<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>U.R.N. Sardinnya ONLINE: Informazione e critica politica riformista di Sardegna - SANATZIONE.EU &#187; SA NATZIONE</title>
	<atom:link href="http://www.sanatzione.eu/categorie/sa-nazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sanatzione.eu</link>
	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 00:36:31 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>In Sardegna la protesta non si lega alla necessità di riforme: ma quali liberalizzazioni?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[proposte]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3776</guid>
		<description><![CDATA[Non è la prima volta che parliamo di “meridionalizzazione” della politica in Sardegna. Si tratta di quella classica tendenza popolare a protestare senza contenuti, senza fare proposte. Una commedia che da oltre un secolo a questa parte spinge l&#8217;isola verso la solita petulanza assistenzialista. Spinge i Sardi a piangere dal politico centralista di turno nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Pirotto-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3779" title="Pirotto - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Pirotto-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="217" /></a>Non è la prima volta che parliamo di “<a href="http://www.sanatzione.eu/2010/10/economia-contro-classe-dirigente-no-pastori-e-meridionalizzazione-della-politica/">meridionalizzazione</a>” della politica in Sardegna. Si tratta di quella classica tendenza popolare a protestare senza contenuti, senza fare proposte. Una commedia che da oltre un secolo a questa parte spinge l&#8217;isola verso la solita petulanza assistenzialista. Spinge i Sardi a piangere dal politico centralista di turno nella richiesta di denaro pubblico, per poi rimandare i problemi nel tempo al posto di risolverli.<br />
Ma sapete qual è la ciliegina sulla torta? La presenza di svariati partiti territoriali, indipendentisti o autonomisti che siano, i quali, piuttosto che parlare di riforme (e pochi lo fanno), non di rado tacciono oppure si accodano alle proteste di piazza nel vano tentativo di strappare qualche consenso per il loro magro tornaconto elettorale.<br />
Spesso non appaiono neppure nei report giornalistici, dopotutto, come si fa a dare credito a poche bande di persone abituate a ripetere slogan identici e zero contenuti?<br />
La Sardegna ha bisogno di un nuovo Statuto Autonomo. Dobbiamo controllare la fiscalità, dobbiamo occuparci della formazione per creare un capace mercato del lavoro. Dobbiamo defiscalizzare e sburocratizzare questo mercato del lavoro. Dobbiamo insegnare la storia, la lingua e la cultura di questo territorio: perché senza specialità c&#8217;è solo omologazione. E dove c&#8217;è omologazione non c&#8217;è Autonomia ma solo periferia, la stessa in cui si alimenta la petulanza assistenzialista che ben conosciamo.<br />
A cosa serve in Sardegna bloccare delle strade che non incidono neppure nell&#8217;economia della penisola? A cosa serve protestare se poi si votano i soliti partiti centralisti che a Roma hanno interessi contrapposti a quelli specifici dell&#8217;isola? E a cosa serve all&#8217;indipendentismo frammentarsi se poi non si pone come alternativa di peso capace di offrire soluzioni politiche? In Sardegna abbiamo già abbastanza persone sulle piazze e nelle trasmissioni di Santoro.<br />
Bene han fatto quei 23 sindaci del Sulcis a dismettere la fascia tricolore. Ma adesso al vuoto politico si sostituiscano i contenuti di una seria programmazione territoriale.</em><br />
***<br />
La crisi finanziaria, sempre più stringente nell’eurozona, sta provocando, nei vari Stati membri, importanti cambiamenti a livello politico e decisionale. Cambi di governo e manovre correttive, frasari tecnici ed economici, sono ormai sulla bocca di tutti i cittadini europei, e aumenta in tutti la paura inconscia di un imminente peggioramento della qualità della vita, faticosamente conquistata negli ultimi due secoli.<br />
Orientando il focus sull’Italia, non si può non notare come in quest’ultimo decennio il benessere della popolazione sia andato via via scemando, specialmente nel sud della penisola, prevalentemente a causa di una forte redistribuzione del reddito a favore delle classi agiate (nel 2010 il 49% della ricchezza era concentrato nel 10% della popolazione, e il restante 51% rimaneva al 90% degli italiani).<br />
In questi ultimi decenni varie lobby hanno preso il sopravvento, creando degli status quo che hanno notevolmente strozzato il mercato.<br />
Le liberalizzazioni sono rimaste sugli intenti di vari governi che si sono succeduti da 20 anni a questa parte, ma nessuno è riuscito ad avere la meglio su questi influenti gruppi di potere, spesso anche a causa di grossi interessi personali diretti.<br />
Sarà forse questo uno dei motivi della scarsa incisività del Governo Monti nelle liberalizzazioni a carico del sistema bancario e assicurativo?<br />
