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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; socrate</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Viaggio nella cultura della conoscenza</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 18:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari amici di Sa Natzione, in questo pezzo affronteremo, se pur in maniera approssimativa, un problema che affligge l&#8217;anima e la struttura più profonda dell&#8217;uomo e della società: la conoscenza. Innanzitutto vorrei soffermarmi sulla definizione etimologica generale. Conoscenza è una parola greca &#8221;gnòsis&#8221;, può essere considerata l&#8217;atto dell&#8217;apprendere di una persona. Presa coscienza di ciò, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/11/Rodin-The-thinker-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10829" title="Rodin-The thinker - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/11/Rodin-The-thinker-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="402" /></a></p>
<p>Cari amici di <em>Sa Natzione</em>, in questo pezzo affronteremo, se pur in maniera approssimativa, un problema che affligge l&#8217;anima e la struttura più profonda dell&#8217;uomo e della società: la conoscenza.</p>
<p>Innanzitutto vorrei soffermarmi sulla definizione etimologica generale.<br />
Conoscenza è una parola greca &#8221;gnòsis&#8221;, può essere considerata l&#8217;atto dell&#8217;apprendere di una persona.<br />
Presa coscienza di ciò, bisogna chiedersi cosa voglia dire apprendere e quale sia la natura delle persone in rapporto all&#8217;apprendimento.</p>
<p>Con la loro ascesa, a partire dagli anni Ottanta, le neuroscienza cognitive, grazie ai lavori di Harvard e del MIT statunitense, hanno ampiamente dimostrato che il sistema nervoso centrale (SNC) degli esseri umani è programmato per conoscere l&#8217;ambiente circostante, adattarsi e modificarlo in funzione dei suoi bisogni e obiettivi.<br />
Ma a questo punto dovremmo, per amore della conoscenza stessa, domandarci che cosa sia un obiettivo e perché le persone, coloro che quindi conoscono, hanno obiettivi diversi tra loro.<br />
C&#8217;è chi ama conoscere la Psicologia e la Filosofia, c&#8217;è chi ama conoscere l&#8217;arte, c&#8217;è chi ama conoscere i buoni prosciutti per supplire al proprio insaziabile appetito, c&#8217;è chi ama conoscere le belle donne per per bramosia del piacere che la natura impone a certe persone e c&#8217;è chi ama conoscere un po di tutto senza trascurare nessun tipo di interesse in particolare.<br />
Stando fermi a questo ragionamento, quindi, vi sono molteplici nature umane, quindi, molteplici conoscenze e differenti modi di conoscere.<br />
Per esempio, c&#8217;è chi conosce attraverso il dolore, perché tale condizione rimane radicata nella sua mente. C&#8217;è chi conosce attraverso la gioia, perché questa è più sopportabile della prima e meno angosciante per coloro che la vivono. C&#8217;è chi conosce in ambedue le maniere, traendo esperienza significativa in relazione a questi eventi.<br />
Trasportati in balia delle onde continuiamo ad avventuraci, seppur in modo semplice, veloce e grossolano, ma con attenzione, nel grande oceano della conoscenza, sperando che le nostre vele reggano il vento, navigando con prudenza.<br />
Seguendo tale direzione, quindi,  tante sono le persone e tante sono le conoscenze.<br />
Ma se la conoscenza è relazionata alle persone che conoscono, questa si sostanzia in tanti modi di conoscere, dunque è concetto multiforme.<br />
D&#8217;altronde, esiste un tipo di conoscenza migliore di un&#8217;altra o tutte sono necessarie? Oppure alcune si e altre no?<br />
Abbiamo detto che la conoscenza è una, ma anche molteplice e che ci sono persone che preferiscono conoscere una cosa piuttosto che l&#8217;altra perché la propria struttura mentale gli necessita tale ricerca e si spingono in direzioni diverse.<br />
