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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; ampi</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Ma quale indipendentismo vogliamo? E perché non essere italiani?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 21:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori, mi è stato chiesto di riassumere alcuni capisaldi concettuali della nostra visione indipendentista. Si tratta di tematiche che molti di voi hanno già trovato nelle nostre righe, ma non potendo elencare la vastità dei temi trattati mi limiterò ad esporre alcune riflessioni partendo da un breve profilo storico, e che spero possano essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/08/Benjamin-Constant-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7741" title="Benjamin Constant - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/08/Benjamin-Constant-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="217" height="237" /></a>Cari Lettori, mi è stato chiesto di riassumere alcuni capisaldi concettuali della nostra visione indipendentista. Si tratta di tematiche che molti di voi hanno già trovato nelle nostre righe, ma non potendo elencare la vastità dei temi trattati mi limiterò ad esporre alcune riflessioni partendo da un breve profilo storico, e che spero possano essere utili ai tanti ultimi arrivati – Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Esaurita l&#8217;energia che la rivoluzione francese aveva diffuso in tutta Europa, iniziano a farsi strada nuove interpretazioni nella lettura del rapporto fra il potere e l&#8217;individuo. In particolar modo fra il potere dello Stato e il popolo, che ormai aveva assunto una dimensione nazionale, destinata a proiettarsi, da allora in avanti, verso la costituzione degli Stati-nazionali. Pensatori illustri come Benjamin Constant si resero conto che il tema della mancata libertà dell&#8217;individuo non era necessariamente connesso all&#8217;assenza di leggi ma, proprio con la progressiva affermazione dello Stato, quest&#8217;ultimo, con le sue leggi, era ormai pienamente capace di comprimere la libertà degli individui. La fase del Terrore giacobino e l&#8217;imperialismo napoleonico avevano dimostrato che la sovranità popolare diretta poteva tradursi nella piena contraddizione dei principi rivoluzionari stessi. Si uccideva perché in nome del popolo si decideva chi era “nemico” del nuovo ordine che aveva spazzato via l&#8217;ancien régime. La forza metafisica del Leviatano che un tempo veniva esercitata dai sovrani per “diritto divino” veniva adesso adottata dalla figura impersonale dello Stato: una forza collettiva la cui ideologia era arrivata al punto di voler educare l&#8217;individuo stesso a dare forza al nuovo sistema. Diversi storici ravviseranno in questa “pedagogia statale” i germi dei totalitarismi di destra e sinistra che insanguineranno l&#8217;Europa del XX° secolo.<br />
Durante l&#8217;illuminismo Immanuel Kant mise in guardia i propri lettori da quei governi che avessero abusato del proprio potere per porsi in un ottica paternalista, trattando da incapaci tutti quegli individui finiti sotto la sua sfera di influenza. Creare grandi Stati significava inevitabilmente sacrificare delle minoranze sull&#8217;altare della pretesa verticalizzazione amministrativa, sia sul piano culturale che su quello economico.</p>
<p>Se ancora nel XXI° secolo il nuovo dispotismo pubblico si traduce nella forza della maggioranza a danno delle minoranze, le formazioni indipendentiste rappresentano le nuove forze del progresso nei confronti della conservazione. Tuttavia, a differenza dell&#8217;<a href="http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=6559" target="_blank">opinione espressa dal sociologo Nicolò Migheli</a>, non interpreto in un orizzonte ideologico di sinistra la prospettiva nella quale alimentare nuove speranze di riscatto ed eguaglianza sociale. Il futuro dell&#8217;indipendentismo si giocherà nell&#8217;accoglimento del pluralismo dei principi come base per superare etichette ideologiche, di destra e sinistra, non più adeguate a rappresentare una realtà complessa. Perché proprio la novecentesca e composita ideologia di sinistra ha contribuito a rallentare sia l&#8217;operato riformistico dei movimenti di autodeterminazione, sia ad espandere il verticalismo statale a danno delle minoranze.</p>
<p>- Sugli Stati:</p>
