebbero dovuto concordare all&#8217;unisono una proposta in materia, cosa che non è mai avvenuta. E sull&#8217;Odg in questione non si è compresa l&#8217;utilità di dare un voto simbolico a favore del tema.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Appare gravissimo e paradossale sotto il profilo politico e morale il voto contrario espresso in questa occasione al collegio unico UE dei Sardi da parte del PD. Hanno votato contro Romina Mura, Giovanna Sanna, Caterina Pes, Giampiero Scanu e Siro Marrocu, per non parlare degli altri partiti (Forza Italia) e degli assenti. Positivo invece il voto di Michele Piras (SEL). Grave anche l&#8217;astensione del Movimento 5 Stelle, ci saranno sviluppi? Ma la bocciatura dei parlamentari Sardi del PD appare tanto più grave in considerazione che alcuni di essi avevano già sostenuto il tema del collegio unico UE assieme alla proposta Melis. Ancora una volta dei deputati eletti da Sardi votano contro la stessa isola che ha conferito loro il mandato elettorale in rappresentanza dei nostri interessi. I siciliani ringraziano mentre il Governo Renzi ha dato la sua prima dimostrazione di “amicizia” alla nuova Giunta Pigliaru di centrosinistra.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/03/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Bocciato-collegio-unico-UE-Sardo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capitalismo malvagio? Il dumping PAC-UE alla base del tracollo agricolo nel terzo mondo</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2013/10/capitalismo-malvagio-il-dumping-pac-ue-alla-base-del-tracollo-agricolo-nel-terzo-mondo/</link>
		<comments>https://www.sanatzione.eu/2013/10/capitalismo-malvagio-il-dumping-pac-ue-alla-base-del-tracollo-agricolo-nel-terzo-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 15:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[ESTERI]]></category>
		<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[assistenzialismo]]></category>
		<category><![CDATA[dazi]]></category>
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		<category><![CDATA[pac]]></category>
		<category><![CDATA[sussidi]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=8226</guid>
		<description><![CDATA[In economia si chiama dumping, è il fenomeno della vendita sottocosto di un prodotto in un determinato mercato. Ciò alimenta una concorrenza sleale nei confronti di altri produttori e dei Paesi che si occupano della produzione della stessa fascia di prodotti. Tutto questo ha un risvolto anche nelle drammatiche morti dei migranti del mare che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Migrantese-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8228" title="Migrantese - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Migrantese-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="291" /></a></p>
<p>In economia si chiama dumping, è il fenomeno della vendita sottocosto di un prodotto in un determinato mercato. Ciò alimenta una concorrenza sleale nei confronti di altri produttori e dei Paesi che si occupano della produzione della stessa fascia di prodotti. Tutto questo ha un risvolto anche nelle drammatiche morti dei migranti del mare che nelle ultime settimane hanno lambito le coste italiane. In Africa, così come in altri Paesi attraversati da conflitti, si emigra verso le aree ricche del pianeta a causa dei disagi economici della propria terra natia. Varie e concomitanti sono le cause di questi ritardi, sia per responsabilità interne ai Paesi del terzo mondo, sia per responsabilità internazionali. E&#8217; opinione comune credere che il “capitalismo” (spauracchio buono per tutte le occasioni) sia alla base di questo divario fra i Paesi sviluppati e quelli economicamente arretrati, ma, contrariamente ai luoghi comuni, ad esempio nel comparto agricolo, ciò è determinato prevalentemente dalle politiche stataliste e socialdemocratiche (e di orientamento popolarista-democristiano) sorte in seno ai maggiori Stati industrializzati, fra cui l&#8217;intera Unione Europea. Qual è il nesso e quale percorso ci ha condotti fino a questa situazione?<br />
Alle origini della politica comunitaria emerse una tendenza neo-keynesiana ed interventista sulla base della quale si riteneva di armonizzare e salvaguardare le produzioni degli agricoltori europei. Bisogna tenere conto che l&#8217;orientamento seguiva le esigenze dell&#8217;Europa post-bellica, dove la sicurezza alimentare e la volontà di accumulare grandi scorte dei prodotti della terra veniva inquadrata come uno dei pilastri fondativi del futuro assetto comunitario. Una linea che ha parzialmente premiato i suoi promotori fino agli anni &#8217;70, quando l&#8217;accrescersi di altri Paesi meno sviluppati, unitariamente alle loro produzioni, ha generato una saturazione del mercato, dove l&#8217;offerta ha superato la domanda. A questo punto la politica comunitaria europea si orientò sempre più nella difesa della propria capacità produttiva (malgrado alcuni effettivi distorsivi interni), ponendosi in termini aggressivi verso l&#8217;esterno.</p>
<p>La PAC fornisce abitualmente dei sussidi ai maggiori produttori europei, i quali possono così vendere sottocosto verso mercati extra-UE, ed a prezzi assolutamente competitivi anche verso le aree interne più deboli dell&#8217;UE. Bisogna ricordare che per il pensiero libertario il dumping non è necessariamente un reato, perché un produttore ha il diritto di vendere al prezzo che ritiene opportuno pur di conquistarsi un mercato<em> (W. Block, 1976)</em>, ed altrettanto nefasta sarebbe l&#8217;idea di estendere la legislazione antidumping tornando alla logica dei <a href="http://www.agroalimentarenews.com/news-file/Vino-Bruxelles-respinge-le-accuse-di-dumping.htm" target="_blank">dazi</a>. Il discorso cambia profondamente se tale dumping viene effettuato grazie ai soldi dei contribuenti ed a svantaggio degli stessi in qualità di consumatori, ma anche come produttori. Nel nostro caso in agricoltura.<br />
