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	<title>Sa Natzione - U.R.N. Sardinnya ONLINE: Think tank d&#039;informazione e critica politica riformista di Sardegna &#187; logu</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Puigdemont in Sardegna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 16:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puigdemont in Sardegna. Il leader indipendentista catalano incontra gli indipendentisti sardi. Appuntamento ad Oristano per fare il punto sulla situazione catalana, sarda ed europea. A cura di Maurizio Onnis e della Corona de Logu (assemblea degli amministratori della Nazione Sarda). Onnis: «Due anni fa la Corona de Logu fece visita a Carles Puigdemont, a Bruxelles. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Puigdemont in Sardegna.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Il leader indipendentista catalano incontra gli indipendentisti sardi.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Appuntamento ad Oristano per fare il punto sulla situazione catalana, sarda ed europea. A cura di Maurizio Onnis e della Corona de Logu (assemblea degli amministratori della Nazione Sarda).</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2021/09/C.-Puigdemont-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-18763" title="c-puigdemont-urn" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2021/09/C.-Puigdemont-URN.jpg" alt="" width="605" height="453" /></a></p>
<p>Onnis: «Due anni fa la Corona de Logu fece visita a Carles Puigdemont, a Bruxelles. Per noi fu un’occasione di confronto importante: i catalani erano e sono molto avanti nella costruzione di una coscienza collettiva e di una società decisamente volte all’autodeterminazione.</p>
<p>Ora l’appuntamento si ripete, in terra sarda. Domenica 26, incontreremo Puigdemont e il suo staff a Oristano, che abbiamo scelto perché centro cruciale della nostra storia di libertà. Gli argomenti da trattare non mancano e sono sicuro che, come già accaduto per la visita del 2019, non un solo minuto di quel tempo andrà sprecato.»</p>
<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2021/09/Comunicato-Corona-de-Logu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-18764" title="comunicato-corona-de-logu" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2021/09/Comunicato-Corona-de-Logu.jpg" alt="" width="605" height="783" /></a>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Tragedie culturali: tra subalternità economica e filosofia de logu</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 14:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
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		<description><![CDATA[Sardegna nei guai. Nel giorno in cui scopriamo che il decreto rilancio mira a danneggiare la concorrenza nei trasporti per agevolare la compagnia più costosa e inefficiente, Alitalia, a svantaggio dell&#8217;isola, alcuni opinionisti sardi presentano “Filosofia de Logu”. Uno spazio che dovrebbe denunciare queste forme di subalternità politica, economica e culturale, ma si perde in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Sardegna nei guai.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Nel giorno in cui scopriamo che il decreto rilancio mira a danneggiare la concorrenza nei trasporti per agevolare la compagnia più costosa e inefficiente, Alitalia, a svantaggio dell&#8217;isola, alcuni opinionisti sardi presentano “Filosofia de Logu”. Uno spazio che dovrebbe denunciare queste forme di subalternità politica, economica e culturale, ma si perde in astrazioni ideologiche.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Cerchiamo di sviluppare un ragionamento al riguardo.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/06/Filosofia-de-logu-URN.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-18321" title="filosofia-de-logu-urn" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/06/Filosofia-de-logu-URN.jpg" alt="" width="605" height="443" /></a></p>
<p>In breve, cosa intendiamo in questo spazio per “subalternità politica, economica e culturale della Sardegna”?</p>
<p>Il prodotto delle azioni politiche, sarde e non, nel quadro del modello istituzionale italiano, che contribuisce a determinare una serie di ritardi economici e sociali al nostro territorio.</p>
<p>A differenza di quanto affermano diversi indipendentisti sardi, non crediamo alla teoria di un complotto di Roma a danno della Sardegna. Crediamo semplicemente che la cultura politica italiana, abbinata al suo modello istituzionale, abbia prodotto generazioni di politici che pensano di raggiungere il benessere con un&#8217;Italia centralista e non federale. Un&#8217;Italia dal massiccio intervento pubblico in diversi settori, a sua volta sostenuto da un fisco e da una burocrazia tra le più pesanti di tutto l&#8217;occidente.<br />
