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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; scalas</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Il punto della situazione: Dialogo con il Generale Gianfranco Scalas (Fortza Paris)</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 22:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[U.R.N. Sardinnya incontra il Generale in ausiliaria della “Brigata Sassari” Gianfranco Scalas, presidente del movimento politico “Fortza Paris” &#8211; A cura di Adriano Bomboi.
Ritardi sul turismo, problema dei trasporti, aziende in crisi e stato di indigenza di parecchie famiglie ci inducono a pretendere dalla classe politica un radicale cambio di rotta. Con un miliardo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/Scalas-e-la-Sassari-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignright size-full wp-image-3252" title="Scalas e la Sassari - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/09/Scalas-e-la-Sassari-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="306" height="284" /></a>U.R.N. Sardinnya incontra il Generale in ausiliaria della “Brigata Sassari” Gianfranco Scalas, presidente del movimento politico “Fortza Paris” &#8211; A cura di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Ritardi sul turismo, problema dei trasporti, aziende in crisi e stato di indigenza di parecchie famiglie ci inducono a pretendere dalla classe politica un radicale cambio di rotta. Con un miliardo di euro in meno nella prossima finanziaria la riduzione delle spese correnti sarà inevitabile. Che ne pensa Fortza Paris di uno Stato che aveva posto in agenda la chiusura di tanti piccoli comuni che in Sardegna rappresentano l&#8217;ultimo baluardo contro lo spopolamento interno?</span></p>
<p>L’esigenza per una classe politica seria è di saper guardare avanti e saper vedere oltre e quindi prevenire con gli strumenti che si hanno le negatività. Fino ad ora invece si è continuato a mettere la testa sotto la sabbia e improvvisamente si lanciano appelli alla coesione per unire le forze. Tutto bene se gli atti fossero consequenziali. Non si può dire ora che c’è la crisi dopo averla nascosta sotto il tappeto.</p>
<p>Dopo tre anni di governo regionale ora finalmente c’è un atteggiamento di severa critica al governo centrale, ma doveva essere fatta già tre anni fa. Uno Stato che nega le dovute risorse meritava ben altro che acquiescenza. Nulla è perduto si direbbe, ma cosi non è perché la nostra situazione economica è grave, la nostra gente ha perso fiducia nei confronti della classe politica e non sarà facile riconquistarla. La recente manovra del governo italiota è uno schiaffo alla nostra intelligenza. In Sardegna i piccoli comuni sono una delle poche realtà in cui i cittadini possono trovare ancora qualche risposta perché sono il presidio non solo democratico ma della tutela del territorio, della cultura locale e dei valori. In un tempo in cui tutto è effimero, aggredire i valori è l&#8217;equivalente della pena di morte. Fortza Paris da tempo sostiene la necessità di partire dai nostri paesi con una politica dal basso per portarla a conquistare la Regione. Dai nostri paesi può venire ancora una possibilità di crescita, di futuro e di speranza. Ci sono strumenti di razionalizzazione dei servizi che possono far vivere bene le nostre comunità ed esempi ne abbiamo da decenni in tanti comuni piccoli che hanno, per esempio, un solo ufficio tecnico che sovraintende alla struttura dei lavori pubblici ed all&#8217;urbanistica, cosi come nelle polizie locali, nel servizio d’igiene, della cultura, biblioteche, etc. Non mi pare fosse necessario un diktat da Roma per tagliare a prescindere. Abbiamo già visto cosa è successo per la scuola pubblica. Inoltre la sovranità dei Sardi nelle scelte locali deve essere concreta, cioè meris in domu nostra. Decidiamo noi come organizzare il territorio. La specialità Sarda non è un optional di facciata ma reale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Dal PSD&#8217;AZ, Paolo Maninchedda ha richiamato l&#8217;attenzione delle forze politiche su alcuni temi essenziali: evitare di confondere l&#8217;abolizione dei privilegi della casta come panacea per le finanze pubbliche e fare sistema (al di là delle singole bandierine di appartenenza) per salvaguardare i ceti più deboli della popolazione. Il tutto in previsione di un progressivo tramonto della Giunta Cappellacci. Fortza Paris condivide l&#8217;intento di raggruppare le aree riformiste della politica Sarda o si tratta di un desiderio ancora irrealizzabile?</span></p>