<p>Tale verticalismo si è manifestato in vari modi, nei regimi del &#8217;900, oltre all&#8217;assimilazionismo linguistico e culturale, sorretto da una ampia burocrazia, si è determinato attraverso la pianificazione economica. Mentre nelle democrazie occidentali, oltre ad analoghe forme di assimilazionismo culturale, soprattutto a partire dal New Deal in poi, l&#8217;interventismo statale in economia di matrice keynesiana è diventato parte integrante tanto delle socialdemocrazie quanto di governi ad orientamento conservatore. Si tratta dello stesso modello che oggi esercita una feroce pressione fiscale a danno di cittadini e imprese, per coprire imponenti debiti pubblici, ed in cui all&#8217;alto livello di tassazione, soprattutto in Italia, non corrisponde una adeguata qualità dei servizi erogati. Inoltre, la precarizzazione del lavoro di cui parla Migheli non è riconducibile ad un presunto e astratto neo-liberismo identificato come la causa di tutti i mali, ma piuttosto alla compressione della libera iniziativa determinata dallo statalismo. Poiché al posto di ridare ossigeno all&#8217;economia riducendo il carico fiscale si è fatto l&#8217;opposto, aumentandolo, e la politica ha posto così le basi della precarizzazione del lavoro dipendente in cui si sono rifugiati piccoli e grandi imprenditori per contenere tutti gli ostacoli e la sottrazione di risorse effettuata dallo Stato.</p>
<p>- Sui movimenti indipendentistici:</p>
<p>Per contro, in antitesi ai centralismi di Stato, i maggiori movimenti indipendentistici occidentali sorti nell&#8217;epoca della guerra fredda, in sintonia con nozioni ideologiche terzomondiste in voga all&#8217;epoca della decolonizzazione, hanno adottato in vari casi una dialettica di derivazione marxista-leninista, a tratti para-militare. Soprattutto dalla seconda metà degli anni &#8217;60 in poi. Questa corrente di pensiero ha rallentato l&#8217;operato delle forze liberali e moderate, anch&#8217;esse sensibili alle tematiche dell&#8217;autogoverno, nonché maggiormente attente alla difesa della proprietà privata e dei diritti individuali prima che di quelli collettivi. Esempi pratici? Tutti gli indipendentismi che in Europa hanno imbracciato le armi non hanno ottenuto serie conquiste in termini di sovranità a favore delle proprie minoranze nazionali. Mentre nella maggior parte dei casi la sinistra indipendentista moderata si è ritagliata il solo ruolo dell&#8217;intransigenza ideologica rispetto ad un sano pragmatismo amministrativo capace di effettuare delle riforme. E&#8217; un retaggio ideologico derivante dal marxismo, in quanto il cambiamento dei rapporti di forza sociali, istituzionali ed economici non veniva inquadrato su base riformista ma solo su base rivoluzionaria. Da qui l&#8217;impossibilità per vari indipendentisti di matrice socialista (compresi tantissimi Sardi) di immaginare un percorso graduale e progressivo di conquista della sovranità attraverso proposte riformistiche. Gli esempi della Catalogna e della Scozia sono emblematici: nel primo caso il vasto nazionalismo moderato del CiU ha consentito un serio risultato, e cioè l&#8217;ormai consolidata riforma dello Statuto della Comunità Autonoma Catalana, mentre la minoritaria sinistra indipendentista radicale di ERC si oppose (senza successo) alla riforma (in quanto non voleva uno Statuto Autonomo con maggiori poteri ma l&#8217;indipendenza tout court). Solo successivamente la sinistra radicale si accorse dei benefici sovranitari ottenuti da una riforma che aveva avversato, trovando utile un percorso graduale di riforma delle istituzioni come elemento di propedeuticità all&#8217;indipendenza.<br />
In Scozia, i socialdemocratici nazionalisti dell&#8217;SNP svilupparono un serio consenso solo a seguito dell&#8217;apertura verso tematiche fino ad allora considerate di esclusivo appannaggio della destra. La scoperta del petrolio (e l&#8217;accoglimento di una politica energetica ed ambientalista non più radicale ma diversificata); lo sviluppo del tema della Pubblica Sicurezza (strappato nel voto a distretti storicamente in mano a partiti centralisti laburisti e conservatori che avevano abbandonato il territorio) e lo sviluppo del tema delle liberalizzazioni, hanno spalancato le porte ad un voto di massa che ha portato il nazionalista Alex Salmond al governo di Edimburgo.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />E in Sardegna? Eccetto U.R.N. Sardinnya, tanto i partiti centralisti quanto quelli indipendentisti sono digiuni di liberalismo. I Riformatori Sardi, presunti “liberaldemocratici”, in compagnia della destra e della sinistra italiana, paiono a favore della ricapitalizzazione di Abbanoa, cioè di mettere nuovi soldi pubblici nella voragine di bilancio creata dagli stessi partiti che amministrano l&#8217;ente idrico, falsamente privatizzato. Il Partito Sardo d&#8217;Azione invece propose una “flotta Sarda” pagata dai contribuenti per risolvere il problema dei trasporti, e, a differenza della Catalogna, nessuno ha pensato che forse quello dei trasporti (come dell&#8217;energia) non era e non è un problema di operatori ma di regole che