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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; difesa</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Ucraina e neoperonismo: il papa che invitò la vittima a piegarsi al male</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 12:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bei tempi quando i papi erano ancora dalla parte degli ultimi e degli aggrediti. Perché, per chi non lo sapesse, nonostante Papa Francesco abbia invitato Kiev ad “alzare bandiera bianca”, la Chiesa riconosce invece il diritto alla difesa e addirittura mediante l&#8217;uso di armi. Ripassiamo la massima espressione del Concilio Vaticano II°, il Catechismo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2024/03/Papa-Franziscu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19395" title="papa-franziscu" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2024/03/Papa-Franziscu.jpg" alt="" width="605" height="462" /></a></p>
<p>Bei tempi quando i papi erano ancora dalla parte degli ultimi e degli aggrediti. Perché, per chi non lo sapesse, nonostante Papa Francesco abbia invitato Kiev ad “alzare bandiera bianca”, la Chiesa riconosce invece il diritto alla difesa e addirittura mediante l&#8217;uso di armi.</p>
<p>Ripassiamo la massima espressione del Concilio Vaticano II°, il <a href="https://www.vatican.va/archive/ccc_it/ccc-it_index_it.html" target="_blank">Catechismo</a> della dottrina cattolica (promulgato con la costituzione apostolica “Fidei depositum”). Vediamo gli articoli più esaustivi, tra i vari, al riguardo:</p>
<p>Art. 2265. <em>«La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l&#8217;ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell&#8217;autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità.»</em></p>
<p>In base a questo articolo Zelensky sarebbe dunque pienamente legittimato ad inviare truppe contro l&#8217;invasore russo, e non certo ad arrendersi alla violenza, alla sopraffazione e alla prepotenza dell&#8217;imperialismo del regime di Putin.</p>
<p>Ma se tale articolo non fosse abbastanza chiaro, il 2309 si spinge oltre:</p>
<p><em>«Si devono considerare con rigore le strette condizioni che giustificano una legittima difesa con la forza militare. Tale decisione, per la sua gravità, è sottomessa a rigorose condizioni di legittimità morale.</em><br />
<em>Occorre contemporaneamente:</em><br />
<em>a) che il danno causato dall’aggressore alla nazione o alla comunità delle nazioni sia durevole, grave e certo;</em><br />
<em>b) che tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci;</em><br />
<em>c) che ci siano fondate condizioni di successo;</em><br />
<em>d) che il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare. Nella valutazione di questa condizione ha un grandissimo peso la potenza dei moderni mezzi di distruzione.»</em></p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Questi articoli derivano a loro volta dalla Costituzione pastorale “Gaudium et spes”, promulgata a suo tempo da Papa Paolo VI°, tra i documenti principali del Concilio Vaticano II° (1965).</p>
<p>Dunque, perché Papa Bergoglio ha invitato le vittime dell&#8217;aggressione militare russa, gli ucraini, ad “alzare bandiera bianca”? Tutti i negoziati prebellici intentati dalle grandi potenze, Washington, Parigi e Berlino, in primis, fallirono.</p>
<p>I casi sono due: o, banalmente, a differenza del suo predecessore, Francesco non ha la giusta competenza per affrontare il suo mandato (e ciò ci porterebbe agli oziosi discorsi teologici sull&#8217;infallibilità papale), incrinando oltre un millennio di arte diplomatica vaticana. Oppure Francesco conosce bene la catechesi cattolica e allora ritiene che non sussista il comma C dell&#8217;ultimo articolo che abbiamo visto, quello relativo alle possibilità di successo dell&#8217;aggredito.</p>
<p>Ma questo sarebbe doppiamente grave, perché implicherebbe che lo Stato Pontificio sia caduto nella trappola della propaganda russa, che tende a presentare Mosca come un&#8217;imbattibile “superpotenza”. E senza considerare il concreto andamento del conflitto, che se per gli ucraini non è brillante, non lo è neppure per i russi, impantanati da oltre due anni nel fango, nel ghiaccio e nel sangue dei propri soldati, con avanzamenti simbolici di pochi chilometri, ad un costo altissimo, su macerie che finiscono puntualmente per perdere, arretrando.</p>
<p>Altra ipotesi, magari più inconfessabile, è che negli ambienti vaticani si sogni di tornare ad un equilibrio internazionale in cui gli investimenti russi all&#8217;estero non siano più soggetti alle limitazioni di alcune sanzioni.</p>
<p>Qualunque sia la verità, sappiamo però per certo che la Chiesa oggi esprime una posizione insidiosa per l&#8217;ordine internazionale, in quanto concede un vantaggio propagandistico enorme alla strategia comunicativa del Cremlino. Perché accresce nella pubblica opinione occidentale, e magari anche in alcuni nostri governi, la sbagliata idea di un&#8217;ineluttabilità del conflitto che si risolverebbe “a vantaggio di Mosca”, ad un prezzo sempre più salato. Stimolando ulteriormente l&#8217;appetito del regime putiniano, che così, non solo non nota un serio isolamento internazionale per le sue azioni, ma continua a trovare solide sponde di supporto che giustificano la sua guerra.</p>
