<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; popolo</title>
	<atom:link href="http://www.sanatzione.eu/tag/popolo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sanatzione.eu</link>
	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 00:36:31 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Napolitano? L&#8217;ultimo Capo di Stato occidentale che confonde il federalismo con il secessionismo</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/10/napolitano-lultimo-capo-di-stato-occidentale-che-confonde-il-federalismo-con-il-secessionismo/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/10/napolitano-lultimo-capo-di-stato-occidentale-che-confonde-il-federalismo-con-il-secessionismo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 16:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[leghisti]]></category>
		<category><![CDATA[napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>
		<category><![CDATA[secessione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3418</guid>
		<description><![CDATA[Napolitano ai leghisti: “Secessionismo fuori dalla storia”.
Si capisce, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è un uomo di alto profilo istituzionale, la sua cultura non gli impedisce di venire meno al mandato costituzionale che il Parlamento gli ha affidato. Ed in quanto tale, finge di non sapere che la geografia politica mondiale nei soli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/Napolitanu-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3420" title="Napolitanu - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/10/Napolitanu-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="198" /></a>Napolitano ai leghisti: “Secessionismo fuori dalla storia”.</p>
<p>Si capisce, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è un uomo di alto profilo istituzionale, la sua cultura non gli impedisce di venire meno al mandato costituzionale che il Parlamento gli ha affidato. Ed in quanto tale, finge di non sapere che la geografia politica mondiale nei soli ultimi 50 anni ha visto nascere decine di nuovi Stati. Altrimenti verrebbe da chiedersi se Napolitano abbia mai comparato un mappamondo del 1960 con uno del 2010.</p>
<p>Non siamo leghisti e né secessionisti naturalmente, tuttavia siamo democratici, ed in quanto tali ci domandiamo fino a che punto la Costituzione Italiana lo sia nei confronti di una Comunità Internazionale che riconosce il diritto dei Popoli all&#8217;autodeterminazione rispetto al centralismo di Stati sorti nell&#8217;800. Degli Stati che, al posto di rispettare le Autonomie, le declassano omologandone l&#8217;economia, la storia, la cultura e persino la lingua a quella considerata “nazionale”. Ne consegue che si formano, come nella Repubblica Italiana, zone di seria A e zone di serie B.<br />
Questo genere di problemi è stato risolto da varie democrazie occidentali attraverso l&#8217;indipendentismo oppure attraverso il federalismo: una forma di organizzazione delle istituzioni che può avere una o più nazionalità al suo interno. Ad esempio, tra le più note, gli USA sono una nazione multietnica formata da varie minoranze linguistiche e da diversi Stati, mentre il Canada è una confederazione multinazionale formata da una maggioranza anglofona e da una minoranza francofona (Québec). Ma senza andare oltre-Atlantico, basti osservare il Regno Unito, composto da 4 nazioni entrambe formalmente riconosciute e con diversi livelli di Autonomia: Galles, Inghilterra, Irlanda del Nord e Scozia (quest&#8217;ultima governata dagli indipendentisti dell&#8217;SNP, che hanno battuto la destra e la sinistra filo-londinese). Pensate, il sottosegretario di Stato Michael Moore ha annunciato che non ci sarà alcun ricorso costituzionale se l&#8217;elettorato scozzese in un referendum si esprimerà a favore dell&#8217;autodeterminazione. Ben altro livello culturale rispetto a quello tenuto dal Quirinale.</p>
<p>Nello Stato Italiano invece l&#8217;art.117 della Costituzione impedisce alla Sardegna (con la sua Autonomia di cartapesta) l&#8217;amministrazione diretta dei suoi Beni Culturali, dell&#8217;Istruzione e persino di un Fisco autonomo. Non c&#8217;è da stupirsi che la ricchezza Sarda &#8211; senza la formazione culturale e senza l&#8217;autonomia relativa alle Entrate fiscali &#8211; venga depredata e poco valorizzata, spingendo i giovani verso una nuova emigrazione.<br />
Tutto questo succede mentre la Repubblica <span style="text-decoration: underline;">indipendente</span> di Malta con i suoi 410.000 abitanti elegge addirittura 5 eurodeputati a Bruxelles e fa parte della zona euro e della Comunità Internazionale a pieno titolo: nessuna violenza, nessun isolazionismo, ma neppure cittadini di serie B. I maltesi sono i protagonisti del proprio avvenire e &#8211; a differenza della Sardegna &#8211; la loro politica non dipende dal vezzo di istituzioni centralistiche che in vece nostra decidono persino come e quando deve essere appaltata una infrastruttura stradale.</p>
<p>Napolitano inoltre confonde la filosofia della storia con la storia: se la prima è quella branca della filosofia che si occupa di interrogarsi sull&#8217;esistenza di un fine nel susseguirsi delle vicende umane, la storia è il semplice susseguirsi di queste.<br />
Sostenere infatti che la nascita di un nuovo Stato all&#8217;interno dell&#8217;attuale Repubblica sia “fuori dalla storia”, come ha fatto Napolitano, non è altro che una posizione nazionalistica italiana che non tiene conto del diritto di qualsiasi gruppo di cittadini (o Popolo, laddove esista, come quello Sardo) di emanciparsi rispetto al resto dello Stato.<br />
Infatti qualsiasi Costituzione democratica non è un “Verbo divino e immutabile” sceso dal cielo ma una Carta di regolazione dei rapporti economici, politici e civili tra soggetti che vi si riconoscono e che all&#8217;evenienza possono scegliere di modificarla. Chi lo sosteneva? George Washington.<br />
Un nuovo Stato dovrebbe poter decidere se federarsi o meno con un terzo, senza imposizione alcuna. Chi non tiene conto della realtà e paventa il carcere in risposta a violenze che non esistono da parte di chi invoca l&#8217;indipendentismo o il federalismo, probabilmente dovrebbe riflettere meglio sui concetti di discriminazione e di neocolonialismo.</p>
<p>Nel 2011 pertanto la battaglia democratica non consiste nel difendere una Costituzione Italiana scritta da uomini culturalmente allevati nel fascismo e nel repubblicanesimo unitario gentiliano e crociano sedimentato nella prima repubblica, la nostra battaglia infatti consiste nel superare una Costituzione centralistica, insensibile alle minoranze nazionali. Il fine? Poco storico e molto pratico: il diritto al benessere e al rispetto dei nostri cittadini.</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Napolitano%20sul%20secessionismo.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/10/napolitano-lultimo-capo-di-stato-occidentale-che-confonde-il-federalismo-con-il-secessionismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Sardegna, mentre spariscono i giovani, si preferisce parlare di Berlusconi and Company</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/06/in-sardegna-mentre-spariscono-i-giovani-si-preferisce-parlare-di-berlusconi-and-company/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/06/in-sardegna-mentre-spariscono-i-giovani-si-preferisce-parlare-di-berlusconi-and-company/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 16:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[company]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[frantziscu]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sanna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3054</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato su www.frantziscusanna.net.
La classe politica sarda è impegnatissima in questo periodo a verificare vittorie e sconfitte elettorali, a rilasciare proclami sui massimi sistemi, ad annunciare la fine del berlusconismo e la resurrezione degli eredi del governo Prodi-Mastella-Bertinotti.
