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	<title>Commenti a: Hizb&#8217;Allah non occupa il Parlamento Libanese, l&#8217;MPS quello Sardo sì. SNI ed AMPI giocano col fuoco</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Di: fabrizio des</title>
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		<dc:creator>fabrizio des</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:00:50 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito dei Pastori. Deserto umano, animale e di pensiero.


Prologo

 

Lunedì 11 ottobre partiamo da Terralba io ed il mio amico nonchè Presidente del PAR.I.S. Malu Entu e Presidente dell&#039;omonima Repubblica Indipendente, Doddore Meloni. Direzione Desulo.
Percorriamo la pedemontana del Monte Arci, Tiria, rotonda di Siapiccia, nuova provinciale per Allai (peraltro bellissima). Arriviamo quindi ad Allai. Lo attraversiamo e ci dirigiamo verso Samugheo.
Prima di entrare in paese incrociamo una moto con un postino che probabilmente fa rientro ad Allai.
E&#039; la prima cosa che incrociamo partendo da Terralba. Incredibile.
Ancora più incredibile è il non aver intravisto neanche l&#039;ombra di bestiame; pecore, vacche, buoi, capre. Niente. Non c&#039;è quindi l&#039;ombra neanche del pastore.
Superiamo Tonara per inerpicarci verso il rifugio montano in territorio di Desulo, punto di partenza per le escursioni verso Pedras Crebadas (Punta Ampsicora), la vetta più alta della Sardegna con i suoi 1834 m.
Qui, in mezzo alla strada cominciamo ad incrociare bestiame (capre, pecore, mucche, buoi) incustodito ma comunque segnato. E&#039; la prima traccia di vita animale da Terralba al rifugio.Un gregge di pecore mangia sulla strada del mangime lasciato da un allevatore. Vediamo bene, mangime sulla strada! Mah.

Ieri l&#039;ennesima manifestazione dei Pastori a Cagliari.

Manifestazione che si trasforma presto in guerriglia urbana. Spari di lacrimogeni, sassaiole, lanci di bottiglie, manganellate, pedate nel culo e in ogni parte del corpo.
Scene squallide di una terra morta, svilita ed avvilita.
Situazioni ed avvenimenti che la Sardegna non meriterebbe di subire. Ma che subisce. E non da ieri.

I Pastori Sardi scelsero di accettare l&#039;arma del contributo, soldi che piovevano come manna, macchine fuori strada per controllare e seguire le greggi e, cosa assi strana, ovili ed aziende tenuti/e in condizioni fatiscenti, pecore &quot;accorrate&quot; dentro a recinti realizzati con reti di materasso, ruote di camion e via dicendo.
Se guardo un gregge di due-trecento pecore riesco puntualmente a contarne almeno la metà azzoppate e malate, con la conseguente poca resa dell&#039;animale stesso. Si spendono soldi in mangimi ed i pascoli rimangono deserti anche quando c&#039;è l&#039;erba.
I contributi non ci sono più, non ci sono più soldi. La merce di scambio è finita.

Il voto,

che per anni il potere politico ha utilizzato per devestare un bene inestimabile come la nostra economia agropastorale.
Inserita nel contesto nazional italiano, la nostra economia sprofonda e si inabissa senza via di scampo, gestita a malomodo da vittime e carnefici, colpevoli in egual misura.
Oggi il movimento pastori sardi (mps) chiede l&#039;applicazione della deminimis (100 milioni di euro) circa 15 mila euro ad azienda, dimenticandosi però che in quei 100 milioni c&#039;è anche da considerare una fetta da destinarsi alle aziende agricole. Sarebbe una goccia nel deserto della disperazione.
Oggi il Movimento Pastori Sardi sta diventando preda del potere politico retto, a nostro parere, in modo disdicevole da un Assessore all&#039;Agricoltura che parla di adeguarsi alla globalizzazione. Ma a chi si rivolge? A gente che non è nenche in grado di curare quattro pecore perchè probabilmente quei tanti contributi l&#039;hanno resa stanca, apatica ed oggi non tanto rassegnata, quanto incazzata perchè i soldi non ci sono più.
Ma è inutile parlare a costoro di accise, di costo elevato dell&#039;energia, di guardare al passato per rendersi conto che forse è da li che arrivano tutti  i nostro mali.

Perchè sono anche i nostri.

In una terra libera avremo avuto la possibilità di decidere del nostro futuro, sfruttando le nostre risorse ed occupandoci Noi, in prima persona dei nostri problemi, senza dover andare ad elemosinare cose che ci sarebbero spettate e che per diritto (vedi vertenza entrate) sarebbero potute rimanere all&#039;interno di una Nazione e Repubblica Indipendente Sarda.

Per concludere, noi del P.A.R.I.S. ci dissociamo da certe prese di posizione di &quot;leaders&quot; indipendentisti che riteniamo confusi, stanchi e in questa occasione tendenzialmente pericolosi. 