<p>Si tratta di un momento di evidente debolezza della diplomazia vaticana, forse più grave rispetto ad altre minacce attraversate nella storia dalla Santa Sede, perché stavolta pare dettata più dal connubio di ideologia neoperonista, ingenuità e impreparazione, che altri motivi. E come ben sostiene il politologo Vittorio Emanuele Parsi, l&#8217;impressione è che, tra attendismo dovuto alla campagna elettorale USA, e ritardi militari europei, si sia creato un clima non dissimile da quello degli anni &#8217;30 del Novecento, in cui l&#8217;apatia e anche l&#8217;ignavia dei governi occidentali hanno lasciato campo libero al male per prosperare e diffondersi. Un male invece da affrontare con determinazione.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2024/03/URN-Sardinnya-Esteri-Il-papa-che-invitò-la-vittima-ad-arrendersi.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Servitù militari: Maninchedda parla di una politica di Difesa. Ma ne avremo una?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 16:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Al netto dei danni causati dai sovranisti della Giunta Pigliaru (anche stavolta l&#8217;assessore Maninchedda è riuscito a tacere sulla nuova istruttoria dell&#8217;Authority per l&#8217;energia a carico di Abbanoa), gli egocentrismi seguiti agli incontri sardisti di Torre Grande hanno lasciato un po&#8217; di politica sul tappeto. Il tema è quello delle basi militari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/10/NATOs-council-URN.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12744" title="NATO's council - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/10/NATOs-council-URN.jpg" alt="" width="329" height="223" /></a>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Al netto dei danni causati dai sovranisti della Giunta Pigliaru (anche stavolta l&#8217;assessore Maninchedda è riuscito a tacere sulla nuova istruttoria dell&#8217;Authority per l&#8217;energia a carico di Abbanoa), gli egocentrismi seguiti agli incontri sardisti di Torre Grande hanno lasciato un po&#8217; di politica sul tappeto. Il tema è quello delle basi militari.</p>
<p>Mentre il Generale Scalas di Fortza Paris ha proposto una digitalizzazione dei poligoni per ridurre le emissioni da fuoco nelle piattaforme locali, oggi <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/la-difesa-militare-della-sardegna-e-la-sovranita/" target="_blank">Maninchedda ha proposto</a> di far riunire la Giunta Pigliaru all&#8217;interno del poligono militare di Teulada. Sarebbe una mossa politica importante, più simbolica che risolutiva, ma efficace nella prospettiva di aprire un serio scontro istituzionale tra Stato e Regione per ridurre l&#8217;eccesso di basi militari.<br />
E se la Catalogna si appresta a disconoscere politicamente la Corte Costituzionale spagnola, facendo derivare il suo diritto alla sovranità dal popolo catalano prima che da quello spagnolo, i sardi dovranno pur iniziare a mettere in discussione il Diritto italiano se vorranno conquistare spazi in cui far pacificamente valere i propri diritti.</p>
<p>Ad ogni modo, con gli esperti militari ci parla anche il sottoscritto e credo che, come ho sempre sostenuto, una prospettiva futura non debba vederci distinti da una formula di collaborazione non interventista nel Patto Atlantico.</p>
<p>Ho però un&#8217;analisi leggermente diversa da quella espressa da Maninchedda. Gli USA stanno sì concentrandosi verso oriente da circa un decennio (l&#8217;abbandono de La Maddalena da parte del Pentagono, e non per merito di Soru, ne fu un segnale). Le nuovi crisi seguite alle “primavere arabe” tengono comunque alto il livello di attenzioni sul Mediterraneo, soprattutto in rapporto alla Russia che tornerà maggiormente sulla scena internazionale e tenterà di riaprirsi anche verso il nostro mare. Ma tecnicamente nessuno Stato nordafricano attaccherà mai la Sardegna, oggi siamo parte della NATO, indipendentemente dalle basse disponibilità della Difesa italiana. E anche in sua assenza, o nell&#8217;ipotesi di futura indipendenza della Sardegna, nessuna potenza europea, a partire dalla Francia, permetterebbe l&#8217;accesso militare nel Mediterraneo occidentale di uno Stato del continente africano. Oggi l&#8217;ISIS potrebbe affacciarsi solo nella sua dimensione terroristica, con elementi isolati, e non come vera e propria forza militare d&#8217;invasione.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In quanto agli USA, bisogna comprendere che i missili dislocati sul versante est-europeo non hanno una funzione militare ma politica, in ragione del tracciante energetico metanifero che la Russia esporta verso il motore industriale dell&#8217;Europa, cioè la Germania. Tale circostanza orienta la politica di Washington nel temere che Mosca possa incrementare in termini negativi la sua influenza politica sull&#8217;Europa, a tutto svantaggio dell&#8217;alleanza atlantica (posto di sapere a cosa serva in un mondo globalizzato conseguente alla guerra fredda).</p>
<p>L&#8217;unico modello su cui potrebbe ragionare una ipotetica repubblica sarda confederale e indipendente, nella nostra posizione geopolitica, ritengo che ricalcherebbe il sistema maltese. Dovremmo probabilmente riflettere su una piccola forza di Difesa, prevalentemente incentrata sul pattugliamento costiero in contrasto a finalità illecite e non contro terzi improbabili assalti militari, con una polizia interna. Potrebbe inoltre sviluppare accordi bilaterali di difesa coi vicini confinanti (sul modello del <a href="http://www.difesa.it/OperazioniMilitari/op_intern_corso/MICCD/Pagine/default.asp" target="_blank">MICCD</a> Italia-Malta, seguito ai fatti libici) e, nel caso, aderire al “<a href="https://www.pfpnet.org/organization/partnership-peace-network" target="_blank">Partenariato per la pace</a>”: si tratta di un programma destinato alla collaborazione tra Paesi NATO e Paesi non direttamente appartenenti al Patto Atlantico, le ragioni vertono sulla mutua collaborazione in termini di prevenzione, assistenza e sicurezza (numerosi militari sardi potrebbero così essere ricollocati).<br />
