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	<title>Commenti a: Vertenza Entrate: la Corte Costituzionale si oppone al Governo. Roma dovrà restituire i soldi ai Sardi</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 07:55:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Governo Monti stanzia 2,3 miliardi di euro di aiuti. Sardegna esclusa. Chi festeggiava Napolitano?</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3169</link>
		<dc:creator>Governo Monti stanzia 2,3 miliardi di euro di aiuti. Sardegna esclusa. Chi festeggiava Napolitano?</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 19:44:33 +0000</pubDate>
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		<description>[...] della Sardegna è reso più bruciante dal debito dello Stato con la Regione Sardegna a causa della vertenza entrate, un debito di miliardi di euro non ancora saldato. E non uno solo dei 2,3 miliardi prospettati [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] della Sardegna è reso più bruciante dal debito dello Stato con la Regione Sardegna a causa della vertenza entrate, un debito di miliardi di euro non ancora saldato. E non uno solo dei 2,3 miliardi prospettati [...]</p>
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		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3141</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 16:07:05 +0000</pubDate>
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		<description>Anch&#039;io Giuliu mandavo appunti e considerazioni a Tizio, Caio e Sempronio. Ti dirò, mi sono stufato e non cerco più nessuno. Infatti spesso non arrivava neppure risposta. Come U.R.N. Sardinnya per adesso ci limitiamo ad esporre le cose nel nostro spazio. Ripeto: per adesso, poi si valuterà se adottare altri strumenti di pressione dialettica e politica.

Sulla vostra proposta non ho ulteriori elementi per commentarla, quando ne pubblicherete i dettagli valuteremo.

Sulla Corte e sui precedenti confermo, tra le righe hai sostenuto che non c&#039;era un margine politico nelle decisioni, io ho sostenuto che esiste (e questo esiste proprio e anche nei precedenti).