In Sardegna, intanto, il sistema socio-economico si trasforma, muta incessantemente e le trasformazioni, che meriterebbero ben altra attenzione da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/06/Umbras-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3055" title="Umbras - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/06/Umbras-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="220" /></a>Pubblicato su <a href="http://www.frantziscusanna.net/">www.frantziscusanna.net</a>.</em></p>
<p>La classe politica sarda è impegnatissima in questo periodo a verificare vittorie e sconfitte elettorali, a rilasciare proclami sui massimi sistemi, ad annunciare la fine del berlusconismo e la resurrezione degli eredi del governo Prodi-Mastella-Bertinotti.<br />
In Sardegna, intanto, il sistema socio-economico si trasforma, muta incessantemente e le trasformazioni, che meriterebbero ben altra attenzione da parte della politica, passano quasi inosservate.<br />
In fondo i fenomeni sociali sono poco interessanti quando non si tratta di cronaca o di avvenimenti direttamente strumentalizzabili nella diatriba tra centro-destra e centro-sinistra italiani. L&#8217;interesse nazionale del nostro popolo risulta sempre marginalizzato, trascurato e reso subalterno all&#8217;interesse nazionale italiano: questa è la regola, il resto è eccezione trascurabile.<br />
A chi interessa, ad esempio, se nell&#8217;ultimo anno i giovani contribuenti sardi tra i 15 e i 24 anni si sono ridotti del 5%? E che tale trend è paurosamente in crescita?<br />
Una recente ricerca, analizzando i dati del Dipartimento delle Finanze &#8211; Ministero dell’Economia, ha messo in evidenza che in Sardegna in un anno sono spariti dalla lista dei percettori di reddito ben 2500 persone in una fascia d&#8217;età cruciale per i destini economici di un popolo (senza un corrispondente aumento dei livelli di istruzione). Nel 2008 risultavano circa 53.000 e nel 2009 si è passati a circa 50.000. Il dato è significativo ma pare che nessuno se ne voglia preoccupare.<br />
Si dirà che siamo in crisi, si dirà che a risentirne siano in particolare i giovani ma non si può evitare di trarre le considerazioni più generali: in Sardegna si sta assistendo ad una catastrofe epocale. Non basterà indignarsi: per uscire da questa situazione ci vorrà la politica, ci vorrà soprattutto una classe dirigente nazionale sarda che porti avanti strategie per questo popolo e per le sue giovani generazioni.<br />
Per questo abbiamo bisogno di misure di ampio respiro che sostengano lo spirito imprenditoriale, la formazione, la ricerca e che siano attente a supportare le idee delle nuove generazioni, il loro mettersi in gioco, la loro voglia di cambiamento.<br />
Nel frattempo si potrebbe: creare &#8220;un fondo per il futuro&#8221;, sul modello del <em>Future Found</em> creato dal governo indipendentista scozzese, che serva da supporto alle giovani generazioni per sviluppare idee innovative in settori strategici; rafforzare i servizi pubblici per lo sviluppo dell&#8217;imprenditoria giovanile; istituire una carta dei diritti di cittadinanza che supporti i percorsi formativi e di vita delle giovani generazioni.<br />
Insomma, si dovrebbe smettere di discutere d&#8217;altro e cominciare ad agire nel nostro interesse, per il nostro interesse.<br />
Non possiamo più rimanere in silenzio di fronte alla marginalizzazione di generazioni intere del nostro popolo e soprattutto alla cancellazione del loro diritto di avere una famiglia, un lavoro e un futuro dignitoso in questa terra.<br />
I governi ed i partiti politici vanno valutati su ciò che sapranno fare su queste tematiche e non sulla capacità di chiedere l&#8217;elemosina al governo italiano di turno.<br />
Chi vorrà continuare a parlare di Berlusconi, Prodi e dei loro eredi faccia pure. A noi indipendentisti deve interessare ben altro.</p>
<p><em>Di Frantziscu Sanna, 01-06-11.<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/06/URN-Sardinnya-Lopinione-Sanna-su-Sardegna-e-politica-italica.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/06/in-sardegna-mentre-spariscono-i-giovani-si-preferisce-parlare-di-berlusconi-and-company/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sa die de sa Sardigna, i ritardati e l&#8217;unità d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/04/sa-die-de-sa-sardigna-i-ritardati-e-lunita-ditalia/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/04/sa-die-de-sa-sardigna-i-ritardati-e-lunita-ditalia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[angioy]]></category>
		<category><![CDATA[die]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[maria]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[sa]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2809</guid>
		<description><![CDATA[28 de abrili 2011, sa die de sa Sardigna: festa della nazione di serie b. Non la nazione italiana ma quella Sarda, che in tanti abbiamo colpevolmente contribuito a stroncare sul nascere.
La data vorrebbe ricordare il 28 aprile 1794, giornata che vide la rivolta dei Sardi contro il viceré Balbiano e gli italo-piemontesi, costretti alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/04/Piazza-Tola-SS-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2810" title="Piazza Tola SS - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/04/Piazza-Tola-SS-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="283" /></a>28 de abrili 2011, sa die de sa Sardigna: festa della nazione di serie b. Non la nazione italiana ma quella Sarda, che in tanti abbiamo colpevolmente contribuito a stroncare sul nascere.</p>
<p>La data vorrebbe ricordare il 28 aprile 1794, giornata che vide la rivolta dei Sardi contro il viceré Balbiano e gli italo-piemontesi, costretti alla fuga da Cagliari in seguito al rifiuto del governo sabaudo di accogliere le richieste di maggiori privilegi per le istituzioni dell&#8217;isola.<br />
Simbolicamente, quella adottata nel 1993 fu dunque una legge il cui spirito avrebbe dovuto consegnare ai Sardi una festa di popolo capace di stabilire un momento di coesione sociale all&#8217;insegna della riflessione sul nostro passato.<br />
La liberazione della Sardegna negli intenti dei rivoluzionari fu un tentativo di liberazione dal giogo feudale ed una ostilità ad una monarchia sorda ed incapace di rappresentare le speranze di sviluppo dell&#8217;isola, speranze ancora oggi presenti.<br />
Ma è con grande amarezza che dobbiamo constatare quanto il 28 aprile sia una festa non ancora pienamente valorizzata dagli stessi Sardi che la considerano un evento secondario, magari anche meno importante rispetto alla festa della liberazione italiana dal nazifascismo del 25 aprile. Eppure si tratta di eventi storici completamente diversi ma per i quali non può esistere alcuna gerarchia dettata da pregiudizio ideologico.<br />
Non si possono tuttavia colpevolizzare i Sardi per questa mancanza, ben pochi conoscono il sangue fatto versare dalla monarchia a quei patrioti che tentarono di spazzare via il feudalesimo e rimodernare l&#8217;economia e la politica dell&#8217;isola.<br />
Nelle scuole la nostra storia non si studia. Si tratta probabilmente di un passato troppo ingombrante ed imbarazzante da spiegare ai nostri concittadini da parte della politica italiana e così si preferisce tenerla in secondo piano, quasi non debba essere neppure una data festiva. I paradossi li troviamo persino nei programmi scolastici della Pubblica Istruzione dove, ad esempio, nello studio della rivoluzione francese non viene integrato il riflesso che l&#8217;illuminismo ebbe sulle sollevazioni Sarde ed in particolar modo nella persona di Giovanni Maria Angioy, il più celebre esponente di quella stagione storica.<br />
A questo deficit culturale si somma la conseguente crisi d&#8217;identità dei Sardi, incapaci di valorizzare al meglio il proprio territorio e succubi di un sistema che ci ha portato ad accettare acriticamente la nazione italiana senza porci riflessioni e possibili alternative politiche.</p>
<p>Se in una qualsiasi nazione estera per un dato eroe si celebrano le lodi con opere pubbliche, piazze, monumenti e musei, in Sardegna, dopo quasi un ventennio di celebrazione di una ricorrenza come il 28 aprile si tratta il tutto con indifferenza, e ci si rifugia in una masochistica reverenza verso una nazione italiana che sembra fare ogni cosa per annullare la nostra specialità identitaria e territoriale.<br />
In queste condizioni il 28 aprile non solo non può diventare un momento di coesione del Popolo Sardo attorno alla sua capacità di emancipazione, ma neppure può aspirare a proporsi come elemento di attrattività turistica.<br />
