<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; lavoratori</title>
	<atom:link href="https://www.sanatzione.eu/tag/lavoratori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sanatzione.eu</link>
	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Oct 2026 21:38:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Articolo 18: il totem del politicantismo e del sindacalismo italiano</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2014/10/articolo-18-il-totem-del-politicantismo-e-del-sindacalismo-italiano/</link>
		<comments>https://www.sanatzione.eu/2014/10/articolo-18-il-totem-del-politicantismo-e-del-sindacalismo-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[18]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[bomboi]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[fiscalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sindacalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=10534</guid>
		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Panem et circenses! In Italia è una costante. Quando la politica non intende trattare i temi concreti, distrae il popolo. Un tempo lo si divertiva, oggi lo si incanala verso dibattiti inutili rispetto alla sostanza dei problemi. Uno di questi dibattiti riguarda il destino dell&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori, il quale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/CLandini-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10536" title="CLandini - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/CLandini-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="212" /></a>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><em>Panem et circenses!</em> In Italia è una costante. Quando la politica non intende trattare i temi concreti, distrae il popolo. Un tempo lo si divertiva, oggi lo si incanala verso dibattiti inutili rispetto alla sostanza dei problemi. Uno di questi dibattiti riguarda il destino dell&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori, il quale, nel contesto normativo, si propone di garantire l&#8217;impiego &#8211; presso aziende sopra i 15 dipendenti &#8211; contro licenziamenti privi di valida giustificazione.<br />
In realtà non esistono statistiche ad hoc capaci di illustrarci con chiarezza le ricadute dell&#8217;applicazione di questo articolo. Abbiamo solo tre informazioni di base con cui valutare il tema:</p>
<p>La prima è che la maggior parte del tessuto aziendale italiano (ed in particolare quello Sardo), è costituito dalla piccola e media impresa (con incidenza al di sotto dei 15 dipendenti). Di conseguenza l&#8217;art. 18 è pressoché inesistente nella nostra realtà economica locale. In tutta Italia, stando ai dati 2014 della <a href="http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2014/08/Articolo-18.pdf" target="_blank">CGIA di Mestre</a>, la sua applicazione riguarda solamente il 2,4% del totale, pari a 105.500 aziende.</p>
<p>La seconda dipende dalla consapevolezza di valutare che nel Paese il problema del mercato del lavoro non dipende essenzialmente dalla necessità di ottenere figure professionali flessibili, ma dall&#8217;eccessiva pressione fiscale e burocratica, la quale rallenta i consumi, nonché lo spazio minimo di sussistenza della vita dell&#8217;impresa. Perché a fine mese, chi fatica a far quadrare i conti, assumerà collaboratori in nero (quindi comunque privi di diritti), oppure rinuncerà direttamente ad assumere dipendenti che non potrebbe pagare. Questo limite si muove in parallelo a quello dei consumatori, i quali, a loro volta, afflitti da un eccessivo prelievo fiscale, tenderanno a comprimere i loro acquisti, inducendo così le imprese a rallentare i propri standard produttivi (e di conseguenza rendendo inutile un incremento dell&#8217;occupazione). La risultante di questa spirale è che la precarizzazione del mondo del lavoro non dipende da chissà quale “malvagia deriva neoliberista”, ma dallo statalismo. La cui impostazione neo-keynesiana e socialdemocratica, piuttosto che ridurre il carico fiscale che grava sull&#8217;intero mercato, induce il politicantismo italiano ad orientarsi verso l&#8217;incremento di flessibilità dei lavoratori (i cui livelli di versatilità contrattuale sono già pressoché in linea con la media UE). Ma purtroppo, e su questo il sindacato tace, incrementando ulteriormente anche le tasse e la burocrazia (ben oltre la media UE, in rapporto alla qualità dei servizi erogati).