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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; militare</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Quanto ci costa il mancato riordino delle Forze Armate?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 23:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono passati molti giorni dalle ultime parole del Papa sulla crisi economica: ci sono famiglie che non mangiano per pagare gli usurai. E lo Stato che fa? Naturalmente continua a spendere dove non serve, mentre tanti servizi utili rimangono senza una buona copertura organizzativa e finanziaria. Nella pubblica opinione ha destato clamore la decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Cavour-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9234" title="Cavour - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Cavour-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="340" /></a></p>
<p>Non sono passati molti giorni dalle ultime parole del Papa sulla crisi economica: ci sono famiglie che non mangiano per pagare gli usurai. E lo Stato che fa? Naturalmente continua a spendere dove non serve, mentre tanti servizi utili rimangono senza una buona copertura organizzativa e finanziaria.<br />
Nella pubblica opinione ha destato clamore la decisione del governo di non rinunciare all&#8217;acquisto degli F35, mentre tanti cittadini si lamentano ogni anno per le varie parate militari, dei rituali nazionalistici destinati a rinsaldare il mito di una patria  che il 2 giugno del 2013 ci sono costati la bellezza di 1,5 milioni di euro, e altri 2,9 milioni nell&#8217;anno precedente. Una mole di denaro bruciata in poche ore, mentre i serbatoi delle auto dei Carabinieri rischiano di rimanere a secco durante il normale servizio di routine nel territorio. Ma al di là di questi temi, nel settore della Difesa esistono sprechi e inefficienze quotidiane a carico dei contribuenti che sono diventati impossibili da quantificare. Orientiamoci sulla Marina: ad esempio un settore di grande importanza che meriterebbe migliori investimenti è quello della Guardia Costiera. E&#8217; un corpo tecnico della Marina Militare, regola l’utilizzazione dei porti e delle spiagge, opera a tutela dei commerci e vigila su tutte le attività e le pertinenze marittime. In caso di guerra, le guardie costiere possono essere impiegate nella difesa del porto, nel controspionaggio navale e nella perlustrazione litoranea. E come all&#8217;estero contempla ruoli di polizia, come membri effettivi delle forze dell&#8217;ordine, che sono in crescita in tutto il mondo, di pari passo con l&#8217;aumento di richiesta di sicurezza marittima per i traffici globali.</p>
<p>Ebbene, si deve considerare che proprio l’ente della Guardia Costiera presenta  carenza di uomini e mezzi, ed è sottodimensionato nei confronti della Marina Militare nel suo complesso. Basti pensare che in Sardegna abbiamo un piccolo incremento di mezzi e personale solo nei mesi estivi, mentre il servizio sarebbe di fondamentale importanza anche durante i mesi invernali. Osservando la maggior parte delle caserme Sarde della Guardia Costiera potrete notare diversi edifici vuoti in prossimità dei porti, a fronte, ad esempio, della continua e giornaliera attività dei pescatori, delle scuole di vela e del passaggio a distanza di imbarcazioni italiane e straniere. Tutte situazioni professionali e commerciali che richiederebbero un efficiente servizio di prevenzione.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ma i problemi non si fermano solo all&#8217;ambito appena descritto. Lo Stato ha una pessima gestione del Ministero della Difesa nel suo insieme, incluso lo Stato Maggiore nelle sue varie articolazioni. Pensiamo alle paradossali e ben remunerate carriere dei militari, per cui si denota un grande numero di ufficiali dirigenti e un basso numero di forza lavoro (truppa), quest&#8217;ultima con paga ordinaria. Mentre il personale intenzionato ad elevarsi di grado deve intraprendere corsi che durano numerosi anni nelle scuole più disparate d’Italia, vincolando di fatto il diritto al miglioramento della propria carriera nell&#8217;ambito della professione. Siamo in presenza di una vera e propria aristocrazia militare, dove il privilegio concesso alle stellette rappresenta tutte le debolezze di una politica italiana che non ha ancora saputo adottare riforme strutturali del settore. D&#8217;altra parte chi vuole conservare rendite da migliaia di euro al mese (oltre ai vari benefit del caso), non manca mai di appellarsi al “patriottismo” come scusante con cui evitare consistenti tagli ai vertici della Difesa, considerata più “strategica” di quanto effettivamente lo sia, orientando dei tagli quasi sempre verso il basso, cioè verso la forza lavoro, i mezzi e la qualità generale del servizio.<br />
