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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; enna</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Sardegna e Sicilia, due modelli universitari a confronto</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 18:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dibattito: il neo-rettore dell&#8217;Università di Sassari, Chessa, ha alimentato malumori in Olbia, dove si guarda alla creazione di un ramo universitario di qualità, di cui oggi se ne paventa il ridimensionamento. E tutto ciò mentre il polo nuorese finisce nel dimenticatoio, vieppiù in una Sardegna centrale segnata da un&#8217;evidente stagnazione economica e da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/10/Kore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20487" title="kore" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/10/Kore.jpg" alt="" width="605" height="484" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Il dibattito: il neo-rettore dell&#8217;Università di Sassari, Chessa, ha alimentato malumori in Olbia, dove si guarda alla creazione di un ramo universitario di qualità, di cui oggi se ne paventa il ridimensionamento. E tutto ciò mentre il polo nuorese finisce nel dimenticatoio, vieppiù in una Sardegna centrale segnata da un&#8217;evidente stagnazione economica e da un chiaro declino demografico. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Eppure in Italia esiste un esempio che ha saputo invertire la rotta rispetto ad un territorio apparentemente al tramonto: è il &#8220;miracolo laico” vincente di Enna, con l&#8217;Università Kore, dai numeri in crescita. Ce ne parla Gianraimondo Farina.</em></span></p>
<p>L&#8217;elezione di Omar Chessa come nuovo rettore dell&#8217;Università di Sassari ha catalizzato l&#8217;attenzione del mondo accademico e politico sardo. In tal modo si è spostato il focus dal pluridecennale dibattito sull&#8217;Università Autonoma della Sardegna centrale con sede a Nuoro. Un dibattito che, a dire il vero, era molto vivo fino ad almeno un decennio fa, ma che ora sembra essersi inspiegabilmente &#8220;inabissato&#8221;. Eppure sarebbe ora di riprenderlo e ripercorrerlo.</p>
<p>Partiamo, innanzitutto, dalle recenti motivazioni che hanno fatto passare in subordine il &#8220;sogno&#8221; del Terzo polo accademico autonomo sardo. Sono, sostanzialmente, tre:<br />
In primo luogo, proprio lo scontro sul &#8220;Progetto Olbia&#8221; e le risorse regionali. Subito dopo la sua proclamazione, il neo-rettore sassarese Chessa ha espresso forti riserve sul piano di espansione universitaria a Olbia, dichiarando che il progetto va profondamente ripensato. Da ricordare che la Regione Sardegna ha già stanziato circa 45 milioni di euro per i prossimi 15 anni proprio per il polo di Olbia, e dunque le dichiarazioni del neo-rettore hanno, da subito, aperto una disputa politica e finanziaria immediata che ha oscurato i piani legati a Nuoro e alla Sardegna centrale.<br />
In secondo luogo, un altro punto fondamentale riguarda la governance e i delicati equilibri interni all&#8217;Ateneo turritano. In sostanza la transizione della guida accademica, dopo il mandato di Gavino Mariotti, terminato in un clima complesso, ha costretto le istituzioni regionali e le forze politiche a concentrarsi sulle nuove alleanze e sui futuri assetti dei due poli accademici storici dell&#8217;isola. I consorzi universitari decentrati, come Nuoro, purtroppo, dipendono per livello di corsi e docenze proprio dalle decisioni centrali di questi due atenei.<br />
In terzo luogo si è aggiunta la ridefinizione dell&#8217;offerta formativa territoriale.  E qua lo scontro interno alle elezioni ha rimesso in discussione non solo le sedi distaccate esistenti, ma l&#8217;intero modello di frammentazione dei corsi di laurea sul territorio sardo. Ed è chiaro che una grande &#8220;manovra di tipo strutturale&#8221;, come quella di favorire la nascita di un terzo polo del tutto autonomo al centro dell&#8217;isola, sia passata temporaneamente in secondo piano rispetto all&#8217;urgenza di capire quale linea “geopolitica” e accademica adotterà la nuova dirigenza sassarese. Ma noi, in questa sede, vogliamo proprio &#8220;entrare&#8221; in queste dinamiche e capire perché la &#8220;battaglia per Nuoro&#8221;, per la possibilità di avere un&#8217;Università Autonoma nella Sardegna centrale si sia &#8220;arenata&#8221;. Quando, invece, urgerebbe riprenderla. E per farlo, partiamo da una storia di quarant&#8217;anni fa, che è anche storia economica.</p>