Ragioni per cui, tanto il sud del paese, quanto l&#8217;Italia nella sua interezza, stanno perdendo competitività nello scacchiere internazionale. A tal proposito, l&#8217;assistenzialismo e il clientelismo rappresentano i due principali pilastri della conservazione di una nazione fallita. Dai sussidi ad Alitalia sino a quelli al piccolo pastore sardo, abbiamo una politica che lavora esclusivamente per perpetuare il proprio potere, rimandando nel tempo la soluzione dei problemi che ha contribuito ad innescare, non comprendendone neppure appieno la loro natura.</p>
<p>Questa struttura, come argomentato anche nel mio <a href="http://www.sanatzione.eu/2019/02/problemi-economico-finanziari-della-sardegna-ecco-il-libro/" target="_blank">ultimo libro</a> (<em>Condaghes 2019</em>), e nell&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2020/06/tra-svizzera-e-sardegna-il-residuo-fiscale/" target="_blank">ultimo intervento</a> di Franz Forti curato da Gianni Carboni, sigilla un&#8217;Italia a due velocità: un nord in cui continueranno ad accentrarsi tutti i principali investimenti, nonostante il calo di competitività e il drenaggio di risorse a favore del sud; ed un sud obbligato a vivere di assistenza dal nord, incapace, per esempio, di sviluppare un fisco ed una burocrazia capace di attirare altrettanti investimenti (come invece avviene nel federalismo elvetico).<br />
Investimenti di che genere? Non calati dall&#8217;alto dalla politica e coi soldi dei contribuenti, ma investimenti privati, bisognosi di un ecosistema in cui poter fare impresa.</p>
<p>In sintesi, l&#8217;Italia premia l&#8217;inefficienza e colpisce il merito, al fine di tutelare questa o quella categoria vicina al potere di turno.</p>
<p>Un esempio pratico tra i tanti?</p>
<p>Poche ore fa abbiamo appreso che l&#8217;<a href="https://palermo.repubblica.it/politica/2020/06/05/news/aerei_le_low_cost_minacciano_di_lasciare_i_cieli_italiani_per_la_sicilia_rischio_isolamento-258503080/" target="_blank">intero mercato aereo italiano è in subbuglio</a>. I grandi operatori privati, che hanno contribuito ad abbattere il prezzo dei biglietti e a far viaggiare di più e meglio sardi e italiani, sono obbligati dal “decreto rilancio” a conformarsi agli standard di servizio dell&#8217;unica inefficiente compagnia aerea sopravvissuta con soldi pubblici: Alitalia.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />L&#8217;ennesimo attacco di un governo italiano alla libera impresa, al merito e all&#8217;efficienza, tramite strumenti legislativi opachi e poco trasparenti, con evidenti finalità monopolistiche e clientelari.</p>
<p>La vicenda ovviamente non è affatto conclusa ed è lecito attendersi ulteriori sviluppi, affinché le compagnie di mezzo mondo non abbandonino l&#8217;Italia al suo destino, che ha comunque un mercato importante.</p>
<p>Ma mentre accade tutto ciò, ci accorgiamo della nascita di “Filosofia de Logu”: un collettivo di opinionisti e docenti sardi interessati a riflettere e a far conoscere al pubblico il problema della “subalternità”, gramscianamente parlando, secondo un approccio tanto filosofico quanto analitico.</p>
<p>Un progetto apparentemente interessante dunque, ma che rischia di scadere nella solita autoreferenzialità e nell&#8217;astrazione ideologica, peraltro faziosa, priva di attinenza con la realtà.</p>
<p>La presentazione di questo collettivo infatti non ha mancato di offrire una panoramica dell&#8217;orizzonte culturale di alcuni proponenti. Alcuni preparati, altri meno.<br />
Tra gli interventi c&#8217;è addirittura chi ha sostenuto il modello confederale del Rojava siriano; e chi ha sostenuto la bontà del movimento no global come panacea di tutti i mali.</p>
<p>Si, avete letto benissimo.<br />
Il lettore che ha avuto la pazienza di arrivare sin qui non si sbellichi dalle risate, la situazione è drammatica.</p>
<p>La distanza di alcuni personaggi del collettivo dalla quotidiana realtà dei sardi si è resa più evidente dalla qualità media del pubblico interessato a seguirne i loro contenuti: per intenderci, non sono mancati coloro i quali vedono l&#8217;isola come succube di oscure forze coloniali, di cui i sardi sarebbero meri camerieri.</p>
<p>In altri termini, quelli che vorrebbero parlarci di subalternità ne sono i primi sponsor, in quanto diffondono stereotipi e luoghi comuni che non riguardano affatto una larga parte della società sarda.</p>
<p>I nostri interlocutori invece dovrebbero essere i sardi che toccano con mano le asperità del lavoro quotidiano: dal sardissimo Giovanni Sanna, a capo di un milionario impero alberghiero, ad uno dei suoi mille sardissimi dipendenti che manda avanti la propria famiglia. Passando per l&#8217;idraulico che vi ha sistemato il rubinetto di casa, sino al commerciante che vi ha venduto un paio di calzini, etc.</p>
