<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; protesta</title>
	<atom:link href="http://www.sanatzione.eu/tag/protesta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sanatzione.eu</link>
	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 20:18:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>No Tax: Da Siniscola, Bolotana e Villacidro un esempio per tutta la Sardegna</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2015/01/no-tax-da-siniscola-bolotana-e-villacidro-un-esempio-per-tutta-la-sardegna/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2015/01/no-tax-da-siniscola-bolotana-e-villacidro-un-esempio-per-tutta-la-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 00:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[bolotana]]></category>
		<category><![CDATA[comune]]></category>
		<category><![CDATA[melis]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[siniscola]]></category>
		<category><![CDATA[tari]]></category>
		<category><![CDATA[villacidro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=11230</guid>
		<description><![CDATA[Di Roberto Melis. “No taxation without representation”, “no alla tassazione senza rappresentanza”. Era lo slogan dei primi rivoluzionari americani che si opposero al fiscalismo regio dell&#8217;Inghilterra. I cittadini chiedevano di essere ascoltati per contrastare una classe politica famelica e lontana. E stavolta da paesi come Siniscola, Bolotana e Villacidro è arrivata una grande prova di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/Thiniscole-4-12-14-URN.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-11232" title="Thiniscole 4-12-14 - URN" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/Thiniscole-4-12-14-URN.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Di Roberto Melis.</em></span></p>
<p><em>“No taxation without representation”</em>, “no alla tassazione senza rappresentanza”. Era lo slogan dei primi rivoluzionari americani che si opposero al fiscalismo regio dell&#8217;Inghilterra. I cittadini chiedevano di essere ascoltati per contrastare una classe politica famelica e lontana.</p>
<p>E stavolta da paesi come Siniscola, Bolotana e Villacidro è arrivata una grande prova di forza, un esempio per tutta l&#8217;isola.<br />
Lo scorso dicembre la più grande cittadina della Baronia si è ribellata all&#8217;amministrazione comunale, migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro una classe dirigente ormai inadeguata a comprendere la crisi dell&#8217;occupazione e dei consumi di tutto il territorio. Si è trattato di una giornata di sciopero del commercio terminata con delle precise richieste politiche, come quella per la rimodulazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, che sta falcidiando le tasche degli esercenti e dei contribuenti. Eppure, benché la protesta non sia stata una novità rispetto ad altre contestazioni del passato, stavolta numerosi cittadini hanno iniziato a criticare apertamente quelle forme di clientelismo e di favoritismo politico che i partiti italiani hanno sempre portato avanti. Le opposizioni alla Giunta Celentano hanno inoltre lamentato i disservizi di Abbanoa e la carenza di servizi e di opportunità. E a nulla sono valse le piccole opere di risanamento locale rivendicate dalla Giunta per placare gli animi, come il ripristino del manto stradale, peraltro realizzato male.</p>
<p>A Bolotana si è avuta un&#8217;analoga protesta popolare contro la TARI, e non solo. «Chiederemo all’amministrazione comunale – hanno fatto <a href="http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2014/12/06/news/caro-rifiuti-i-commercianti-in-rivolta-per-le-bollette-1.10448311" target="_blank">sapere</a> i titolari degli esercizi pubblici – un intervento immediato per la riduzione delle tariffe che ci colpiscono in modo indiscriminato e senza tener conto delle difficoltà che siamo costretti ad affrontare tutti i giorni, non solo per il calo delle attività, ma anche per l’eccessiva tassazione da parte dello Stato». Che dire? I cittadini del Marghine hanno compreso che la pessima gestione delle finanze pubbliche riguarda tanto la realtà municipale quanto quella statale.</p>
<p>A Villacidro i manifestanti hanno letteralmente occupato il municipio contro l&#8217;aumento della TARI. Altri Comuni non sono stati da meno, come la protesta che ha riguardato la richiesta dell&#8217;IMU sugli improduttivi terreni agricoli.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In sintesi, dalle opinioni si evidenzia un diffuso malcontento generale, e l’impossibilità di vedere un futuro migliore. Infatti, nel nuorese, così come in altre regioni sarde, il numero dei disoccupati e delle attività imprenditoriali che hanno chiuso i battenti è in drammatica crescita. Sono ripresi i flussi migratori, mentre chi è rimasto nei paesi riesce a stento ad andare avanti.<br />
Siamo in presenza di classi politiche giunte ormai a bloccare l&#8217;economia impedendo la crescita. Parte della nostra pressione fiscale è determinata dal fatto che la politica italiana sta scaricando i costi dello Stato centrale sulle Regioni e sulle realtà municipali: nello specifico le spese di amministrazione (stando al Rapporto di Gestione, in Sardegna i trasferimenti annuali dalla Regione ai Comuni ammontano, col Fondo Unico, a 1,4 miliardi di euro). Ma a loro volta i Comuni non hanno modificato i loro costumi politici, perché al posto di razionalizzare il costo dei servizi, questi continuano ad essere gestiti secondo modalità clientelari che tendono ad assumere più dipendenti del necessario, creando servizi costosi ed inefficienti.<br />
In questo modo – ad esempio il Comune di Siniscola &#8211; non ha fatto altro che adottare in maniera disattenta un principio classico del federalismo, che assegna ai singoli enti locali una maggiore autonomia nella raccolta dei tributi e nell&#8217;amministrazione delle spese da effettuare. E&#8217; il caso della raccolta differenziata, onerosa perché gestita porta a porta, e meno efficiente rispetto ad altri collaudati sistemi (come quelli che prevedono l&#8217;utilizzo delle isole ecologiche, dove il costante utilizzo dei mezzi di raccolta viene sensibilmente ridotto).</p>
