Oltraggio a Gramsci: revocare cittadinanza onoraria di Ales ad Angelo d’Orsi
Chiederemo la revoca della cittadinanza onoraria di Ales conferita oggi ad Angelo D’Orsi.
Un’iniziativa, ricordiamolo, patrocinata pure dalla Regione Sardegna, che evidentemente avvalla la scelta della scriteriata amministrazione di Ales, paese natale di Gramsci.
Perché scriteriata? Perché Angelo d’Orsi, prima che uno storico, è un noto propagandista delle tesi del regime russo volte a giustificare la guerra di aggressione contro l’Ucraina.
Un propagandista, come ci ha ben ricordato il giornalista Francesco Nocco, presente ai gala di Putin a Mosca e presente nella sua TV di Stato, come quella condotta da Solovyev, seguace del pensiero duginiano e recentemente distintosi per gli insulti alle istituzioni italiane. In tale occasione d’Orsi diffamò i vertici europei definendo Kaja Kallas “erede biologica dei nazisti”.
Mentre scriviamo queste righe, altre donne, uomini e bambini ucraini sono morti nei quotidiani lanci di droni e missili del Cremlino contro la popolazione civile inerme. E mentre diversi russi si trovano oggi detenuti nelle prigioni postsovietiche del fascista russo, esattamente come Gramsci, che patì in prima persona la violenza di chi odia la libertà e la democrazia.
Ve lo dice un liberale, lontano tanto dal fascismo quanto dalle peggiori e sanguinarie espressioni del comunismo, di cui Gramsci, da grande intellettuale e cofondatore del PCI, non fece parte.
Ecco, conferire la cittadinanza ad un personaggio come d’Orsi, come se si possano distinguere i singoli (e presunti) meriti storiografici dai suoi miserabili e sistematici applausi a Putin, fa comprendere come il sindaco e la maggioranza di Ales abbiano una visione totalmente distorta dell’etica, del concetto di opportunità e del senso di misura che dovrebbe contraddistinguere una pubblica amministrazione che ha il dovere di promuovere i valori della democrazia.
Anche il centrosinistra è responsabile della situazione, poiché esercita la propria influenza sull’ANPI, che in Sardegna ha promosso il tour di d’Orsi. Un’associazione partigiana ormai tristemente svuotata della sua missione originaria, e troppo spesso – come mostrano le cronache italiane, incluso l’ultimo 25 aprile – foglia di fico di frange settarie, estremiste ed intolleranti che circolano indisturbate nelle nostre città. Un degrado culturale accompagnato da un chiaro e vergognoso supporto politico, in un’Italia peraltro chiaramente esposta all’influenza della criminalità russa nei media pubblici e privati.
E poco importa che Ales sia un piccolo paese di cui i sardi stessi, prima che gli italiani, conoscono poco, conta il messaggio politico e simbolico che consegniamo ai cittadini, e i valori che intendiamo offrire loro per un futuro migliore.
Adriano Bomboi.
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