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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; consulta</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>La Consulta Rivoluzionaria non convince? Forse il problema è nella Consulta stessa</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 15:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che dire della manifestazione di Cagliari del 7 novembre? Apriamo con le parole di Manolo Mureddu, uno degli operai interessati dalla crisi del Sulcis: “Le mie impressioni sulla manifestazione sono purtroppo negative. In primis perché non c&#8217;è stata la partecipazione sperata dagli organizzatori, se solo pensiamo che le Partite Iva due anni fa portarono a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/Nebbia-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6032" title="Nebbia - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/Nebbia-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Che dire della manifestazione di Cagliari del 7 novembre? Apriamo con le parole di Manolo Mureddu, uno degli operai interessati dalla crisi del Sulcis:</p>
<p><em>“Le mie impressioni sulla manifestazione sono purtroppo negative. In primis perché non c&#8217;è stata la partecipazione sperata dagli organizzatori, se solo pensiamo che le Partite Iva due anni fa portarono a Cagliari circa 15.000 manifestanti, oggi invece il numero di chi manifestava, tra 4 partiti indipendentisti, le Partite Iva e vari movimenti provenienti da tutta l&#8217;isola, non superava le 2000 (forse) unità. Questo fa capire quanto ridimensionate possano essere le annunciate velleità di cambiamento e rivoluzione. Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la poca concretezza, eccetto qualcuno, degli interventi espressi. La composizione abbastanza variegata della Consulta e la freddezza nei confronti degli operai accorsi alla manifestazione per testimoniare la presenza di uno dei settori produttivi più importanti in quanto a sofferenza e rivendicazione dei propri ruoli e diritti. Insomma, per molti, partecipanti e simpatizzanti compresi, oggi questa manifestazione della Consulta non è parsa come un evento preparatorio a una prossima rivoluzione, quanto un&#8217;aggregazione, una coalizione, mirante, tramite l&#8217;unità di più soggetti, all&#8217;elezione nel palazzo del tanto contestato potere. Sono anche salito sul palco a fare un saluto proprio perché convinto di non dovermi vergognare di essere un lavoratore che lotta e rivendica i suoi diritti. Come tanti altri amici e colleghi, avremmo preferito che non ci fosse stata una così forte caratterizzazione politica. E qualcuno non dovrebbe dimenticare che siamo tutti Sardi e che nessuno ha il diritto di concedere &#8220;patenti&#8221; di sardità agli altri”.</em></p>
<p>Uno dei partecipanti dunque ammette il flop della manifestazione, segnalando la reciproca diffidenza e l&#8217;eterogeneità di alcune componenti della Consulta.</p>
<p>Niente di nuovo sotto il sole, sia a <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/09/i-pro-e-i-contro-della-consulta-rivoluzionaria/" target="_blank">settembre</a> che lo scorso <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/11/7-novembre-assemblea-generale-dei-sardi-a-cagliari-riparliamo-di-consulta-rivoluzionaria/" target="_blank">primo novembre</a> avevamo avvisato dello sbaraglio verso il quale i promotori stavano spingendo tante persone in buona fede, e così abbiamo ritenuto opportuno non prendervi parte.<br />
Lo scarso seguito dell&#8217;evento non è ovviamente colpa dei Sardi che “non hanno capito” le ragioni per le quali si andava in piazza, ma è dei promotori. Sia per l&#8217;assenza di credibilità di alcuni, sia, soprattutto, per la scarsa capacità di comprendere quanto fosse delicata la necessità di coinvolgere altre forze politiche affini, sociali e di categoria in un periodo in cui Cagliari è ormai costantemente attraversata da striscioni e bandiere varie. Perché un conto è trovare della partecipazione nei singoli paesi, altro conto trascinare in piazza una folla oceanica sotto al tetto di una protesta configurata con un chiaro background politico. E questo oggi in Sardegna riescono a farlo solo le grandi e ben finanziate organizzazioni, come il sindacato italiano. Non solo quindi a Cagliari non si è superata la partecipazione spontanea vista diversi mesi fa con le Partite IVA, ma questa è addirittura regredita.<br />
In modo alquanto ingenuo si è ritenuto che “il popolo oppresso sarebbe accorso a fare la forca al palazzo”, e purtroppo quando si antepone l&#8217;emotività alla pianificazione, il risultato non può che essere questo. Perché non si presta neppure attenzione alle critiche costruttive, ritenendole “dannose” per la manifestazione. E&#8217; il <em>modus operandi</em> con cui la solita dirigenza indipendentista ha collezionato una serie di fiaschi clamorosi rimanendo per anni ai margini della politica, dell&#8217;economia e della società Sarda.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In particolar modo, l&#8217;approssimazione delle componenti indipendentiste – forse quelle che più avrebbero dovuto ragionare in termini tattici – sono state invece le prime a farsi influenzare dalla partecipazione popolare che negli ultimi due mesi nel territorio ha trovato interessanti alcune proposte della Consulta. Un ottimismo che ha immediatamente rispolverato il classico radicalismo ideologico già punito in passato dagli elettori. Pensiamo ad esempio ad A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, che senza alcun mandato elettorale, né consenso popolare, ha sostenuto che il sardismo non avrebbe dovuto far parte della Consulta, né alcun politico democraticamente eletto dallo stesso Popolo che vorrebbero rappresentare. Interessante a questo proposito l&#8217;interrogativo di Gianfranco Scalas (Fortza Paris): <em>“E&#8217; pensabile che dalla Consulta si accaniscano contro i partiti sardisti quando alcuni membri della Consulta stessa trattano sulle prossime regionali con il PD?”</em><br />