dovrebbero contraddistinguere gli operatori del mercato (da qui il senso di una Authority capace di combattere i Trust). Il ritardo ideologico del nostro corpo politico è evidente, e non c&#8217;è da stupirsi che nessuno si sia indignato di vivere in uno Stato dove la burocrazia, le tasse sul lavoro e sul patrimonio non hanno eguali in rapporto agli scarsi servizi ricevuti rispetto alla media dei Paesi OCSE. Ma c&#8217;è di peggio! Quando mezzo milione di Sardi hanno votato a favore dell&#8217;abrogazione delle Province, IRS, ProgReS e vari settori sardisti si sono opposti alla volontà popolare. Gli stessi movimenti che, nonostante i proclami sulla lingua Sarda, non sono riusciti a difendere neppure quella. E tutt&#8217;ora non hanno una proposta di riforma dello Statuto Sardo, in particolar modo SNI, IRS, AMPI e ProgReS, che a loro volta contestano al PSD&#8217;AZ la storica assenza di risultati pratici.</p>
<p>Riassumendo: abbiamo piccoli movimenti Sardi statalisti, perché non concepiscono seriamente il ruolo dei privati nella gestione di beni e servizi (e dunque, in assenza di pluralismo, viene anche meno l&#8217;inutile frammentazione che li contraddistingue); abbiamo movimenti Sardi conservatori, perché non vogliono o non sanno immaginare una riforma delle istituzioni diversa da quelle disegnate dall&#8217;attuale assetto costituzionale italiano, magari dando maggiori poteri ai Comuni, e quindi agiscono anche contro il voto referendario del proprio popolo. Abbiamo movimenti che non tutelano seriamente la nostra lingua nazionale, e dunque non si capisce in base a quali parametri dovremmo distinguerci &#8211; anche istituzionalmente &#8211; rispetto agli altri cittadini della Repubblica sparsi nella penisola.</p>
<p>Vi chiederete perché voglio essere Sardo ed Europeo? Per lo stesso motivo per cui penso che un indipendentismo così strutturato, influenzato dalle ideologie del &#8217;900 e dalla politica italiana, non ha alcun futuro se non innova la propria proposta politica, in quanto non è alternativo ma organico allo status quo.</p>
<p>Non voglio vivere sotto ad istituzioni che impediranno a mio figlio di parlare la propria lingua e di studiare la propria storia. Non voglio vivere in uno Stato che parla di sussidiarietà ma scarica nella mia isola spazzatura e rifiuti speciali provenienti da altre Regioni. Non voglio vivere in uno Stato dove i soldi delle mie tasse servono a pagare enti in perdita ed istituzioni provinciali spesso lontane dalle esigenze delle singole comunità locali. Seppur etero, da liberale, non voglio vivere in uno Stato in cui due cittadini omosessuali non possono godere degli stessi diritti degli altri. Non voglio vivere in uno Stato dove i soldi delle tasse di tanti servono a foraggiare i privilegi di pochi. Non voglio vivere in uno Stato in cui un ex Presidente del Consiglio pluri-indagato continua a determinare il destino di un governo. Non voglio uno Stato che fa entrare la Sardegna in Europa dalla porta di servizio. Non voglio vivere in uno Stato dove una legislazione ed una Magistratura politicizzata riescono a scarcerare dopo pochi giorni trafficanti, criminali e banditi di ogni risma in ogni angolo del Paese, passando più tempo nei giornali che nelle aule di tribunale. Non voglio vivere in uno Stato dove esistono i Senatori a vita, né in uno Stato dove una Agenzia delle Entrate, dietro tutta la retorica sul welfare, ha il potere di sbattere sulla strada delle persone indigenti. Non voglio vivere in uno Stato dove una sinistra collusa con le banche accusa la destra di “neo-liberismo” e dove la destra di liberale non ha proprio nulla. Non voglio vivere sotto ad una Costituzione che nega la nazionalità e la sovranità del mio popolo. Non voglio vivere in uno Stato debole coi forti e forte con i deboli; né in uno Stato dove esiste il bollo auto, la tassa di successione e di donazione. E potrei continuare per ore.</p>
<p>Se l&#8217;indipendentismo Sardo non contesterà questo dispotismo statalista e nazionalista italiano non avrà il mio voto. E in quel caso sarebbe meglio emigrare.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/08/URN-Sardinnya-Lopinione-Quale-indipendentismo.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>- Sul tema: <em>“<a href="http://www.sanatzione.eu/2013/05/le-ragioni-di-economisti-e-intellettuali-a-sostegno-dellindipendentismo-contemporaneo/" target="_blank">Le ragioni di economisti e intellettuali a sostegno dell’indipendentismo contemporaneo</a>” (Sa Natzione, 01-05-13).