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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; commerciale</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Flop di AMPI e del PD sull&#8217;Auchan di Sassari: a quando un approccio meno ideologico?</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 19:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Afferma il quotidiano La Nuova del 2 aprile: “Lo sciopero organizzato dai sindacati, le campagne di boicottaggio allestite dalla Confesercenti e da A Manca, si sono rivelate un flop totale. I lavoratori alla fine non hanno aderito e i clienti ancora di meno”. Poche righe che squalificano il lavoro della politica, inclusa quella indipendentista. Auchan [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/Auchan-SS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-6983" title="Auchan SS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/Auchan-SS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="233" /></a>Afferma il quotidiano <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it" target="_blank">La Nuova</a> del 2 aprile: <em>“Lo sciopero organizzato dai sindacati, le</em><em> campagne di boicottaggio allestite dalla Confesercenti e da A Manca, si sono rivelate</em><em> un flop totale. I lavoratori alla fine non hanno aderito e i clienti ancora di meno”.</em></p>
<p>Poche righe che squalificano il lavoro della politica, inclusa quella indipendentista.<br />
Auchan infatti ha registrato un grande successo commerciale nel giorno di pasquetta. Probabilmente La Nuova avrebbe dovuto ricordare che la fallita protesta a favore della chiusura è stata sostenuta anche dal principale partito che amministra Sassari, il PD.<br />
Ciò premesso, non ci sentiamo di banalizzare un tema che ha risvolti sociali, culturali ed economici che affondano le loro radici nel drammatico panorama occupazionale isolano, con tutto ciò che ne consegue.</p>
<p>In primo luogo c&#8217;è il fallimento del sindacalismo italiano, perché a dispetto delle letture ideologiche del caso, non è stato “il padrone” a vincere sui lavoratori, e neppure “il popolo bue schiavo del consumismo”, ma la volontà dei lavoratori di non rinunciare ad una positiva giornata professionale, soprattutto in tempi in cui migliaia di Sardi sono privi di lavoro. Inoltre, se i consumi ci sono stati, significa che esiste ancora una minima vitalità economica e questo non può che essere un fatto positivo. <span style="text-decoration: underline;">Ben più preoccupanti sono invece quelle voci che speravano in un flop dei consumi</span>.<br />
In secondo luogo c&#8217;è il fallimento della politica che amministra Sassari, a partire dal PD, la quale, nel corso degli anni non è riuscita a costruire – non solo un maggiore sviluppo economico – ma neppure alcuna alternativa sociale e culturale che potesse tramutarsi in una meta per quei sassaresi che in una giornata di maltempo non volevano comunque rimanere a casa.<br />
Ma non solo, c&#8217;è stato un concorso di colpa anche da parte di Confesercenti, la quale, al posto di perpetuare la cultura italica del “tutto chiuso durante le feste”, avrebbe dovuto incitare gli esercizi commerciali ad aprire ed offrire i loro servizi alla popolazione. E&#8217; un problema che riguarda l&#8217;intera Sardegna e non ha nulla a che vedere col diritto “al giorno di riposo”. Non esiste Paese sviluppato al mondo nel quale nei giorni festivi vi sia anche il deserto commerciale. E&#8217; un approccio culturale erroneo che dobbiamo superare e che nulla toglie all&#8217;orientamento secondo il quale bisognerebbe limitare la grande distribuzione commerciale (quest&#8217;ultimo infatti è un problema a parte, che non giustifica la chiusura delle serrande).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Vi è infine il flop della sinistra indipendentista Sarda e del suo “sudato lavoro” sul territorio, di cui anche stavolta la popolazione ha fatto volentieri a meno. Abbiamo un grande rispetto per coloro che in buona fede ritenevano di tutelare i diritti dei lavoratori rispetto ad un gruppo commerciale che esporta altrove i profitti conseguiti nel territorio. Per costoro valgono tuttavia le stesse osservazioni da porre al sindacalismo ed alla politica di matrice italiana: quali alternative sociali e culturali ha prodotto l&#8217;indipendentismo per invertire il fenomeno che si è determinato a pasquetta? E inoltre: quali riforme economiche ha prodotto negli anni per far si che al posto dei francesi di Auchan vi fosse stato, a limite, un forte circuito commerciale Sardo?