Ma questi sono comunque scenari futuri che, a mio avviso, avvicinandoci maggiormente ad una cultura “elvetica”, dovremmo affidare ad un referendum popolare. E a debita distanza dall&#8217;antimilitarismo ideologico, non spetta infatti ai nostri indipendentisti dire se la comunità sarda avrebbe bisogno o meno di un esercito e quali comportamenti tenere in rapporto al contesto geopolitico. Men che meno agitando fesserie come l&#8217;esempio del Costa Rica, citato dai pacifisti, perché si tratta di un Paese privo di esercito ma dotato di un corpo di polizia con forti tratti autoritari, munito di istituzioni in cima alle classifiche della corruzione internazionale.</p>
<p>Per stare coi piedi per terra, se si volesse realmente fare uno Stato, credo sarebbe opportuno iniziare a non gettare via metà finanziaria regionale in sanità, scuole forestali ed enti idrici e forse troveremo qualche spicciolo anche per altri settori&#8230;</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/10/URN-Sardinnya-Lopinione-Sulla-futura-Difesa-sarda.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Pigliaru parla, la Difesa agisce: il 22 settembre ripresa delle esercitazioni nei poligoni Sardi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 15:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. A Roma sono rimasti “impressionati” dal discorso del governatore Pigliaru in Consiglio Regionale contro le servitù militari. Così impressionati che hanno risposto con pernacchie. Infatti non ci sarà nessuna moratoria ai test, l&#8217;agenda delle esercitazioni va avanti, e il 22 settembre si sparerà a Quirra-Capo San Lorenzo e sulla costa di Teulada, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/Missile-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10463" title="Missile - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/Missile-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>A Roma sono rimasti “impressionati” dal discorso del governatore Pigliaru in Consiglio Regionale contro le servitù militari. Così impressionati che hanno risposto con pernacchie. Infatti non ci sarà nessuna moratoria ai test, l&#8217;agenda delle esercitazioni va avanti, e il 22 settembre si sparerà a Quirra-Capo San Lorenzo e sulla costa di Teulada, mentre le avide mani dello Stato centrale conteranno i bigliettoni che verranno incassati anche da questa impresa.<br />
Oggi nei cieli dell&#8217;abitato di Siniscola, in Baronia, attorno alle 13 e 30 sono passati due jet militari a bassa quota, condotti da un equipaggio di balordi, in evidente violazione delle regole che vietano il sorvolo ad una altezza tanto ravvicinata. Succede da sempre e in mezza Sardegna, col rischio di drammatici incidenti che potrebbero causare una strage. Oltre che malori a carico di quella fascia di popolazione anziana o che soffre di cardiopatie, a causa del suono dovuto allo spostamento d&#8217;aria. Ma nessuno protesta.</p>
<p>Il giornalista Vito Biolchini <a href="http://www.vitobiolchini.it/2014/09/11/sabato-tutti-a-capo-frasca-i-cinque-fattori-che-hanno-convinto-anche-i-non-indipendentisti-a-manifestare/" target="_blank">mi chiede</a> con quali armi potremmo liberarci di queste servitù, io potrei chiedere a Biolchini come mai in passato ha sostenuto una Costituzione che ci vieta, in quanto Regione, di opporci a queste fregature. Se la sinistra regionale non inizia a mettere in discussione la struttura delle nostre istituzioni, significa che continuerà a lamentarsi della tegola che ci piomberà puntualmente sulla testa senza mai fare nulla per aggiustare il tetto.<br />
Ciò premesso, una prima risposta alla domanda di Biolchini, e che mi è stata posta anche dal sociologo Marco Zurru, la troviamo nello stesso discorso di Pigliaru. Oggi sappiamo che l&#8217;Esercito ha distrutto circa 13 insediamenti nuragici provvisti di torri all&#8217;interno di un sito comunitario protetto. E&#8217; una devastazione unica nel mondo occidentale, uno Stato del G8 rade letteralmente al suolo un patrimonio tutelato. Significa che mentre in passato la sinistra si sbracciava nelle piazze per la Costituzione, dei signori in mimetica avanzavano con le ruspe per spianare un sito archeologico trasformandolo in parcheggio per mezzi blindati, mentre altri siti venivano parzialmente abbattuti da colpi di artiglieria durante le esercitazioni. Di tutto questo all&#8217;interno del discorso di Pigliaru non c&#8217;è traccia, neppure nella sua richiesta di ridimensionamento dei poligoni, con la diminuzione di 7.000 ettari. Che significa? Che <span style="text-decoration: underline;">Pigliaru non sta utilizzando tutti gli strumenti legislativi a sua disposizione</span> per ostacolare le nefandezze della Difesa sul nostro territorio. La linea scelta dal governatore è esclusivamente politica ed eccessivamente morbida. E&#8217; deficitaria sul piano legale, perché, essendo Pigliaru forse mal consigliato da qualcuno dei suoi, si è concentrato unicamente nella denuncia degli incendi di Capo Frasca, ignorando il resto. E&#8217; passato il messaggio politico che un civile non può modificare casa sua senza causare un abuso edilizio, mentre un militare può distruggere impunemente un patrimonio della collettività senza pagarne i danni. Danni che non hanno responsabilità penale e finanziaria. Pigliaru si è limitato a dire che serve uno studio sul mancato sviluppo che i poligoni comporterebbero, si sarà scordato di valutare i problemi già causati.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Biolchini inoltre confonde il ruolo istituzionale di Pigliaru con quello degli indipendentisti: se il primo può scegliere una tattica negli stretti spazi che la legislazione italiana gli consente, agli indipendentisti rimane il ruolo dell&#8217;intransigenza, senza la quale il tema non avrebbe toccato gli attuali livelli di attenzione (incluse le azioni di Unidos e la linea editoriale de L&#8217;Unione Sarda). Non possiamo pretendere che Pigliaru e il movimento anti-basi condividano le stesse forme di lotta, ma neppure che il movimento debba essere unicamente speculare all&#8217;azione di Pigliaru. Proprio perché si tratta di una complessa partita a scacchi l&#8217;indipendentismo non avrebbe mai potuto procedere chiedendo una parziale dismissione, o sarebbe passato un altro messaggio politico, quello di pensare che, tutto sommato, “i poligoni che sparano proiettili all&#8217;uranio impoverito sono utili allo sviluppo del territorio”. Perché con quest&#8217;ultimo messaggio Pigliaru non avrebbe aperto neppure la debole vertenza attuale.<br />
