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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; mare</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Castiadas, un caso emblematico del turismo sardo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2018 13:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi con la famiglia sono stato a Castiadas: parcheggio di 10 euro per poter accedere alla spiaggia, occupazione e servizi zero, con grave rischio per la sicurezza delle persone in caso di incendi o altre emergenze, a causa della congestione del traffico. Tutto ciò giustificato dalla &#8220;tutela dell&#8217;ambiente&#8221;. E questo sarebbe &#8220;turismo&#8221;? Parla Pierpaolo Fois, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Oggi con la famiglia sono stato a Castiadas: parcheggio di 10 euro per poter accedere alla spiaggia, occupazione e servizi zero, con grave rischio per la sicurezza delle persone in caso di incendi o altre emergenze, a causa della congestione del traffico.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Tutto ciò giustificato dalla &#8220;tutela dell&#8217;ambiente&#8221;. E questo sarebbe &#8220;turismo&#8221;?</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1736845596384499" target="_blank">Parla Pierpaolo Fois</a>, ingegnere di Quartucciu.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/07/Castiadas-Foto-di-Pierpaolo-Fois.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16605" title="castiadas-foto-di-pierpaolo-fois" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/07/Castiadas-Foto-di-Pierpaolo-Fois.jpg" alt="" width="605" height="454" /></a></p>
<p>Castiadas, Monte Turno.</p>
<p>Oggi con la famiglia sono stato in questa località. Sorpresa! Il parcheggio a pagamento é salito, rispetto all&#8217;anno scorso, dai 5 € a 10 € al giorno.</p>
<p>Ormai siamo destinati a stare in casa. Non solo la continuità territoriale ci impone prezzi proibitivi sia per le navi che per gli aerei, ma oggi non possiamo andare liberamente neanche al mare a casa nostra.</p>
<p>Sotto le mentite spoglie della tutela delle coste e degli habitat naturali si nascondono, a mio avviso, i tentativi per scoraggiare le famiglie normali, quelle che non godono dei vari privilegi, di avvicinarsi ai meravigliosi posti della nostra isola. E per tutelare i proprietari delle case al mare, oltre Monte Turno, vedasi Cala Pira, la spiaggia vicino all&#8217;hotel dei Re sempre a Castiadas.</p>
<p>Con tutta una serie di strategie di divieti di sosta, nonché parcheggi annuali a pagamento per poi sparire sino all&#8217;anno successivo&#8230;. e si continua. Il tutto per allontanare la &#8220;plebe&#8221; dai posti &#8220;in&#8221;.</p>
<p>Torniamo a Monte Turno. Passi che si paghino i 10 euro, mi chiedo: per quali servizi? Si crea occupazione? Nulla di tutto questo. Occupazione uguale a zero.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />C&#8217;é un &#8220;mangia monete&#8221; e basta, pari a 5 euro per mezza giornata e 10 euro per l&#8217;intera giornata. Tra l&#8217;altro questo sistema é illegittimo perché ci dev&#8217;essere o il cambia monete o il POS per pagare con il bancomat. L&#8217;utenza non può fare 50 Km per giungere sul posto per poi andar via poiché gli è impedito di pagare. Chi si vede multato può fare ricorso, certo di vincerlo e chiedere anche rimborso delle spese legali.</p>
<p>Come potete vedere dalla foto, su uno sterrato oltre 6000 metri quadrati e con oltre 500 macchine, non c&#8217;era una persona che regolamentasse il traffico. Ho assistito, per fortuna in un momento di tranquillità, a veicoli che non potevano andare avanti o indietro perché mancava un senso di circolazione nelle corsie.</p>
<p>Mi domando: e se partisse un incendio, cosa succederebbe? Un disastro. In questo parcheggio mancano le misure minime di sicurezza. Non c&#8217;era un estintore, non c&#8217;era uno straccio di nulla che indicasse in caso di emergenza cosa fare.</p>
<p>Senza entrare nello specifico di altri profili, questa attività non rispetta le condizioni minime di sicurezza. Il Decreto ministeriale 1° febbraio 1986 (G.U. n. 38 del 15 febbraio 1986) punto 7 prevede che per ogni 100 veicoli ci debba essere un idrante.</p>
<p>Se ci dev&#8217;essere un idrante ci devono essere anche i serbatoi che contengono l&#8217;acqua e ci dev&#8217;essere un sistema di pompaggio con motori muniti di gruppi di continuità. Se ci fosse tutta questa attrezzatura dovrebbe esserci qualcuno che la manovra in caso di emergenza. Ma nulla. L&#8217;unica cosa che certa é che il comune e la società che gestisce il pagamento incassano.</p>
<p>Speriamo che non capiti nulla ma è assolutamente prevedibile che d&#8217;estate si possa sviluppare un incendio.</p>
<p>A fronte dei 10 euro quali servizi ci sono in spiaggia? Nessuno. Il salvamento a mare é pagato dalle concessioni date per la gestione dei due chioschi e ombrelloni a pagamento. Ci sono servizi igienici? Manco in fotografia.</p>
<p>Poi ci parlano di turismo di qualità, ma fatemi il piacere!</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/07/URN-Sardinnya-Lopinione-Turismo-a-Castiadas.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Mare e disabilità: sardisti galluresi denunciano mancanze del litorale olbiese</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 22:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[In costa ombrelloni e lettini ma solo per i sani. I disabili a casa. È bella Olbia, solare allegra, col water front che è un vero salotto e il centro storico quasi un “presepe”, ma la città non può essere solo vetrina per i turisti. È la vivibilità per i suoi abitanti il vero parametro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>In costa ombrelloni e lettini ma solo per i sani. I disabili a casa.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/Disabile-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-15408" title="disabile-urn" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/Disabile-URN.jpg" alt="" width="600" height="439" /></a></p>
