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	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; 2010</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Elezioni 2010: Protesta e Nazionalismo Sardo in crescita, manca un disegno politico</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 22:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Dovremmo avere il coraggio di ritornare di nuovo a casa per trovare le radici di una nuova e moderna prosperità. Dove la disoccupazione non devasti più la nostra gente, dove l&#8217;eredità culturale non sia cancellata dalle solite logiche di guadagno, dove il peggiore affarismo metropolitano non continui ad uccidere le nostre menti&#8230;”
Da: “Il partito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Percentuali-PS-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1606" title="Percentuali PS - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/06/Percentuali-PS-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="350" height="258" /></a>“Dovremmo avere il coraggio di ritornare di nuovo a casa per trovare le radici di una nuova e moderna prosperità. Dove la disoccupazione non devasti più la nostra gente, dove l&#8217;eredità culturale non sia cancellata dalle solite logiche di guadagno, dove il peggiore affarismo metropolitano non continui ad uccidere le nostre menti&#8230;”</em><br />
Da: “Il partito che non c&#8217;è” &#8211; Anghelu Caria (1947 &gt; 1996).</p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>Vi avevamo promesso un&#8217;analisi del voto dopo le amministrative dello scorso 31 maggio. Al di là dei ballottaggi, l&#8217;imponente mole di dati presentatasi alla chiusura delle urne nel primo turno &#8211; con tutte le variabili e le motivazioni raccolte &#8211; non ci permettono di elencarvi le singole curiosità che molti di voi si attendono. Altri dati ci perverranno nel tempo. Possiamo comunque riassumere il complesso della situazione politica che, come Sardi, ci interessa più da vicino nell&#8217;ottica di ragionare su un progetto per lo sviluppo economico e sociale della nostra terra.</p>
<p>Il dato generale pende favorevolmente verso i Partiti Sardi: siamo lieti di una netta affermazione della loro crescita in tutte le 8 province Sarde da parte delle sigle che hanno espresso i loro candidati.<br />
Il risultato è altalenante a seconda del territorio e non sono mancati casi dove purtroppo i movimenti Sardi si sono contesi gli stessi elettori a vicenda: una situazione derivante dalla loro frammentazione che non cambia la positiva crescita di IRS; la prevalente affermazione nel Nuorese del Partito Sardo d&#8217;Azione; l&#8217;incremento del PAR.I.S. “Malu Entu”; e la chiara tenuta di Fortza Paris, tra le principali sigle che hanno partecipato a questa competizione elettorale.<br />
Il PSD&#8217;AZ è stato probabilmente la rivelazione provinciale del momento, lo stesso leader Paolo Maninchedda con questa vittoria candida la sua area alla testa di ponte di tutto il partito aprendosi immediatamente alla collaborazione con i riformisti presenti in tutti i partiti Sardi ma anche in quelli italiani: tra coloro che sono stati costretti a digerire candidature inappropriate per la rappresentanza del territorio. Ma torneremo a breve su questo tema ed all&#8217;apertura dello stesso On. Maninchedda all&#8217;<a href="http://www.sanatzione.eu/2010/06/caro-maninchedda-non-sono-samurai-invincibili/">ipotesi</a> di un Partito Nazionale Sardo.<br />
Per IRS, unitariamente a diverse amministrazioni comunali, gli elettori promuovono Sebastian Madau alla carica di consigliere per la Provincia di Oristano, segue la conferma di Sale in quella Sassarese e si candida per una poltrona nel Nuorese Bobore Bussa.<br />
Uno dei lavori più difficili dell&#8217;ultima campagna elettorale è stato quello portato avanti da Fortza Paris, una sigla che era praticamente scomparsa dopo la prima fusione nel PDL e che in soli 2 mesi di lavoro, a prescindere dal deludente risultato della lista Massidda nel Cagliaritano, raccoglie qualcosa come 15.000 voti. Portandosi così (senza mezzi, candidati noti e finanze adeguate) direttamente alle spalle di un movimento come IRS, attivo da 8 anni.<br />