<p>Leggo quanto scrive Maninchedda e vedo che oggi ha aggiunto alla parola indipendenza anche “sovranità”. Il manifesto di Fortza Paris è del 2004 e forse se venisse letto e non scopiazzato un po sarebbe molto utile per un percorso politico. Nel 2006 da Fortza Paris partì un invito a tutti i partiti Sardi per un incontro che vedesse la possibilità di una federazione degli stessi per un Partito Nazionale Sardo: non abbiamo mai avuto una risposta da nessuno. Oggi leggiamo cose simili e ci fa piacere ma non vorremmo che fosse l’ennesimo tentativo di salire in sella e portare il proprio cavallo a vincere il palio dopo aver mangiato il fieno degli altri.. E’ altresì facile come fa il Bossi in Italia ad essere forza di governo e opposizione: sarebbe meglio invece decidere conseguentemente a ciò che si dice e si pensa concretamente. Fortza Paris non ha poltrone, né poltroncine o strapuntini a livello regionale, eppure ha appoggiato inizialmente Cappellacci, valutando da subito che le decisioni erano romane e romane in questi anni sono rimaste. Non le abbiamo condivise ed i percorsi politici futuri non si fanno dopo ma prima. Se c’è una reale volontà di tentare l&#8217;unità che si faccia subito, senza primogeniture ma paris. Fortza paris.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Meno di 8 mesi fa pareva che la classe politica regionale stesse prendendo coscienza della necessità di revisionare l&#8217;attuale Statuto Autonomo all&#8217;insegna di una concreta sovranità che fornisca all&#8217;isola maggiori competenze in termini di fiscalità, di trasporti e di tante altre pertinenze, tra cui la tutela della cultura e della lingua Sarda. A cosa dobbiamo il silenzio di questi mesi? Forse il tema delle grandi riforme istituzionali è diventato un semplice slogan demagogico di cui tanti non ne comprendono l&#8217;effettiva utilità?</span></p>
<p>Una domanda che si commenta da sola e che si ricollega a quella precedente: sono passati tre anni della giunta Cappellacci e sulla necessità della riscrittura dello Statuto che è e resta la madre di ogni battaglia, ma dove sono le forze Sarde che compongono la giunta in questo vitale impegno? O pensiamo al silenzio più totale nel far decollare i sette punti franchi mai attuati in Sardegna pur essendo gli stessi già gentilmente concessi dalla seconda metà degli anni &#8216;90. Due punti in cui la sbandierata sardità si è arenata, eppure avrebbe dato risposte di non poco conto. Se vogliamo essere chiari, queste due battaglie sono perse perché non mi pare ci sia il tempo per redigere un nuovo Statuto che in seguito dovrebbe passare al vaglio del parlamento italico. Una legislatura persa ancora una volta, e chi ha perso veramente è la Sardegna con i suoi cittadini. Questi sono i fatti, il resto sono solo ottimi proclami per tenere la base tranquilla, ma nulla di più per i Sardi.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Dopo anni di divisioni e di slogan, l&#8217;universo indipendentista sembra aprirsi ad una visione “sovranistica” del suo agire politico: cioè si sta diffondendo la consapevolezza di doversi unire per poter spingere nella direzione di ottenere maggiori quote di sovranità per la Sardegna. Quanto continua a pesare in questo processo l&#8217;antiautonomismo (combattuto con lento successo dalla nostra associazione) e la diffidenza di una parte dell&#8217;indipendentismo verso le forze sardiste?</span></p>
<p>Certamente in tanti Sardi l’idea di una forza Sarda è in crescita ma non altrettanto mi pare nei vari movimenti e partiti. La consapevolezza c’è ma non c’è la volontà di fare un passettino tutti indietro. Non c’è la voglia di mettere al centro l’unità perché in ognuno è presente ancora la convinzione di essere i veri portatori dell’interesse dei Sardi. La diffidenza indipendentista verso gli altri ha sempre prevalso e lo dico con profondo dispiacere perché personalmente ho cercato più volte di trovare un dialogo ma è sempre stato eluso. Fortza Paris non è indipendentista ma non è neppure autonomista, è oltre l’autonomismo e poco prima dell’indipendentismo, ma sono