<p>È bella Olbia, solare allegra, col water front che è un vero salotto e il centro storico quasi un “presepe”, ma la città non può essere solo vetrina per i turisti. È la vivibilità per i suoi abitanti il vero parametro di civiltà.<br />
Il tempo di vacanze, di mare e di spensieratezza qua è solo per chi è sano. Il refrigerio e i benefici del mare sono invece negati a chi è impossibilitato a muoversi o deve comunque essere accompagnato.<br />
Fatta salva “Villa Chiara” che è comunque un Istituto, le associazioni che si occupano di disabilità in città operano in solitudine, e quando riescono a organizzare una giornata in spiaggia dedicata ai disabili diventa quasi un evento.</p>
<p>L’ambizioso sogno delle associazioni di volontariato e delle singole famiglie è di arrivare ad una piena fruizione del sistema balneare, dal momento in cui il disabile esce da casa al momento in cui arriva in spiaggia, tutto in autonomia. Dunque con fermate atte alla sosta di carrozzine, autobus dotati di passerelle e operatori a bordo, nonché percorsi protetti fino alla spiaggia e infine il grande sogno: un arenile veramente attrezzato per accogliere i portatori di disabilità in tutto comfort e non solo coloro in carrozzina, perché le disabilità hanno molte forme. Gazebo, personale addestrato, attrezzature per la deambulazione su sabbia e natanti adatti per un confortevole bagno in tutta sicurezza. Tutto questo è già realtà, per esempio nella riviera romagnola, qui invece pare lettera morta.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />È possibile che il problema non venga affrontato da amministratori e operatori turistici perché considerato solo una spesa e non un investimento, ma le cifre stimate nell’ultimo forum sui servizi turistici ai disabili promosso dall’associazione “Sensibilmente”, forniteci dalla presidente Veronica Asara, ci dicono cose diverse: un mercato da svariati miliardi di euro in tutto il mondo che potrebbe valerne 28 solo in Italia. Quale occasione migliore per la Sardegna e per Olbia cimentarsi in questa nuova impresa?</p>
<p>Dunque la ricettività turistica dedicata ai disabili, non solo non sarebbe un’inutile spesa, ma si potrebbe tradurre in veri introiti e regalerebbe anche ai residenti una città a misura di bambini, anziani e portatori di handicap. Sicuramente una città dal volto più umano.</p>
<p>L’assenza gravissima della Commissione alle Pari Opportunità infine, come già segnalato, non aiuta certo a sensibilizzare gli amministratori su questo tema. Rammentiamo che tale organismo oltre ad occuparsi di promuovere la parità di genere, dovrebbe avere al suo interno rappresentanti del volontariato, del mondo sportivo e delle comunità straniere. Anche questo è emblema di una mancanza di attenzione verso le fasce deboli della popolazione, che non hanno voce e che sono oramai abituate a far da se’.</p>
<p>È l’amministrazione comunale il soggetto individuato e chiamato a promuovere progetti in tal senso, incoraggiando, per esempio con bandi di concorso, le associazioni e le cooperative con personale addestrato, ad occupare porzioni di arenile. Non solo, ma essa deve trovare motivi e incentivi affinché alberghi e strutture ricettive siano stimolate ad occuparsi di un segmento di mercato ancora inesplorato e redditizio.<br />
Sarebbe una maniera per regalare alla comunità un bel primato di civiltà e umanità.<br />
Auspichiamo dunque che il nuovo PUL comunale, in via di perfezionamento, non si limiti a prevedere solo passerelle e orribili bagni chimici, ma che si sostanzi di una filosofia nuova che vada all’insegna di una totale accoglienza e benessere dei nostri concittadini più deboli.</p>
<p><em>Silvia Lidia Fancello &#8211; Segretaria Sezione “Luigi Oggiano”, Partitu Sardu &#8211; Partito Sardo d&#8217;Azione e Commissaria Regionale Pari Opportunità.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/07/URN-Sardinnya-Lopinione-Su-mare-e-disabili.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Sardi come i pre-socratici? Il nostro rapporto con la terra, primo elemento della natura</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2015/06/sardi-come-i-pre-socratici-il-nostro-rapporto-con-la-terra-primo-elemento-della-natura/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 18:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SOTZIEDADE E CULTURA]]></category>
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		<description><![CDATA[Intervista ad Adriano Bomboi nella rivista mensile di cultura Mediterranea Online: si parla di migrazioni nel Mediterraneo, di spopolamento interno della Sardegna, di land grabbing, di nuovi OGM, di turismo e tanto altro. Introduzione filosofica a cura di Veronica Matta​.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/Vigne-Argiolas-Foto-di-Sara-Contu-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11908" title="Vigne Argiolas - Foto di Sara Contu (SANATZIONE.EU)" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/Vigne-Argiolas-Foto-di-Sara-Contu-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="605" height="281" /></a></em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Veronica Matta.</em></span></p>
<p><em>“Noi conosciamo la terra con la terra”</em>, affermava Empedocle.<br />
Il legame con la terra, da quando non è diventato necessario, sia dal punto di vista economico, ma soprattutto spirituale, è andato a farsi benedire. Colpa in parte dell’abbandono fisico delle zone rurali. In passato il rapporto con la terra era inteso come conoscenza, come formazione del nostro essere al mondo. La nostra società, come ha già ben notato qualcuno, sembra aver dimenticato la lezioncina dei presocratici, i quali – vivendo a stretto contatto con la terra – riconobbero in essa l’archè, il principio generatore, l’elemento concreto, fondamento di tutte le cose. Una primordiale intuizione che ci riporta alla memoria Empedocle e le quattro radici dell’essere, dalla cui casuale mescolanza (amore) e disgregazione (odio) si sarebbe avviato il processo di formazione del mondo.<br />