Il governatore da parte sua, oltre all&#8217;approfondire la linea legalitaria di cui sopra, pur non avendo molti spazi di manovra, manca della volontà di esercitare una pressione maggiore sullo Stato centrale (prima ho citato i jet a bassa quota), ma si trovano numerosi espedienti e pretesti coi quali martellare la Difesa italiana per fargli capire che il tempo in cui tutto gli era concesso è finito. Contestualmente bisogna aprire col primo ministro italiano una vertenza complessiva della questione Sarda, senza farci impelagare nei classici tavoli tecnici dei singoli ministeri. Ma tale vertenza produrrebbe risultati solo se abbinata a) ad una miliardaria richiesta di risarcimento danni; b) ad uno sviluppo della sovranità Sarda incentrata sulla riforma dello Statuto Autonomo, con la revisione dell&#8217;autonomia fiscale e culturale (non mi pare tuttavia che la Giunta sia impegnata su questo versante). E senza questi elementi a Roma comprendono che non facciamo sul serio. I sovranisti poi vorrebbero fare uno Stato, ma per il momento ai lavori pubblici faticano anche a terminare una superstrada. Forse si stanno perdendo di vista gli obiettivi primari.</p>
<p>Al movimento indipendentista invece rimane l&#8217;arma dell&#8217;ostruzionismo tramite la non violenza: cioè ad esempio potrebbe bloccare materialmente il passaggio dei mezzi blindati in comunicazione fra i poligoni Sardi. Nel 1969 l&#8217;iniziativa di Pratobello funzionò &#8211; non tanto per la manifestazione in se &#8211; ma perché la presenza fisica degli orgolesi occupò l&#8217;area su cui doveva sorgere un poligono di tiro. E lo Stato, non potendo reprimere con la violenza così tante persone senza crearsi danni di immagine, si ritirò. Dubito però che nel PD che manifesterà a Capo Frasca ci sia l&#8217;idea di sporcarsi la cravatta.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Pigliaru-parla-e-la-Difesa-agisce.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Collu (ProgReS): Il presidente Pigliaru continua a fare il gioco dei vertici militari e dello Stato italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 22:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Purtroppo il Presidente Pigliaru conferma le nostre peggiori preoccupazioni – sostiene Gianluca Collu, segretario nazionale di ProgReS – e dopo la candida ammissione che ci sarebbero stati degli “incontri informali” con il ministero della difesa di cui nessuno è stato informato, ora si rimangia le richieste fatte solo qualche mese fa alla conferenza sulle servitù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />«Purtroppo il Presidente Pigliaru conferma le nostre peggiori preoccupazioni – sostiene Gianluca Collu, segretario nazionale di <a href="http://progeturepublica.net/" target="_blank">ProgReS</a> – e dopo la candida ammissione che ci sarebbero stati degli “incontri informali” con il ministero della difesa di cui nessuno è stato informato, ora si rimangia le richieste fatte solo qualche mese fa alla conferenza sulle servitù militari a Roma in cui chiedeva la dismissione delle basi di Capo Frasca e Teulada accontentandosi di una “riduzione” degli ettari occupati dalle basi.» «Con questo atteggiamento – prosegue Collu &#8211; il Presidente Pigliaru e la sua maggioranza dipendentista di fatto fanno il gioco e gli interessi dello stato italiano, che potrebbe anche concedere una piccola riduzione degli ettari occupati in cambio del via libera a tutti i progetti della Difesa, dai villaggi in stile mediorientale a Teulada alla mancata bonifica a terra e a mare di Capo Frasca e delle spiagge intorno a Capo Teulada, senza contare che la base di Quirra dovrà continuare ad ospitare tutte le peggiori sperimentazioni belliche.» «Di fronte a questo governo senza la minima volontà di cambiare realmente il futuro dei sardi, l&#8217;unica possibilità della società e della politica sarda che ha a cuore gli interessi della nazione Sarda è aderire alla manifestazione del 13 Settembre a Capo Frasca, da cui verrà un segnale inequivocabile per la dismissione, le bonifiche e la riconversione economica di tutti i poligoni italiani in Sardegna.»</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Collu-di-ProgReS-su-Pigliaru-e-Difesa.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/Manifestazione-13-settembre-2014-Manifesto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10422" title="Manifestazione 13 settembre 2014 - Manifesto" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/09/Manifestazione-13-settembre-2014-Manifesto.jpg" alt="" width="600" height="843" /></a></p>
