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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; quantitative</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Finanza: Fra Sardegna e BCE. Draghi avvia &#8216;italianizzazione&#8217; dell&#8217;euro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 11:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Mentre la Sardegna assiste impotente allo sfratto dell&#8217;azienda Spanu di Arborea, perseguita dallo Stato per un debito di modeste dimensioni, il movimento Sardigna Natzione denuncia questo ennesimo atto di barbarie contro la proprietà privata. Nel frattempo a Francoforte succede qualcosa di ben più sinistro, perché la rapina delle autorità a danno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/Mariu-Draghi-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11251" title="Mariu Draghi - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/Mariu-Draghi-URN.jpg" alt="" width="605" height="378" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p>Mentre la Sardegna assiste impotente allo sfratto dell&#8217;azienda <a href="http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=14649" target="_blank">Spanu</a> di Arborea, perseguita dallo Stato per un debito di modeste dimensioni, il movimento Sardigna Natzione denuncia questo ennesimo atto di barbarie contro la proprietà privata. Nel frattempo a Francoforte succede qualcosa di ben più sinistro, perché la rapina delle autorità a danno dei contribuenti ha assunto dimensioni colossali: la Banca Centrale Europea impiegherà 60 miliardi di euro al mese (per un importo finale di circa 1000 miliardi), finalizzati ad acquistare titoli dei Paesi dell&#8217;eurozona (limitatamente alla quota degli Stati membri), una manovra che espone la “nuova strategia” della BCE targata Mario Draghi.<br />
Il cosiddetto “quantitative easing” mira ad introdurre liquidità nel sistema per salvare le finanze degli Stati più esposti alla crisi e capaci di trascinare al ribasso i propri partner. Si tratta di una misura di espansione della politica monetaria tipica del modello keynesiano. L&#8217;obiettivo insito nella BCE appare pertanto quello di stimolare bassi tassi d&#8217;interesse (magari positivi nel breve termine), ma drogando la spontaneità del mercato, e sviluppando una maggiore inflazione per agevolare export e consumi (determinata proprio dalla maggior presenza di liquidità immessa nel sistema). Negli USA l&#8217;adozione di bassi tassi d&#8217;interesse portò alla crisi dei <em>subprime</em>, mentre la politica svalutativa adottata dallo yen ha condotto ad analoga crisi del Giappone. Inutile ricordare ai lettori il paradigma economico del <em>racconto della finestra rotta</em> introdotto da Frédéric Bastiat e sapientemente argomentato da Henry Hazlitt, esponente della <em>scuola austriaca</em>: il beneficio di stimolare la domanda sottraendo preventivamente denaro a qualcun altro crea una fittizia risposta del mercato, tale per cui si alimenta l&#8217;illusione di aver realmente prodotto ricchezza (per altri versi si tratta della stessa logica che nel suo piccolo starebbe compiendo la Giunta Pigliaru nel chiedere un <a href="http://www.sanatzione.eu/2014/12/la-regione-chiede-mezzo-miliardo-di-euro-e-non-spiega-come-lo-usera/" target="_blank">mutuo</a> di oltre mezzo miliardo di euro da sprecare in interminabili e assistenziali opere pubbliche).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Ma che ne sarà dell&#8217;euro? La corsa verso la svalutazione tramite un interventismo pubblico che finisce per alimentare il deficit è la classica strategia adottata per decenni dalla lira italiana (e oggi variamente sostenuta dai promotori della cosiddetta <em>Modern Monetary Theory</em>).<br />
Dunque perché avere dubbi sull&#8217;<em>italianizzazione</em> della politica monetaria europea? Essenzialmente perché l&#8217;errore consiste nell&#8217;assegnare alla sola politica monetaria – e non alla competitività &#8211; la capacità di risolvere la crisi, in quanto globalmente, da continente a continente, questa presenta fattori diversi. Uno di questi riguarda l&#8217;asimmetria istituzionale dell&#8217;Europa, in cui, a differenza degli USA, le curve dei costi e dell&#8217;inflazione presentano parametri differenti. Ciò accade perché Washington ha lavorato maggiormente nell&#8217;apertura del mercato del lavoro, dei beni e dei servizi, mentre l&#8217;Europa (stando al mito di chi vorrebbe omogeneizzare interessi diversi da Stato a Stato), non presenta questa caratteristica (in particolar modo l&#8217;Italia). Appaiono quindi fondate alcune obiezioni della Germania sulla nuova politica monetaria UE, che si risolverà come un mero palliativo se i maggiori Stati socialdemocratici non avvieranno quelle riforme per migliorare la competitività, e che comprendono la riduzione della spesa pubblica, con meno tasse e meno burocrazia.</p>
<p>In sintesi, la linea di Mario Draghi rappresenta un assegno scoperto a favore del governo italiano*, o meglio, una cambiale ottenuta in cambio della promessa di riforme che difficilmente andranno in porto (perché a Palazzo Chigi l&#8217;assenza di liberali fa presagire che fra destra e sinistra si punterà a prendere tempo per avere la botte piena e la moglie ubriaca).<br />
L&#8217;Italia non è competitiva perché è una Europa in miniatura, mentre l&#8217;Europa non è competitiva come altre aree continentali perché è un&#8217;Italia di grandi proporzioni (ultimamente il dirigismo di Bruxelles, non inferiore a quello dell&#8217;ex Unione Sovietica, è arrivato a sanzionare i vongolari “colpevoli” di pescare mitili oltre il millimetro consentito).</p>
<p>Più articolata la valutazione sulla piazza dei cambi, che richiederà tempo per valutarne tutti gli effetti, ma che non sarebbero tutti negativi: alla lunga la decisione svizzera di sganciare il cambio minimo del franco con l&#8217;euro, nonostante lo shock iniziale, stabilizzerà &#8211; come sta già <a href="http://www.investireoggi.it/economia/la-svizzera-spiega-la-fine-del-cambio-minimo-e-la-danimarca-e-in-allerta-sulla-corona/" target="_blank">avvenendo</a> dopo l&#8217;annuncio del quantitative easing &#8211; i flussi di capitali fra Berna e l&#8217;eurozona. Perché non conta solo la quantità, cioè le dimensioni di un&#8217;area economica, ma la qualità.</p>
<p><em>* Dopo la Grecia, l&#8217;Italia viene considerata fra i Paesi più a rischio della zona euro di area mediterranea.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/URN-Sardinnya-Esteri-Sul-quantitative-easing-della-BCE.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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