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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; tuveri</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Autogoverno: la Sardegna apre il primo saggio dello Switzerland Institute</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 23:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Cari Lettori, mi onoro di aver portato la Sardegna come tema con cui è stata aperta la serie di saggi dedicata ai temi dell&#8217;autogoverno per conto dello Switzerland Institute. Il breve intervento, che quì ripropongo al seguito, ha per oggetto &#8220;Da Giovanni Battista Tuveri all&#8217;intuizione della concorrenza istituzionale&#8220;. Online disponibile anche presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><img class="aligncenter" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/01/Logo-SIV-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="170" /></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Cari Lettori, mi onoro di aver portato la Sardegna come tema con cui è stata aperta la serie di saggi dedicata ai temi dell&#8217;autogoverno per conto dello <a href="http://www.sanatzione.eu/2016/01/parte-lo-switzerland-institute-in-venice-trattera-di-liberta-e-indipendenza/" target="_blank">Switzerland Institute</a>. Il breve intervento, che quì ripropongo al seguito, ha per oggetto &#8220;<span style="text-decoration: underline;">Da Giovanni Battista Tuveri all&#8217;intuizione della concorrenza istituzionale</span>&#8220;. Online disponibile anche presso lo <a href="http://www.swissinvenice.org/" target="_blank"><em>swissinvenice.org</em></a></p>
<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Giovanni-Battista-Tuveri-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13335" title="Giovanni Battista Tuveri - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Giovanni-Battista-Tuveri-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="456" /></a>“Fra breve i cittadini ed i Cantoni svizzeri devono votare sulla nuova costituzione, ed a loro spetterà decidere se la Svizzera debba essere abbandonata alle incerte sorti di uno Stato unitario, oppure se in conformità allo sviluppo storico, desiderano conservare alla cara nostra patria, lealmente e giustamente l&#8217;organizzazione federale. […] Molti pubblici fogli gli portano l&#8217;eco di quanto dicono i centralisti, e soltanto pochi giornali combattono queste tendenze e per lo più in punti speciali”.</em></p>
<p>Era il 4 marzo 1872 ed il filosofo politico Giovanni Battista Tuveri, dalle righe de <em>Il Corriere di Sardegna</em>, dava luogo ad una serie di audaci riflessioni sulla natura del patto di una comunità che si apprestava a riformare le proprie istituzioni. In questi frammenti di un articolo più ampio abbiamo modo di scorgere una precisa fotografia del dibattito politico dell&#8217;epoca: da un lato abbiamo gli svizzeri stessi, coloro i quali rinnoveranno la fiducia ad istituzioni federali; dall&#8217;altro abbiamo un&#8217;agguerrita serie di intellettuali e politici propensi a trasformare la Svizzera nell&#8217;ennesimo nuovo Stato-nazione d&#8217;Europa. E nonostante tali pressioni, saranno i primi a spuntarla.</p>
<p>Tuveri, di estrazione repubblicana, ad oltre dieci anni dall&#8217;unificazione del Regno d&#8217;Italia, aveva compreso che la creazione di uno Stato centrale, qualora il principio fosse stato applicato anche alla Svizzera, avrebbe determinato una serie di ritardi socio-economici, così come la storia dell&#8217;Italia unita avrebbe ampiamente dimostrato.<br />
Ed ecco come proseguiva Tuveri in un nuovo articolo del 16 maggio:</p>
<p><em>“Se infatti tedeschi, francesi ed italiani preferiscono quello Stato fittizio alle loro rispettive nazioni, non è che per la libertà, e per l&#8217;indipendenza di cui godono”.</em></p>
