<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; palomba</title>
	<atom:link href="http://www.sanatzione.eu/tag/palomba/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sanatzione.eu</link>
	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
	<lastBuildDate>Thu, 22 Oct 2026 20:18:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Disastro di Furtei: Ecco perché il centrosinistra non ha minori responsabilità di Cappellacci</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2014/02/disastro-di-furtei-ecco-perche-il-centrosinistra-non-ha-minori-responsabilita-di-cappellacci/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2014/02/disastro-di-furtei-ecco-perche-il-centrosinistra-non-ha-minori-responsabilita-di-cappellacci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2014 22:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cappellacci]]></category>
		<category><![CDATA[cianuro]]></category>
		<category><![CDATA[furtei]]></category>
		<category><![CDATA[gold]]></category>
		<category><![CDATA[lago]]></category>
		<category><![CDATA[mining]]></category>
		<category><![CDATA[oro]]></category>
		<category><![CDATA[palomba]]></category>
		<category><![CDATA[sardinia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=9099</guid>
		<description><![CDATA[Cari Amici, in poche righe vi suggeriremo come sia stato possibile creare un lago di cianuro in Sardegna facendo credere ai Sardi l&#8217;assenza di responsabilità politiche. 1997, a Furtei la Giunta Palomba di centrosinistra partecipa alla fusione del primo lingotto d&#8217;oro. E&#8217; una nuova era, la scoperta dell&#8217;oro e la sua estrazione sembra presagire un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Lago-di-cianuro-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9100" title="Lago di cianuro - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/Lago-di-cianuro-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="211" /></a>Cari Amici, in poche righe vi suggeriremo come sia stato possibile creare un lago di cianuro in Sardegna facendo credere ai Sardi l&#8217;assenza di responsabilità politiche.</em></span></p>
<p>1997, a Furtei la Giunta Palomba di centrosinistra partecipa alla fusione del primo lingotto d&#8217;oro. E&#8217; una nuova era, la scoperta dell&#8217;oro e la sua estrazione sembra presagire un futuro radioso. La classe politica promette posti di lavoro, e del resto, notate bene, la Regione arriva a detenere il 30% della Sardinia Gold Mining, incaricata del lavoro. Vediamo quindi l&#8217;aspetto societario di questa impresa, poi brevemente l&#8217;aspetto tecnico/economico e infine quello politico. E&#8217; bene illustrare immediatamente tre aspetti:</p>
<p>1) La società, creata dalla maggioranza societaria di due aziende estrattive australiane (35 + 35%), vede la partecipazione pubblica assieme a quella privata.<br />
2) La percentuale di compartecipazione pubblica ha un triplice obiettivo: a) monitorare l&#8217;evoluzione dei lavori; b) assicurare dei posti di lavoro da manodopera locale; c) produrre utili, se possibile, e valorizzare l&#8217;impegno generale nel progetto.<br />
3) Il privato, in rapporto alla compartecipazione pubblica e alle leggi vigenti nel territorio, non ha mano libera. Significa che l&#8217;azienda può operare solo se le sue attività vengono di volta in volta rilevate e ritenute compatibili alla normativa del settore.</p>
<p>Adesso facciamo un salto nel 2002. Attenzione, dopo che l&#8217;attività estrattiva è in vigore da 5 anni e vi sono già accuse di inquinamento ambientale (con la presenza dei laghi di cianuro), Ugo Cappellacci, allora amministratore locale della SGM, consegna la seguente dichiarazione al quotidiano <a href="http://www.sardiniapost.it/politica/cappellacci-cosi-parlo-il-presidente-della-sardinia-gold-mining/" target="_blank">L&#8217;Unione Sarda</a>: <em>«La nostra attività è sotto controllo da una decina di soggetti pubblici con monitoraggi continui e costanti. […] Di fatto l’attività estrattiva prosegue a oltre tre anni dalla scadenza prevista, e i bilanci sono stati chiusi in sostanziale pareggio».</em></p>
<p>Cerchiamo di capire: i controlli pubblici non sono mancati, ed è ovvio, vista la natura dell&#8217;iniziativa in corso. Ma nessuno rileva un danno ambientale. La Regione stessa, parte in causa del progetto con gli australiani, attraverso la <a href="http://www.progemisa.it/" target="_blank">Progemisa</a>, prosegue indisturbata. D&#8217;altra parte perché fermarsi? Un utile vero e proprio non c&#8217;è, si parla di pareggio. E “pareggio” in una attività mineraria nel settore aurifero significa due cose: poca resa, molto cianuro. Tecnicamente il cianuro viene impiegato nel processo di lisciviazione, che serve a purificare l&#8217;oro grezzo estratto. Minore sarà la quantità di metallo nobile da estrarre, maggiore sarà la quantità di materiali da rimuovere per avere oro, quindi con un incremento d&#8217;uso del cianuro, tossico per uomo e ambiente.<br />