<p>Si tratta di dinamiche molto gravi, se si pensa che i costi socioeconomici di ogni sistema clientelare su cui si fonda il potere politico di un partito o di un politico ricade sulla collettività, manifestandosi nella scarsa qualità degli investimenti privati e delle opere pubbliche; negli appalti, e con la riduzione della concorrenza nel mercato e la scarsa motivazione delle organizzazioni coinvolte nei servizi locali. Creando così una riduzione della capacità produttiva.</p>
<p>Da parte loro i Comuni stentano a denunciare con cognizione di causa le scelte del Governo italiano, a causa della loro affiliazione alle segreterie dei partiti italiani. Ecco perché si avverte sempre l’esigenza di un <a href="http://www.sanatzione.eu/2015/01/un-grande-partito-della-sinistra-sovranista-ce-gia-forza-italia-e-pd/" target="_blank">partito sardo</a> realmente indipendente da una politica lontana dal territorio, dove al posto di fare assistenzialismo si mettano in moto le possibilità per creare lavoro e ricchezza, riducendo tasse e burocrazia.<br />
A conti fatti, buona parte del popolo sardo non ha ancora compreso le logiche del federalismo e dell&#8217;indipendentismo, ma, paradossalmente, non accetta neppure che l’economia venga bloccata per mano dei propri amministratori locali, interessati unicamente al consenso verso la propria corrente politica.</p>
<p>Recita un antico proverbio: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Ma la consapevolezza di un problema è sempre il primo passo per capire come poter uscire dal malessere sociale, e le proteste a cui abbiamo assistito fanno ben sperare per risolvere il difficile lavoro che ci attende. Con l&#8217;augurio che in Regione si accorgano del vento che tira.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/01/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Siniscola-guida-la-rivolta-fiscale.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2015/01/no-tax-da-siniscola-bolotana-e-villacidro-un-esempio-per-tutta-la-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>RAI e Accordi di Milano. La discriminazione del Sardo è solo colpa del ceto politico regionale</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2013/05/rai-e-accordi-di-milano-la-discriminazione-del-sardo-e-solo-colpa-del-ceto-politico-regionale/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2013/05/rai-e-accordi-di-milano-la-discriminazione-del-sardo-e-solo-colpa-del-ceto-politico-regionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 22:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[adige]]></category>
		<category><![CDATA[alto]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[carboni]]></category>
		<category><![CDATA[convenzione]]></category>
		<category><![CDATA[mario]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=7294</guid>
		<description><![CDATA[Di Mario Carboni. Perché la RAI tutelerebbe il tedesco, il ladino e prossimamente il friulano e il francese ma non il sardo? La protesta non informata che sta emergendo alla notizia della Convenzione RAI-Trentino/Alto Adige sembra che sia originata da una supposta e preordinata esclusione della Sardegna e della sua minoranza linguistica dalle attenzioni della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignright" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" />Di Mario Carboni.</em></p>
<p>Perché la RAI tutelerebbe il tedesco, il ladino e prossimamente il friulano e il francese ma non il sardo?<br />
La protesta non informata che sta emergendo alla notizia della Convenzione RAI-Trentino/Alto Adige sembra che sia originata da una supposta e preordinata esclusione della Sardegna e della sua minoranza linguistica dalle attenzioni della RAI.<br />
Se si approfondisse la questione si scoprirebbero cose diverse e che la protesta andrebbe piuttosto indirizzata non propriamente contro la RAI (che merita tante altre proteste sulla discriminazione della lingua sarda e per il suo operato colonizzatore) ma piuttosto contro noi sardi e più precisamente verso i partiti, i parlamentari, il Consiglio regionale e la Giunta regionale e non solo a partire da questa legislatura.<br />
Vediamo di ricapitolare e farlo essendo minimamente informati:</p>
<p>La base di partenza per la Convenzione RAI-Trentino Alto Adige è il titolo V° della Costituzione, che da quando è stato modificato offre possibilità nuove di applicazione del cosiddetto federalismo all&#8217;italiana.<br />
L&#8217;articolazione del Titolo V° relativo alle Autonomie regionali è criticabile per tanti versi, sopratutto se si è massimalisti o non riformisti, ma offre possibilità di arricchimento dei poteri autonomistici ed elementi di sovranità impensabili in passato, se li si volesse cogliere.<br />
Nel titolo V° è l&#8217;art.17 ad elencare minuziosamente le materie in cui lo Stato possiede il potere, la sovranità esercitata con legislazione esclusiva.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Nello stesso articolo, in diversi paragrafi, e sopratutto in quello che in direzione di una prevista possibile devoluzione federalista di suoi poteri alle Regioni, vi si statuisce che <em>“La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni“.</em><br />
Teoricamente, lo Stato, in forza di quella riforma costituzionale che molti oggi vorrebbero cancellare con un rigurgito di centralismo, potrebbe delegare tutte o parte delle sue materie di competenza esclusiva a una o più Regioni che lo richiedessero attraverso un percorso precisamente definito, ad esempio anche alla Sardegna, dotandole di elementi di sovranità tanto ampi da configurare una loro sovranità statuale locale, senza però superare il divieto di rompere l&#8217;unità dello Stato previsto nell&#8217;art.5 della Costituzione stessa.<br />