Per quanto riguarda IRS, risulta infatti inferiore alle aspettative il risultato della corrente ideologica rappresentata da Ornella Demuru, nonostante la segretaria indipendentista avrà tempi e modi per migliorare la sua posizione.<br />
La perdita di voti di IRS in talune aree (rispetto, non tanto al 2005 ma al 2009*) è stata comunque positivamente rimpiazzata dai buoni risultati ottenuti nel resto dell&#8217;isola, uniti ad una complessiva crescita del movimento in tutti i territori rispetto alle statistiche del recente passato. *Il dato diventa comparabile nel momento in cui IRS parla di elettori &#8220;coscienti&#8221;, ma se tale quella percentuale fosse stata, non sarebbe certo mutata così rapidamente.<br />
Nonostante tutto, è il bipartitismo (PD-PDL) il grande sconfitto del 31 maggio scorso. I più grandi partiti italiani perdono pezzi e consensi nel pieno di una crisi economica che ne evidenzia tutti i limiti strutturali e dirigenziali nel momento di massimo bisogno da parte dei Sardi. Non si può affermare ci sia stato un vero e proprio test sulla Giunta Cappellacci, né sull&#8217;opposizione che non conferma alcun successo assoluto. Il Popolo non ha creduto loro ed ha disertato le urne, premiando invece in diversi casi i partiti Sardi nel loro complesso. Questo non significa tuttavia che vi sia una robusta partecipazione dell&#8217;elettorato alle tematiche dell&#8217;indipendentismo Sardo. Questa consapevolezza si è invece verificata laddove i movimenti Sardi hanno consolidato una loro posizione nel territorio o vi hanno investito diverse risorse umane e materiali: elemento facilmente distinguibile osservando la diversità di elettorato in cui (ad esempio) hanno pescato IRS ed il Partito Sardo d&#8217;Azione. Purtroppo IRS non raccoglie voti oltre i giovani e non raggiunge il grande elettorato: non si penetra nel ceto medio, nelle fasce meno abbienti ma anche nelle categorie professionali più prestigiose. Area che sembra invece attirare il progetto sardista.<br />
Una curiosità spiegabile (non solo) per la storica esperienza dei sardisti nel settore amministrativo, ma altresì per l&#8217;assenza di una coscienza territoriale diffusa che coinvolge i Sardi nella loro totalità. Senza una reale Autonomia, sono solo i giovani formati alla scuola dell&#8217;indipendentismo a guardare con meno timore all&#8217;ipotesi repubblicana, mentre la crescita dell&#8217;elettorato sardista è permeata anche da un nuovo bacino di consapevolezza “sovranista”, il quale ritiene che nessuna repubblica possa essere fatta senza preventivamente trasformare e potenziare la sovranità regionale per gradi. Due visioni speculari e non necessariamente contrapposte quando arriverà il momento di collaborare politicamente.</p>
<p>Ma a differenza del bipartitismo italiano, il bipolarismo ha infatti tamponato la crisi dei due maggiori partiti italiani di centrodestra e centrosinistra. L&#8217;effetto più evidente del fallimento del “metodo Vendola” in Sardegna lo si è avuto proprio in un territorio complesso come il Cagliaritano, dove le due liste contrapposte al centrodestra di Farris ed al centrosinistra del condannato in primo grado Milia catalizzano meno dissenso (esterno ed interno ai loro bacini di riferimento) del previsto.<br />
Un episodio disdicevole avvenuto durante la campagna elettorale è stato proprio quello che ha visto elementi del PDL di Farris contestare (assieme ad elementi della sinistra) il comizio tenuto dalla Lega Nord Sardegna con il Senatore del PDL Piergiorgio Massidda: una pessima caduta di stile e soprattutto di democrazia da parte di chi, tutto l&#8217;anno, non fa che ricevere da Roma in Sardegna i più vari rappresentanti politici centralisti (vedere Vendola o Berlusconi) ma si costerna (non disinteressatamente) all&#8217;arrivo di un noto esponente leghista. Il fenomeno Lega Nord nell&#8217;isola è stato comunque precedentemente arginato a causa del veto apposto dal Partito Sardo d&#8217;Azione all&#8217;ingresso dei Padani nella coalizione del centrodestra Sardo.<br />
D&#8217;altra parte, che motivo di vanto poteva essere per la Lega Nord Sardinia il fatto di essere il “miglior alleato italiano” del PDL? Questa è la Sardegna.<br />