Eppure alcuni di questi pontificatori, a differenza di U.R.N. Sardinnya, non hanno contribuito in alcun modo ai punti programmatici della Consulta.</p>
<p>Ma pensiamo alle decine di vertenze aperte nell&#8217;isola, come quella del comparto della Pubblica Sicurezza contro i tagli del Governo Monti di cui abbiamo già parlato: forse la Consulta si è avvicinata a questa e ad altre categorie del Popolo Sardo per fare fronte comune? Ovviamente no, non si è recata a discutere con altre forze del territorio ma ha atteso che queste andassero ai suoi piedi. Di conseguenza alcune non ci sono andate mentre altre hanno trovato la porta chiusa in partenza. L&#8217;improvvisazione di alcuni organizzatori della Consulta li ha portati nel piedistallo del settarismo, sopra il quale si pontifica e si seleziona chi ha il diritto di entrare nel “club”, mentre tutti gli altri vengono etichettati come “falsi”, “traditori”, “reazionari” e chissà cos&#8217;altro. Quasi fossero in Catalogna, dove in quel territorio è già maturato un forte senso di appartenenza nazionale, sviluppatosi anche grazie a delle riforme e alla promozione dei diritti identitari di cui in Sardegna l&#8217;indipendentismo non parla.<br />
Si tratta di un indipendentismo ancora troppo velleitario, antagonistico, intempestivo, poco pragmatico e poco democratico, che non nelle elezioni ma nella piazza cerca maldestramente di sostituire la classe dirigente che governa l&#8217;isola, senza neppure comprenderla.</p>
<p>Alle centinaia di lavoratori, disoccupati e indipendentisti che si sono recati in piazza confermiamo la nostra vicinanza, in quanto è stata una occasione di incontro fra sigle abitualmente frammentate, <span style="text-decoration: underline;">ma li esortiamo a cambiare il volto e le proposte dei loro rappresentanti</span>. Personaggi del tutto inadatti a capitalizzare un malcontento popolare che comunque esiste ma che necessita di un articolato, credibile e coeso progetto politico in cui incanalarsi. Chi si appresta a fare un viaggio impegnativo dovrebbe prima verificare se il suo mezzo sia pronto a sostenerlo.<br />
Che cosa intendono fare esponenti come Felice Floris (MPS) oltre a battagliare per la leadership della Consulta? Stare in piazza? Sperare in una solitaria opposizione consiliare? Oppure intendono partecipare ad una competente coalizione <em>sovranista</em> per la riforma della Sardegna?</p>
<p>Speriamo che la Consulta abbandoni la sciagurata e impulsiva idea di seguire le prime due opzioni. E&#8217; ancora in tempo per scegliere la terza. In quel caso daremo il nostro contributo.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/URN-Sardinnya-Lopinione-La-Consulta-Rivoluzionaria-non-convince.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>7 novembre: Assemblea Generale dei Sardi a Cagliari. Riparliamo di Consulta Rivoluzionaria</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 23:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; fissata per mercoledì 7 novembre la prossima assemblea generale del Popolo Sardo in via Roma a Cagliari. Secondo gli organizzatori, la mobilitazione rappresenta una protesta contro la classe dirigente alla guida della Regione, da cui si pretenderanno le dimissioni a causa dello scarso impegno a tutela delle categorie più disagiate. Commercianti, allevatori, artigiani, movimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/MGL-MPS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5852" title="MGL-MPS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/MGL-MPS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="340" height="476" /></a>E&#8217; fissata per mercoledì 7 novembre la prossima assemblea generale del Popolo Sardo in via Roma a Cagliari. Secondo gli organizzatori, la mobilitazione rappresenta una protesta contro la classe dirigente alla guida della Regione, da cui si pretenderanno le dimissioni a causa dello scarso impegno a tutela delle categorie più disagiate.<br />
Commercianti, allevatori, artigiani, movimenti indipendentisti, singoli e associazioni, uniti sotto al tetto della “Consulta Rivoluzionaria”, si faranno anche portatori di un pacchetto programmatico in merito ai principali interventi da realizzare per innescare lo sviluppo. Fra le proposte, la sovranità energetica, l&#8217;avvio delle zone franche, l&#8217;istituzione di un Antitrust regionale <em>(<a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/10/La-Nuova-13-10-12-SaNatzione.EU_.jpg" target="_blank">ved. art. La Nuova, 13-10-12</a>)</em>, una nuova politica a favore della mobilità dei Sardi, una Agenzia Sarda delle Entrate, e tanti altri temi.</p>
<p>Veniamo quindi alle considerazioni sulla Consulta: come far crescere questa nuova organizzazione? Come portare avanti gli obiettivi?</p>
<p>In primo luogo è opportuno definire con chiarezza gli obiettivi da perseguire. I principali animatori, il Movimento Pastori Sardi, gli Artigiani e Commercianti Liberi, la CSS, IRS, SNI, AMPI, ProgReS e altri, dovrebbero riqualificare le varie proposte all&#8217;interno di una ordinata piattaforma politica. Il punto non è dichiararsi indipendentisti o meno, il punto è far passare il messaggio che la Sardegna ha un urgente bisogno di riforme. Ad esempio, parlare di sovranità energetica e di mobilità come punti separati fra loro (per poi parlare di Antitrust associando questa misura solo alla mobilità) significa non aver ancora concepito la struttura e la dimensione delle buone tematiche che si intendono promuovere.<br />
