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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; hamas</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Il diritto all&#8217;esistenza di Israele non si discute</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 22:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,
Quanti conoscono “Nathan il Saggio”? Fu il capolavoro della tolleranza tra culture e religioni della letteratura illuminista tedesca. Il testo, di Gotthold Ephraim Lessing, fu in seguito censurato dal nazismo hitleriano ed anche dal fascismo spagnolo che si richiamava ai fasti della vecchia Spagna imperiale: quella che in pieno fervore cattolico cacciava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/04/Israel-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2829" title="Israel - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/04/Israel-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="240" /></a>Benvenuti su U.R.N. Sardinnya,</p>
<p>Quanti conoscono “Nathan il Saggio”? Fu il capolavoro della tolleranza tra culture e religioni della letteratura illuminista tedesca. Il testo, di Gotthold Ephraim Lessing, fu in seguito censurato dal nazismo hitleriano ed anche dal fascismo spagnolo che si richiamava ai fasti della vecchia Spagna imperiale: quella che in pieno fervore cattolico cacciava gli ebrei dalle sue terre.<br />
Nella letteratura non sono mai mancati i richiami alla tolleranza od alla semplice riflessione sul ruolo di un popolo vilipeso e bistrattato dai suoi simili, come nel “Mercante di Venezia” di William Shakespeare, a sua volta ispirato da una novella dello scrittore trecentesco Giovanni Fiorentino.</p>
<p>Non esiste Popolo sulla terra tanto offeso e calpestato quanto quello ebraico, che nei secoli ha dovuto patire sofferenze ed eccidi di varia natura. A partire dall&#8217;Impero Romano, passando per le crociate (che all&#8217;atto pratico non iniziarono contro i musulmani ma in Europa); la Controriforma delle potenze cattoliche (che costò il rogo anche a parecchi ebrei) e l&#8217;olocausto operato dal nazismo contro gli &#8220;eredi&#8221; di David.<br />
Con “La Notte” di Elie Wiesel ci siamo domandati se l&#8217;essere umano &#8211; nonostante alcuni importanti valori conseguiti con la tolleranza di Locke, l&#8217;illuminismo, i diritti dell&#8217;uomo di Thomas Paine ma anche le scoperte scientifiche &#8211; abbia fatto un passo in avanti con l&#8217;avvento dei campi di concentramento del &#8216;900. Una piaga che non risparmiò neppure la politica di svariati Paesi del socialismo reale. La risposta che ci siamo dati è stata negativa, perché gli uomini scordano rapidamente gli errori del passato e tendono a ripeterli, anche in epoche apparentemente attraversate dalla Ragione e dal buon senso.<br />
Occorre sempre vigilare.<br />
In Sardegna è stata la morte del pacifista filo-palestinese Vittorio Arrigoni a Gaza ad aver portato a galla una nuova forma di intolleranza che purtroppo trae origine dal conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente. Non si discute la bontà di Vittorio Arrigoni ed il suo impegno per la vita dei bambini e del Popolo palestinese nel suo complesso, ma giudicare negativamente un Popolo, quello ebraico, come hanno fatto anche parecchi Sardi dopo la morte di Arrigoni, è stato anch&#8217;esso un sintomo di intolleranza.<br />
E non si può mettere sullo stesso piano la politica di un governo con il diritto all&#8217;esistenza di un Popolo che in una sua componente ha espresso quel governo.<br />
Bisogna inoltre considerare che Vittorio Arrigoni, malgrado abbia ricevuto minacce di morte anche dal campo israeliano, non è stato ucciso da Israele ma da una fazione interna ai palestinesi. Il regime di Hamas al potere nella striscia di Gaza non ha mai avuto alcun timore ad addebitare ad Israele parecchi omicidi avvenuti nel suo territorio, ma stavolta ha dovuto riconoscere che mandanti ed esecutori della fine di Arrigoni sono giunti dai suoi stessi servizi segreti interni a Gaza.<br />