La Lega ovviamente, con la sua spinta finanziaria, spaventa il già tortuoso sentiero dei partiti Sardi. Eppure a noi non dispiace del tutto che una forza politica venga a ricordare loro l&#8217;inutilità delle nostre divisioni interne. Gli stessi membri della Lega Nord Sardinia del resto sono tutt&#8217;altro che “razzisti” come certa propaganda potrebbe dipingere: perché hanno semplicemente visto nel movimento Padano un modello territoriale di successo. A dispetto delle note e superflue frammentazioni dei partiti Sardi.<br />
Ma questa non è neppure la Puglia, dove un candidato come Vendola può fare la voce grossa con le segreterie romane:<br />
Se dunque la lista Massidda (che si presentava come alternativa al PDL “ufficiale” di Farris) non tiene testa all&#8217;arroganza del centralismo, lo stesso dicasi per la lista targata “Italia dei Valori” in cui correva l&#8217;On. Palomba per la guida della Provincia di Cagliari, alternativa alla coalizione Milia. IDV che purtroppo nel Nuorese ha scelto l&#8217;apparentamento con la discutibile coalizione di Deriu: tutt&#8217;altro che incentrata sui pregi dell&#8217;alternanza.<br />
Il Nazionalismo Sardo rimane purtroppo succube del centralismo italiano e delle sue logiche, pensiamo ad esempio quanto la scelta elettorale dei Rossomori condizioni il suo rapporto con il PSD&#8217;AZ in ragione della sola esistenza del Premier Berlusconi, leader del PDL con cui sono alleati i sardisti.<br />
Nel Nuorese è stato proprio il Partito Sardo d&#8217;Azione ad aprire una breccia storica nel bipolarismo: al primo turno i sardisti hanno ottenuto 10.509 voti (pari al 12, 83%) contro gli 8.855 voti (pari al 10, 81%) del PDL alleato.<br />
Tutto questo non deve farci esultare ma indurci alla riflessione.</p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Il candidato dissidente del centrosinistra Nuorese Arbau ha avuto il merito di essersi contrapposto ad una nomenclatura che da anni detiene il potere clientelare della Provincia, una manovra che ha saputo ricondurre al voto tanti elettori inizialmente orientati verso l&#8217;astensione. Voti che purtroppo i partiti Sardi non riescono ancora a raccogliere, siano essi omogenei o avversi al bipolarismo. Pesa sul PSD&#8217;AZ la cocente sconfitta di Giacomo Sanna per la conquista del Comune di Sassari. Una scelta di coerenza nell&#8217;apparentamento con il PDL pagata a caro prezzo a causa della difficoltà di svolgere una campagna elettorale in contrapposizione a chi, come Ganau, ha governato con i Sardisti in maggioranza fino a poco tempo prima: Evento sintomatico dunque dell&#8217;assenza di una valida regia politica del partito rispetto alle singole scelte delle federazioni. Il Partito Sardo d&#8217;Azione deve lavorare per estendere la piattaforma del dialogo nel Nazionalismo Sardo, urge ridurre la frammentazione ed evitare quanto si sta manifestando sin all&#8217;indomani del voto: una politica territoriale che, sebbene in crescita, non dispone di alcuna coesa strategia politica in grado di porsi come robusto interlocutore nei confronti della politica italiana nelle amministrazioni in cui si presenta.<br />
Gli stessi membri di PD e PDL non capiscono che oggi essere riformisti e liberali significa contrapporsi alle segreterie romane da cui dipendono, abbandonando miti lontani per elaborare soluzioni territoriali maggiormente efficaci per lo sviluppo della Sardegna.<br />
Da Todi è giunta addirittura la notizia che l&#8217;UDC starebbe lavorando per la costituzione del <em>Partito della Nazione</em> (non Sardo ovviamente, ma italiano), una scelta, la loro, che rientra nel più generale quadro di crisi dello Stato Italiano, con una Lega Nord in crescita ed una retorica prossima ai festeggiamenti del 150° anniversario dell&#8217;Unità Italiana che dimentica la realtà storica del suo risorgimento: come lo studioso Francesco Cesare Casula ci ricorda infatti, l&#8217;Italia non fu che il connubio di realtà culturali diverse e lo stesso Regno d&#8217;Italia fu l&#8217;evoluzione del Regno di Sardegna, allora retto dalla Corona Sabauda. Un&#8217;architettura istituzionale accentratrice costruita sul divario tra il nord ed il sud, a beneficio del potere politico e della corruzione, elementi che spesso dimenticano le effettive capacità di modernizzazione di realtà uniche come la Sardegna. Ci chiediamo con quale coraggio (ed alla luce della crescente forza dei partiti Sardi) l&#8217;UDC di Roberto Capelli potrà assecondare la proposta politica che si starebbe condensando oltre-Tirreno.<br />