La responsabilità di chi è? Ovvio: della classe politica regionale di centrodestra e centrosinistra, la quale, in parecchie sue componenti ignora a sua volta la storia del proprio territorio. O non si avrebbe spiegazione per la disparità di trattamento tra, ad esempio, il 28 aprile e il 17 marzo (data della festa per l&#8217;unità d&#8217;Italia), datosi che per la seconda sono stati stanziati ben 1.385.750 euro da parte della Regione, dei quali 635.750 euro sono stati devoluti dopo un ulteriore delibera con la quale si era sostenuta l&#8217;esigenza di arricchire il programma di eventi destinati a celebrare la ricorrenza nel territorio. Se quindi per “sa die de sa Sardigna” non si stanziano adeguati fondi a sua promozione e magari con la scusa della crisi economica, per il 17 marzo invece pare non esserci stata alcuna crisi, come ha affermato anche l&#8217;esponente del <em>ProgReS</em> Frantzisku Sanna*.<br />
Spetta ancora una volta alle forze del nazionalismo Sardo, come i partiti indipendentisti ed autonomisti (tra cui Fortza Paris), chiedere conto all&#8217;amministrazione regionale di questo manifesto ritardo culturale nella tutela del nostro patrimonio storico e morale che l&#8217;isola non può vedersi continuamente portato via.<br />
Quest&#8217;anno si è infatti raggiunto il limite della malafede e del grottesco: secondo una notizia dell&#8217;ANSA dello scorso 26 aprile, la Regione infatti festeggerà “sa die de sa Sardigna” all&#8217;insegna dell&#8217;unità d&#8217;Italia. Ovvero le vittime celebrano i carnefici, in una ridicola ed imbarazzante patacca storica nella quale parecchi politici nostrani sono parsi evidentemente afflitti da una qualche “<a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/la-sindrome-di-stoccolma-del-popolo-e-della-politica-sarda/">sindrome di Stoccolma</a>”, o non si avrebbe spiegazione per questo assurdo e provocatorio parallelo ideologico tra rivoluzione Sarda ed unità d&#8217;Italia.</p>
<p><em>*frantziscusanna.net.</em></p>
<p>Di Roberto Melis.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Die%20de%20sa%20Sardigna%202011.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/04/sa-die-de-sa-sardigna-i-ritardati-e-lunita-ditalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Referendum sul nucleare del 15 maggio: perché votare SI&#8217;!</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/02/referendum-sul-nucleare-del-15-maggio-perche-votare-si/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/02/referendum-sul-nucleare-del-15-maggio-perche-votare-si/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 01:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[15]]></category>
		<category><![CDATA[contro]]></category>
		<category><![CDATA[maggio]]></category>
		<category><![CDATA[natzione]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sardigna]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>
		<category><![CDATA[sì]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2573</guid>
		<description><![CDATA[Cari Lettori,
Da oggi fino al 15 maggio, data in cui si svolgerà il referendum consultivo sulla eventuale presenza del nucleare in Sardegna, questa pagina esprimerà la nostra ferma e convinta posizione.
Nella scheda troverete il seguente quesito:
“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/Petrolchimicu-SARAS-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2574" title="Petrolchimicu SARAS - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/02/Petrolchimicu-SARAS-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="340" height="212" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Da oggi fino al 15 maggio, data in cui si svolgerà il referendum consultivo sulla eventuale presenza del nucleare in Sardegna, questa pagina esprimerà la nostra ferma e convinta posizione.<br />
Nella scheda troverete il seguente quesito:</p>
<p><span style="color: #0000ff;">“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti ?”<strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>VOTA SI&#8217;!</strong></span></p>
<p>Senza alcun limite ideologico “di destra o sinistra”, per l’obiettivo di portare il Popolo Sardo al centro delle democratiche scelte che riguardano il suo futuro, abbiamo aderito ai Comitati di opposizione all’ipotesi del nucleare in Sardegna con una doppia motivazione:</p>
<p>1) Perché la Sardegna non solo produce fin da oggi il sufficiente fabbisogno energetico da fonti convenzionali e con capacità di estensione alle rinnovabili, ma da sempre ne esporta tale surplus verso il resto d’Italia.</p>
<p>2) Perché la presenza di una centrale nucleare e/o di un deposito di scorie radiologiche – e nonostante Paesi vicini come la Francia ospitino comunque centrali atomiche – aumenterebbe esponenzialmente inutili rischi a danno della Sardegna e incrinerebbe seriamente l’immagine dell’enorme patrimonio naturalistico Sardo. Le cui potenzialità economiche sono ancora da valorizzare.</p>
<p>Bisogna inoltre considerare l&#8217;enorme mole di sperequazioni a danno dell&#8217;isola: oltre al primo punto, è necessario considerare l&#8217;ingente debito maturato dallo Stato Italiano con la Regione Sardegna, per miliardi di euro, derivante dalle tasse dei nostri concittadini, non restituite (ai sensi dell&#8217;art. 8 della R.A.S.). Bisogna inoltre considerare le mancate entrate delle accise petrolchimiche, anch&#8217;esse per un importo di svariati miliardi di euro, che la Regione non ha potuto incassare data l&#8217;assenza di una reale autonomia Sarda.<br />
Non si tratta di una posizione esclusivamente utilitaristica, ma neppure esclusivamente territoriale, identitaria o localistica. In una Repubblica democratica e civile, il cittadino deve essere consapevole che per poter offrire collaborazione, in uno Stato bisogna anche ricevere. Solo negli Stati autoritari vi sono comunità passive da un lato e dominanti dall&#8217;altro.<br />
Ricordiamo che la partecipazione al referendum &#8211; a prescindere dalla concreta o remota possibilità che si avvii una installazione nucleare in Sardegna &#8211; ha un valore politico poiché servirà a mandare un messaggio preciso verso il centralismo romano: il Popolo Sardo ha il diritto di decidere autonomamente la politica energetica del suo territorio, senza imposizioni calate dall&#8217;alto.</p>
<p>Ringraziamo il movimento Sardigna Natzione per la raccolta delle oltre 16.000 firme che nel 2010 hanno consentito la proposizione del referendum.<br />
Tra i vari, partecipano alla battaglia: membri del PD, di FLI, del Popolo della Libertà, dell’IDV, dei Riformatori Sardi, del ProgReS, ma anche IRS, AMPI, Fortza Paris, il Partito Sardo d’Azione, i Rossomori, membri della Sinistra Sarda e la Confederazione Sindacale Sarda, assieme a diverse istituzioni e tante personalità della nostra cultura.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Si%27%20contro%20il%20nucleare.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>FISMIC operai Sarda si unisce alla battaglia contro il nucleare: <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/03/COMUNICATO-Fismic-Referendum.pdf">Comunicato in PDF</a></p>
<p><strong>Ass.ne U.R.N. Sardinnya &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/02/referendum-sul-nucleare-del-15-maggio-perche-votare-si/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cossiga conteso per una targa e Pompei in Parlamento: indecenze o ritardi culturali?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/11/cossiga-conteso-per-una-targa-e-pompei-in-parlamento-indecenze-o-ritardi-culturali/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/11/cossiga-conteso-per-una-targa-e-pompei-in-parlamento-indecenze-o-ritardi-culturali/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 19:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE]]></category>
		<category><![CDATA[adriano]]></category>
		<category><![CDATA[amsicora]]></category>
		<category><![CDATA[angioy]]></category>
		<category><![CDATA[bomboi]]></category>
		<category><![CDATA[civiltà]]></category>
		<category><![CDATA[cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[pompei]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>
		<category><![CDATA[savoia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2134</guid>
		<description><![CDATA[E noi, che come indipendentisti non simpatizziamo certamente con questa o quella parte politica italiana, non possiamo che concordare con le parole del deputato Bruno Murgia: a Nuoro nessuno si è scandalizzato per l&#8217;esistenza di una via intitolata al defunto dittatore jugoslavo Tito.