Non abbiamo più nulla della filosofia antica? Eppure la terra è anche bellezza, sul cui investimento dipende la capacità dell’uomo di regalare a sé stesso e ai suoi simili, a chi ci abita e ai visitatori, un territorio migliore. Quale ruolo fondamentale ricopre la terra nella vita dell’uomo di oggi? Se intervistassimo qualcuno per strada e gli chiedessimo di quanta terra disponiamo in Sardegna non ne avrebbe la minima idea, come la maggior parte della gente che non ha nessun rapporto umano con la terra ma solo di mezzo-fine. “La terra serve, poi si vedrà”. Eppure non possiamo escludere un sostanziale e consapevole rispetto per la terra che ci ospita.<br />
Bisogna avviare un “nuovo rinascimento”, inteso come “ritorno al principio”. Un nuovo e più produttivo rapporto Uomo-Terra. Da elemento fondamentale per il soddisfacimento dei bisogni primari e della valorizzazione territoriale nel senso più profondo dell’espressione, alla speculazione attuata con aziende “pirata”, ci siamo chiesti: come appare la Sardegna dall’esterno? Il Piano di Rinascita è stata davvero la più grande catastrofe moderna? I sardi quanta terra hanno ancora? Quanta terra hanno non sfruttata? Quali politiche economiche agiscono sul mercato per il risparmio di terra? Cosa determinano le nostre politiche lì e viceversa, in rapporto alla Terra? Quali processi produttivi partono da essa?</p>
<p><em>Ne parliamo con Adriano Bomboi, autore del libro “<a href="http://www.condaghes.com/scheda.asp?id=978-88-7356-246-7&amp;ver=sa" target="_blank">L’indipendentismo sardo</a>” (Condaghes 2014). Fondatore del think tank U.R.N. Sardinnya, collettivo politico-culturale riformista.</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;">La mancanza della terra sotto i piedi ci getta nel panico. La terra per i sardi è un limite o un approdo sicuro?</span></p>
<p>È curioso osservare come nella plurimillenaria storia dell’isola, le civiltà che vi si sono susseguite, fino al presente, abbiano alternato analoghi rapporti di amore ed odio col mare e con la terra: il mare visto come fonte di commercio e scambio culturale; la terra vista come fonte di sostentamento alimentare ma anche come riparo dalle minacce di popolazioni straniere provenienti dal mare. Difficile oggi affermare se i timori dei sardi si orientino in un senso piuttosto che nell’altro, ma con ogni probabilità, la mescolanza attuale è determinata dalla visione del mare come strumento di emigrazione verso terre capaci di offrire maggiori opportunità di quelle ottenute dal contesto storico-politico in cui siamo inseriti.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Oggi la Sardegna tra i Paesi del Mediterraneo è diventata la “terra promessa”, una meta da raggiungere come casa, come unica condizione per l’esistenza di chi affronta a rischio della propria vita i viaggi della speranza, il mare come “monstrum” e la terra come madre che accoglie.</span></p>
<p>Ecco infatti il grande paradosso del contesto attuale. Mentre i sardi emigrano, a loro volta migliaia di immigrati africani, mediorientali ed asiatici tentano la fortuna spostandosi verso l’area settentrionale del pianeta, economicamente più ricca in termini di potenzialità occupazionali e priva di guerre. Ci sono diversi fattori alla base di questo processo: uno dei problemi deriva dall’espansione dell’interventismo pubblico sul mercato, in primis sul comparto agricolo. Pensiamo alla PAC, la politica agricola europea, capace di impegnare circa la metà del budget UE da devolvere in sussidi prevalentemente orientati alle grandi multinazionali del settore, le quali alimentano una forma di dumping economico sia interno che esterno allo spazio Schengen. La Sardegna si trova così inondata di prodotti agroalimentari provenienti dall’esterno, con scarse capacità di reazione, mentre diversi Stati africani non avrebbero alternative all’acquisto di prodotti europei (ma anche USA e cinesi) capaci di sferrare una concorrenza mortale ai prodotti locali, incapaci di reggere il confronto con quantità e costi nettamente inferiori a quelli altrimenti determinabili in un libero mercato non drogato da sussidi pubblici. Bisogna inoltre distinguere tra immigrati e profughi politici in fuga da conflitti armati. La Sardegna tuttavia non rientra nei flussi principali dell’immigrazione dal nord Africa in quanto l’Italia viene vista come semplice piattaforma di collegamento verso Paesi ben più liberali del nostro, come Germania e Regno Unito, dove esistono ancora forti ceti produttivi in grado di assorbire una percentuale di forza lavoro dequalificata.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">La terra è strumento di produzione di quantità enormi di prodotti per il mercato mondiale, non più per la sussistenza di piccole comunità. Tutte queste cose necessitano di abnormi quantità di ettari di terra. Si può parlare di sostenibilità in agricoltura che sia in grado di consumare meno energia rispettando l’ambiente, alimentando una catena di azioni virtuose?</span></p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />Bisogna sfatare il mito che il soddisfacimento del mercato riguardi unicamente le produzioni di scala. Il mercato assorbe anche la qualità, ed il biologico, senza avventurarsi nella grande distribuzione. In secondo luogo bisognerebbe inquadrare i fattori che oggi in Sardegna determinano la scarsa performance della qualità, in termini commerciali, rispetto alla tendenza nel puntare su produzioni di scala, col rischio di esporre il territorio a pericolosi fenomeni di land grabbing. Anche su questo versante i problemi non paiono derivare da un supposto “libero mercato” ma dai modelli di politica economica che intervengono sul territorio: il primo, fin dai tempi della “Rinascita”, è stato quello di puntare sull’industria pesante come unico volano per la crescita, col risultato di aver inquinato creando disoccupazione, avendo poi annichilito il settore agricolo; condizionandone la permanenza a strumenti assistenzialistici, muniti di sussidi, incapaci di valorizzarne cooperazione e sviluppo. Il secondo, ancora oggi, attiene ad una politica economica che persiste nel puntare su produzioni di scala, pensiamo alla “chimica verde” o ai finanziamenti per la produzione eolica, le cui finalità non hanno nulla a che vedere con le esigenze di un libero mercato ma con