Anche Sardigna Natzione, il PAR.I.S. di Meloni, l&#8217;UDS ed importanti settori dei Riformatori Sardi sarebbero aperti ad una soluzione unitaria per dare maggiore coordinazione politica ad un bacino che non ha ancora solidi punti di riferimento all&#8217;orizzonte.<br />
La nuova Fortza Paris ha adottato senza se e senza ma lo slogan <em>“verso il Partito Nazionale Sardo”</em>, a riprova della volontà di individuare il perimetro entro le quali tutte le avanguardie del Nazionalismo Sardo pongano fine alla dispersione ed alle divisioni e si aprano ad intese che conducano ad un progetto politico unitario e solidale in cui i Sardi possano riconoscersi.<br />
I programmi dei <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/06/9-partiti-sardi-non-si-tratta-piu-di-pluralismo-ma-solo-di-frantumazione/">movimenti Sardi</a> sono prevalentemente identici e risultano divisi esclusivamente sul piano delle alleanze politiche. Il movimento IRS, più di tutti, necessita di maggiore apertura nei suoi rapporti con l&#8217;esterno, onde sviluppare il giusto clima di dialogo reciproco che il buonsenso di queste elezioni ci ha posto davanti: oggi sappiamo che il bipartitismo non è invincibile ma sappiamo che per battere il bipolarismo occorre sviluppare un maggior peso amministrativo. E si tratta di una credibilità pubblica che costruiremo superando inutili etichette apposte per frazionare la nostra proposta politica e renderla inefficace rispetto ai partiti italiani.<br />
Agli eletti di tutti i movimenti Sardi, sia in maggioranza che all&#8217;opposizione, chiediamo di dare prova di interesse verso la Comunità iniziando a votare all&#8217;unanimità tutte quelle proposte legislative che in sede amministrativa rappresenteranno gli univoci interessi del Popolo Sardo e che fin da oggi fanno parte dei singoli programmi di tali sigle. Le battaglie sull&#8217;identità e per il lavoro possono trovare ampi spazi di convergenza politica.</p>
<p>Dobbiamo inoltre ricordare gli oltre 45.000 voti raccolti dalla vecchia Sardigna Natzione al primo turno delle Regionali &#8216;99, nelle quali, con una legge elettorale diversa e con maggiori difficoltà derivanti anche allora da un voto di protesta, nel tempo fu dilapidato un bacino elettorale che poteva essere consolidato e sviluppato.<br />
Il passato sia dunque di monito per non cullarsi sugli allori dell&#8217;autocontemplazione. Abbiamo perso 10 anni in sciocche lotte intestine ed abbiamo risultati elettorali inferiori alle attese: tolta la parentesi di <em>Progetto Sardegna</em> con l&#8217;avvento di Soru in politica, solo oggi si inizia nuovamente a crescere ed a parlare con coraggio di unità e di riforme.<br />
Perché l&#8217;una senza le altre limiterebbero fortemente le nostre capacità di penetrazione sociale a scapito di un elettorato cosciente delle proprie aspirazioni. Oggi una inversione di tendenza si è creata, bisogna andare avanti e limitare le reciproche diffidenze.<br />
Dobbiamo dare un&#8217;anima ed una mente al corpo del Nazionalismo Sardo.<br />
Insieme possiamo farcela. Non date retta alle sirene che affermano il contrario, esse sono le guardie dell&#8217;immobilismo. Il cambiamento è in atto e non ha eguali nella storia di Sardegna.</p>
<p>Fortza Paris!</p>
<p><em>Di B. Adriano e Corda Marco.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Elezioni%202010%20e%20disegno%20politico.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>L&#8217;Italia che ci fa paura &#8211; Qualche idea per il voto</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/04/litalia-che-ci-fa-paura-qualche-idea-per-il-voto/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 23:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Stolti sono coloro che non sanno che la metà spesso vale più del tutto”.
Esiodo (VIII secolo A.C. &#8211; VII secolo A.C.)
Cari Lettori,
La prima cosa che vogliamo fare con voi è scusarci. Proprio così. Il motivo?
Con quale coraggio infatti potremmo parlare di movimenti territoriali così frammentati che si presenteranno in posizioni diverse alle prossime amministrative?