In Sardegna, i partiti, il ceto intellettuale e politico, l&#8217;Accademia e tanto meno i più oltranzisti indipendentisti non si sono mai interessati a questa possibilità di acquisizione di elementi di sovranità attraverso un percorso riformistico e a legislazione vigente.<br />
I tanti contrari all&#8217;Autonomia (che in Sardegna non mancano), uniti agli autonomisti ed anche ad un tipo di indipendentisti paleocomunisti, disprezzano le formule e la pratica riformista preferendo un massimalismo parolaio che in realtà caratterizza l&#8217;immobilismo e la putrefazione dell&#8217;Autonomia speciale sarda e la conseguente crisi economica e culturale che si alimenta col genocidio culturale dei sardi e la distruzione della loro lingua ed identità nazionale. <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2013/05/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-RAI-Accordo-di-Milano-e-Lingua-Sarda.pdf" target="_blank">SEGUE IN PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2013/05/rai-e-accordi-di-milano-la-discriminazione-del-sardo-e-solo-colpa-del-ceto-politico-regionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Sardegna la protesta non si lega alla necessità di riforme: ma quali liberalizzazioni?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[proposte]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3776</guid>
		<description><![CDATA[Non è la prima volta che parliamo di “meridionalizzazione” della politica in Sardegna. Si tratta di quella classica tendenza popolare a protestare senza contenuti, senza fare proposte. Una commedia che da oltre un secolo a questa parte spinge l&#8217;isola verso la solita petulanza assistenzialista. Spinge i Sardi a piangere dal politico centralista di turno nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Pirotto-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3779" title="Pirotto - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Pirotto-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="217" /></a>Non è la prima volta che parliamo di “<a href="http://www.sanatzione.eu/2010/10/economia-contro-classe-dirigente-no-pastori-e-meridionalizzazione-della-politica/">meridionalizzazione</a>” della politica in Sardegna. Si tratta di quella classica tendenza popolare a protestare senza contenuti, senza fare proposte. Una commedia che da oltre un secolo a questa parte spinge l&#8217;isola verso la solita petulanza assistenzialista. Spinge i Sardi a piangere dal politico centralista di turno nella richiesta di denaro pubblico, per poi rimandare i problemi nel tempo al posto di risolverli.<br />
Ma sapete qual è la ciliegina sulla torta? La presenza di svariati partiti territoriali, indipendentisti o autonomisti che siano, i quali, piuttosto che parlare di riforme (e pochi lo fanno), non di rado tacciono oppure si accodano alle proteste di piazza nel vano tentativo di strappare qualche consenso per il loro magro tornaconto elettorale.<br />
Spesso non appaiono neppure nei report giornalistici, dopotutto, come si fa a dare credito a poche bande di persone abituate a ripetere slogan identici e zero contenuti?<br />
La Sardegna ha bisogno di un nuovo Statuto Autonomo. Dobbiamo controllare la fiscalità, dobbiamo occuparci della formazione per creare un capace mercato del lavoro. Dobbiamo defiscalizzare e sburocratizzare questo mercato del lavoro. Dobbiamo insegnare la storia, la lingua e la cultura di questo territorio: perché senza specialità c&#8217;è solo omologazione. E dove c&#8217;è omologazione non c&#8217;è Autonomia ma solo periferia, la stessa in cui si alimenta la petulanza assistenzialista che ben conosciamo.<br />
A cosa serve in Sardegna bloccare delle strade che non incidono neppure nell&#8217;economia della penisola? A cosa serve protestare se poi si votano i soliti partiti centralisti che a Roma hanno interessi contrapposti a quelli specifici dell&#8217;isola? E a cosa serve all&#8217;indipendentismo frammentarsi se poi non si pone come alternativa di peso capace di offrire soluzioni politiche? In Sardegna abbiamo già abbastanza persone sulle piazze e nelle trasmissioni di Santoro.<br />
Bene han fatto quei 23 sindaci del Sulcis a dismettere la fascia tricolore. Ma adesso al vuoto politico si sostituiscano i contenuti di una seria programmazione territoriale.</em><br />
***<br />
La crisi finanziaria, sempre più stringente nell’eurozona, sta provocando, nei vari Stati membri, importanti cambiamenti a livello politico e decisionale. Cambi di governo e manovre correttive, frasari tecnici ed economici, sono ormai sulla bocca di tutti i cittadini europei, e aumenta in tutti la paura inconscia di un imminente peggioramento della qualità della vita, faticosamente conquistata negli ultimi due secoli.<br />
Orientando il focus sull’Italia, non si può non notare come in quest’ultimo decennio il benessere della popolazione sia andato via via scemando, specialmente nel sud della penisola, prevalentemente a causa di una forte redistribuzione del reddito a favore delle classi agiate (nel 2010 il 49% della ricchezza era concentrato nel 10% della popolazione, e il restante 51% rimaneva al 90% degli italiani).<br />
In questi ultimi decenni varie lobby hanno preso il sopravvento, creando degli status quo che hanno notevolmente strozzato il mercato.<br />
Le liberalizzazioni sono rimaste sugli intenti di vari governi che si sono succeduti da 20 anni a questa parte, ma nessuno è riuscito ad avere la meglio su questi influenti gruppi di potere, spesso anche a causa di grossi interessi personali diretti.<br />
Sarà forse questo uno dei motivi della scarsa incisività del Governo Monti nelle liberalizzazioni a carico del sistema bancario e assicurativo?<br />