Le aperture al mercato annunciate dovrebbero essere rivolte a 360°, quindi trasporti, telecomunicazioni, commercio, rete distributiva, carburanti ecc., per portare un aumento di PIL (stimato) di circa l&#8217;1.5%, e una ricaduta immediata sulle famiglie di circa 900 euro all&#8217;anno.</p>
<p>Nella realtà in Sardegna, sommando la pressoché scarna incidenza dei provvedimenti nel sistema creditizio a quelli nel commercio, la situazione appare alquanto stabile e ingessata.<br />
Liberalizzare gli orari di apertura potrebbe favorire unicamente i grandi esercizi commerciali e penalizzare i minori. Da un lato, non sarebbero in grado di reggere la concorrenza coprendo turni nell&#8217;arco delle 24 ore (spesso si tratta di punti vendita a gestione familiare e/o con pochi addetti), dall&#8217;altro, si rischierebbe una flessione dei diritti degli impiegati.<br />
La situazione per questa classe di lavoratori è già abbastanza precaria, sia per via dei contratti, mediamente a termine, sia a causa delle retribuzioni molto basse (si arriva anche a pagare la miseria somma di 400-500 € per 8h ufficiali di lavoro), sia poi per l’effettivo carico di lavoro svolto, infatti è prassi comune dichiarare le 8 ore e poi farne fare al dipendente anche 9, 10, e anche 12, il tutto senza riconoscerne gli straordinari. Per non parlare dei rischi sulla sicurezza in cui incorrono i piccoli esercenti in determinate fasce orarie e che, a differenza dei maggiori centri commerciali, non possono permettersi un valido supporto di vigilanza a pagamento.</p>
<p>Ci stupiscono piuttosto le proteste di Federfarma alla notizia che in Sardegna le farmacie possano salire a 700 punti vendita, poco più di un centinaio rispetto alle attuali. Non c&#8217;è stata alcuna seria liberalizzazione in materia. E ci stupiscono le proteste degli avvocati. In Sardegna c&#8217;è un avvocato ogni 300 abitanti: che mai potrebbe cambiare in termini di opportunità per i giovani laureati in giurisprudenza se i tirocini iniziano nelle università? Probabilmente solo il fatto che sarà il nepotismo ad avvantaggiarsi in quanto i figli d&#8217;arte avranno già una porta pronta in cui addentrarsi.<br />
Che volete che cambi invece per tutti quegli operai in cassa integrazione e per i disoccupati?<br />
Dice bene lo spazio del prof. Andrea Pubusa quando <em>gattopardisticamente</em> afferma che tutto cambia affinché nulla cambi <em>(<a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=2321">Democrazia Oggi</a>, 23-01-12)</em>.<br />
Siamo in Italia. Ma per la Sardegna il problema non è solo il ritrovarsi parte di uno Stato che finge di liberalizzare (e se lo fa riguarda le fasce più esposte alla crisi), il problema è anche quello di subire dei provvedimenti che non liberano seriamente il nostro mercato e in diversi casi lo penalizzano ulteriormente. Pensiamo alla pressione fiscale e al costo dell&#8217;energia che il Governo Monti non solo non ha rallentato ma ha esteso.</p>
<p>Proprio a seguito di questa pesante ingerenza romana nella nostra economia, la classe politica regionale si ritrova costretta a “giocare in difesa”. Ad esempio inventandosi baracconi pubblici nel settore dei Trasporti per ovviare ad uno Stato (sotto inchiesta UE) che vende una compagnia pubblica come Tirrenia ad un oligopolio di privati nella più totale inconsistenza della sua legislazione Antitrust.<br />
Forse lo Stato Italiano ha defiscalizzato le nostre accise sui carburanti nel settore dell&#8217;energia? Forse lo Stato ha evitato la mazzata finale del fisco a carico delle nostre aziende in difficoltà? E cosa pensate che cambi in Sardegna il provvedimento governativo sulle licenze dei taxi quando non ci sono neppure strade, costo del carburante e numero di turisti adatti da traghettare?<br />
Come si può rilanciare il territorio dopo la crisi in un contesto del genere?<br />
L&#8217;associazione U.R.N. Sardinnya ha presentato alcune <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/11/la-saras-contro-il-galsi-afferma-lesistenza-di-metano-ad-arborea-i-movimenti-sardi-escano-dal-sonno-con-4-proposte/">proposte</a> che non ci stanchiamo di ripetere:</p>
<p>1) La richiesta per la revisione della Legge Regionale n. 20/59 concernente le royalty sui diritti di produzione energetica in favore del territorio (pensiamo ai campi eolici e fotovoltaici).<br />
2) L’attivazione della zona franca (art. 12 R.A.S.). Non si può più rimandare il tema della defiscalizzazione relativa alle accise sugli idrocarburi.<br />
3) L’avvio di una campagna politica che per la prossima Costituente dovrà adoperarsi nella riscrittura dello Statuto Sardo e nella quale venga contemplata l’ipotesi di realizzare un <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/11/la-proposta-nella-nuova-sovranita-un-antitrust-sardo-contro-le-posizioni-dominanti-del-mercato/">Antitrust Sardo</a> capace di monitorare e sanzionare le posizioni dominanti sul mercato isolano.<br />