Ci scusiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Partidos-Sardos-SANATZIONE.EU_.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1483" title="Partidos Sardos-SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/04/Partidos-Sardos-SANATZIONE.EU_.gif" alt="" width="400" height="300" /></a>“Stolti sono coloro che non sanno che la metà spesso vale più del tutto”.</em><br />
Esiodo (VIII secolo A.C. &#8211; VII secolo A.C.)</p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>La prima cosa che vogliamo fare con voi è scusarci. Proprio così. Il motivo?<br />
Con quale coraggio infatti potremmo parlare di movimenti territoriali così frammentati che si presenteranno in posizioni diverse alle prossime amministrative?<br />
Ci scusiamo da parte loro ma vi chiederemo lo stesso un atto di fiducia, oggi più che mai necessario.</p>
<p>Per farvi comprendere meglio la situazione, dobbiamo esaminare in breve il quadro in cui la Sardegna è inserita:<br />
Uno Stato Italiano con un debito pubblico tra i più alti del pianeta, il quale, a sua volta, ha un debito con la Regione Sardegna a causa di entrate IVA non regolarmente restituiteci per via del gettito maturato (secondo Statuto Speciale) nel nostro territorio.<br />
Stiamo parlando di uno Stato incapace di assicurare il livello minimo di qualità dei servizi più essenziali e sopratutto incapace di produrre una classe dirigente in grado di guidare lo sviluppo economico.<br />
La classe politica romana entra nelle nostre case con tematiche propagandistiche distanti dai problemi reali dei cittadini.<br />
Le elezioni amministrative della penisola sono state vinte da una coalizione di centrodestra che invece, in loco, ha completamente dimenticato la Sardegna (aspetto che non traspare certamente dai media quotidiani).<br />
La vittoria principale è stata quella della Lega Nord, che ha saputo raccogliere quel sentimento di disaffezione verso istituzioni centrali sorde ai bisogni concreti delle persone.<br />
Una vittoria che ha messo in luce l&#8217;artificiale identità italiana ma che va partorendo un federalismo fiscale più attento agli interessi del nord e meno a quelli specifici di territori molto più complessi, tra i quali, la nostra isola.<br />
Se l&#8217;assenza del PDL deve dunque piegare la sua sopravvivenza alla politica leghista, il centrosinistra non se la passa meglio: La farfugliata dottrina ideologica del PD e le sue vecchie tendenze clientelari hanno contribuito a raccogliere un pessimo risultato elettorale; a cui va aggiunto il populismo Di Pietrista saldato ad una Magistratura che se da un lato ha il pregio di voler fare il suo lavoro, dall&#8217;altro utilizza il suo potere in funzione politica per vincere laddove democraticamente non riesce a sfondare.<br />
L&#8217;astensione non è più solo un prodotto del qualunquismo diffuso, esiste un vasto “partito” di cittadini fortemente disgustato dalla mediocrità della politica romana.<br />
In questo “partito dell&#8217;astensionismo” ha persino giocato un ruolo il caos liste antecedente al voto. Nel Lazio, le divisioni interne al PDL e l&#8217;inettitudine organizzativa di alcuni loro esponenti ha portato ritardi e problemi nella presentazione corretta delle liste elettorali. Per contro, il centrosinistra ha cercato di vincere a tavolino le elezioni dichiarandosi contrario ad una soluzione concordata del problema (magari rinviando le elezioni).<br />
Negli anni ci saranno tesi di laurea su questa grottesca situazione e, come ha ricordato anche il filosofo Cacciari: “Che democrazia può essere quella di un partito che vuole presentarsi al voto senza il suo principale avversario?” Chi rappresenterà la restante fascia elettorale di questo scalcinato bipolarismo?<br />
E&#8217; questa l&#8217;Italia che ci fa paura: L&#8217;Italia dei “Guelfi e dei Ghibellini”, l&#8217;Italia della rissa perpetua, dei “neri contro i rossi”, dei bianchi (centristi per tutte le stagioni) che difendono gli uni e gli altri.<br />
L&#8217;Italia del qualunquismo e del falso moralismo diffuso, l&#8217;Italia del giustizialismo di piazza e della “democrazia” minore.<br />
L&#8217;Italia che alle soglie dei festeggiamenti per la sua unità rigetta se stessa, poiché nel 1861 fondata non su una vera nazione omogenea ma su diversità statuali, linguistiche, culturali e identitarie contrapposte.<br />