Altro esempio emblematico è la la nave-scuola della Marina “Amerigo Vespucci”, notissima ai più, ma poco per la sua effettiva utilità pratica. Principalmente esegue attività di rappresentanza e svolge efficientemente l’attività di formazione per tanti studenti, ma soprattutto per gli allievi ufficiali dell’accademia di Livorno. La preparazione offerta dalla Vespucci è buona, il problema è che allo Stato non è minimamente necessaria la formazione di nuovi ufficiali (sempre a carico dei contribuenti). Si potrebbe perciò proporre un’altra destinazione alla nave, ad esempio utilizzarla come museo, oppure come nave-scuola privata. Pensate che mentre Renzi predica sviluppo, quest&#8217;anno la Vespucci è interessata da un opera di restyling che servirà per l’ammodernamento dei locali di vita dell’equipaggio, e per i nuovi impianti di propulsione, creazione e distribuzione dell’energia elettrica, per una spesa che per adesso si attesta a 22-25 milioni di euro da spalmare in più esercizi finanziari. La necessità di mettere in sicurezza la nave non è in discussione, ma la sua attività dovrebbe esserlo.<br />
Inutile poi ricordare i drammatici criteri di gestione dei poligoni Sardi.</p>
<p>Gli sprechi però non finiscono mai, pensiamo alla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/06/portaerei-cavour-giornale-di-abu-dhabi-smentisce-mauro-a-bordo-fiera-con-armi/803503/" target="_blank">crociera</a> “commerciale” organizzata sulla portaerei Cavour in Africa e Medio Oriente, in cui a quanto pare lo scopo di divulgare il “made in Italy” ha riguardato principalmente le maggiori aziende belliche italiane, il tutto per un costo ai contribuenti di 7 milioni di euro (di cui altri 13 offerti da aziende italiane, guarda caso a capitale pubblico).</p>
<p>Ciò nonostante rimangono spazi di eccellenza per le nostre Forze Armate, pensiamo al lodevole lavoro di assistenza e salvataggio condotto durante i giorni dell’alluvione in Sardegna dal reggimento della Brigata Sassari.<br />
Eppure è ora di sfondare il  muro di gomma del Ministero della Difesa. Aspettiamo una classe politica capace di affrontare una seria revisione della spesa in funzione di un servizio che sia più utile al cittadino e adeguato al contesto geopolitico attuale, in cui magari il ruolo dell&#8217;Italia sia ridimensionato alla sua effettiva influenza geopolitica, piuttosto bassa.</p>
<p><em>Roberto Melis.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/URN-Sardinnya-Lopinione-Sul-mancato-riordino-militare.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Maresciallo Marco Diana: &#8216;Basta falsità contro di me!&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 10:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è svolto lo scorso 15 giugno al Microcitemico di Cagliari un corso di formazione in sessuologia medica oncologica, partecipato dalla dott.ssa Alessandra Graziottin (già partner dell&#8217;International Society for Sexuality and Cancer), da Nadia Brusasca (responsabile del centro di psico-oncologia della ASL 3 di Nuoro), ed altri valenti esperti del settore. Perché richiamare questo evento? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Marcu-Diana-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7613" title="Marcu Diana - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Marcu-Diana-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="440" /></a>Si è <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/06/16/news/quella-di-angelina-jolie-e-una-scelta-giusta-1.7271128" target="_blank">svolto</a> lo scorso 15 giugno al Microcitemico di Cagliari un corso di formazione in sessuologia medica oncologica, partecipato dalla dott.ssa Alessandra Graziottin (già partner dell&#8217;<a href="http://www.issc.nu/" target="_blank">International Society for Sexuality and Cancer</a>), da Nadia Brusasca (responsabile del centro di psico-oncologia della ASL 3 di Nuoro), ed altri valenti esperti del settore. Perché richiamare questo evento? Perché parteciparvi avrebbe probabilmente giovato a quella serie di personaggi che oggi in Sardegna hanno sollevato dubbi ed ironie sul trattamento di Marco Diana, il quale, nella lista degli integratori uniti alla terapia antitumorale, comprende persino la presenza del Cialis (ossia Taladafil, un analogo principio attivo del Viagra). Infatti, come certificato anche dal dott. Mariotti (uno dei più insigni endocrinologi italiani) e dal dott. Oppo, membro dello staff che si è occupato di Marco Diana, è stato riscontrato e certificato a carico del militare Sardo, ammalatosi per cause di servizio, un ipogonadismo di tipo iatrogeno, con annessi e connessi deficit strutturali nella sfera della sessualità. Senza addentrarci in dettagli morbosi, vi basti sapere che lo Stato ha annientato la sessualità di Diana, e che pertanto rientra nei pieni diritti del malato una terapia che cerchi di tamponare, per quanto possibile, il danno subito (che non si limita ad un semplice calo della libido). Chiunque abbia un minimo di sensibilità, di intelligenza, e soprattutto di rispetto, dovrebbe ben sapere che chi è sotto trattamento per rallentare l&#8217;azione del cancro può sviluppare seri danni all&#8217;apparato genitale ed anche disagi che necessitano di supporto psicologico, e che tali danni e tali disagi spesso dipendono dalla malattia stessa prima che dal suo trattamento.