<p>Insomma, come ci insegnò pure un intellettuale del calibro di Gianfranco Pintore, dobbiamo parlare di subalternità a quei conterranei che tutti i giorni ne subiscono gli effetti, nella più totale assenza di politici e intellettuali realmente interessati a garantire una crescita, non del proprio ego o di sconclusionate teorie veterosocialiste, ma del territorio.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2020/06/URN-Sardinnya-Lopinione-Sulla-fuffa-de-logu.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>L&#8217;aperitivo: Corona de Logu o Corona degli Antisardisti?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2019/04/laperitivo-corona-de-logu-o-corona-degli-antisardisti/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2019 19:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Auguri alla neonata Corona de Logu, spazio democratico degli amministratori indipendentisti. Ma, c&#8217;è un &#8220;ma&#8221; di non poco conto: l&#8217;assenza del Partito Sardo d&#8217;Azione, che oggi guida la Regione col consenso di migliaia di sardi, e di un esercito di amministratori locali, penalizza in partenza un&#8217;assise dichiarata &#8220;aperta e plurale&#8221;. Un&#8217;assise da cui non mancano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em>Auguri alla neonata Corona de Logu, spazio democratico degli amministratori indipendentisti.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Ma, c&#8217;è un &#8220;ma&#8221; di non poco conto: l&#8217;assenza del Partito Sardo d&#8217;Azione, che oggi guida la Regione col consenso di migliaia di sardi, e di un esercito di amministratori locali, penalizza in partenza un&#8217;assise dichiarata &#8220;aperta e plurale&#8221;. Un&#8217;assise da cui non mancano tuttavia vari esponenti uniti da due capisaldi: la critica al sardismo e un&#8217;ideologia di sinistra.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>E questo merita qualche riga di riflessione.</em></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Di Adriano Bomboi.</em></span></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/04/Logo-della-Corona-de-Logu.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-17143" title="logo-della-corona-de-logu" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/04/Logo-della-Corona-de-Logu.jpg" alt="" width="605" height="483" /></a></p>
<p>Osservo una foto che apre i lavori della &#8220;Corona de Logu&#8221;, e subito ne ricavo un senso di solitudine e di elitarismo. Quelle minacciose poltrone vuote che accerchiano promotori e avventori dell&#8217;iniziativa rappresentano il nostro fallimento politico, in primis come indipendentisti, secondariamente come democratici.<br />
Il dubbio infatti mi assale: in quella sala c&#8217;era l&#8217;avanguardia di un ideale politico, o solo chi, di quell&#8217;ideale, seppur in buona fede, ne sta rallentando la diffusione? Forse entrambe le cose.<br />
O forse si trattava di un meeting di chi ha perso le recenti elezioni regionali?</p>
<p>Tante domande e poche certezze: l&#8217;incapacità di accogliere, o di spiegare un progetto (valido o meno che sia), rappresenta una delle più grosse spine nel fianco dell&#8217;indipendentismo contemporaneo. E questo ne limita in partenza la partecipazione, riducendo ogni buona idea ad un&#8217;avventura magari estemporanea e dal destino incerto.</p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/04/Onnis-speaks-Foto-di-Bustianu-Cumpostu.jpg"><img class="size-full wp-image-17145 alignleft" title="onnis-speaks-foto-di-bustianu-cumpostu" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/04/Onnis-speaks-Foto-di-Bustianu-Cumpostu.jpg" alt="" width="330" height="186" /></a>Osservo poi i nomi di partecipanti a vario titolo della &#8220;Corona indipendentista&#8221; e i dubbi aumentano: forse gli avvocati di Rifondazione Comunista sono più rappresentativi del PSD&#8217;AZ?</p>
<p>Ben vengano comunque le &#8220;nuove leve&#8221;, che possono dare un contributo e offrire una cornice legale di tutela a tutti quegli indipendentisti che potrebbero essere accusati di eversione (il caso di Luisi Caria sta lì a dimostrarne la necessità). A patto che non importino anche costumi e comportamenti tipici della sinistra radicale italiana, peraltro già ampiamente presenti nel panorama indipendentista sardo.</p>
<p>Ma continuo a sfilare i nomi dei partecipanti e scorgo persino il Partito dei Sardi. Cioè quello che sino a ieri ha governato con la Giunta Pigliaru, ossia con la medesima strategia con cui da decenni il Partito Sardo d&#8217;Azione onora lo scenario politico sardo della sua presenza. E non mi spiego l&#8217;assenza dei sardisti, che dovrebbero affollare la sala della &#8220;Corona&#8221;, annullando quel gravoso senso di solitudine.</p>
<p>Interrogandomi dunque sull&#8217;utilità generale dell&#8217;iniziativa, il pensiero corre alle vecchie Repubbliche Popolari dell&#8217;est europeo, quelle per cui la &#8220;democrazia&#8221; era un concetto in cui esisteva solamente chi la pensava allo stesso modo. E tanti saluti a tutti gli altri.</p>
<p>La storia ha poi dimostrato che le &#8220;avanguardie&#8221; non erano tali, e non erano neppure maggioranze.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2016/05/SaNatzione.eu-URN-Sardinnya-Logo.jpg" alt="" width="196" height="200" />Mi si dirà: &#8220;la Corona de Logu è aperta a tutti, chi manca potrà partecipare in un secondo momento&#8221;.</p>
<p>Benissimo. E d&#8217;altra parte, non tutti i sardisti sono indipendentisti o interessati ai principi della &#8220;Corona&#8221;.</p>
<p>Che dire infatti di quei zoticoni che regalavano i 4 Mori al Berlusconi di turno? Hanno avuto l&#8217;ardire di allearsi con la Lega. Una forma di tradimento per chi proviene dalla sinistra, e non distingue un estintore dal pluralismo.<br />