Procediamo con ordine:</p>
<p>Contrastare gli oligopoli pubblici e privati del settore energetico che stanno danneggiando l&#8217;economia dell&#8217;isola è un problema che potrebbe essere risolto attraverso un Antitrust Sardo indipendente dall&#8217;Autorità italiana per il controllo della concorrenza e del mercato. Ma anche contrastare i cartelli dei trasporti è un problema che potrebbe essere risolto attraverso un Antitrust Sardo e non attraverso una sedicente “Flotta Sarda”. Gli antitrust hanno proprio l&#8217;obiettivo di evitare i carrozzoni pubblici. E men che meno quindi che ai cartelli privati si oppongano quelli pubblici.<br />
In questo senso alcune componenti della Consulta dovrebbero valutare se intendono parlare di “nazionalizzazioni”, in sintonia con alcune suggestioni sudamericane, o se intendono parlare di sanzioni, in sintonia con le moderne sovranità occidentali. Ma riformare tali competenze nel quadro dell&#8217;attuale assetto autonomistico Sardo implica la necessità di riformare l&#8217;intero Statuto regionale.<br />
E non bisogna pertanto contestare un astratto “neoliberismo montiano” ma, al contrario, le mancate liberalizzazioni che puntualmente tengono i Sardi in ostaggio di gruppi economici che speculano sulla pelle dell&#8217;isola. L&#8217;obiettivo politico della Consulta quindi dovrebbe essere specifico e mirato: se realmente intende promuovere una battaglia per il cambiamento, non deve parlare in maniera disordinata di singoli aspetti dell&#8217;economia isolana ma li deve trattare in maniera coordinata, portando al centro del dibattito politico la <span style="text-decoration: underline;">riforma dello Statuto Autonomo Regionale</span>, e sostenendo l&#8217;ipotesi di una Costituente già approvata dal voto di mezzo milione di Sardi nel referendum “anti-casta” della scorsa primavera.</p>
<p>Ma come si sostiene nella pratica la riforma dello Statuto Autonomo Regionale?<br />
Attraverso l&#8217;esaltazione della specialità, in linea con le più avanzate autonomie della Repubblica, come il Trentino-Alto Adige/Sudtirol. Che, in virtù dell&#8217;essere una minoranza linguistica, tutela meglio la propria economia grazie al particolare trattamento giuridico e politico riservato dallo Stato al suo territorio. La specialità dunque è data dall&#8217;esercizio dei diritti identitari e culturali: bisogna tutelare la Lingua Sarda e valorizzare la storia Sarda. Senza questi elementi non c&#8217;è specialità. Senza la specialità non esiste l&#8217;Autonomia. E senza l&#8217;Autonomia non esiste la possibilità di portare avanti i temi della Consulta, men che meno una ipotetica indipendenza della Sardegna.</p>
<p>Lo scorso maggio U.R.N. Sardinnya, in collaborazione con la Fondazione “Sardegna Zona Franca”, ha inoltre consentito la ripresa del dibattito attorno al tema della zona franca, il quale può essere esercitato a Statuto vigente (art. 12) ma anche in sede di riforma integrale dello Statuto regionale. Ottimo al riguardo il ritrovato impegno del sardismo, ma anche di varie associazioni, fra cui Civitas Sardegna e il Coordinamento Regionale dei Movimenti Civici Sardi, che vanno sostenute.<br />
Analogo discorso deve riguardare la Consulta per quanto concerne la proposta di realizzare una Agenzia Sarda delle Entrate: la Consulta Rivoluzionaria non può ignorare le 25.000 firme raccolte grazie al comitato del Fiocco Verde per rendere possibile la sovranità in materia di riscossione fiscale (a cui un nuovo Statuto Autonomo dovrebbe integrare e migliorare anche la competenza sui criteri di imposizione fiscale).<br />
La Consulta deve pertanto operare in maniera coordinata con quanti hanno già lavorato sulle singole proposte e non in modo disordinato e indipendente.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In secondo luogo, per collaborare e far sì che almeno alcuni di questi temi diventino realtà, è opportuno chiarire quali sono, ad oggi, gli errori da non commettere. Innanzitutto bisogna abbattere i diktat contro ogni potenziale alleato. L&#8217;errore commesso da Cristiano Sabino, esponente di A Manca pro s&#8217;Indipendentzia e della Consulta stessa, è evidente nel momento in cui ha attaccato il Partito Sardo d&#8217;Azione, nonché l&#8217;On. Maninchedda <em>(<a href="http://www.manca-indipendentzia.org/ita/attivita/approfondimenti/item/409-consulta-rivoluzionaria-facciamo-chiarezza.html" target="_blank">Com. 16-10-12</a>)</em>. Sono errori già commessi nei vecchi e fallimentari cartelli politici indipendentisti. Chi parla di unità non può pretendere di decidere chi può far parte o meno di una organizzazione, come la Consulta, che dovrebbe essere aperta a tutti. Del resto, l&#8217;On. Maninchedda esprime un elettorato da cui ha ricevuto un preciso mandato politico, mentre Sabino no, in quanto rappresenta unicamente se stesso e la propria organizzazione, priva di consenso elettorale. Diciamo questo pur condividendo tutti i dubbi di AMPI sul Partito Sardo d&#8217;Azione attualmente presente nella Giunta Cappellacci e la cui legislatura è stata fin&#8217;ora segnata da ben pochi risultati pratici.</p>
<p>A tale proposito, la Consulta Rivoluzionaria &#8211; su cui continuiamo ad avere perplessità per la denominazione scelta &#8211; dovrebbe decidere se intende proporsi come soggetto politico vero e proprio (federale o unitario che sia) o se intende ritagliarsi unicamente un ruolo di opposizione marginale rispetto allo scenario politico Sardo. E questa scelta riguarda sia la posizione da assumere nei riguardi delle altre categorie professionali (pubbliche e private) e sia la politica stessa.<br />
