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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; decadenza</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Decadenza Todde: la replica di Christian Solinas (PSD&#8217;AZ)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 17:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tesi dell&#8217;errore normativo, in cui potrebbe essere incappata la governatrice Todde sulla vicenda della decadenza, e tra le pagine più lette di Sa Natzione, non convince Christian Solinas, leader del Partito Sardo d&#8217;Azione, che interviene sull&#8217;argomento anche in replica ad un altro tema. Ecco le dichiarazioni dell&#8217;ex governatore sardista: «Nel pieno della bufera istituzionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/Solinas-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19651" title="solinas-urn" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/Solinas-URN.jpg" alt="" width="605" height="450" /></a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">La tesi dell&#8217;errore normativo, in cui potrebbe essere incappata la governatrice Todde sulla vicenda della decadenza, e tra le pagine più lette di <a href="https://www.sanatzione.eu/2025/01/decadenza-todde-o-superficialita-normativa/" target="_blank">Sa Natzione</a>, non convince Christian Solinas, leader del Partito Sardo d&#8217;Azione, che interviene sull&#8217;argomento anche in replica ad un altro tema.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Ecco le dichiarazioni dell&#8217;ex governatore sardista:</span></p>
<p>«Nel pieno della bufera istituzionale che sta imperversando in Sardegna a causa dei suoi pasticci nella rendicontazione delle spese elettorali, che rischiano per la prima volta nella storia autonomistica di determinare uno scioglimento anticipato del Consiglio Regionale come conseguenza di una sanzione e non per libere dimissioni come fu nel caso di Renato Soru nel 2008, la Presidente Todde (o la sua multistellare macchina della comunicazione) ha avuto la brillante idea di sparigliare il campo con una bugia.</p>
<p>Incredibilmente, infatti, Todde ha riportato la notizia della vittoria in Cassazione della Regione in materia di energia idroelettrica, chiosata letteralmente con queste sue affermazioni:</p>
<p><em>“Nonostante qualcuno continui a ripetere, o a sperare, che io non sia più la Presidente della Sardegna, noi continuiamo a lavorare nel solo interesse dei sardi rispondendo alle illazioni con fatti concreti. È stata recentemente depositata l&#8217;importante sentenza della Corte di Cassazione che accoglie il nostro ricorso contro Enel in merito alle concessioni delle centrali idroelettriche del sistema Taloro”.</em></p>
<p>Peccato che quel ricorso l’abbia voluto e firmato io da Presidente della Regione all’esito di un lungo braccio di ferro con ENEL e con lo Stato, passato attraverso un contenzioso al Tribunale Superiore per le Acque Pubbliche, dopo importanti iniziative legislative della Regione con la Giunta Floris II e la Giunta Soru ed un impegno costante dell’Assessorato regionale dei Lavori Pubblici nel corso di tutte le legislature. Questa è la verità e testimonia ancora una volta la bontà del mio operato da Governatore per tutelare gli interessi dei Sardi e della Sardegna in armonia con un governo dell’Isola a trazione sardista. Il resto sono le solite mistificazioni del M5S, di chi ha passato gli anni a screditare la mia immagine per poi appropriarsi dei risultati del mio lavoro; di chi ha costruito il proprio consenso alimentando le pulsioni più triviali dell’odio e dell’invidia sociali strillando slogan come “onestà”, “legalità”, “trasparenza” che questi giorni ci dimostrano fossero da intendersi esclusivamente “a senso unico”; le leggi si applicano duramente agli altri, senza appello, ma si interpretano, si criticano, si impugnano ed eventualmente si cambiano se solo si rischia di vederle applicate a se stessi.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />È veramente paradigmatico il collage video di due interviste rilasciate a distanza di 9 mesi dalla Presidente Todde, che con la stessa nonchalance dichiara prima di essersi pagata per la gran parte la campagna elettorale e poi di non aver personalmente speso niente per essa. Esattamente come nelle due versioni di rendiconto fornite alla Commissione Elettorale di Garanzia, che probabilmente anche per questo ha ritenuto di inviare i relativi atti alla Procura della Repubblica. E hanno il coraggio di parlare di complotti, di poteri forti che cercano di resistere al nuovo di cui sono portatori i cinquestelle e lo fanno continuando il mantra della scorsa legislatura per infangare il sottoscritto con i trend topics creati dalla loro macchina del fango: questo “capolavoro” di vitruviane proporzioni continua ad ironizzare sui titoli accademici altrui dimenticandosi di citare i propri (forse inesistenti?), ma nulla dice per spiegare per quale motivo da quando governa non ha risolto nulla di quanto aveva sbandierato, nulla dice sul perché abbiano violato le norme sui rendiconti elettorali e pretendano che il tutto venga derubricato fino a restare impunito, soltanto perché commesso da loro.</p>