Pensate che più di metà della popolazione mondiale dipende dal settore primario. Sul versante extracomunitario si sono create situazioni come quelle della Giamaica, dove nel 2000 il 67% del latte importato era di provenienza europea, mentre numerosi produttori locali vennero ridotti sul lastrico e costretti a gettare via le proprie produzioni (circa 500.000 litri fra 1998 e 1999). O pensiamo a casi come quello della Nigeria, dove costa meno importare carne inglese e tedesca, mentre in Ghana il concentrato di pomodoro italiano costa cinque volte meno quello locale (col paradosso che spesso la manovalanza italiana nella filiera del pomodoro è offerta anche da tanti migranti ghanesi).<br />
Ma persino lo statalismo asiatico oggi danneggia l&#8217;Africa, ad esempio attraverso l&#8217;invasione del riso, più economico rispetto a quello prodotto in vari Stati africani.<br />
Drogare con i sussidi i nostri agricoltori ha inoltre incrementato la tendenza dei Paesi sottosviluppati ad orientare la produzione verso i biocarburanti, pure per compensare i prezzi elevati a cui vari Paesi del terzo mondo non possono fare fronte, ed esponendosi così alla deriva del <em>land-grabbing</em>, dove sterminate distese di terra finirebbero destinate unicamente al settore energetico, sottraendo ulteriormente risorse all&#8217;alimentazione. Un problema che neppure il “disinteressato” <a href="http://www.g20.org/" target="_blank">G20</a> tenutosi a Parigi nel 2011 ha saputo affrontare, pur avendo in agenda queste specifiche vertenze.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Sul versante interno ai Paesi che utilizzano forme di sussidio al settore agricolo, ed in particolare nel nostro contesto europeo, vanno considerati gli effetti nocivi dell&#8217;assistenzialismo, dove i vantaggi finiscono in mano ai grandi produttori (anche maggiormente tutelati in sede UE, a differenza, ad esempio, dei produttori Sardi). Si crea così una spirale in cui viene premiata l&#8217;importazione dai produttori più grandi; si determina un abbandono delle terre; la “proletarizzazione” della manovalanza extracomunitaria (in Sardegna la magistratura ha già registrato vari casi di schiavismo), ed un export limitato a poche realtà aziendali, la cui politica gestionale ed organizzativa ha consentito di ottenere una valida performance (pensiamo al consorzio 3A di Arborea o all&#8217;agroalimentare Cellino).<br />
Si stima che dei circa 45 miliardi di euro annuali della PAC &#8211; circa la metà del budget UE &#8211; finisca per buona parte ai grandi produttori, non di rado a gruppi aziendali estranei alla produzioni agricole, oltre alla rete burocratico-sindacale dei singoli Paesi membri, mentre ai piccoli produttori, che costituirebbero il 40% dell&#8217;intero comparto agricolo del vecchio continente, arriverebbe solo l&#8217;8% dei sussidi. Un sistema che mediamente costa 10 euro ad ogni contribuente e circa 23 ad ogni nucleo familiare. Una realtà dunque che non premia l&#8217;eccellenza e la produttività ma si risolve unicamente a vantaggio di pochi, con vari livelli di svantaggiosità per tutti gli altri, consumatori inclusi, spesso costretti a pagare la quantità al pari della qualità.</p>
<p>Alla politica, se ne avessimo una degna di definirsi tale, spetterebbe il compito di riportare l&#8217;agricoltura dentro i canoni di un libero mercato, eliminando ogni politica assistenziale, defiscalizzando il costo del lavoro e dell&#8217;energia, e creando così le condizioni affinché il mercato stesso premi la cooperazione e gli investimenti di qualità, a tutto vantaggio del virtuosismo. Per arrivare a questi obiettivi in Sardegna abbiamo bisogno di una politica che ci conduca alla sovranità, perché si tratta dell&#8217;unico strumento con cui potremo esercitare la nostra leva fiscale e far sentire la nostra voce in Europa.<br />
Tutto ciò probabilmente non gioverebbe solamente alla nostra economia ma anche alla nostra coscienza di europei, che troppo spesso si limita ad esprimere pietà per la morte di tanti sventurati migranti, piuttosto che approfondire le cause che li spingono a raggiungere le nostre coste.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/URN-Sardinnya-Lopinione-Dumping-PAC-UE-e-terzo-mondo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Zona Franca, quali possibilità col nuovo Codice Doganale UE?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2013 09:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Di Mario Carboni.</em></p>
<p>Finalmente il Parlamento europeo ha approvato il “Codice Doganale dell&#8217;Unione (rifuso)“ abrogando e sostituendo il Codice Doganale europeo nato nel 1992 e le sue numerose riedizioni, compresa l&#8217;ultima nota come <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/customs/do0001_it.htm" target="_blank">450/2008</a>.<br />
E&#8217; una buona notizia perché almeno per quanto riguarda i confini dell&#8217;Unione Europea e le conseguenti regole doganali c&#8217;è certezza di diritto e si tappa la bocca ai tanti azzeccagarbugli che in questi ultimi tempi hanno diffuso notizie ed argomentazioni sbagliate e fuorvianti, tanto da confondere molte persone in buona fede e dare strumenti demagogici a politicanti che su queste bufale hanno impostato le loro strategie elettoralistiche.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Carboni-sul-nuovo-Codice-Doganale-UE.pdf" target="_blank">SEGUE intervento completo in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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