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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; piazza</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>A Tempio arriva Piazza Faber: ne parliamo con Luigi Agus, esperto di Beni Culturali</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 13:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Agus è cattedratico di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari e professore di storia dell’arte presso l’ISSR Euromediterraneo annesso alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Tra le sue pubblicazioni si segnalano “San Simplicio in Olbia e la diocesi di Civita” (Rubbettino 2009) e “Rinascimento in Sardegna” (Arkadia 2009). A cura di Adriano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Pratza-Faber-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13538" title="Pratza Faber - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Pratza-Faber-URN.jpg" alt="" width="605" height="340" /></a></em></p>
<p><em>Agus è cattedratico di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari e professore di storia dell’arte presso l’ISSR Euromediterraneo annesso alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Tra le sue pubblicazioni si segnalano “San Simplicio in Olbia e la diocesi di Civita” (Rubbettino 2009) e “Rinascimento in Sardegna” (Arkadia 2009). </em></p>
<p><em>A cura di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">A Tempio prende corpo la nuova cosiddetta “Piazza Faber”, dedicata al celebre cantautore Fabrizio De André. Poche voci critiche e tanti apprezzamenti al progetto firmato da Renzo Piano, ma l&#8217;impressione che se ne ricava è quella di un terribile sfregio all&#8217;identità del luogo interessato dal restyling. Che ne pensa?</span></p>
<p>Proprio l’identità dei luoghi, determinata dalla loro storia, dall’urbanistica e dagli egregi esempi di arte “domestica”, per riprendere una definizione coniata da Vico Mossa, non è stata presa in considerazione da questi archistar ideatori di origami volanti. Già la genesi dell’operazione ha avuto un approccio tutt’altro che professionale. Il fatto che qualcuno da Tempio sia andato a trovare Piano nel suo studio con un book fotografico e quest’ultimo – dalle foto – abbia scelto la piazza e buttato giù l’idea, ci dà la chiave di lettura del tutto: <em>“io sono una firma, vi concedo udienza, prendete quello che vi do e tacete. Perché non ho bisogno di studiare la vostra storia e la vostra urbanistica, dato che siete un popolo provincialotto, mentre io sono uno dei più grandi architetti del mondo”</em>. Piazza Faber nasce così, da un’idea abbozzata lì per lì, senza tenere conto dell’impatto che avrebbe avuto in una piazza centrale con secoli di storia di un centro montano. E che non sia stato fatto uno studio antropologico, storico e artistico lo dimostra il fatto che l’idea pretenderebbe di evocare da una parte le matite (Faber fu soprannominato così da Paolo Villaggio per la sua passione per le matite colorate) e dall’altra le vele, richiamando quel mare che De André amava tanto. Idea lodevole, ma in un centro costiero, non certamente in una città montana fortemente caratterizzata da severe strutture in granito. Altro elemento di cui non si è tenuto conto è proprio il granito, che è una pietra riflettente (per la presenza di mica e quarzo), su cui gli effetti di ombre proiettate sono deleteri e rendono poco, mentre ben diversa sarebbe stata la stessa installazione in una piazza con palazzine bianche o calcaree a vista, pietra che per sua natura è “assorbente”. Insomma un progetto adatto a Capri o qualche isola greca piazzato invece al centro di Tempio in un contesto del tutto fuori luogo. Ultima osservazione tecnica è quella riguardante i cavi tesi da un edificio all’altro, un vero sfregio fatto in barba alla Carta di Gubbio e a decenni di studi sulla conservazione e valorizzazione dei centri storici. Normalmente infatti in contesti simili si procede ad eliminare cavi, lampade e altri elementi di disturbo, mentre qua si va per aggiunta, anche laddove non sia utile. Penso a Siviglia dove nel centro storico sono stati eliminati perfino i cavi della metro leggera, ideando un treno ad accumulo energetico, o a Salamanca dove i cassonetti dei rifiuti sono stati completamente interrati (la spazzatura viene prelevata con appositi macchinari aspiranti), non esistono insegne luminose mentre i cavi sono interrati. Qua si fa l’esatto opposto!