Bisognerebbe quindi domandarsi per quale motivo la Consulta Rivoluzionaria non abbia sostenuto la manifestazione di Cagliari del 23 ottobre del comparto della Pubblica Sicurezza. Non si può parlare di Scozia e Catalogna per poi fare esattamente l&#8217;opposto. In tali Paesi il <em>sovranismo</em> è credibile perché rappresenta tutti i ceti sociali e tutte le categorie professionali, inclusi gli agenti di Polizia. In Sardegna possiamo essere a favore della soppressione delle Prefetture ma non dei tagli alle risorse del personale che si occupa della sicurezza delle nostre famiglie. Se il consenso politico non passerà attraverso la riforma dei rapporti Stato-Regione coinvolgendo persino le singole figure istituzionali e amministrative, la protesta si risolverà in una bolla di sapone.</p>
<p>Rappresentare il Popolo Sardo infatti non significa creare uno spazio di protesta fine a se stesso ma aprirsi concretamente a tutti, anche a quelle componenti politiche, come il sardismo, senza le quali la protesta verrebbe marginalizzata nel cuneo dell&#8217;antipolitica. Perché, al contrario, la protesta va istituzionalizzata. Solo così eviteremo il monopolio costantemente esercitato dai partiti centralisti italiani nell&#8217;amministrazione della nostra isola. Occorre creare spazi di condivisione (e non di esclusione) politica che possano anche tradursi in un programma elettorale al cui vertice vi sia la specialità della Sardegna e la riforma delle sue istituzioni. Solo a queste condizioni U.R.N. Sardinnya potrebbe far parte a pieno titolo della Consulta Rivoluzionaria, a cui, oltre <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/10/antitrust-sardigna-natzione-e-consulta-rivoluzionaria-sostengono-proposta-u-r-n-sardinnya/" target="_blank">ad aver fornito il tema della lotta ai Trust</a>, auguriamo comunque proficui risultati. Bisogna pertanto far presente che già il movimento Fortza Paris aveva espresso analogo intendimento e che esiste la volontà a collaborare anche in altri settori del sardismo. Pensiamo alle battaglie politiche di Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera), dei Rossomori, ma anche a importanti componenti del PSD&#8217;AZ.<br />
Sotto questo punto di vista, troviamo inoltre utile rilanciare il tema delle <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/03/la-proposta-primarie-nellindipendentismo-ed-ecco-una-data/" target="_blank">primarie</a> affinché emergano candidati legittimati da una seppur minima base di riferimento, e con le idee chiare sul da farsi.<br />
Non siamo più nel 1999 quando la vecchia legge elettorale poteva persino “premiare”, seppur di misura, cartelli politici come Sa Mesa, oggi serve un contenitore efficiente, ma anche credibili contenuti da promuovere all&#8217;unisono.<br />
Ci sono le premesse per ottenere buoni risultati, pensiamoci assieme.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Riparliamo-di-Consulta-Rivoluzionaria.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><em>Manifesto Mobilitazione 07 novembre 2012:</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/Consulta-Rivoluzionaria-a-Cagliari-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5855" title="Consulta Rivoluzionaria a Cagliari - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/11/Consulta-Rivoluzionaria-a-Cagliari-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="568" height="805" /></a></p>
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<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Antitrust: Sardigna Natzione e Consulta Rivoluzionaria sostengono proposta U.R.N. Sardinnya</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 09:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo Fortza Paris, anche il movimento Sardigna Natzione e la Consulta Rivoluzionaria (IRS, MPS, Movimento Commercianti e Artigiani Liberi, ecc.) sostengono la proposta di U.R.N. Sardinnya per la formazione di un Antitrust Sardo. Idea che sta già trovando largo consenso anche presso altre sigle sardiste e di categoria come Altroconsumo Sardegna. Monitorare il mercato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Dopo Fortza Paris, anche il movimento Sardigna Natzione e la Consulta Rivoluzionaria (IRS, MPS, Movimento Commercianti e Artigiani Liberi, ecc.) sostengono la proposta di U.R.N. Sardinnya per la formazione di un Antitrust Sardo. Idea che sta già trovando largo consenso anche presso altre sigle sardiste e di categoria come Altroconsumo Sardegna. Monitorare il mercato e sanzionare ogni alterazione a danno dei consumatori è una prima misura di sovranità amministrativa assolutamente necessaria per ogni moderna autonomia. Ricordiamo tuttavia che, proprio in Catalogna, l&#8217;istituzione di questo ente è stata possibile solo a seguito della riforma delle Statuto Autonomo (art. 154/2006, leg. 1/09, ACCO) ed in conformità con la legislazione europea in materia di authority e libera concorrenza. Pertanto, l&#8217;ipotesi di istituire un Antitrust autonomo da quello italiano deve essere accompagnato da una serie di riforme statutarie che, al fine di migliorare lo sviluppo del nostro territorio, devono poter guardare anche alla sovranità in materia fiscale, che riguarda la capacità di imposizione e di riscossione. Quest&#8217;ultimo è un tema portato avanti dal comitato del Fiocco Verde, che in Sardegna ha raccolto un consenso di oltre 25.000 firme in suo sostegno.<br />