Ma soprattutto, conoscere è utile a qualcosa oppure no?<br />
Per esempio, conoscere l&#8217;arte del preparare il formaggio o come conoscere le qualità dei funghi per evitare che nella raccolta finiscano a tavola quelle velenose.<br />
Rimanendo saldi nella tempesta potremmo dire con tutta certezza, anche se ci sono tanti tipi di conoscenze e differenti modi di conoscere, che la conoscenza in sé è vitale in ogni condizione.<br />
Se venissi assunto in una fabbrica tessile dovrei conoscere il metodo inerente le mie mansioni; se dovessi verniciare una porta dovrei apprendere la manualità del pennello per far si che la vernice non coli l&#8217;oggetto del mio lavoro, e così via.<br />
Ma si possono conoscere tutte queste cose contemporaneamente?</p>
<p>Esistono strutture mentali che hanno capacità di apprendere più cose allo stesso tempo e quindi hanno un approccio polivalente alla conoscenza. Altri che si concentrano nel dettaglio di un solo argomento e sono più specialisti.<br />
Invece altri ancora, purtroppo, che conoscono solo quello ciò vedono e sentono nei mass media, o da altre persone, ripetendone i contenuti, hanno l&#8217;ardire di sentirsi esperti e conoscitori in ordine a vari argomenti.</p>
<p>Dunque conoscere è una cosa bella o brutta?<br />
Ma soprattutto: la conoscenza e l&#8217;atto del conoscere riguardano lo stesso fenomeno?<br />
Per esempio, se io conoscessi una bella ragazza, tale conoscenza produrrebbe in me bellezza, ma se a posteriori di una relazione la stessa tradisse la mia fiducia, la conoscenza si tramuterebbe in una brutta esperienza. Di conseguenza, per quanto assimilabile ad un solo fenomeno, la conoscenza non risponde a criteri universali di positività o negatività.</p>
<p>Inoltre, ciò che è bello per me è bello per altri può esser brutto e viceversa?<br />
Come ben vediamo l&#8217;oceano è grandissimo e vi sono specie variegate.<br />
Ma se conoscere è bello e brutto in alternanza di condizioni e se non si conosce esattamente cosa sia bellezza e la bruttezza perché sono stati mentali soggettivi, che cosa ci rimane da dire?<br />
Che la conoscenza è pur sempre utile e necessaria alla sopravvivenza tanto degli animali quanto dell&#8217;essere umano.<br />
Quando l&#8217;uomo conosce, infatti, anche se ciò potrebbe non tradursi in certezza assoluta, trae esperienza e adattamento, evitando così numerosi mali e angosce.<br />
Per esempio, conoscendo gli effetti delle sostanze che producono dipendenza a lungo termine ne eviterei l&#8217;assunzione, anche se queste producono un piacere temporaneo. O comunque rimandando una scelta diversa ad esclusive valutazioni etiche del caso. E se conoscessi un determinato male che mi affligge, per quanto brutto, potrebbe rivelarsi un&#8217;arma vincente per la sua cura.<br />
La conoscenza è sempre utile, bella o brutta che sia.<br />
Avere cognizione di come un oggetto, un contesto, un ambiente od una persona sia, significa avere padronanza, sicurezza e coscienza di ciò in cui ci stiamo imbattendo.</p>
<p>Malgrado condizioni particolari di estremo dolore, alienazione dal mondo e stati confusionali dell&#8217;io, altre volte la conoscenza produce enorme gioa e degustazione di piaceri durevoli e puri che concernono l&#8217;anima di ognuno di noi e costruiscono le nostre identità.<br />
Ci sono persone che, per esempio, hanno paura di sapere cosa aspetta loro e cosa si potrebbe celare dietro ogni apparenza, tale stato mentale produrrebbe in loro la malattia mortale del proprio io e non riuscirebbero più a risollevarsi, evitando di prevenire una potenziale minaccia alla propria autonomia individuale.<br />