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		<title>ProgReS: Trattative segrete fra Pigliaru e Ministero della Difesa?</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 12:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La politica sarda negli ultimi mesi è stata costellata di conferenze stampa, comunicati e annunci che declamavano i “grandi risultati” ottenuti dalla giunta Pigliaru ed esibivano pubblicamente una finta contrapposizione con lo stato italiano ed il governo Renzi. Chi non ricorda i titoli sul mancato accordo tra il presidente Pigliaru e il ministero della difesa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/08/MinDi-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10364" title="MinDi - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/08/MinDi-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="332" /></a>La politica sarda negli ultimi mesi è stata costellata di conferenze stampa, comunicati e annunci che declamavano i “grandi risultati” ottenuti dalla giunta Pigliaru ed esibivano pubblicamente una finta contrapposizione con lo stato italiano ed il governo Renzi. Chi non ricorda i titoli sul mancato accordo tra il presidente Pigliaru e il ministero della difesa italiano sulle servitù militari?<br />
Ma, a leggere bene i documenti e ad ascoltare con attenzione “le voci” che si sentono nei corridoi della politica, la situazione si presenta diversa da quella che la maggioranza unionista-dipendentista al governo regionale vorrebbe far intendere. Del resto il ministro della difesa Pinotti lo aveva annunciato subito dopo la mancata firma dell’intensa tra regione autonoma e ministero: «Con la Sardegna apriamo un tavolo bilaterale per arrivare insieme a un’intesa».<br />
Ci sarebbe infatti una trattativa aperta con i vertici militari ed il ministero, di cui sarebbero all’oscuro molti collaboratori dello stesso presidente e gran parte degli esponenti meno influenti della sua maggioranza, evidentemente ben più interessati a sfruttare i privilegi dell’essere diventati insperatamente consiglieri piuttosto che interessati agli interessi dei sardi e di quello che gli succede sotto il naso.<br />
In questa trattativa, al di la degli annunci pubblici del presidente che chiedeva la dismissione totale dei poligoni di Teulada e di Capo Frasca e la “riqualificazione” del poligono di Quirra, la posizione attuale di Pigliaru sarebbe quella di accontentarsi solo di qualche “dismissione parziale” a Teulada. Si parlerebbe di qualche spiaggia ed alcuni ettari di territorio che effettivamente non sono mai stati interessati da attività militari su gli oltre 7200 ettari totali della base, e che a norma dello statuto sardo la difesa avrebbe già dovuto dismettere. Insomma, i militari cederebbero qualche loro privilegio, come la parte di spiaggia privata a Portu Tramatzu o qualche altra piccola area, consentendo al governo regionale di fare un’altra conferenza stampa o un’altro annuncio.<br />
Ovviamente, nella trattativa, ci sarebbero anche le richieste dei militari. La prima sarebbe il rientro immediato nei ranghi e la firma dell’intesa con il ministero della difesa che sancisce “l’indispensabilità dei poligoni sardi per il sistema di difesa italiano” e dunque la rinuncia in perpetuo a qualunque altra futura rivendicazione (sul modello dell’accordo sul patto di stabilità in cui la Sardegna rinuncia a contenziosi per miliardi di euro).<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ma il ministero della difesa sarebbe molto interessato anche al capitolo bonifiche: dopo che il parlamento ha innalzato di oltre cento volte i valori di “inquinamento consenti” con il voto favorevole dei parlamentari sardi del PD, i vertici militari puntano al colpo di spugna sia sul versante delle responsabilità penali, sia su quello del risanamento ambientale, sia su quello dei sequestri dei poligoni da parte della magistratura, ed è evidente che una posizione ancora “più morbida” e “più accondiscendente” del presidente Pigliaru sarebbe auspicabile dalla lobby industriale-politica-militare che vuole continuare a bombardare la Sardegna.<br />
Nella partita sarebbero anche i due villaggi in stile arabo e mediorientale da edificare all’interno del poligono di Teulada in totale spregio di tutte le norme paesaggistiche e urbanistiche e a cui il governo Pigliaru si è pubblicamente opposto. E non è detto che i militari non puntino nuovamente alla pista per droni all’interno del poligono di Teulada e al progetto di mega impianto fotovoltaico da 60 MW a beneficio esclusivo delle attività belliche della base sulcitana.<br />
Come partito che da sempre si batte per la dismissione, la bonifica e la riconversione di tutti i poligoni militari presenti in Sardegna, unica strada perseguibile per garantire un futuro alla nostra terra, chiediamo formalmente al presidente Pigliaru:<br />
1. È vero che questa trattativa e questa interlocuzione con il ministero della difesa esiste?<br />
2. Perché di questa trattativa non ne sono informate le popolazioni locali, l’opinione pubblica sarda ed il Consiglio regionale?<br />
3. Quali sono le richieste dei vertici militari e del ministero?<br />
4. Perché non da seguito concreto alle sua pretesa volontà di dismissione totale di Teulada e Capo Frasca varando dei provvedimenti per mettere sotto sequestro le basi inviando il corpo forestale sardo ad impedire le attività belliche?<br />
5. Perché al posto di “dialogare” con lo stato italiano che difende i propri interessi nazionali e non ha alcuna intenzione di rispettare i diritti dei sardi e dismettere la sua occupazione militare della Sardegna, non si rivolge presso le sedi internazionali deputate a far rispettare i diritti dei popoli?<br />
Il presidente Pigliaru, come tutti i suoi predecessori, è di fronte ad un bivio: può proseguire nel suo dialogo solitario con le istituzioni italiane comandate dai suoi capi-partito italiani ovvero confermare la dipendenza della Sardegna, oppure può cambiare totalmente la sua politica e coinvolgere ed unirsi al suo Popolo e far valere i diritti della nazione sarda.<br />