</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Vari Comuni sardi non sono nuovi alla tentazione di cancellare prestigiose costruzioni del passato per fare spazio a “moderni” quanto discutibili progetti.</span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Luigi-Agus-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13540" title="Luigi Agus - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Luigi-Agus-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="324" height="247" /></a>In Sardegna lo sfregio dei centri storici e la perdita del patrimonio storico-artistico ha le sue radici nell’età sabauda, più esattamente tra ‘800 e ‘900 e continua ancora, in barba ad una maggiore sensibilità che dovrebbe caratterizzare l’opinione pubblica su questi temi. Se infatti è comprensibile l’abbattimento delle mura medievali nel XIX secolo (ma non sicuramente del castello sassarese), incomprensibili risultano certi scempi perpetrati fino a tempi recenti: dalla facciata barocca in marmo del duomo di Cagliari, demolita nella vana speranza di trovare quella “originale” romanica, alla demolizione della più antica chiesa romanica sassarese, quella di San Biagio, per far posto ad un binario morto della stazione, oggi inutilizzato! Ma si potrebbe continuare citando l’impropria riforma dell’altare maggiore della cattedrale cagliaritana – voluta dall’arcivescovo Mani – con la rimozione del tabernacolo d’argento, la distruzione del sopralzo marmoreo e la perdita delle quattro aquile che lo sostenevano; oppure il dubbio progetto di un privato sul chiostro di San Francesco di Stampace, unico elemento rimasto del più vasto complesso francescano dell’isola, dove si vorrebbero “recuperare” volumi edilizi sopra i porticati gotici! Il caso di Tempio, tuttavia, ha qualche elemento in più. Il primo è il progetto di un archistar, che in quanto tale diviene incontestabile e scevro da ogni possibile osservazione; il secondo è che in realtà quanto si sta realizzando non è il progetto completo, ma un quinto, visto che l’opera completa costerebbe circa 2 milioni di euro, mentre i denari a disposizione sono meno di 300 mila (280.000 euro per l’esattezza). E il resto? Nulla è dato sapere, né a breve termine esistono finanziamenti o sovvenzioni per completare l’opera! Quindi Tempio si ritroverà una piazza con una ragnatela di cavi e qualche vela colorata senza che queste svolgano la funzione desiderata (proiezione di immagini, scritte e suoni). Insomma, casomai lo avesse avuto, un’installazione priva di qualsiasi significato, fatta eccezione per il disturbo visivo e lo spreco di denaro pubblico. Altra cosa di cui non si è tenuto conto è il costo di manutenzione del tutto (le vele, penso microforate, sono semoventi attraverso motorini simili a quelli delle barche), che è elevatissimo. Mi domando come un comune che da anni ha difficoltà a cambiare le lampadine, i marciapiedi a pezzi per assenza di manutenzione ordinaria e i lampioni arrugginiti, possa permettersi un lusso del genere! La questione è del tutto simile – nel suo aspetto più grottesco – a quella del ponte di Calatrava a Venezia: un manufatto inutile (a chi mai sarebbe venuto in mente di costruire un ponte per unire la stazione a piazzale Roma, dove ogni giorno transitano migliaia di persone con valigie e carrelli, con gradini in vetro?!) e costosissimo nella sua manutenzione, tanto che sarebbe convenuto più demolirlo. Ma guai! Come si può pensare di abbattere l’inutile e dannosa realizzazione di un “archistar”?</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Come vede la genesi e la tenuta di questo progetto?</span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Come già anticipato, un’idea buttata lì per lì su una foto senza tenere conto delle storia e dell’identità del luogo e senza, forse, nemmeno sapere che si trattava di un centro montano, con eventi metereologici a volte estremi (neve, piogge, venti fortissimi). Il tutto è poi stato elaborato da un altro studio di architettura, il romano Alvisi-Kirimoto, che ha redatto il progetto esecutivo sull’idea iniziale di Piano. Insomma un progetto che non è nemmeno attribuibile a Renzo Piano in toto, come se anziché un quadro di Picasso ci si accontentasse di una litografia! Forse lo stesso Piano, memore dell’insuccesso del progetto della piazza CIS di Cagliari, ha preferito non farlo direttamente nel suo studio, ma affidarlo ad altri, anche se lui stesso – ho notizia – ha seguito le fasi del progetto.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Lo sperpero dei soldi dei contribuenti saprà compensare anche le opere di manutenzione?</span></p>