Secondo noi dovrebbero. Ma quandomai infatti un paese civile ricorda in uno spazio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/Casula-e-il-grande-inganno-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2135" title="Casula e il grande inganno - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/11/Casula-e-il-grande-inganno-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="222" height="275" /></a>E noi, che come indipendentisti non simpatizziamo certamente con questa o quella parte politica italiana, non possiamo che concordare con le parole del deputato Bruno Murgia: a Nuoro nessuno si è scandalizzato per l&#8217;esistenza di una via intitolata al defunto dittatore jugoslavo Tito.<br />
Secondo noi dovrebbero. Ma quandomai infatti un paese civile ricorda in uno spazio pubblico gli emblemi del totalitarismo?<br />
E così, in ragione di un clima ideologico costruito ad arte da pochi falsi moralisti, ci si erge a paladini della democrazia ponendo il veto all&#8217;intitolazione di una strada all&#8217;ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.<br />
Stessa musica presso l&#8217;ERSU di Sassari, l&#8217;opposizione all&#8217;iniziativa di dedicare un&#8217;aula allo statista Sardo ha pressoché gli stessi contenuti.<br />
Oltre al solito armamentario ideologico, che puntualmente scorda di contestualizzare storicamente i difficili eventi della <em>Guerra Fredda</em>, vengono tirate in ballo le solite dichiarazioni che lo stesso Cossiga fece attorno al 2008, quando con fare provocatorio ricordò al Ministro dell&#8217;Interno che tra gli anni di piombo e l&#8217;ultimo decennio c&#8217;era “qualche” differenza. Allora il terrorismo nacque nelle università prima che nelle fabbriche. Nacque nel benestare della borghesia piuttosto che nelle difficoltà della retorica “proletaria”.<br />
Diciamolo pure liberamente: “sputtanò” in pubblico alcuni ambienti della Polizia di Stato ancora abituati, chissà, alle provocazioni di piazza per giustificare così, a seguito di scontri, una repressione delle contestazioni.</p>
<p>Qualcuno ha cercato accostamenti con i recenti scontri di Cagliari tra alcuni pastori e le forze dell&#8217;ordine, dove un allevatore è rimasto ferito ad un occhio. Peccato che il 6 novembre 1990 sia successa la stessa cosa, ma a carico di un poliziotto. Anche allora i pastori tentarono l&#8217;occupazione del Consiglio Regionale.</p>
<p>Cossiga invece operò in momenti molto difficili della storia italiana, quando il limite tra lecito ed illecito veniva sovrapposto con troppa disinvoltura. Ma se taluni atti non erano giustificabili ieri, ancora meno lo sono oggi. Ecco il perché di quelle provocazioni.<br />
Naturalmente i tapini che oggi contestano Cossiga non hanno compreso nulla di tutto ciò, o non vogliono capirlo.<br />
Piaccia o non piaccia, è stato un importante esponente dello Stato Italiano ma anche del Popolo Sardo. Forse non fu un santo, ma neppure un dittatore.<br />
Negargli una memoria pubblica sarebbe il sintomo di un manifesto ritardo culturale che attraversa non solo l&#8217;italietta che noi indipendentisti contestiamo, ma anche quella triste influenza ideologica penetrata in una parte del Popolo Sardo, abituandolo a logiche che tutt&#8217;oggi lo portano a tifare per questa o quella parte politica. Ignorando invece quanto gli interessi territoriali Sardi (economici e culturali) siano ben diversi da quelli del resto della Repubblica Italiana.<br />
Il contesto ricorda vagamente un&#8217;altro problema di attualità, quello di contestare il federalismo (lanciato male dalla Lega Nord) al solo fine di contestare il berlusconismo, ignorando che un vero federalismo (ripetiamo, non quello “padano”), potrebbe iniziare ad invertire quel trend di abbandono a cui è subordinata la Sardegna da una classe politica – di maggioranza ed opposizione – che, sentendosi solo parte dell&#8217;Italia (come se essa non avesse caratteristiche diverse al suo interno), non si pone alcun problema circa il superamento di istituzioni sorde e centraliste.<br />
La consapevolezza di questi ritardi ci avrebbe spinti non solo a rimuovere un dittatore dal titolo di una strada pubblica ed a ricordare Francesco Cossiga, ma ci avrebbe suggerito che ci sono ben altri nomi da revisionare nella toponomastica pubblica.<br />
Pensiamo ai massacri compiuti a spese dei patrioti nazionalisti Sardi da parte dei Savoia durante i moti per la modernizzazione della Sardegna ed il superamento del regime feudale.<br />
I libri continuano a tacere, ma i Savoia continuano a rappresentare le nostre strade e le nostre piazze.<br />
Pensiamo invece al disprezzo con il quale viene abitualmente trattato il nome di Giovanni Maria Angioy, che non di rado appare solo come nominativo di qualche triste viuzza di paese, ma, al pari di Amsicora, se ne ignorano totalmente le gesta.<br />
Non c&#8217;è da stupirsi quindi della corte di galoppini che anche in Sardegna si sono scandalizzati per il crollo di uno storico edificio dell&#8217;imponente sito archeologico di Pompei. Si sono resi conto che l&#8217;approssimazione con cui l&#8217;Italia tratta il suo patrimonio storico non è degna di un Paese civile. Meglio tardi che mai.<br />
Purtroppo non si sono mai accorti che da anni l&#8217;intero patrimonio archeologico Sardo versa in condizioni critiche, ma risulta anche scarsamente studiato e promosso a livello internazionale (nonché sotto un profilo turistico). Poiché rappresenta una civiltà (ed un insieme di civiltà successive) ben più antiche delle ipocrisie di un Cavour che, fatta l&#8217;Italia, furono poste da Garibaldi di fronte alla dura realtà di doversi inventare una nazione che nei fatti non esisteva. E che fino al circus dei mass-media, della scuola centralista, e del calcio a 5 stelle, non era mai realmente esistita.<br />
Lo capì per primo Benito Mussolini, quando intuì che il sostegno ad una “nazionale” di calcio (nel ventennio fascista) avrebbe contibuito ad unire persone che, da nord a sud, non parlavano neppure la stessa lingua. <em>Panem et circenses</em> si diceva una volta&#8230;O <em>divide et impera</em>. Fa lo stesso.</p>
<p>La situazione non è solo indecente quindi, ma palesemente superficiale e segnata da parecchi ritardi culturali.<br />
Che altro potevamo aspettarci?<br />
In Parlamento si parla di Pompei, in Sardegna i Nuraghi, gli altari, le tombe, i santuari, i betiles, i manufatti, le fonti sacre e quant&#8217;altro, sono bagni pubblici.<br />
E&#8217; il prezzo da pagare per la nostra imbecillità.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Da%20Pompei%20a%20Cossiga....pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Articoli correlati:</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/2010/08/caro-beppe-pisanu-su-cossiga-deve-essersi-distratto/">Lettera all&#8217;On. Pisanu su F. Cossiga</a>.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/2010/08/punto-per-punto-una-replica-pubblica-allideologo-di-irs-f-sedda/">Una replica pubblica a F. Sedda (IRS) su Cossiga</a>.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/11/cossiga-conteso-per-una-targa-e-pompei-in-parlamento-indecenze-o-ritardi-culturali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ABC del sindacalismo: L&#8217;MPS esce dall&#8217;occupazione consiliare e insegna a tutti la democrazia. L&#8217;indipendentismo solidarizzi adesso</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/10/labc-del-sindacalismo-lmps-esce-dalloccupazione-consiliare-e-insegna-a-tutti-la-democrazia-lindipendentismo-solidarizzi-adesso/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/10/labc-del-sindacalismo-lmps-esce-dalloccupazione-consiliare-e-insegna-a-tutti-la-democrazia-lindipendentismo-solidarizzi-adesso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 00:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[mps]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2093</guid>
		<description><![CDATA[Delusi eh?
