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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; celtiche</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Scozia, Galles e Irlanda del Nord guardano all&#8217;indipendenza nell&#8217;UE. E la Nazione Sarda?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 22:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/09/BZ.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20477" title="bz" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/09/BZ.jpg" alt="" width="605" height="404" /></a></p>
<p>Mentre l&#8217;indipendentismo sardo si trova, per la maggiore, falcidiato da posizioni rossobrune, euroscettiche, putiniane, complottiste, NIMBY e avverse alla nostra sicurezza, in linea con le idee populiste di Conte e Vannacci, le nazioni celtiche – paradossalmente ammirate dagli stessi movimenti sardi – promuovono invece una piena adesione all&#8217;Unione Europea, al suo piano di riarmo ed agli investimenti.<br />
Un altro mondo rispetto alla nostra deprimente realtà.</p>
<p>Il 14 settembre le tre nazioni hanno sottoscritto l&#8217;Accordo di Cardiff, un memorandum d&#8217;intesa volto a raggiungere gli obiettivi indicati.</p>
<p>Ogni tanto la Storia con la S maiuscola intraprende percorsi inediti e abbastanza ironici, perché se un tempo Londra è stata garante dell&#8217;unità del Regno e argine alla deriva verso posizioni massimaliste, il modello Westminster sopravvissuto alla Brexit non solo non riesce più a garantire il relativo benessere di tutte le nazioni del Regno, ma ha proprio in Inghilterra l&#8217;epicentro di posizioni massimaliste e nazionaliste tendenti ad aggravare ulteriormente la situazione. Mentre i Labour al governo paiono incapaci nell&#8217;arrestare questo declino.</p>
<p>Lo Scottish National Party, più che i fratelli minori gallesi e nordirlandesi, tira le fila di questo cambiamento all&#8217;insegna della responsabilità, in un percorso che nell&#8217;ultimo quindicennio non è stato privo di ostacoli, polemiche, scandali e contraddizioni interne, sino all&#8217;evoluzione attuale.</p>
<p>Ricordiamo alcuni passaggi chiave di questo mutamento, senza andare troppo a ritroso nel tempo:</p>
<p>- 2012, la svolta storica del congresso annuale di Perth del 19 ottobre: con una maggioranza interna di 426 voti, il partito esprime una linea pro-NATO. Una posizione promossa dall&#8217;allora premier scozzese Alex Salmond e dal portavoce alla Difesa Angus Robertson.</p>
<p>- 2016, la Brexit: il 62% degli elettori scozzesi, capitanati dall&#8217;SNP, votano per rimanere nell&#8217;UE, seppur trascinati come Regno Unito fuori dall&#8217;Europa.</p>
<p>- 2022, invasione dell&#8217;Ucraina: persino l&#8217;ala giovanile del partito, <em>Young Scots for Independence</em>, ancora scettica sulla svolta del 2012, si convince della scelta pro-NATO.</p>
<p>- 2024: Alyn Smith, giurista, una delle più eminenti figure dell&#8217;SNP e più volte europarlamentare, pubblica sul <a href="https://www.thenational.scot/politics/24585361.alyn-smith-eu-competitiveness-report-lessons-scotland/" target="_blank">The National</a> una posizione di supporto al report di Mario Draghi orientato a garantire lo sviluppo socio-economico dell&#8217;Unione Europea. Si riconoscono i problemi UE, e si condivide la necessità, non certo di demolirla, ma di perfezionarla. Tra i punti qualificanti della convergenza: la scarsa capacità di valorizzare commercialmente la ricerca scientifica locale, e la necessità di far crescere le imprese affinché possano competere coi big internazionali. Un problema di nanismo aziendale particolarmente sentito anche nella nostra realtà. Tra le poche obiezioni mosse a Draghi: la sua volontà di utilizzare lo strumento del debito comune, ed un modello regolatorio UE scarsamente orientato a creare giganti d&#8217;impresa.</p>
<p>- 2025: il governo scozzese guidato dal leader indipendentista John Swinney abbatte il veto alle fabbriche di armi e riconosce la necessità di tali impianti nel territorio scozzese. E ciò con quattro motivazioni: 1) garantire un approvvigionamento destinato alla sicurezza della Scozia; 2) tutelare l&#8217;indotto occupazionale e sviluppare il know-how tecnologico locale; 3) incrementare gli investimenti economici nel territorio; 4) contribuire alla generale difesa degli alleati internazionali.</p>
<p>- 2026, l&#8217;attuale Accordo di Cardiff: in vista di un prossimo nuovo referendum sull&#8217;indipendenza, per adesso ancora osteggiato da Londra, consolida l&#8217;orizzonte europeo come base di riferimento politica, ideale ed istituzionale. Uniche differenze tra indipendentisti “celtici”? Per i gallesi non c&#8217;è stata una convinta svolta pro-NATO, ma hanno aperto ad una strategica collaborazione col Patto Atlantico, riconoscendone l&#8217;importanza. Mentre i nordirlandesi dello Sinn Féin rimangono ancorati ad una vetusta posizione ideologica sulla materia.</p>