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />E&#8217; con rabbia ma anche con grande dignità che Diana si trova quindi costretto a difendersi, non solo dall&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2013/07/marco-diana-a-novembre-saro-morto-ma-prima-azione-eclatante-verso-lo-stato/" target="_blank">ostruzionismo</a> della burocrazia italiana, ma persino da quanti tentano di disinnescare tutta la spontanea solidarietà nei suoi confronti. Dichiara Marco: <em>”Mi accusano persino di avere chissà quali conti in banca! Vengano a verificare, è tutto trasparente. E se così non fosse, allora perché alcune autorità, a partire dal primo cittadino del mio paese, sono dalla mia parte? Non c&#8217;è nulla da nascondere, basta osservare le carte. Lo Stato conosce benissimo la mia situazione!”.</em></p>
<p>Diana continua a tenere in vendita la casa, a fronte di una spesa per anticipo parziale dei costi del trattamento che ormai supera ampiamente i 120.000 euro annui, e che da solo non può minimamente permettersi. La politica ha il dovere di intervenire con determinazione, perché le chiacchiere non possono arrestare una malattia che ha ripreso ad espandersi dopo le negligenze degli organi preposti alla tutela della salute pubblica. Marco Diana non chiede nulla, non chiede più di quanto gli sia legittimamente dovuto in termini di assistenza a vita. Ma è certo che noi al suo posto non avremmo chiesto allo Stato meno di 10 milioni di euro, e non come compenso ad una vita, che non ha prezzo, ma perché le istituzioni non possono utilizzare i suoi servitori con tanta superficialità per poi abbandonarli nel momento del bisogno, dopo averli danneggiati. Sarebbe come ferire a morte per ben due volte la stessa persona. E questo un Paese civile dovrebbe tenerlo in stretta considerazione.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Dianas-room-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7614" title="Diana's room - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Dianas-room-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="602" height="488" /></a></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Marco-Diana-contro-le-falsita.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Marco Diana: &#8216;A novembre sarò morto, ma prima azione eclatante verso lo Stato&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 20:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il militare Sardo ammalato per cause di servizio è stanco di lottare contro negligenza e burocrazia e dichiara a Sa Natzione: “Mi son venduto persino dei mobili in noce e qualche catenina d&#8217;oro, sto vendendo la casa. Roma continua a non pagare la mia assistenza, nonostante tutte le sentenze in mio favore certifichino questa necessità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Militare-Marco-Diana-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7587" title="Militare Marco Diana - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Militare-Marco-Diana-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="250" /></a>Il <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/uranio-e-dintorni-intervista-al-maresciallo-marco-diana/" target="_blank">militare Sardo ammalato per cause di servizio</a> è stanco di lottare contro negligenza e burocrazia e dichiara a Sa Natzione: <em>“Mi son venduto persino dei mobili in noce e qualche catenina d&#8217;oro, sto vendendo la casa. Roma continua a non pagare la mia assistenza, nonostante tutte le sentenze in mio favore certifichino questa necessità. Mentre alla ASL qualcuno fa ostruzionismo, come se dovessero pagare loro ciò che compete allo Stato”.</em></p>