Perché è proprio questo il nocciolo del discorso: anche il sottoscritto non condivide numerose posizioni della Lega e la stessa alleanza del PSD&#8217;AZ col salvinismo, ma il sottoscritto non ha interesse a occultare il ruolo, il peso e la storia del sardismo nella nostra società. Financo il necessario rispetto umano a chi ne fa parte.</p>
<p>Sfortunatamente non tutti la pensano come me. A giudicare dai numerosi messaggi critici che appaiono sui social, da parte dei fondatori della &#8220;Corona&#8221;, il sardismo non sembra più ricoprire tale ruolo.</p>
<p>Insomma, i promotori della &#8220;Corona de Logu&#8221; devono decidere se intendono ampliare e dare un concreto futuro ad un&#8217;idea a mio avviso molto positiva, manifestando segni di apertura a chi, in questa fase politica, ha scelto strade diverse. Oppure sarà meglio evitare di perdere tempo con avventure destinate a rimanere marginali in partenza.</p>
<p><em>Nota: il presidente della Corona de Logu, Davide Sanna, precisa che i membri del Partito Sardo d&#8217;Azione sono stati puntualmente invitati ai lavori dell&#8217;organizzazione (m. h. 22:08).</em></p>
<p>- <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2019/04/URN-Sardinnya-Lopinione-Corona-de-Logu-o-Antisardista.pdf" target="_blank">Scarica questo articolo in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE</strong></p>
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		<title>Nasce la &#8216;Corona de logu&#8217;, spazio dell&#8217;indipendentismo democratico</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2018/10/nasce-la-corona-de-logu-spazio-dellindipendentismo-democratico/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2018 21:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce a Bauladu la &#8220;Corona de logu&#8221;, un&#8217;assemblea aperta agli amministratori pubblici indipendentisti eletti in ogni consesso democratico dell&#8217;isola. Tra i vari promotori, i sindaci Maurizio Onnis e Davide Corriga Sanna. Ecco lo statuto dell&#8217;organizzazione: Redazione SANATZIONE.EU]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2017/03/Sa-Natzione-Online.jpg" alt="" width="605" height="403" /></p>
<p>Nasce a Bauladu la &#8220;Corona de logu&#8221;, un&#8217;assemblea aperta agli amministratori pubblici indipendentisti eletti in ogni consesso democratico dell&#8217;isola. Tra i vari promotori, i sindaci Maurizio Onnis e Davide Corriga Sanna.</p>
<p>Ecco lo statuto dell&#8217;organizzazione:</p>
<p><strong><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16679" title="cdl-carta-1" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-1.jpg" alt="" width="605" height="857" /></a><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16680" title="cdl-carta-2" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-2.jpg" alt="" width="605" height="857" /></a><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16681" title="cdl-carta-3" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-3.jpg" alt="" width="605" height="857" /></a><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-16682" title="cdl-carta-4" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2018/10/CDL-Carta-4.jpg" alt="" width="605" height="857" /></a>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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		<title>Lettera agli On.li Soru e Cabras su Riforme e Indipendentismo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 20:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Manifestu-Sardista-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1366" title="Manifestu Sardista-SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Manifestu-Sardista-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="403" height="305" /></a>Gent. mi Presidente Soru ed On. Antonello Cabras,</p>
<p><em>“Rem tene, verba sequentur”</em> dicevano i Latini &#8211; <em>“Bada di possedere i contenuti, le parole verranno”</em>.</p>
<p>E&#8217; con vivo interesse che negli ultimi tempi abbiamo seguito la vostra volontà di dibattere attorno alle tematiche del federalismo, dell&#8217;Autonomia e di una maggiore Sovranità che abbia come base la riscrittura dello Statuto Sardo.<br />
Pur non condividendo il progetto del Partito Democratico del quale siete autorevoli esponenti, il particolare momento storico di crisi che attraversa la credibilità dell&#8217;Autonomia speciale del 1948, merita i più ampi spazi di convergenza: sia da parte della società civile, sia da parte del mondo economico, sia da parte della politica stessa, chiamata a questo arduo compito di collettivo rilancio della Sardegna.</p>
<p>Presidente Soru, il suo debutto politico attraverso <em>Progetto Sardegna</em> (poi, PD) è stato senza ombra di dubbio il perno attraverso il quale le tematiche identitarie e della tutela territoriale hanno conosciuto una nuova primavera. Alcune Sue battaglie rimarranno in quell&#8217;indefinito sentire comune che è il variopinto bacino del nazionalismo Sardo: Sia nel circuito strettamente autonomista che in quello indipendentista. Ma non solo.<br />