Traduzione per sprovveduti: a Furtei la produzione aurifera non è particolarmente conveniente, a meno che non si inquini avendo carta bianca per farlo. Ecco perché nel 2005 la Sardinia Gold Mining chiede ancora altri lotti su cui avviare l&#8217;attività. Quel poco che sono riusciti a incassare ha fatto danni, da lì non si cava più molto, devono spostarsi per aumentare l&#8217;incasso e fare altri danni.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Insomma, se l&#8217;azienda ha inquinato ed ha continuato a farlo, è perché i controlli pubblici (che sono anche societari e quindi politici, tramite la Progemisa), <span style="text-decoration: underline;">lo hanno consentito</span>. Ma chi ha governato la Regione dal 1997 al 2002? La giunta di centrosinistra di Federico Palomba, che grazie all&#8217;assessorato all&#8217;industria Mario Pinna ha battezzato l&#8217;inopportuna iniziativa. Tale assessorato non ha evidentemente verificato il rapporto costi/benefici dell&#8217;attività estrattiva a seguito della sua messa in opera. E ancora più grave sarebbe il contrario. Ma mentre il cianuro colava, Palomba cedeva il governo della Regione a Mauro Pili, allora esponente di Forza Italia. Era il 1999, e nello stesso anno il centrosinistra spodestava Pili tornando al governo con il popolare Gian Mario Selis. Successivamente governeranno Mario Floris e ancora Pili (più tardi si scoprirà che in quei convulsi anni parte dei residuati tossici di Furtei finiranno nei lavori di un tratto della statale 131, la principale arteria viaria della Sardegna. Ma questa è un altra storia).<br />
Eppure, nonostante più tardi Renato Soru abbia negato la concessione di nuovi lotti alla SGM, il cianuro non ha smesso di colare, senza che nessuno intervenisse, Soru compreso (perché disturbare l&#8217;allora “governo amico” di Prodi?). Inutile ricordare che neppure durante la Giunta Cappellacci sono stati compiuti passi avanti per fermare il cianuro, che ancora dopo la fine delle attività della SGM e l&#8217;inchiesta sul disastro ambientale continua ad inquinare l&#8217;ambiente. Ma la ciliegina sulla torta è un altra: come al solito non ci sono responsabilità politiche – e magari penali – dirette. La Sardinia Gold Mining è fallita, l&#8217;oro potrebbe essere finito alle isole Cayman. E i politici locali? Chissà se qualcuno ha intascato qualcosa. Nel dubbio, beh, loro vi dicono che non c&#8217;entrano nulla, non sapevano. Sono stati solo quei farabutti degli australiani.<br />
Proprio così, nel 2014 una Regione che aveva il 30% di partecipazione in una società estrattiva (e che faceva dei regolari controlli) vi dice che non sapeva niente e che le responsabilità sono tutte del 70% degli australiani.</p>
<p>Per chi ci crede.</p>
<p><em>Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2014/02/URN-Sardinnya-Lopinione-Sul-disastro-di-Furtei.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2014/02/disastro-di-furtei-ecco-perche-il-centrosinistra-non-ha-minori-responsabilita-di-cappellacci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IDV e politica Sarda: I buoi continuano a dar dei cornuti agli asini</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/10/idv-e-politica-sarda-i-buoi-continuano-a-dar-dei-cornuti-agli-asini/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2010/10/idv-e-politica-sarda-i-buoi-continuano-a-dar-dei-cornuti-agli-asini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 06:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[cappellacci]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco]]></category>
		<category><![CDATA[idv]]></category>
		<category><![CDATA[palomba]]></category>
		<category><![CDATA[pintore]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=2009</guid>