4) L’avvio di una campagna politica per la differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico onde stimolare la concorrenza, tra cui il sostegno alle rinnovabili e, nel medio termine, il sostegno alla metanizzazione dell’isola (gassificatori e/o metanodotti), onde uscire totalmente da politiche demagogiche e inadeguate rispetto alla crisi di competitività che colpisce il nostro tessuto civile e industriale.</p>
<p>Ci auguriamo inoltre che il Partito Sardo d&#8217;Azione nel merito di queste liberalizzazioni non si limiti a contestare eventuali trivelle in cerca di petrolio nell&#8217;isola (come è successo per bocca del segretario Colli) ma si sforzi di lavorare collegialmente alla conquista delle riforme.</p>
<p><em>Di Maurizio Floris; introduzione di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Liberalizzazioni.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/02/in-sardegna-la-protesta-non-si-lega-alla-necessita-di-riforme-ma-quali-liberalizzazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal Fiocco Verde alla sovranità fiscale. L&#8217;idea: Un modello Commonwealth per la Sardegna?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/02/dal-fiocco-verde-alla-sovranita-fiscale-lidea-un-modello-commonwealth-per-la-sardegna/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/02/dal-fiocco-verde-alla-sovranita-fiscale-lidea-un-modello-commonwealth-per-la-sardegna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[commonwealth]]></category>
		<category><![CDATA[entrate]]></category>
		<category><![CDATA[fiocco]]></category>
		<category><![CDATA[fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[franciscu]]></category>
		<category><![CDATA[sedda]]></category>
		<category><![CDATA[sovranit]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3746</guid>
		<description><![CDATA[I cittadini sono chiamati a firmare per un appuntamento importante con la democrazia: l&#8217;iniziativa lanciata dal comitato del Fiocco Verde per istituire una Agenzia Sarda delle Entrate si inserisce a pieno titolo in quella visione riformistica della politica tesa a conquistare per gradi la sovranità.
Il controllo di una fiscalità fatta su misura per il tessuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Irde-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3747" title="Irde - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Irde-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="264" /></a>I cittadini sono chiamati a firmare per un appuntamento importante con la democrazia: l&#8217;iniziativa lanciata dal comitato del <a href="http://fioccoverde.net/">Fiocco Verde</a> per istituire una Agenzia Sarda delle Entrate si inserisce a pieno titolo in quella visione riformistica della politica tesa a conquistare per gradi la sovranità.<br />
Il controllo di una fiscalità fatta su misura per il tessuto socio-economico della nostra isola è il primo passo per la buona amministrazione delle risorse e per far capire al Popolo Sardo il valore dell&#8217;autogoverno e della responsabilità. Perché senza autogoverno e responsabilità, la nostra isola rimarrà in balia dell&#8217;assistenzialismo e della lamentela fine a se stessa, quella che alimenta il più classico gattopardismo politico dei maggiori partiti italiani in Sardegna.<br />
Ciò di cui abbiamo bisogno, al di là dell&#8217;applicazione dell&#8217;art. 9 dello Statuto Autonomo Sardo (in materia di riscossione delle Entrate), è la creazione di una legislazione ad hoc distinta ma non concorrente rispetto a quella dello Stato Italiano. Per intenderci, ciò che si è già realizzato da anni nel modello Commonwealth, ovvero la creazione di un sistema in cui economie diverse coesistono nel quadro di una sola figura istituzionale eretta al rango di guida simbolica della confederazione. Ad esempio, la Regina Elisabetta II del Regno Unito è anche Capo di Stato dell&#8217;Australia e di altri Stati e nazioni ormai indipendenti dal vecchio dominio britannico. Senza che ciò influisca in termini economici nelle libere scelte di questi ultimi. Possiamo dunque immaginare una soluzione federativa simile come tappa intermedia della Sardegna tra l&#8217;Autonomia regionale del 1948 (insufficiente e neppure pienamente utilizzata), e la piena autodeterminazione dallo Stato Italiano.<br />
L&#8217;avvio di una formula fiscale realmente autonoma consentirebbe di esaltare la subordinazione dell&#8217;attuale Statuto Speciale (e la classe dirigente centralista regionale) agli interessi della penisola italiana, ben diversi e spesso concorrenti a quelli Sardi. La vertenza entrate su cui lavorò insufficientemente anche la vecchia Giunta Soru infatti non solo non ottenne il rispetto dell&#8217;art. 8 dello Statuto Speciale (che prevede la restituzione di una parte del gettito fiscale maturato nell&#8217;isola, pari a circa 10 miliardi di euro), ma ha visto arenarsi un tema che invece avrebbe meritato e merita ogni possibile attenzione da parte dell&#8217;Opinione Pubblica e naturalmente di quella classe politica corresponsabile di tali mancanze, tanto a destra quanto a sinistra (come ben illustrata dal prof. Alessandro Mongili in un recente <a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/Mongili%20a%20S24%20su%20caso%20Sardegna%20-%20URN%20Sardinnya.pdf">intervento</a> su <em>Sardegna 24</em>).</p>