Questo non ci ha tuttavia impedito di guardare con occhio critico ad alcuni passaggi della sua Giunta, poi conclusasi con l&#8217;elezione del Presidente Cappellacci: Una maggioranza, quest&#8217;ultima, alquanto discutibile. Ma non per questo priva anch&#8217;essa di alcuni elementi positivi.</p>
<p>Senatore Cabras, Lei ha avuto il merito di spezzare l&#8217;ambiguità del suo partito circa la presentazione di una proposta di revisione statutaria che, tuttavia, risulta priva di quel componente fondamentale che spinse i padri costituzionali al riconoscimento delle Regioni a Statuto Speciale: Il fattore identitario e culturale.<br />
Un fattore che si addentrò nella 3a legge Costituzionale del 1948 (da cui scaturì il corrente Statuto Sardo) e che diede luogo alla dicitura di “Popolo Sardo” al suo interno.<br />
Un Popolo tuttavia subordinato (secondo la concettualità giuridica dell&#8217;esercizio di Sovranità) a quello Italiano, di cui pure è parte integrante.<br />
Che la Costituzione Italiana debba essere riformata, per dare migliori margini di manovra ad una efficace Costituente fondata sulla Sovranità dell&#8217;isola e sul carattere pluriculturale e federale della Repubblica, è pertanto cosa ovvia.<br />
Che non si possa, parimenti, arrivare all&#8217;indipendenza nel quadro di questa riscrittura, è cosa altrettanto ovvia.<br />
Non è infatti l&#8217;istituto dell&#8217;Autonomia in se ad essere fallito, ma la Carta del 1948:</p>
<p>Nel dopoguerra, con riferimento alla Sardegna, essa fu il prodotto di una serie di compromessi che allora si ritenevano imperativi. Tra questi, la necessità di risollevare l&#8217;economia dell&#8217;isola; la necessità di rispettare le diverse sensibilità culturali; ma anche la necessità di salvaguardare l&#8217;unità dello Stato Italiano in un momento di possibili disgregazioni che si affacciavano all&#8217;orizzonte e che l&#8217;Italia scaturita dai patti di Yalta non poteva permettersi. Tantomeno nel cuore del Mediterraneo occidentale.<br />
Il prezzo di questa stabilità ha comportato tuttavia l&#8217;avvento di due matrici identitarie entrambe maturate in seno al Popolo Sardo:<br />
Quella che a pieno titolo si sente italiana (e non a caso infatti, secondo molti storici, è con l&#8217;Italia dei media, dello sport e del boom economico che si completa la vera unificazione nazionale italiana).<br />
E la seconda matrice: Quella che non ha mai smesso di guardare alla Sardegna come Nazione e ne ha propugnato sempre più nel tempo la gestazione di una politica che dall&#8217;Autonomismo filo-italiano si è parzialmente evoluto fino alla democratica pretesa di una totale automazione dell&#8217;isola in qualità di nuovo Stato dell&#8217;Unione Europea.<br />
Oggi l&#8217;Autonomia del 1948 si rivela essere sempre più inadeguata al contesto della moderna globalizzazione e della tutela non solo economica ma anche identitaria della Sardegna.<br />
Bisogna però capire cos&#8217;è l&#8217;indipendentismo in occidente e perché quello nostrano non sia ancora idoneo alle sfide che lo attendono:<br />
L&#8217;indipendentismo infatti non potrà mai essere la proiezione automatica di un territorio da uno stato ad uno nuovo senza il preventivo percorso autonomista. Ovvero, non esiste altro percorso se non quello per cui esso dovrà traslare progressivamente, nel tempo, poteri in campo fiscale ed amministrativo, quindi da stato centrale ad istituzioni periferiche.<br />
Un consenso di massa per l&#8217;area indipendentista non potrà dunque mai esistere fintanto che le istituzioni non riconosceranno una Nazionalità Sarda; una sua rappresentatività internazionale; un efficace bilinguismo; una scuola che insegni la storia del proprio territorio al suo tessuto sociale e dei media &#8211; ma anche un sistema sportivo &#8211; che accompagnino tale processo di difesa e di consolidamento (nelle prossime generazioni) di quanto perduto in 60 anni di “Autonomia”, o meglio, di centralizzazione: Perché è questo il termine più consono al contesto in cui viviamo.<br />
Il tutto, ovviamente, organicamente supportato da una congrua sovranità in materia fiscale e del Credito.<br />
Se <em>Sardegna Democratica</em>, e quindi il PD, intenderanno dare un forte contributo allo sviluppo della Sovranità Sarda, questa non potrà mai recedere nella sua formulazione di “Popolo Sardo” dallo Statuto del &#8217;48. Alla stessa stregua &#8211; in linea con quanto suddetto &#8211; questa dovrà evolversi verso il riconoscimento della Nazionalità Sarda: Così come già espresso dalla formulazione del <a href="http://www.partitosardo.org/index_files/Proposta%20de%20Cossiga-URN%20Sardinnya.pdf">testo depositato in Senato nel 2006</a> del Presidente emerito Francesco Cossiga (spintosi fino all&#8217;ipotesi di una doppia cittadinanza); e come già espresso dal testo scritto dal Comitato per la nuova “Carta de Logu”, sostenuto dal Senatore Piergiorgio Massidda attraverso il <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/DDL%201244-Noa%20Carta%20de%20Logu.pdf">DDL 1244</a>.<br />