		<description><![CDATA[Per il gusto cinico della realtà, poco incline a fare i conti con i fiorentinismi della politica, mentre i pastori sardi erano impegnati a Porto Torres in una delle più drammatiche loro manifestazioni, a Cagliari si apriva la crisi del governo regionale. Quando si dice scollamento tra politica e cittadini, incomunicabilità tra bisogni reali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Pintore-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2010" title="Pintore - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/10/Pintore-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="222" height="280" /></a>Per il gusto cinico della realtà, poco incline a fare i conti con i fiorentinismi della politica, mentre i pastori sardi erano impegnati a Porto Torres in una delle più drammatiche loro manifestazioni, a Cagliari si apriva la crisi del governo regionale. Quando si dice scollamento tra politica e cittadini, incomunicabilità tra bisogni reali e appetiti indotti dalla virtualità chiamata “visibilità dei partiti”.<br />
I partiti hanno nuovamente cannibalizzato il Consiglio regionale, consumando così l&#8217;ultima barbarie. Parole forti, ma non si riferiscono a queste ultime poco esaltanti vicende. Sono state pronunciate il 10 marzo dall&#8217;allora presidente regionale Federico Palomba dopo l&#8217;ennesimo agguato tesogli dalla maggioranza di centrosinistra che lo appoggiavano ed era divisa da altri appetiti, dilaniata come quella attuale di centrodestra che appoggia, si fa per dire, Cappellacci.<br />
Con questo, per di più: i consiglieri di questa maggioranza (insieme a quelli dell&#8217;opposizione) rischiano di perdere scanni e stipendi se Cappellacci si dimette; quell&#8217;altra rischiava, al più, di dover eleggere un altro presidente. Leggi elettorali differenti. In politica, pare, difetta la memoria. È singolare, così, leggere le reazioni del centrosinistra alle dimissioni del presidente della Regione, improntate alla rimozione del suo passato. Fra i rimotori c&#8217;è proprio Palomba, oggi senatore dell&#8217;IdV: <em>“Nessun rattoppo potrà rimettere in sesto il vestito lacerato della destra, tanto a Roma quanto a Cagliari. Oramai il processo di decomposizione della defunta maggioranza di governo è arrivato al punto di non ritorno”</em><br />
Il che può essere anche vero, ma suona curioso detto da chi, in cinque anni di governo fra il 1994 e il 1999, dovette sopportare cinque crisi aperte da una maggioranza dal “vestito lacero” e in preda ad un “processo di decomposizione” come gli allora oppositori non mancavano di denunciare, chiedendo, come chiede lui oggi, di tornare alle urne. Insomma, cambiano i protagonisti ma il copione rimane immutato. E neppure un piccolo sforzo di inventiva per renderlo interessante agli spettatori di questa commedia.<br />
Ho rintracciato un commento, scritto il 10 gennaio 1999 sul quotidiano che pure fiancheggiava il governo dei “progressisti”, che dovrebbe rinfrescare la memoria a chi la sta perdendo. Si chiedeva se il presidente Palomba avrebbe avuto coraggio o se <em>“continuerà ad essere strumentalmente usato come capro espiatorio di una legislatura fallimentare: tale per responsabilità di tanti che hanno giocato al massacro dal primo giorno. &#8230; Avesse restituito al mittente, ficcandoglielo in quel posto, l&#8217;arrogante foglietto della sconveniente «Giunta del bigliettino», Palomba sarebbe diventato un eroe dimettendosi. Ci sono atti non compiuti che segnano più di un gesto esemplare: restano nella memoria, incancellabili e irrimediabili, come omissione inescusabile”.</em><br />
Purtroppo non è vero che restano nella memoria, sono cancellati. E allora è forse utile ricordare che cosa fu la “giunta del bigliettino”: è quella che Palomba annunciò, dopo una imbarazzante seduta del Consiglio che attendeva di conoscerla, solo dopo che un commesso gli ebbe consegnato, in piena seduta del Parlamento, un pezzo di carta su cui i segretari di partito avevano scritto i nomi degli assessori da nominare. Siccome la storia non si ripete mai uguale a se stessa, forse Cappellacci ha imparato dalla magra figura del suo predecessore e, almeno, le dimissioni le ha minacciate.<br />
I pastori, assaltando i tir provenienti da Barcellona, hanno scoperto pecore e maiali in arrivo dalla Spagna, pronti a vestire i Quattro mori e a invadere il mercato sardo sotto mentite spoglie di maialetti made in Sardegna. La Legler ha chiuso definitivamente i battenti. La promettente discussione sullo Statuto sardo rischia di trasformarsi in accademia. E la politica sarda continua a bisticciare su chi ha le corna più lunghe.</p>
<p>Di <a href="http://gianfrancopintore.blogspot.com/">Gianfranco Pintore</a>.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20L%27opinione-Pintore%20sulla%20politica%20Sarda.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2010/10/idv-e-politica-sarda-i-buoi-continuano-a-dar-dei-cornuti-agli-asini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