E&#8217; l&#8217;Italia che in TV ci mostra gli arresti per mafia del sud mentre a pochi passi da casa nostra le fabbriche chiudono, aumenta la disoccupazione ed i nostri figli fanno i camerieri nei grandi locali della Gallura, fondati grazie al denaro del riciclaggio italiano proveniente dal crimine organizzato: Lo stesso che investe nei grandi gruppi industriali italiani e che sorregge il prodotto interno lordo di una nazione abortiva.<br />
E&#8217; l&#8217;Italia del lavoro nero ma anche di quello “grigio”&#8230;come quando in busta paga si trova molto meno del dovuto o come quando si fanno straordinari non retribuiti.<br />
E&#8217; l&#8217;Italia dove la Corte dei Conti lamenta livelli record di corruzione nella Pubblica Amministrazione; dove le maggiori compagnie telefoniche si contendono il frutto di proventi illeciti (vedere caso Telecom-Fastweb) e dove ognuno pensa a se stesso e mai alla collettività.</p>
<p>Diffidate anche da quella parte del PD Sardo, falsamente riformista ed autonomista, che solo in prossimità delle elezioni parla di Autonomia. Se sinceri, aspettiamo proposte dopo le amministrative del prossimo 30/31 maggio 2010.<br />
Ma l&#8217;Europa?<br />
Tra il 22 e il 24 Marzo a Bruxelles, esponenti regionali, in compagnia dei sindacati Sardi, hanno parlato della situazione e delle emergenze della Sardegna.<br />
Si è parlato in primo luogo dello stato di insularità e dei problemi strettamente connessi ad esso, come quello degli interventi sulle tariffe energetiche che rischiano di essere sanzionati dall&#8217;UE come aiuti di Stato.<br />
Le amministrazioni italiane della Sardegna ci hanno da sempre abituati a scenari di questo genere, ma sul versante tariffario non si tratterebbe di un “aiuto sleale”, ma di garantire ad un&#8217;isola misure di sostegno in quanto queste, piuttosto, servono a ristabilire quella parità di condizioni contro i limiti del centralismo italiano che oggi non consentono al territorio Sardo di crescere e svilupparsi.<br />
Secondo Oriana Putzolu, della segreteria CISL Sardegna, bisogna insistere sul tema dell&#8217;insularità, perchè sarebbe importante valutare una modifica del vecchio Trattato di Lisbona, nel quale tra le isole, solo per alcuni casi specifici, sono previsti principi generali di favore. E tra queste la Sardegna è una grande esclusa.<br />
Bisogna anche ricordare però quante volte l&#8217;UE, nonostante la crisi economica, ha risposto ai problemi della Sardegna con fondi che non sono mai stati investiti, talvolta sprecati e/o restituiti al mittente.<br />
In tutto questo ci sono i Sardi, forse incapaci di prendere le giuste decisioni per il loro territorio, ma sempre in prima fila e con grande professionalità per difendere le ragioni di uno Stato che ci dimentica giorno dopo giorno.<br />
Non è colpa di nessuno, la “<a href="http://www.sanatzione.eu/2009/10/la-sindrome-di-stoccolma-del-popolo-e-della-politica-sarda/">Sindrome di Stoccolma dei Sardi</a>” è il prodotto dell&#8217;omologazione culturale italianista e del suo passato.</p>
<p>Ma cambiare è possibile e sta già avvenendo.<br />
Importanti segnali di dialogo sono ad un buon punto di maturazione tra tutte le principali e maggiori sigle politiche territoriali Sarde: Partito Sardo d&#8217;Azione; IRS; Fortza Paris; Rossomori, ecc.<br />
E&#8217; per questo che vi chiediamo di dare fiducia a queste sigle, nonostante siano propositrici di programmi (comunque buoni) ma effettuati da poli differenti.<br />
Qualche volta dialetticamente in contrasto reciproco.<br />
Il Partito Sardo d&#8217;Azione ha fatto il possibile in una coalizione di centrodestra tutt&#8217;altro che recettiva ai problemi immediati dei Sardi, ma nuove sfide attendono il programma di governo (come la riscrittura dello Statuto Sardo).<br />
Lasciate perdere la divisione “destra contro sinistra”, pensate forse che i signori di questa o quell&#8217;ideologia che giudicano la politica sardista non prendano insieme il caffè nei <em>corridoi del potere</em>?<br />
Nel bipolarismo, o ci si allea per programma cercando di conquistare posizioni, oppure si crea un nuovo polo che ad oggi si sta ancora cercando di realizzare.<br />