<p>Purtroppo, in questo senso, c’è stato in questi giorni anche l’intervento di alcuni economisti che nel commentare la vicenda hanno puntato il dito sulla qualità della tecnica legislativa per giustificare l’inosservanza della norma. Ora se passasse il concetto che tutte le leggi “scritte male” danno una sorta di salvacondotto ai trasgressori delle loro prescrizioni, certamente sarebbe il caos. Ma in verità l’argomento utilizzato è molto più peloso perché sottende una difesa partigiana unilaterale: quando una legge colpisce qualcuno del “campo largo”, costui non è colpevole e va salvato perché è la norma pasticciata che genera errori; viceversa, se leggi davvero controverse portano a sanzioni contro un avversario politico, quest’ultimo è un delinquente e deve essere punito in maniera esemplare perché la legge non ammette ignoranza: dura lex, sed lex.<br />
Nello specifico, le norme in discussione sui rendiconti e sul mandatario elettorale sono in vigore da trent’anni e nessuno ha mai avuto particolari problemi interpretativi. Migliaia di candidati a tutti i livelli le hanno applicate nel tempo in maniera uniforme. Tanto ciò vero che anche i precedenti giurisprudenziali sono davvero contenuti.»</p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/URN-Sardinnya-ONLINE-Lopinione-Solinas-replica-a-Todde.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Decadenza Todde o superficialità normativa?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 17:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel volgere di poche ore, appena emersa la notizia sulla più o meno presunta “decadenza” della governatrice Todde, sono apparse nella stampa svariate polemiche politiche e diverse interpretazioni giuridico-legali. Ma ben pochi hanno centrato i due principali punti del problema. Quali? Il primo è stato evidenziato dall&#8217;economista ed ex presidente della Regione sarda Francesco Pigliaru, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/Alessandra-Todde-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-19640" title="alessandra-todde-urn" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/Alessandra-Todde-URN.jpg" alt="" width="605" height="406" /></a></p>
<p>Nel volgere di poche ore, appena emersa la notizia sulla più o meno presunta “decadenza” della governatrice Todde, sono apparse nella stampa svariate polemiche politiche e diverse interpretazioni giuridico-legali. Ma ben pochi hanno centrato i due principali punti del problema.</p>
<p>Quali?</p>
<p>Il primo è stato evidenziato dall&#8217;economista ed ex presidente della Regione sarda Francesco Pigliaru, che in merito all&#8217;<a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/Corte-Appello-di-Cagliari-su-caso-Todde-2024.pdf" target="_blank">ingiunzione/ordinanza</a> di decadenza ha così dichiarato:</p>
<p><em>«Sulla vicenda della &#8220;decadenza&#8221; di Alessandra Todde, il quotidiano La Nuova pubblica oggi l&#8217;opinione di due autorevoli costituzionalisti.</em><br />
<em>Uno sostiene che il Consiglio è tenuto a ratificare la decisione dei giudici.</em><br />
<em>L&#8217;altro sostiene il contrario: il Consiglio sarebbe libero di ratificare o di respingere quella decisione.</em><br />
<em>Qui il problema principale non mi sembra sia se Alessandra Todde ha sbagliato o meno. </em><br />
<em>Qui il grande problema è perché ci tocca vivere in un paese fatto di norme scritte malissimo anche su materie così semplici. </em><br />
<em>Come in altri infiniti casi, la mediocre scrittura di una norma creerà una profonda e, immagino, lunga incertezza politica e tecnica nell&#8217;azione di governo, con danni difficili da calcolare.»</em></p>
<p>In altri termini, se questo fosse un paese civile, oggi avremmo dovuto discutere delle ragioni che hanno portato la governatrice, e soprattutto il suo staff, a finire nella tagliola del Collegio regionale di garanzia elettorale. Le norme non sono chiare come tanti interessati polemisti vorrebbero farci credere.</p>
<p>Basti pensare, tra i vari punti contestati, alla norma sull&#8217;obbligo della nomina di un mandatario, ma come ha osservato il legale di Todde, l&#8217;avv. Ballero:</p>
<p><em>«Il mandatario deve essere nominato per fare spese o ricevere contributi, chi non fa né spese né contributi non deve nominare il mandatario.»</em></p>
<p>La vicenda ha messo in luce un vulnus giuridico con cui adesso le parti dovranno confrontarsi per dipanare la matassa.<br />
Immaturo e fuori luogo dunque pretendere le dimissioni di Todde in questo preciso momento. Se avessimo un&#8217;opposizione sana, indipendentisti e sardismo compresi, questa sarebbe stata un&#8217;ottima opportunità per rilanciare il tema della semplificazione normativa.</p>