IRS e Sardigna Natzione? Pionieri e lodevoli movimenti che hanno contribuito allo sviluppo della politica che oggi preme in quella direzione. Movimenti tuttavia – neanche troppo velatamente – attraversati da un certo anti-autonomismo: Una dottrina ideologica sorta in epoca di guerra fredda e giunta fino al presente secondo varie interpretazioni; tutte votate alla frantumazione politica nonché, qualcuna, fino al settarismo. Una dottrina nata in epoca di “rivoluzioni” sociali repentine nelle quali si riteneva lecita e possibile la piena indipendenza da un momento all&#8217;altro. Qualcosa oggi di evidentemente fantasioso, ma che nel presente non si è tradotto in una collaborazione con quelle forze, anche non indipendentiste, interessate ad una riforma dello Statuto Sardo.</p>
<p>E&#8217; per queste ragioni che come cittadini, comuni elettori e spettatori della politica, senza particolari mezzi, nel 2005 abbiamo riunito una modesta associazione (U.R.N. Sardinnya), formata anche da militari Sardi, al fine di contribuire a riformare la politica indipendentista e trainarla fuori dagli storici ritardi culturali che ne impediscono lo sviluppo politico. Piccoli elementi come l&#8217;apertura al liberalismo, all&#8217;Europeismo, al miglioramento dell&#8217;immagine e della comunicazione, al superamento di obsolete ideologie del secolo scorso ed alla riduzione della conflittualità, sono concettualità in parte entrate o che vanno entrando nel variegato circuito del Nazionalismo Sardo su vari livelli. In linea con i più avanzati modelli internazionali di matrice territoriale (Scottish National Party, PNV, Parti Québécois, DPP of Taiwan, ecc).<br />
Elementi di IRS, della nuova Fortza Paris (orientata ad un Partito Nazionale Sardo), del PSD&#8217;AZ e di Sardigna Natzione, credono in un futuro progetto politico territoriale teso alla riduzione della frammentazione identitaria, ben lungi dal vecchio “folk-ribellismo” purtroppo tutt&#8217;altro che estirpato.</p>
<p>Sono ormai diversi gli imprenditori, i cittadini ma anche i piccoli amministratori che ci scrivono chiedendoci di fare pressioni in campo politico sul versante delle riforme. Ma noi non abbiamo alcun potere in tal senso.<br />
I Sardi sono storicamente afflitti da una qualche <em>“<a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/la-sindrome-di-stoccolma-del-popolo-e-della-politica-sarda/">Sindrome di Stoccolma</a>”</em> che ne impedisce le capacità strutturali di sviluppo. Eppure, gli stessi Sardi all&#8217;Italia hanno fornito migliaia di soldati; centinaia di ufficiali, scienziati; giornalisti; politici di ogni levatura; artisti; banchieri; letterati; architetti e persino musicisti: Se questo è un Popolo che non ha qualità da valorizzare, allora forse oggi l&#8217;Italia non sarebbe migliore di quello per cui la contestiamo e che non ci impedirà comunque di vederla come Nazione amica. Ma questo lo decideranno solo le prossime generazioni.<br />
A noi spetta solo il compito di capire se si vuole fare una campagna elettorale sui temi della Sovranità per sedurre l&#8217;area indipendentista, oppure per lasciare un segno indelebile nella storia dell&#8217;isola. L&#8217;esercizio retorico non convince, e niente ci vieterà di continuare a pensare che un voto in meno al bipolarismo italiano equivalga ad un voto in più per la Sardegna.<br />
Ma certamente anche il PDL Sardo nella fase che porterà alla Costituente non rimarrà impassibile, come siamo certi che in sede dibattimentale, Presidente Soru ed On. Cabras, le divergenze verranno appianate e non farete mancare il vostro costruttivo supporto per evitare che la Sardegna in cui vivranno i nostri figli sia relegata ad uno stadio culturale antecedente a quello che, attraverso l&#8217;insufficiente Specialità identitaria, i padri della Costituzione Italiana ci hanno lasciato.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Lettera%20a%20Soru%20e%20Cabras.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Appunti da ripetere sull&#8217;Autonomia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 20:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya, &#8220;Costruire l&#8217;autonomia per costruire l&#8217;indipendenza&#8221;. Una bella frase. Peccato che la Sardegna non navighi in buone acque sulla valutazione di percorsi e possibili approcci allo sviluppo della sua sovranità. Sono passati secoli da quando il giurista Jean Bodin introdusse la Francia alla moderna concettualità dello stato-nazione, o meglio, alla paralisi dell&#8217;assolutismo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-676" title="Althusius-URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2009/11/Althusius-URN-Sardinnya-237x300.jpg" alt="Althusius-URN Sardinnya" width="237" height="300" /></p>
<p>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>&#8220;Costruire l&#8217;autonomia per costruire l&#8217;indipendenza&#8221;. Una bella frase. Peccato che la Sardegna non navighi in buone acque sulla valutazione di percorsi e possibili approcci allo sviluppo della sua sovranità.<br />