Pur rispettandola, non condividiamo in merito la posizione astensionista di Sardigna Natzione: chiamarsi fuori dalle elezioni significa delegare la politica italiana alla prosecuzione dello status quo, contribuendo indirettamente anche al settarismo interno ai movimenti nazionalitari Sardi. Non è con il “muro contro muro” che arriveremo ad una stagione di collaborazione reciproca. Contiamo comunque di ritrovare presto gli amici di SNI alla prossima tornata elettorale.<br />
Dispiace per l&#8217;ambivalenza dei Rossomori, la componente (ex DS/PD) guidata da Gesuino Muledda (in passato esponente del PCI Sardo) fu proprio quella che avversò persino una proposta di legge linguistica Sarda presentata in passato dal PSD&#8217;AZ. L&#8217;area di Claudia Zuncheddu è invece reattiva e vicina alle tematiche del lavoro e delle fasce sociali più deboli della nostra popolazione.</p>
<p>Abbiamo la nuova Fortza Paris, quella che non solo ha rinunciato al PDL ma ha fatto una chiara scelta di campo: Lasciar perdere le segreterie romane per concentrarsi sui Sardi e su un prossimo Partito Nazionale Sardo aperto a tutti. Abbiamo il PAR.I.S. (Malu Entu), con candidati che non si sono piegati alle logiche partitocratiche italiane e si presentano in diverse amministrazioni. Abbiamo IRS, un movimento che ha saputo creare una forte spinta riformista attorno a se, munita della capacità di dialogare con il territorio. Un movimento che nel tempo (nonostante alcuni punti da noi non condivisi) si è dotato di argomentazioni alquanto serie per quanto concerne i programmi e lo sviluppo delle comunità provinciali in cui si presenta: Tutte le 8 province Sarde.<br />
Province che, ricordiamo, riteniamo utile abolire.<br />
Dai Riformatori Sardi invece ci attendiamo scelte più coraggiose, le parole non bastano più.</p>
<p>Come Nazionalisti Sardi il nostro futuro vede in un forte progetto politico territoriale il punto di approdo per un rilancio della Sardegna e la conquista della sua Sovranità.<br />
Noi siamo per la semplificazione: Siamo per la creazione di una politica alternativa di responsabilità e buonsenso, il buonsenso di ridurre la frammentazione tra partiti Sardi per poter controbattere a dovere partiti italiani che in campagna elettorale ormai non parlano neppure più di programmi ma litigano sulle poltrone che si assegneranno a vicenda.<br />
Nel tempo abbiamo introdotto parecchie novità nel dibattito politico identitarista, ma anche parecchie tematiche: Pensiamo nel 2005 al prototipo “<a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN%20Area%20Progressisti.html"><em>Progressisti</em></a>”, poi <a href="http://www.partitosardo.org/">PNS</a>, in anticipo sui tempi persino su proposte come l&#8217;Agenzia unica per l&#8217;Energia.<br />
Eppure: La Sovranità non si chiede, si proclama. Ma in un Popolo che non ha memoria di se, né capacità fiscali autonome, la politica identitaria può permettersi questo lusso senza sprofondare nell&#8217;elitarismo?<br />
Un Fronte od un Partito Nazionale Sardo dovrà fare entrambe le cose.<br />
In Corsica, alle ultime amministrative francesi, i Nazionalisti locali hanno ottenuto un ottimo risultato: Gli autonomisti del PCN al 25,88% e gli indipendentisti di Corsica Libera al 9,85% <em>(Fonte: Ministero dell&#8217;Interno Francese)</em>. In Sardegna cosa vogliamo fare?<br />
Il pluralismo è ricchezza solo quando forze affini collaborano, altrimenti è solo frammentazione: e con essa le riforme non si fanno.</p>
<p>Il Nazionalismo Sardo ha superato parecchi ritardi culturali ed altre sfide lo attendono, ma OGGI, per migliorare la Sardegna non serve l&#8217;astensione, serve fiducia da parte vostra. Serve il vostro voto. Le &#8220;risse&#8221; lasciamole ai partiti italiani, la loro credibilità è tramontata.</p>
<p>Ogni voto in meno ai partiti centralisti è un voto in più per la Sardegna! Fortza Paris!</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano e Melis Roberto.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione;%20Idee%20per%20amministrative%202010.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p>Vedi pagina manifesti elettorali: <a href="http://www.sanatzione.eu/2010/04/destra-sinistra-sardi-manifestos/">Entra</a>.</p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
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		<title>Biblioteca e Territorio &#8211; Rassegna 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 01:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Riceviamo e Pubblichiamo:
Viaggi e letture…alle radici dei luoghi e della storia sarda.