<p>Ma non è tutto, perché nessun politico regionale, provinciale o parlamentare Sardo pare seriamente essersi interessato a questa drammatica vicenda. L&#8217;ex ministro della Difesa La Russa, pur non avendo ottenuto risultati, è stato più attento. Con la solidarietà non si pagano i costi dell&#8217;assistenza, dei viaggi, dei medicinali e degli integratori. E con rammarico Marco tiene a sottolineare che, nonostante il recente impegno della stampa locale sulla sua vicenda, in Sardegna il clamore non ha sortito gli effetti sperati. <em>“A novembre o dicembre sarò morto, le scorte mi bastano solo per pochi mesi, e io non ho neppure i soldi e il tempo per fare causa ai responsabili di questa lenta condanna a morte. La colletta degli amici non è sufficiente. E c&#8217;è persino chi mi attacca con delle falsità, senza verificare gli atti”.</em><br />
E così, se entro pochi giorni non si troverà una soluzione contro uno Stato che non assolve ai propri doveri verso i suoi servitori e verso i suoi cittadini, Marco Diana, in compagnia del sindaco di Villamassargia, si recherà a Roma per una iniziativa eclatante.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Marco-Diana-a-Roma-contro-Stato.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" /></strong></p>
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<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Comunicato: PD regionale rilancia idea indipendentista su riconversione di Quirra. Ma non basta</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 19:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A seguito di un incontro coi rappresentanti della Vitrociset, il segretario del PD regionale Silvio Lai ha rilanciato l&#8217;idea indipendentista di convertire il poligono di Quirra in un centro aerospaziale, proposta già effettuata alcuni anni fa dal gruppo U.R.N. Sardinnya, formato anche da militari Sardi, e nel 2012 dal sindaco di Villaputzu, l&#8217;ing. Fernando Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />A seguito di un incontro coi rappresentanti della Vitrociset, il segretario del PD regionale Silvio Lai ha rilanciato l&#8217;idea indipendentista di convertire il poligono di Quirra in un centro aerospaziale, <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/11/si-alla-caserma-di-nuoro-i-nostri-ragazzi-tornino-a-casa-si-protesti-contro-ben-altre-servitu-militari-con-una-proposta-per-quirra/" target="_blank">proposta già effettuata</a> alcuni anni fa dal gruppo U.R.N. Sardinnya, formato anche da militari Sardi, e nel 2012 dal sindaco di Villaputzu, l&#8217;ing. Fernando Luigi Codonesu.</p>
<p>Benché l&#8217;idea si inserisca nell&#8217;ambito della campagna elettorale, appare opportuno specificare i tratti salienti che caratterizzavano la nostra proposta:</p>
<p>1) Fra le vecchie ipotesi della Difesa destinate ad aumentare la multifunzionalità del poligono era già compresa la possibilità di effettuare ricerche in campo aerospaziale, la nostra proposta prevede invece che il poligono assuma una connotazione europea e civile, dunque aperta alla programmazione dell&#8217;ESA (Agenzia Spaziale Europea), di cui l&#8217;Italia è importante partner economico, nonché alla formazione di un campus universitario internazionale destinato alle attività di ricerca in campo civile, sottraendone così alla Difesa l&#8217;esclusività gestionale ed alimentando un indotto accademico altrimenti inesistente.<br />
2) La riconversione del poligono di Quirra dovrebbe preventivamente includere la bonifica integrale delle aree gravate da servitù militare, autentica vergogna nel cuore dell&#8217;Europa e del Mediterraneo occidentale, previo impegno dello Stato a sanare le sue responsabilità in materia di danno ambientale. A tale proposito il sindaco di Villaputzu espose una stima di circa un miliardo di euro come impegno finanziario necessario alla messa in sicurezza della sola area terrestre rispetto a quella marina (su quest&#8217;ultima l&#8217;importo rimane da quantificare, in assenza di credibili parametri di riferimento). Il tutto a fronte del risibile impegno di Roma, che fin&#8217;ora a tale scopo ha stanziato 75 milioni di euro, risibili anche rispetto agli introiti economici incamerati dallo Stato Italiano e derivanti dalle sperimentazioni effettuate nel poligono. Diversi militari, pensiamo anche alla testimonianza di <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/uranio-e-dintorni-intervista-al-maresciallo-marco-diana/" target="_blank">Marco Diana</a>, hanno confermato la piena consapevolezza di certa “aristocrazia militare” sulla pericolosità combinata dell&#8217;inquinamento prodotto da tali attività.<br />