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />La terza informazione in nostro possesso rientra in quest&#8217;ultimo paradigma. Come ha recentemente ricordato lo storico <a href="http://www.lintraprendente.it/2014/09/maggie-scusali/" target="_blank">Luigi Marco Bassani</a>, citando l&#8217;esperienza dello studio di <a href="http://www.babinigardella.it/" target="_blank">BG &amp; Partners</a>, sappiamo che per la giurisprudenza italiana non esiste una vera e propria causa di licenziamento legittimo. Vi sono casi in cui un magistrato ha riconosciuto colpevole di furto un lavoratore che è stato però reintegrato al suo posto dal giudice del lavoro. Idem assenteisti ed altri impiegati disonesti. Buona parte di queste vertenze finiscono in una sola direzione: vista l&#8217;impossibilità di poter recuperare il rapporto di fiducia fra imprenditore ed impiegato, il primo si ritrova obbligato a versare una cospicua remunerazione al secondo pur di potersene liberare, e non si parla di spiccioli. Adesso immaginate quali effetti produrrebbe questa dinamica se venisse attuata la fantasiosa proposta di alcune aree della sinistra italiana di estendere i presupposti dell&#8217;art. 18 alle aziende al di sotto dei 15 dipendenti. Se ogni commesso di un piccolo supermercato accampasse i medesimi diritti spettanti ad un operaio della FIAT, si produrrebbe il fallimento di numerose piccole imprese, che sarebbero costrette a spendere più di ciò che possono sopportare per far fronte ai guai con la “giustizia” del lavoro. Ecco perché l&#8217;art. 18 non solo non va esteso, ma va ridotto per evitarne tali distorsioni.</p>
<p>Dunque come si risolvono questi problemi? Naturalmente non ingabbiando sempre più il mercato, ma liberandolo dall&#8217;opprimente morsa statale. Il ceto politico italiano si orienta sulla flessibilità e non sulla riduzione del carico burocratico e fiscale poiché non intende intaccare i propri privilegi. Per questo Roma preferisce aggredire i veri produttori di ricchezza: sia le partite IVA che le fasce sociali più deboli (come i lavoratori, che non di rado, anch&#8217;essi, finiscono nelle maglie di imprenditori disonesti e tutt&#8217;altro che in crisi). Con in testa una speculare contrapposizione Governo-sindacati. Fondamentale quindi la riduzione del livello di tassazione, in presenza del quale anche l&#8217;evasione fiscale diventa giustificata, e dove non si aiuta realmente né l&#8217;impresa e né l&#8217;occupazione ad agganciare lo sviluppo.</p>
<p><em>- Anche su <a href="http://www.sardegnasoprattutto.com/archives/4494" target="_blank">Sardegna Soprattutto</a>.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Sullarticolo-18.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.sanatzione.eu/2014/10/articolo-18-il-totem-del-politicantismo-e-del-sindacalismo-italiano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Associati CSS: sciopero lavoratori Banco di Sardegna</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2014/07/associati-css-sciopero-lavoratori-banco-di-sardegna/</link>
		<comments>https://www.sanatzione.eu/2014/07/associati-css-sciopero-lavoratori-banco-di-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 23:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[banco]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=10084</guid>
		<description><![CDATA[Ecco le ragioni dello sciopero del 4 luglio dei lavoratori del Banco di Sardegna &#8211; Associati Confederazione Sindacale Sarda. Il comunicato: Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco le ragioni dello sciopero del 4 luglio dei lavoratori del Banco di Sardegna &#8211; Associati Confederazione Sindacale Sarda. Il comunicato:</p>
<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/07/Comunicato-stampa-sciopero-BDS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10085" title="Comunicato stampa sciopero BDS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/07/Comunicato-stampa-sciopero-BDS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="856" /></a>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.sanatzione.eu/2014/07/associati-css-sciopero-lavoratori-banco-di-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CSS: &#8216;I lavoratori ALCOA non dovrebbero tornare a Roma&#8217;</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2013/10/css-i-lavoratori-alcoa-non-dovrebbero-tornare-a-roma/</link>