 

Epilogo

 

Mentre mi appresto a mangiare una bella fetta  di  prosciutto crudo Murru (sempre che non sia contrario il nostro assessore all&#039;agricoltura) vi saluto cordialmente

 
Fabrizio  Desogus
PAR.I.S. (Partidu Indipendentista Sardu) Malu Entu


via Piave, 3 - Terraba 
www.repubblicadimaluentu.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito dei Pastori. Deserto umano, animale e di pensiero.</p>
<p>Prologo</p>
<p>Lunedì 11 ottobre partiamo da Terralba io ed il mio amico nonchè Presidente del PAR.I.S. Malu Entu e Presidente dell&#8217;omonima Repubblica Indipendente, Doddore Meloni. Direzione Desulo.<br />
Percorriamo la pedemontana del Monte Arci, Tiria, rotonda di Siapiccia, nuova provinciale per Allai (peraltro bellissima). Arriviamo quindi ad Allai. Lo attraversiamo e ci dirigiamo verso Samugheo.<br />
Prima di entrare in paese incrociamo una moto con un postino che probabilmente fa rientro ad Allai.<br />
E&#8217; la prima cosa che incrociamo partendo da Terralba. Incredibile.<br />
Ancora più incredibile è il non aver intravisto neanche l&#8217;ombra di bestiame; pecore, vacche, buoi, capre. Niente. Non c&#8217;è quindi l&#8217;ombra neanche del pastore.<br />
Superiamo Tonara per inerpicarci verso il rifugio montano in territorio di Desulo, punto di partenza per le escursioni verso Pedras Crebadas (Punta Ampsicora), la vetta più alta della Sardegna con i suoi 1834 m.<br />
Qui, in mezzo alla strada cominciamo ad incrociare bestiame (capre, pecore, mucche, buoi) incustodito ma comunque segnato. E&#8217; la prima traccia di vita animale da Terralba al rifugio.Un gregge di pecore mangia sulla strada del mangime lasciato da un allevatore. Vediamo bene, mangime sulla strada! Mah.</p>
<p>Ieri l&#8217;ennesima manifestazione dei Pastori a Cagliari.</p>
<p>Manifestazione che si trasforma presto in guerriglia urbana. Spari di lacrimogeni, sassaiole, lanci di bottiglie, manganellate, pedate nel culo e in ogni parte del corpo.<br />
Scene squallide di una terra morta, svilita ed avvilita.<br />
Situazioni ed avvenimenti che la Sardegna non meriterebbe di subire. Ma che subisce. E non da ieri.</p>
<p>I Pastori Sardi scelsero di accettare l&#8217;arma del contributo, soldi che piovevano come manna, macchine fuori strada per controllare e seguire le greggi e, cosa assi strana, ovili ed aziende tenuti/e in condizioni fatiscenti, pecore &#8220;accorrate&#8221; dentro a recinti realizzati con reti di materasso, ruote di camion e via dicendo.<br />
Se guardo un gregge di due-trecento pecore riesco puntualmente a contarne almeno la metà azzoppate e malate, con la conseguente poca resa dell&#8217;animale stesso. Si spendono soldi in mangimi ed i pascoli rimangono deserti anche quando c&#8217;è l&#8217;erba.<br />
I contributi non ci sono più, non ci sono più soldi. La merce di scambio è finita.</p>
<p>Il voto,</p>
<p>che per anni il potere politico ha utilizzato per devestare un bene inestimabile come la nostra economia agropastorale.<br />
Inserita nel contesto nazional italiano, la nostra economia sprofonda e si inabissa senza via di scampo, gestita a malomodo da vittime e carnefici, colpevoli in egual misura.<br />
Oggi il movimento pastori sardi (mps) chiede l&#8217;applicazione della deminimis (100 milioni di euro) circa 15 mila euro ad azienda, dimenticandosi però che in quei 100 milioni c&#8217;è anche da considerare una fetta da destinarsi alle aziende agricole. Sarebbe una goccia nel deserto della disperazione.<br />
Oggi il Movimento Pastori Sardi sta diventando preda del potere politico retto, a nostro parere, in modo disdicevole da un Assessore all&#8217;Agricoltura che parla di adeguarsi alla globalizzazione. Ma a chi si rivolge? A gente che non è nenche in grado di curare quattro pecore perchè probabilmente quei tanti contributi l&#8217;hanno resa stanca, apatica ed oggi non tanto rassegnata, quanto incazzata perchè i soldi non ci sono più.<br />
Ma è inutile parlare a costoro di accise, di costo elevato dell&#8217;energia, di guardare al passato per rendersi conto che forse è da li che arrivano tutti  i nostro mali.</p>
<p>Perchè sono anche i nostri.</p>
<p>In una terra libera avremo avuto la possibilità di decidere del nostro futuro, sfruttando le nostre risorse ed occupandoci Noi, in prima persona dei nostri problemi, senza dover andare ad elemosinare cose che ci sarebbero spettate e che per diritto (vedi vertenza entrate) sarebbero potute rimanere all&#8217;interno di una Nazione e Repubblica Indipendente Sarda.</p>
<p>Per concludere, noi del P.A.R.I.S. ci dissociamo da certe prese di posizione di &#8220;leaders&#8221; indipendentisti che riteniamo confusi, stanchi e in questa occasione tendenzialmente pericolosi. </p>
<p>Epilogo</p>
<p>Mentre mi appresto a mangiare una bella fetta  di  prosciutto crudo Murru (sempre che non sia contrario il nostro assessore all&#8217;agricoltura) vi saluto cordialmente</p>
<p>Fabrizio  Desogus<br />
PAR.I.S. (Partidu Indipendentista Sardu) Malu Entu</p>
<p>via Piave, 3 &#8211; Terraba<br />
<a href="http://www.repubblicadimaluentu.com" rel="nofollow">http://www.repubblicadimaluentu.com</a></p>
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