Le aperture al mercato annunciate dovrebbero essere rivolte a 360°, quindi trasporti, telecomunicazioni, commercio, rete distributiva, carburanti ecc., per portare un aumento di PIL (stimato) di circa l&#8217;1.5%, e una ricaduta immediata sulle famiglie di circa 900 euro all&#8217;anno.</p>
<p>Nella realtà in Sardegna, sommando la pressoché scarna incidenza dei provvedimenti nel sistema creditizio a quelli nel commercio, la situazione appare alquanto stabile e ingessata.<br />
Liberalizzare gli orari di apertura potrebbe favorire unicamente i grandi esercizi commerciali e penalizzare i minori. Da un lato, non sarebbero in grado di reggere la concorrenza coprendo turni nell&#8217;arco delle 24 ore (spesso si tratta di punti vendita a gestione familiare e/o con pochi addetti), dall&#8217;altro, si rischierebbe una flessione dei diritti degli impiegati.<br />
La situazione per questa classe di lavoratori è già abbastanza precaria, sia per via dei contratti, mediamente a termine, sia a causa delle retribuzioni molto basse (si arriva anche a pagare la miseria somma di 400-500 € per 8h ufficiali di lavoro), sia poi per l’effettivo carico di lavoro svolto, infatti è prassi comune dichiarare le 8 ore e poi farne fare al dipendente anche 9, 10, e anche 12, il tutto senza riconoscerne gli straordinari. Per non parlare dei rischi sulla sicurezza in cui incorrono i piccoli esercenti in determinate fasce orarie e che, a differenza dei maggiori centri commerciali, non possono permettersi un valido supporto di vigilanza a pagamento.</p>
<p>Ci stupiscono piuttosto le proteste di Federfarma alla notizia che in Sardegna le farmacie possano salire a 700 punti vendita, poco più di un centinaio rispetto alle attuali. Non c&#8217;è stata alcuna seria liberalizzazione in materia. E ci stupiscono le proteste degli avvocati. In Sardegna c&#8217;è un avvocato ogni 300 abitanti: che mai potrebbe cambiare in termini di opportunità per i giovani laureati in giurisprudenza se i tirocini iniziano nelle università? Probabilmente solo il fatto che sarà il nepotismo ad avvantaggiarsi in quanto i figli d&#8217;arte avranno già una porta pronta in cui addentrarsi.<br />
Che volete che cambi invece per tutti quegli operai in cassa integrazione e per i disoccupati?<br />
Dice bene lo spazio del prof. Andrea Pubusa quando <em>gattopardisticamente</em> afferma che tutto cambia affinché nulla cambi <em>(<a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=2321">Democrazia Oggi</a>, 23-01-12)</em>.<br />
Siamo in Italia. Ma per la Sardegna il problema non è solo il ritrovarsi parte di uno Stato che finge di liberalizzare (e se lo fa riguarda le fasce più esposte alla crisi), il problema è anche quello di subire dei provvedimenti che non liberano seriamente il nostro mercato e in diversi casi lo penalizzano ulteriormente. Pensiamo alla pressione fiscale e al costo dell&#8217;energia che il Governo Monti non solo non ha rallentato ma ha esteso.</p>
<p>Proprio a seguito di questa pesante ingerenza romana nella nostra economia, la classe politica regionale si ritrova costretta a “giocare in difesa”. Ad esempio inventandosi baracconi pubblici nel settore dei Trasporti per ovviare ad uno Stato (sotto inchiesta UE) che vende una compagnia pubblica come Tirrenia ad un oligopolio di privati nella più totale inconsistenza della sua legislazione Antitrust.<br />
Forse lo Stato Italiano ha defiscalizzato le nostre accise sui carburanti nel settore dell&#8217;energia? Forse lo Stato ha evitato la mazzata finale del fisco a carico delle nostre aziende in difficoltà? E cosa pensate che cambi in Sardegna il provvedimento governativo sulle licenze dei taxi quando non ci sono neppure strade, costo del carburante e numero di turisti adatti da traghettare?<br />
Come si può rilanciare il territorio dopo la crisi in un contesto del genere?<br />
L&#8217;associazione U.R.N. Sardinnya ha presentato alcune <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/11/la-saras-contro-il-galsi-afferma-lesistenza-di-metano-ad-arborea-i-movimenti-sardi-escano-dal-sonno-con-4-proposte/">proposte</a> che non ci stanchiamo di ripetere:</p>
<p>1) La richiesta per la revisione della Legge Regionale n. 20/59 concernente le royalty sui diritti di produzione energetica in favore del territorio (pensiamo ai campi eolici e fotovoltaici).<br />
2) L’attivazione della zona franca (art. 12 R.A.S.). Non si può più rimandare il tema della defiscalizzazione relativa alle accise sugli idrocarburi.<br />
3) L’avvio di una campagna politica che per la prossima Costituente dovrà adoperarsi nella riscrittura dello Statuto Sardo e nella quale venga contemplata l’ipotesi di realizzare un <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/11/la-proposta-nella-nuova-sovranita-un-antitrust-sardo-contro-le-posizioni-dominanti-del-mercato/">Antitrust Sardo</a> capace di monitorare e sanzionare le posizioni dominanti sul mercato isolano.<br />
4) L’avvio di una campagna politica per la differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico onde stimolare la concorrenza, tra cui il sostegno alle rinnovabili e, nel medio termine, il sostegno alla metanizzazione dell’isola (gassificatori e/o metanodotti), onde uscire totalmente da politiche demagogiche e inadeguate rispetto alla crisi di competitività che colpisce il nostro tessuto civile e industriale.</p>
<p>Ci auguriamo inoltre che il Partito Sardo d&#8217;Azione nel merito di queste liberalizzazioni non si limiti a contestare eventuali trivelle in cerca di petrolio nell&#8217;isola (come è successo per bocca del segretario Colli) ma si sforzi di lavorare collegialmente alla conquista delle riforme.</p>
<p><em>Di Maurizio Floris; introduzione di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Liberalizzazioni.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opinione: Protesta si, ma con stile – Di Luca Angei</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/lopinione-protesta-si-ma-con-stile-%e2%80%93-di-luca-angei/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/lopinione-protesta-si-ma-con-stile-%e2%80%93-di-luca-angei/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 19:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[130]]></category>