Sull&#039;influenza e sul peso effettivo dell&#039;indipendentismo la pensiamo in maniera diversa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io Giuliu mandavo appunti e considerazioni a Tizio, Caio e Sempronio. Ti dirò, mi sono stufato e non cerco più nessuno. Infatti spesso non arrivava neppure risposta. Come U.R.N. Sardinnya per adesso ci limitiamo ad esporre le cose nel nostro spazio. Ripeto: per adesso, poi si valuterà se adottare altri strumenti di pressione dialettica e politica.</p>
<p>Sulla vostra proposta non ho ulteriori elementi per commentarla, quando ne pubblicherete i dettagli valuteremo.</p>
<p>Sulla Corte e sui precedenti confermo, tra le righe hai sostenuto che non c&#8217;era un margine politico nelle decisioni, io ho sostenuto che esiste (e questo esiste proprio e anche nei precedenti).</p>
<p>Sull&#8217;influenza e sul peso effettivo dell&#8217;indipendentismo la pensiamo in maniera diversa.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Giuliu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3140</link>
		<dc:creator>Giuliu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:45:17 +0000</pubDate>
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		<description>PS
sei stato tu per primo a parlare dell&#039;importanza dei precedenti nel sistema giuridico italiano, io ho solo confermato, ora midici che non lo è poi cosi tanto? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS<br />
sei stato tu per primo a parlare dell&#8217;importanza dei precedenti nel sistema giuridico italiano, io ho solo confermato, ora midici che non lo è poi cosi tanto? <img src='https://www.sanatzione.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Giuliu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3139</link>
		<dc:creator>Giuliu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:43:56 +0000</pubDate>
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		<description>Adriano, mettiamo alcuni punti per chiarire 1) la questione dell&#039;agenzia sarda delle riscossioni è del fiocco verde, associazione civile e che comprende tante anime, comprese non indipendentiste ma che riconoscono quel percorso importante per la nostra economia, e sono semplici cittadini, semplici avvocati, imprenditori. Poi c&#039;è anche che Progres abbia e stia sostenendo l&#039;iniziativa attivamente, e questo va a suo vantaggio non a svantaggio. 2) Stai dialogando con me non con progres, io non sono in esecutivo ne in direzione nazionale, ne io ne Sedda visto che stiamo parlando quasi a tre.
Quindi, la soluzione che abbiamo proposto passa dal breve, al medio e al lungo periodo. Ovvio che il più importante oggi sia quello immediato, non si può perdere neppure un solo secondo, ogni minuto sono turisti che decidono altre mete meno care. Ma non c’è neppure da aspettare il prossimo anno per decidere, si deve fare oggi e definitivamente, basta opzioni tampone, dobbiamo costruire solide fondamenta per la futura casa da edificarci sopra. Mi spiegherò meglio più in la cosa intendo per società che funziona da calmiere, dal momento in cui ho avuto la sensazione che non ci siamo capiti.  La nostra storia è piena di riferimenti su cosa non dobbiamo più fare, e cioè aspettare che siano privati a servirci, non lo è mai stato ne mai lo sarà. Chi impegna capitali ha diritto ad un giusto profitto e quello mal cozza con la necessità, facile immaginare che capre a cavoli nella stessa barca non arriveranno mai insieme alla sponda opposta. A noi serve una compagnia che abbia sia il privato che il pubblico come fornitore del servizio, ma gestito privatamente, da una società come l’arst spa, con tutto il sistema economico che genererebbe a favore dei sardi. Insomma, se non rendiamo conveniente venire a trovarci, nonostante le particolarità che possiamo offrire, il settore turistico è destinato ad essere riservata ad una nicchia, quella che assume stranieri solo perché le norme europee lo consentono e nessun benessere ai sardi, neppure il posticino stagionale! Se noi ci forniamo di un trasporto che non sia direttamente creato per generare profitto ma lo consente in maniera esponenziale grazie al basso costo, ne usufruirebbe tutto il sistema sociale ed economico: grandi numeri turistiche, destagionalizzazione (chi vieterebbe a chiunque di recarsi in Sardegna in occasione dei vari ponti festivi anziché recarsi in Calabria, Umbria, Toscana ecc se il costo è pari o inferiore su strada?), mobilità per i sardi e trasporto merci conveniente. Tutto questo è possibile solo con quella scelta, e le motivazioni economiche sui numeri dei trasporti li scriveremo a breve e non rimarrà assolutamente invariato, come sempre è il sistema che cambierà il flusso e la quantità di utilizzo.
Le proposte sono ben conosciute e possono essere valutate, è una scusa quella di non aver seggiole, non servono seggiole se si parla di benessere al proprio popolo. Mi diari che tutti questi continuano a voler essere primi attori e non ascoltano. Giarda, non voglio fare nomi, ma a molti di coloro che citi sempre ho mandato appunti e osservazioni anche sugli scivoloni che prendono continuamente, a volte rispondono e ammettono,a ltre, spesso, manco rispondono, eppure do sempre dati certi su ciò che scrivo. 
Si deve cambiare Adriano, cambiare la coscienza di chi sta al governo, non nomi politici di carriera ma gente che possiede la capacità, la voglia. Il coraggio.  Non servono partiti, ma persone in grado di fare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Adriano, mettiamo alcuni punti per chiarire 1) la questione dell&#8217;agenzia sarda delle riscossioni è del fiocco verde, associazione civile e che comprende tante anime, comprese non indipendentiste ma che riconoscono quel percorso importante per la nostra economia, e sono semplici cittadini, semplici avvocati, imprenditori. Poi c&#8217;è anche che Progres abbia e stia sostenendo l&#8217;iniziativa attivamente, e questo va a suo vantaggio non a svantaggio. 2) Stai dialogando con me non con progres, io non sono in esecutivo ne in direzione nazionale, ne io ne Sedda visto che stiamo parlando quasi a tre.<br />
Quindi, la soluzione che abbiamo proposto passa dal breve, al medio e al lungo periodo. Ovvio che il più importante oggi sia quello immediato, non si può perdere neppure un solo secondo, ogni minuto sono turisti che decidono altre mete meno care. Ma non c’è neppure da aspettare il prossimo anno per decidere, si deve fare oggi e definitivamente, basta opzioni tampone, dobbiamo costruire solide fondamenta per la futura casa da edificarci sopra. Mi spiegherò meglio più in la cosa intendo per società che funziona da calmiere, dal momento in cui ho avuto la sensazione che non ci siamo capiti.  La nostra storia è piena di riferimenti su cosa non dobbiamo più fare, e cioè aspettare che siano privati a servirci, non lo è mai stato ne mai lo sarà. Chi impegna capitali ha diritto ad un giusto profitto e quello mal cozza con la necessità, facile immaginare che capre a cavoli nella stessa barca non arriveranno mai insieme alla sponda opposta. A noi serve una compagnia che abbia sia il privato che il pubblico come fornitore del servizio, ma gestito privatamente, da una società come l’arst spa, con tutto il sistema economico che genererebbe a favore dei sardi. Insomma, se non rendiamo conveniente venire a trovarci, nonostante le particolarità che possiamo offrire, il settore turistico è destinato ad essere riservata ad una nicchia, quella che assume stranieri solo perché le norme europee lo consentono e nessun benessere ai sardi, neppure il posticino stagionale! Se noi ci forniamo di un trasporto che non sia direttamente creato per generare profitto ma lo consente in maniera esponenziale grazie al basso costo, ne usufruirebbe tutto il sistema sociale ed economico: grandi numeri turistiche, destagionalizzazione (chi vieterebbe a chiunque di recarsi in Sardegna in occasione dei vari ponti festivi anziché recarsi in Calabria, Umbria, Toscana ecc se il costo è pari o inferiore su strada?), mobilità per i sardi e trasporto merci conveniente. Tutto questo è possibile solo con quella scelta, e le motivazioni economiche sui numeri dei trasporti li scriveremo a breve e non rimarrà assolutamente invariato, come sempre è il sistema che cambierà il flusso e la quantità di utilizzo.<br />
Le proposte sono ben conosciute e possono essere valutate, è una scusa quella di non aver seggiole, non servono seggiole se si parla di benessere al proprio popolo. Mi diari che tutti questi continuano a voler essere primi attori e non ascoltano. Giarda, non voglio fare nomi, ma a molti di coloro che citi sempre ho mandato appunti e osservazioni anche sugli scivoloni che prendono continuamente, a volte rispondono e ammettono,a ltre, spesso, manco rispondono, eppure do sempre dati certi su ciò che scrivo.<br />
Si deve cambiare Adriano, cambiare la coscienza di chi sta al governo, non nomi politici di carriera ma gente che possiede la capacità, la voglia. Il coraggio.  Non servono partiti, ma persone in grado di fare.</p>
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		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3138</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:07:35 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; un discorso lungo, cercherò di essere breve.
Bada Giuliu, che come il &quot;precedente giuridico&quot; ha stabilito una cosa, allo stesso modo potrebbe stabilirne un&#039;altra, decontestualizzando il contenuto di una data materia in base all&#039;epoca di applicazione. E&#039; una tecnica per non sconfessare quanto già detto in precedenza ma che di fatto serve a creare due pesi e due misure. Io non sarei così ottimista nell&#039;appellarsi sempre al precedente (che è comunque giusto e va fatto), ma è la tipica mentalità &quot;autonomista&quot; che proprio voi di ProgReS contestate, cioè il ritenere che prima o poi, comunque, il diritto verrà riconosciuto se passa nei canali giusti. Nella realtà non è detto che vada così al 100%. Politicamente sto dicendo che il percorso è giusto, ma che non c&#039;è da attendersi un risultato proporzionalmente equo.

Sul nodo di stabilità, sostanzialmente se si viola un Patto dovrebbe avvenire sia da parte regionale che dei suoi enti periferici, perché proprio così si arriverebbe a quelle positive ricadute nel territorio. Giusto alcuni giorni fa avevo un discorso in materia con un responsabile del comune in cui vivo con riferimento ai limiti che si ritrovano alcuni operatori economici. Non dovremmo scindere i due aspetti (e politicamente per Roma non sarebbe poco).

L&#039;intervento che avete proposto sui Trasporti noi lo vediamo solo come una misura tampone, nel senso che può essere utile solo per la contingenza ma non qualificherebbe una complessiva politica dei Trasporti per il futuro (che può avvenire solo con una vera sovranità, che ora non c&#039;è). Non è necessario che debba esserci una compagnia con la finalità di calmierare i prezzi, dipende da tante variabili, e alcune non quantificabili a condizioni correnti. Faccio un esempio breve: come si può ragionare sui flussi quando non si è ragionato a monte neppure su defiscalizzazioni e su destagionalizzazione? E&#039; chiaro che il volume di traffico rimarrebbe potenzialmente invariato senza considerare quei due aspetti (che inciderebbero sia sul piano merci che su quello turistico). Guarda le Canarie ad esempio.