meri interessi politici e sindacali di matrice clientelare, deputati ad intercettare consensi e finanziamenti. In terzo luogo, la politica non ha eliminato quelle barriere strutturali che avrebbero consentito l’emersione di una maggiore qualità delle nostre produzioni rispetto al saldo negativo della bilancia commerciale regionale di fronte all’importazione agroalimentare europea. Penso alla necessità di ridurre tasse e burocrazia, ma anche alla necessità di liberalizzare energia e trasporti, liberando l’isola dagli oligopoli di false privatizzazioni, come la convenzione Tirrenia, che incamera circa 72 milioni di euro di denaro pubblico l’anno a fronte di un servizio dai costi nettamente inferiori. In quarto luogo, è necessario riflettere sull’approccio culturale che le prossime generazioni dovranno tenere rispetto all’esplosione demografica che interesserà tutto il pianeta: come sfamare qualche miliardo di uomini in più? Se la banale invenzione di un supporto ottico come la pennetta USB ci ha permesso di salvare milioni di alberi destinati ad essere trasformati in carta, lo sviluppo degli OGM, qualora scientificamente sicuri per la salute umana, potrebbero aiutarci ad evitare l’impiego di milioni di ettari da destinare all’agricoltura, salvaguardando il globo dall’ingente crisi idrica ed ambientale che ne deriverebbe. Ad oggi purtroppo la cultura pop in voga presso una parte dei nostri intellettuali non considera le implicazioni a lungo termine di tali fenomeni.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">I terreni cambiano forma e “destinazione d’uso”, come dicono i tecnici, ma soprattutto cambiano la vita delle persone. Necessariamente ci sono comunità che scompaiono e altre che nascono: le campagne oggi sono disabitate e le città sovraffollate, mentre la speculazione immobiliare sulle coste, solo per fini turistici, alimenta il consumo del suolo e delle risorse generali senza alimentare un vero mercato del lavoro. Qual è il futuro?</span></p>
<p>In Sardegna ha giocato un ruolo non secondario l’ambito della ricezione turistica, che tuttavia rimane ancorata a professionalità poco sviluppate e incapaci di cooperare all’insegna di una sana concorrenza. A tutto ciò si è associato un parallelo sviluppo del pubblico impiego. La politica ha utilizzato l’amministrazione per accrescere la propria sfera d’influenza, non per servire i cittadini ma per ostacolarli, tramite la burocrazia, sfruttata come welfare con cui erogare stipendi. Si tratta di un diffuso fenomeno parassitario che non partecipa al ciclo produttivo poiché non lascia al mercato la potenzialità di accrescere il volume degli investimenti per l’offerta di beni e servizi, né quindi è di stimolo alcuno per lo sviluppo dell’occupazione. Il risultato è l’abbandono delle campagne, l’emigrazione o, appunto, la ricerca del posto pubblico tramite raccomandazione politica. Un impoverimento generale del comparto agricolo, con la tendenza ad abbandonare la Sardegna centrale a favore dei centri urbani e/o costieri, capaci di diversificare in modo blando la domanda di forza lavoro rispetto al suo eccesso di offerta. In questa sede non è possibile dare conto di un’esaustiva ricostruzione dei problemi. E’ certo però che uno di questi si manifesta nella disordinata programmazione urbanistica nel settore turistico, che infatti non segue logiche di mercato ma pure speculazioni incapaci di generare reddito e occupazione. Non a caso, mentre le piccole isole Baleari, pur abusando del proprio suolo, riescono a catalizzare un traffico aereo annuo che si aggira sui 17 milioni di passeggeri, la Sardegna, pur tentando la carta di una maggiore cementificazione delle coste, raggiunge a malapena i 7. Ed ecco manifestarsi la crisi del settore alberghiero, con un’analoga presenza degli affitti nelle seconde case. Tutto ciò è generato dal combinato disposto di una rigida politica dei trasporti, da un eccesso di tasse e burocrazia che rende poco competitivo il sistema-Sardegna, e da una scarsa valorizzazione dei servizi, sia sul versante costiero che sotto il profilo dell’offerta culturale. Pensiamo infatti alla totale assenza di promozione dell’ingente patrimonio storico-archeologico dell’isola, uno dei più antichi e originali del Mediterraneo, ma poco appetibili, dato il contesto, ad investimenti in grado di potenziarne la resa turistica.<br />
Il futuro passa inevitabilmente per un mutamento radicale della politica che sinora ha governato la nostra terra.</p>
<p><em>- Pubblicato sul mensile di cultura <a href="http://www.mediterraneaonline.eu/sardi-come-i-pre-socratici-il-nostro-rapporto-con-la-terra-primo-elemento-della-natura" target="_blank">Mediterranea Online</a>, 03-06-15.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/URN-Sardinnya-Cultura-e-Sotziedade-Sardi-come-i-pre-socratici.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Mare e Miniere 2015: a Soleminis concerto del Tama Trio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 14:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Soleminis Mare e Miniere 2015 in compagnia di Nando Citarella, Mauro Palmas e Pietro Cernuto. Ecco la locandina dell&#8217;evento: Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Soleminis <em>Mare e Miniere 2015</em> in compagnia di Nando Citarella, Mauro Palmas e Pietro Cernuto. Ecco la locandina dell&#8217;evento:</p>
