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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; degrado</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Quel degrado morale, sociale ed economico della politica sarda</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 23:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine del Pigliaru sorridente di fronte ai pescatori che hanno ricevuto un indennizzo per non pescare è il sintomo dei nostri tempi. Il sintomo del degrado di responsabilità della nostra classe politica, che distribuisce soldi pubblici – come se arrivassero dal cielo &#8211; per non lavorare. Le fasce tricolori applaudono, i cretini le seguono. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>L&#8217;immagine del Pigliaru sorridente di fronte ai pescatori che hanno ricevuto un indennizzo per non pescare è il sintomo dei nostri tempi. Il sintomo del degrado di responsabilità della nostra classe politica, che distribuisce soldi pubblici – come se arrivassero dal cielo &#8211; per non lavorare. Le fasce tricolori applaudono, i cretini le seguono. Ma la genesi di questo suicidio arriva da lontano, mentre persino gli indipendentisti appaiono imprigionati nell&#8217;estetica di un “popolo operaio” d&#8217;altri tempi, incapaci di interpretare i mali fondamentali del territorio. Che sia il caso di varare una nuova politica indipendentista? &#8211; Di Adriano Bomboi; con interventi di Marco Bassani, Nino Loi e Andrea Nonne.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/11/Tricolore-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14513" title="Tricolore - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/11/Tricolore-URN.jpg" alt="" width="605" height="349" /></a></p>
<p>L&#8217;immagine del Pigliaru sorridente di fronte ai pescatori che hanno ricevuto un indennizzo per non pescare è il sintomo dei nostri tempi. Il sintomo del degrado di responsabilità della nostra classe politica, che distribuisce soldi pubblici – come se arrivassero dal cielo &#8211; per non lavorare. I pescatori dell&#8217;area di Capo Frasca potranno così assistere felici ai bombardamenti del poligono militare che impedisce loro di produrre. Le fasce tricolori applaudono, i cretini le seguono.</p>
<p>La dignità è un&#8217;altra cosa. L&#8217;economia pure: quando una comunità consuma ricchezza e cessa di produrne di nuova, non esistono artifici di bilancio che tengano. Come la morte, il fallimento è certo, tranne la data in cui accadrà.</p>
<p>Ma da dove arriva questa follia collettiva? La condotta suicida intrapresa dalla politica regionale ha i suoi esempi in quella statale. Delle sue origini ne offre un arguto ritratto Marco Bassani, storico delle dottrine politiche:</p>
<p><em>“La Destra (storica) era composta da persone piuttosto responsabili e sane di mente, anche se perseguì su tanti fronti politiche scellerate (la follia stava nell&#8217;unificazione, non in Sella, Ricasoli, Minghetti). Il primo punto del programma era il pareggio del bilancio. Appena fu conseguito, e annunciato nel 1876 da Marco Minghetti, costoro furono spazzati via per sempre. Da allora i politici di lingua italiana giurano su un altare di bibbie che mai e poi mai applicheranno un minimo di prudenza per quello che riguarda i conti pubblici. 140 anni di follia fiscale e di bilancio son dovuti anche a una lezione della storia mal interpretata, ma ben appresa”.</em></p>
<p>Oggi la malapianta di questa politica ha radici ovunque, persino nel sardismo e soprattutto nei suoi derivati: pensiamo alla presunta “Agenzia Sarda delle Entrate” promossa dal Partito dei Sardi. Un ente, ovviamente spesato dai contribuenti, che riscuoterà poco e nulla, sia perché lo Stato continuerà a prelevare i propri tributi senza affidare tale compito alla Regione (presunta Autonoma); sia, soprattutto, perché la sedicente Regione Autonoma non ha il potere di stabilire la natura e il volume dell&#8217;imposizione fiscale generale che grava sul territorio amministrato.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Nel frattempo sprechi e bagordi non accennano a placarsi, accade in ogni settore. Ecco un commento del sardista Nino Loi sulla manovra di salvataggio dell&#8217;aeroporto di Alghero:</p>
<p><em>“Due esempi su cento:</em><br />
<em>1) All&#8217;aerostazione ci sono più luci accese che a Milano Linate, di giorno (con il sole che imperversa sulla Riviera del Corallo); e di notte, che non fa differenza tra i due siti;</em><br />
<em>2) Sempre ad Alghero, per percorrere appena 100 metri dallo scalo dell&#8217;aereo all&#8217;aerostazione, c&#8217;è il pullman. </em><br />