		<category><![CDATA[angei]]></category>
		<category><![CDATA[iglesias]]></category>
		<category><![CDATA[luca]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3740</guid>
		<description><![CDATA[Oggi (25 gennaio) passavo &#8220;per caso&#8221; sulla 130. Poco prima di arrivare ad Iglesias, traffico rallentato e poi bloccato. Pensavo che in Sardegna non fossero ancora (paradossalmente) maturi i tempi della protesta. E invece eccola li, davanti a me, in tutte le loro sfaccettature. Ragazzi, quasi dispiaciuti per il disagio creato, uomini più maturi, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Angei-130-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3741" title="Angei 130 - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Angei-130-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="248" /></a>Oggi (25 gennaio) passavo &#8220;per caso&#8221; sulla 130. Poco prima di arrivare ad Iglesias, traffico rallentato e poi bloccato. Pensavo che in Sardegna non fossero ancora (paradossalmente) maturi i tempi della protesta. E invece eccola li, davanti a me, in tutte le loro sfaccettature.<br />
Ragazzi, quasi dispiaciuti per il disagio creato, uomini più maturi, con visi segnati da anni di sacrifici. E poi gli autisti, molti pendolari, che come me si trovavano &#8220;per caso&#8221; sulla 130, composti e comprensivi nei confronti di chi porta avanti questa protesta, consapevoli che motivi per cui protestare ce n&#8217;è a iosa.<br />
Protesta giusta, ribadisco, senza se e senza ma. Protesta poco spiegata, peccato.<br />
Sarebbe bastato un volantino, una chiacchierata, per rendere partecipi le persone in fila, per far conoscere per quali motivi si protesta. Sarebbe bastato un volantino, una chiacchierata, per rendere quelle persone veicolo di giuste istanze e far capire che loro stessi erano parte integrante della protesta e non semplici &#8220;oggetto&#8221; della stessa.<br />
Un volantino, per spiegare si i motivi della protesta ma anche le alternative, le proposte, cosa non va bene e come si vuole &#8220;disegnare&#8221; il domani.<br />
Non c&#8217;è stato, mi piace pensare solo per una questione organizzativa. E per lo stesso motivo mi auguro che abbiano avuto difficoltà a passare l&#8217;ambulanza (scortata dalla polizia penitenziaria) e la mamma con due bambini in tenera età e la signora che si è sentita male, riuscite a transitare solo dopo che il blocco è stato sciolto dalla polizia (senza manganelli, sia chiaro).</p>
<p>Mi auguro quindi che si tratti solo di una carenza di organizzazione, cosa che dovrebbe venir meno vista la recente costituzione della consulta dei movimenti. Tra gli aderenti leggo qualche <em>anti</em> e <em>contro</em> di troppo (non mi piacciono tanto questi suffissi, preferirei pro e per), perché hanno una connotazione negativa, non propositiva, meramente distruttiva.</p>
<p>Non leggo nemmeno quali sono gli scopi della protesta e soprattutto quali le alternative proposte. Ma forse è troppo presto, forse svariati anni di dominazione subita, non ci hanno ancora indicato la strada. O forse le proposte mancano perché non si è ancora riusciti a metterle per iscritto, visto che la protesta e nata più in fretta di quanto previsto.<br />
Ma confido davvero si tratti solo di una questione di tempo e che presto arrivino spiegazioni e argomentazioni, in modo che tutti, appartenenti o meno a movimenti, possano diventare portatori dei buoni propositi di questa protesta anche nel fare di tutti i giorni, in maniera poco eclatante e poco evidente, ma fortemente pregnante.</p>
<p><em>Da: <a href="http://lucangei.blogspot.com/2012/01/protesta-si-ma-con-stile.html">http://lucangei.blogspot.com/2012/01/protesta-si-ma-con-stile.html</a></em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Angei%20sulla%20protesta.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/lopinione-protesta-si-ma-con-stile-%e2%80%93-di-luca-angei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CLS protesta contro la discriminazione linguistica della RAI in Sardegna</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-contro-la-discriminazione-linguistica-della-rai-in-sardegna/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-contro-la-discriminazione-linguistica-della-rai-in-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 23:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[carboni]]></category>
		<category><![CDATA[comitadu]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[limba]]></category>
		<category><![CDATA[linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[mario]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[sarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3501</guid>
		<description><![CDATA[Su Comitadu pro sa limba sarda esprime la più viva protesta per la discriminazione da parte della RAI dei romanzieri in lingua sarda e per l&#8217;esclusione della lingua sarda dal Premio letterario “La giara” bandito dalla RAI. Il premio è riservato a giovani scrittori che inviino un romanzo inedito e solo in lingua italiana per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3502" title="CLS Sardinnya - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" /></a>Su Comitadu pro sa limba sarda esprime la più viva protesta per la discriminazione da parte della RAI dei romanzieri in lingua sarda e per l&#8217;esclusione della lingua sarda dal Premio letterario “La giara” bandito dalla RAI.<br />
Il premio è riservato a giovani scrittori che inviino un romanzo inedito e solo in lingua italiana per la selezione prevista su base regionale in funzione della Regione di residenza dell&#8217;autore.<br />