<p>Il fatto che si tratterà di un’opera non finita, quindi illeggibile nel suo complesso, non diminuirà i costi di manutenzione. Si tratta di un costume ormai noto a Tempio, quello di realizzare e poi abbandonare: dalla Palazzina Comando inutilizzata da anni all’ex pretura, chiusa e inutilizzata, fino alla Casa Cossu: uno straordinario immobile con affreschi e mobili di pregio in totale stato di abbandono, dove erano entrati perfino i piccioni che avevano sparso il loro guano ovunque. I costi di manutenzione tuttavia inizieranno da subito (penso al palazzo CIS di Cagliari di Piano i cui costi di manutenzione delle tende automatiche semoventi si aggirano attorno al milione e mezzo annuo), e che naturalmente – com’è costume dei nostri amministratori – non sono stati nemmeno previsti! Vorrò poi vedere cosa succederà alla prima maestralata o alla prima nevicata… Chissà se i nostri spacciatori di origami lo hanno previsto e sanno che anche in Sardegna nevica…</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Agus-su-Piazza-Faber-di-Tempio.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Contus: Conversazioni di mezza estate in piazza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 13:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due sedie sistemate nella monumentale piazza di chiesa di Nuraminis faranno da palcoscenico per le conversazioni di mezza estate organizzate da Khorakhané nell&#8217;ambito dell&#8217;estate nuraminese, voluta dall&#8217;Amministrazione Comunale. Il tema è il territorio: la sua storia, le forme dell&#8217;abitare, le strategie della sua tutela. Si inizia alle 21.30 di giovedì 23 luglio, con l&#8217;archeologo e docente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/07/Nuraminis-URN.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12103" title="Nuraminis - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/07/Nuraminis-URN.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Due sedie sistemate nella monumentale piazza di chiesa di Nuraminis faranno da palcoscenico per le conversazioni di mezza estate organizzate da Khorakhané nell&#8217;ambito dell&#8217;estate nuraminese, voluta dall&#8217;Amministrazione Comunale. Il tema è il territorio: la sua storia, le forme dell&#8217;abitare, le strategie della sua tutela.</p>
<p>Si inizia alle 21.30 di giovedì 23 luglio, con l&#8217;archeologo e docente universitario Giovanni Ugas, che con i suoi studi ha dato un contributo fondamentale alle revisione della concezione tradizionale della civiltà nuragica. Con lui si parlerà del mito di Sardegna-Atlantide, dei &#8220;giganti&#8221; di Monti Prama, dei Popoli del Mare e della scrittura nuragica.</p>
<p>Il 30 luglio sarà la volta di Carlo Atzeni, docente di architettura all&#8217;università di Cagliari che ragionerà di abitare sostenibile, dei problemi legati al centro storico, del significato economico e sociale del suo recupero e della sua valorizzazione.</p>
<p>Mercoledì 5 agosto lo scanno in piazza sarà occupato da Paolo Piras, tra i primi promotori del comitato No Al progetto Eleonora che ci racconterà la battaglia culturale e politica ingaggiata ad Arborea in difesa della vocazione agricola di quel territorio, minacciata dalle trivelle della Saras.</p>
<p>Gli incontri,  hanno un carattere informale e non accademico, l&#8217;ingresso è libero e gratuito e il pubblico è caldamente invitato a prendere la parola per chiacchierare insieme a noi.</p>