<p>Malgrado le sue opinioni fossero influenzate dalla retorica nazionalista dell&#8217;epoca, il filosofo sardo, peraltro vicino al pensiero di Carlo Cattaneo, comprese che i benefici già sperimentati dagli svizzeri erano più che sufficienti per permettere loro di proseguire con quello che al tempo appariva come un bizzarro ed insolito esperimento istituzionale: Cantoni muniti di sovranità e che per tutto il secolo successivo, sino alla recente riforma del 1999, conferivano alle comunità che vi erano stanziate la piena legittimazione culturale, linguistica, amministrativa e fiscale.<br />
Lo stesso non poteva dirsi per il giovane Regno d&#8217;Italia. Tuveri testò con scarso profitto la sua esperienza di parlamentare nella sparuta deputazione sarda a Torino. Lo scarso peso ed il disordine di questo piccolo notabilato politico non riceveva la benché minima attenzione per gli esigui temi esposti, e a danno dell&#8217;isola finirono inoltre per sommarsi una duplice serie di problematiche: una fiscalità impietosa (che arrivò persino a porre sullo stesso piano la resa agricola sarda a quella piemontese); ed un protezionismo economico che tagliò le gambe alla nascente imprenditoria sarda, causando l&#8217;abbattimento dell&#8217;export rivolto verso la Francia.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In seguito, intellettuali del calibro di Salvemini ma anche Gramsci indugiarono sulle ragioni del divario socio-economico tra il nord ed il sud della penisola. Tuveri invece comprese con decenni di anticipo che l&#8217;isola non poteva essere inserita nel più ampio calderone del dibattito meridionalista ma si rendeva necessario affrontare alla base il problema della centralizzazione statuale, perché l&#8217;esempio svizzero aveva dimostrato che solo concrete istituzioni federali stavano al centro della libertà di espressione dei diritti civili e dei traffici commerciali.<br />
Oggi infatti troviamo proprio nella struttura dello Stato centrale la condizione essenziale della conservazione di un contesto nel quale il settentrione d&#8217;Italia vede danneggiata la propria imprenditoria, ed il cui residuo fiscale finisce a foraggiare le aree meno virtuose del Paese. Danneggiando inevitabilmente anche la vena imprenditoriale del sud e del mezzogiorno, perché l&#8217;eguale pressione fiscale e la logica assistenziale che spinge l&#8217;attuale modello costituzionale non consente l&#8217;emersione della competitività ma ha il preciso scopo di alimentare una vera e propria aristocrazia politica e burocratica.</p>
<p>La polemica contro il centralismo italiano sarà il carattere fondamentale su cui Tuveri porterà avanti sino alla morte i termini della cosiddetta “Questione Sarda”.</p>
<p>Viceversa, la Confederazione Elvetica ha saputo e potuto evitare una deriva analoga a quella italiana perché ha puntato su un modello di federalismo competitivo. Come illustrato recentemente anche dall&#8217;economista Hans-Hermann Hoppe, la presenza di istituzioni di dimensioni contenute e munite di sovranità in materie quali lingua e fisco permette una virtuosa competizione tra Cantoni. Per un verso, una fiscalità relativamente bassa offre la possibilità di attirare investimenti; per l&#8217;altro, la diretta amministrazione delle entrate non consente alla classe politica di sprecare ed abusare di tale denaro elevando il tasso di spesa pubblica. In altri termini, grazie ad una vera e propria concorrenza tra piccole istituzioni, come in un libero mercato, non ci sono Cantoni che producono imponenti residui fiscali conferiti a terzi Cantoni che campano di rendita; né vi sono imponenti debiti pubblici dovuti ad una politica che, come nel caso italiano, per coprire un&#8217;economia scarsamente competitiva, incrementa il welfare con cui assistere la sempre più vasta platea di individui che non partecipano od escono dai processi produttivi.</p>
<p>Ecco perché, a differenza dei numerosi e fallimentari modelli socialisti, quello svizzero, imperfetto ma affine al pensiero liberale, si trova ai vertici dei più efficienti sistemi politici mai concepiti dall&#8217;uomo.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/02/Switzerland-Institute-S.1-Bomboi-su-Tuveri-01-2016.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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