I movimenti Sardi devono marciare uniti e non a macchia di leopardo, solo attraverso le riforme i nostri imprenditori, i nostri lavoratori e i nostri concittadini, potranno disinnescare ogni stortura nel settore dei trasporti, del mercato energetico (e di tanti altri settori) per creare le condizioni dello sviluppo economico e sociale.</p>
<p><em>Adriano Bomboi,</em></p>
<p><em>U.R.N. Sardinnya, 08-10-12.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/10/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Si-diffonde-proposta-Antitrust-Sardo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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		<title>I pro e i contro della &#8216;Consulta Rivoluzionaria&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 11:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi non lo sapesse, il 14 settembre, a Tramatza (OR), il Movimento dei Pastori Sardi, l&#8217;unione degli artigiani e dei commercianti, singoli cittadini, Sardigna Natzione, IRS, AMPI ed altre sigle, si sono riunite attorno ad una nascente organizzazione politica chiamata “Consulta Rivoluzionaria”, al fine di dare voce al dissenso delle categorie più disagiate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/07/Meloni-convegno-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="300" height="201" />Per chi non lo sapesse, il 14 settembre, a Tramatza (OR), il Movimento dei Pastori Sardi, l&#8217;unione degli artigiani e dei commercianti, singoli cittadini, Sardigna Natzione, IRS, AMPI ed altre sigle, si sono riunite attorno ad una nascente organizzazione politica chiamata “Consulta Rivoluzionaria”, al fine di dare voce al dissenso delle categorie più disagiate di fronte alla crisi e contro l&#8217;assenza della politica nel dare risposte.</p>
<p>Per quanto riguarda gli interventi, ringraziamo Giacomo Meloni della Confederazione Sindacale Sarda per <a href="http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=3658" target="_blank">aver portato all&#8217;attenzione della platea</a> il tema della zona franca, una delle misure previste dal nostro Statuto Autonomo Regionale che, qualora applicata, consentirebbe di offrire delle prime soluzioni per lo sviluppo economico della Sardegna. Un tema a lungo oscurato e che, persino negli intenti programmatici della Germania &#8211; come annunciato a maggio da un nostro fortunato <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/05/la-proposta-in-6-punti-della-cancelliera-merkel-sostiene-la-zona-franca-per-la-sardegna/" target="_blank">articolo</a> firmato da Mario Carboni &#8211; rientra fra i 6 punti individuati dal Governo Merkel per il rilancio dell&#8217;Eurozona, a dimostrazione della prepotente attualità dell&#8217;art. 12 dell&#8217;Autonomia Sarda.</p>
<p>Perché sono importanti le parole di Meloni? Perché ci consentono di introdurre i pro ed i contro dell&#8217;evento di Tramatza. La Consulta ha dalla sua parte un elemento che negli anni è completamente mancato all&#8217;indipendentismo (ed è venuto meno anche nel sardismo, ripiegato nel politicantismo del voto “democristiano”), e cioè la capacità di unità e mobilitazione nel territorio. A sua volta determinata da uno stato di crisi che impone il superamento di inutili divisioni per fare fronte comune contro l&#8217;inadeguata classe dirigente al governo della Regione, sia di maggioranza che di opposizione. Inoltre, la Consulta ha dalla sua parte un altro vantaggio, e che ricolleghiamo all&#8217;intervento di Meloni, perché esiste una straordinaria opportunità per divulgare temi e contenuti in grado di dare una scossa al sonnacchioso pianeta del riformismo Sardo. Lo stesso riformismo che più volte si è ritagliato solo il ruolo di comparsa nello scenario politico isolano senza mai affermarsi o trovare valide sponde con cui concretizzare le sue tematiche. A questo riguardo pensiamo al mezzo milione di Sardi che nell&#8217;ultimo referendum ha votato contro i privilegi della politica e a favore della Costituente per la riscrittura dell&#8217;Autonomia Sarda, e che non ha avuto ancora risposte.</p>
<p>Ma l&#8217;intervento di Meloni apre la strada anche ai fattori negativi dell&#8217;evento di Tramatza, perché, come <a href="http://bolognesu.wordpress.com/2012/09/16/tocat-a-dda-cumprender-a-sa-catalunnia/" target="_blank">osservato</a> da Roberto Bolognesi, non si può pensare di dare un contributo alla politica della Sardegna se non si cambiano gli strumenti culturali con cui si vuole incidere nel tessuto sociale ed economico Sardo. E&#8217; quindi difficile pensare che la “Consulta Rivoluzionaria” possa diventare qualcosa di più che un semplice fatto estemporaneo se si limiterà alla protesta di piazza ed alla retorica sentita nei discorsi dei vari esponenti della Consulta senza corredare la propria azione politica dei contenuti programmatici e riformistici di cui si parlava.</p>