I sardi, in ogni caso, si stanno già unendo tra loro per debellare per sempre dalla nostra terra la dipendenza nella sua forma più aberrante, ovvero l’occupazione militare.</p>
<p><em><a href="http://progeturepublica.net/comunicati/pigliaru-avviato-trattative-segrete-ministero-difesa/#.VAMXEGPitjY" target="_blank">ProgReS</a>, 30-08-14.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/08/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-ProgReS-su-Pigliaru-e-Difesa.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Difesa: Londra invia Ministro in Scozia e rimedia figuraccia. E in Sardegna?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 12:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la proverbiale tradizione britannica, Londra non si opporrà al referendum sull&#8217;indipendenza scozzese, a dimostrazione di una consolidata cultura liberale, ben diversa ad esempio da quella giacobina della Repubblica Italiana, dove ogni forma di secessione o indipendenza è proibita. Tuttavia le istituzioni londinesi contano sul democratico fallimento del referendum e da diversi mesi hanno avviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Trident-II-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8208" title="D5LAUNCH" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Trident-II-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="398" /></a>Con la proverbiale tradizione britannica, Londra non si opporrà al referendum sull&#8217;indipendenza scozzese, a dimostrazione di una consolidata cultura liberale, ben diversa ad esempio da quella giacobina della Repubblica Italiana, dove ogni forma di secessione o indipendenza è proibita. Tuttavia le istituzioni londinesi contano sul democratico fallimento del referendum e da diversi mesi hanno avviato una campagna propagandistica fatta di dichiarazioni, opinioni, comunicati e pareri di esperti vari per arrivare all&#8217;obiettivo, orientando negativamente l&#8217;opinione pubblica. Sulla base di questa linea, lo scorso <a href="http://www.businessforscotland.co.uk/12-defence-facts-that-the-no-campaign-dont-want-you-to-know/" target="_blank">otto ottobre</a> il Ministro della Difesa si è recato a Edimburgo per sottolineare gli “strategici benefici” della permanenza scozzese nel Regno Unito, e quelli derivanti alla sicurezza del territorio, paventando i rischi in caso di indipendenza, nonché la perdita degli onerosi contratti militari. Ma il Ministro Philip Hammond ha trovato pane per i suoi denti, il movimento nazionalista scozzese al governo della Scozia è stato rappresentato dall&#8217;esperto militare Stuart Crawford, il quale ha ricordato all&#8217;emissario di Westminster alcuni dati fondamentali: nel corso degli ultimi anni Londra ha tagliato il numero delle truppe dislocate in Scozia, ha chiuso tutte le basi di difesa aerea, ha tenuto solamente 5 elicotteri preposti alla sicurezza ed ha tenuto una sola nave militare di tipo convenzionale a tutela del territorio. Ma, cosa ben più grave, è emerso che gli scozzesi nel biennio 2011-12 hanno versato per la difesa del Regno Unito 3,4 miliardi di sterline, a fronte dello scarso ritorno investito sul territorio. Il piano nazionalista di Crawford per il movimento SNP prevede invece un investimento scozzese per una Difesa indipendente stimato in 2,5 miliardi di sterline per ogni analogo lasso di tempo. Nel modello Crawford sono presenti persino 25 unità navali a tutela della Scozia, con un risparmio complessivo di un miliardo di sterline rispetto alle commesse gestite da Westminster. Il piano è stato sviluppato anche sulla base dei volumi di spesa considerati equivalenti a quelli dei Paesi scandinavi per il quadrante nord-occidentale dell&#8217;Europa, e consentirebbe anche analogo impiego di unità militari per pattugliamenti commerciali nel globo in aree a rischio di pirateria, nonché per esprimere un piccolo contingente di pace per missioni umanitarie richieste dalla Comunità Internazionale. Crawford ha inoltre ricordato che le unità militari di Norvegia, Danimarca ed altri Paesi risultano più performanti nell&#8217;area del Mare del Nord e dell&#8217;Artico in rapporto ai costi del sistema Westminster per lo stesso servizio. E&#8217; quindi l&#8217;Inghilterra a beneficiare maggiormente dei versamenti scozzesi nel settore e non l&#8217;opposto. Ma non è finita, Crawford ha illustrato anche i benefici per l&#8217;occupazione derivanti dallo smantellamento del programma Trident, i missili nucleari adottati durante il programma NATO avviato nel corso della guerra fredda, installati fra USA e Regno Unito. Dopo tale confronto, al Ministro della Difesa britannico sono rimasti ben pochi argomenti con cui replicare allo Scottish Nationalist Movement, squalificando totalmente l&#8217;obiettivo della sua missione, che si è risolto unicamente a vantaggio degli indipendentisti.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />La Sardegna nei confronti dell&#8217;Italia vanta invece un&#8217;altra tipologia di credito nella Difesa verso Roma, che è data dall&#8217;eccesso di servitù militari sparse nell&#8217;isola, mentre al contrario potrebbe sviluppare in un prossimo futuro un apparato di difesa esclusivamente costiero, di prevenzione e di monitoraggio, sul modello della Repubblica di Malta. La nostra differenza rispetto alla Scozia è che abbiamo un indipendentismo ideologicamente immaturo, ed incapace di attirare fra le proprie fila un capace personale militare destinato a riformare il settore in base ai nostri interessi strategici (vedere anche <a href="http://www.sanatzione.eu/2013/09/interessi-strategici-fra-egitto-e-corsica-per-una-politica-estera-della-sardegna/" target="_blank"><em>Sa Natzione, 01-09-13</em></a>). Si stima che oltre 5.000 Sardi siano parte dell&#8217;Esercito Italiano. Fra basi e personale la Sardegna è la Regione più sacrificata d&#8217;Italia, a tutto vantaggio delle aristocrazie militari romane, dove gli sperperi delle commesse non toccano sicuramente alcun investimento a vantaggio della nostra isola e dei nostri militari, che spesso sono costretti ad operare in condizioni di assoluta mancanza di sicurezza, col miraggio di assicurare quella degli altri. In Sardegna ministri, ammiragli e generali possono fare il bello ed il cattivo tempo senza che la nostra politica abbia qualcosa da obiettare.