La baldoria è finita. Dai visi incappucciati passando per i “rasta-pastori” si è tornati al mondo reale, quello del comparto agropastorale a rischio.
Non riteniamo efficaci tutte le misure assunte nella piattaforma di dialogo che la Giunta Regionale ha intrapreso con il Movimento dei Pastori Sardi, frutto del solito compromesso che rischia di caricare sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Hiz-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2094" title="Hiz - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Hiz-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="604" height="456" /></a>Delusi eh?<br />
La baldoria è finita. Dai visi incappucciati passando per i “rasta-pastori” si è tornati al mondo reale, quello del comparto agropastorale a rischio.<br />
Non riteniamo efficaci tutte le misure assunte nella piattaforma di dialogo che la Giunta Regionale ha intrapreso con il Movimento dei Pastori Sardi, frutto del solito compromesso che rischia di caricare sulle spalle del Pubblico la solita cultura assistenzialista piuttosto che l&#8217;adozione di soluzioni strutturali. Eppure, è giunta una notizia comunque importante.<br />
Proprio così: l&#8217;MPS ha dato una lezione di democrazia a tutti.<br />
Ha capito che l&#8217;occupazione di un luogo che rappresenta la sovranità popolare non può essere occupato ad oltranza tanto quanto una superstrada od un&#8217;altro servizio pubblico.<br />
<span style="text-decoration: underline;">E&#8217; il buonsenso degli stessi pastori dunque a mettere a tacere quanti, solo dopo i disordini di Cagliari, si erano accorti che i luoghi della democrazia non si devono forzare e si erano ridotti ad inventarsi i distinguo tra un Parlamento ed un Consiglio Regionale per giustificarlo, come se tali assemblee avessero un livello diverso di “farabutti da dover cacciare”</span>.<br />
La democrazia è sempre democrazia, a partire dal Congresso USA fino all&#8217;amministrazione del più scalcinato condominio di Kinshasa. E non sono le piazze o le minoranze a decidere chi è legittimato o meno a rappresentare una comunità, sia esso uno Stato od una semplice Regione/Nazione di tale Stato, ma la cabina elettorale. A prescindere da chiunque vinca.<br />
Fatto salvo questo intangibile concetto che non può albergare in chi si riempie la bocca di pacifismo e pluralismo (salvo poi arrogarsi il diritto di decidere cosa è giusto o sbagliato in spregio ai risultati delle urne), invitiamo proprio adesso l&#8217;indipendentismo a vigilare e farsi promotore dell&#8217;appoggio di cui necessita la piattaforma sviluppatasi grazie all&#8217;attivismo dell&#8217;MPS. Un risultato a cui i pastori sarebbero comunque potuti giungere senza occupare il Consiglio Regionale, con un chiaro servizio d&#8217;ordine e mettendo all&#8217;angolo le teste calde.<br />
Se quest&#8217;ultima operazione riescono a farla in contesti ben più difficili e complessi dei nostri, evidentemente non sarebbe stata un&#8217;utopia ma qualcosa di fattibile.<br />
Il muro contro muro non giova a nessuno.</p>
<p>Ma d&#8217;altra parte, l&#8217;ideologia post-resistenziale italiana che preme nei sinceri convincimenti di tanti indipendentisti Sardi – che hanno appoggiato l&#8217;occupazione dell&#8217;MPS &#8211; li induce tutt&#8217;ora a considerare le forze di Polizia come “avversarie”, al servizio del potentucolo di turno, ignorando invece che esse espletano un servizio pubblico che non solo nella democrazia, ma nella prassi del proprio lavoro, trovano il senso del proprio agire. Un esempio pratico?<br />
Secondo voi è pensabile che, durante una manifestazione di protesta, degli agenti possano far entrare in un luogo istituzionale dei soggetti che si presentano assieme ad individui urlanti, incappucciati e muniti di bottiglie di vetro?<br />
Ebbene, esistono ancora persone nel 2010 che poste di fronte a questo interrogativo vi accuserebbero di essere di “destra”, e contro la “sinistra”. Evitando così la risposta.<br />
Nella loro mentalità, frutto del loro fazioso attivismo politico del passato, le forze dell&#8217;ordine sono lo “strumento del padrone borghese che esercita il suo controllo sul popolino proletario”.<br />
Cambiano le forme e le parole ovviamente, ma la visione è sempre quella.<br />
In Scozia invece ci sono agenti indipendentisti, nell&#8217;Irlanda del Nord lo stanno diventando.<br />
Ed in Spagna?<br />
In Spagna, o meglio, in Catalogna il nazionalismo moderato avvicina alle istanze indipendentiste anche gli agenti. Nei Paesi Baschi invece il nazionalismo (quello di Batasuna) è riuscito a farsi illegalizzare.<br />
Evidentemente se uno Stato segue linee di condotta (giudiziarie e di intelligence) diverse nel suo stesso territorio, una buona dose di responsabilità non vanno sempre cercate nell&#8217;oppressione statale (laddove c&#8217;è), ma anche nel metodo che il nazionalismo territoriale assume nei confronti delle forze di sicurezza.<br />
In “Kurdistan” questo fenomeno fu segnalato dal fratello di Ocalan, che esule in Iraq, accusò il PKK (un tempo guidato attivamente dal celebre fratello) di essere uno strumento nelle mani dei Servizi Turchi, a scapito del Popolo Curdo.<br />
Da noi la miccia che giustifica il movimentismo (pacifico ma maldestro) è quello determinato dallo stato di crisi diffusa in cui versa il nostro territorio, così si stuzzicano tante brave persone convogliandole alla protesta ma, col metodo sbagliato.<br />
In Sardegna fortunatamente non abbiamo un indipendentismo politico munito di strutture paramilitari più o meno dichiarate, come succede all&#8217;estero. Abbiamo però ancora tanta cultura italiana, per giunta obsoleta.<br />
Il problema spesso per il nostro indipendentismo dunque non è il contenuto della rivendicazione politica, ma il metodo attraverso il quale viene presentato quel contenuto.<br />
E questo influisce inevitabilmente su due piani paralleli entro i quali dovrebbe muoversi il suo attivismo: nel primo non si capisce che, solidarizzando sul metodo sbagliato (come l&#8217;occupazione del Consiglio regionale) di una causa giusta (la soluzione della crisi economica), si delegittima e si lascia il campo aperto a dei rischi che proprio gli onesti, in caso di problemi, pagheranno. In questo caso perdendo anche una buona occasione di formare con responsabilità i propri attivisti. Nel secondo non si capisce che, solidarizzare con una categoria, come quella dei Pastori, eretta simbolicamente a mascotte delle istanze economiche e culturali del Popolo Sardo, si rivela essere un&#8217;arma a doppio taglio.<br />
Se infatti si è politicamente irrilevanti, si solidarizza nel momento sbagliato e si svanisce in quello giusto. Non perché i nostri movimenti indipendentisti si chiamino fuori dai problemi della nostra terra, ma perché non hanno credito nel porsi come interlocutori nel momento in cui, con poco peso, si ritroverebbero non protagonisti ma gregari, costretti magari, ad un certo punto, a veder svanire il mito.<br />
Quale mito?<br />
Quello dell&#8217;MPS eretto a baluardo del Popolo Sardo. Senza nulla togliere agli onesti pastori Sardi.<br />
<span style="color: #ff0000;">Che figura ci farebbe infatti chi ha sostenuto l&#8217;MPS con tale tesi dopo che i pastori, eventualmente, accetteranno la solita politica assistenzialista offerta dai partiti centralisti?</span><br />
Con quale faccia infatti un indipendentismo “gregario”, costretto ad inseguire l&#8217;MPS, dovrà infine solidarizzare con la politica centralista, vera mediatrice dei problemi del nostro “popolino proletario”? Perché essa solo sarà la vera interlocutrice dell&#8217;MPS.</p>
<p>Vi lascio con questo interrogativo, auspicando saggezza da parte dell&#8217;MPS e prudenza da parte dell&#8217;indipendentismo (che almeno dia un contributo al dibattito). Nel 1921 il Popolo Sardo non era socio-economicamente articolato come oggi e poteva facilmente trovare un solo referente politico come fu il vecchio Partito Sardo d&#8217;Azione.<br />
Ma fin dalla <em>Prima Repubblica</em> abbiamo capito che la tromba suonava uno spartito diverso&#8230;</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-MPS%20e%20democratzia.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/10/labc-del-sindacalismo-lmps-esce-dalloccupazione-consiliare-e-insegna-a-tutti-la-democrazia-lindipendentismo-solidarizzi-adesso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il PAR.I.S. a Punta Ampsicora ricorda i Sardi caduti contro i Romani</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/10/il-par-i-s-a-punta-ampsicora-ricorda-i-sardi-caduti-contro-i-romani/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/10/il-par-i-s-a-punta-ampsicora-ricorda-i-sardi-caduti-contro-i-romani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2010 13:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SOTZIEDADE]]></category>
		<category><![CDATA[ampsicora]]></category>
		<category><![CDATA[caduti]]></category>
		<category><![CDATA[paris]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[punta]]></category>
		<category><![CDATA[ricorda]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2066</guid>
		<description><![CDATA[Il movimento PAR.I.S. commemora i caduti Sardi delle battaglie contro gli invasori romani dell&#8217;antichità.