<p>La Consulta si presenta ancora come uno spazio eterogeneo e ideologicamente frammentato per quanto riguarda gli obiettivi di fondo, limitati all&#8217;emotività del momento ma privi di quei contenuti che, se perseguiti con tenacia, potrebbero offrire una concreta dimensione politica ed amministrativa a questo organismo. I limiti sono evidenti a partire dalla denominazione stessa: “Consulta Rivoluzionaria”, un termine che affascinerà le minoritarie componenti della sinistra indipendentista radicale ma non certo il grande elettorato Sardo. C&#8217;è dunque alla base un classico ritardo ideologico connesso ai più classici errori dell&#8217;indipendentismo Sardo, ed è la pretesa di unire sulla base di ideologie e dialettiche che invece dividono in partenza. Magari ispirandosi alle piazze catalane, in cui, al contrario della Sardegna, è presente una diffusa coscienza nazional-territoriale.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Non dimentichiamolo, da 7 anni U.R.N. Sardinnya significa “Unione per la Responsabilità Natzionale”, a nostro avviso, la responsabilità di unirsi implica l&#8217;accettazione di un percorso moderato e riformista che nel folk-ribellismo non può avere alcun futuro. Se la Consulta non incanalerà la sua passione e le sue esigenze all&#8217;interno di un chiaro quadro programmatico, lo Stato centrale potrebbe persino sfruttare il radicalismo di questa fascia di popolazione per reprimere ogni forma di innovazione politica, culturale ed economica della Sardegna.<br />
Del resto, la Consulta stessa parte col piede sbagliato e segnata da una serie di contraddizioni interne: ha iniziato col paventare un “comitato ristretto” (fatto da chissà chi e con chissà quali titoli) che si arrogherebbe il diritto di decidere chi può aderire e quali iniziative si devono portare avanti. E pensiamo anche alle accuse, più o meno fondate, che alcuni osservatori muovono al Movimento Pastori Sardi circa il trattamento economico riservato da alcuni allevatori nei confronti dei propri dipendenti (non dissimili dalle <a href="http://www.cagliarifornia.eu/2012/09/forte-village-una-stagione-allinferno.html" target="_blank">critiche</a> che oggi vengono mosse in ambito turistico al Forte Village di Pula, difeso dai politicanti italiani, per il trattamento riservato ai propri collaboratori); o pensiamo alla solidarietà dell&#8217;MPS al tricolore di Napolitano dello scorso gennaio; o, ancora, pensiamo a sigle come A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, che parla di “unità” evitando sia il sardismo e sia ogni forza politica italiana, ma partecipando ai congressi di sigle italiane come Sinistra Critica. Niente di nuovo sotto il sole, è la stessa matrice con cui fallì l&#8217;esperimento politico dell&#8217;Unidade Indipendentista e della Carta di Convergenza Indipendentista, con l&#8217;aggravante che oggi queste componenti dell&#8217;indipendentismo hanno la responsabilità di dover comunicare ad una platea più vasta rispetto al passato (accresciuta anche grazie al lavoro di sigle non presenti a Tramatza).</p>
<p>Siamo disposti a schierarci dalla loro parte se ogni contraddizione sarà sanata.</p>
<p>In conclusione, se nascerà una “Consulta Riformista” interessata a parlare di sovranità, lingua, cultura, fiscalità, riconversione economica e contestuale riscrittura dello Statuto Sardo, ci saremo. Se invece rimarrà una “Consulta Rivolutzionaria” destinata a non spostarsi dalle piazze per scimmiottare improbabili rivoluzioni popolari alimentate da dirigenze immature e senza contenuti, allora non ci saremo. Perché rispetto alle attuali istituzioni Sarde che si contestano, la realtà non si sposterebbe di un solo centimetro.</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/URN-Sardinnya-Lopinione-Sulla-Consulta-Rivoluzionaria.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Vertenza Entrate: la Corte Costituzionale si oppone al Governo. Roma dovrà restituire i soldi ai Sardi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 08:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia ha un enorme rilievo politico (ed economico): le tasse pagate per anni allo Stato e che dovevano tornare alla Sardegna in base all&#8217;art. 8 del nostro Statuto Autonomo dovranno essere restituite, si parla di circa 10 miliardi di euro, dimezzati durante la scorsa legislatura. Inoltre, in base all&#8217;accordo Soru-Prodi, il Governo aveva scaricato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/Corte-Costituzionale-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4416" title="Corte Costituzionale - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/Corte-Costituzionale-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="207" /></a>La notizia ha un enorme rilievo politico (ed economico): le tasse pagate per anni allo Stato e che dovevano tornare alla Sardegna in base all&#8217;art. 8 del nostro Statuto Autonomo dovranno essere restituite, si parla di circa 10 miliardi di euro, dimezzati durante la scorsa legislatura.<br />
Inoltre, in base all&#8217;accordo Soru-Prodi, il Governo aveva scaricato sulle spalle della Regione i costi della Sanità e dei Trasporti ma non aveva mai avviato la restituzione del debito, in quanto, secondo l&#8217;esecutivo, la Regione non aveva adottato norme di attuazione per rendere valido l&#8217;art. 8.<br />
Con sentenza depositata il 20 aprile 2012, la Corte Costituzionale ha stabilito che l&#8217;assenza di norme di attuazione non è un motivo sufficiente per evitare la restituzione del denaro.<br />
L&#8217;On. Paolo Maninchedda (PSD&#8217;AZ, ex titolare della III° Commissione Regionale Permanente sul Bilancio) ha <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=3371">ricordato</a> i protagonisti di questa vicenda: <em>“L’art. 8 è di Soru; questa attuazione è una vittoria di La Spisa, che seguendo il parere del prof. Onida (già giudice della Consulta, ndr.) è arrivato allo scontro attraverso la norma inserita in Finanziaria e ha sconfitto il governo; è una vittoria del Consiglio che l’ha votata; è una vittoria del Pd che ha sostenuto, dopo una fase ondivaga, la non necessità delle norme d’attuazione (e questo spiega perché la Corte per la prima volta non dia una mano al governo Monti)”.</em></p>