considerazioni poco importanti, diciamo finezze, che ci distinguono e non ci fanno benvolere. Privilegiamo le cose concrete da ottenere presto per una sovranità dei Sardi e quindi per una Sardegna diversa da come è e da come loro la vogliono ancora. Sarà un sogno ma riteniamo sia un sogno realizzabile subito senza altre condizioni. Talvolta Fortza Paris ha definito il nostro concetto di sovranità come “indipendentismo garbato” e tale forma è ben chiara nel nostro manifesto programmatico che prevede anche autonomia nel settore della Giustizia. Speriamo che i tempi siano più prodighi di sardità intesa come obiettivi raggiungibili subito, senza eccessive difficoltà e senza perdere tempo alla ricerca della perfezione che ognuno ha nei suoi desideri ma che tali rimangono.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Da Colonnello a Generale di brigata in ausiliara per la pensione. Cosa suggerisce la sua esperienza sul caso della caserma militare che la Difesa intende avviare nel nuorese? Si tratta veramente dell&#8217;ennesima servitù militare sul nostro territorio? Oppure, in questo caso, la necessità di dare una struttura ai tanti professionisti Sardi non si scontra necessariamente con il potenziale economico del territorio?</span></p>
<p>La problematica della caserma di Nuoro a Pratosardo la conosco fin dal 1989 quando si avviò un protocollo d’intesa per cedere la struttura di viale Sardegna e costruire proprio a Pratosardo la struttura. Sono stati persi oltre venti anni e oggi c’è chi non la vuole presentandola come una servitù. Una caserma per poco meno di 300 militari non può essere una servitù. Ben altre sono le servitù che incidono in Sardegna. Al di là dei ritorni economici che possono essere anche di poco conto, penso ai 300 professionisti Sardi dell’Esercito che potrebbero fare il loro mestiere vicino a casa e non più nel nord Italia tra gli alpini. Già questo, per quanto si possa pensare, sarebbe una bella risposta che il nuorese potrebbe dare a tanti suoi figli militari oggi emigrati in continente. Il resto sono valutazioni politiche di parte. Preferisco i risultati concreti per i miei corregionali: stare a casa propria con uno stipendio dignitoso ma non eccezionale, senza spenderlo a favore di altre regioni già ricche come Piemonte, Friuli, Trentino, etc. E&#8217; un&#8217;alternativa a vivere in semi-povertà in tali regioni dove la vita è molto più cara e dispendiosa. E non trascuro la presenza nei nostri paesi di persone che hanno capacità e che possono contribuire comunque alla vita sociale dei nostri territori. Se amiamo i nostri emigrati non capisco perché non dobbiamo dare rispetto anche a chi ha scelto una professione diversa con la divisa: sono Sardi come tutti.<br />
“L’abito non fa il monaco”&#8230;cosi si dice.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Grazie.</span></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Il%20punto%20con%20Scalas.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Fortza Paris: Contributo alla mozione indipendentista</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 11:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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In questi giorni il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere di indipendentismo. Un tema importante che certamente non sfocerà nell’immediato in una chiara ed unificante forma di Stato e di governo. La Sardegna è una nazione senza Stato a cui è stata riconosciuta una specialità  che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Kasteddu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="size-full wp-image-1932 alignright" title="Kasteddu - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Kasteddu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="320" height="207" /></a><em><span style="color: #000080;">Riceviamo e Pubblichiamo un comunicato del movimento politico Fortza Paris.</span></em></p>
<p>In questi giorni il Consiglio regionale sarà chiamato a discutere di indipendentismo. Un tema importante che certamente non sfocerà nell’immediato in una chiara ed unificante forma di Stato e di governo. La Sardegna è una nazione senza Stato a cui è stata riconosciuta una specialità  che però, lungo la strada dell’autonomismo, non è riuscita a tracciare un percorso significativo in grado di disegnare quella capacità di programmare e decidere dell&#8217;utilizzo di risorse insomma una autodeterminazione che tutti, forse, si attendevano.</p>