A Punta Ampsicora è stata dunque apposta una corona di fiori ed una bandiera con i colori dei 4 Mori e del proprio movimento, a ricordo, per gli anni a venire, di avvenimenti storici colpevolmente dimenticati presso la Pubblica Istruzione e quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/ME-Flag-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2067" title="ME Flag - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/ME-Flag-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="325" height="244" /></a>Il movimento PAR.I.S. commemora i caduti Sardi delle battaglie contro gli invasori romani dell&#8217;antichità.</p>
<p>A Punta Ampsicora è stata dunque apposta una corona di fiori ed una bandiera con i colori dei 4 Mori e del proprio movimento, a ricordo, per gli anni a venire, di avvenimenti storici colpevolmente dimenticati presso la Pubblica Istruzione e quindi presso la coscienza collettiva dell&#8217;odierno Popolo Sardo.</p>
<p>Il comunicato in <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/PARIS%20a%20Punta%20Ampsicora.pdf">PDF</a>.</p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/10/il-par-i-s-a-punta-ampsicora-ricorda-i-sardi-caduti-contro-i-romani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corriere della Sera: Botta e risposta con Sergio Romano sulla Sardegna</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/09/corriere-della-sera-botta-e-risposta-con-sergio-romano-sulla-sardegna/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/09/corriere-della-sera-botta-e-risposta-con-sergio-romano-sulla-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 17:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cafonal]]></category>
		<category><![CDATA[corriere]]></category>
		<category><![CDATA[dagospia]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[romano]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sergio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1964</guid>
		<description><![CDATA[La prima testata giornalistica d&#8217;Italia torna sul tema Sardegna, nell&#8217;edizione del 25-09-2010 sono infatti le blasonate penne di Rastelli, Stella e Rizzo a rendere conto al “Popolo Italiano” della parabola indipendentista, stavolta ascesa tra le stanze del Consiglio Regionale.
In passato ebbi modo di scambiare qualche battuta con lo storico Sergio Romano nella sua rubrica del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Romano-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1965" title="Romano - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/09/Romano-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="320" height="235" /></a>La prima testata giornalistica d&#8217;Italia torna sul tema Sardegna, nell&#8217;edizione del 25-09-2010 sono infatti le blasonate penne di Rastelli, Stella e Rizzo a rendere conto al “Popolo Italiano” della parabola indipendentista, stavolta ascesa tra le stanze del Consiglio Regionale.<br />
In passato ebbi modo di scambiare qualche battuta con lo storico Sergio Romano nella sua rubrica del quotidiano di via Solferino riservata al pubblico. Il mio intervento nasceva in occasione del discorso di insediamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poiché in esso, nonostante ricordasse le minoranze linguistiche del nostro ambiguo Stato, ometteva di menzionare quella Sarda: la maggiore.<br />
Il 20 maggio 2006 affermavo:</p>
<p><em>“Caro Romano,<br />
</em></p>
<p><em>Seguendo la cerimonia di insediamento del nuovo capo dello Stato, non ho potuto fare a meno di notare un passaggio alquanto discutibile che il neo-eletto presidente ha tenuto dinnanzi alla platea Parlamentare.<br />
Premessa tutta la stima possibile ed il riconoscimento per l’alto profilo istituzionale ricoperto da Napolitano, appare singolare che la sua sensibilità espressa nei riguardi delle minoranze linguistiche, lo abbia portato ad omettere il riconoscimento che la lingua Sarda (peraltro sancita da una legge della Repubblica Italiana) rappresenta la più vasta minoranza linguistica presente nel territorio dello Stato.<br />
Altro che Sud-Tirolo.<br />
Una gaffe che oscura una regione autonoma di oltre 1 milione e seicentomila abitanti quale la Sardegna, da anni impegnata in un difficile percorso volto a recuperare quel patrimonio storico-natzionalitario del tutto difforme dalla cultura Italiana.”</em></p>
<p>Si replicava:</p>
<p><em>“Le confesso che non mi riesce di considerare minoranza una comunità che ha avuto, dalla fine della guerra, due presidenti della Repubblica, altrettanti presidenti del Consiglio, numerosi dirigenti di partito, uno stuolo di generali, parecchi diplomatici e prefetti e, da ultimo, un ministro degli Interni.”</em></p>
<p>Infine il 29 maggio rincalzavo:</p>
<p><em>“Essendo lei persona dalla indubbia esperienza giornalistica e politica, non le sarà naturalmente sfuggito che le figure da lei menzionate, sebbene degne esponenti di rilevanti passaggi della vita istituzionale italiana, poco o nulla hanno a che vedere con la tutela di quelle peculiarità per cui da decenni ci si batte politicamente, a fronte di ingenti avversità. Sia dalle origini del Partito Sardo d’Azione, sia nelle sue più recenti espressioni sardiste e natzionalistiche.<br />
Battaglie perpetuamente oscurate da un meccanismo clientelare e mediatico saldamente in mano ad un sistema socio-politico difforme dalla nostra cultura identitaria Sarda.<br />
Non possiamo tuttavia nascondere che, anche parte dei demeriti della classe politica regionale nostrana, sono il frutto della litigiosità e dell’inadeguatezza (spesso per banalità ideologiche) delle forze politiche natzionalitarie che, nel corso degli anni, avrebbero dovuto rappresentare un capace strumento di deterrenza all&#8217;invadenza socio-politica italiana.<br />
Le ricordo che solo in tempi recenti la Regione Autonoma ha ottenuto leggi di valorizzazione e promozione delle peculiarità linguistiche quali quella dell’11 settembre 1997.<br />
Mentre nel presente si continua a ragionare su quali criteri adottare in fase di ristesura di un nuovo statuto regionale autonomo, magari anticamera di una futura riscrittura dai più ampi sospiri di carattere indipendentista.<br />
Cordialmente.”</em></p>
<p>Sono passati 4 anni, ed oggi il dibattito sull&#8217;indipendentismo, anticamera di quel necessario processo riformatore sulle nostre istituzioni, è giunto agli altari della cronaca politica grazie all&#8217;impegno del Partito Sardo d&#8217;Azione. Un piccolo cerchio si è chiuso, uno nuovo dovrà aprirsi.<br />
Ad esempio, come quello di non considerare le istanze territoriali come l&#8217;esclusivo prodotto di una sfavorevole congiuntura economica.<br />
Nell&#8217;ultimo ampio articolo di Stella e Rizzo pare essere solo l&#8217;economia uno dei motivi trainanti di questa nuova sfida lanciata dal sardismo. Si tratta invece di un fenomeno assai più complesso, che se nell&#8217;economia trova certamente la sua valvola di sfogo, lo stesso non può dirsi sul piano linguistico, storico e culturale.<br />
Il Corriere oggi ha un piccolo merito, ha affermato senza problemi che il nostro territorio ha dato all&#8217;Italia il suo primo contenitore istituzionale, cioè il Regno di Sardegna. Questione non da poco in un&#8217;Italia prossima ai festeggiamenti per i suoi 150 anni di unificazione, intrisi di disinformazione, mitologia ed ipocrisie patriottarde varie.</p>
<p>Con permesso, ma oggi i Sardi rivalutano quel passato. Un passato nel quale i diritti identitari non possono essere relegati in secondo piano rispetto al comunque importante profilo economico.<br />
