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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; muro</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>9 novembre 1989: cade il muro di Berlino, sale la libertà</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 01:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[9 novembre 1989: trent&#8217;anni fa il crollo del muro di Berlino. Il crollo più rumoroso della storia portò alla riunificazione della Germania, annunciò l&#8217;inevitabile implosione dell&#8217;Unione Sovietica e permise la nascita di una nuova Europa, spalancando le porte all&#8217;indipendenza, alla democrazia e allo sviluppo economico per tanti popoli che poterono sottrarsi alla barbarie del regime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>9 novembre 1989: trent&#8217;anni fa il crollo del muro di Berlino. </em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Il crollo più rumoroso della storia portò alla riunificazione della Germania, annunciò l&#8217;inevitabile implosione dell&#8217;Unione Sovietica e permise la nascita di una nuova Europa, spalancando le porte all&#8217;indipendenza, alla democrazia e allo sviluppo economico per tanti popoli che poterono sottrarsi alla barbarie del regime comunista.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ciò nonostante, la vittoria del capitalismo e delle liberaldemocrazie occidentali non ha fatto appieno tesoro di quel risultato: ancora oggi populismi di destra e sinistra minacciano un ritorno a ideologie di morte e miseria.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Per ricordare il clima di quegli anni, ecco una premessa storica, con qualche aneddoto del viaggio di un giovane Bomboi, mio padre, nell&#8217;URSS di Breznev.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/11/Bomboi-in-Praga-SaNatzione.eu_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17806" title="bomboi-in-praga-sanatzione-eu" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/11/Bomboi-in-Praga-SaNatzione.eu_.jpg" alt="" width="605" height="510" /></a></p>
<p>Sin dai primi anni &#8217;70 era ormai evidente che l&#8217;URSS stava perdendo terreno nella sfida dell&#8217;innovazione tecnologica con l&#8217;occidente, fulcro, come informa la letteratura economica, di ogni serio sviluppo. La decimazione della proprietà privata e del libero mercato aveva compromesso le capacità di Mosca nel produrre e diffondere efficienti beni e servizi. La crisi si trascinerà sino ai tardi anni &#8217;80, quando sarà ormai del tutto evidente quanto il socialismo fosse incapace di generare nuova ricchezza, salvo quella estratta dal lavoro dei popoli sottomessi alla dittatura.<br />
Come se non bastasse, il regime continuava a far sparire o spedire oppositori nei campi di concentramento, invadendo altri Paesi, pensiamo all&#8217;Afghanistan, e finanziando all&#8217;estero le più disparate attività in chiave anti-occidentale: da partiti, movimenti e governi comunisti di Paesi democratici e non. Sino ad intellettuali, artisti, organizzazioni sovversive e associazioni pacifiste varie.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Nel frattempo, la Repubblica Federale Tedesca macinava importanti successi economici e sociali, da cui invece la Germania dell&#8217;est rimase tagliata fuori. Per 28 anni, dal 1961 al 1989, una militarizzata muraglia di cemento separò non solo l&#8217;economia ma un popolo intero e tantissime famiglie. A Berlino il “paradiso socialista” spinse tantissime persone a morire e rischiare la vita per tentare la fuga verso l&#8217;ovest, ma mai tantissime persone tentarono di andare verso est.</p>
<p>Tra chi si avventurava ad est vi erano poche categorie di eroi: politici, soprattutto comunisti, intellettuali e turisti vari. Tra questi, assieme a degli amici sardi, un giovane Bomboi, mio padre, emigrato per lavoro nella Opel di General Motors, che all&#8217;epoca era uno dei più grossi marchi automobilistici europei e produceva ammiraglie come la Diplomat, non inferiori alle concorrenti Mercedes e BMW.</p>