<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/Tama-Trio-a-Soleminis-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11855" title="Tama Trio a Soleminis - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/06/Tama-Trio-a-Soleminis-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="605" height="948" /></a></strong></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Polemiche: Lo sciacallaggio di un&#8217;opinione sui 700 immigrati morti</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2015 20:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Adriano Bomboi. Apro Sardegnablogger e scopro di essere stato chiamato in causa, equiparato a Salvini, per aver affermato che l&#8217;operazione Triton avrebbe contribuito alle tragiche morti sul mare. Operazione Triton che, nel quadro di Frontex (agenzia UE), segue e sostituisce i protocolli di Mare nostrum attivati dalla Repubblica Italiana nel quadro dell&#8217;emergenza immigrazione sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/04/Stops-the-boats-AU-URN-Sardinnya.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-11590" title="Stops the boats-AU - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/04/Stops-the-boats-AU-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="605" height="340" /></a></em></p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p>Apro <a href="http://www.sardegnablogger.it/cio-che-manca-agli-sciacalli-il-silenzio/" target="_blank">Sardegnablogger</a> e scopro di essere stato chiamato in causa, equiparato a Salvini, per aver affermato che l&#8217;operazione Triton avrebbe contribuito alle tragiche morti sul mare. Operazione Triton che, nel quadro di Frontex (agenzia UE), segue e sostituisce i protocolli di Mare nostrum attivati dalla Repubblica Italiana nel quadro dell&#8217;emergenza immigrazione sulle coste italiane. In particolare nel canale di Sicilia, fra Malta e Libia.<br />
Che dire? In Europa si discute sulle modalità con cui risolvere un problema, in Italia la faciloneria ideologica declina tutto in un problema di razzismo e di cinismo.</p>
<p>Le statistiche confermano che l&#8217;operazione Mare nostrum ha contribuito ad espandere il numero di scafisti e di migranti, indipendentemente dalle crisi geopolitiche in atto presso alcuni Paesi del nord Africa. Ciò avviene poiché scafisti e migranti sono consapevoli di trovare i mezzi della Marina Militare italiana entro le 30 miglia nautiche stabilite in base all&#8217;ultimo protocollo del programma Triton. Questi sono i fatti, e sui fatti, a differenza dei dilettanti, non si sbraita: si riflette.</p>
<p>Mi preme ricordare che diversi Paesi europei, fra cui Spagna e Inghilterra, nei cui governi non risulta esservi la Lega Nord, hanno rifiutato il programma italiano a suo tempo attivato tramite Mare nostrum, in quanto considerato – non oneroso – ma pericoloso, dove alla prevenzione contro tali viaggi si era sostituita l&#8217;idea di utilizzare dei mezzi militari come veri e propri bus con cui traghettare degli sciagurati migranti verso le nostre coste, incrementando il numero di soggetti disposti a lanciarsi per mare pur di salire su un&#8217;imbarcazione della Marina. Un pericoloso business, quello dell&#8217;accoglienza, che non ha risparmiato neppure alcuni alberghi sardi, spesati dallo Stato.</p>
<p>Attualmente la Tunisia ha ottenuto benefici maggiori nella prevenzione del rischio emigrazione via mare, approntando dei ceck points sulle coste. Una soluzione che ancora non ha riguardato la complessa situazione libica, dove speculatori d&#8217;ogni sorta si sono ritrovati a meno di 200 miglia dall&#8217;Italia, nelle migliori condizioni politiche possibili.<br />
Il premier maltese non ha esitato a parlare di <a href="http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=72427&amp;typeb=0" target="_blank">genocidio</a>, poiché pur di sfruttare i nuovi lauti guadagni, interi gruppi di persone vengono addirittura obbligate, sotto la minaccia delle armi degli scafisti, ad intraprendere pericolosi viaggi della speranza. Mentre Roma si occupa di terminare la filiera.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />In Sardegna tutto tace, la Giunta Pigliaru sembra governare un&#8217;isola situata in un altro emisfero terrestre piuttosto che sul Mediterraneo, come se la cosa non ci riguardasse. Poco seria quindi la posizione del sociologo sardo Marco Zurru, professionista del piagnisteo, che si è dilettato nel cercare facili consensi via internet, ignorando le cause delle migrazioni, dell&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2013/10/capitalismo-malvagio-il-dumping-pac-ue-alla-base-del-tracollo-agricolo-nel-terzo-mondo/" target="_blank">assistenzialismo</a> da cui sono determinate, dai <a href="http://www.sanatzione.eu/2015/02/sardegna-e-crisi-libica-quali-considerazioni-del-caso-ci-sono-rischi/" target="_blank">conflitti</a> che le hanno irrobustite e delle operazioni militari, come quella italiana, che ne aumentano il volume e la percentuale di rischio. Tematiche già ampiamente trattate in questo spazio. Fra le ultime, ricordo l&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2015/03/dopo-gli-attentati-di-tunisi-intervista-a-khalid-ait-khardi-del-popolo-berbero/" target="_blank">intervista</a> di un nostro militare sardo ad un esponente della minoranza berbera.</p>
<p>L&#8217;indipendentismo sardo non ha pulsioni razziste, non sfrutta la morte di alcuno, e soprattutto non ritiene che problemi tanto complessi possano essere risolti con qualche donazione online.</p>
<p>Appare inoltre arduo che un&#8217;Italia divisa da un diffuso populismo di destra e sinistra sia in grado di affrontare il problema con efficacia: da una parte abbiamo chi sogna di poter bombardare donne e bambini direttamente in mare; mentre dall&#8217;altra abbiamo chi pensa di poter svuotare il continente africano portando a casa nostra tutti coloro i quali abbiano dovuto abbandonare la loro amata terra per problemi difficilmente riassumibili in poche demagogiche righe.</p>