Probabilmente, chi ha saputo leggere meglio i pruriti italiani non è stato il Corriere, ma il controverso giornalista Roberto D&#8217;Agostino, autore del noto sito “cafonal socio-politico” <em>Dagospia</em>, che in una recente intervista del maggio 2010, ha ricordato quanto ormai l&#8217;Italia sia lo show-business della politica. Non più insomma un circo mediatico condito da “Talpe 3, Pen-isole dei famosi 4 e Grandi Fratelli 20”, ma vedendo il Paese proprio come “Cafonal”:</p>
<p><em>“Il cafonal è l&#8217;esibizionismo pacchiano, che travolge tutti. Perché tutti vogliono comunicare agli altri chi vorrebbero essere, tentando di far dimenticare chi sono veramente”&#8230;</em></p>
<p>Come la “nazione” italiana.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Cafonal%20Corriere.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/09/corriere-della-sera-botta-e-risposta-con-sergio-romano-sulla-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Adesione al Comitato del Popolo Sardo contro il nucleare</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/07/adesione-al-comitato-del-popolo-sardo-contro-il-nucleare/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/07/adesione-al-comitato-del-popolo-sardo-contro-il-nucleare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 12:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[adesione]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalisti]]></category>
		<category><![CDATA[no]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[opposizione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardi]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1750</guid>
		<description><![CDATA[
Cari Lettori,
Senza alcun limite ideologico &#8220;di destra o sinistra&#8221;, per l&#8217;obiettivo di portare il Popolo Sardo al centro delle democratiche scelte che riguardano il suo futuro, aderiamo al Comitato di opposizione all&#8217;ipotesi del nucleare in Sardegna con una doppia motivazione:
1) Perché la Sardegna non solo produce fin da oggi il sufficiente fabbisogno energetico da fonti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/07/CSG-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1753" title="CSG - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/07/CSG-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="553" height="351" /></a></p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>Senza alcun limite ideologico &#8220;di destra o sinistra&#8221;, per l&#8217;obiettivo di portare il Popolo Sardo al centro delle democratiche scelte che riguardano il suo futuro, aderiamo al Comitato di opposizione all&#8217;ipotesi del nucleare in Sardegna con una doppia motivazione:</p>
<p>1) Perché la Sardegna non solo produce fin da oggi il sufficiente fabbisogno energetico da fonti convenzionali e con capacità di estensione alle rinnovabili, ma da sempre ne esporta tale surplus verso il resto d&#8217;Italia.</p>
<p>2) Perché la presenza di una centrale nucleare e/o di un deposito di scorie radiologiche &#8211; e  nonostante Paesi vicini come la Francia ospitino comunque centrali atomiche &#8211; aumenterebbe esponenzialmente inutili rischi a danno della Sardegna e incrinerebbe seriamente l&#8217;immagine dell&#8217;enorme patrimonio naturalistico Sardo. Le cui potenzialità economiche sono ancora da valorizzare.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Il comunicato del Comitato adottato a Santa Giusta il 4 luglio 2010: <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Comunicato%20no%20nucleare.pdf">PDF</a>.</p>
<p>Ass.ne U.R.N. Sardinnya &#8211; Nazionalisti Liberali Sardi, 06-07-2010.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Nota: Il Portale riprenderà le regolari pubblicazioni al termine della pausa estiva.</em></span></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/07/adesione-al-comitato-del-popolo-sardo-contro-il-nucleare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fortza Paris verso il Partito Nazionale Sardo. E gli altri?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/05/fortza-paris-verso-il-partito-nazionale-sardo-e-gli-altri/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/05/fortza-paris-verso-il-partito-nazionale-sardo-e-gli-altri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 19:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[fortza]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[paris]]></category>
		<category><![CDATA[partito]]></category>
		<category><![CDATA[pns]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[sardinnya]]></category>
		<category><![CDATA[sardo]]></category>
		<category><![CDATA[urn]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=1471</guid>
		<description><![CDATA[“C&#8217;è chi sta con Fini, Berlusconi o Bersani: noi stiamo con la Sardegna!”.
G. Scalas, presidente di Fortza Paris.
In Sardegna, all&#8217;ombra di cittadini ignari, è partita un&#8217;insolita competizione che porterà sempre più diversi partiti politici a contendersi un elettorato alquanto variopinto ma caratterizzato da una forte percentuale di autonomismo: Stiamo parlando di quella parte del Popolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Presidente-de-FP-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1473" title="Presidente de FP - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/05/Presidente-de-FP-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="279" height="378" /></a>“C&#8217;è chi sta con Fini, Berlusconi o Bersani: noi stiamo con la Sardegna!”.</em><br />
G. Scalas, presidente di Fortza Paris.</p>
<p>In Sardegna, all&#8217;ombra di cittadini ignari, è partita un&#8217;insolita competizione che porterà sempre più diversi partiti politici a contendersi un elettorato alquanto variopinto ma caratterizzato da una forte percentuale di autonomismo: Stiamo parlando di quella parte del Popolo Sardo che secondo diverse sfumature è consapevole dei limiti economici che il territorio subisce a causa del centralismo italiano (espresso in loco dall&#8217;esercizio del centrodestra e del centrosinistra, in assenza di un forte partito territoriale), ma si rivela altresì consapevole di una diversità storica e culturale mai approfondita, tantomeno diffusa dalla scuola e dai media italiani, che infatti ignorano o tacciono sulla forte valenza identitaria della Sardegna.<br />
Una cortina di nebbia che non fa emergere l&#8217;isola neppure a livello Europeo e, più ampiamente, a livello globale-internazionale.<br />
Questa proteiforme fascia di Sardi (che ci auguriamo cresca presto, per i motivi che vi diremo) vede la loro storia tagliata fuori dal sistema scolastico regionale tanto quanto vede tagliata fuori l&#8217;isola da politiche economiche incentrate sullo sviluppo, mentre la restante popolazione ignora addirittura che lo Stato Italiano permane in debito con la Regione per IVA pregressa mai pagataci in base ai dettami dello Statuto Autonomo. Si tratta di miliardi di euro.<br />
Da anni come U.R.N. Sardinnya sosteniamo che la Sardegna debba dotarsi di un forte partito territoriale, così come altri territori hanno già fatto, non solo esteri, ma persino interni alla Repubblica Italiana: Pensiamo alla Lega Nord (di cui tuttavia non condividiamo un certo substrato razzista), od all&#8217;SVP del Sud-Tirolo.<br />
Nel Regno Unito, ad esempio, lo Stato è formato da diverse nazioni e comunità. Tra queste, la Scozia esprime un forte Scottish National Party, oggi al comando delle amministrazioni locali.<br />