</em></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Sull&#8217;autoreferenziale discorso di Cristiano Sabino al congresso di AMPI</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 17:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Fra di noi non ci sono capi e capetti” (C. Sabino, Ghilarza, 07-04-13). Cari amici, ho seguito con vivo interesse il video dell&#8217;intervento di Cristiano Sabino, portavoce di A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, al congresso tenutosi a Ghilarza lo scorso 7 aprile. Mi ha colpito una bellissima frase riportata da Sabino, che credo faccia sempre parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/A-Manca-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7012" title="A Manca - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/A-Manca-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="250" height="198" /></a>“Fra di noi non ci sono capi e capetti”</span> (C. Sabino, Ghilarza, 07-04-13).</em></p>
<p>Cari amici, ho seguito con vivo interesse il video dell&#8217;intervento di Cristiano Sabino, portavoce di A Manca pro s&#8217;Indipendentzia, al congresso tenutosi a Ghilarza lo scorso 7 aprile.<br />
Mi ha colpito una bellissima frase riportata da Sabino, che credo faccia sempre parte dei pensieri di tanti indipendentisti Sardi: <em>“Noi siamo l&#8217;ultima generazione in grado di salvare la Sardegna”</em>. Ovvero, se i nostri giovani indipendentisti non produrranno risultati concreti, la prossima generazione di Sardi potrebbe non avere gli idonei strumenti culturali per comprendere il livello dei ritardi del territorio e per poter lavorare allo sviluppo.<br />
Sabino ha aperto il suo intervento ricordando il difficile ruolo della sinistra nazionalista Sarda in un contesto tutt&#8217;altro che favorevole alle tematiche dell&#8217;indipendentismo. Ha inoltre ricordato (forse poco) l&#8217;assenza della lingua Sarda, ma anche la positiva opera di persuasione politica creata dai vari movimenti nel corso del tempo, i quali hanno contribuito ad introdurre importanti tematiche nel panorama politico. Ciò che un tempo gli azionisti definivano “la sardizzazione della politica regionale”. Ovvero l&#8217;unico vero e pratico contributo dato dall&#8217;indipendentismo contemporaneo alla nostra comunità, e che racchiude il senso di un indipendentismo che purtroppo non è di governo, ma solo di testimonianza, perché si limita ad introdurre tematiche senza amministrare per poterle tradurre in fatti concreti.</p>
<p>E qui bisogna infatti arrivare alla nota dolente del discorso, cioè proprio agli strumenti culturali che oggi dovremmo avere per poter riuscire laddove la prossima generazione avrebbe grandi possibilità di fallire.<br />
AMPI propone la costituzione del partito dei lavoratori Sardi, una idea romantica che sottende alla difesa della moltitudine di lavoratori di un Popolo Sardo privo della sovranità con cui difendersi rispetto agli abusi. Mi spiace a questo proposito non aver capito se questi lavoratori siano anche quegli imprenditori che il lavoro lo creano, che fanno difficoltà a stare sul mercato a causa dei costi e delle tasse, e che sicuramente non potrebbero permettersi di salvaguardare neppure la manodopera in eccesso. E del resto, spesso si parla della famiglia nucleare, considerando le numerose piccole imprese che creano il nostro tessuto produttivo e che, queste sì, non hanno alcuna rappresentanza politica, se non quella di finire puntualmente nella rete del clientelismo italiano. Ma voi avete mai sentito parlare un indipendentista di IMU o di costo del lavoro? Io no. Al massimo di Legler o Alcoa, senza capire in che modo poter aiutare gli operai, e senza sentire nulla sulle partite IVA, cioè sulla maggioranza dei nostri lavoratori, sul ruolo dei privati e sulle mancate liberalizzazioni che danneggiano il nostro mercato. Magari queste cose ce le spiegherà Grillo al suo ritorno in Sardegna.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ebbene, qualora avessi assistito in sala a tale discorso, che mi è parso molto sprovvisto di contenuti, non mi sarei mai sentito in vena di concedere un applauso a chi propose una convergenza di forze ma che nei fatti sostiene l&#8217;attuale livello di frammentazione e debolezza dell&#8217;indipendentismo Sardo (evitando anche il sardismo). Perché all&#8217;interno dei movimenti Sardi manca una sana competizione, e noi crediamo nelle primarie come democratico strumento di selezione dei candidati, al fine di premiare la competenza e soprattutto i risultati.<br />
In sintesi, dietro le buone apparenze del discorso di Sabino, ci sono stati i soliti grandi assenti: la democrazia, le riforme e la rappresentatività del Popolo Sardo, che evidentemente ad AMPI interessa solo in maniera marginale, e solo nel classico ruolo della testimonianza, denotando così l&#8217;incapacità della sinistra nazionalista Sarda di elaborare proposte per problemi che oggi richiedono soluzioni complesse e prive di limitazioni ideologiche.<br />