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/URN-Sardinnya-Esteri-Difesa-Sarda-e-Scozzese.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Marco Diana: &#8216;A novembre sarò morto, ma prima azione eclatante verso lo Stato&#8217;</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2013/07/marco-diana-a-novembre-saro-morto-ma-prima-azione-eclatante-verso-lo-stato/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jul 2013 20:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il militare Sardo ammalato per cause di servizio è stanco di lottare contro negligenza e burocrazia e dichiara a Sa Natzione: “Mi son venduto persino dei mobili in noce e qualche catenina d&#8217;oro, sto vendendo la casa. Roma continua a non pagare la mia assistenza, nonostante tutte le sentenze in mio favore certifichino questa necessità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Militare-Marco-Diana-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7587" title="Militare Marco Diana - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/Militare-Marco-Diana-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="250" /></a>Il <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/11/uranio-e-dintorni-intervista-al-maresciallo-marco-diana/" target="_blank">militare Sardo ammalato per cause di servizio</a> è stanco di lottare contro negligenza e burocrazia e dichiara a Sa Natzione: <em>“Mi son venduto persino dei mobili in noce e qualche catenina d&#8217;oro, sto vendendo la casa. Roma continua a non pagare la mia assistenza, nonostante tutte le sentenze in mio favore certifichino questa necessità. Mentre alla ASL qualcuno fa ostruzionismo, come se dovessero pagare loro ciò che compete allo Stato”.</em></p>
<p>Ma non è tutto, perché nessun politico regionale, provinciale o parlamentare Sardo pare seriamente essersi interessato a questa drammatica vicenda. L&#8217;ex ministro della Difesa La Russa, pur non avendo ottenuto risultati, è stato più attento. Con la solidarietà non si pagano i costi dell&#8217;assistenza, dei viaggi, dei medicinali e degli integratori. E con rammarico Marco tiene a sottolineare che, nonostante il recente impegno della stampa locale sulla sua vicenda, in Sardegna il clamore non ha sortito gli effetti sperati. <em>“A novembre o dicembre sarò morto, le scorte mi bastano solo per pochi mesi, e io non ho neppure i soldi e il tempo per fare causa ai responsabili di questa lenta condanna a morte. La colletta degli amici non è sufficiente. E c&#8217;è persino chi mi attacca con delle falsità, senza verificare gli atti”.</em><br />
E così, se entro pochi giorni non si troverà una soluzione contro uno Stato che non assolve ai propri doveri verso i suoi servitori e verso i suoi cittadini, Marco Diana, in compagnia del sindaco di Villamassargia, si recherà a Roma per una iniziativa eclatante.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/07/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Marco-Diana-a-Roma-contro-Stato.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" /></strong></p>
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<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>In Sardegna esercitazioni militari con i bagnanti: Class action e interrogazioni contro Ministero della Difesa</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 12:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono di una gravità estrema le esercitazioni militari “Amphex 2012” tenute dallo Stato Italiano nella zona sudoccidentale della Sardegna. In particolar modo quelle relative alla giornata del 27 maggio scorso. A fronte delle 20 Regioni Italiane e di una penisola circondata dal mare, il Mar Tirreno e il Mar di Sardegna sono state le uniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/05/T-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4713" title="T-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/05/T-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="218" /></a>Sono di una gravità estrema le esercitazioni militari “Amphex 2012” tenute dallo Stato Italiano nella zona sudoccidentale della Sardegna. In particolar modo quelle relative alla giornata del 27 maggio scorso. A fronte delle 20 Regioni Italiane e di una penisola circondata dal mare, il Mar Tirreno e il Mar di Sardegna sono state le uniche aree interessate dalle operazioni che si sono svolte persino a ridosso dei bagnanti nelle spiagge di Masua e Tuerredda.</p>
<p>Benché si sia trattato di una comune simulazione bellica, le numerose segnalazioni da parte di turisti e residenti intimoriti dai boati e dalla movimentazione dei mezzi aeronavali a bassa quota e in prossimità della costa, inducono a ritenere profondamente gravi le modalità dell&#8217;intervento, con enorme rischio di incidenti per l&#8217;incolumità dell&#8217;ambiente, delle persone e con l&#8217;evidente danno di immagine all&#8217;industria turistica locale.<br />
Pur non essendo avversi alle Forze Armate, chiediamo agli imprenditori locali, alle associazioni di categoria, ai Comuni, ai Consiglieri, alla Giunta regionale ed ai Parlamentari Sardi di attivarsi per attenzionare e sanzionare l&#8217;operato del Ministero della Difesa sulla liceità delle operazioni condotte in spregio alle più elementari norme di sicurezza, di lealtà istituzionale e di buonsenso.</p>