E&#8217; in questo generale spirito di rivalsa delle comunità non riconosciute e bistrattate che si può e si deve alimentare anche da noi la cultura di un forte Partito Nazionale (Sardo). I Sardi sono infatti la minoranza linguistica più grande della Repubblica Italiana.<br />
Possiamo affermare con coraggio che oggi la Sardegna può guardare con sincero ottimismo al futuro, abbiamo la nuova Fortza Paris. Un movimento territoriale soppravvissuto al terremoto del bipolarismo italiano &#8211; che attraverso il PDL ne assorbì una cospicua componente &#8211; ha fatto una precisa scelta di campo: Lavorare alla costituzione del <a href="http://www.partitosardo.org/">Partito Nazionale Sardo</a>.<br />
Un percorso che certamente non potrà concludersi in breve tempo ma che porterà alla necessità del dialogo, comunque già avviato da oltre un anno, tra varie forze politiche con finalità analoghe: Pensiamo, tra le varie, al Partito Sardo d&#8217;Azione ed a Sardigna Natzione.<br />
Movimenti che tuttavia rimangono ad oggi ancorati a strategie ed approcci differenti su cui l&#8217;elettorato fatica a trovare una solida base entro cui svilupparsi. La frantumazione politica di queste sigle, tutte divise da dottrine e personalismi ormai anti-storici, ne minano alla base la credibilità programmatica prima che quella strettamente ideologica: IRS è probabilmente il caso più emblematico in tal senso.<br />
Stavolta non si tratta più di chiacchiere, la riorganizzazione di Fortza Paris passa per una politica votata al potenziamento della Sovranità dell&#8217;isola, la quale avrà come punto di partenza il sostegno alla <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/DDL%201244-Noa%20Carta%20de%20Logu.pdf">proposta di revisione statutaria</a> creata qualche anno fa dal Comitato per la Nuova “Carta de Logu”, nonché sostenuta in Senato qualche anno fa dal Senatore Piergiorgio Massidda (tra i fondatori Sardi del PDL ed alle ultime provinciali in aperto dissenso col suo stesso partito).<br />
E sarà proprio Fortza Paris a <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Comunicato%2005-05-10%20URN%20Sardinnya-FP.pdf">sostenere</a> nelle elezioni del Cagliaritano l&#8217;On. Massidda per la Presidenza della Provincia e non la casta del PDL.<br />
Ci auguriamo che presto anche gli amici del PSD&#8217;AZ possano convergere su un progetto analogo, comunque già nei programmi comuni, senza l&#8217;avvio di una stagione di nuove reciproche incomprensioni che ormai si ritengono frutto del passato.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Si abbandonino pertanto sentimenti tesi a monopolizzare lo specifico ambito del Nazionalismo Sardo contrastando sigle analoghe</span>. Solo il dialogo potrà risolvere le singole vertenze. Ed a limite sfociare in un Fronte Natzionale Sardo.</p>
<p>Il coraggio di Fortza Paris sarà infatti di stimolo per tutto l&#8217;ambiente autonomista (ma anche indipendentista) ad abbandonare il desueto costume della polemica fine a se stessa, ma anche e sopratutto di quella fascia di autonomisti, di impronta populista, politicamente nati sotto la stella del “Gattopardo”:<br />
Stiamo parlando di quei politici che con grandi promesse destinate al Popolo Sardo, in realtà, proseguono con la normale amministrazione che affermano di voler riformare, creando di fatto le condizioni pratiche per separare le chiacchiere dai fatti, e riducendo la politica autonomista a pura retorica. <span style="text-decoration: underline;">Si tratta di una vergogna che deve finire</span>. E lo diciamo proprio ad alcuni Sardisti.<br />
La corda, come la fiducia, non potrà essere tirata all&#8217;infinito.<br />
Nel breve termine non sarà possibile modificare questo stato di cose, questo dipenderà anche da Voi elettori. Dipenderà dalla Vostre scelte e dalla Vostra fiducia.<br />
Nel medio termine, in considerazione della scarsa valenza contrattuale delle forze politiche Sarde (così divise) rispetto a quelle italiane, sarebbe comunque un successo ed una soluzione di alto profilo, oltre che di equilibrio (rispetto ad una minoranza indipendentista), avere un prossimo Presidente della Regione con personalità come Massidda, Paolo Maninchedda o terzi del circuito politico identitario:<br />
Perché a prescindere dalle singole posizioni di ognuno, anche divergenti, questi nomi si sono distinti per la promozione (in sedi istituzionali) delle istanze oggi necessarie alla Sardegna.<br />
Aspettiamo anche di vedere come si evolverà la linea di Renato Soru, che ci auguriamo voglia promuovere <em>Sardegna Democratica</em> in qualità di partito, a fronte di quel macroscopico errore politico che fu la fusione di <em>Progetto Sardegna</em> nel PD. D&#8217;altra parte, il “metodo Vendola” fa già proseliti: I due poli principali sono così scalcinati al punto da dover schierare doppie punte alle amministrative. Seguiremo anche il lavoro dei Riformatori Sardi. Ma nel presente e per il futuro, Fortza Paris ha creato un fondamentale precedente (che ci auguriamo tutti possa svilupparsi): Ha tracciato una linea politica; un percorso; una direzione.<br />
<span style="color: #0000ff;">Una direzione il cui approdo comunque non potrà essere completato in solitudine, perché un PNS non potrà mai essere la riforma di una sola sigla politica ma la sintesi programmatica di più movimenti politici.</span><br />
Non abbiamo invece bisogno del centralismo, di forze italiane immature e prive di contenuti che oggi competono con i nostri partiti parlando di Sovranità e soluzioni che non troveranno alcun appoggio sostanziale nelle segreterie romane da cui dipendono; calati e “benedetti” dall&#8217;alto. Non solo perché Roma “non vorrebbe”, ma perché comunque non potrebbe: L&#8217;Italia stessa infatti e la sua politica versano in un profondo stato di crisi e confusione.<br />
E come ci ricorda anche il Presidente di Fortza Paris Gianfranco Scalas, dobbiamo imparare a camminare sulle nostre gambe. Anche perché <a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/urn-sardinnya-intervista-gianfranco-scalas/">altrove sappiamo già farlo nei confronti della Repubblica</a>.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Noi Sardi abbiamo contribuito a fare l&#8217;Italia, oggi dobbiamo pensare alla Sardegna</span>.<br />
Abbiamo proprio a che fare con un Italia capace di litigare con se stessa non solo all&#8217;opposizione ma addirittura in maggioranza (si vedano le recenti polemiche interne al PDL).<br />
E pensate, mentre i media diluiscono i problemi generali con il dorato circus del calcio a 5 stelle, persino l&#8217;informazione viene degradata al fine di nascondere questo clima di reciproca diffidenza:<br />
Ad esempio nel TG5 delle ore 20 del 23 aprile scorso, scomparve la notizia del giorno (di primo piano) sulla strigliata data dalla Lega Nord (attraverso Bossi) al PDL sulle riforme da fare: Come quella sul federalismo. Non abbiamo bisogno di questi signori.</p>
<p>U.R.N. Sardinnya dunque continuerà a dare il suo contributo a Fortza Paris così come a tutte quelle forze politiche impegnate nel difficile <span style="text-decoration: underline;">ma oggi possibile</span> cammino dell&#8217;Unità.<br />
Il “voto utile” non è più quello di scegliere i partiti italiani.</p>
<p>Coraggio e Fortza Paris!</p>
<p><em>Di Melis Roberto e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20FP%20verso%20il%20PNS.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/05/fortza-paris-verso-il-partito-nazionale-sardo-e-gli-altri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