</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Il-caso-Auchan-di-Sassari-e-il-flop-della-politica.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Volkswagen in Sardegna, il riccio di Alghero e Michela Murgia: Riflessioni di politica commerciale</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 15:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, Alghero è la “città del riccio del mare d&#8217;Italia”. Almeno così ci informa l&#8217;Unione Sarda del 5-11-2010. Il marchio sarebbe già stato depositato presso l&#8217;ufficio marchi e brevetti del Ministero per lo Sviluppo Economico. Pensate, mentre uno dei maggiori marchi automobilistici mondiali presenta un suo modello in Sardegna con pubblicità in lingua Sarda: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/RDM-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2168" title="RDM - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/RDM-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Alghero è la “città del riccio del mare d&#8217;Italia”. Almeno così ci informa l&#8217;Unione Sarda del 5-11-2010.<br />
Il marchio sarebbe già stato depositato presso l&#8217;ufficio marchi e brevetti del Ministero per lo Sviluppo Economico.<br />
Pensate, mentre uno dei maggiori marchi automobilistici mondiali presenta un suo modello in Sardegna con pubblicità in lingua Sarda: vedi flyer Volkswagen (<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/VW2010.jpg">JPG</a>), gli stessi Sardi si danno la zappa sui piedi nella promozione dei nostri prodotti.<br />
Non è una novità che le grandi firme industriali facciano pubblicità nella lingua del paese che dovrebbe acquisire il prodotto. Per questo non è chiara l&#8217;osservazione della scrittrice Sarda Michela Murgia che, il 15-11-10 dalle righe del forum di IRS, ha dichiarato:</p>
<p><em>“Se fossi uno studioso di comunicazione di mercato ne trarrei questa conclusione: in Sardegna le persone sensibili al discorso identitario sono un target facilmente raggiungibile attraverso l&#8217;associazione tra un qualsivoglia prodotto e i simboli in cui tendono a riconoscersi.<br />
Tradotto: i sardi che non si possono comprare con i sistemi tradizionali si possono comprare con la rappresentazione artefatta di sè stessi.”</em></p>
<p>Per Michela Murgia quindi la lingua Sarda in cui una parte del Popolo Sardo si riconosce parrebbe solo una rappresentazione artificiosa del proprio essere e non una lingua da rispettare tale e quale alle altre nel sentire quotidiano di una popolazione. Italiano che, nella fattispecie, rappresenterebbe il canale veicolare “tradizionale”.<br />
Ma in verità il fatto che i Sardi non abbiano ancora adottato una lingua omogenea per l&#8217;isola c&#8217;entra ben poco. La Volkswagen ha solamente usato il Sardo diffuso presso l&#8217;area demograficamente più abitata della Sardegna (il Campidanese).<br />
Se ribaltassimo lo stesso discorso con altri casi, allora dovremmo spiegare che tutte le più grandi multinazionali che vendono i loro prodotti nella lingua del mercato di destinazione sono “rappresentazioni artificiose”. Quindi Renault non dovrebbe più fare pubblicità su Mediaset in italiano ma in francese per non trattare come aborigeni gli italiani; la Toyota dovrebbe vendere auto in USA parlando in giapponese e la Pepsi dovrebbe fare pubblicità in (inglese) americano nei paesi arabi.<br />
Ovviamente non c&#8217;è nessuna artificiosità, quanto l&#8217;unico e semplice obiettivo di comunicare ad una popolazione con la sua lingua per presentare meglio un dato prodotto.<br />
Nel caso Volkswagen pertanto l&#8217;editore (cagliaritano) che ha ospitato la pubblicità e la densità di popolazione di quel bacino di utenza rispecchiano in pieno la logica.<br />
Talvolta si realizzano pubblicità in francese, inglese ed altre lingue diverse dal paese di destinazione del prodotto (gli stessi profumi francesi lo fanno spesso), è anch&#8217;essa una funzione di marketing. Ma talvolta, più banalmente, ciò corrisponde a semplici criteri di razionalizzazione dell&#8217;investimento pubblicitario da parte del committente. Ad esempio, per marchi come Yves Saint Laurent, potrebbe essere più semplice fare un solo spot in francese senza spendere ulteriore denaro per farne altri in altre lingue o doppiare lo stesso in lingue diverse, parandosi dietro l&#8217;appeal dell&#8217;idioma francese. Oppure al solito spot annuale si aggiunge semplicemente una frase finale nella lingua del Paese di destinazione.<br />
Oppure ancora si utilizza l&#8217;inglese, come emblema di internazionalità.<br />