<em>La giunta regionale, ora è ufficiale, ha predisposto il disegno di legge da portare in consiglio che prevede uno stanziamento di 15 milioni per ricapitalizzare e ripianare le perdite di Sogeaal, società di gestione dell&#8217;aeroporto di Alghero, ma non pensiate che sia finita perché ne serviranno almeno altri 15, di milioni, per metterla in linea di galleggiamento”.</em></p>
<p>Secondo Andrea Nonne, operatore del gruppo Mediobanca, la precaria salute economica dell&#8217;isola si agita in un quadro culturale abbastanza deprimente:</p>
<p><em>“Son sempre più convinto che il male più grave dell&#8217;economia sarda risieda nel livello del dibattito relativo alla stessa, sempre più statico, provinciale e scadente. Si continua a dare centralità a concetti che non ne hanno (consumo di prodotti sardi, agenzia delle entrate, aspettative eccessive sulle potenzialità del turismo sardo) e che in qualche caso oltrepassano la soglia del buon senso minimo (ad esempio vedendo come negativo il fatto che imprese sarde vengano acquistate da gruppi esterni). Se non cambia il livello di questo dibattito, sperare in un miglioramento della politica economica di chi ci governa è decisamente fuori luogo”.</em></p>
<p>E gli indipendentisti? Spaventosamente in ritardo su tutti i fronti ed imprigionati nell&#8217;estetica di un “popolo operaio” d&#8217;altri tempi, a cavallo tra autarchismo e protezionismo, risultano assenti da un solido progetto economico. Si limitano a riciclare isolate tematiche come quelle appena citate, dove ad approssimate analisi dei problemi che le riguardano non corrispondono adeguate proposte per la soluzione degli stessi.</p>
<p>Che sia il caso di varare una nuova politica indipendentista?</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/11/URN-Sardinnya-Lopinione-Sul-degrado-della-politica-sarda.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Budelli? Ragioniamo sulla falsa privatizzazione dell&#8217;isola</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 23:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[degrado]]></category>
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		<description><![CDATA[Come noto, l&#8217;isoletta Sarda di Budelli è stata “acquistata” dal ricco imprenditore neozelandese Michael Harte, per una somma di due milioni e 940 mila euro. Il nuovo acquirente vorrebbe valorizzare l’isola elevandola al contesto di museo marino, definendo una rete obbligata di approdo per tutte le navette e i barconi in arrivo, e creando dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Harte-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8388" title="Harte - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/Harte-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="244" /></a>Come noto, l&#8217;isoletta Sarda di Budelli è stata “<a href="http://www.cio.com.au/article/528492/cba_cio_michael_harte_buys_mediterranean_island/" target="_blank">acquistata</a>” dal ricco imprenditore neozelandese Michael Harte, per una somma di due milioni e 940 mila euro. Il nuovo acquirente vorrebbe valorizzare l’isola elevandola al contesto di museo marino, definendo una rete obbligata di approdo per tutte le navette e i barconi in arrivo, e creando dei percorsi guidati di approfondimento e di osservazione delle biodiversità a disposizione degli studiosi. La filantropia del nuovo proprietario ha quindi una vocazione ambientalista, priva di alcun interesse speculativo. E questo probabilmente costituisce una novità per il provincialismo locale, abituato a considerare il privato solo come uno speculatore cementizio senza scrupoli. Di questo aspetto sembrano chiaramente soddisfatti gli amministratori dell’ente parco di La Maddalena, di cui fa parte l’isola di Budelli.<br />
Il passaggio di mano dell’isola ha suscitato tanto clamore, anche da parte di chi per tanto tempo non si era minimamente interessato alla difesa del suo ecosistema. La propaganda politica non è rimasta immobile e si è unita ai cori di sdegno di alcuni cittadini, disinformati sulla vera natura giuridica di Budelli, e il successivo appello a “salvarla” dal privato dell’ex ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che ha chiesto allo Stato l’acquisto dell’isola, ripristinando il diritto di prelazione per evitare la cessione dell&#8217;isola ad un privato. In Sardegna anche l&#8217;On. Mauro Pili e vari indipendentisti si sono uniti nella stessa richiesta.<br />
Bisogna ricordare che Budelli fa parte del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, e che pertanto è un isola tutelata da specifiche norme contro il degrado, l&#8217;abuso e l&#8217;inquinamento dovuto anche alla presenza umana. I ferrei vincoli che impediscono qualsiasi modifica dell&#8217;assetto naturale esistente svuotano così di fatto la proprietà privata, rendendola quasi nominale di fronte al pubblico, che con le sue leggi continua ad avere la piena sovranità nell&#8217;isola.<br />