<p>La differenza essenziale della nostra realtà rispetto ad altre soluzioni istituzionali consiste, purtroppo, nella rigidità costituzionale italiana che non riconosce altre entità fuorché se stessa e i propri dettami. Contrariamente, ad esempio, il Regno Unito non ha neppure una vera e propria Costituzione.<br />
In attesa dunque di portare su un piano prettamente politico i termini dello scontro complessivo con l&#8217;attuale formula costituzionale, è opportuno muovere i primi passi anche con un primo tentativo di riforma dello Statuto Speciale (con una Costituente sollecitata da vari fronti, inclusa la <a href="http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=2073">Fondazione Sardinia</a>), ma anche attraverso l&#8217;immediato ricorso alla volontà popolare.<br />
Bisogna tuttavia considerare che l&#8217;iniziativa del Fiocco Verde per un ente di riscossione Sardo delle Entrate promossa da Franciscu Sedda (ProgReS) può muoversi in parallelo alla richiesta di applicazione di altre parti dello Statuto Regionale fin&#8217;ora disattese.<br />
Pensiamo all&#8217;art. 12 in materia di punti franchi. Occorre ricordare a tale proposito che il concetto di Zona Franca non è antitetico a quello della sovranità fiscale. Esistono forme di defiscalizzazione di varia natura, incluse deregulation burocratiche (come nelle accise sui carburanti e sul lavoro) che vengono attuate sia da Stati che da Autonomie locali soggette ad altre giurisdizioni. Elementi di cui tenere conto nei <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=3222">dibattiti</a> che interessano politici ed economisti.<br />
La Sardegna ha il disperato bisogno di attirare investimenti, capitali e risorse da impiegare per la formazione, lo sviluppo e l&#8217;impiego in tutti i principali settori dell&#8217;economia: dal primario al terziario, senza ignorare il manifatturiero.</p>
<p>La politica nazionalista Sarda saprà raccogliere questa sfida designando un processo riformistico globale o si limiterà alla retorica e alle soluzioni estemporanee?</p>
<p><em>Di Adriano Bomboi.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Fiocco%20verde%20e%20Fisco.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/02/dal-fiocco-verde-alla-sovranita-fiscale-lidea-un-modello-commonwealth-per-la-sardegna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il grande inganno. Gianfranco Pintore torna con un romanzo.</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/02/il-grande-inganno-gianfranco-pintore-torna-con-un-romanzo/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/02/il-grande-inganno-gianfranco-pintore-torna-con-un-romanzo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[condaghes]]></category>
		<category><![CDATA[gianfranco]]></category>
		<category><![CDATA[grande]]></category>
		<category><![CDATA[il]]></category>
		<category><![CDATA[inganno]]></category>
		<category><![CDATA[pintore]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3804</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo:
17  marzo 1861: il giorno del grande inganno! L´atteso passaggio del Regno  di Sardegna in Regno d´Italia non avviene nonostante il disegno di legge  fosse pronto. Centocinquant´anni dopo, tra le  celebrazioni e le contestazioni contro lo Stato unitario, gli storici  negano che un siffatto passaggio legislativo fosse mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/02/Coberta-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3805" title="Coberta - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/02/Coberta-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="333" height="458" /></a><span style="color: #0000ff;">Riceviamo </span><span style="color: #0000ff;">e</span></em><em><span style="color: #0000ff;"> Pubblichiamo:</span></em></p>
<blockquote><p><strong><span style="font-family: 'times new roman','new york',times,serif; font-size: x-small;">17  marzo 1861: il giorno del grande inganno! L´atteso passaggio del Regno  di Sardegna in Regno d´Italia non avviene nonostante il disegno di legge  fosse pronto. Centocinquant´anni dopo, tra le  celebrazioni e le contestazioni contro lo Stato unitario, gli storici  negano che un siffatto passaggio legislativo fosse mai stato  predisposto. Sarà un giovane studioso a  scoprire che il mancato mutamento fu dovuto all´interferenza dello  Stato Pontificio&#8230;Nell´anno 2011 a Firenze &#8211; capitale della  Repubblica di Sardegna &#8211; il giovane studioso Austinu Moro scopre come  nel lontano 17 marzo 1861 le trame dello Stato della Chiesa fanno  fallire il sogno di politici e di élites intellettuali di cancellare il  Regno sardo e far nascere quello italiano. A guidarlo nella ricerca è  