<p>Per chi non fosse informato, negli anni scorsi l&#8217;<a href="http://thefielder.net/07/12/2014/cosi-laustralia-regola-con-realismo-limmigrazione/" target="_blank">Australia</a> ha varato il piano “Stop the boats”, per il medesimo problema immigrazione subito da parte della Papua Nuova Guinea, separata dall&#8217;analoga distanza marittima che intercorre fra Libia e Sicilia. Le polemiche non risparmiarono neppure il governo australiano, ma il programma ha indubbiamente consentito di ridurre al minimo gli sbarchi, evitando tragedie sul mare, spreco di denaro pubblico e speculazioni di moderni schiavisti a caccia di carne umana. Forse l&#8217;Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri dovrebbe studiare la soluzione di Canberra.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2015/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Sui-700-immigrati-morti.pdf" target="_blank">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Intervista al ricercatore Sardo Leonardo Melis</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuto su U.R.N. Sardinnya, La scienza, le arti e le culture in generale richiedono una dimensione ideale che nella ricerca (sia essa giusta o sbagliata) trova lo stimolo per il progresso. Senza ricerca dunque non c&#8217;è evoluzione e senza il relativo dibattito non c&#8217;è il miglioramento delle valutazioni (come nel campo archeologico) sui contorni storici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/07/In-Byblo-LM-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignright size-full wp-image-1680" title="In Byblo-LM - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/07/In-Byblo-LM-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="380" height="285" /></a>Benvenuto su U.R.N. Sardinnya,<br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">La scienza, le arti e le culture in generale richiedono una dimensione ideale che nella ricerca (sia essa giusta o sbagliata) trova lo stimolo per il progresso. Senza ricerca dunque non c&#8217;è evoluzione e senza il relativo dibattito non c&#8217;è il miglioramento delle valutazioni (come nel campo archeologico) sui contorni storici del nostro passato. Quando ha capito nella sua vita che il suo interesse per la Sardegna si sarebbe tradotto nella sua opera di divulgazione?</span></p>
<p>La mia preparazione con gli studi classici effettuati presso il Collegio Salesiano di Lanusei (dove studiarono Lussu, Lilliu e tante altre <em>teste pensanti</em> di illustri Sardi) mi diede la necessaria preparazione per poter affrontare un ulteriore approfondimento della nostra Storia, andando oltre i testi selezionati dal periodo fascista <span style="text-decoration: underline;">esclusivamente</span> indirizzati alla gloria di Roma e della Storia Classica Greco-Romana. Il mio successivo vagare per il mondo, grazie anche al mio lavoro, mi aiutò a confermare i miei sospetti che qualcosa ci era stato nascosto. La scoperta di siti e di testi tutt&#8217;oggi vietati nelle scuole italiche fecero il resto.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Nel 2002 la pubblicazione del suo libro &#8220;Shardana: I Popoli del Mare&#8221; per la PTM Editrice di Mogoro, nonostante il buon successo editoriale, ha inaugurato una trafila di dure polemiche nel mondo accademico Sardo. Quali sono i motivi di questi attacchi al suo lavoro?</span></p>
<p>In Francia ho presentato lo scorso anno la versione francese: &#8220;Shardana &#8211; les Peuples de la Mer&#8221;, e questa è stata una delle domande più frequenti. Anche all&#8217;estero sanno di questa diatriba, che del resto traspare dai miei scritti. Il motivo scatenante? Intanto il proliferare di autori che scrivono su questo argomento, dopo il 2002. Il maggior indiziato è comunque Leonardo Melis. Indiziato di cosa? Del fatto che ha ribaltato tutti i concetti espressi fin&#8217;ora dalla storiografia e archeologia ufficiale.<br />
I Sardi NAVIGATORI, e non &#8220;con le spalle rivolte al mare&#8221;. I Sardi DOMINATORI e non da sempre dominati. I Sardi con una SCRITTURA e non analfabeti da sempre. I Sardi veri protagonisti di quei periodi storici indicati come Fenici o Cartaginesi. Lo smascheramento dei Fenici, popolo inventato di sana pianta dai Greci prima e dagli archeologi poi.<br />
La scoperta di documenti scritti e di siti sconosciuti, come la piramide a gradoni di Pozzomajore e il relativo documento scritto. Che cancella definitivamente un&#8217;ipotesi di colonizzazione e presenza &#8220;Fenicia&#8221; in Sardinia.<br />
La denuncia, nel 2005, sull&#8217;occultamento delle Statue di Monti Prama. Denuncia poi ripresa da giornali e movimenti di opinione a tutti i livelli.<br />
Ed a proposito di denunce, è stata inviata ai Parlamentari Sardi e al governatore della Regione, oltre che alle sovrintendenze, con più di 1000 firme, la denuncia della sparizione di 4 documenti scritti, fra cui il &#8220;mio&#8221; documento di Pozzomajore.<br />
Volete che con questi fatti, gli amici “Archeobuoni”, come li chiamo affettuosamente, non ce l&#8217;abbiano con Leonardo Melis? Sapete cosa hanno fatto alla notizia della scoperta della Ziqqurat di Pozzomajore? Sono piombati al Comune infuriati &#8220;perchè la notizia non era stata data a loro prima che alla stampa&#8221;. Aggiungendo che avrebbero pubblicato una smentita sull&#8217;identificazione di quello che per loro era ed è un <em>protonuraghe</em>. Un protonuraghe QUADRATO e a GRADONI? Infine hanno allertato il nucleo speciale dei Carabinieri, pare.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Ha senso studiare la Civiltà Nuragica senza studiare i cosiddetti &#8220;Popoli del Mare&#8221; che nell&#8217;antichità solcavano le nostre acque?</span></p>
<p>Questa è una domanda che mi mette un poco in difficoltà. Perché personalmente non ho dati riferiti a un popolo &#8220;Nuragico&#8221; in un periodo storico e non vi è traccia nei testi antichi di un popolo con questo nome e caratteristiche. Quindi? Quindi penso che l&#8217;unica risposta è che i nuraghi siano più antichi di quanto crediamo&#8230;di un periodo non storico, ma precedente.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">L&#8217;Egitto rimane uno dei più grandi esempi dove l&#8217;industria turistica ha subito una forte spinta propulsiva grazie all&#8217;imponente patrimonio storico-monumentale che si affaccia sul Mediterraneo. In Sardegna potremmo sperare di intraprendere analogo processo di valorizzazione e quindi di sviluppo?</span></p>
<p>Personalmente ho stretti contatti con il Governo Egiziano, grazie a Patrizia Pasquarella che sta patrocinando attualmente un legame Sardegna-Governatorato di Luxor. Loro ci riescono, perché i Beni Archeologici sono gestiti da Egiziani. Da noi il 90% degli addetti ai lavori (con pieni poteri) sono NON-Sardi. I beni archeologici dovrebbero tornare alla Regione Sarda. Ed essere gestiti da Sardi. Di laureati nel settore ne abbiamo a sufficienza. Purtroppo sono lì a seguire i dictat di chi è loro superiore e li costringe a raccontare ai turisti le tremende storielle di &#8220;Sardi pastori e cavernicoli&#8221; e di Fenici dominatori e portatori di civiltà. Potrei raccontare di ragazzi coraggiosi che hanno tentato di presentare tesi di laurea innovative ma, scoraggiati da chi li doveva esaminare, hanno dovuto far marcia indietro e scrivere le solite castronerie.<br />