<p><em>Associazione Khorakhané.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Parte da Cagliari la nuova contestazione ai monumenti dei Savoia che massacrarono i Sardi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 14:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ho intenzione di inviare l&#8217;ordine di demolire l&#8217;intero paese, che non ne resti pietra su pietra, e che tutti gli abitanti siano passati a fil di spada”. Il re Carlo Felice di Savoia sulla cittadina di Santu Lussurgiu all&#8217;epoca dei moti anti-feudali fra &#8217;700 e &#8217;800. E&#8217; con il bicentenario del massacro dei Sardi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/10/CSS-in-Piazza-Yenne-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5931" title="CSS in Piazza Yenne - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/10/CSS-in-Piazza-Yenne-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="606" height="393" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>“Ho intenzione di inviare l&#8217;ordine di demolire l&#8217;intero paese, che non ne resti pietra su pietra, e che tutti gli abitanti siano passati a fil di spada”.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Il re Carlo Felice di Savoia sulla cittadina di Santu Lussurgiu all&#8217;epoca dei moti anti-feudali fra &#8217;700 e &#8217;800.</span></p>
<p>E&#8217; con il bicentenario del massacro dei Sardi di Palabanda compiuto dai Savoia che parte da Cagliari la nuova contestazione ai monumenti e ai simboli della Real Casa.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Cittadini, associazioni e indipendentisti affermano il primato della storia rispetto al mito e chiedono la rimozione di statue, targhe e intitolazioni toponomastiche che per oltre un secolo hanno visto i Savoia per protagonisti, al fine di dare la giusta rappresentanza alle celebrità Sarde troppo spesso oscurate. Si è quindi chiesta la sostituzione del nominativo di Piazza Yenne in “Largo dei Martiri di Palabanda” e la rimozione della statua di Carlo Felice, sulla falsariga di quanto già avvenuto contro alcuni dittatori moderni (come nel caso della statua di Saddam Hussein a Baghdad), nonché la concreta introduzione della storia Sarda nelle scuole di ogni ordine e grado.</p>
<p>Ricordiamo, da Sa Natzione partì anche la proposta di intitolare la Strada Statale 131 “Carlo Felice” al compianto Giovanni Lilliu (<a href="http://www.sanatzione.eu/2012/02/la-proposta-intitolare-la-ss-131-carlo-felice-a-giovanni-lilliu/" target="_blank">M. Floris</a>) e l&#8217;idea di sostituire la goffa statua sassarese di Vittorio Emanuele II di Savoia con una statua a cavallo di Giovanni Maria Angioy, simbolo di una Sardegna in grado di ribellarsi per modernizzare la propria nazione.</p>
<p><em>Corda Marco.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/10/URN-Sardinnya-Sotziedade-Da-Cagliari-contro-i-Savoia.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>CSS in piazza per difendere i piccoli comuni Sardi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 17:24:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo: LA REGIONE SARDEGNA A STATUTO SPECIALE HA TUTTI I POTERI IN FORZA E IL SUO STATUTO DI RILEVANZA COSTITUZIONALE PER OPPORSI ALLA CANCELLAZIONE DEI NOSTRI PAESI. In Sardegna sono 117 i paesi a rischio di estinzione per legge. Ha ragione il prof. Giuseppe Puggioni, ordinario di Statistica sociale all&#8217;Università di Cagliari, ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/08/Meloni-convegnu-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3210" title="Meloni convegnu - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/08/Meloni-convegnu-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Riceviamo e Pubblichiamo:</em></span></p>
<p>LA REGIONE SARDEGNA A STATUTO SPECIALE HA TUTTI I POTERI IN FORZA E IL SUO STATUTO DI RILEVANZA COSTITUZIONALE PER OPPORSI ALLA CANCELLAZIONE DEI NOSTRI PAESI.</p>
<p>In Sardegna sono 117 i paesi a rischio di estinzione per legge.<br />
Ha ragione il prof. Giuseppe Puggioni, ordinario di Statistica sociale all&#8217;Università di Cagliari, ora in pensione: &#8220;L&#8217;indice demografico non può essere il solo criterio per eliminare un paese &#8220;.  &#8220;Nel 1951 il totale della popolazione sarda pesava 2,8 % sul numero complessivo degli abitanti in Italia.<br />
Secondo i dati Istat riferiti al 1 gennaio 2010, pesa sempre il 2,8 %. Quello che sta cambiando sono i livelli di concentrazione della popolazione che sono aumentati rispetto al secondo dopoguerra (censimento 1951)&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/CSS%20%20-%20Bisogna%20scendere%20in%20piazza%2021.08.2011.pdf">Vedi comunicato completo in PDF</a></p>
<p><em>Dott. Giacomo Meloni &#8211; Confederazione Sindacale Sarda.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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