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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; 1983</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Thatcher &#8217;83: l&#8217;attualità di un discorso che sardi e italiani dovrebbero rileggere</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 22:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione di Adriano Bomboi. Correva il 14 ottobre 1983, Margaret Thatcher parlava alla conferenza del Partito Conservatore in un clima culturale che all&#8217;epoca poteva dirsi all&#8217;avanguardia. Il Regno Unito cercava di uscire dalla spirale della crisi avviata nel decennio precedente, contrassegnata dallo shock petrolifero a danno – soprattutto &#8211; dell&#8217;industria, mentre i temi di quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/06/Thatcher-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-14023" title="Thatcher - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/06/Thatcher-URN.jpg" alt="" width="605" height="377" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Introduzione di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Correva il 14 ottobre 1983, Margaret Thatcher parlava alla conferenza del Partito Conservatore in un clima culturale che all&#8217;epoca poteva dirsi all&#8217;avanguardia. Il Regno Unito cercava di uscire dalla spirale della crisi avviata nel decennio precedente, contrassegnata dallo shock petrolifero a danno – soprattutto &#8211; dell&#8217;industria, mentre i temi di quel dibattito politico rimarranno in auge per tutti gli anni Ottanta e getteranno le basi della rinascita britannica dopo una fase di prolungata stagnazione.<br />
Ma di quali temi si trattava esattamente? Della riduzione della spesa pubblica, della tassazione e del tentativo di liberalizzare maggiormente i servizi, contrastando l&#8217;inflazione e riducendo il peso del pubblico impiego sul mercato.<br />
Sul piano storico non bisogna dimenticare che tali scelte di governance si ponevano sulla scia di un contesto globale che proprio negli anni &#8217;70 vide diverse amministrazioni occidentali alle prese con i costi di un <em>welfare state</em> ormai dilatato a dismisura. L&#8217;idea di fondo, influenzata secondo varie sfumature dalla Scuola di Chicago e dalla Scuola Austriaca, considerava improduttivo l&#8217;approccio keynesiano (cioè l&#8217;interventismo pubblico in economia), propugnando invece una maggiore libertà del mercato rispetto ai limiti imposti da apparati burocratici onerosi ed inefficienti. Eppure, né Thatcher, né Reagan negli USA, sapranno o potranno applicare alla lettera tali ricette di politica economica. Ciò nonostante, la perseveranza della “lady di ferro” nel tentativo di applicare parte di tali principi si rivelerà fondamentale per assicurare al popolo britannico un&#8217;era di relativo benessere, la cui eredità verrà raccolta da tutti i governi successivi, inclusi quelli ad orientamento laburista.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Viceversa, escluso il caso svizzero e pochi altri, tutti i maggiori Paesi del vecchio continente, ed in particolare l&#8217;Italia (che “rispose” alla crisi unicamente tramite l&#8217;apertura a governi di maggioranza socialdemocratica), proseguiranno imperterriti nel sopportare una spesa pubblica i cui costi verranno prontamente scaricati nel tessuto produttivo, falcidiandone la competitività. Ed alimentando sprechi e disservizi della macchina pubblica, sino ai maggiori scandali della corruttela politica che hanno evidenziato la sistematicità culturale di un keynesismo che nei fatti non è mai stato seriamente superato. Basti pensare che in Italia ancora oggi persino la destra, la grande stampa, gli intellettuali, e la maggiore associazione industriale del Paese, ritengono opportuno sostenere politiche dal respiro protezionistico e assistenzialistico. Lo Stato (ma anche l&#8217;istituto regionale) visto come taumaturgo universale, una sorta di provvida mano paterna capace di giustificare, dietro la mitologia dei “diritti” da tutelare, la sottrazione di risorse a danno dei pochi ceti produttivi rimasti.</p>
<p>Alla luce di questa regressione culturale, tutt&#8217;ora in corso, appare fondamentale rileggere uno stralcio del <a href="http://www.margaretthatcher.org/document/105454" target="_blank">discorso tenuto da Margaret Thatcher</a> in quel lontano 1983, in un contesto così diverso dal nostro ma tanto utile nella sua assoluta semplicità per non perdere di vista le ragioni essenziali della nostra crisi.<br />
Un dettaglio di cui tenere conto, per capire la straordinaria attualità della “lady di ferro”, riguarda il passaggio in cui citò sarcasticamente Sir Gladstone, premier britannico di epoca vittoriana, membro del Partito Liberale, alla luce del fatto che a dispetto della sua denominazione tale partito fu uno dei primi sostenitori delle teorie di John Maynard Keynes. Teorie che, stando all&#8217;acume della Thatcher, Gladstone avrebbe potuto rifiutare a favore delle nuove intuizioni raggiunte dai Tories:</p>
<p><em>« Una delle grandi discussioni del nostro tempo riguarda quanto del vostro denaro debba essere speso dallo Stato e quanto voi dobbiate invece mantenere e spendere per la vostra famiglia. </em></p>
<p><em>Non dimentichiamoci mai questa fondamentale verità: <span style="text-decoration: underline;">lo Stato non ha altre fonti di denaro se non nel denaro che la gente ha guadagnato per sé</span>. </em></p>
<p><em>Se lo Stato intende spendere di più lo può fare soltanto prendendo in prestito i vostri risparmi o tassandovi di più. Non è un buon ragionamento ritenere che sarà qualcun altro a pagare. Quel qualcun altro siete voi. </em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Il denaro pubblico non esiste; esiste soltanto il denaro del contribuente</span>.</em></p>
<p><em>La prosperità non giungerà attraverso l&#8217;invenzione di programmi di spesa pubblica più numerosi e sostanziosi.</em><br />
<em>Non diventerete più ricchi ordinando un altro libretto d&#8217;assegni alla banca.</em></p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;">Nessuna nazione è mai diventata più ricca tassando i suoi cittadini oltre la loro possibilità</span>.</em></p>
<p><em>Abbiamo il dovere di assicurarci che ogni singolo penny che raccogliamo con le tasse sia speso bene e saggiamente, perché è il nostro partito che oggi si è dedicato a far bene le faccende domestiche. Scommetterei tranquillamente che se Mr. Gladstone fosse vivo oggi farebbe domanda per entrare nel Partito Conservatore. </em><br />
<em>Proteggere il portafoglio del contribuente, proteggere i servizi pubblici: questi i nostri due grandi obiettivi e le loro richieste vanno conciliate. </em><br />
<em>Come sarebbe bello, come sarebbe popolare poter dire: “Spendiamo di più qui, espandiamo ancora di là”. </em><br />
<em>Ovviamente ognuno ha le sue cause preferite. Io so di averne. Ma poi qualcuno deve far tornare i conti. Ogni azienda deve farlo, ogni casalinga deve farlo. Ogni governo deve farlo e questo governo lo farà. »<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/06/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Thatcher-1983.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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