<p>Non vi è dubbio che la mozione presentata in Consiglio regionale servirà ad interrogarsi su dove siamo arrivati e soprattutto  dove intendiamo andare. Tutto ciò in un contesto in cui la gente ha imparato a vivere legata al cordone ombelicale di una Italia unita e ora verso un&#8217;Italia federale e in una Europa degli stati e non dei popoli. Sarà certamente un confronto interessante dove verranno sviscerati concetti come autonomismo, autodeterminazione, sardismo, nazionalismo, nazionalitarismo, indipendenza. Tutti concetti che sembrano non rivestire significato oggettivo, ma transitorio e diversamente interpretabile. Concetti che hanno sempre diviso l’intellighenzia sarda marcando ancor di più il solco per il transito di una politica della prima e della (solo teorica) seconda Repubblica che non ha saputo elaborare alcun progetto sociale, economico, giuridico. Una mozione che, però, rischia di apparire lontana dalle immediate e contingenti richieste della gente, preda di una profonda crisi occupazionale.</p>
<p>I movimenti ed i partiti che reclamano legittimamente e giustamente sovranità, non potranno, allora, che rendere tale dibattito orientato verso gli interessi dei sardi, sintetizzando il confronto in un progetto capace di unire per un rilancio economico e sociale della Sardegna. Fortza Paris ha scelto di guardare al Partito Nazionale Sardo anche passando se necessario per una Federazione Nazionalitaria che parta dalla rivendicazione del diritto di riconoscimento formale della Sardegna come Nazione all’interno di una Italia Federale. Una Sardegna  con proprie capacità di governo, legislative e giudiziarie seppure nel riconoscimento formale e sostanziale dell’ordinamento giuridico in vigore. Poteri che dovranno essere della Nazione Sarda, compresa l’autorità tendenzialmente esclusiva nei rapporti con l’Europa. Allo Stato Italiano il compito di mantenere ed organizzare la difesa, la moneta e la politica estera in contesti e situazioni definite.</p>
<p>Il tempo di essere distratti o affascinati dalla devastante “sindrome del servo” e dai personalismi deve passare. Occorre che per prima la politica, il sindacato e la società civile trovino le ragioni dell’unità partendo da ciò che può essere fatto subito e maturando la coscienza su ciò che deve essere rinviato nel medio e poi nel lungo periodo. Ciò deve avvenire nella consapevolezza che nessuno è titolare di verità assolute, ma elemento fondamentale per un confronto democratico e produttivo di risultati.</p>
<p>Noi saremo certamente disposti a superare il freno dell’autonomia senza preconcetti e senza valutazioni ideologiche preconfezionate dagli usi e dai costumi per contribuire a costruire la Seconda Repubblica Italiana pur essendo disposti a non considerarla come unico punto di approdo. Fortza Paris ha scelto di intraprendere un percorso politico chiaro e lineare. Lo ha fatto con sacrifici scegliendo una chiara libertà di pensiero ed azione politica forse anche perdendo rendite di posizione possibili.. Lo ha fatto rinunciando all’apparentamento con il centrosinistra in occasione delle recenti elezioni provinciali di Cagliari, perdendo almeno un consigliere. Del resto Fortza Paris nacque unendo il Partito del Popolo sardo, i Sardistas e l’Unità del Popolo Sardo. Naturalmente, siamo consapevoli che per contribuire al cambiamento occorre stare nelle istituzioni, ma non siamo disposti a farlo a qualunque prezzo. Il destino della Sardegna è prioritario e, le scelte fatte servono a dimostrarlo.</p>
<p>Nel frattempo, la politica deve governare ad ogni livello senza trascurare alcuna realtà, dimostrando con i fatti la capacità di poter essere in grado di gestire le sorti di una Sardegna autodeterminata.</p>
<p><em>Gianfranco Scalas, presidente Fortza Paris.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Fortza Paris-Contributo alla mozione sull'indipendenza.doc">Iscarica custu articulu in DOC</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Le 3 perle del mese: Cappellacci, Maninchedda e Scalas &#8211; Ecco perché</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/02/le-3-perle-del-mese-cappellacci-maninchedda-e-scalas-ecco-perche/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.