non solo il relatore della sua  tesi ma  soprattutto il diario del suo trisavolo e omonimo, sbarcato a Torino,  allora capitale del Regno, come insegnante. Nel marzo del 1861, quando  il parlamento subalpino stava per trasformare lo Stato sardo in Stato  italiano, il Regno di Sardegna in Regno d´Italia, Vittorio Emanuele II  re di Sardegna in re d´Italia, lo Stato Pontificio intervenne per  cambiare il corso della Storia. La grave ingerenza di uno Stato estero  negli affari interni della Sardegna influenzò le scelte dei suoi  rappresentanti politici. Lo Stato continuò a essere sardo e non italiano  non per libera scelta, ma per l´irresistibile ricatto di una potenza  straniera. Un romanzo di fantapolitica che ci fa riflettere sugli  avvenimenti storici che hanno determinato l´Unità d´Italia.</span></strong></p></blockquote>
<p><em>Per info: <a href="http://www.condaghes.com/">condaghes.com</a></em></p>
<p><em></em><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/02/il-grande-inganno-gianfranco-pintore-torna-con-un-romanzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alcoa: La crisi sfida la politica – Di Francesco Pigliaru</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/alcoa-la-crisi-sfida-la-politica-%e2%80%93-di-francesco-pigliaru/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/alcoa-la-crisi-sfida-la-politica-%e2%80%93-di-francesco-pigliaru/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[alcoa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[franca]]></category>
		<category><![CDATA[francesco]]></category>
		<category><![CDATA[pigliaru]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[regionale]]></category>
		<category><![CDATA[zona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3731</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo queste interessanti valutazioni del dott. Pigliaru, con elementi già noti da anni nell&#8217;ambito del nazionalismo Sardo, ma che necessitano di maggiori attenzioni (lo spostamento della grande industria verso oriente; l&#8217;assenza di un valido welfare state in Italia, la deregulation, ecc) a cui sarebbe opportuno affiancare il tema della zona franca.
La pessima notizia che arriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Logo-Alcoa-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3733" title="Logo Alcoa - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Logo-Alcoa-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="264" /></a>Riportiamo queste interessanti valutazioni del dott. Pigliaru, con elementi già noti da anni nell&#8217;ambito del nazionalismo Sardo, ma che necessitano di maggiori attenzioni (lo spostamento della grande industria verso oriente; l&#8217;assenza di un valido welfare state in Italia, la deregulation, ecc) a cui sarebbe opportuno affiancare il tema della zona franca.</em></span></p>
<p>La pessima notizia che arriva da Portovesme è un dramma per centinaia di lavoratori, per le loro famiglie e per un intero territorio. Ma non è una sorpresa per nessuno perché è un dramma annunciato.</p>
<p><strong>Il peso del passato.</strong><br />
Negli anni &#8216;60 c&#8217;erano enormi quantità di soldi pubblici da spendere per lo sviluppo del Mezzogiorno, c&#8217;era una classe politica in grado di orientare quei soldi verso specifiche destinazioni, e c&#8217;erano imprenditori pubblici e privati pronti a fare impresa rischiando poco o niente dei propri soldi. Il risultato fu la nascita dell&#8217;industria di base nel Sud, la grande illusione di creare sviluppo in poco tempo puntando su un solo numero della complessa roulette dell’economia.<br />
Quella rischiosa scommessa è stata persa. Certo, migliaia di posti di lavoro sono stati creati per un certo numero di anni. Ma la Gallura, che si dichiarò indisponibile a ospitare grandi impianti di una qualche produzione di base, oggi sta molto meglio di chi allora scelse la strategia dell’industrializzazione forzata.</p>
<p><strong>Illusioni pericolose.</strong><br />
Detto questo sul passato, ora il problema è quello dei lavoratori che rischiano la disoccupazione. Su questo, conviene evitare nuove illusioni. Una illusione è sperare che la politica possa bloccare la “deindustrializzazione” della Sardegna, magari inventandosi improbabili ruoli &#8220;strategici&#8221; dell&#8217;alluminio nell&#8217;economia nazionale. La deindustrializzazione è un fenomeno fisiologico che avviene in tutto il mondo occidentale. Oggi negli Stati Uniti solo il 9% degli occupati lavora nel settore manifatturiero, ed era il 20% nel 1980; persino in Germania la quota è scesa dal 31% al 18%, in Svezia dal 24% al 14%, e così via (in Sardegna oggi siamo all&#8217;11,5%, dal 15% del 1990). Capita che oggi molta manifattura migri verso l&#8217;Asia, e che il mondo più sviluppato debba organizzarsi al meglio per competere in altri, più sofisticati campi.<br />