<p>Ebbene, tra gli operai della Opel si trovavano diverse categorie di persone: tedeschi e immigrati vari, persone disinteressate alla politica, ma anche ex nazisti ed ex comunisti. Alcuni letteralmente fuggiti dall&#8217;URSS. Un giorno uno di loro venne a conoscenza della “gita” che mio padre aveva organizzato verso Praga, appena dilaniata dai carri armati sovietici, e gli chiese un favore molto semplice: portare denaro e alcuni beni di conforto alla famiglia rimasta nell&#8217;ex Cecoslovacchia.<br />
Ma alla fin fine questo denaro non venne mai consegnato.<br />
L&#8217;esule decise di non esporre mio padre ad un rischio simile, perché &#8211; disse -, qualora fosse incappato in qualche invadente perquisizione, sarebbe stato arrestato come “spia” e magari deferito alla Stasi (verso la DDR) o al KGB, famigerati servizi di intelligence. La “primavera di Praga” aveva generato un clima particolarmente oppressivo.<br />
Eppure, quando il viaggio si concretizzò, le guardie sovietiche di frontiera non parvero troppo interessate alle idee dei turisti sardi, quanto alle loro tasche: ripulirono letteralmente le scorte di bevande e alimenti che i viaggiatori si erano portati dietro in auto.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/11/Berlin-Brandenburger-Tor.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-17813" title="berlin-brandenburger-tor" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/11/Berlin-Brandenburger-Tor.jpg" alt="" width="330" height="210" /></a>A quel tempo infatti essere una guardia di frontiera costituiva un privilegio, perché recava dei vantaggi: poteva intascare piccoli beni di consumo, o somme di denaro, dagli occidentali che entravano ed uscivano dall&#8217;URSS. Gruzzoletti che in patria non avrebbero mai potuto ottenere.</p>
<p>Giunta a Praga la combriccola di sardi prese in affitto un appartamento presso una famiglia locale. Ma non chiamatelo “affitto”, la donna di casa scongiurò mio padre di non dire mai in pubblico una parola del genere. Se le autorità fossero venute a conoscenza dell&#8217;accordo, avrebbero inquisito o arrestato la signora in qualità di “imprenditrice”, “nemica del popolo e dello Stato, che aveva ceduto alle lusinghe del capitalismo occidentale traendone un profitto personale”.<br />
I privati infatti avrebbero potuto unicamente ospitare gratis gli “amici” occidentali, previo assenso delle autorità, e non certo dietro un corrispettivo di denaro.</p>
<p>In conclusione, queste curiosità denotano la triste realtà dell&#8217;esperienza sovietica: un mondo immobile, dominato dalla paura, dove veniva pubblicamente impedita a chiunque la possibilità di migliorare la propria dimensione individuale e familiare, che trovava pochi spazi di libertà nella sola sfera privata e nell&#8217;unico serio mercato esistente, quello in nero. Sommerso agli occhi delle ipocrite autorità deputate a reprimerlo.</p>
<p>Non date mai per scontata la libertà raggiunta nel 2019. Pochi decenni fa c&#8217;è chi è morto nel tentativo di raggiungerla, aggrappandosi ad un muro costruito da un sogno. Un sogno trasformatosi in un incubo, la più grande prigione a cielo aperto della storia: il comunismo.</p>
<p>- <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/11/URN-Sardinnya-Esteri-Berlino-1989-2019.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Berliner Mauer 1989 &#8211; 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 17:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[28 anni di terrore, delusioni, privazioni ed una politica che non ha diviso solo una città ma il mondo intero. Sono passati 20 anni esatti dal primo colpo contro il Muro di Berlino per il suo abbattimento. Oggi il muro non c&#8217;è più, come non ci sono più Sardi come Pietro Porcu di Modolo (OR), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-704" title="Berlinu - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Berlinu-URN-Sardinnya1.gif" alt="Berlinu - URN Sardinnya" width="480" height="356" /></p>
<p>28 anni di terrore, delusioni, privazioni ed una politica che non ha diviso solo una città ma il mondo intero.</p>