Sono passati secoli da quando il giurista Jean Bodin introdusse la Francia alla moderna concettualità dello stato-nazione, o meglio, alla paralisi dell&#8217;assolutismo. Una formula cui nello stesso secolo si contrappose la filosofia politica di Johannes Althusius, primo vero pensatore federalista nonché avversario della teoria secondo la quale una sola istituzione (all&#8217;epoca, il sovrano) avrebbe dovuto guidare lo Stato senza fornire alcuna delega legislativa al Popolo.<br />
Dal &#8220;Politica methodice digesta&#8221; ne è passata di acqua sotto i ponti. Anche sotto quelli Sardi, i quali hanno visto l&#8217;isola passare di mano da una monarchia all&#8217;altra finché, nel 1861, non nacque il Regno d&#8217;Italia.<br />
Sarebbe scorretto affermare che l&#8217;Italia unita non abbia portato benefici alla sua popolazione nel momento in cui, o meglio, col passare del tempo, ha conseguito una posizione di relativo sviluppo e media potenza in seno alla Comunità Internazionale.<br />
Sfortunatamente parte del PIL Italiano è il prodotto dei re-investimenti del crimine organizzato, il quale, solo al sud e solo in certi noti quartieri, fattura (pensate) tanto quanto il PIL di alcuni paesi del &#8220;terzo mondo&#8221; messi insieme.<br />
L&#8217;Italia, politicamente e socialmente parlando, nei fatti rimane un Paese a diverse velocità in cui spesso e volentieri dei territori dal grande patrimonio umano ed ambientale (come la Sardegna) vengono esclusi dallo sviluppo. Siamo nella situazione per cui serve addirittura più di un decennio per cantierizzare un&#8217;infrastruttura stradale, ma nel frattempo Roma rapina e non restituisce quel gettito fiscale di miliardi di euro (derivante dalle nostre tasse) previsto dalla finanza regionale (vedere vertenza entrate).<br />
Dopo 60 anni abbiamo la consapevolezza che la vecchia &#8220;Autonomia&#8221; scaturita (con legge costituzionale) nella forma dello Statuto Autonomo del 1948 è superata. Fin&#8217;ora ogni tentativo di riforma delle istituzioni Sarde si è arenato e/o è caduto nell&#8217;oblio: come la <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Proposta%20de%20Cossiga-URN%20Sardinnya.pdf">proposta di revisione Costituzionale (Vedi PDF)</a> presentata in Senato nel 2006 dal Presidente emerito Cossiga e come la proposta della <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Noa%20Carta%20de%20Logu-URN%20Sardinnya.pdf">Noa Carta de Logu (Vedi PDF)</a> di qualche anno fa.<br />
Ma se l&#8217;Italia centralista fu un organismo disegnato militarmente dalla monarchia Piemontese (proiezione di quella accentratrice Francese) al fine di unire popoli culturalmente e linguisticamente diversi, la parola d&#8217;ordine nel presente non è data solo dal riconoscere la necessità di una nuova Autonomia, quanto dal capire che di Autonomia non ne abbiamo mai seriamente esercitata.<br />
E&#8217; tempo di uscire da una certa vecchia retorica indipendentista abituata al vilipendio verso una fantomatica Autonomia Sarda:</p>
<p>Chi mai avrebbe il coraggio di dire oggi che la Sardegna ha capacità fiscali ed erariali completamente autonome?<br />
Chi mai avrebbe il coraggio di dire che la Storia e la Lingua Sarda sono peculiarietà riconosciute e diffuse dalle istituzioni (la scuola in primis) e dai Media?<br />
Attorno a noi solo centralismo italiano: Chiamiamo le cose con il loro nome.<br />
Non esiste alcun nazionalismo Sardo capace di bilanciare quello italiano, ma la colpa non è necessariamente dell&#8217;ignavia politica locale o del centralismo romano. Nell&#8217;isola abbiamo avuto un insieme di fattori strutturali e sociali (come Pubblica Istruzione, Sport e Media) che fin&#8217;ora hanno ritardato l&#8217;evoluzione della politica identitaria Sarda e la sua conseguente diffusione elettorale. Non solo quindi problematiche connesse all&#8217;endemica assenza di fondi rispetto ai grandi partiti italiani (detentori dello status quo) ma evidenti ritardi concettuali della politica territoriale.</p>
<p>Sono finiti i tempi in cui l&#8217;embrionale indipendentismo Sardo (di matrice Marxista) connotava la battaglia per l&#8217;autodeterminazione in misura ideologica.<br />
La conquista della sovranità non avverrà mai attraverso un cambio repentino del sistema-Paese ma esclusivamente attraverso un percorso progressivo di adattamento strutturale del sistema sociale, economico e culturale Sardo, nel tempo. A seguito di riforme.<br />
Bisogna altresì fare alcune distinzioni: I partiti italiani in Sardegna non sono autonomisti ma centralisti.<br />
L&#8217;autonomismo non è l&#8217;Autonomia (in Sardegna, ancora da costruire).<br />
L&#8217;autonomismo è piuttosto un percorso di conseguimento dell&#8217;Autonomia che può muoversi sullo stesso piano dell&#8217;indipendentismo e non è (rispetto ad esso) un concetto antagonista.<br />
Il percorso di sviluppo della sovranità, per gradi, nelle istituzioni Sarde, è autonomismo. Un processo fin&#8217;ora mai attivato da alcuna forza politica.<br />
E&#8217; notorio che un certo vetusto circuito indipendentista ripeta quanto la stagione delle alleanze sia “superata” e non abbia mai portato a nulla (vedasi il passato del Partito Sardo d&#8217;Azione), ma è altrettanto notorio che tale pregiudizio si basi su motivazioni prive di fondamento:<br />