Il grande storico Tucidide disse: «<em>Nella vita i più coraggiosi sono coloro che hanno la percezione di ciò che li aspetta, sia della gloria che del pericolo e tuttavia l&#8217;affrontano</em>».<br />
Forse affrontare, indipendentemente da ciò che ci aspetta, è l&#8217;approccio esistenziale migliore.<br />
La conoscenza non ha una forma, non ha un metodo. La conoscenza è il metodo del non metodo! E&#8217; il senso della ricerca del senso.<br />
Pensate a chi apprende con la frusta e chi invece apprende con il bacio e le carezze o a chi apprende prima e poi perde ciò che ha appreso. A prescindere dalla qualità della sua conoscenza.<br />
E chi, invece, apprende dopo e ciò che ha appreso rimane radicato nella struttura più profonda della sua personalità.<br />
Che dire di questi ultimi?</p>
<p>Niente di negativo. Quando parliamo di conoscenza non esiste staticità, tutto è scorrevole, dinamico, molteplice e unico allo stesso tempo, brutto e bello, doloroso o piacevole. Resta il fatto che dobbiamo prendere la nostra barca e avventurarci, con coraggio, decisione e umiltà, nel grande oceano della conoscenza. Il viaggio sarà piuttosto lungo e l&#8217;oceano non sempre calmo, perché la grande tempesta potrebbe arrivare da un momento all&#8217;altro e la nostra barca affondare.<br />
L&#8217;esistenza umana è un grande viaggio nel mare delle conoscenze.<br />
Possiamo evitare di cogliere una rosa per paura che questa ci punga?<br />
Bisogna rischiare, bisogna osare.<br />
Bisogna conoscere. Abbiamo un estremo bisogno di farlo.<br />
Se l&#8217;uomo non fosse stato incline alla conoscenza l&#8217;umanità vivrebbe ancora allo stadio primordiale.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Pensate a Socrate, a Giordano Bruno, Galileo, Martin Luther King, Gandhi e tanti altri illustri della storia: volevano sapere, volevano conoscere. Erano estremamente curiosi. Questi grandi personaggi ponevano costantemente domande a se stessi e agli altri, cercavano e ricercavano. Ma per arrivare dove?<br />
Non sempre conosciamo le mete e delle volte ci avventuriamo in cose più grandi di noi. Addirittura in vicende che si possono concludere con la morte, proprio come successe a Giordano Bruno e Martin Luther King. Ma questo è ciò che determina la grandezza di molti essere umani, credere, sperare e rischiare di conoscere quello che a molti altri sembra impossibile o irraggiungibile.<br />
Grazie alo spirito di questi grandi uomini il brutto può diventar bello e le nostre esistenze meno angoscianti.<br />
Socrate disse che una vita senza conoscenza non vale la pena di essere vissuta, ma disse pure che non è il vivere in sé da tenere in massimo conto, ma il vivere bene è lo stesso che vivere con virtù e con giustizia.<br />
Vivere con l&#8217;occhio vigilante della conoscenza è da persone virtuose, curiose, intelligenti.<br />
Rousseau sosteneva che si è intelligenti nella maniera in cui si è curiosi.<br />
Le persone curiose, molto spesso, sono quelle che apprendono di più.<br />
Hanno voglia di cambiare le cose, voglia di curare il male che li affligge e molto spesso questo male si chiama <em>ignoranza</em>.</p>
<p>Gli avvoltoi, pronti a sbranarci, vogliono imporci cosa si può e cosa non si può conoscere!<br />
Così come nella scuola pubblica si impongono dei paradigmi standardizzati, anche  nel passato ad esempio veniva proibita alle persone la lettura dei testi sacri, perché si sosteneva che queste non la potessero comprendere, mentre il potere ne intermediava la conoscenza per manipolarne i comportamenti.<br />
Ribellatevi!<br />
Osate!<br />
Siate coraggiosi!<br />
Non credete a tutto quello che passano le TV e i media!<br />
Attivatevi con il vostro intelletto!<br />
Siate dinamici e mai statici quando conoscete il mondo. Altrimenti tale condizione creerà in voi stagnazione mentale e pregiudizio.<br />
Per comprendere qualcosa occorre dinamicità dell&#8217;intelletto.</p>