Posto che non si è tutti uguali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1139" title="4 Mori a Livorno - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/02/4-Mori-a-Livorno-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="338" height="415" /></a>Avete mai sentito il presidente di un territorio dubitare del suo stesso Popolo senza presentare le dimissioni? Stando alle intercettazioni riportate dal quotidiano L&#8217;Unità lo scorso 18 febbraio sì: <span style="color: #0000ff;">Secondo Cappellacci il problema della Sardegna sono i Sardi.</span><br />
D&#8217;altra parte, lo stesso fondatore dell&#8217;Unità (Gramsci) si espresse in maniera analoga.<br />
Posto che non si è tutti uguali nello scadere sui luoghi comuni, la cosa triste è che stavolta il notaio di Arcore, alias Cappellacci, ha ragione&#8230;</p>
<p>Altra perla del mese sono le dichiarazioni dell&#8217;On. Maninchedda (PSD&#8217;AZ) il 27 febbraio al museo del costume di Nuoro:<br />
Mentre l&#8217;incartapecorimento generale del centrodestra tenta la carta del &#8220;riciclaggio&#8221; per mettere in piedi l&#8217;ennesima lista elettorale della Restaurazione clientelare alla Provincia di questo o quel partito, l&#8217;articolista de La Nuova, Giovanni Bua, riporta alcuni significativi frammenti della doccia gelata dell&#8217;esponente Sardista alla platea: <span style="color: #0000ff;">“Il centrodestra è come il centrosinistra, primitivo, inadeguato a comprendere la realtà”</span>, incalza ancora: <span style="color: #0000ff;">“Volete fare una cosa utile per la Sardegna? Scioglietevi. E creiamo un grande movimento territoriale. &#8211; Lo Stato Italiano è un avversario che non ci permette di spendere le nostre risorse. Secondo il federalismo fiscale <em>(alla matriciana ndr.)</em> dobbiamo pagare tutto con le nostre tasse. E&#8217; ingiusto perché non considera come parametro il PIL delle Regioni e quindi le tasse sono troppo alte. Noi non riusciamo a pagarle e non abbiamo soldi per finanziare il resto. E&#8217; un circolo vizioso che ci sta portando alla morte. &#8211; E&#8217; dal 1600 che la Sardegna è ostaggio di Cagliari, e se i soldi finiscono tutti al sud non arrivano al resto della Sardegna. Io dico di detassare la provincia di Nuoro usando il credito d&#8217;imposta. Il tutto finanziato dalla Regione. Chi ci sta venga con noi, dal PD o dal PDL non importa”.</span><br />
In sintesi, sarà anche un colpo di teatro, ma estremamente concreto nella sua radicalità. Fossero tutti i così i commedianti&#8230; Ma forse <em>commedianti</em> lo erano i parrucconi seduti in platea.</p>
<p>Infine, sempre il 27-02, da notare le dichiarazioni del presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas che dai messaggi di Facebook dichiara:<br />
<span style="color: #0000ff;">“Chi predica unità dei partiti sardi -per un momento di unione- per ora ha trovato zero risposte, ma abbiamo constatato che si invitano in pochi e tra di loro. Fortza Paris non ha mai ricevuto un invito e mai ha avuto una risposta da anni. I proclami non sempre corrispondono ad azioni”.</span><br />
Amministrative a parte, questa affermazione rispecchia in pieno un problema che da tempo andiamo segnalando: La presunta superiorità ideologica di poche sigle, magari provenienti da una certa sub-cultura di sinistra (che forse col pregio di un pensiero di sinistra poco ha a che fare) e la cui <em>citrulloneria</em> ha sempre portato la superbia di pochi a catalogare “gli altri” come figli di un Dio minore. Magari non affidabili e quindi non degni di attenzione.<br />
Con questo modo di fare la Sardegna ha perso il treno tante volte, stavolta però con i soliti “soloni” (che guardacaso hanno anche pochi consensi politici) si rischia di perdere quello con la Storia.</p>
<p><em>Di B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27Opinione;%20Cappellacci,%20Maninchedda%20e%20Scalas.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>URN Sardinnya intervista Gianfranco Scalas</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/10/urn-sardinnya-intervista-gianfranco-scalas/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 15:16:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>powerloi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
U.R.N. Sardinnya intervista Gianfranco Scalas: Colonnello dell&#8217;Esercito Italiano per la &#8220;Brigata Sassari&#8221;; giornalista, addetto stampa nelle missioni in Somalia, Bosnia, Kosovo, Albania e Iraq; pluridecorato e Cavaliere della Repubblica; amministratore presso il Comune di Assemini (CA) nonché presidente del movimento politico Fortza Paris.
A cura di Bomboi Adriano.