Ricordiamoci che attualmente La Maddalena è stata inquinata dall&#8217;opera dello Stato attraverso i lavori del mancato G8, e che Budelli è finita all’asta dopo il fallimento della vecchia proprietà da parte di una società immobiliare milanese, dove il pubblico, e non il privato, si era distinto per il totale abbandono e degrado dell&#8217;isola, che è stata sempre preda dei saccheggi di sabbia e inquinata dall&#8217;orda dei turisti. Come testimoniato a più riprese anche da Antonello Sagheddu nel suo <a href="http://www.liberissimo.net/continua-lo-scandalo-sulla-spiaggia-rosa-di-budelli/" target="_blank">blog</a> maddalenino (vedere foto <a href="http://www.liberissimo.net/wp-content/uploads/2013/10/budelli-31-agosto-2013.jpg" target="_blank">A</a> e <a href="http://www.liberissimo.net/wp-content/uploads/2013/09/gommone-spiaggia-rosa.jpg" target="_blank">B</a>).<br />
<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/The-Pink-Beach-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8390" title="The Pink Beach - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/10/The-Pink-Beach-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="225" /></a>In seguito all’irruzione di una troupe inglese sulla spiaggia rosa, con l’intenzione di girare uno spot, sono state varate persino sanzioni più severe per chi non rispetta il divieto d’accesso, grazie ad una nuova ordinanza dell&#8217;ente che ha elevato la sanzione pecuniaria da 50 fino a 900 euro.</p>
<p>Ma vogliamo lasciare solo al pubblico la salvaguardia di Budelli? Forse le istituzioni si sono prodigate per evitare gli scempi che abbiamo visto sinora? Vediamo cosa definisce l’ordinanza di protezione della spiaggia rosa di Budelli nel Parco Nazionale dell&#8217;Arcipelago di La Maddalena (n. 4/2011):</p>
<p><em>Nell&#8217;area di Cala di Roto, denominata &#8220;Spiaggia Rosa&#8221;, nello specchio acqueo, nonché nella fascia demaniale e nella parte terrestre sabbiosa compresa tra la linea dell&#8217;arenile e il sentiero, sono vietati:</em><br />
<em></em></p>
<p><em>a) il prelievo, la raccolta, l&#8217;asportazione anche parziale, il danneggiamento delle formazioni litologiche, concrezioni e minerali, ivi inclusa la sabbia; b) il calpestio dell&#8217;arenile e il posizionamento sullo stesso di qualsiasi oggetto; c) la navigazione, il transito, l&#8217;ancoraggio e la sosta di qualsiasi unità navale; d) la pesca professionale, sportiva e l&#8217;attività di immersione subacquea, anche in apnea; e) la balneazione nel settore compreso tra la linea dell&#8217;arenile e le boe sferiche di delimitazione; f) l&#8217;alterazione diretta o indiretta, con qualsiasi mezzo, dell&#8217;ambiente bentonico e delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque, nonché la discarica dei rifiuti solidi e liquidi ed in genere l&#8217;immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell&#8217;ambiente marino.</em><br />
<em></em></p>
<p><em><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Inoltre, al di fuori delle boe sferiche di delimitazione dello specchio acqueo sopra indicato, e nel rispetto delle disposizioni delle competenti autorità, nella fascia di 300 metri dalla costa è consentito esclusivamente il transito, con rotte il più possibile parallele alla costa e a velocità non superiore ai 3 nodi, di imbarcazioni e natanti da diporto, nonché delle unità da traffico autorizzate.</em></p>
<p>Insomma, non solo non è possibile costruire mausolei di cemento, come paventerebbe qualcuno in campagna elettorale, ma non si può neppure calpestare la sabbia della principale spiaggia dell&#8217;isoletta. Scordiamoci poi che uno Stato in crisi come quello italiano possa dedicarsi ad ogni nostra emergenza ambientale. Ben venga Harte, <a href="https://www.commbank.com.au/about-us/our-company/management/michael-harte.html" target="_blank">CIO della Commonwealth Bank</a>, che per hobby sul piano internazionale si è già distinto con altri 3 progetti di salvaguardia ambientale della biodiversità, e che rappresenta uno dei maggiori esempi di<em> blue economy</em>. Fra le sue prime dichiarazioni? &#8220;Bisogna ripulire&#8221;. Inutile quindi prospettare l&#8217;impiego di soldi pubblici per acquistare qualcosa che rientra già nella sfera pubblica, e con minori opportunità di tutela.</p>
<p><em>Roberto Melis.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/11/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Su-Budelli.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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