Allo stesso modo, se avessimo un “Made in Sardinia”, al posto dello sciagurato “Made in Italy”, dovremmo fare pubblicità ai nostri prodotti nella lingua (o lingue) del mercato in cui si rivolgeranno, oppure anche in Sardo.<br />
A questo proposito torniamo sul “riccio del mare d&#8217;Italia” algherese. In questo caso non vi è solo un deprezzamento del prodotto Sardo a livello comunicativo che viene disperso a favore del “Made in Italy”, peggio! C&#8217;è anche un disvalore aggiunto che fa perdere all&#8217;industria algherese del riccio (e più in generale a quella Sarda) la necessaria separazione promozionale delle produzioni Sarde da quelle del resto d&#8217;Italia.<br />
Per farvi capire meglio, prendiamo un caso di attualità come quello che vede subordinati diversi pastori ai drammi di mercato del pecorino romano: La maggiorparte della nostra produzione non si è incentrata né per qualità e né per quantità sulla promozione di un marchio, di un nome o di un prodotto locale, ma sui grandi numeri si è sempre avvantaggiato un terzo territorio ed una terza industria di trasformazione. Mai la nostra con convinzione.<br />
Nel mondo si conosce il pecorino romano (italiano) ma veramente pochi saprebbero indicare a livello internazionale la posizione della Sardegna in una cartina geografica. Eppure siamo il serbatoio principale di quel “brand”, ammesso e non concesso che possa considerarsi tale.<br />
Grana Padano e Parmigiano Reggiano: questi sono brand promossi, riconosciuti e con una chiara appartenenza territoriale.<br />
I nostri prodotti e la nostra fatica hanno sempre finito per avvantaggiare terzi territori, danneggiando la promozione del nostro.<br />
E&#8217; successo ieri col pecorino romano, succede oggi &#8211; in altra misura &#8211; col neonato marchio di Alghero “città del riccio del mare d&#8217;Italia”; che invece avrebbe dovuto chiamarsi “del mare di Sardegna”; “de Sardigna” o “Sardinia”.<br />
Questa miope ed irresponsabile politica commerciale non avvantaggia la Sardegna e le nostre produzioni, ma continua a consegnare prestigio, immagine e qualità (talvolta anche quantità) in un calderone, quale quello del “Made in Italy”, che spesso non solo non combacia con i nostri interessi economici, ma ne risulta antitetico.<br />
Non a caso spesso la prima concorrenza alle nostre produzioni non arriva dall&#8217;estero ma dal mercato italiano stesso.<br />
Anche questo limite culturale sul piano promozionale è un retaggio della mancata visione natzionale della Sardegna.<br />
Il nostro territorio, in ragione dell&#8217;assenza di una difesa della nostra identità e delle nostre produzioni, non viene inquadrato come lo start-up di un brand da difendere. Così facendo, non saremo mai protagonisti ma solo periferia. Ed essere periferia significa inevitabilmente non avere la capacità di promuovere con dignità il nostro valore aggiunto sul mercato.<br />
E quando parliamo di mercato non intendiamo solo quello italiano, ma quello internazionale.<br />
I nostri vini ed il nostro olio vengono venduti negli USA ed in Giappone, ma negli stand siamo quasi sempre subordinati a quelli più forti del mercato italiano. I nostri prodotti passano spesso in secondo piano, pur non avendo qualitativamente nulla da invidiare agli altri.<br />
Da anni riteniamo che l&#8217;indipendentismo debba promuovere un “Made in Sardinia” e debba avere una stabile rappresentanza presso l&#8217;Unione Europea, a partire dal famigerato collegio unico a Bruxelles in cui da anni perdiamo peso rispetto alla Sicilia, che quindi, assieme ad altri territori del nord&#8217;Italia, mette in ombra il nostro valore ed il nostro tessuto produttivo.<br />
Per non parlare del silenzio attorno al nostro patrimonio culturale ed archeologico&#8230;</p>
<p>Abbiamo già affrontato i temi della promozione della Sardegna in diverse occasioni, nell&#8217;ultimo anno anche con il regista pubblicitario Mario Giua Marassi: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/05/sardegna-e-promozione-ne-parliamo-con-lesperto-mario-giua-marassi/">vedere intervista</a>. Autore dello spot istituzionale della Sardegna per il mercato orientale (in lingua inglese): <a href="http://www.sanatzione.eu/2009/12/miglior-videospot-internazionale-sulla-sardegna/">vedere spot</a>.<br />
C&#8217;è molto su cui lavorare.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Floris Maurizio e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Politica%20commerciale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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