<p>Bisogna però prender coscienza che la comprensione di un fenomeno può rivelarsi dolorosa, alienante. Può provocare il male peggiore che possa affliggere l&#8217;essere umano, persino l&#8217;invidia.<br />
Pensate alla fine di Socrate, oppure a Galileo, che rivisitando la teoria eliocentrica di Copernico mise in discussione l&#8217;autorità ecclesiastica del tempo. Il suo testo più rilevante: “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, fu messo nell&#8217;indice dei libri proibiti per 200 anni e Galileo confinato nella sua abitazione.<br />
Ma pensate anche a Edipo Re di Sofocle, la grande tragedia umana per eccellenza.<br />
In questa vi è tutta l&#8217;ansiogena condizione umana che la conoscenza produce e la coscienza di quanto sia doloroso e angosciante l&#8217;atto del conoscere.<br />
Per risolvere il grande enigma della Sfinge, il suo intelletto dovette spingersi verso l&#8217;ignoto. Edipo prova paura, è angosciato, tormentato, deve spingersi nei limiti dell&#8217;impossibile, nei labirinti oscuri della sua mente.<br />
E dopo aver sfidato tali limiti Edipo incontra un dolore infinito, tanto che Nietzsche ha potuto scrivere di lui come <em>“l&#8217;uomo che più ha sofferto, per questo egli ha svelato l&#8217;enigma dell&#8217;uomo”.</em><br />
L&#8217;ignoto ci fa paura!<br />
Quando non conosciamo persone o situazioni, la nostra natura, programmata in tal senso, è restia ad affrontare una sfida, e delle volte preferisce la fuga.<br />
Ma abbiamo il dovere di attaccare l&#8217;ignoranza. Il pregiudizio di coloro che ci impongono una condizione di subalternità individuale e collettiva, perché, per dirla alla Popper, tutto è deduttivo e falsificabile. Eleviamoci con il nuovo sapere, la ginnastica, l&#8217;arte, la poesia, la musica, la filosofia, riempiamoci costantemente di tutto ciò per uscire da una condizione statica.<br />
L&#8217;ignoranza stagna l&#8217;intelletto e lo chiude in paradigmi dettati dall&#8217;esterno.<br />
Abbiate il desiderio di conoscere, sempre e in ogni momento. Non importa se vi sentirete soli, derisi, trattati da persone eccentriche. Anche la “stranezza” equivale alla conoscenza, nella misura in cui non ha una forma ed è soggettiva.<br />
Se qualcuno vi deride perché avete tale inclinazione e tale amore, seguite il verso di Dante: «<em>Non ragioniam di lor, ma guarda e passa</em>».<br />
Ma soprattutto, tenete bene in mente l&#8217;ultimo passo della grande tragedia di Sofocle:<br />
«<em>Abitanti della mia patria Tebe, guardate, questo è Edipo, colui che sapeva gli enigmi famosi ed era uomo potente, la cui sorte per tutti i cittadini era oggetto di invidia; guardate in quale gorgo di tremenda sciagura è caduto. Perciò, considerando il giorno estremo nessun mortale dobbiamo stimare felice prima che abbia oltrepassato il termine della sua vita senza aver mai sofferto alcun dolore</em>».</p>
<p>La conoscenza è dolore perché la vita umana ci pone prima o poi di fronte al dolore.<br />
La Filosofia nasce dal <em>thauma</em> (meraviglia) che in origine significava tormento, angoscia, paura, terrore.<br />
La traduzione di questa parola (meraviglia) ha svuotato in senso debole il suo significato originale, restringendola in un contesto assolutamente fuorviante, considerando la meraviglia come una condizione umana di stupore di fronte all&#8217;esistenza.<br />
La Filosofia è un esercizio mentale costante che delle volte può rivelarsi curativo ma molto spesso anche angosciante e tormentoso, per chi non ha una solida struttura mentale per sopportare certe condizioni. Ma non scoraggiatevi! Coloro che vi appaiono sempre felici, dediti a banchetti, feste e cose simili, nella bonaccia più totale e nel grande lago dei paradigmi indottrinanti e implicitamente coercitivi, vivono stati di incoscienza costanti. E quando il dolore arriverà, per loro non vi sarà alcuna ancora di salvezza, perché nella vita non si sono mai curati della conoscenza.</p>