Poi che tutto sia gestito male oggi è chiaro, ma la competenza è quella che è, e con quello che c&#039;è sulla piazza bisogna fare i conti. Siciliani e campani continueranno ad arrivare per quello e per altri settori. Ogni tanto c&#039;è gente che mi dice: &quot;ma la Regione su questo poteva fare così, su quest&#039;altro colà&quot;...e io rispondo: &quot;e vi stupite ancora?&quot;

E quì arrivo al succo del discorso, che almeno per noi non cambia e che facciamo da anni: l&#039;indipendentismo potrebbe anche avere i programmi migliori del pianeta e tirare la giacchetta tutti i giorni a chi ha incarichi amministrativi per dare suggerimenti, ma nella pratica questi suggerimenti o non verranno adottati, o riceveranno solo parziale ascolto, oppure ancora verranno usati solo propagandisticamente in chiave elettorale. Questo succede per il semplice fatto di non avere una seggiola da cui fare pressioni per far passare certi concetti. Quando si governa, inevitabilmente, non c&#039;è solo l&#039;incompetenza con cui confrontarsi, ma anche l&#039;assegnazione di determinate cariche, il confronto con i partner e le loro decisioni (e non è detto che i partner politici comprendano o ascoltino quei suggerimenti). Spesso quindi il risultato finale di un&#039;azione politica è inferiore alle aspettative sotto tutti i punti di vista. Ma l&#039;indipendentismo questo stenta a comprenderlo proprio perché da anni, con le sue futili frammentazioni, fa di tutto per non governare...
Lo dico spesso agli altri nostri membri che vorrebbero ammorbidire la linea di U Erre Enne: a che serve che il ProgReS (per parlare del vs movimento) sostenga una cassa sarda delle entrate quando la sua restante linea politica promuove scissioni? L&#039;efficacia di quanto proposto è inversamente proporzionale al peso che si ha per farla passare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un discorso lungo, cercherò di essere breve.<br />
Bada Giuliu, che come il &#8220;precedente giuridico&#8221; ha stabilito una cosa, allo stesso modo potrebbe stabilirne un&#8217;altra, decontestualizzando il contenuto di una data materia in base all&#8217;epoca di applicazione. E&#8217; una tecnica per non sconfessare quanto già detto in precedenza ma che di fatto serve a creare due pesi e due misure. Io non sarei così ottimista nell&#8217;appellarsi sempre al precedente (che è comunque giusto e va fatto), ma è la tipica mentalità &#8220;autonomista&#8221; che proprio voi di ProgReS contestate, cioè il ritenere che prima o poi, comunque, il diritto verrà riconosciuto se passa nei canali giusti. Nella realtà non è detto che vada così al 100%. Politicamente sto dicendo che il percorso è giusto, ma che non c&#8217;è da attendersi un risultato proporzionalmente equo.</p>
<p>Sul nodo di stabilità, sostanzialmente se si viola un Patto dovrebbe avvenire sia da parte regionale che dei suoi enti periferici, perché proprio così si arriverebbe a quelle positive ricadute nel territorio. Giusto alcuni giorni fa avevo un discorso in materia con un responsabile del comune in cui vivo con riferimento ai limiti che si ritrovano alcuni operatori economici. Non dovremmo scindere i due aspetti (e politicamente per Roma non sarebbe poco).</p>
<p>L&#8217;intervento che avete proposto sui Trasporti noi lo vediamo solo come una misura tampone, nel senso che può essere utile solo per la contingenza ma non qualificherebbe una complessiva politica dei Trasporti per il futuro (che può avvenire solo con una vera sovranità, che ora non c&#8217;è). Non è necessario che debba esserci una compagnia con la finalità di calmierare i prezzi, dipende da tante variabili, e alcune non quantificabili a condizioni correnti. Faccio un esempio breve: come si può ragionare sui flussi quando non si è ragionato a monte neppure su defiscalizzazioni e su destagionalizzazione? E&#8217; chiaro che il volume di traffico rimarrebbe potenzialmente invariato senza considerare quei due aspetti (che inciderebbero sia sul piano merci che su quello turistico). Guarda le Canarie ad esempio.</p>
<p>Poi che tutto sia gestito male oggi è chiaro, ma la competenza è quella che è, e con quello che c&#8217;è sulla piazza bisogna fare i conti. Siciliani e campani continueranno ad arrivare per quello e per altri settori. Ogni tanto c&#8217;è gente che mi dice: &#8220;ma la Regione su questo poteva fare così, su quest&#8217;altro colà&#8221;&#8230;e io rispondo: &#8220;e vi stupite ancora?&#8221;</p>
<p>E quì arrivo al succo del discorso, che almeno per noi non cambia e che facciamo da anni: l&#8217;indipendentismo potrebbe anche avere i programmi migliori del pianeta e tirare la giacchetta tutti i giorni a chi ha incarichi amministrativi per dare suggerimenti, ma nella pratica questi suggerimenti o non verranno adottati, o riceveranno solo parziale ascolto, oppure ancora verranno usati solo propagandisticamente in chiave elettorale. Questo succede per il semplice fatto di non avere una seggiola da cui fare pressioni per far passare certi concetti. Quando si governa, inevitabilmente, non c&#8217;è solo l&#8217;incompetenza con cui confrontarsi, ma anche l&#8217;assegnazione di determinate cariche, il confronto con i partner e le loro decisioni (e non è detto che i partner politici comprendano o ascoltino quei suggerimenti). Spesso quindi il risultato finale di un&#8217;azione politica è inferiore alle aspettative sotto tutti i punti di vista. Ma l&#8217;indipendentismo questo stenta a comprenderlo proprio perché da anni, con le sue futili frammentazioni, fa di tutto per non governare&#8230;<br />
Lo dico spesso agli altri nostri membri che vorrebbero ammorbidire la linea di U Erre Enne: a che serve che il ProgReS (per parlare del vs movimento) sostenga una cassa sarda delle entrate quando la sua restante linea politica promuove scissioni? L&#8217;efficacia di quanto proposto è inversamente proporzionale al peso che si ha per farla passare.</p>
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		<title>Di: Giuliu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3136</link>
		<dc:creator>Giuliu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 05:45:04 +0000</pubDate>
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		<description>PS 2
gli indipendentisti non governano, giusto, ma la colpa è degli indipendentisti che dicono e progettano soluzioni o dei sardi che si adagiano sul clientelismo e sulle promesse impossibili come i 200 mila posti di lavoro in due anni? Oppure di quello che non crede nella possibilità che i sardi siano capaci di essere come ogni altra donna o uomo della terra? E meno male che siamo a noi i sognatori. Smettetela di criticare e basta, provate ad ascoltarci, forse qualcosa di buono ne verrà fuori ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PS 2<br />
gli indipendentisti non governano, giusto, ma la colpa è degli indipendentisti che dicono e progettano soluzioni o dei sardi che si adagiano sul clientelismo e sulle promesse impossibili come i 200 mila posti di lavoro in due anni? Oppure di quello che non crede nella possibilità che i sardi siano capaci di essere come ogni altra donna o uomo della terra? E meno male che siamo a noi i sognatori. Smettetela di criticare e basta, provate ad ascoltarci, forse qualcosa di buono ne verrà fuori <img src='https://www.sanatzione.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Giuliu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3135</link>
		<dc:creator>Giuliu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 05:41:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=4413#comment-3135</guid>