Evidentemente ed in buona fede, Arrigoni commise l&#8217;errore di scordarsi di non essere in una democrazia ma nel territorio di un regime, criticando così anche la politica di Hamas, la quale, ricordiamolo, non ha mai esitato ad assassinare i suoi stessi fratelli della fazione politica di Fatah (oggi rimasta nella West-Bank Cisgiordana). L&#8217;omicidio Arrigoni va dunque inquadrato come il prodotto di un diverso approccio verso il pacifismo internazionale operante a Gaza da parte di Hamas: se da una parte ad esso fa mediaticamente comodo che giungano simpatizzanti da tutta la Comunità Internazionale ad aiutare il popolo palestinese, dall&#8217;altra, non si accetta che poi questi possano fare propaganda politica distinta dalla linea dei vertici e/o di qualche fazione più intransigente, stavolta identificata con un&#8217;area salafita.<br />
E&#8217; opportuno ricordare che il processo di pace in Medio Oriente è bloccato anche e soprattutto da Hamas, che non riconosce il diritto all&#8217;esistenza di Israele. Un movimento che spara razzi verso Israele da luoghi pubblici ed edifici privati al fine di ottenere un uso sproporzionato della forza da parte di Israele, che in rappresaglia a questi attacchi compie purtroppo spesso delle vere e proprie stragi a danno dei palestinesi. Dei morti che dopo vengono propagandisticamente esibiti da Hamas per perpetuare il proprio consenso nel territorio e preservare il suo potere, determinato da uno stato di guerra permanente.<br />
Hamas è a sua volta una delle articolazioni dell&#8217;imperialismo di vari Paesi arabi ed islamici di stampo autoritario, tra cui l&#8217;Iran, e che detengono a loro volta potere ed influenza su una parte del mondo islamico grazie all&#8217;assenza di democrazia che contraddistingue lo scenario mediorientale.</p>
<p>E&#8217; praticamente impossibile dialogare per Israele se la controparte è divisa (Fatah/Hamas): solo da pochi giorni grazie all&#8217;Egitto ha intrattenuto un primo accordo di conciliazione tra palestinesi che dovrebbe condurre a nuove elezioni a Gaza entro un anno. Ma il dialogo rimane improbabile se una di queste parti (Hamas) non riconosce il diritto israeliano ad esistere, nonostante ciò non giustifichi l&#8217;uso sproporzionato della forza da parte di Tel Aviv in reazione al clima di terrore in cui vive lo Stato di Israele fin dalla sua nascita nel 1948.<br />
La spirale della violenza, fatta di attacchi e rappresaglie continue, fu inaugurata fin dagli anni &#8216;50, quando l&#8217;Egitto all&#8217;epoca ricopriva un ruolo diverso rispetto alla svolta di Sadat in cui si riconobbero i diritti di Israele. Nei primi anni di esistenza, lo Stato ebraico impiegò parecchie risorse nelle sue IDF (Israel Defense Forces) e nei suoi servizi di sicurezza, identificando immediatamente nell&#8217;intelligence egiziana la fonte dei finanziamenti volti alla distruzione di Tel Aviv. Una linea che negli ultimi decenni si spostò verso alcuni Paesi della Lega Araba ed in particolare verso Teheran, che equipaggia gruppi terroristici di svariate sigle al fine di fornire un supporto allo stallo politico in cui versa il processo di pace. Una situazione che avvantaggia anche i falchi dell&#8217;amministrazione israeliana i quali hanno così buon gioco nel far proseguire un&#8217;opera di colonizzazione su alcuni territori occupati e, contemporaneamente, per proseguire l&#8217;annientamento e la demoralizzazione della controparte palestinese.</p>
<p>Noi siamo per la costituzione di due Stati, uno israeliano ed uno palestinese, dai confini certi. Una soluzione che non potrà mai avvenire né schierandosi da una sola parte, né generalizzando ideologicamente un contesto che proclama la cancellazione di un popolo a partire dalle sue stesse istituzioni.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Floris M. e Bomboi A.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Esteri-Il%20diritto%20all%27esistenza%20di%20Israele.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Kidon Unity – La guerra segreta di Israele</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 02:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari Lettori,
Ha suscitato clamore il 19 gennaio scorso a Dubai (UAE) l&#8217;uccisione di Mahmoud al-Mabhouh, tra i principali procacciatori d&#8217;armi dei Palestinesi di Hamas. Diversi elementi condurrebbero infatti ad una azione del Kidon, dipartimento del Mossad, creato come unità speciale di intervento estero dello Stato di Israele.