<p>Sul tema, l&#8217;economista Claudio Piga ha aggiunto le seguenti considerazioni:</p>
<p><em>«Notiamo la pessima qualità con cui leggi e regolamenti vengono scritte. Il risultato è il decadimento della &#8220;certezza della norma&#8221;, criterio di base per ogni società civile. Il fatto che due tecnici del settore diano due letture diverse mi ricorda quella massima secondo cui &#8220;in Italia, le leggi per gli amici si interpretano, per i nemici si applicano&#8221;. </em><br />
<em>Nel caso specifico, sono convinto che se Alessandra Todde non ha nominato un mandatario o creato un conto corrente speciale, sia avvenuto perché &#8211; non avendo utilizzato fondi personali ed avendo affidato la gestione al comitato 5stelle &#8211; fosse convinta che la legge le permettesse di fare così. Ha cioè interpretato la legge in tal senso.»</em></p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Ma c&#8217;è di più.<br />
Il secondo punto che ci preme sottolineare è stato chiarito dal giurista Andrea Pubusa, che al di là del conflitto di interessi di cui viene accusato (data la sua vicinanza al centrosinistra), ha tuttavia sollevato il tema della rappresentanza democratica. E consiglio di leggere la <a href="https://www.democraziaoggi.it/?p=8906" target="_blank">sua</a> interpretazione che pone come centro di gravità la volontà popolare, financo – lo dico da liberale – il tema della responsabilità individuale:</p>
<p><em>«Parto da una osservazione indiscutibile. È sproporzionato lo scioglimento del Consiglio regionale per le disattenzioni procedurali di un consigliere. Si finirebbe per sanzionare un organo parlamentare senza aver commesso alcuna delle gravi violazioni che l’art. 50 Statuto sardo pone come causa di scioglimento con atto del Presidente della Repubblica. Di più e peggio, dovrebbe essere sciolto senza aver commesso violazioni di alcun genere, neanche lievi. Analogamente i singoli consiglieri regionali, regolarmente eletti dal corpo elettorale, si vedrebbero privati del loro incarico senza aver commesso alcunché. Viene palesemente violato un principio di ragionevolezza, che è anche principio giuridico, secondo cui un soggetto risponde dei suoi atti.</em><br />
<em>In realtà la legge non contempla il caso di decadenza del consigliere che sia anche presidente della Regione eletto direttamente dal corpo elettorale. La legge in vigore disciplina il caso di inadempienza di un consigliere che, se decade, viene sostituito dal primo dei non eletti, senza intaccare il Consiglio regionale.</em><br />
<em>Nella nostra situazione, invece, si sanziona l’intero sistema regionale per una asserita violazione formale, fra l’altro senza alcuna contestazione sostanziale. Per riportare tutto nei limiti della ragionevolezza si deve ammettere che il Consiglio regionale possa non dichiarare la decadenza della consigliera Todde, in ragione del carattere non sostanziale delle sue asserite inadempienze. In proposito non è senza rilievo il fatto che la Presidente della Regione può essere rimossa solo dal Presidente della Repubblica per reiterate e gravi violazioni di legge (art. 50 St. sar.), e qui non c’è reiterazione nè gravità, stante la carenza di aspetti sostanziali (finanziamenti illeciti, spese non inerenti alla campagna elettorale e simili).</em><br />
<em>Del resto, se riflettiamo sulla competenza dell’assemblea regionale a dichiarare la decadenza di un consigliere le ragioni son due: solo il Consiglio può modificare la sua composizione, trattandosi di organo legislativo-parlamentare; secondariamente, il Consiglio deve unire a quella strettamente legale una valutazione istituzionale e comunque più generale. Risponde a criteri di ragionevolezza e di giustizia far decadere 59 consiglieri responsabili di nuĺla, il Consiglio che può essere sciolto per gravi violazioni di legge e un presidente che, nell’esercizio del mandato, non ha violato la legge? La risposta mi pare ovvia.»</em></p>
<p>Dalle righe di SardiniaPost, il giurista Giovanni Dore &#8211; temo non abbastanza ascoltato &#8211; ha opportunamente ricordato che al termine di questa vicenda sarà necessario lavorare per una riforma della normativa elettorale. Ed è anche interesse degli amici di centrodestra, oggi poco propensi ad una riflessione ad hoc.</p>
<p>In definitiva, Todde può piacere o non piacere, e in questo spazio non siamo particolarmente tifosi dei 5 Stelle, ma abbiamo il dovere di difendere il diritto dei sardi ad avere il governatore che hanno legittimamente votato, e in generale il diritto dei sardi ad avere leggi chiare, non passibili di interpretazione a seconda del vento che tira.<br />
Abbiamo una politica abbastanza matura per comprendere questi due aspetti?</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2025/01/URN-Sardinnya-Lopinione-Decadenza-Todde-o-superficialità-normativa.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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