		<description>Io non mi riferisco ai piccoli enti, mi riferisco proprio alla Regione. E&#039; la Regione che deve infrangere definitivamente un patto fatto di nulla e basato sul nulla. I conti su cui poggia il patto è, mi pare, del 2005, precedente l&#039;accertamento delle maggiori entrate. Quindi, ora sopratutto che la Corte ha accertato anche questo ennesimo passaggio va rivisto e se il governo italiano non lo fa è in torto marcio. Voglio vedere quale corte europea ha il coraggio di sanzionarmi se io ho tutti quei soldi e abbatto il debito o investo in servizi o, in genere, in sviluppo. Poi ripeto, infrangere quel tetto si subisce una sanzione ridicola rispetto alla cifra che si incasserà e al benessere che ne deriverà ai sardi. Ma soprattutto si parla di un patto basato su impegni parziali, non “totali”. Noi oggi, rispetto al periodo in cui fu fatto il calcolo, abbiamo la totalità della spesa pubblica in sanità e trasporti interni, perciò il tetto, che prima non lo comprendeva, è di fatto nullo, non esiste un limite per una spesa pubblica totalmente a carico. 
 Sanno bene cosa elabora e propone l’indipendentismo in materia, ho scritto spesso di questo e loro lo sanno bene, credimi, per quale motivo non interagiscono con chi ha una visione corretta invece di litigare nei banchi del governo sardo? Non c’entra nulla l’unità degli indipendentisti, le proposte ci sono, manca l’umiltà da parte loro, chiamino. Poi, lasciamo perdere, ci sono professori di diritto tributario che danno ragione alla correttezza sull’agenzia sarda delle riscossioni e economisti che sono d’accordo sul fatto che i meccanismi che andrebbe a generare sarebbero certamente ed ovviamente positivi per noi. Invece mi trovo ancora a spiegare questi passaggi proprio a certe, ne sono rimasti pochi per la verità, parti indipendentiste che ancora vogliono modificare proprio quella parte dello statuto che ce lo consente. Come scrivi tu, ci sono i precedenti in tal senso e sono importantissimi nel sistema giuridico italiano,  uno di quelli è addirittura datato ’65. Ma noi ci riteniamo sempre sfigati, a noi no, non ci spetta? 
 Sulle sentenze della Corte ti ho già risposto, una delle motivazioni sta proprio nei precedenti, e ci sono tutti, in tutti i casi, basta sapersi dotare delle giuste motivazioni, compresi gli sviluppi nel settore tributario attuale. L’abuso di diritto fa al caso nostro, e ricorre proprio in quello delle accise ;). Ci sono diverse cose che toccheremo in questo periodo,  ci serve solo un po di tempo, compreso il discorso legato alle società che non fanno altro che fatture di carico e scarico dei prodotti petroliferi, sono depositi fiscali situati in pochi km e che non hanno alcuna funzione se non quella del passaggio e conseguente aumento di prezzo e che, di fatto, escludono operatori sardi che sono costretti a prendere la merce esternamente e depositarle li e metterli in commercio fuori perché non fanno parte di quel sistema, la conseguenza è che impoveriscono ancora di più le casse Regionali. Ma anche questo andrà affrontato.  Per questo la proposta precedente sulle accise non è corretta, la Corte non la prenderebbe in esame, proprio perché sbagliata nella forma e nella sostanza.
I servizi pubblici non funzionano, hai ragione, sono impregnati di clientelismo e disservizio, ma non è “il bene del servizio” che non va bene, è l’utilizzo che se ne fa, il malaffare. Quindi si elimini ciò che non va, non il servizio. Prendiamo ad esempio il servizio di trasporto esterno e prendiamo quello su mare che rappresenta quello principale dal momento in cui è quello totale, che permette qualsiasi genere di trasporto, cose e persone. Nessun privato, da solo, metterà il suo capitale a disposizione per creare un “sistema” congeniale alla nostra necessità. A noi serve un sistema che generi servizio, che sia di “ponte”, non che generi profitto, non in questo caso. Profitto, in questo caso, significa costo eccessivo e la cosa mal lega con il commercio “totale” di cui necessitiamo per le merci, turismo, svago e sociale. A noi serve un servizio che renda conveniente venire in Sardegna, che renda conveniente commerciare e comunicare. Questo potrà farlo solo una società come quella, che non è, ripeto, pubblica, ma gestito privatamente da una spa e finanziata, da parte pubblica, dalla sfirs,  il resto devono farlo gli operatori dei vari settori che avrebbero la loro compagnia, a prezzi convenienti e che controllerebbero le storture. Fino a quando saremo ostaggio di qualsiasi operatore privato al quale demandiamo una nostra  necessità (  e ricordiamoci che è una necessitò non una scelta), avremo sempre un sistema non congeniale alle nostre aspettative e bisogni. Se vuoi che una cosa non accada fai in modo che non possa accadere. Quindi crea un sistema che impedisca le storture, si può fare, si deve fare. Ma anche qui parliamo di un discorso molto ampio che fino a quando non verrà esposto completamente non è facile da interiorizzare, siamo drogati  da un sistema marcio, dobbiamo tagliarlo questo  marcio, è quello l’ obiettivo che dobbiamo avere, non tagliare un servizio essenziale. La concorrenza sarà sempre garantita, solo che ci sarà un operatore che, grazie alla sua funzione principale è un calmiere delle tariffe quasi naturale, gli altri dovranno adattarsi.
Che il PD si lamenti non mi stupisce, fatto sta che quando erano li non hanno fatto nulla, quindi ora attaccano l’opposizione politica, non li considero in questa fase. So che chi governa ora non sta facendo nulla in tal senso, anzi, quel poco lo sta vendendo, come l’aver, per il secondo anno consecutivo, dato in gestione ad una società palermitana il servizio a bordo di catering della Saremar, assurdo. Come assurdo è il lamento continuo, anche di questi giorni, da parte  sardista sul personale di bordo della Tirrenia, che ha pochissimi sardi a bordo. Bene, e perché mai allora per il secondo anno consecutivo a bordo della Saremar succede lo stesso? Te lo dico io. In Sardegna non si rilasciano libretti di navigazione! Quei libretti sono i documenti essenziali per lavorare a bordo delle navi, ma la capitaneria di Cagliari non è attrezzata per i corsi, bisogna organizzarla. Allora ti chiedo, visto che il problema è quello della non disponibilità e mancanza di cultura di quel lavoro che è una nostra risorsa, per quale motivo, lasciamo il primo anno, non si è organizzato un corso regionale a Cagliari per tutte/i quelle/i ragazze/i ce vogliono intraprendere quella occupazione? Ora ci si lamenta della Tirrenia? No, i colpevoli sono sempre loro stessi. Ci sarebbe molto da scrivere su ciò che questi non fanno, con la loro inefficienza sono la colpa di tutti i mali che viviamo giornalmente. Poco tempo fa Sedda andò da Solinas e portò un progetto con cui cercare almeno in parte di mettere una pezza sul problema che sta vedendo in ginocchio uno dei pochi settori produttivi sardi: il turismo. Come nulla fosse, nonostante riconoscesse la bontà, andò avanti con il nulla. 
Qui non servono dialoghi con i sordi, serve che i sardi diano ascolto a chi pensa, lavora e progetta per il bene comune, non di partito o di comodo. 
PS
Il percorso, per quanto lo vogliamo accelerare, ha dei passaggi obbligatori, e quello principale prevede un periodo di gestione autonomista, per il momento le accise le stiamo perdendo quando invece potremo, almeno in questa fase, prendercele, e parliamo di almeno un miliardo e mezzo/anno. Quando saremo indipendenti potremo fare quello che dici sulle accise, non ci verrebbero comunque riconosciute in base alle norme europee che prevedono che le accise siano applicate e riscosse nel proprio territorio e la Sardegna, incasserebbe quanto già incassa oggi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non mi riferisco ai piccoli enti, mi riferisco proprio alla Regione. E&#8217; la Regione che deve infrangere definitivamente un patto fatto di nulla e basato sul nulla. I conti su cui poggia il patto è, mi pare, del 2005, precedente l&#8217;accertamento delle maggiori entrate. Quindi, ora sopratutto che la Corte ha accertato anche questo ennesimo passaggio va rivisto e se il governo italiano non lo fa è in torto marcio. Voglio vedere quale corte europea ha il coraggio di sanzionarmi se io ho tutti quei soldi e abbatto il debito o investo in servizi o, in genere, in sviluppo. Poi ripeto, infrangere quel tetto si subisce una sanzione ridicola rispetto alla cifra che si incasserà e al benessere che ne deriverà ai sardi. Ma soprattutto si parla di un patto basato su impegni parziali, non “totali”. Noi oggi, rispetto al periodo in cui fu fatto il calcolo, abbiamo la totalità della spesa pubblica in sanità e trasporti interni, perciò il tetto, che prima non lo comprendeva, è di fatto nullo, non esiste un limite per una spesa pubblica totalmente a carico.<br />