*****
- Una brillante carriera al servizio della &#8220;Brigata Sassari&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-695" title="Iscalas-URN-Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/10/Iscalas-URN-Sardinnya-300x247.jpg" alt="Iscalas-URN-Sardinnya" width="300" height="247" /></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">U.R.N. Sardinnya intervista Gianfranco Scalas: Colonnello dell&#8217;Esercito Italiano per la &#8220;Brigata Sassari&#8221;; giornalista, addetto stampa nelle missioni in Somalia, Bosnia, Kosovo, Albania e Iraq; pluridecorato e Cavaliere della Repubblica; amministratore presso il Comune di Assemini (CA) nonché presidente del movimento politico Fortza Paris.</span></p>
<p style="text-align: left;"><strong>A cura di Bomboi Adriano.</strong></p>
<p style="text-align: left;">*****</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- Una brillante carriera al servizio della &#8220;Brigata Sassari&#8221; nei principali teatri internazionali di crisi non le ha precluso l&#8217;attenzione verso la nostra terra, i problemi che la riguardano ed il suo patrimonio storico-ambientale. In che momento ha capito che la difesa della Sardegna avrebbe dovuto giocarla anche sul piano politico?</span></p>
<p style="text-align: left;">E’ stato il lungo percorso della mia vita professionale che mi ha portato in paesi lontani dove guerre interetniche, odi tribali, desiderio della libertà, della democrazia e di affrancarsi come popoli mi hanno fatto comprendere al meglio, almeno per me, la valenza di essere in un paese democratico dove ognuno può usare la matita e scegliere. Ma anche la forte volontà dei popoli di una completa libertà e la valenza dei sentimenti nazionali tra chi ha perso e tra chi ha vinto. Due mondi opposti talvolta in vera guerra ma perfettamente speculari: affermare la propria nazionalità. Non meno importante è stato conoscere e vivere con i tanti Sardi che in tali contesti facevano emergere una volontà di unione impagabile. L’esatto contrario di ciò che capita nella nostra terra &#8220;pocos-prolocos e male unidos&#8221;. Ho scritto &#8220;prolocos&#8221; volutamente perché non mi è mai andato a genio il &#8220;locos&#8221;. Ma positive tutte le esperienze messe insieme, non ultimo il tragico evento di Nassiria (Iraq), eventi che hanno non poco contribuito alla riflessione: Perché non dare un contributo per la nostra Sardigna se abbiamo tante energie mentali e tanta volontà all&#8217;estero? Nulla di velleitario ma tanta convinzione e certezza che si podet.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- Da protagonista di quegli eventi, ci racconti in breve perché nacque la prima Fortza Paris.</span></p>
<p style="text-align: left;">L’idea di Fortza Paris è stata una felice intuizione checché se ne dica di Efisio Serrenti e dei Sardistas. Si voleva far nascere un movimento che aggregasse le forze diciamo &#8220;moderate&#8221; ma io preferisco le forze che hanno valori di riferimento nelle radici e nella storia della nostra terra, libere da vincoli troppo ideologici, liberi di far valere le capacità dei Sardi nel governarsi. Un movimento che con il nome Fortza Paris era ed è aperto per creare una unione di chi crede nella possibilità di un governo che pensi in Sardo e lo traduca in atti per la Sardigna. Comunque un movimento che si prefigga l’obiettivo che siano gli altri ad unirsi e non il contrario.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- PSD&#8217;AZ, Sardistas, Fortza Paris ed infine Rossomori: Tra il centrodestra ed il centrosinistra italiano la storia del sardismo è sempre stata costellata di violente polemiche, di scissioni e di interpretazioni differenti le quali però hanno sempre finito per fungere da stampella al centralismo italiano. Ci sono speranze che il futuro riservi positive sorprese per quanto riguarda un ipotetico Partito Nazionale Sardo?</span></p>
<p style="text-align: left;">La Sardigna politicamente mi ricorda altri paesi ove l’idea era uguale ma si dividono sui metodi, talvolta viene fatto prevalere lo ius di primogenitura&#8230;non mi pare né utile, né seme di unione. Purtroppo l’area diciamo &#8220;sardista&#8221; si divide perché non cerca le ragioni dello stare insieme come entità autonoma ma cerca le ragioni “continentali” di voler scegliere modelli che non corrispondono a mio parere all’essenza di essere Sardisti. Si cercano le ragioni di scegliere la destra, la sinistra, il centrodestra, il centrosinistra e quant’altro, ma direbbe qualcuno:&lt;&lt;Che c’azzecca con la nostra necessità di costruire ed avere un grande partito che abbia a modello un progetto sardo?&gt;&gt; Si chiami &#8220;Partito Nazionale Sardo, Partito dei Sardi, Partito Federale Sardo&#8221; purché testa e gambe siano Sarde..poi chi tra i continentali vuole allearsi ben venga, non il contrario come avviene da 60 anni e più.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- In un passaggio storico in cui il Partito Sardo d&#8217;Azione si allea con il centrodestra italiano, cosa può offrire una nuova Fortza Paris al dibattito politico ed all&#8217;elettorato? Sta valutando qualcosa di meglio?</span></p>