Questo non significa che ci sia poco da fare. Anzi, si potrà fare molto e bene se l&#8217;azione pubblica capirà il proprio ruolo e i propri limiti. Il primo punto da capire è che dove si produce e cosa si produce lo decide il mercato, un organismo globale, complesso, impersonale, non manovrabile. Il secondo punto è che oggi bisogna accettare (e governare) molta più flessibilità che nel passato. I Paesi ricchi devono trasformarsi continuamente, inseguire innovazione, qualità, alto valore aggiunto, devono chiudere attività per aprirne altre, devono imparare a gestire crisi economiche impedendo con cura che diventino crisi sociali e resistenza al cambiamento.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Sicurezza sociale e flessibilità produttiva.</strong><br />
Adottare strumenti che garantiscano una &#8220;flessibilità socialmente rassicurante&#8221; è la sfida principale che la politica deve affrontare. E&#8217; una sfida difficile perché chiama in causa un fattore che da noi è particolarmente scarso: il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche.<br />
Fossimo in un Paese scandinavo, i lavoratori dell&#8217;Alcoa sarebbero ragionevolmente sereni. Saprebbero di avere un reddito decente garantito e una intera macchina pubblica e privata capace di accompagnarli rapidamente verso una nuova occupazione. Però non viviamo in Danimarca: qualità e credibilità non sono la caratteristica né della nostra formazione professionale né dei servizi di orientamento, e così via. Ma alternative a questo percorso &#8220;danese&#8221; non ne esistono, e mettere in fila le nostre attuali inadeguatezze ha almeno il merito di chiarire i punti essenziali di una &#8220;politica di sviluppo&#8221; su cui concentrare energie e risorse.</p>
<p><strong>Tre cose da fare con urgenza.</strong><br />
Delle cento riunioni che si faranno in questi giorni, se ne dedichi almeno una a questo stringato ordine del giorno: primo, trovare le risorse per sostenere il reddito dei lavoratori che rischiano la disoccupazione; secondo, trovare il modo di fornirgli i servizi di orientamento e di formazione di alta qualità di cui hanno bisogno e che oggi non sono presenti nel nostro territorio; terzo, favorire la nascita di nuove attività produttive, per creare la domanda di lavoro necessaria ad assorbire i lavoratori disoccupati.<br />
Su quest&#8217;ultimo punto c&#8217;è ancora una cosa da dire. Favorire la nascita di nuove attività non significa compensare gli svantaggi di un territorio con trasferimenti di soldi alle imprese: è un metodo che non funziona. Funziona molto meglio rendere semplice l&#8217;apertura di una nuova attività economica: soprattutto, bisogna garantire tempi rapidi e certi. Per questo serve con urgenza individuare e sperimentare tutte le procedure di semplificazione amministrativa consentite dalla normativa regionale per favorire l&#8217;iniziativa privata.<br />
In questo quadro, anche l&#8217;Alcoa può essere chiamata a fare la sua parte, contribuendo a sostenere il reddito dei lavoratori disoccupati e aiutando lo sviluppo di attività che, diversamente dall&#8217;alluminio, possano trarre vantaggio dall&#8217;essere localizzate in Sardegna.<br />
Se non altro, il caso Alcoa dà alla Sardegna l&#8217;occasione di recuperare il tempo perduto, di adottare un vero e proprio piano straordinario per dotarsi di regole, organismi, risorse capaci di rendere sopportabile l&#8217;impatto sociale delle continue trasformazioni richieste dallo sviluppo economico. Anche di questa capacità è fatto il successo economico dei territori, in questi tempi di sconvolgimenti globali.</p>
<p><em>Da: <a href="http://francescopigliaru.blogspot.com/2012/01/alcoa-la-crisi-sfida-la-politca.html">http://francescopigliaru.blogspot.com/2012/01/alcoa-la-crisi-sfida-la-politca.html</a></em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Pigliaru-su-Alcoa.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/alcoa-la-crisi-sfida-la-politica-%e2%80%93-di-francesco-pigliaru/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un referendum sull&#8217;indipendenza della Sardegna come in Scozia? E le riforme chi le fa?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/un-referendum-sullindipendenza-della-sardegna-come-in-scozia-e-le-riforme-chi-le-fa/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/un-referendum-sullindipendenza-della-sardegna-come-in-scozia-e-le-riforme-chi-le-fa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 16:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[costituente]]></category>
		<category><![CDATA[indipendentismo]]></category>
		<category><![CDATA[indipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[scozia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3719</guid>
		<description><![CDATA[
Per il 2014 la Scozia prevede un referendum sull&#8217;indipendenza dal Regno Unito. E&#8217; l&#8217;esito di un processo durato decenni e incardinato su 4 aspetti fondamentali:
1) La Scozia è una nazione formalmente riconosciuta dalle istituzioni britanniche ed il Popolo è pienamente consapevole della propria identità.