 Sanno bene cosa elabora e propone l’indipendentismo in materia, ho scritto spesso di questo e loro lo sanno bene, credimi, per quale motivo non interagiscono con chi ha una visione corretta invece di litigare nei banchi del governo sardo? Non c’entra nulla l’unità degli indipendentisti, le proposte ci sono, manca l’umiltà da parte loro, chiamino. Poi, lasciamo perdere, ci sono professori di diritto tributario che danno ragione alla correttezza sull’agenzia sarda delle riscossioni e economisti che sono d’accordo sul fatto che i meccanismi che andrebbe a generare sarebbero certamente ed ovviamente positivi per noi. Invece mi trovo ancora a spiegare questi passaggi proprio a certe, ne sono rimasti pochi per la verità, parti indipendentiste che ancora vogliono modificare proprio quella parte dello statuto che ce lo consente. Come scrivi tu, ci sono i precedenti in tal senso e sono importantissimi nel sistema giuridico italiano,  uno di quelli è addirittura datato ’65. Ma noi ci riteniamo sempre sfigati, a noi no, non ci spetta?<br />
 Sulle sentenze della Corte ti ho già risposto, una delle motivazioni sta proprio nei precedenti, e ci sono tutti, in tutti i casi, basta sapersi dotare delle giuste motivazioni, compresi gli sviluppi nel settore tributario attuale. L’abuso di diritto fa al caso nostro, e ricorre proprio in quello delle accise <img src='https://www.sanatzione.eu/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> . Ci sono diverse cose che toccheremo in questo periodo,  ci serve solo un po di tempo, compreso il discorso legato alle società che non fanno altro che fatture di carico e scarico dei prodotti petroliferi, sono depositi fiscali situati in pochi km e che non hanno alcuna funzione se non quella del passaggio e conseguente aumento di prezzo e che, di fatto, escludono operatori sardi che sono costretti a prendere la merce esternamente e depositarle li e metterli in commercio fuori perché non fanno parte di quel sistema, la conseguenza è che impoveriscono ancora di più le casse Regionali. Ma anche questo andrà affrontato.  Per questo la proposta precedente sulle accise non è corretta, la Corte non la prenderebbe in esame, proprio perché sbagliata nella forma e nella sostanza.<br />
I servizi pubblici non funzionano, hai ragione, sono impregnati di clientelismo e disservizio, ma non è “il bene del servizio” che non va bene, è l’utilizzo che se ne fa, il malaffare. Quindi si elimini ciò che non va, non il servizio. Prendiamo ad esempio il servizio di trasporto esterno e prendiamo quello su mare che rappresenta quello principale dal momento in cui è quello totale, che permette qualsiasi genere di trasporto, cose e persone. Nessun privato, da solo, metterà il suo capitale a disposizione per creare un “sistema” congeniale alla nostra necessità. A noi serve un sistema che generi servizio, che sia di “ponte”, non che generi profitto, non in questo caso. Profitto, in questo caso, significa costo eccessivo e la cosa mal lega con il commercio “totale” di cui necessitiamo per le merci, turismo, svago e sociale. A noi serve un servizio che renda conveniente venire in Sardegna, che renda conveniente commerciare e comunicare. Questo potrà farlo solo una società come quella, che non è, ripeto, pubblica, ma gestito privatamente da una spa e finanziata, da parte pubblica, dalla sfirs,  il resto devono farlo gli operatori dei vari settori che avrebbero la loro compagnia, a prezzi convenienti e che controllerebbero le storture. Fino a quando saremo ostaggio di qualsiasi operatore privato al quale demandiamo una nostra  necessità (  e ricordiamoci che è una necessitò non una scelta), avremo sempre un sistema non congeniale alle nostre aspettative e bisogni. Se vuoi che una cosa non accada fai in modo che non possa accadere. Quindi crea un sistema che impedisca le storture, si può fare, si deve fare. Ma anche qui parliamo di un discorso molto ampio che fino a quando non verrà esposto completamente non è facile da interiorizzare, siamo drogati  da un sistema marcio, dobbiamo tagliarlo questo  marcio, è quello l’ obiettivo che dobbiamo avere, non tagliare un servizio essenziale. La concorrenza sarà sempre garantita, solo che ci sarà un operatore che, grazie alla sua funzione principale è un calmiere delle tariffe quasi naturale, gli altri dovranno adattarsi.<br />
Che il PD si lamenti non mi stupisce, fatto sta che quando erano li non hanno fatto nulla, quindi ora attaccano l’opposizione politica, non li considero in questa fase. So che chi governa ora non sta facendo nulla in tal senso, anzi, quel poco lo sta vendendo, come l’aver, per il secondo anno consecutivo, dato in gestione ad una società palermitana il servizio a bordo di catering della Saremar, assurdo. Come assurdo è il lamento continuo, anche di questi giorni, da parte  sardista sul personale di bordo della Tirrenia, che ha pochissimi sardi a bordo. Bene, e perché mai allora per il secondo anno consecutivo a bordo della Saremar succede lo stesso? Te lo dico io. In Sardegna non si rilasciano libretti di navigazione! Quei libretti sono i documenti essenziali per lavorare a bordo delle navi, ma la capitaneria di Cagliari non è attrezzata per i corsi, bisogna organizzarla. Allora ti chiedo, visto che il problema è quello della non disponibilità e mancanza di cultura di quel lavoro che è una nostra risorsa, per quale motivo, lasciamo il primo anno, non si è organizzato un corso regionale a Cagliari per tutte/i quelle/i ragazze/i ce vogliono intraprendere quella occupazione? Ora ci si lamenta della Tirrenia? No, i colpevoli sono sempre loro stessi. Ci sarebbe molto da scrivere su ciò che questi non fanno, con la loro inefficienza sono la colpa di tutti i mali che viviamo giornalmente. Poco tempo fa Sedda andò da Solinas e portò un progetto con cui cercare almeno in parte di mettere una pezza sul problema che sta vedendo in ginocchio uno dei pochi settori produttivi sardi: il turismo. Come nulla fosse, nonostante riconoscesse la bontà, andò avanti con il nulla.<br />
Qui non servono dialoghi con i sordi, serve che i sardi diano ascolto a chi pensa, lavora e progetta per il bene comune, non di partito o di comodo.<br />
PS<br />
Il percorso, per quanto lo vogliamo accelerare, ha dei passaggi obbligatori, e quello principale prevede un periodo di gestione autonomista, per il momento le accise le stiamo perdendo quando invece potremo, almeno in questa fase, prendercele, e parliamo di almeno un miliardo e mezzo/anno. Quando saremo indipendenti potremo fare quello che dici sulle accise, non ci verrebbero comunque riconosciute in base alle norme europee che prevedono che le accise siano applicate e riscosse nel proprio territorio e la Sardegna, incasserebbe quanto già incassa oggi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3133</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 20:39:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=4413#comment-3133</guid>
		<description>Il discorso si è esteso su diversi fronti. 