Perché dico questo? Perché non ho neppure compreso il passaggio dell&#8217;intervento nel quale Sabino contesta le voci politiche che si levano su internet o in qualsiasi altro spazio non riconducibile ai movimenti che conosciamo. Forse questa critica di Sabino la possiamo spiegare con la debolezza del suo movimento (e degli altri movimenti simili), i quali, non avendo più il monopolio della politica indipendentista ed essendosi posizionati ai margini della società Sarda, iniziano ad avvertire il fiato sul collo di una politica che spesso sottrae loro dei temi, ma anche di una sensibile base di militanza che inizia a stancarsi della pessima e inconcludente leadership indipendentista, e che ritiene di doverla superare come passo necessario per ridurre la frammentazione del nazionalismo Sardo.<br />
D&#8217;altra parte, chi come AMPI non governa alcuna amministrazione della Sardegna e pertanto non rappresenta nessuno oltre i propri aderenti, non ha alcun titolo o credibilità per ergersi giudice delle libere scelte altrui tacciandole di “virtualità”, anche perché nel nuovo millennio la comunicazione del web raggiunge prima e meglio una vasta quantità di utenti, un tempo irraggiungibile. Stare fra la gente infatti non significa sognare presunte masse di lavoratori schiave di presunti malvagi liberisti, ma aiutare l&#8217;impresa a liberarsi dal peso di una fiscalità statale aggressiva, che si ripercuote anche nella posizione dei lavoratori dipendenti. Per arrivare a fare ciò non ci servono 12 o 13 movimenti autonomisti e indipendentisti Sardi che sostengono programmi analoghi e che non hanno uno straccio di consenso e di forza contrattuale nella vita socio-economica del territorio, ma bisogna ridurre i galli nel pollaio. Ecco perché la critica è una componente indispensabile. Dare un applauso a dei leaders indipendentisti che scaricano sempre altrove l&#8217;esito dei propri insuccessi è un modo codardo per evitare di dire ciò che si pensa, e per evitare quindi di costruire una politica che sarà di grandissima utilità anche ai nostri figli. Abbiamo bisogno di aumentare lo spessore del nazionalismo Sardo e la sua impronta, non più populista e statalista, ma identitarista, liberal e riformista. Meno tasse a famiglie e imprese, più lingue e cultura ai cittadini, in una parola: riforme!</p>
<p>Non condivisibile la posizione di Sabino anche nel momento in cui ha ricordato i drammatici procedimenti inquisitori a carico di AMPI, che certamente meritano attenzione per i fondati sospetti di una persecuzione giudiziaria, ma che non possono trovare alcuna seria giustificazione sotto il profilo politico, in quanto il gruppetto di AMPI, per quanto meritoriamente affiatato in senso movimentista, non ha alcun peso politico di rilievo nella struttura sociale, politica ed economica della Sardegna.</p>
<p>In buona sostanza, l&#8217;intervento di Sabino, ben lungi da un moderno progressismo riformista, si è collocato all&#8217;insegna della conservazione e dell&#8217;autoreferenzialità, senza autocritica, senza alcuna seria riflessione sulla debolezza del nazionalismo Sardo, e senza quei contenuti di dibattito necessari a rappresentare la Sardegna reale piuttosto che quella immaginaria. Non è stata esattamente la sinistra Sarda di cui ci sarebbe bisogno.</p>
<p><em>A. Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Sul-discorso-di-Sabino-al-congresso-di-AMPI.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Il 25 a Oristano la riunione dei leader indipendentisti che per anni si sono divisi senza produrre riforme. Ce la faranno?</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2011/09/il-25-a-oristano-la-riunione-dei-leader-indipendentisti-che-per-anni-si-sono-divisi-senza-produrre-riforme-ce-la-faranno/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 17:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 25 settembre si riuniranno ad Oristano i movimenti indipendentisti che hanno aderito al progetto di convergenza nazionale proposto il 27 aprile scorso a Thiesi da A Manca pro s&#8217;Indipendentzia. Si tratta di Sardigna Natzione, IRS, PAR.I.S., ProgReS e naturalmente AMPI. Si tratta di un momento importante che ci auguriamo porti proficui risultati. Ma, nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/E.-DArborea-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3308" title="E. D'Arborea - URN Sardinnya ONLINE" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/E.-DArborea-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="330" height="264" /></a>Il 25 settembre si riuniranno ad Oristano i movimenti indipendentisti che hanno aderito al progetto di convergenza nazionale proposto il 27 aprile scorso a Thiesi da A Manca pro s&#8217;Indipendentzia.<br />
Si tratta di Sardigna Natzione, IRS, PAR.I.S., ProgReS e naturalmente AMPI.</p>