Spesso questi ragazzi si sono rivolti anche a me per ottenere consigli e informazioni. Ecco perché conosco queste storie.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Qualche volta si ha l&#8217;impressione che il carsico dibattito attorno al tema della Lingua Sarda abbia sottratto una buona dose di attenzione ad un&#8217;altro grande problema: l&#8217;assenza della Storia Sarda dalla Pubblica Istruzione regionale. Lei cosa ne pensa al riguardo?</span></p>
<p>Penso che la cosa dovrebbe essere presa a cuore dagli organi preposti. Io sono spesso chiamato come &#8220;Docente Esterno&#8221; esperto della materia presso le Scuole Superiori. Ma si tratta di iniziative di singoli insegnanti di buona volontà. Un Leonardo Melis, un Gigi Sanna, Bruno Vacca e qualche altro studioso innovatore. Sto appunto parlando della Storia Antica come la intendo io, non la classica Storia della &#8220;Sardegna Fenicia&#8221; o Romana o Cartaginese, Pisana&#8230; La storia dei Sardi, degli Shardana appunto.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Lei fu tra gli estensori della legge regionale per il riconoscimento formale della bandiera dei 4 Mori. Le ipotesi sulle origini di questo simbolo in cui oggi i Sardi si riconoscono sono diverse, qual&#8217;è la sua opinione?</span></p>
<p>Purtroppo vi è poca informazione. Assurdamente, io fui contestato da chi avrebbe dovuto sostenermi. Parlo delle aree dell&#8217;Indipendentismo Sardo. Il motivo? I “battor Moros” sarebbero d&#8217;importazione. Spagnola nella fattispecie. Ciò è assolutamente non vero e posso provarlo. I &#8220;Mori Bendati&#8221; erano presenti in tutte le famiglie nobili d&#8217;Europa già ai tempi delle Crociate. Il gran maestro dei Templari (il primo) Hugo de Payns, aveva come stemma i Mori Bendati. Il numero non era importante. A Cagliari vi è uno stemma nel palazzo Brondo con cinque Mori. Il moro bendato stava ad indicare che quella famiglia o reame poteva gloriarsi di un antenato Crociato. La stessa Eleonora d&#8217;Arborea è rappresentata con una veste ornata di Croci Templari. I Judikes Sardi erano Templari. Gonario di Torres era Templare, amico di Bernardo di Clairvaux, l&#8217;ispiratore dell&#8217;Ordine. I Templari facevano sosta in Sardinia quando salpavano da <em>Aigue Mortes</em> per andare in Terrasanta.<br />
Ipotizziamo quindi di conseguenza che i Mori bendati fossero appartenuti ai nostri Judikes. Questo non esclude che comunque si fregiassero anche di altri simboli, fra cui l&#8217;Albero Sradicato (altro segno Templare).</p>
<p><span style="color: #0000ff;">La scoperta della scrittura “nuragica” potrebbe ribaltare molti convincimenti della storiografia ufficiale. In base alle sue valutazioni, ci sono seri fondamenti al riguardo?</span></p>
<p>La mia stessa scoperta del documento di Pozzomajore aumenterà questi &#8220;seri fondamenti&#8221;. Lo stesso amico Gigi Sanna mi dice che si tratta del &#8220;Documento definitivo&#8221;. La prova probante dell&#8217;esistenza di una scrittura &#8220;Nuragica&#8221; dice lui. SHARDANA dico io. Sarda comunque.</p>
<p>Kum Salude.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">La ringraziamo per il suo contributo.</span></p>
<p><em>A cura di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Intervista%20a%20Leonardo%20Melis.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Per reperire le pubblicazioni dell&#8217;autore:</p>
<p>- <a href="http://www.ptmeditrice.com/">PTM Editrice</a></p>
<p>- <a href="http://www.librisardi.it/">Librisardi.it</a></p>
<p>- <a href="http://www.shardana.org/">Shardana.org</a></p>
<p><strong><img class="aligncenter" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/09/SN.EU-logo-URN-Sardinnya-ONLINE.jpg" alt="" width="152" height="199" />U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Morte e impotenza nei mari di Sardegna</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistenti è puramente casuale, qualche volta voluto&#8230;. Questa storia parla di Gavino Sotgiu e Luigi Paviglianiti, due marinai immaginari che nel 2002 prestarono insieme servizio militare nella capitaneria di porto di un grande comune del nord&#8217;est Sardo, il primo come segretario nell&#8217;ufficio leva della Marina Militare e l&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Spiaggia-Ottiolu-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1658" title="Spiaggia Ottiolu - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Spiaggia-Ottiolu-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="390" height="261" /></a>Ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistenti è puramente casuale, qualche volta voluto&#8230;.</em><br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Questa storia parla di Gavino Sotgiu e Luigi Paviglianiti, due marinai immaginari che nel 2002 prestarono insieme servizio militare nella capitaneria di porto di un grande comune del nord&#8217;est Sardo, il primo come segretario nell&#8217;ufficio leva della Marina Militare e l&#8217;altro come nocchiere di porto della centrale operativa della Guardia Costiera.<br />
Gavino Sotgiu (Tempiese) e Luigi Paviglianiti (di Taranto) si conoscono proprio in Sardegna, durante il servizio militare espletato in qualità di VFB, volontari in ferma breve triennale. La mattina del 1° Luglio 2010 Gavino decide di telefonare al suo vecchio amico Pugliese:</em></span></p>
<p>Gavino Sotgiu:&#8221; Ciao Luigi, mi riconosci?&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Ciao Guagnù, quant tiemp, dove sei? Cie sta a faci?&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Io sono in navigazione verso Copenaghen, sulla nave <em>Tanino Pascucci</em>.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti:&#8221; Ah.. ti stai divertendo eh, io sono sempre in capitaneria di porto.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ancora? ma non sei riuscito ad avere un trasferimento?&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;No, tutto inutile, domande su domande buttate al vento, sbuecchi lu sangu.<br />
