Avversare il rossobrunismo: PSD’AZ verso il SI’ al referendum sulla Giustizia
L’avvocato sardista Lorenzo Palermo ha invitato il Partito Sardo d’Azione a prendere posizione a favore del SI’ sul prossimo referendum in materia di riforma della Giustizia.
Una riforma che indubbiamente non affronta tutti i maggiori nodi del settore giudiziario, ma che inizia ad allineare il paese, e dunque anche la giustizia sarda, alla civiltà giuridica dei maggiori Stati europei. Tra cui la nota separazione delle carriere nell’ambito della magistratura italiana.
L’episodio di alcuni giorni fa, apparentemente goliardico, ma in realtà inquietante, quando il magistrato Gratteri ha diffuso una finta intervista al giudice Giovanni Falcone, rappresenta un pericoloso corto circuito capace di danneggiare i cittadini.
Perché?
Perché denota la catena di influenze e approssimazione con cui una parte del mondo giudiziario interpreta se stesso, i suoi rapporti coi media e con la politica, manipolando i cittadini.
Da dove è partita la bufala dell’intervista “a Falcone”?
Dal Fatto Quotidiano, diretto da un signore più volte condannato per diffamazione, ma che sin dalla fondazione del giornale rappresenta il simbolo delle porte girevoli tra magistratura e stampa, secondo un taglio giustizialista. Perfettamente in linea con l’emersione di una magistratura, soprattutto da Tangentopoli in poi, che ha cercato di influenzare pesantemente la democrazia italiana (senza scordare il vecchio impegno di Cossiga per affrontare questo difficile problema, ossia il correntismo ideologico-giudiziario).
A sua volta il quotidiano di Travaglio ha ripreso la bufala da una vecchia trasmissione di Santoro, per pura coincidenza oggi anch’esso parte di quel populismo di sinistra che affonda le sue radici nel putinismo.
Insomma, benché occorra una riforma migliore per garantire il lavoro della maggior parte dei magistrati onesti e soprattutto per velocizzare i processi, da qualche parte bisognerà pur iniziare, e la separazione delle carriere è un ottimo argomento per intraprendere il percorso.
Vi lascio infine alla dichiarazione dell’avv. Palermo sul referendum:
«Ho proposto al PSD’AZ il seguente documento.
Il Partito Sardo si schiera per il SI nella campagna per il Referendum confermativo della legge di riforma costituzionale cosiddetta sulla separazione delle carriere.
Non può essere altrimenti alla luce della collocazione laica ed azionista che da sempre ha caratterizzato le scelte sardiste in materia di diritti civili e di giustizia.
La riforma approvata va nel giusto senso di esaltare la terzietà e l’indipendenza del giudice e di creare meccanismi tesi a liberare l’autogoverno della magistratura dal veleno delle correnti, dando coraggio ai magistrati onesti e non schierati, ed aumentando le garanzie per il cittadino.
Il sistema predisposto dalla Costituzione non viene alterato, ma semmai adeguato alla realtà della riforma dei codici.
Il PSdAZ, in questa sua adesione, resta autonomo rispetto alle logiche governo-opposizione, destra-sinistra che alcuni vorrebbero introdurre all’interno della battaglia referendaria.
Il SI sardista è un SI nel merito della riforma, e costituisce adesione e conferma rispetto all’idea azionista, garantista e liberale che è alla base della sua tradizione e prassi politica.
Il PSdaz non si lascerà trascinare dagli schieramenti che intendono utilizzare il referendum costituzionale come la continuazione della dialettica politica a favore o contro il governo italiano.
Il Partito sardo invita i suoi militanti e l’opinione pubblica a votare SI in maniera autonoma e cosciente, organizzerà sue iniziative e valuterà di volta in volta l’adesione a quelle predisposte da altri comitati.
Cagliari, novembre 2025.»
Adriano Bomboi.
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