<p>Si tratta di un momento importante che ci auguriamo porti proficui risultati. Ma, nonostante le importanti battaglie portate avanti nel corso degli anni da questi leader, dobbiamo constatare i seguenti limiti:</p>
<p>1) Chi parla di unità sono in diversi casi gli stessi dirigenti indipendentisti responsabili delle divisioni politiche e delle tensioni sorte all&#8217;interno dell&#8217;autonomismo e dell&#8217;indipendentismo Sardo nell&#8217;ultimo decennio.<br />
2) Chi parla di pluralismo sono gli stessi dirigenti di movimenti che portano avanti, divisi, programmi politici pressoché identici.<br />
3) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti non votati dal Popolo Sardo e non eletti in alcun consesso sociale, e pertanto politicamente spogliati del diritto di parlare in vece dell&#8217;isola nel momento in cui evitano il confronto con terze personalità e forze politiche operanti in Sardegna a tutela degli interessi della collettività.<br />
4) Di conseguenza chi parla di unità sono gli stessi dirigenti politici che hanno volontariamente eluso dal dibattito tutte le principali forze sardiste, tra cui il Partito Sardo d&#8217;Azione (promoter della mozione indipendentista in Consiglio regionale che ha riavviato il dibattito sulle riforme), Rossomori e Fortza Paris.<br />
5) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti che eludono dal dibattito un potenziamento delle forze sindacali a tutela della Sardegna, tra cui la Confederazione Sindacale Sarda.<br />
6) Chi parla di unità sono gli stessi dirigenti indipendentisti che non hanno mai proposto una bozza di riforma istituzionale della Sardegna.<br />
7) Chi parla di unità non è stato investito da alcuna benedizione divina nel poter parlare a nome dell&#8217;indipendentismo sardo, in quanto questi ormai estesosi ben oltre gli angusti spazi di movimenti che hanno lavorato poco ed insufficientemente per riformare se stessi prima che le istituzioni dell&#8217;isola.</p>
<p>Il rischio di autoreferenzialità da parte di tali sigle è manifestatamente elevato, ci si augura che il 25 venga quantomeno siglato un accordo di base affinché prendano forma nuove ipotesi di collaborazione nel quadro delle principali vertenze dell&#8217;isola. Un nulla di fatto non farebbe che confermare la necessità di superare classi dirigenti autoproclamatesi detentrici di battaglie che da sole non possono portare avanti.<br />
Grazie.</p>
<p><em>Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Riunione-indipendentista-ad-Oristano.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
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		<title>Posizioni CLS, PSD&#8217;AZ, AMPI e PARIS sul 17 marzo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 17:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
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		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
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		<category><![CDATA[unità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo: Cari Lettori, vi segnaliamo alcune posizioni ed iniziative dei movimenti territoriali Sardi in merito al 17 marzo 2011, data dei festeggiamenti ufficiali del 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Comitadu pro sa Limba Sarda: PDF Confederazione Sindacale Sarda: PDF Partito Sardo d&#8217;Azione &#8211; S&#38;L: PDF PAR.I.S. &#8211; &#8220;Malu Entu&#8221;: PDF A Manca pro s&#8217;Indipendentzia: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/117-URN-Sardinnya.gif"><img class="alignright size-full wp-image-2656" title="117 - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/117-URN-Sardinnya.gif" alt="" width="345" height="314" /></a>Riceviamo e Pubblichiamo:</em></p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>vi segnaliamo alcune posizioni ed iniziative dei movimenti territoriali Sardi in merito al 17 marzo 2011, data dei festeggiamenti ufficiali del 150° anniversario dell&#8217;unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Comitadu pro sa Limba Sarda: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20CLS%20sul%2017%20Marzo%202011.pdf">PDF</a></p>
<p>Confederazione Sindacale Sarda: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/CSS-alla-Pr.-Lombardo-sui-150-anni-dellUnità-dItalia.pdf">PDF</a></p>
<p>Partito Sardo d&#8217;Azione &#8211; S&amp;L: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20PSD%27AZ%20su%2017%20marzo%202011.pdf">PDF</a></p>
<p>PAR.I.S. &#8211; &#8220;Malu Entu&#8221;: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20PARIS%20sul%2017%20Marzo%202011.pdf">PDF</a></p>