<p>Appare chiara la decisione <span style="text-decoration: underline;">politica</span> della Consulta in ambito dottrinario e ci sarebbe da domandarsi se lo Stato abbia deciso di ammorbidire la sua posizione nei confronti della Sardegna a causa delle costanti vessazioni e sperequazioni subite dal territorio. Ma è presto per cantare vittoria, alla sentenza devono seguire i fatti e la classe politica regionale (unitariamente alle amministrazioni locali) deve alzare la voce a favore di una politica dell&#8217;Entrata. I soldi devono tornare a casa e gli amministratori devono poter sforare il Patto di Stabilità, è una condizione fondamentale per attivare tutti quegli investimenti necessari a rilanciare il territorio e bloccati dal limite del tetto di spesa a cui l&#8217;appartenenza a questa Repubblica ci ha obbligati. I sardisti hanno proposto a tutti gli amministratori di mettere il tricolore a mezz&#8217;asta per dare un forte segnale di autorità allo Stato, quello Stato parassitario che fa le pubblicità televisive contro l&#8217;evasione fiscale ma aggredisce i cittadini con una pressione fiscale che sfiora il 60%, senza eliminare i privilegi di pochi.<br />
Il momento è propizio anche per spiegare ai Sardi l&#8217;utilità di avere una Cassa Sarda per le Entrate che riscuota autonomamente tutti i tributi del territorio senza stornarli a Roma, l&#8217;idea vede già in campo IRS da alcuni anni ed in particolar modo il comitato del <a href="http://www.sanatzione.eu/2012/02/dal-fiocco-verde-alla-sovranita-fiscale-lidea-un-modello-commonwealth-per-la-sardegna/">Fiocco Verde</a> con la raccolta delle firme nelle principali piazze Sarde per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo (malgrado l&#8217;art. 9 dello Statuto Autonomo non preveda espressamente che la Regione possa riscuotere tutti i tributi mediante un suo Istituto).</p>
<p>Ma ecco le motivazioni tecnico-politiche della <a href="http://www.cortecostituzionale.it">Corte</a> in merito alla vertenza entrate:</p>
<p>«La prima doglianza si riferisce all’art. 3, comma 1, della legge regionale n. 12 del 2011. Tale disposizione prevede che, ai sensi dell’art. 8 dello Statuto di Autonomia della Regione Sardegna (legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3), modificato dall’art. 1, comma 834, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato &#8211; Legge finanziaria 2007), «in assenza dell’adeguamento delle relative norme di attuazione [...], gli accertamenti delle compartecipazioni regionali ai tributi erariali sono effettuati anche sulla base degli indicatori disponibili, relativi ai gettiti tributari». Tale previsione, sostiene il ricorrente (<em>ovvero il Governo, ndr.</em>), configurerebbe un’attuazione unilaterale dello statuto in materia tributaria, che inciderebbe sulle attuali disposizioni di attuazione contenute in particolare negli articoli da 32 a 38 del d.P.R. 19 maggio 1949, n. 250 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna), senza rispettare le modalità previste dal medesimo statuto all’art. 56, ove si prevede l’intervento di una commissione paritetica.</p>
<p>2.1.- La parte resistente (<em>ovvero la Regione, ndr.</em>), al contrario, sostiene che tale doglianza sarebbe inammissibile, poiché il ricorrente non dimostrerebbe la necessità che il nuovo articolo 8 dello statuto riceva attuazione attraverso il procedimento previsto all’art. 56.</p>
<p>2.2.- L’eccezione d’inammissibilità deve essere accolta, per l’inadeguatezza e la genericità dei motivi di ricorso relativi all’art. 3, comma 1, della legge regionale n. 12 del 2011.</p>
<p>Il ricorrente, infatti, pur evocando gli articoli 4, 5 e 56 dello statuto, omette di argomentare le ragioni per le quali alla Regione non dovrebbe spettare il potere di quantificare l’ammontare delle compartecipazioni ai tributi erariali, al fine di redigere il bilancio di previsione. Né si fa menzione dell’articolo 7 dello statuto che, secondo la difesa regionale, garantisce l’autonomia finanziaria e contabile, nell’esercizio della quale, sempre secondo la difesa, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo art. 8 dello statuto, è stata emanata la norma impugnata, per consentire che fosse predisposto il bilancio regionale. Neppure il ricorrente spiega quali norme di attuazione si renderebbero necessarie per dare applicazione al nuovo art. 8 dello statuto, che determina la quota di tributi da trasferire alla Regione in riferimento a ciascuna compartecipazione. Del resto, tra le sentenze evocate dalla parte ricorrente (sentenze n. 213 del 1998, n. 160 del 1985, n. 180 del 1980 e n. 151 del 1972) sono inclusi casi che trattano di situazioni non assimilabili a quella qui in esame, in cui la legislazione statale, e non quella regionale, interveniva unilateralmente in ambiti riservati alle norme di attuazione.<br />
Manca, dunque, da parte del ricorrente una sufficiente motivazione a sostegno dell’asserita necessità che il nuovo art. 8 dello statuto richieda di essere attuato con la procedura di cui all’art. 56».</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di C. Marco.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/04/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-La-Consulta-sulla-vertenza-entrate.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Consulta Nazionalista Sarda: Intervento di Antoni Putzu a Oliena</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 11:49:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, vi riportiamo l&#8217;intervento di Antoni Putzu della Consulta Nazionalista Sarda tenutosi lo scorso 10 marzo in un partecipato dibattito a Oliena. Tra i presenti, il segretario del Partito Sardo d&#8217;Azione Colli, lo scrittore Gianfranco Pintore e il portavoce della Fondazione Sardegna Zona Franca Mario Carboni. Il tema della giornata ha riguardato la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Retablo-a-Oliena-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3980" title="Retablo a Oliena - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Retablo-a-Oliena-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="368" height="260" /></a>Cari Lettori, vi riportiamo l&#8217;intervento di Antoni Putzu della Consulta Nazionalista Sarda tenutosi lo scorso 10 marzo in un partecipato dibattito a Oliena. Tra i presenti, il segretario del Partito Sardo d&#8217;Azione Colli, lo scrittore Gianfranco Pintore e il portavoce della <em>Fondazione Sardegna Zona Franca</em> Mario Carboni.</p>