Il progetto “Biblioteca e territorio” è una iniziativa della Biblioteca provinciale di Cagliari concepito come un sistema di comunicazione allargato, che individua nei partecipanti i soggetti moltiplicatori di informazioni e conoscenze sul territorio, puntando a stabilire una relazione organica e duratura tra la lettura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Componidori-de-Aristanis-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1162" title="Componidori de Aristanis - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Componidori-de-Aristanis-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a></p>
<p>Riceviamo e Pubblichiamo:</p>
<p><strong>Viaggi e letture…alle radici dei luoghi e della storia sarda.</strong></p>
<p>Il progetto “Biblioteca e territorio” è una iniziativa della Biblioteca provinciale di Cagliari concepito come un sistema di comunicazione allargato, che individua nei partecipanti i soggetti moltiplicatori di informazioni e conoscenze sul territorio, puntando a stabilire una relazione organica e duratura tra la lettura, il patrimonio architettonico e culturale della Sardegna e le strutture ricettive dell’isola.</p>
<p>“<em>Viaggi e letture</em>” vuole presentare un percorso di posizionamento della lettura fra le possibilità di svago, proponendo un punto di incontro tra la frenetica quotidianità degli agglomerati urbani e la incantevole tranquillità di una gita domenicale in campagna. Il titolo sintetizza l’inscindibile rapporto tra storia e turismo, elementi che distinguono anche le vicine aree del Mediterraneo.</p>
<p>Questa proposta si svolge secondo un calendario di eventi domenicali e si articola in momenti di incontro con autori e relatori e visite ai siti, affrontando diversi ambiti tematici: archeologia, storia, economia, relazioni e traffici. I percorsi sono strutturati e differenziati a seconda del territorio visitato e prevedono una sosta gastronomica nelle migliori strutture ricettive agrituristiche della zona che offriranno l’opportunità di rivisitare gli antichi sapori della cucina tradizionale sarda.</p>
<p><strong>Obiettivi:</strong></p>
<ul>
<li>Promozione della lettura</li>
<li>Conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della Sardegna</li>
<li>Giusta percezione della presenza di un’immensa area archeologica protetta sul territorio</li>
<li>Individuazione delle possibili azioni di promozione e sviluppo turistico dell’area scelta</li>
</ul>
<p><strong>Durata:</strong></p>
<p>Ogni domenica è suddivisa in convegno-dibattito con gli autori, pranzo in agriturismo e visite guidate nei siti</p>
<p><strong>Oggetto delle conversazioni:</strong></p>
<p><strong> </strong> -     Presentazione degli autori, delle loro nuove opere e dibattito a tema</p>
<p>-      Il patrimonio architettonico del territorio visitato</p>
<p>-      Storia della Sardegna</p>
<p><strong>Visite ai siti:</strong></p>
<p>- Teulada               &#8211; Torri costiere                                     &#8211; Sardi nel Mediterraneo        &#8211; Dr. Pierluigi Montalbano</p>
<p>- Orroli                   &#8211; Nuraghe Arrubiu                                &#8211; Bronzetti e statue                 &#8211; Dr. Pierluigi Montalbano</p>
<p>- Carbonia             &#8211; Insediamento punico di Monte Sirai   &#8211; La rivolta di Ampsicora        &#8211; Avv. Maurizio Corona</p>
<p>- Serri                    &#8211; Santuario nuragico di Santa Vittoria  &#8211; La politica nuragica              &#8211; Prof. Giovanni Ugas</p>
<p>- Mandas               - Convento e Is lollas                           &#8211; Arte e devozione                   &#8211; Prof.ssa Alessandra Pasolini</p>
<p>- San Basilio          &#8211; Terme e Santuario                            &#8211; Archeologia Cristiana            &#8211; Prof.ssa Rossana Martorelli</p>
<p>- Nora                     &#8211; La cittadella fenicio  punica              &#8211; Chiese romaniche                 &#8211; Prof. Roberto Coroneo</p>
<p>- Fluminimaggiore  &#8211; Tempio di Antas                                &#8211; Arte rinascimentale               &#8211; Prof.ssa Carla Del Vais</p>
<p>Per maggiori informazioni con tutte le date e gli orari, consulta il volantino in formato <a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2010/03/Biblioteca-e-Territorio-Rassegna-2010.doc">DOC</a>.</p>
<p><em>Di Pierluigi Montalbano.</em></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
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