2) Nel corso del tempo i nazionalisti scozzesi hanno lavorato per razionalizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Camorra-parlamentare-a-Roma.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3721" title="Camorra parlamentare a Roma" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Camorra-parlamentare-a-Roma.jpg" alt="" width="605" height="362" /></a></p>
<p>Per il 2014 la Scozia prevede un referendum sull&#8217;indipendenza dal Regno Unito. E&#8217; l&#8217;esito di un processo durato decenni e incardinato su 4 aspetti fondamentali:</p>
<p>1) La Scozia è una nazione formalmente riconosciuta dalle istituzioni britanniche ed il Popolo è pienamente consapevole della propria identità.<br />
2) Nel corso del tempo i nazionalisti scozzesi hanno lavorato per razionalizzare la loro offerta politica e renderla credibile e radicata al punto da conquistare il governo del proprio Paese, l&#8217;SNP oggi è probabilmente la punta di diamante di un moderno liberal-progressismo che non può permettersi di perdere il proprio consenso in frammentazioni e posizioni ideologiche faziose e fuorvianti.<br />
3) Gli scozzesi hanno lavorato al potenziamento della propria Autonomia attraverso una devolution che dagli anni &#8216;90 ad oggi ha consentito al Paese di strappare quote di sovranità a Londra. Non ultime le istituzioni legislative di Edimburgo.<br />
4) I nazionalisti scozzesi sono consapevoli del potenziale politico determinato dalla presenza del petrolio nel loro territorio e dal perseguimento di una linea energetica e fiscale destinata ad automatizzarsi pienamente dal Regno Unito.</p>
<p>E in Sardegna? Il piccolo movimento politico PAR.I.S. ha proposto di raccogliere le firme per istituire un referendum sull&#8217;indipendenza, circostanza che farà rallegrare la miriade di indipendentisti che nel web, prima che nelle amministrazioni del nostro territorio, trovano libero consenso. La Costituzione Italiana dal canto suo afferma l&#8217;indivisibilità della Repubblica e pertanto l&#8217;incostituzionalità della proposta sarebbe scontata in partenza, benché alcuni trattati internazionali (e il precedente del Kosovo) riconoscano a qualsiasi Popolo il diritto di autodeterminarsi rispetto allo Stato di appartenenza.<br />
Allora quali sono le considerazioni da fare rispetto a questa iniziativa?<br />
Ad esempio, la prima potremmo riassumerla nella domanda: ma i Sardi sono interessati?<br />
La seconda: la Sardegna è nelle condizioni per supportare una manovra del genere?<br />
La terza: qual è la posizione dei movimenti indipendentisti in materia di riforme come ad esempio l&#8217;ipotesi di avvio di una Costituente già <a href="http://www.sardegnaeliberta.it/?p=3211">annunciata</a> dai sardisti?<br />
La quarta: in base a quali parametri alcuni indipendentisti ritengono utile oggi fare un referendum simile quando il loro stesso consenso non trova riscontri nelle comuni sedi elettorali?</p>
<p>Come al solito, mentre il resto del nazionalismo europeo macina successi, in Sardegna siamo particolarmente abili nell&#8217;occuparci di retorica piuttosto che di pratica.<br />
Prima di mettere il carro davanti ai buoi sarebbe opportuno ragionare nei seguenti termini:</p>
<p>1) Spazzare via la catasta di piccoli partiti indipendentisti (prevalentemente portatori di programmi faziosi sul piano ideologico e pressoché identici nel merito dei contenuti).<br />
2) Istituire un massimo di due partiti nazionalisti Sardi, adottando delle <a href="http://www.sanatzione.eu/2011/03/la-proposta-primarie-nellindipendentismo-ed-ecco-una-data/">primarie</a> al fine di arrivare ad una nuova classe dirigente capace di esporre contenuti e non slogan.<br />
3) Avviare una campagna politica per le riforme, o comunque fare pressioni affinché la Sardegna conquisti quei poteri legislativi e fiscali che nel tempo consentano al Popolo di credere in se stesso e nelle proprie capacità (che le riforme hanno lo scopo di far nascere, consolidare e divulgare).<br />
4) Un referendum sull&#8217;indipendenza: sarà cura dei Sardi stessi nel prossimo futuro decidere se, come e quando riterranno opportuno entrare in Europa da protagonisti piuttosto che dalla porta di servizio offerta da Roma.<br />
5) Si noti bene: né oggi né mai l&#8217;indipendentismo potrà permettersi di usare la crisi economica come specchietto per le allodole con cui giustificare un referendum sull&#8217;autodeterminazione (che invece può solo basarsi sulla consapevolezza, sul progetto e sul patto politico della propria società).</p>
<p>Noi vogliamo augurarci che l&#8217;indipendentismo attuale esca dall&#8217;epoca delle utopie, si renda conto del contesto in cui vive imparando a conoscere i propri concittadini ed eviti l&#8217;ennesimo colpo di immagine che si profila all&#8217;orizzonte per tutta la galassia del nazionalismo Sardo.<br />
Grazie.</p>
<p><em>Di Corda M. &amp; Bomboi A.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Referendum-sullindipendenza.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/un-referendum-sullindipendenza-della-sardegna-come-in-scozia-e-le-riforme-chi-le-fa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incrementare il ruolo dell&#8217;Intelligence in Gallura. In sintonia col sindaco Giovannelli</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/incrementare-il-ruolo-dellintelligence-in-gallura-in-sintonia-col-sindaco-giovannelli/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/incrementare-il-ruolo-dellintelligence-in-gallura-in-sintonia-col-sindaco-giovannelli/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[crimine]]></category>