<p>Sono passati 20 anni esatti dal primo colpo contro il Muro di Berlino per il suo abbattimento. Oggi il muro non c&#8217;è più, come non ci sono più Sardi come Pietro Porcu di Modolo (OR), che morì a causa delle percosse subite dalla STASI (la famigerata polizia segreta della DDR). La sua &#8220;colpa&#8221;? Nel 1971 venne scoperto ed arrestato nel tentativo di far scappare la sua compagna tedesca dalla zona est del Muro. E forse Pietro aveva un destino analogo a quello di molti Sardi: Costretti all&#8217;emigrazione verso la Germania federale, in fuga da un&#8217;Italia dall&#8217;economia fallimentare. Dal 1961 (anno di costruzione della barriera tra i due volti della Germania) al 1989 sono morte circa 133 persone nel tentativo di oltrepassare il confine, spesso nei modi più bizzarri. Ma pare che le vittime siano più di 200.<br />
E&#8217; passata alla storia la visita del presidente USA Kennedy nel 1963 quando, contestando la costruzione del muro che avrebbe diviso la Germania e l&#8217;Europa, pronunciò la frase: &#8220;Ich bin ein Berliner&#8221;, (&#8220;Io sono un Berlinese&#8221;).</p>
<p>Secondo molti osservatori il Muro, o meglio, l&#8217;epoca bipolare della guerra fredda avrebbe rappresentato un&#8217;era &#8220;dorata&#8221; nella quale la stabilità è stata il perno della politica internazionale.<br />
Fino a prova contraria, i conflitti sono esistiti sia sotto l&#8217;ombrello delle superpotenze che oggi, senza l&#8217;incubo dell&#8217;imperialismo sovietico alle porte.<br />
Paesi come l&#8217;Afghanistan furono invasi ieri da Mosca come sono oggetto di intervento militare oggi da parte della NATO: nel tentativo di eradicare via (per <a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/13/165/">ragioni geostrategiche</a>) una minaccia Talebana finanziata in passato sempre da noi occidentali.<br />
Nel 2009 abbiamo la sfida del terrorismo globale che permea le politiche di sicurezza tra gli stati, ma nella seconda metà del &#8217;900 abbiamo avuto la minaccia nucleare ed il terrore di regime in singoli Paesi che hanno operato come strumenti di pubblica stabilizzazione.<br />
Il vincolo della paura può essere considerato una forma di progresso civile o comunque di stabilità?<br />
Probabilmente nò.</p>
<p>La moderna globalizzazione economica seguita al crollo dello statalismo non è che la naturale evoluzione dei commerci del passato, non solo economici, ma persino quelli dati dall&#8217;interscambio culturale, le cui correnti animavano le corti aristocratiche e le convenzioni religiose della vecchia Europa (Cattolicesimo, protestantesimo, calvinismo, anglicanesimo, ecc). La grande sfida del presente non è quella di adagiarsi verso l&#8217;omologazione ma quella di divulgare le diversità come patrimonio universale.</p>
<p>La caduta del muro è stato un atto umano prima che storico, ha consentito ad un Popolo diviso di riabbracciarsi (con l&#8217;unificazione tedesca seguita il 3 ottobre del 1990) ed ha consentito la dissoluzione di un regime totalitario come l&#8217;URSS nell&#8217;atto finale di un processo avviato anni prima grazie a Solidarnosc, il sindacato dei lavoratori polacchi di Lech Walesa.<br />
La fine dell&#8217;economia pianificata ha consentito un lento ma progressivo miglioramento delle condizioni economiche di alcuni Paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia.<br />
Rimangono altri muri in Europa e vicino a noi, come quello della contestata isola di Cipro tra Grecia e Turchia e quello a ridosso della Cisgiordania in Medio Oriente.<br />
Il mondo è ancora un luogo insicuro e la nascita delle Nazioni Unite nel secondo dopoguerra non ha impedito le nuove disparità sociali presenti nei 5 continenti.<br />
Ma la grande lezione che abbiamo appreso con la caduta del Muro di Berlino è la consapevolezza di sapere che la libertà dei Popoli non potrà mai avvenire sotto l&#8217;incubo di un regime (vedasi in passato il caso Jugoslavo o l&#8217;attuale Iran) perché solo la democrazia può e potrà fornire quegli strumenti di tutela alle minoranze che ancora non godono dei più elementari diritti.</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Di Corda M. &amp; B. Adriano.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Esteri;%20Berliner%20Mauer.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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