3) L&#8217;incondizionato sostegno economico e sanitario dello Stato ai militari ed ai civili per i danni, diretti e indiretti, causati dalle attività del poligono. Nella fattispecie: A) Agli impiegati militari, per la mancata osservanza delle più comuni norme di prevenzione nella trattazione di materiale bellico nocivo a cui sono stati sottoposti, la quale, rispetto ad altre Forze Armate internazionali, è stata adempiuta nel più totale lassismo dei quadri militari preposti all&#8217;amministrazione della struttura, nonché dei vertici della Difesa, che avrebbero dovuto istruirli, equipaggiarli e monitorarli alla salvaguardia della salute. B) Ai civili, per la criminale indifferenza dei quadri militari preposti all&#8217;amministrazione della struttura, e dei vertici della Difesa, circa i danni causati alle persone, alla flora ed alla fauna terrestre e marina, all&#8217;interno e nei pressi delle servitù militari. In democrazia uno Stato ha il diritto di predisporsi alla Difesa, non certo quello di usarla a scapito dei propri impiegati e dei propri cittadini, evidentemente declassati allo stesso rango di ipotetiche minacce esterne.<br />
4) Una eventuale base aerospaziale, benché munita di indotto universitario, non potrà sicuramente coprire le vaste esigenze occupazionali di tutti i territori (e dunque non solo di Quirra) gravati dall&#8217;eccessiva presenza di servitù militari sparse nell&#8217;isola. A tale proposito appare opportuno un sensibile smantellamento con relativa bonifica della maggior parte degli ettari (e della superficie marittima) sottoposti al demanio militare, al fine di restituirli alla naturale vocazione turistica ed agroalimentare a cui sono stati sottratti, nonché applicando l&#8217;art. 12 dello Statuto Autonomo in materia di punti franchi, affinché possano realizzarsi quelle possibilità di investimento ad oggi precluse.</p>
<p>Questa precisazione vuole essere anche uno stimolo alle forze politiche autonomiste ed indipendentiste Sarde per il superamento della loro persistente debolezza strutturale nel portare avanti in maniera compatta le proprie tematiche rispetto ad una politica centralista inefficace, lacunosa e spesso contigua ad interessi ostili a quelli del territorio e dei suoi abitanti.</p>
<p><em>Adriano Bomboi, Gruppo U.R.N. Sardinnya,</em></p>
<p><em>07-02-13.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/02/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Su-riconversione-poligono-di-Quirra.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Un monumento ed un senso per i caduti Sardi delle missioni internazionali</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 12:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Noi siamo gli stessi a giudicare e a ragionare correttamente sulle questioni, perché non pensiamo che i ragionamenti nuociano all’azione, ma che sia invece nocivo non sviscerare le questioni nel dibattito, prima di intraprendere le necessarie azioni”. Epitafio di Pericle – Guerra del Peloponneso, Tucidide 460 – 404 A.C. Benché la retorica politica generalizzi i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/ISAF-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2056" title="ISAF - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/ISAF-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="206" /></a>“Noi siamo gli stessi a giudicare e a ragionare correttamente sulle questioni, perché non pensiamo che i ragionamenti nuociano all’azione, ma che sia invece nocivo non sviscerare le questioni nel dibattito, prima di intraprendere le necessarie azioni”.</em></p>
<p>Epitafio di Pericle – Guerra del Peloponneso, Tucidide 460 – 404 A.C.</p>
<p>Benché la retorica politica generalizzi i conflitti di aggressione ed i conflitti che permangono per la stabilizzazione di un territorio ed il suo raggiungimento della democrazia, chiediamo che le forze politiche Sarde e le istituzioni si impegnino a ricordare seriamente i nostri caduti attraverso un monumento da cui sventoli alto il vessillo dei 4 Mori.<br />
Se i Sardi devono collaborare nelle Forze Armate italiane, riteniamo che lo si debba fare in un concordato quadro in cui agli interessi nazionali italiani non vengano contrapposti gli interessi nazionali Sardi.<br />
Lo Stato democratico esiste per servire i cittadini e non viceversa. Non esistono solo doveri ma anche diritti.</p>
<p>Noi non vogliamo che i nostri ragazzi, impegnati nell&#8217;onorevole professione militare, siano ridotti alla strumentale dichiarazione politica del momento e né che rimangano come un brutto ricordo che si presenta mediante una breve notizia televisiva tra un&#8217;intermezzo pubblicitario e l&#8217;altro durante l&#8217;ora di pranzo. <span style="text-decoration: underline;">Sopratutto in un momento storico in cui il Consiglio Regionale si interroga sul ruolo e sul patto che dovrebbe sancire la presenza del Popolo Sardo nelle istituzioni italiane</span>.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Ass.ne U.R.N. Sardinnya, 09-10-2010.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Un%20senso%20per%20i%20caduti.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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