L&#8217;esclusione della lingua sarda e delle alloglotte presenti in Sardegna, tutelate dalla legge 482/99 in attuazione dell&#8217;art. 6 della Costituzione e dalla legge regionale 26/97 costituisce grave violazione dei diritti civili dei sardi in quanto minoranza linguistica storica e dalla Convenzione quadro delle minoranze nazionali del Consiglio d&#8217;Europa, ratificata dall&#8217;Italia il 3 novembre del 1997.<br />
L&#8217;esclusione preventiva dal premio “La giara” della letteratura sarda e degli scrittori che in questi ultimi anni hanno pubblicato oltre 200 titoli in lingua sarda, in catalano, gallurese, tabarchino e sassarese, costituisce una grave discriminazione etnico-linguistica da parte della RAI finanziata anche dagli abbonamenti dei sardi, ma impegnata in questo caso in un&#8217;operazione di colonizzazione e assimilazione linguistica.</p>
<p>Su Comitadu pro sa limba sarda chiede la riformulazione da parte della RAI del bando con l&#8217;inclusione della possibilità di invio di romanzi scritti in lingua sarda e nelle varietà alloglotte da parte di sardi residenti in Sardegna ed emigrati e la nomina per la letteratura sarda di una giuria dedicata come per la letteratura italiana.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda inoltrerà in tutte le sedi competenti anche internazionali la protesta e le sue proposte, invitando il movimento linguistico sardo e i rappresentanti politici della Sardegna, senza distinzione di schieramento, a farle proprie in ogni sede opportuna.</p>
<p>In particolare su Comitadu pro sa limba sarda invita la Regione sarda a intervenire sulla questione esposta sul Governo perché cessi da parte di un organismo pubblico statale la grave discriminazione che non è solo linguistica ma eminentemente politica e vulnus della Specialità.<br />
Su Comitadu pro sa limba sarda chiede inoltre alla Regione sarda di affrontare la questione del ruolo complessivo della RAI e della sua sede regionale nei riguardi della minoranza linguistica storica sarda in sede di ridefinizione nel contratto di servizio di sua competenza e nell&#8217;applicazione del Piano triennale sulla lingua sarda.</p>
<p>Infine Su comitadu pro sa limba sarda aggiungerà questo grave atto di discriminazione della minoranza nazionale sarda al ricorso, in corso di preparazione, che invierà al Consiglio d&#8217;Europa per dimostrare la non attuazione da parte del&#8217;Italia della Convenzione quadro sulle minoranze nazionali e chiedendo l&#8217;invio di una commissione d&#8217;inchiesta in Sardegna.</p>
<p><em>Per Su comitadu pro sa limba sarda,<br />
Mario Carboni, 26-10-11.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-CLS%20su%20discriminazioni%20RAI.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Natzionalistas Sardos</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-contro-la-discriminazione-linguistica-della-rai-in-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CLS protesta per l&#8217;assenza della Lingua Sarda dal censimento ISTAT 2011</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-per-lassenza-della-lingua-sarda-dal-censimento-istat-2011/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-per-lassenza-della-lingua-sarda-dal-censimento-istat-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 19:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
		<category><![CDATA[comitadu]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>
		<category><![CDATA[limba]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[sarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3449</guid>
		<description><![CDATA[Su comitadu pro sa limba sarda esprime la sua più viva protesta per la cancellazione della minoranza linguistica sarda e catalana d&#8217;Alghero dal questionario del censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 distribuito in Sardegna. In altre Regioni ad Autonomia speciale ove sono presenti minoranze linguistiche come la Slovena, Sud tirolese, Valdostana e Ladina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3450" title="CLS Sardigna - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/CLS-Sardigna-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="200" height="220" /></a>Su comitadu pro sa limba sarda esprime la sua più viva protesta per la cancellazione della minoranza linguistica sarda e catalana d&#8217;Alghero dal questionario del censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011 distribuito in Sardegna.</p>
<p>In altre Regioni ad Autonomia speciale ove sono presenti minoranze linguistiche come la Slovena, Sud tirolese, Valdostana e Ladina, pur in maniera differenziata in relazione alla loro Autonomia, queste sono state prese in considerazione o nella predisposizione dei moduli nella loro lingua o nel censimento delle minoranze linguistiche interne.<br />
Sono plurilingui le istruzioni per i rilevatori, così come i rilevatori stessi che sono stati a volte scelti anche in base alle competenze linguistiche di minoranza, mentre per quanto riguarda la Sardegna, che pur ospita la più numerosa minoranza linguistica della Repubblica (e totale maggioranza nell&#8217;Isola) la lingua sarda è stata cancellata come se non esistesse.<br />
Assieme ad essa, sono scomparse le lingue alloglotte della Sardegna: Catalano d&#8217;Alghero, Sassarese, Tabarchino e Gallurese.</p>
<p>Per evidenziare la discriminazione vale un dato che non è solo statistico, il Gallurese che pur è minoritario in Sardegna rispetto al sardo, è parlato da una popolazione equivalente alla tedesca del Sud-Tirolo.<br />
Non si è neanche ritenuto di utilizzare le opportunità del censimento per rilevare dati importanti sulla minoranza linguistica sarda, utili per definire meglio le politiche di tutela indicate nella legge 482/99 che, in attuazione dell&#8217;Art. 6 della Costituzione, tutela le minoranze linguistiche storiche. Legge che è, peraltro, largamente disattesa e depotenziata soprattutto nei riguardi dell&#8217;insegnamento del sardo e delle lingue alloglotte nelle scuole, lasciando colpevolmente spazio alla colonizzazione culturale e al genocidio bianco della lingua e dell&#8217;identità della nazione sarda.<br />