		<comments>https://www.sanatzione.eu/2013/10/css-i-lavoratori-alcoa-non-dovrebbero-tornare-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 22:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcoa]]></category>
		<category><![CDATA[confederazione]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sarda]]></category>
		<category><![CDATA[sindacale]]></category>
		<category><![CDATA[sindacali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=8238</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo: Ho un grande rispetto delle RSU e dei lavoratori dell’Alcoa, meno dei loro rappresentanti Sindacali Territoriali e per nulla del Presidente Cappellacci e degli Assessori Regionali di questa Giunta, colpevoli di nascondere la verità ai lavoratori ed alle loro famiglie. Che senso ha andare ancora una volta a Roma a manifestare davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;"><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/Conf.-Sindacale-Sarda-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="180" height="176" />Riceviamo e Pubblichiamo:</span></em></p>
<p>Ho un grande rispetto delle RSU e dei lavoratori dell’Alcoa, meno dei loro rappresentanti Sindacali Territoriali e per nulla del Presidente Cappellacci e degli Assessori Regionali di questa Giunta, colpevoli di nascondere la verità ai lavoratori ed alle loro famiglie.<br />
Che senso ha andare ancora una volta a Roma a manifestare davanti al Ministero dello Sviluppo col rischio di essere manganellati com’è già avvenuto senza troppe scuse formali? L’Alcoa che abbiamo conosciuto non esiste più da anni ed è veramente triste che i 474 dipendenti siano ingannati dalla politica che ha l’unico scopo di tenerseli buoni fino almeno alle prossime elezioni regionali.<br />
Quando le Organizzazioni Sindacali e la Giunta Reg.le invocarono da Bruxelles la cancellazione della pesante multa di 400 milioni di euro, comminata all’Alcoa per infrazione per gli aiuti di stato goduti nel tempo, si ottenne soltanto che la stessa fosse diminuita; ma recentemente la UE ha confermato la multa e sicuramente l’Alcoa anche per questo fatto non ritornerà sulla decisione di disinvestire in Sardegna, avendo tra l’altro già spostato la produzione di alluminio in altre località più convenienti soprattutto sui costi energetici.<br />
Mi fa indignare come ci siano ancora ministri, assessori regionali, amministratori locali e purtroppo anche sindacalisti che promettono, sapendo di mentire, di strappare all’Europa aiuti per dimezzare i costi energetici di produzione. Fino a quando questi signori avranno la spudoratezza di mentire ai lavoratori e di prenderli in giro? E fino a quando i lavoratori dell’Alcoa sopporteranno che questi signori giochino sulla loro buona fede e soprattutto sulla loro disperazione alla vigilia del loro licenziamento ormai sicuro?<br />
Mi rivolgo ai politici ed in particolare all’on. Ugo Cappellacci, a cui avevo indirizzato la lettera che qui allego, dove proponevo come Confederazione Sindacale Sarda una soluzione per l’Alcoa, rifacendomi all’esperienza dei Giapponesi che nel Mar Mediterraneo hanno delle navi che raccolgono le lattine di alluminio per riciclarle, producendo un alluminio più puro e senza inquinare e a bassi costi energetici.<br />
Non mi sono accontentato di inviare la lettera, ma ne ho investito direttamente &#8211; andandola a trovare &#8211; la Presidente del Consiglio Reg.le on. Claudia Lombardo e gli onorevoli Capi-Gruppo a cui ho spiegato che la più grande Ditta in Europa che raccoglieva lattine da riciclo era una Ditta Italiana che poi le vendeva ai giapponesi. Ma il dato più importante era questo:<br />
L’alluminio è un materiale totalmente riciclabile. Il suo recupero e riciclo, oltre a evitare l’estrazione di bauxite (più produzione annua di 1.500 0000 ton/anno di rifiuti speciali, quali i fanghi rossi), consente di risparmiare il 95% dell’energia richiesta per produrlo, partendo dalla materia prima. Infatti per ricavare dalla bauxite 1 kg. di alluminio sono necessari 14 kWh, mentre per ricavare 1 kg. di alluminio nuovo da quello riciclato servono solo 0,7 kWh di energia. Il riciclo dell’alluminio costituisce un’importante attività economica, che dà lavoro a molti addetti: l’Italia è il primo produttore europeo di alluminio riciclato ed il terzo nel Mondo.</p>