<p>Il tema della giornata ha riguardato la possibilità di una Sardegna sovrana in Italia e in Europa con una propria fiscalità e con le proprie capacità di riscatto sociale.</p>
<p>Il testo completo dell&#8217;intervento in <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Putzu-a-Oliena-il-10-3-12-URN-Sardinnya.pdf">PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>A Uliana convegnu de sa Consulta Natzionalista Sarda</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 22:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Programma del convegno &#8211; Antoni Putzu: Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Programma del convegno &#8211; Antoni Putzu:</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Convegnu-CNS-Uliana-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3944" title="Convegnu CNS Uliana - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Convegnu-CNS-Uliana-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="606" height="857" /></a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Oltre Equitalia: IRS e la Consulta dei Movimenti mettono sotto accusa la Regione e le Banche</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 23:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Consulta dei Movimenti, formata da esponenti di alcuni agricoltori, pastori, piccoli imprenditori, commercianti e artigiani, attraverso il leader del movimento partite IVA Giuseppe Carboni e il dirigente di IRS Gavino Sale, ha presentato un esposto contro le banche per appropriazione indebita e, contestualmente, contro la regione Sardegna per non essere intervenuta nel recupero dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Logo-de-IRS-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3903" title="Logo de IRS - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/03/Logo-de-IRS-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="330" /></a>La Consulta dei Movimenti, formata da esponenti di alcuni agricoltori, pastori, piccoli imprenditori, commercianti e artigiani, attraverso il leader del movimento partite IVA Giuseppe Carboni e il dirigente di IRS Gavino Sale, ha presentato un esposto contro le banche per appropriazione indebita e, contestualmente, contro la regione Sardegna per non essere intervenuta nel recupero dei fondi relativi alla legge 44.<br />
L&#8217;ormai tristemente nota legge 44 del 1988, che concedeva ai titolari di aziende agricole la possibilità di usufruire di mutui a tasso agevolato e di finanziamenti della Regione, fu dichiarata “illegale” da Bruxelles nel 1997, motivo che spinse alla revoca dei contratti con gli imprenditori beneficiari. Nonostante questo i fondi degli interessi passivi regionali continuavano ad essere elargiti a favore delle banche, talvolta con percentuali superiori rispetto a quanto stabilito dalla legge 44. Una delle conseguenze dirette di questo appropriamento indebito di denaro pubblico, configuratosi come “aiuto di Stato” ai privati, ha portato al pignoramento delle aziende che beneficiavano dei suddetti finanziamenti e che non sono state in grado di restituire il debito maturato.<br />
Sulla revoca della legge 44 dell&#8217;88, e sulle leggi n. 11 del 1988 e 30 del 1975 che prevedevano finanziamenti &#8211; oltre che per le aziende agricole, anche per le aziende che realizzavano opere pubbliche – sono state poste sotto accusa le banche per aver incassato da 15 anni gli utili derivanti dagli interessi di questi aiuti di Stato, ma si è invitata anche la Regione ad attivarsi per recuperare i fondi, stimati in 120 milioni di euro.</p>
<p>L&#8217;esposto, nel quale si parla di presunta evasione fiscale delle banche ma anche di presunto peculato e frode processuale sulle procedure esecutive, include anche dei presunti abusi dell&#8217;agenzia di riscossione dei tributi Equitalia. La Consulta ha inviato il testo al ministro della Giustizia Paola Severino, al capo del Governo Mario Monti, al Governatore Ugo Cappellacci e all&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura Oscar Cherchi.</p>
<p>In materia Bruxelles ha invitato la Regione ad “utilizzare tutti i mezzi di legge esistenti per recuperare i compensi degli abbuoni d&#8217;interesse indebitamente riscossi dalle banche”.<br />
Gavino Sale e Giuseppe Carboni hanno messo in evidenza che questi sono i soldi di tutti i contribuenti e che potrebbero alleviare il dolore di tanti imprenditori Sardi che hanno assistito alla trasformazione di un finanziamento con la messa all&#8217;asta dei loro beni. Cappellacci è stato dunque diffidato ed invitato a recuperare rapidamente i soldi dalle banche con la puntuale verifica delle cartelle, pena il ricorso alla Magistratura per negligenza.</p>
<p><em>Di Melis Roberto.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-IRS%20e%20la%20Consulta%20diffidano%20Banche%20e%20Regione.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
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