Neppure si è colta l&#8217;occasione di una interlocuzione e collaborazione statistica con la Regione sarda che cerca, pur non avendo ancora la competenza linguistica nel suo Statuto vigente, di supplire alla legge statale n° 482/99 con la legge regionale n° 26/97.<br />
La legge statale infatti non tutela il Gallurese, il Tabarchino e il Sassarese, e sarebbe stato utile registrare attraverso il censimento dati statistici e di volontà delle famiglie utili ad una tutela e sviluppo della lingua sarda e delle alloglotte.</p>
<p>Su comitadu pro sa limba sarda, ricordando che la Commissione europea per la democrazia (Commissione Venezia) del Consiglio d&#8217;Europa elenca tra i doveri degli Stati quello &#8220;di astenersi dal perseguire o incoraggiare politiche tendenti all&#8217;assimilazione delle minoranze&#8221; e ritenendo che al contrario anche questa “dimenticanza” dello Stato centralista sia da iscrivere nella pervicace politica di colonizzazione e assimilazione linguistica forzata dei sardi, ricorrerà con una vivace e argomentata protesta presso il Comitato consultivo della Convenzione quadro delle minoranze nazionali del Consiglio d&#8217;Europa, ratificato dall&#8217;Italia il 3 novembre del 1997, richiedendo una visita ispettiva in Sardegna perché si valuti direttamente il non rispetto della Convenzione stessa da parte dell&#8217;Italia nei riguardi della minoranza nazionale sarda ed in particolare per la sua preponderante politica di assimilazione nella scuola e nell&#8217;Università di competenza dello Stato centrale.</p>
<p><em>Mario Carboni, Cagliari 11/10/2011.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-CLS%20protesta%20su%20censimento%202011.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/10/cls-protesta-per-lassenza-della-lingua-sarda-dal-censimento-istat-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hizb&#8217;Allah non occupa il Parlamento Libanese, l&#8217;MPS quello Sardo sì. SNI ed AMPI giocano col fuoco</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/10/hizballah-non-occupa-il-parlamento-libanese-lmps-quello-sardo-si-sni-ed-ampi-giocano-col-fuoco/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/10/hizballah-non-occupa-il-parlamento-libanese-lmps-quello-sardo-si-sni-ed-ampi-giocano-col-fuoco/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 10:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[ampi]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[mps]]></category>
		<category><![CDATA[pastori]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>
		<category><![CDATA[sni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2086</guid>
		<description><![CDATA[Cari Amici, Ad un anno dalla guerra contro Israele, nel 2007, mi trovavo a Beirut. Il movimento politico para-militare sciita di Hizb&#8217;Allah contestava il Governo, ma non aveva mai occupato il Parlamento Libanese ad oltranza, si limitò solo a manifestare pacificamente di fronte al Palazzo del Governo, giorno e notte. Il rispetto della democrazia risiede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Rosas-Libanesas-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2087" title="Rosas Libanesas - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Rosas-Libanesas-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="194" height="249" /></a>Cari Amici,</p>
<p>Ad un anno dalla guerra contro Israele, nel 2007, mi trovavo a Beirut. Il movimento politico para-militare sciita di Hizb&#8217;Allah contestava il Governo, ma non aveva mai occupato il Parlamento Libanese ad oltranza, si limitò solo a manifestare pacificamente di fronte al Palazzo del Governo, giorno e notte.<br />
Il rispetto della democrazia risiede infatti nel capire che, occupare un aeroporto, una superstrada o fermare un qualsivoglia servizio pubblico, è un atto comprensibile, ma che richiede prima di tutto il rispetto del luogo di massima espressione della sovranità popolare: il Parlamento appunto, e le relative assemblee territoriali che svolgono funzioni simili. Seppur con peso diverso.<br />
Ebbene, proprio Hizb&#8217;Allah, che di guerre civili e “resistenze” se ne intende, non solo non ha mai utilizzato un&#8217;arma da fuoco nel corso della manifestazione di protesta, ma non ha neppure spaccato un vetro del palazzo sotto al quale migliaia di militanti e semplici cittadini esponevano le loro ragioni, giuste o sbagliate che fossero. Nel Parlamento ci sono entrati solo attraverso il voto.<br />
Nessuno in quell&#8217;occasione si mosse: non agenti di Pubblica Sicurezza, né intelligence, ancora meno forze regionalistiche dell&#8217;area militarmente presenti come la Siria.<br />
Ho visto anche tante mamme con bambini sui passeggini e tanti palloncini colorati nell&#8217;aria.<br />
Non c&#8217;erano solo persone benestanti, ma anche persone con aziende a rischio. Altre che avevano perduto la casa.<br />
C&#8217;era disperazione, anche rabbia. Ma non odio. C&#8217;era un Popolo insomma, non solo una fazione contro un&#8217;altra.<br />
Erano consapevoli che la calma e l&#8217;assenza di proclami tesi ad aumentare il clima di tensione avrebbe portato loro dei benefici.<br />
Solo nelle dittature la politica trova giustificazione nella violenza (e proprio la teocrazia iraniana ce lo insegna), ma in democrazia la musica è diversa.</p>
<p>La Sardegna è un&#8217;altro mondo, ma non per questo culturalmente più evoluto se valutato in specifici contesti.<br />
Da noi esiste ancora una certa sottocultura indipendentista, allevata nel classico post-sessantottismo, che vede ancora nell&#8217;assalto al “Palazzo d&#8217;inverno” e nella logica dello scontro con “il padrone e le sue forze di occupazione” l&#8217;apice del proprio movimentismo politico.<br />