<p>A Manca pro s&#8217;Indipendentzia: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%20AMPI%20su%2017%20Marzo%202011.pdf">PDF</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Rimarchiamo il rispetto di U.R.N. Sardinnya per coloro i quali parteciperanno ai festeggiamenti, pur non condividendone l&#8217;orientamento.</span></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Hizb&#8217;Allah non occupa il Parlamento Libanese, l&#8217;MPS quello Sardo sì. SNI ed AMPI giocano col fuoco</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2010/10/hizballah-non-occupa-il-parlamento-libanese-lmps-quello-sardo-si-sni-ed-ampi-giocano-col-fuoco/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 10:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[ampi]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari Amici, Ad un anno dalla guerra contro Israele, nel 2007, mi trovavo a Beirut. Il movimento politico para-militare sciita di Hizb&#8217;Allah contestava il Governo, ma non aveva mai occupato il Parlamento Libanese ad oltranza, si limitò solo a manifestare pacificamente di fronte al Palazzo del Governo, giorno e notte. Il rispetto della democrazia risiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Rosas-Libanesas-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2087" title="Rosas Libanesas - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Rosas-Libanesas-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="194" height="249" /></a>Cari Amici,</p>
<p>Ad un anno dalla guerra contro Israele, nel 2007, mi trovavo a Beirut. Il movimento politico para-militare sciita di Hizb&#8217;Allah contestava il Governo, ma non aveva mai occupato il Parlamento Libanese ad oltranza, si limitò solo a manifestare pacificamente di fronte al Palazzo del Governo, giorno e notte.<br />
Il rispetto della democrazia risiede infatti nel capire che, occupare un aeroporto, una superstrada o fermare un qualsivoglia servizio pubblico, è un atto comprensibile, ma che richiede prima di tutto il rispetto del luogo di massima espressione della sovranità popolare: il Parlamento appunto, e le relative assemblee territoriali che svolgono funzioni simili. Seppur con peso diverso.<br />
Ebbene, proprio Hizb&#8217;Allah, che di guerre civili e “resistenze” se ne intende, non solo non ha mai utilizzato un&#8217;arma da fuoco nel corso della manifestazione di protesta, ma non ha neppure spaccato un vetro del palazzo sotto al quale migliaia di militanti e semplici cittadini esponevano le loro ragioni, giuste o sbagliate che fossero. Nel Parlamento ci sono entrati solo attraverso il voto.<br />
Nessuno in quell&#8217;occasione si mosse: non agenti di Pubblica Sicurezza, né intelligence, ancora meno forze regionalistiche dell&#8217;area militarmente presenti come la Siria.<br />
Ho visto anche tante mamme con bambini sui passeggini e tanti palloncini colorati nell&#8217;aria.<br />
Non c&#8217;erano solo persone benestanti, ma anche persone con aziende a rischio. Altre che avevano perduto la casa.<br />
C&#8217;era disperazione, anche rabbia. Ma non odio. C&#8217;era un Popolo insomma, non solo una fazione contro un&#8217;altra.<br />
Erano consapevoli che la calma e l&#8217;assenza di proclami tesi ad aumentare il clima di tensione avrebbe portato loro dei benefici.<br />
Solo nelle dittature la politica trova giustificazione nella violenza (e proprio la teocrazia iraniana ce lo insegna), ma in democrazia la musica è diversa.</p>
<p>La Sardegna è un&#8217;altro mondo, ma non per questo culturalmente più evoluto se valutato in specifici contesti.<br />
Da noi esiste ancora una certa sottocultura indipendentista, allevata nel classico post-sessantottismo, che vede ancora nell&#8217;assalto al “Palazzo d&#8217;inverno” e nella logica dello scontro con “il padrone e le sue forze di occupazione” l&#8217;apice del proprio movimentismo politico.<br />
Si tratta di cialtroneria ideologica completamente importata dalla tradizione contestativa della vecchia sinistra italiana.<br />
Ed a noi, cari amici, ci suona veramente strano trovare in alcuni comunicati di Sardigna Natzione e di A Manca pro s&#8217;Indipendentzia dei residui di quel mondo. La cosa ci dispiace parecchio, a me in prima persona, perché se oggi siamo tutti qui a parlare di indipendentismo, in parte lo dobbiamo anche al passato di Sardigna Natzione ed alla sua costanza. Anche in tempi in cui era ben più difficile parlare pubblicamente di “autodeterminazione”.<br />
Ma possono dei movimenti politici parlare di pacifismo e poi attribuire responsabilità a senso unico sulla Polizia minimizzando quelle di alcuni manifestanti?<br />
L&#8217;indipendentismo Sardo vuole continuare ad imbarbarirsi seguendo gli schemi stantii della defunta sinistra italiana?<br />
Ma non dovrebbe essere il lavoro del nazionalismo moderno quello di parlare a tutte le categorie del Popolo senza fare figli e figliastri?<br />