<p>Correva l&#8217;anno 1986 ed a Nuoro veniva fondata l&#8217;AILUN. Le vere origini della battaglia per Nuoro e la sua Università si trovano qua. Fondato su iniziativa dell&#8217;Associazione Industriali della Provincia di Nuoro e del Credito Industriale Sardo, l&#8217;AILUN (Associazione Industriali Libera Università del Nuorese), nacque con un obiettivo preciso: istituire una Libera Università della Sardegna Centrale per sottrarre il territorio all&#8217;isolamento culturale ed economico. Riconosciuto, quindi, come Ente Morale dal Presidente della Repubblica nel 1988, l&#8217;AILUN ha agito come un vero e proprio &#8220;incubatore&#8221; universitario. E fondato le sue caratteristiche su due punti: l&#8217;alta formazione ed appunto il modello di Università Autonoma. Nel primo caso i &#8220;successi&#8221; sono avvenuti subito. Invece di attendere i tempi della burocrazia statale, l&#8217;AILUN ha avviato fin dai primi anni &#8217;90 master internazionali di eccellenza, come quelli in Scienza dell&#8217;Organizzazione. Il secondo &#8220;perno&#8221; dell&#8217;AILUN è stato il suo modello di Università Autonoma. Scriviamo, infatti, di una pioneristica visione storica che non era quella di creare semplici sedi distaccate dei due poli sardi storici (Cagliari e Sassari), bensì una Università Autonoma della Sardegna Centrale. E l&#8217;idea cardine era fondata sullo sviluppo di una didattica &#8220;su misura&#8221; per il tessuto economico locale, toccante managerialità, ambiente, sanità e tecnologie digitali. Ebbene, come risposta a questo primo impulso &#8220;autonomistico&#8221; nuorese, ha risposto la politica.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Ma come? Con il sistema &#8220;consortile&#8221;. Per &#8220;stemperare&#8221; ed &#8220;annacquare&#8221; ogni velleità autonomistica dei barbaricini. La risposta, negli anni Novanta del secolo scorso è stata, dunque quella del Consorzio Universitario. Sebbene l&#8217;autonomia totale in forma di ateneo statale o privato indipendente non si sia interamente compiuta nel modo immaginato alle origini, l&#8217;offerta formativa nuorese odierna è gestita prevalentemente in convenzione tramite il Consorzio Universitario Nuorese (UniNuoro) con i corsi di Sassari e Cagliari. L&#8217; AILUN, invece, dal canto suo, ha dimostrato, e dimostra ancora la fattibilità tecnica, logistica e scientifica di un percorso universitario forte e veramente alternativo nelle aree della Sardegna centrale. Politica ed imprenditoria permettendo.</p>
<p>Già, politica ed imprenditoria, quelle che, invece, ha avuto subito dalla sua Enna, in Sicilia, nella sua &#8220;guerra laica&#8221; vinta agli inizi degli anni Duemila per dare alla Sicilia centrale la sua Università Autonoma. La &#8220;guerra&#8221;, in questo caso, è stata vinta contro gli atenei storici di Palermo, Catania e Messina. Ed il confronto tra Nuoro ed Enna è un classico esempio di geopolitica accademica e sviluppo delle aree interne. Entrambe le città condividono la stessa condizione di partenza, ma hanno avuto esiti istituzionali differenti. Ma vediamo nel dettaglio questo confronto storico:<br />
Dal punto di vista della condizione geografica, il modello Nuoro, rappresentato dall&#8217;Ailun e dal Consorzio, insiste sul Centro montano dell&#8217;isola (Barbagia), storicamente penalizzato da infrastrutture e isolamento. Il caso Enna, rappresentato dalla Kore, è, dal punto di vista geografico, quasi lo stesso di Nuoro: centro geografico dell&#8217;isola, entroterra collinare storicamente isolato dai flussi costieri. E similari sono anche gli obbiettivi politici. Da un lato (Nuoro), rompere il duopolio accademico regionale (Cagliari/Sassari) per fermare lo spopolamento. Dall&#8217;altro (Enna), rompere il monopolio degli atenei storici costieri (Palermo, Catania, Messina). Differenti, però, gli strumenti utilizzati.</p>
<p>A Nuoro l&#8217;AILUN era un&#8217;associazione privata con forte sostegno pubblico-regionale volta a stimolare l&#8217;alta formazione. Ad Enna, invece, a controllare il tutto è la Fondazione Kore, nata per promuovere il decentramento dell&#8217;Università di Catania a Enna. E gli esiti istituzionali non si sono fatti attendere. A Nuoro, purtroppo, si è &#8220;virato&#8221; verso un &#8220;decentramento convenzionato&#8221;. Il modello ha sviluppato ottimi corsi e poli di eccellenza, ma è rimasto legato alle università madri di Sassari e Cagliari. Ad Enna, invece, la guerra &#8220;laica&#8221;, così definita perché non incluse partecipazioni pubbliche, è stata vinta.</p>
<p>Dal 2005 una città capoluogo dell&#8217;entroterra siciliano, di 25 mila abitanti, ha la sua Università di 9 mila studenti, diventando la prima università autonoma non statale della Sicilia. Come ci è riuscita? Con quale strategia?<br />
Nel fatto che Enna ha sfruttato una finestra normativa dei primi anni 2000 favorevole alla nascita di &#8220;Libere Università&#8221; non statali, in questo caso privata, supportata da una forte coesione politica locale e regionale che ha capitalizzato un bacino d&#8217;utenza demografico siciliano molto più ampio di quello della Sardegna centrale. A Nuoro, le istituzioni locali e regionali hanno spesso preferito la strada &#8220;sicura&#8221; ma dipendente del Consorzio Universitario legato a Cagliari e Sassari. Questo ha garantito la sostenibilità dei titoli di studio, ma ha frenato la nascita di un organo accademico totalmente sovrano radicato nel nuorese. L&#8217;AILUN rimane comunque il simbolo di una rivendicazione culturale identitaria. La dimostrazione che la Sardegna centrale non voleva essere solo consumatrice di risorse universitarie esterne, ma produttrice di scienza, management e innovazione direttamente nel cuore dell&#8217;isola. Pensiamoci.</p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/10/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Università-sarda-e-siciliana-a-confronto.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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