<p><em>29-05-12, Bomboi Adriano,<br />
</em></p>
<p><em>Ass.ne U.R.N. Sardinnya.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Denuncia-Amphex-2012.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a><em><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu"><strong>www.sanatzione.eu</strong></a></p>
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		<title>Difesa USA e Stanford University alleate nello studio del terrorismo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 23:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Seal-of-US-Defense-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2123" title="Seal of US Defense - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Seal-of-US-Defense-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="235" height="234" /></a>E&#8217; solo del 2010 l&#8217;ennesima evoluzione dello studio riguardante la fenomenologia terroristica internazionale.<br />
La globalizzazione ha fatto maturare livelli tali di interdipendenza tra Stati che ormai, al Pentagono stesso, la catasta di profili e potenziali minacce elaborata dai più grandi analisti a disposizione non soddisfa più completamente gli alti standard di prevenzione delle minacce a cui guarda Washington.</p>
<p>Fu con tali esigenze che nel 2008 nacque la “Minerva Initiative”, una comunità di ricerca scientifica incaricata di studiare il passato, il presente ed il futuro dei mutamenti geopolitici mondiali, con riferimento alle potenziali aggressioni agli USA; con lo studio delle teorie di deterrenza a tali aggressioni e con la capacità di fornire analisi sempre più accurate nella previsione degli scenari futuri.<br />
Questa comunità, direttamente sponsorizzata dal Pentagono, si avvale dell&#8217;utilizzo di esperti su tutti i livelli, non ultimi quelli derivanti dai prestigiosi circuiti della ricerca universitaria.<br />
Tra i vari, l&#8217;Iniziativa “Minerva” collabora con la californiana Stanford University. Una delle più celebri accademie del mondo, all&#8217;avanguardia nel settore delle nuove tecnologie (da essa arrivano i fondatori di Google e della Hewlett-Packard) e dello studio per lo sviluppo delle relazioni internazionali.<br />
Tra i dipartimenti della Stanford vi è il CISAC (Center for International Security and Cooperation), ultimamente investito di un nuovo lavoro: quello di creare uno spazio multimediale nel quale sarà inserita una mappa genealogica sui gruppi terroristici/rivoluzionari conosciuti.<br />
Non si tratta di un semplice spazio di catalogazione come ve ne sono già tanti, si tratterà di un centro di valutazione dei dati nel quale saranno create delle proiezioni comportamentali sull&#8217;evoluzione degli elementi individuati. Ad esempio si studierà il rapporto dei gruppi terroristici nei confronti della popolazione, o meglio, l&#8217;evoluzione, ed il loro adattamento nel tempo e nel contesto vissuto, di questi comportamenti; di quelli nei confronti del Governo (in questo caso verso quello USA ed alleati); le loro potenziali azioni e le eventuali relazioni tra gruppi più o meno diversi operanti sotto un profilo di illegalità o aventi l&#8217;obiettivo di sostituirsi (od integrare) il potere costituito.<br />
Nello specifico, i parametri di catalogazione della griglia saranno orientati sui seguenti punti:</p>
<p>- Il nome del gruppo, compresi pseudonimi;<br />
- Una storia con una sequenza temporale, anche se il gruppo è attivo, inattivo o sciolto;<br />
- Gli obiettivi del gruppo/ideologia;<br />
- Dirigenti chiave;<br />
- Dimensione del gruppo (per data);<br />
- Risorse, sotto forma di denaro e armi;<br />
- Gli elementi situati oltre le capacità di intervento ed influenza;<br />
- Date degli attacchi conosciuti (scansione dalla prima all&#8217;ultima);<br />
- Obiettivi sensibili;<br />
- Area delle operazioni;<br />
- Tattiche;<br />
- Attività politiche (per data);<br />
- Principali esperienze operative (per data);<br />
- Gruppi scissionisti noti (per data);<br />
- Rapporti con altri gruppi (per data);<br />
- Relazioni con la popolazione circostante/sostegno popolare;<br />
- Definizione caratteristiche/grandi eventi.</p>
<p>Il team, inizialmente finanziato con 500.000 dollari su base triennale, sarà patrocinato dall&#8217;esperta del settore Martha Crenshaw, la quale ha riconosciuto che la principale difficoltà di questo lavoro consisterà essenzialmente nella difficoltà di registrare dei dati in rapido e costante mutamento, affinché si possa fornirne valutazioni attendibili.<br />
Il progetto universitario si concentrerà nella sua fase iniziale sul caso Pakistano.<br />
Progetti per il futuro riguardano la ricerca in espansione per includere i gruppi in America Latina, Europa, Medio Oriente e gli Stati Uniti e, se il tempo e le risorse lo permetteranno (al di là degli studi dell&#8217;Iniziativa “Minerva” sul Pacifico), ci sarà anche uno spazio per includere i principali gruppi storici come il movimento rivoluzionario russo.</p>
<p>Non che il Pentagono non svolgesse già attività simili, ma stavolta, volente o nolente, il terrorismo globale è entrato definitivamente nell&#8217;era dell&#8217;hi-tech.</p>
<p>Fonti:</p>
<p>CISAC &#8211; Stanford University (CA): http://cisac.stanford.edu/</p>
<p>“Initiative Minerva” &#8211; Dipartimento della Difesa USA: http://minerva.dtic.mil/</p>
<p>Dipartimento della Difesa USA: http://www.defense.gov/</p>
<p>Pentagono: http://pentagon.afis.osd.mil/</p>
<p><em>Di Floris Maurizio.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Esteri-Pentagono%20e%20Scienza%20contro%20il%20terrorismo.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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