Ho dovuto pure divorziare da mia moglie, li muerti loro.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ah, mi dispiace! Come vanno li le cose?&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Eh.. è nu casin&#8217; è Gavi&#8217;, lassa perde turni di guardia strettissimi, il resto del personale è composto da due siciliani, due napoletani, uno di Roma e io..con un altro Pugliese di Lecce. Stiamo accumulando tante ore e non ce le pagano. La situazione sta diventando ingestibile.<br />
Inoltre i miei colleghi sono stufi, perchè quì è si una bella città, ma ognuno ha le sue esigenze in famiglia.. la prima patria di ognuno di noi. Insomma a volte mi lasciano quasi solo, vanno in licenza e marcano visita.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ah, mi dispiace! Ma non puoi fare cambio con qualche collega Sardo in guardia costiera? Almeno lui sarebbe contento di prestare servizio a Olbia.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Ma non si puo&#8217; fare cosi&#8217;. Non è consentito.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Pensavo che in Guardia Costiera funzionasse diversamente rispetto alla Marina, almeno su questo.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Qua&#8217; lo stato sembra che si sia dimenticato dell&#8217;esistenza della Sardegna.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ah-ah-ah! Se lo dici tu che sei Pugliese, mi devo fidare.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Quando dobbiamo intervenire per un emergenza in questo mare riusciamo ad essere tempestivi ed efficaci anche con pochi uomini e mezzi.<br />
Ma quando si tratta di andare nelle coste lontane non riusciamo ad intervenire immediatamente.<br />
Ho visto morire annegate tante persone tra Orosei e Posada. I nostri mezzi sono veloci e inaffondabili, ma purtroppo non sono missili.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ma scusami, io so che c&#8217;è la struttura della Capitaneria di porto a la Caletta di Siniscola, ed è anche un edificio grande.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;E&#8217; il locamare Siniscola, là davanti ci tengono ormeggiata una motovedetta della Forestale e un gommone della Guardia di Finanza.<br />
In pratica non funziona nulla in questo locamare.<br />
Ricordo che tempo fa, eravamo piu numerosi in capitaneria e ci hanno fatto conseguire il brevetto da bagnino, che oltre a darci un buon punteggio, trascritto poi sul foglio matricolare personale, consentiva di svolgere al meglio questo lavoro. Dopo aver conseguito il brevetto e i numerosi corsi di nuoto, potevamo espletare il servizio <em>&#8220;spiagge libere e sicure&#8221;</em>, quindi partiva il mezzo militare che ci portava in gruppi di 5-6 marinai verso la spiaggia di La Caletta.<br />
Questo servizio era attivo solo per due mesi durante l&#8217;estate e nemmeno per tutti gli anni. Fatto sta che durante l&#8217;inverno la zona non è presidiata e quando dobbiamo intervenire con i nostri mezzi dobbiamo fare le corse pazze da quì per raggiungere la zona. Da Arbatax danno molte volte la disponibilità ma hanno problemi notevoli di organizzazione e non hanno mezzi a sufficenza per poter intervenire fuori dalla loro competenza portuale.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Ma non potrebbero rafforzare il locamare di Siniscola a La Caletta, con personale qualificato e mezzi?&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Lo dici a me? Io l&#8217;ho sempre pensato, ma non saprei per quale motivo c&#8217;è questa situazione in quell&#8217;area.<br />
Lo Stato non interviene a dovere sul territorio.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Non interviene nemmeno per salvare vite umane? Mah!&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: “Sulla <em>Pascucci</em> che fate? Tu che mansione hai?”<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Io sono un furiere e sto in segreteria, dettaglio armi. Per quanto riguarda la nave, si ferma nei porti esteri e fa rappresentanza.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti:&#8221;Cie ede rappresentanza?&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Si! salgono a bordo ammiragli, comandanti, politici, ambasciatori, alte cariche. Poi si fanno grandissimi pranzi, cene, feste e cerimonie a bordo.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Ah, ste bueno allora. E&#8217; una nave ricca&#8221;.<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Apparentemente si, ma chi sa come funziona (dall&#8217;alto) non vuole prendersi responsabilità. I visitatori vedono solo ciò che è bello sul ponte di coperta, ma dentro non ci vivrebbero nemmeno i cani. Spazi ristretti, batteri e polvere dappertutto, oltre all&#8217;amianto.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Ciè schifo! comunque guagnù, devo confidarti che mi affascinava molto questo lavoro quando ero piccolo, ma ora che ci sono dentro&#8230;per come funziona mi ha deluso.&#8221;<br />
Gavino Sotgiu: &#8220;Beh, ti devo dire che ha deluso molto anche a me. E&#8217; un sistema tutto da riformare, perchè così com&#8217;è non durerà tanto, non serve a nulla.<br />
Ora ti saluto, ciao Luigi stammi bene, spero che riuscirai presto a rientrare in Puglia.&#8221;<br />
Luigi Paviglianiti: &#8220;Spero bene anche per te che tu ritorni in Sardegna, Ciao Guagnu&#8217;.&#8221;</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>In memoria dei tanti annegati sulle coste della Sardegna. Inclusi quelli che, probabilmente, si potevano salvare&#8230;ed una sincera stretta di mano ai tanti validi operatori che prestano servizio nella nostra isola.</em></span></p>
<p><strong>Soccorso in mare – Tel. 1530</strong>.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20natzione-Morte%20e%20impotenza%20sui%20mari.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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