<p><em>Luca Cretì, Dott. in Filosofia e Scienze dell&#8217;Uomo.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/11/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Viaggio-nella-cultura-della-conoscenza.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Una lezione sul presente: Elogio dell&#8217;umiltà</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 19:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Carissimi Lettori, E&#8217; esistito, come probabilmente esiste nell’animo di tutti noi, un uomo assai semplice, ma molto originale. Un uomo che amava discutere con la gente e soprattutto con i giovani: Socrate (Atene 469 A.C. &#8211; 399 A.C.). Egli parlava sul giusto e sull’ingiusto; sul bello, il buono e il vero. Figlio di uno statuario, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Bustu-de-Socrate-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1398" title="Bustu de Socrate - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Bustu-de-Socrate-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="202" height="321" /></a>Carissimi Lettori,</p>
<p>E&#8217; esistito, come probabilmente esiste nell’animo di tutti noi, un uomo assai semplice, ma molto originale. Un uomo che amava discutere con la gente e soprattutto con i giovani: Socrate <em>(Atene 469 A.C. &#8211; 399 A.C.)</em>.</p>
<p>Egli parlava sul giusto e sull’ingiusto; sul bello, il buono e il vero.<br />
Figlio di uno statuario, divenuto anch&#8217;egli scultore nella sua adolescenza; gettò il suo cesello, affermando di voler scolpire la sua anima anziché il marmo.<br />
Consacrò la sua vita alla ricerca della saggezza, proclamando apertamente di non saper nulla ma sostenendo che la virtù non nasce dalle ricchezze, dagli onori, dal potere e da fandonie di questo genere, ma che piuttosto sono le virtù stesse a dare i natali a tutte le ricchezze, in privato ed in pubblico.<br />
Il grande Socrate lo si vedeva nei ginnasi, sulla piazza pubblica, al teatro.<br />
Chiacchierava con i giovani, con gli artisti, con i filosofi, con gli anziani, con i medici, con i politici. E domandava ad ognuno di loro la ragione di ciò che essi affermavano.<br />
Da qualche tempo i sofisti s&#8217;erano gettati come serpenti sulla città di Atene. &#8211; Ricordiamoci che il sofista è come una prostituta del sapere in quanto vende tutto<br />
ciò che sa, quindi la contraffazione del vero filosofo. Come il demagogo è la contraffazione del vero uomo di Stato. -<br />
Socrate andava in giro avvicinandosi agli altri umilmente e dolcemente, dimostrando ai suoi interlocutori di non conoscere la causa ed il principio di niente, mentre loro erano convinti di possedere la scienza universale.<br />
Ma egli, dopo averli ridotti al silenzio, li ringraziava di averlo istruito con le loro affermazioni, aggiungendo che la consapevolezza di non saper nulla è il principio della vera sapienza.<br />
Platone al riguardo ci racconta un episodio significativo della vita di Socrate, lo riportiamo in prima persona:</p>
<p><em>“Interrogando dunque costui (non serve che io ne dica il nome: basti dire che era uno degli uomini politici quello da cui mi venne l’impressione per riferirvi), e parlandoci insieme, mi parve che in effetti a lui sembrasse e anche a molti altri, ma a lui soprattutto, di essere sapiente, ma in realtà non lo era. Allora tentai di dimostrargli che si credeva appunto sapiente e che invece non era così. Perciò mi sono tirato addosso il suo odio ed anche quello di molti altri. Intanto andandomene riflettevo tra me e me che in effetti Io ero più sapiente di quell’uomo: Ognuno di noi due, infatti, rischia di non sapere proprio niente del bello e del buono, ma lui crede di saper qualcosa, mentre non sa; io, invece, non solo non so, ma non credo nemmeno di sapere, e dunque mi sembra di essere più sapiente di lui proprio per questa piccola differenza, perché che non credo di sapere quello che non so”.</em><br />