<p><img class="alignleft" src="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Al di là delle sfumature, si tratta di un generale livello di maturità politica ancora ben lontano dal manifestarsi in Sardegna. E nonostante la diffusa piaga populista italiana, dal centrodestra al centrosinistra, induca il buonsenso a sviluppare anche da noi un&#8217;analoga formula autonomista incentrata sulla responsabilità, sulle riforme e sul futuro dell&#8217;Europa unita.</p>
<p>Ecco il testo del memorandum delle nazioni celtiche:</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Intesa sull&#8217;Autodeterminazione e la Cooperazione</span>.</p>
<p>«<em>Premessa e Contesto Strategico:</em></p>
<p><em>Le nostre nazioni possiedono storie, identità e tradizioni politiche distinte, ma condividiamo la ferma convinzione che i tre popoli che rappresentiamo meritino un’ambizione più grande, maggiori opportunità economiche e una voce più forte nel determinare il proprio futuro.</em></p>
<p><em>Per la prima volta nella storia, i cittadini di queste isole vedono alla guida dei governi di Scozia, Galles e Nord Irlanda dei First Minister tutti congiuntamente impegnati per l&#8217;indipendenza dal Regno Unito. Per le persone che ci osservano attraverso queste isole e in tutto il mondo, non potrebbe esserci un segnale più chiaro: l&#8217;epoca di Westminster sta giungendo al termine.</em></p>
<p><em>Crediamo che vi sia una strada migliore: nazioni che collaborano da pari a pari, condividendo idee e competenze e costruendo relazioni fondate sul rispetto reciproco e su interessi comuni. La spinta politica è dalla parte dei nostri movimenti; crediamo che il cambiamento costituzionale sia ormai inevitabile.</em></p>
<p><em>Ambito di Cooperazione Politica e Democratica:</em></p>
<p><em>1. Economia e Giustizia Sociale.</em><br />
<em> Rifiutiamo il modello economico fallimentare di Whitehall. Ci impegniamo a collaborare e a scambiare soluzioni pratiche per costruire economie produttive e prospere che creino posti di lavoro di qualità, contrastino le disuguaglianze e garantiscano che la ricchezza e le opportunità siano distribuite in modo equo e giusto tra le nostre nazioni.</em></p>
<p><em>2. Europa e Cooperazione Internazionale.</em><br />
<em> La Brexit ha danneggiato le nostre economie e limitato le opportunità per i nostri cittadini. L&#8217;Europa è la nostra casa comune e crediamo che il futuro delle nostre nazioni appartenga all&#8217;Unione Europea. Intendiamo lavorare insieme per ricostruire e rafforzare le relazioni con i partner europei, creando maggiori opportunità di commercio, investimento, scambio culturale e cooperazione.</em></p>
<p><em>3. Autodeterminazione e Democrazia.</em><br />
<em> Le nostre nazioni hanno il diritto inalienabile all&#8217;autodeterminazione. Nessun governo di Westminster ha il diritto di bloccare la democrazia o di minare il principio fondamentale secondo cui saranno i nostri popoli a decidere il proprio futuro.</em></p>
<p><em>Chiediamo formalmente al Governo Britannico di preparare, pianificare e facilitare il percorso verso il cambiamento costituzionale in ciascuna giurisdizione.</em></p>
<p><em>Principi di Azione:</em></p>
<p><em>Riconosciamo che i nostri partiti muovono da posizioni costituzionali specifiche e che ogni nazione determinerà il proprio futuro secondo le proprie modalità e i propri tempi. Ciò che ci unisce è la determinazione nel garantire che la voce delle nostre nazioni sia ascoltata, che i nostri cittadini abbiano l&#8217;opportunità di prosperare e che la cooperazione tra Scozia, Galles e Irlanda sia rafforzata.</em></p>
<p><em>Il futuro deve essere un futuro in cui le nostre nazioni possano cooperare con fiducia, parlare a proprio nome e instaurare relazioni reciproche e con il resto del mondo basate sull&#8217;uguaglianza, sul rispetto e sul beneficio mutuo.</em></p>
<p><em>Il documento di oggi segna un ulteriore e decisivo passo nella costruzione di questa storica cooperazione</em>.»</p>
<p>Firmato a Cardiff il 14 settembre 2026:<br />
- John Swinney (Leader del Scottish National Party);<br />
- Rhun ap Iorwerth (Leader di Plaid Cymru);<br />
- Michelle O&#8217;Neill (Vicepresidente di Sinn Féin);<br />
- Mary Lou McDonald (Presidente di Sinn Féin).</p>
<p><a href="https://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2026/09/URN-Sardinnya-Esteri-Le-Nazioni-celtiche-promuovono-UE-e-NATO.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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