Si è sul nodo del Patto di Stabilità che abbiamo riportato la posizione dei sardisti nell&#039;articolo, sforare il tetto di spesa di proposito piuttosto che &quot;stare nei ranghi&quot; sarebbe un segnale di autorità (e io direi di &quot;sovranità unilaterale&quot;). Il problema è che la maggior parte degli amministratori locali non la vedrà alla stessa maniera...

L&#039;intervento dei Riformatori in materia di accise sulla produzione era politico e non tecnico (come purtroppo diversi altri temi), il ché significa che è stato disperso senza avere la giusta spinta che avrebbe potuto condurlo nei canali giusti. Questo è uno di quei casi per cui sostengo sempre che serva la pressione indipendentista (che non c&#039;è, in quanto frammentata in parecchie sigle).

Sulla Corte non sono d&#039;accordo, non condivido il parallelo con la bravura o meno di un avvocato che si può notare in qualsiasi procedimento giudiziario, come per la Cassazione, la Corte genera dei PRECEDENTI. E i precedenti giuridici, come saprai, spesso si appoggiano a esperienze pregresse/cavilli/variazioni semantiche/ecc. Ciò significa che esiste il margine della discrezionalità. Ovvero un margine che può avere origine politica. Ricordo spesso in materia un vecchio congresso sardista in cui si propose di trasformare la Corte Costituzionale in un organo federale, con giudici eletti dalle Regioni. La proposta sarebbe ancora attuale.

Sui Trasporti posso solo ripetere il concetto: a noi vengono i brividi solo a immaginare partecipazioni pubbliche (quindi attraverso la SFIRS) in questa materia. L&#039;A.R.S.T. non andrebbe coinvolta. 
Nella cultura politica e istituzionale italiana, dove c&#039;è la partecipazione pubblica, c&#039;è quasi automaticamente la clientela e il disservizio. Da anni ormai attraverso il nostro spazio come U.R.N. Sardinnya riteniamo che anche l&#039;indipendentismo debba rivedere il suo orizzonte culturale nella visione dei servizi pubblici, orientando la sua azione più sulle regole, sulle sanzioni e sulla concorrenza piuttosto che sulla partecipazione pubblica. 

Il rischio a cui sta andando incontro Solinas lo sta lamentando il PD Sardo da mesi.