(Apologia cap. VI.)</p>
<p>Il grande filosofo continua e conclude nel cap. VIII:<br />
<em>“Cosi io mi domandavo in nome dell’oracolo, se mi stava bene di essere così come sono, cioè del tutto ignorante rispetto alle cose che loro sanno, ma non ignorante della mia ignoranza”.</em><br />
(Apologia cap. VI, VII, VIII).</p>
<p>La vera bellezza e grandezza di Socrate, amici lettori, non sta solo nel sistema delle sue dottrine, ma in quanto di meraviglioso esprimeva la sua personalità, il suo spirito umile: Critico verso il sapere in generale, con la grande abilità nel mettere con le spalle al muro il falso e la superbia che amalgamano ancora oggi la natura umana.<br />
Socrate è il vero spirito ellenico che osserva: L’universo; il mondo; se stesso; la vita sociale e politica.<br />
Fu una figura certamente enigmatica, ma allo stesso tempo ricca di fascino e di coraggio.<br />
Come sostiene anche Jacqueline De Romilly nel suo celeberrimo libro <em>“La legge nel pensiero greco” (2005)</em>: Fu uomo con un enorme senso dello Stato, che pur avendo la possibilità di sfuggire alla morte nel processo che lo investì, l’accettò, onorando e rispettando le leggi della città. (Critone).<br />
Ciò che di più magnificente esisteva in lui, e che lo ritroviamo in ognuno di noi, è l’uguaglianza. L&#8217;uguaglianza nel confronto:<br />
Infatti la maestà del grande sta nel confrontarsi umilmente con chiunque, saper ritornare sul proprio errore e condurre un èthos virtuoso, amoroso e semplice verso chiunque.<br />
Questo, più di tutto, dobbiamo apprendere dal magnifico Socrate: Il filosofo per eccellenza.<br />
Karl Popper scrisse: <em>”In Atene è esistito un uomo, il più grande di tutti forse, che ci ha insegnato un sapere importantissimo: Che la critica ed il giudizio ponderato sul buon senso, sono lo spirito della scienza”.</em><br />
E che tutti quanti noi dobbiamo fuggire dal dogmatismo.</p>
<p>Umilmente, credo che non siano importanti i luoghi ed il tempo del personaggio di cui abbiamo parlato, ma bensì riflettere su cosa sia davvero utile per l’uomo e cosa invece non lo sia.<br />
Con spirito filosofico vorrei trascendere indietro nel tempo per farmi interrogare ed istruire da Socrate su cosa sia il sapere universale: il giusto, l’ingiusto, il bello, il brutto, la felicità, l’infelicità, il coraggio, la viltà, il bene e il male, l’amore, l’odio, la virtù, il vizio. Ma soprattutto, gli domanderei: <em>“Socrate, cosa ne pensi di quegli uomini che di fronte alle ricchezze, al potere, non riescono &#8211; per invidia, per avidità e per smodata bramosia di questo genere di cose &#8211; a costruire nella loro vita nient&#8217;altro che ambiguità, amoralità e falsità, errando per tutta la vita verso una meta ignota, oscillando tra la mediocrità e lo scadente?</em>&#8220;<br />
Credo che Egli mi starebbe ad ascoltare con enorme piacere, istruendomi verso la strada della virtù, aiutandomi, come solo Lui sapeva fare, da vero scultore di anime, a scolpire la mia anima di coraggio, di umiltà, di benevolenza, di virtù. Ed ogni genere di cose indispensabili per tutti gli uomini, in privato ed in pubblico.</p>
<p><em>“Dobbiamo con le nostre azioni, vivere in modo tale, che la gente non possa credere quanto venga detto contro di noi”.</em><br />
(Socrate).</p>
<p>Carissimi Lettori, la vostra migliore attenzione e amicizia verso di noi, sarà il nostro più grande insegnamento.</p>
<p><em>Di Cretì Luca.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27Opinione;%20Elogio%20dell%27umilt%C3%A0.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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