<p>Tutti ci facevano i complimenti, ma declinavano di prendere in considerazione la proposta che, secondo i più, era irrealizzabile in Sardegna dove è primario salvaguardare l’intera filiera dell’alluminio derivante dalla lavorazione della bauxite che viene importata in gran misura dall’estero perché la bauxite sarda è insufficiente. Tutto ciò per salvare l’Euroallumina dove si lavora la bauxite e si produce l’allumina, ma dove anche si produce il disastro dei fanghi rossi che minacciano di sfaldarsi dalle colline alte 30 metri e &#8211; cosa inaudita &#8211; inquinano un tratto di mare davanti a Carloforte, rovinando le attività della pesca e mettendo in difficoltà le stesse attività turistiche.<br />
Ma per questo provvedono i carlofortini che hanno denunciato apertamente le attività inquinanti dell’Euroallumina, che, quando era in attività, copriva con i suoi fumi velenosi il cielo dell’isola di S.Pietro, i cui abitanti ignoravano i tumori alle vie respiratorie mentre ora ne sono colpiti.<br />
Mi vergogno del fatto che gli stessi lavoratori ed i sindacati territoriali abbiano fatto istanza di dissequestro al Magistrato che aveva messo doverosamente sotto sequestro il lago velenoso dei fanghi rossi definiti in un dibattito pubblico dal “mitico capo incursore&#8221; delle manifestazioni operaie “perfettamente inerti e sani come la salsa del pomodoro”.<br />
Peccato che l’Euroallumina &#8211; ora ferma per manutenzione &#8211; sia di proprietà della Ditta russa Rusal indebitata in patria &#8211; che chiede alla Regione Sardegna 30 milioni ed altri 60 milioni al Governo italiano per riavviare la fabbrica. Ma mi chiedo se la Regione Sardegna sappia calcolare costi e ricavi? Oppure, come mi è stato detto a chiare lettere conviene tacere perché: “Non ci si può mettere contro i sindacati e soprattutto gli elettori, a maggior ragione di quei territori molto sensibili e drammaticamente colpiti dalla crisi industriale e occupazionale”.<br />
Allora è meglio la cassa integrazione e l’assistenzialismo, pur avendo costi altissimi.<br />
Questo è il fallimento dell’attuale classe politica sarda e di quei sindacati che la sostengono, che mandano in piazza i lavoratori a gridare “Lavoro, Lavoro…”, che, come ci ha insegnato Papa Francesco nella recente visita a Cagliari, è un grido di dolore che diventa preghiera. Ma la classe Politica ed i Sindacati non possono far finta di non avere responsabilità e di non sapere che i posti di lavoro si potrebbero immediatamente attivare come i 500 posti del Progetto Geoparco e migliaia di posti di lavoro nei cantieri delle bonifiche dei territori delle fabbriche dismesse. E nei Poligoni di guerra o nel coraggio di investire nell’Agroalimentare con una moderna agricoltura e pastorizia legati all’agroindustria di conservazione e trasformazione dei prodotti, settori che in tutto il mondo danno posti di lavoro, richezza e benessere.</p>
<p><em>Cagliari, 17 ottobre 2013,</em></p>
<p><em>Giacomo Meloni, <a href="http://www.confederazionesindacalesarda.it/" target="_blank">Confederazione Sindacale Sarda</a>.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Lettera-CSS-su-Alcoa-SANATZIONE.EU_.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.sanatzione.eu/2013/10/css-i-lavoratori-alcoa-non-dovrebbero-tornare-a-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da Torino ci scrivono gli ex lavoratori ThyssenKrupp su art. 18 e morti bianche</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/da-torino-ci-scrivono-gli-ex-lavoratori-thyssenkrupp-su-art-18-e-morti-bianche/</link>
		<comments>https://www.sanatzione.eu/2012/04/da-torino-ci-scrivono-gli-ex-lavoratori-thyssenkrupp-su-art-18-e-morti-bianche/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 22:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[18]]></category>
		<category><![CDATA[art.]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>
		<category><![CDATA[ex]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[thyssenkrupp]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=4100</guid>