Sulle accise..ovviamente è un problema di sovranità. Ma è anche lo scopo degli indipendentisti (che non governano)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso si è esteso su diversi fronti. </p>
<p>Si è sul nodo del Patto di Stabilità che abbiamo riportato la posizione dei sardisti nell&#8217;articolo, sforare il tetto di spesa di proposito piuttosto che &#8220;stare nei ranghi&#8221; sarebbe un segnale di autorità (e io direi di &#8220;sovranità unilaterale&#8221;). Il problema è che la maggior parte degli amministratori locali non la vedrà alla stessa maniera&#8230;</p>
<p>L&#8217;intervento dei Riformatori in materia di accise sulla produzione era politico e non tecnico (come purtroppo diversi altri temi), il ché significa che è stato disperso senza avere la giusta spinta che avrebbe potuto condurlo nei canali giusti. Questo è uno di quei casi per cui sostengo sempre che serva la pressione indipendentista (che non c&#8217;è, in quanto frammentata in parecchie sigle).</p>
<p>Sulla Corte non sono d&#8217;accordo, non condivido il parallelo con la bravura o meno di un avvocato che si può notare in qualsiasi procedimento giudiziario, come per la Cassazione, la Corte genera dei PRECEDENTI. E i precedenti giuridici, come saprai, spesso si appoggiano a esperienze pregresse/cavilli/variazioni semantiche/ecc. Ciò significa che esiste il margine della discrezionalità. Ovvero un margine che può avere origine politica. Ricordo spesso in materia un vecchio congresso sardista in cui si propose di trasformare la Corte Costituzionale in un organo federale, con giudici eletti dalle Regioni. La proposta sarebbe ancora attuale.</p>
<p>Sui Trasporti posso solo ripetere il concetto: a noi vengono i brividi solo a immaginare partecipazioni pubbliche (quindi attraverso la SFIRS) in questa materia. L&#8217;A.R.S.T. non andrebbe coinvolta.<br />
Nella cultura politica e istituzionale italiana, dove c&#8217;è la partecipazione pubblica, c&#8217;è quasi automaticamente la clientela e il disservizio. Da anni ormai attraverso il nostro spazio come U.R.N. Sardinnya riteniamo che anche l&#8217;indipendentismo debba rivedere il suo orizzonte culturale nella visione dei servizi pubblici, orientando la sua azione più sulle regole, sulle sanzioni e sulla concorrenza piuttosto che sulla partecipazione pubblica. </p>
<p>Il rischio a cui sta andando incontro Solinas lo sta lamentando il PD Sardo da mesi.</p>
<p>Sulle accise..ovviamente è un problema di sovranità. Ma è anche lo scopo degli indipendentisti (che non governano)&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuliu</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3132</link>
		<dc:creator>Giuliu</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 17:23:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=4413#comment-3132</guid>
		<description>beh, anche a me andrebbe di dire che me li devi e me li rendi, punto. Ma davanti alla giurisprudenza non è cosi. Soru prese quegli accordi con la maggioranza del consiglio ed ora non puoi tornare indietro se non intentando causa civile allo stato per non aver onorato una parte dell’accordo ( queste ultime vicende in cui si è espressa la Corte) e quindi si annulla completamente tutto, anche il resto e si rivà  a nuovo calcolo. Secondo me, fino a quando non sarà risolta la questione del patto di stabilità non si va da nessuna parte,  che è un falso problema dal momento in cui la sanzione è ridicola rispetto a quanto potremmo avere e spendere, ma questi giocano ai piccoli chimici.  Si avevo letto la tua, ma rimango dell’idea che la Corte, come qualsiasi giudice, può fare quello che vuole, ma se io porto delle motivazioni circostanziate, utilizzo i giusti canali istituzionale e gradi di giudizio , non c’è giudice che possa negarmi un diritto, ne tantomeno la Corte Costituzionale. Un imputato è condannato o assolto in base alla bravura del suo avvocato, a meno che non sia colpevole al 300%, ma anche in quel caso, un bravo avvocato ed anche davanti ad un giudice contrario, riuscirà comunque a ridurti la pena, a volte anche di molto. E’ un sistema basato sulle capacità.
Ho letto quel rapporto di Pisano, e non l’ho condiviso per i motivi di sopra, ovvero, non era presentato nella maniera corretta ne tramite i giusti canali, e, per dirla tutta, i conti erano sbagliati, posso dimostrartelo quando vuoi.
A)	Io non ho detto che la Regione faccia l’armatore, infatti l’ho scritto. Ho detto che la Regione deve cedere la Saremar, non tenerla in house. Che il psd’az sia d’accordo nel non tenerla è solo la conferma che dicono una cosa ma fanno il contrario, perché, fino a prova contraria, è un sardista l’assessore ai trasporti che sarà responsabile delle sanzioni che molto probabilmente arriveranno dall’EU. Io mi riferivo alla Sfirs, la finanziaria regionale, non alla regione, ed è alla finanziaria regionale che sarebbero entrati soldi freschi e liquidi che avrebbe potuto, in base allo statuto, ridistribuire ai sardi con le modalità contemplate. 
B)	B) ti ho risposto sotto, sarebbe pubblica solo nella regolamentazione, ma questo, la motivazione per cui sono per questo genere di “proprietà”, ne parleremo quando finiremo quel documento circostanziato anche dalle dinamiche economiche che genererebbe. 
C)	Sulle  accise, mirate o mancate, potrai legiferare solo con la sovranità, è uno dei tributi di competenza dello stato. Comunque sappi che le accise sono uno dei tributi su cui uno stato giusto e corretto gestisce e garantisce le sue continue entrate facendo un mix giusto di prelievi, diretti ed indiretti, ma qui entriamo in un discorso complesso. Il problema dei tributi è legato alla coscienza, correttezza, equità e saggezza. 
D)	Non mi importa della Tirrenia, che l’Italia ci faccia quello che vuole, non voglio neppure i suoi soldi, voglio i miei. Le rotte me le gestisco da me e mi prendo quelle che voglio e che mi servono. Con l’autonomia portuale ci verranno a chiedere di attraccare nei loro porti, non dovremo neppure chiederlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh, anche a me andrebbe di dire che me li devi e me li rendi, punto. Ma davanti alla giurisprudenza non è cosi. Soru prese quegli accordi con la maggioranza del consiglio ed ora non puoi tornare indietro se non intentando causa civile allo stato per non aver onorato una parte dell’accordo ( queste ultime vicende in cui si è espressa la Corte) e quindi si annulla completamente tutto, anche il resto e si rivà  a nuovo calcolo. Secondo me, fino a quando non sarà risolta la questione del patto di stabilità non si va da nessuna parte,  che è un falso problema dal momento in cui la sanzione è ridicola rispetto a quanto potremmo avere e spendere, ma questi giocano ai piccoli chimici.  Si avevo letto la tua, ma rimango dell’idea che la Corte, come qualsiasi giudice, può fare quello che vuole, ma se io porto delle motivazioni circostanziate, utilizzo i giusti canali istituzionale e gradi di giudizio , non c’è giudice che possa negarmi un diritto, ne tantomeno la Corte Costituzionale. Un imputato è condannato o assolto in base alla bravura del suo avvocato, a meno che non sia colpevole al 300%, ma anche in quel caso, un bravo avvocato ed anche davanti ad un giudice contrario, riuscirà comunque a ridurti la pena, a volte anche di molto. E’ un sistema basato sulle capacità.<br />
Ho letto quel rapporto di Pisano, e non l’ho condiviso per i motivi di sopra, ovvero, non era presentato nella maniera corretta ne tramite i giusti canali, e, per dirla tutta, i conti erano sbagliati, posso dimostrartelo quando vuoi.<br />
A)	Io non ho detto che la Regione faccia l’armatore, infatti l’ho scritto. Ho detto che la Regione deve cedere la Saremar, non tenerla in house. Che il psd’az sia d’accordo nel non tenerla è solo la conferma che dicono una cosa ma fanno il contrario, perché, fino a prova contraria, è un sardista l’assessore ai trasporti che sarà responsabile delle sanzioni che molto probabilmente arriveranno dall’EU. Io mi riferivo alla Sfirs, la finanziaria regionale, non alla regione, ed è alla finanziaria regionale che sarebbero entrati soldi freschi e liquidi che avrebbe potuto, in base allo statuto, ridistribuire ai sardi con le modalità contemplate.<br />
B)	B) ti ho risposto sotto, sarebbe pubblica solo nella regolamentazione, ma questo, la motivazione per cui sono per questo genere di “proprietà”, ne parleremo quando finiremo quel documento circostanziato anche dalle dinamiche economiche che genererebbe.<br />
C)	Sulle  accise, mirate o mancate, potrai legiferare solo con la sovranità, è uno dei tributi di competenza dello stato. Comunque sappi che le accise sono uno dei tributi su cui uno stato giusto e corretto gestisce e garantisce le sue continue entrate facendo un mix giusto di prelievi, diretti ed indiretti, ma qui entriamo in un discorso complesso. Il problema dei tributi è legato alla coscienza, correttezza, equità e saggezza.<br />
D)	Non mi importa della Tirrenia, che l’Italia ci faccia quello che vuole, non voglio neppure i suoi soldi, voglio i miei. Le rotte me le gestisco da me e mi prendo quelle che voglio e che mi servono. Con l’autonomia portuale ci verranno a chiedere di attraccare nei loro porti, non dovremo neppure chiederlo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Adriano Bomboi</title>
		<link>https://www.sanatzione.eu/2012/04/vertenza-entrate-la-corte-costituzionale-si-oppone-al-governo-roma-dovra-restituire-i-soldi-ai-sardi/comment-page-1/#comment-3131</link>
		<dc:creator>Adriano Bomboi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 16:43:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=4413#comment-3131</guid>
		<description>Secondo il nostro punto di vista Giuliu, finché ogni singolo centesimo della complessiva vertenza entrate non sarà tornato a casa e nella piena disponibilità delle istituzioni regionali: la vertenza sarà aperta.