<p style="text-align: left;">Credo che la differenza stia proprio nella presa di coscienza di quanto ho affermato precedentemente: liberi di allearci con chi condivide un percorso di governo sardo. Mi pare che la scelta del PSD&#8217;AZ cominci a trovare motivi vari di non perfetta coesione con l’attuale governo regionale e non in pochi punti. Dispiace che il nostro appello fatto anche tre anni fa ai partiti Sardi di trovarci insieme non abbia avuto alcuna risposta. Oggi si può e si deve ripartire per trovare una strada da percorrere…sperando che non sia come la 131: un cantiere sempre aperto che non si concretizza.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- Il centralismo politico, sociale, culturale ed istituzionale italiano rimane la più grande spina nel fianco al diritto di emancipazione della nostra terra. Ma quanto siamo corresponsabili noi Sardi nel non aver mai creato seri progetti politici per contenere Roma?</span></p>
<p style="text-align: left;">Oltre al centralismo romano penso si debba anche valutare il centralismo che si ripete anche a livello regionale: è una malattia che pervade quasi tutte le istituzioni. L&#8217;Autonomia non è solo &#8220;per la Regione&#8221;, il concetto vale anche per gli enti locali. Un partito deve dare il massimo appoggio alle problematiche locali. Autonomia e valore delle autonomie. La Regione non può essere un altro mostro burocratico e un altro stato che impone. La prima responsabilità di tanti anni di tale situazione è solo colpa nostra, a Roma siamo pochi, contiamo quasi nulla e per di più siamo separati e divisi in mille rivoli. Un atto di coraggio simbolico forse sarebbe un gruppo &#8220;Sardigna&#8221; nel Parlamento almeno nelle questioni interne, in continente lo sanno ed anche in Sardigna lo sanno, ma fanno lo stesso gioco. Bisogna riaffermare una nostra identità, non solo limba, istoria, cantos e ballos ma identità come essenza forte del nostro essere. Est ora.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- L&#8217;indipendentismo Sardo, tra ideologie vetuste e frantumazione in varie sigle, non riesce ancora oggi a mettere insieme un robusto percorso di governo nelle istituzioni regionali. Qualora ciò avvenisse, è ipotizzabile immaginare convergenze tra autonomisti ed indipendentisti su alcuni temi chiave di generale interesse per l&#8217;isola?</span></p>
<p style="text-align: left;">Certamente questa suddivisione tra autonomisti ed indipendentisti mi lascia assai perplesso e non la condivido, né la auspico, né farò nulla per alimentarla. La visione credo sia uguale, cambia il metodo ma dico: che differenze concrete ci sono tra i due? A me pare nulla. Certo, a me piace stare con i piedi per terra e sfruttare ogni possibilità per avere un forte governo dal pensiero Sardo, di azioni per la Sardigna, e preferisco partire dal fattibile subito. Una prospettiva indipendentista è nel cuore di tanti Sardi ma realizzabile in quanti anni?..Troppi per aspettare. Troppi per creare le condizioni, ed allora riappropriamoci di quanto è nelle fattibilità subito. Poi amos a bidere.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">- Dalla politica ai campi di battaglia: Il valore dei nostri militari Sardi all&#8217;estero non si discute, durante la sua esperienza professionale, qual&#8217;è la storia che l&#8217;ha colpita maggiormente?</span></p>
<p style="text-align: left;">Cercherò di essere breve: i Sardi è vero che sono valorosi, ma io preferisco definirli determinati, consci, forti a ogni evento, orgogliosi. Non mi piacciono i termini quali eroi. Il Sardo oggi, rispetto ai fanti del conflitto &#8220;15-18&#8243;, ha la coscienza della paura e la capacità di dominarla. Potrei citare tanti casi -anche di vero valore- ma per me il più bel ricordo è e rimarrà il sorriso di un ragazzo Iracheno che si trascinava nel pavimento perché impossibilitato a camminare nel ricevere da un gruppo di Sassarini una carrozzella. L’immagine della gioia del ragazzo e l’abbraccio ai fanti della &#8220;Sassari&#8221; è la giusta immagine&#8230; senza dimenticare che tutti avevano le armi con loro..e la strada per il villaggio non era priva di rischi. Fortza Paris ma no a fueddus ma cun fide!</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;">La ringraziamo per il suo contributo.</span></p>
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<p style="text-align: left;"><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Intervista%20a%20G.%20Scalas.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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