		<description><![CDATA[Ecco il comunicato che riguarda tutti i lavoratori della Repubblica, lo pubblichiamo senza commento: Il Governo Monti, incarnazione di uno dei governi “tecnici” più autoritari e antipopolari visto negli ultimi anni, esecutore delle misure “lacrime e sangue” imposte da gruppi finanziari, banche e speculatori, continua con la linea dura lanciando l’ennesima offensiva contro i lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/TK-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4101" title="TK - URN Sardinnya ONLINE" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/TK-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="299" height="230" /></a>Ecco il comunicato che riguarda tutti i lavoratori della Repubblica, lo pubblichiamo senza commento:</em></span></p>
<p>Il Governo Monti, incarnazione di uno dei governi “tecnici” più autoritari e antipopolari visto negli ultimi anni, esecutore delle misure “lacrime e sangue” imposte da gruppi finanziari, banche e speculatori, continua con la linea dura lanciando l’ennesima offensiva contro i lavoratori con il tentativo di introdurre, tra le misure contenute nelle riforme del mercato del lavoro, il cosiddetto “licenziamento economico”, che di fatto cancella le tutele garantite dall’Art.18.<br />
Facendo così il paio con le misure già introdotte dal <em>piano Marchionne</em>, che fa carta straccia dei diritti dei lavoratori, del CCNL e del principio di rappresentanza sindacale all’interno delle fabbriche. Misure imposte con il pretesto di uscire dalla crisi in cui sono coinvolti ormai (quasi) tutti i settori dell’economia.</p>
<p>L’unico settore che non sembra conoscere crisi è rappresentato dai morti sul lavoro: in media 4 al giorno con un inquietante aumento di suicidi tra lavoratori e imprenditori strangolati dai debiti (anche qui lo zampino delle banche). Mentre le misure repressive colpiscono sempre più pesantemente chi si batte per vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: emblematico il caso di R. Antonini, licenziato da FS per aver prestato opera di consulenza in favore dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e al quale va tutta la nostra stima e solidarietà. E sono già in preparazione nuove misure legislative (decreto legge 5/2012 art. 14) che smantellano i già inesistenti controlli nei luoghi di lavoro, sostituiti da semplici autocertificazioni rilasciate da enti esterni.<br />
Per fortuna la risposta dei lavoratori a questi scempi non si è fatta attendere: assemblee, presidi, scioperi selvaggi e blocchi stradali hanno imposto un ripensamento al Governo che, dalla decretazione d’autorità, ripiega sulla discussione in Parlamento (disegno di legge).<br />
Al di là del risultato che la discussione politica raggiungerà importante è rilevare il fatto che la mobilitazione dei lavoratori per la salvaguardia dei propri diritti (sanciti dalla Costituzione) è la giusta strada su cui occorre proseguire per contrastare tutte quelle misure antipopolari che il governo Monti ha approvato e per tutte quelle che tenterà di attuare in seguito per scaricare sui lavoratori tutto il peso della crisi.<br />
La crisi non si risolverà certo con le misure adottate finora dal governo: tagli ai servizi, privatizzazioni e liberalizzazioni sfrenate, rispetto dei patti di stabilità, realizzazione di opere pubbliche inutili e dannose come la TAV, risanamento del debito pubblico creato dai pescicani della finanza e non certo dai lavoratori, maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Essa si risolverà nella misura in cui la mobilitazione popolare, a partire dalla difesa dell’Art.18 &#8211; e più in generale per quella dei diritti, della democrazia e delle libertà democratiche &#8211; porrà la questione del lavoro sicuro e dignitoso per tutti come unica misura per uscire dalla crisi e della cacciata del governo Monti.</p>
<p><em>Torino, 26 marzo 2012.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/URN-Sardinnya-Lopinione-Ex-operai-Thyssen-su-art.-18-e-morti.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.sanatzione.eu/2012/04/da-torino-ci-scrivono-gli-ex-lavoratori-thyssenkrupp-su-art-18-e-morti-bianche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