In merito alla Corte, sono d&#039;accordo sulla diagnosi ma non sull&#039;interpretazione che ne dai, né sulla presunta azione &quot;super partes&quot; che essa vorrebbe esercitare. E proprio sul tema della sovranità collettiva di Popolo ti rimando ad un mio articolo pubblicato anche su Sardegna &amp; Libertà nel 2009: http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione%3b%20Sardi%20e%20Autonomia%20di%20serie%20B.pdf

Sulla produzione di prodotti petroliferi è cosa nota, nel 2010 ospitammo anche un articolo dell&#039;On. Pisano dei Riformatori Sardi al riguardo: http://www.sanatzione.eu/2010/09/on-pisano-lo-stato-cominci-a-restituire-ai-sardi-cio-che-e-stato-tolto/ 

In merito ai Trasporti, siamo contrari ad una serie di cose: A) Che la Regione faccia l&#039;armatore (e il PSD&#039;AZ la pensa come noi); B) Siamo di conseguenza contrari all&#039;istituzione di una compagnia pubblica di bandiera dei trasporti; C) Siamo per l&#039;adozione di una defiscalizzazione mirata delle accise sui carburanti; D) Riteniamo che Tirrenia vada smembrata e che si riveda l&#039;intero sistema dei collegamenti e degli operatori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il nostro punto di vista Giuliu, finché ogni singolo centesimo della complessiva vertenza entrate non sarà tornato a casa e nella piena disponibilità delle istituzioni regionali: la vertenza sarà aperta.</p>
<p>In merito alla Corte, sono d&#8217;accordo sulla diagnosi ma non sull&#8217;interpretazione che ne dai, né sulla presunta azione &#8220;super partes&#8221; che essa vorrebbe esercitare. E proprio sul tema della sovranità collettiva di Popolo ti rimando ad un mio articolo pubblicato anche su Sardegna &#038; Libertà nel 2009: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione%3b%20Sardi%20e%20Autonomia%20di%20serie%20B.pdf" rel="nofollow">http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione%3b%20Sardi%20e%20Autonomia%20di%20serie%20B.pdf</a></p>
<p>Sulla produzione di prodotti petroliferi è cosa nota, nel 2010 ospitammo anche un articolo dell&#8217;On. Pisano dei Riformatori Sardi al riguardo: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/09/on-pisano-lo-stato-cominci-a-restituire-ai-sardi-cio-che-e-stato-tolto/" rel="nofollow">http://www.sanatzione.eu/2010/09/on-pisano-lo-stato-cominci-a-restituire-ai-sardi-cio-che-e-stato-tolto/</a> </p>
<p>In merito ai Trasporti, siamo contrari ad una serie di cose: A) Che la Regione faccia l&#8217;armatore (e il PSD&#8217;AZ la pensa come noi); B) Siamo di conseguenza contrari all&#8217;istituzione di una compagnia pubblica di bandiera dei trasporti; C) Siamo per l&#8217;adozione di una defiscalizzazione mirata delle accise sui carburanti; D) Riteniamo che Tirrenia vada smembrata e che si riveda l&#8217;intero sistema dei collegamenti e degli operatori.</p>
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