Si tratta di cialtroneria ideologica completamente importata dalla tradizione contestativa della vecchia sinistra italiana.<br />
Ed a noi, cari amici, ci suona veramente strano trovare in alcuni comunicati di Sardigna Natzione e di A Manca pro s&#8217;Indipendentzia dei residui di quel mondo. La cosa ci dispiace parecchio, a me in prima persona, perché se oggi siamo tutti qui a parlare di indipendentismo, in parte lo dobbiamo anche al passato di Sardigna Natzione ed alla sua costanza. Anche in tempi in cui era ben più difficile parlare pubblicamente di “autodeterminazione”.<br />
Ma possono dei movimenti politici parlare di pacifismo e poi attribuire responsabilità a senso unico sulla Polizia minimizzando quelle di alcuni manifestanti?<br />
L&#8217;indipendentismo Sardo vuole continuare ad imbarbarirsi seguendo gli schemi stantii della defunta sinistra italiana?<br />
Ma non dovrebbe essere il lavoro del nazionalismo moderno quello di parlare a tutte le categorie del Popolo senza fare figli e figliastri?<br />
Oppure: è forse falso che alcuni agenti abbiano ecceduto dai loro compiti allo stesso modo in cui alcuni manifestanti, carichi di alcool, si sono imbarcati in una curiosa ed improvvisa “disperazione” che in precedenza nei bar non avevano?<br />
Vogliamo sul serio nel 2010 dividere ancora il Popolo Sardo in “buoni” e “cattivi”?<br />
Vogliamo classificarlo in “servi” e “patrioti”?<br />
Possibile che un movimento che si è trasformato da “Partidu Sotzialista Indipendentista” in “Sardigna Natzione” non abbia ancora capito queste cose?</p>
<p>Troviamo quindi irresponsabili le giustificazioni date dal movimento SNI sull&#8217;occupazione, da parte di alcuni esponenti dell&#8217;MPS, del Consiglio Regionale.<br />
Tali giustificazioni, di parte, sono potenzialmente pericolose per le sincere istanze del Movimento Pastori Sardi. Perché tali giustificazioni, non solo consentirebbero realmente a presunti infiltrati di fomentare disordini, ma attirerebbero seriamente nelle manifestazioni quell&#8217;anonimo circuito dell&#8217;eversione Sarda, che potrebbe utilizzare il trambusto al fine di causare fatti criminosi che danneggerebbero tutti. Giustificando, con la conseguente repressione, lo status quo ed il clima di indigenza a cui la Sardegna, come ben sapete, è stata ridotta.<br />
I santuari della democrazia non si toccano, anche l&#8217;occupazione pacifica del Consiglio Regionale è una forma di prepotenza.<br />
Le occupazioni si facciano altrove, ma nei Parlamenti si discute. Non si impedisce a qualcun&#8217;altro (eletto) di farlo. E solo il voto può decidere chi deve governare o meno. Non le piazze o i demagoghi.</p>
<p>Ci stupisce infatti che da ambienti di SNI si siano chieste le dimissioni della Giunta Regionale, e, parallelamente, la soluzione consiliare della vertenza.<br />
Non si capisce dunque amici quale politica intendiate promuovere: da un lato delegittimate la maggioranza regionale dal prendere provvedimenti auspicandone le dimissioni, dall&#8217;altro avvallate l&#8217;occupazione di quegli spazi democratici, da un&#8217;altro ancora volete che quella stessa politica risolva delle emergenze. E, ciligina sulla torta, AMPI parla di “forze di occupazione”.<br />
Non c&#8217;è da stupirsi pertanto che con questo incoerente e ideologico modo di procedere, sia SNI che AMPI rischino di porsi proprio come i primi alleati dei provocatori che darebbero le giustificazioni a quei funzionari di Polizia per mettervi all&#8217;angolo. Benché tutti conoscano il vostro indiscutibile pacifismo.<br />
Come non c&#8217;è da stupirsi della dispersione di voti in cui è incorsa SNI, più che AMPI, negli ultimi anni.<br />
Rappresentare un piccolo ma storico movimento dell&#8217;indipendentismo Sardo non significa dover campare di rendita, né proporre una politica assolutamente inutile e controproducente in questa particolare situazione. Sardigna Natzione esca dall&#8217;ambiguità ideologica e dimostri pluralismo e legittimazione di tutto il Popolo Sardo. Agenti inclusi.</p>
<p>Invitiamo A Manca pro s&#8217;Indipendentzia a chiedere conto al Questore di Cagliari, il dott. Salvatore Mulas, del perché egli abbia dichiarato a mezzo stampa del fermo di un appartenente ad AMPI e chi, eventualmente, gli avesse riportato tale notizia in ufficio. E&#8217; necessario valutare se vi siano gli estremi della diffamazione.<br />
Ed invitiamo l&#8217;indipendentismo di SNI a non strumentalizzare la disperazione di tante brave persone in difficoltà che non hanno bisogno di un clima di scontro ma solo di un dialogo sereno con le istituzioni. Aspetto che non da tutti i manifestanti è stato possibile ottenere, ma solo da una maggioranza che purtroppo è rimasta vittima di una calca fomentata da pochi facinorosi.<br />
Alla Magistratura il compito di identificare le responsabilità.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Il nostro modello di indipendentismo non è quello fallimentare di “Batasuna” col quale molti di voi solidarizzano. Da queste parti non c&#8217;è bisogno di martiri che subiscono l&#8217;illegalizzazione. Nei nostri intenti ci sono solo indipendentismi di successo: quelli dove anche gli agenti sono parte del Popolo. Dove possono votare indipendentista e dove non vengono considerati “traditori al servizio del nemico” per aver svolto (anche male), il loro lavoro nella collettività</span>.</p>
<p>Basta con i messaggi sbagliati. Noi siamo dalla parte della Polizia e dei Pastori, come siamo contro quegli agenti e quei pastori che hanno sbagliato.<br />
Pensateci.</p>
<p>Bomboi Adriano – Ass.ne U.R.N. Sardinnya</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Hizbollah%20ed%20MPS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/10/hizballah-non-occupa-il-parlamento-libanese-lmps-quello-sardo-si-sni-ed-ampi-giocano-col-fuoco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