Infatti, solo negli ultimi anni possiamo considerare accresciuto il panorama di sigle identitarie Sarde (nonostante i voti siano in calo rispetto al decennio scorso).<br />
Il punto focale risiede nella necessità di ridurre la frammentazione politica per promuovere maggiore coordinazione programmatica tra sigle territoriali.<br />
E&#8217; necessario passare alla rimozione completa della sciocca ed inesistente guerra tra autonomismo ed indipendentismo.<br />
Bisogna sviluppare un progetto politico capace di pesare ed influenzare l&#8217;operato di una eventuale amministrazione regionale nel suo Consiglio legislativo.<br />
Non si può combattere il bipolarismo in ordine sparso, né fuori da sedi di governo: Una formula deleteria che oggi diviene del tutto organica e funzionale al centralismo che invece dobbiamo avversare.<br />
Altro mito da sfatare è la pregiudiziale secondo la quale l&#8217;Autonomia non è che una forma di subordinazione rispetto allo Stato centrale e quindi &#8220;non s&#8217;ha da fare&#8221;:<br />
Se è vero che il federalismo invece si pone come organismo che assegna pari grado di sovranità a centri amministrativi diversi, non è improprio affermare che anche un&#8217;Autonomia eventualmente subordinata allo Stato centrale garantisca quei criteri di potenziamento e consolidamento del Nazionalismo Sardo nel tessuto sociale. Che cosa intendiamo dire?<br />
Che senza una vera Autonomia economica e culturale, il Popolo non maturerà mai una visione distinta ed autonoma di sé dal resto della Repubblica e pertanto senza il fondamentale gradino autonomista non si capaciterà mai di avere peculiarietà e potenzialità di autodeterminarsi verso nuove forme istituzionali. Magari da conseguire, in futuro, attraverso un referendum sull&#8217;indipendenza.<br />
Fermo restando la ovvia permanenza nell&#8217;Unione Europea e nel generale consesso della Comunità Internazionale.</p>
<p>L&#8217;aspetto più grottesco di alcuni indipendentisti è che recriminano ai rappresentanti Sardi dei partiti centralisti di non essere abbastanza &#8220;autonomisti&#8221; (in ragione dell&#8217;etichetta autonomista che gli appiccicano addosso più di quanto tali politici non se la costruiscano da soli per ragioni propagandistiche); ma gli stessi indipendentisti tacciono nel momento in cui le loro discutibili dirigenze si dividono e non riescono a formulare alcuna piattaforma programmatica in fase di elezioni. Le responsabilità generali le imputano sempre &#8220;agli altri&#8221;, ai centralisti che chiamano &#8220;autonomisti&#8221;. Mai a se stessi. Paradossale appare inoltre lo slogan coniato dal movimento IRS: &#8220;Meno Autonomia, più Sovranità&#8221;, come se l&#8217;autonomia non sia una forma di sovranità o come se l&#8217;autonomia sia un qualcosa di immutabile nel tempo che non può essere sottoposto a nuove riforme e quindi a più riscritture statutarie. Se invece ci si riferisce all&#8217;<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Statuto%20Regione%20Autonoma%20della%20Sardegna%20-%20URN%20Sardinnya.pdf">autonomia speciale del 1948 (Vedi PDF)</a>, evidentemente non si ha l&#8217;esatta percezione di ciò che si afferma: Anche le ex &#8220;Repubbliche&#8221; Sovietiche venivano definite &#8220;Repubbliche&#8221; ma nei fatti non lo erano, perché si trattava di regimi. Alla stessa stregua, la Sardegna non dispone di alcuna reale sovranità/autonomia (applicata) su diverse pertinenze sociali ed amministrative. Si tratta di una realtà fattualmente centralista.</p>
<p>L&#8217;indipendentismo Sardo deve crescere e capire che il suo sviluppo elettorale è strettamente connesso allo sviluppo di un percorso autonomistico di riforme dell&#8217;assetto socio-territoriale. Non si può altrimenti pretendere di entrare nei grandi numeri della politica emulando modelli politici in cui invece (come ad esempio la Catalogna) esiste un cosciente substrato nazionale distinto da quello centrale.<br />
Per dirla in parole semplici: Se non introdurremo legislativamente verso il Popolo la nostra cultura nella scuola pubblica e nei media, veramente pochi matureranno la comprensione delle istanze indipendentiste.<br />
Piuttosto, come nel presente, tali istanze rischiano di venire diluite ed inquinate verso un fasullo autonomismo prodotto abitualmente dai partiti italiani.</p>
<p>L&#8217;appello è dunque tutto per i dirigenti dei movimenti &#8220;autonomisti&#8221; ed &#8220;indipendentisti&#8221; Sardi:<br />
Basta con le etichette e le divisioni. Riformiamo la carta fondamentale dell&#8217;isola.<br />
Sapete benissimo che la stagione delle utopie e della bassa propaganda da distribuire a piene mani alla propria militanza è finita.<br />
E&#8217; tempo di parlare chiaramente e di assumersi responsabilità di governo.</p>
<p>Grazie per la cortese attenzione.</p>
<p>Di B. Adriano e F. Maurizio.</p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Sull%27Autonomia.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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