A puntare il dito contro questa azione sarebbero diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Mossads-logo-URN-Sardigna.gif"><img class="alignright size-full wp-image-1196" title="Mossad's logo - URN Sardigna" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Mossads-logo-URN-Sardigna.gif" alt="" width="385" height="255" /></a>Cari Lettori,</p>
<p>Ha suscitato clamore il 19 gennaio scorso a Dubai (UAE) l&#8217;uccisione di Mahmoud al-Mabhouh, tra i principali procacciatori d&#8217;armi dei Palestinesi di Hamas. Diversi elementi condurrebbero infatti ad una azione del Kidon, dipartimento del Mossad, creato come unità speciale di intervento estero dello Stato di Israele.<br />
A puntare il dito contro questa azione sarebbero diversi paesi Europei, secondo i quali l&#8217;intelligence di Tel Aviv avrebbe utilizzato passaporti falsificati di diversi stati al fine di coprire un coinvolgimento diretto del Mossad nell&#8217;assassinio.<br />
Secondo Israele invece questa critica sarebbe dovuta al tentativo di fare pressioni da parte UE per la controversa situazione delle colonie ebraiche nella West Bank (in Italia meglio nota come Cisgiordania) e che sarebbero l&#8217;ostacolo principale ad un duraturo piano di pace in Medio Oriente che preveda la creazione di uno Stato Palestinese. La falsificazione dei passaporti del resto, sarebbe pratica diffusa da tempo dalle agenzie di sicurezza di mezzo mondo.<br />
Ma è l&#8217;assassinio in se ad aver rinnovato un vecchio dibattito nella Pubblica Opinione mediorientale: L&#8217;utilizzo in funzione preventiva dell&#8217;omicidio mirato contro avversari chiave.<br />
Che etica potrà mai avere una simile manovra?<br />
In tempi recenti la pratica è stata utilizzata in grande stile dagli USA per le campagne Afghana e Irachena, dove il criterio della prevenzione si è tramutato in un impegno militare su vasta scala.<br />
Per la politica israeliana il concetto di “prevenzione” da future potenziali minacce nasce invece nel 1972 con motivazioni di semplice vendetta: dopo i tragici fatti di Monaco, nelle cui olimpiadi perì l&#8217;intera squadra ebraica per mano del terrorismo palestinese del gruppo di <em>“Settembre Nero”</em>.<br />
L&#8217;operazione che ne seguì, sponsorizzata dall&#8217;allora premier Golda Meir, lanciò una triste pratica destinata a perpetuarsi ancora oggi. Se i presunti membri di “Settembre Nero” furono tutti assassinati in mezza Europa ed a Beirut per mano del Mossad, la volontà di fermare potenziali minacce alla sicurezza di Israele si è tramutata in una costante caccia al nemico (o più o meno considerato tale) che non ha conosciuto soste, né con i nuovi premier, né con i nuovi direttori dell&#8217;agenzia israeliana, il cui direttore attuale Meir Dagan, lanciato da Sharon nel 2002, è stato riconfermato da Benjamin Netanyahu alla carica che gli ha consentito di portare a casa diversi “risultati”:<br />
Il più noto è sicuramente quello del 12 febbraio 2008 a Damasco, nel quale Imad Mughniyeh, capo militare dei Libanesi di Hizb&#8217;Allah, è saltato in aria con la sua jeep dopo essere uscito dalla sede del Mukhabarat, l&#8217;agenzia spionistica Siriana.<br />
Altri “interventi” sarebbero quelli a spese di “non meglio specificato personale strategico iraniano” nel settore scientifico, spedizioni nelle quali alcune voci sostengono che Israele avrebbe messo a tacere “elementi coinvolti nella progettazione del nucleare di Teheran”.<br />
Secondo un ispettore dell&#8217;agenzia atomica a Vienna (AIEA), questa serie di sabotaggi ed assassini mirati avrebbe fatto perdere all&#8217;Iran alcuni anni nell&#8217;approntare un&#8217;arma nucleare.<br />
Tra questi vi sarebbe la morte di Massoud Ali Mohammad, perito lo scorso 12 gennaio di fronte a casa sua. Ma anche il fisico Ardeshire Hassanpour, soffocato da esalazioni di gas nella sua abitazione la notte del 27 febbraio 2007.<br />
Direzione di Dagan a parte, nel Mossad i fiaschi clamorosi non sono mai mancati, come quello di Lillehammer in Norvegia il 21 luglio del 1973, nel quale al posto di un celebre “patriota” arabo morì, per un grossolano scambio di persona, un comune cittadino di nome Ahmed Bouchiki, emigrato marocchino.<br />
Altro fiasco, recente, è quello del settembre 1997, nel quale ad Amman in Giordania venne avvelenato l&#8217;attuale leader di Hamas Khaled Meshaal, ma gli agenti vennero catturati ed Israele dovette fornire l&#8217;antidoto al veleno mortale.</p>
<p>La violenza di Israele è da condannare.</p>
<p>Non possiamo biasimare la politica di sicurezza di Tel Aviv nel doversi preoccupare di dare risposte ad uno Stato nato sotto il terrore dell&#8217;assedio costante e del pericolo attentati da parte del mondo arabo-iranico, ma possiamo certamente biasimare la volontà di rispondere con la morte al terrore, e spesso, con un uso spropositato della forza di fronte alle minacce incombenti ed alle strategie imperialistiche di Paesi ostili (come l&#8217;Iran) i quali sfruttano le vittime dell&#8217;imperialismo ebraico come i Palestinesi per proprio profitto geostrategico nella Regione.<br />
L&#8217;escalation e la spirale di violenza, costruita sulla risposta continua alle provocazioni, non giustifica più completamente questa forma del diritto alla difesa da parte di Israele.</p>
<p>Il Paese della stella di David ha diritto all&#8217;esistenza, non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma fintanto che la politica di Gerusalemme avrà il doppio volto della mediazione diplomatica e della violenza, tutte le parti in conflitto non giungeranno mai ad una soluzione pacifica e che consenta anche ai Palestinesi la formazione di uno Stato dai confini certi.<br />
Analogo concetto che deve valere per movimenti politici come Hamas.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
<p><em>Di Corda Marco e B. Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Esteri;%20Kidon%20e%20guerra%20segreta%20di%20Israele.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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