Oppure: è forse falso che alcuni agenti abbiano ecceduto dai loro compiti allo stesso modo in cui alcuni manifestanti, carichi di alcool, si sono imbarcati in una curiosa ed improvvisa “disperazione” che in precedenza nei bar non avevano?<br />
Vogliamo sul serio nel 2010 dividere ancora il Popolo Sardo in “buoni” e “cattivi”?<br />
Vogliamo classificarlo in “servi” e “patrioti”?<br />
Possibile che un movimento che si è trasformato da “Partidu Sotzialista Indipendentista” in “Sardigna Natzione” non abbia ancora capito queste cose?</p>
<p>Troviamo quindi irresponsabili le giustificazioni date dal movimento SNI sull&#8217;occupazione, da parte di alcuni esponenti dell&#8217;MPS, del Consiglio Regionale.<br />
Tali giustificazioni, di parte, sono potenzialmente pericolose per le sincere istanze del Movimento Pastori Sardi. Perché tali giustificazioni, non solo consentirebbero realmente a presunti infiltrati di fomentare disordini, ma attirerebbero seriamente nelle manifestazioni quell&#8217;anonimo circuito dell&#8217;eversione Sarda, che potrebbe utilizzare il trambusto al fine di causare fatti criminosi che danneggerebbero tutti. Giustificando, con la conseguente repressione, lo status quo ed il clima di indigenza a cui la Sardegna, come ben sapete, è stata ridotta.<br />
I santuari della democrazia non si toccano, anche l&#8217;occupazione pacifica del Consiglio Regionale è una forma di prepotenza.<br />
Le occupazioni si facciano altrove, ma nei Parlamenti si discute. Non si impedisce a qualcun&#8217;altro (eletto) di farlo. E solo il voto può decidere chi deve governare o meno. Non le piazze o i demagoghi.</p>
<p>Ci stupisce infatti che da ambienti di SNI si siano chieste le dimissioni della Giunta Regionale, e, parallelamente, la soluzione consiliare della vertenza.<br />
Non si capisce dunque amici quale politica intendiate promuovere: da un lato delegittimate la maggioranza regionale dal prendere provvedimenti auspicandone le dimissioni, dall&#8217;altro avvallate l&#8217;occupazione di quegli spazi democratici, da un&#8217;altro ancora volete che quella stessa politica risolva delle emergenze. E, ciligina sulla torta, AMPI parla di “forze di occupazione”.<br />
Non c&#8217;è da stupirsi pertanto che con questo incoerente e ideologico modo di procedere, sia SNI che AMPI rischino di porsi proprio come i primi alleati dei provocatori che darebbero le giustificazioni a quei funzionari di Polizia per mettervi all&#8217;angolo. Benché tutti conoscano il vostro indiscutibile pacifismo.<br />
Come non c&#8217;è da stupirsi della dispersione di voti in cui è incorsa SNI, più che AMPI, negli ultimi anni.<br />
Rappresentare un piccolo ma storico movimento dell&#8217;indipendentismo Sardo non significa dover campare di rendita, né proporre una politica assolutamente inutile e controproducente in questa particolare situazione. Sardigna Natzione esca dall&#8217;ambiguità ideologica e dimostri pluralismo e legittimazione di tutto il Popolo Sardo. Agenti inclusi.</p>
<p>Invitiamo A Manca pro s&#8217;Indipendentzia a chiedere conto al Questore di Cagliari, il dott. Salvatore Mulas, del perché egli abbia dichiarato a mezzo stampa del fermo di un appartenente ad AMPI e chi, eventualmente, gli avesse riportato tale notizia in ufficio. E&#8217; necessario valutare se vi siano gli estremi della diffamazione.<br />
Ed invitiamo l&#8217;indipendentismo di SNI a non strumentalizzare la disperazione di tante brave persone in difficoltà che non hanno bisogno di un clima di scontro ma solo di un dialogo sereno con le istituzioni. Aspetto che non da tutti i manifestanti è stato possibile ottenere, ma solo da una maggioranza che purtroppo è rimasta vittima di una calca fomentata da pochi facinorosi.<br />
Alla Magistratura il compito di identificare le responsabilità.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Il nostro modello di indipendentismo non è quello fallimentare di “Batasuna” col quale molti di voi solidarizzano. Da queste parti non c&#8217;è bisogno di martiri che subiscono l&#8217;illegalizzazione. Nei nostri intenti ci sono solo indipendentismi di successo: quelli dove anche gli agenti sono parte del Popolo. Dove possono votare indipendentista e dove non vengono considerati “traditori al servizio del nemico” per aver svolto (anche male), il loro lavoro nella collettività</span>.</p>
<p>Basta con i messaggi sbagliati. Noi siamo dalla parte della Polizia e dei Pastori, come siamo contro quegli agenti e quei pastori che hanno sbagliato.<br />
Pensateci.</p>
<p>Bomboi Adriano – Ass.ne U.R.N. Sardinnya</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Hizbollah%20ed%20MPS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
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