		<category><![CDATA[equitalia]]></category>
		<category><![CDATA[giovannelli]]></category>
		<category><![CDATA[intelligence]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[olbia]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3696</guid>
		<description><![CDATA[Quando la crisi si addentra pericolosamente all&#8217;interno del tessuto sociale, non c&#8217;è da stupirsi dell&#8217;incremento di fenomeni malavitosi di vario tipo, tra cui l&#8217;usura, determinata dalla richiesta di denaro di cittadini (o imprese) in difficoltà, e l&#8217;eversione, determinata da fenomeni di malcontento sociale tendenti ad associarsi al fine di attaccare direttamente le strutture pubbliche che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Giovannelli-URN-Sardinnya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3697" title="Giovannelli - URN Sardinnya" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Giovannelli-URN-Sardinnya.jpg" alt="" width="330" height="270" /></a>Quando la crisi si addentra pericolosamente all&#8217;interno del tessuto sociale, non c&#8217;è da stupirsi dell&#8217;incremento di fenomeni malavitosi di vario tipo, tra cui l&#8217;usura, determinata dalla richiesta di denaro di cittadini (o imprese) in difficoltà, e l&#8217;eversione, determinata da fenomeni di malcontento sociale tendenti ad associarsi al fine di attaccare direttamente le strutture pubbliche che nel territorio riscuotono il denaro ai cittadini. Le bombe verso Equitalia sono la dimostrazione lampante di un malessere che il moralismo di certa politica, corresponsabile delle mancate risposte al territorio, tende a nascondere o minimizzare.<br />
Bene ha fatto dunque il sindaco di Olbia Giovannelli nella tradizionale conferenza stampa di fine anno a richiamare la necessità di un maggiore ruolo delle forze di Polizia al Questore ed in particolare di una capillare attività di intelligence.</p>
<p>Come indipendentisti non possiamo accettare un declino delle regole democratiche nel nostro territorio e riteniamo che il malcontento politico possa trovare spazio solo e unicamente presso libere elezioni piuttosto che con le bombe contro impiegati pubblici che non hanno alcuna colpa per il contesto in cui si trovano. Allo stesso tempo, non possiamo permettere che il territorio divenga un far west nel quale cittadini e imprenditori divengono vittime di intimidazioni e racket estorsivi al pari di alcune località del meridione italiano in cui opera abitualmente il crimine organizzato.<br />
Occorre prontamente eradicare la malapianta di questo malessere prima che intacchi il morale di un territorio che ha solo bisogno di credere maggiormente in se stesso ed investire sul futuro. Lasciare campo libero a fenomeni mafiosi significa dare il colpo di grazia a un tessuto sociale già di per se demoralizzato sotto il profilo delle aspettative e del potenziale di crescita che invece abbiamo e per il quale bisogna battersi.</p>
<p>Non da oggi, anche la Magistratura e l&#8217;On. Beppe Pisanu, già Presidente della Commissione Antimafia, hanno individuato nel settore immobiliare e nel traffico di droga (come nel cagliaritano) alcuni punti deboli che un territorio come la Gallura, per la sua specifica posizione economica e geografica, può offrire.<br />
Invitiamo dunque la classe politica regionale, le parti sociali ed in particolar modo le forze di Pubblica Sicurezza a fare fronte comune contro una deriva sociale verso la quale non possiamo permetterci alcuna disattenzione.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Prevenzione%20in%20Gallura.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/incrementare-il-ruolo-dellintelligence-in-gallura-in-sintonia-col-sindaco-giovannelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ambiente e riciclo dei rifiuti: il pregio del vuoto a rendere</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/ambiente-e-riciclo-dei-rifiuti-il-pregio-del-vuoto-a-rendere/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/ambiente-e-riciclo-dei-rifiuti-il-pregio-del-vuoto-a-rendere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[melis]]></category>
		<category><![CDATA[rendere]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[vuoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3683</guid>
		<description><![CDATA[Secondo il rapporto 2011 di Legambiente, tra le Regioni che eseguono la raccolta differenziata dei rifiuti, la Sardegna si colloca al settimo posto, subito dopo la Campania.
Per la redazione di questa classifica l&#8217;organizzazione ha preso in esame il 10% dei Comuni Sardi che effettuano la raccolta differenziata per oltre il 60%.
Un risultato sottolineato anche dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Arga-de-ispiaggia-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3686" title="Arga de ispiaggia - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Arga-de-ispiaggia-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="282" /></a>Secondo il rapporto 2011 di Legambiente, tra le Regioni che eseguono la raccolta differenziata dei rifiuti, la Sardegna si colloca al settimo posto, subito dopo la Campania.<br />
Per la redazione di questa classifica l&#8217;organizzazione ha preso in esame il 10% dei Comuni Sardi che effettuano la raccolta differenziata per oltre il 60%.<br />
Un risultato sottolineato anche dalla Regione <em>(sardegnaambiente.it)</em>, che segnala i migliori progressi raggiunti in Italia nel settore della differenziata.<br />
E&#8217; singolare osservare come nel rapporto rifiuti 2007 dell&#8217;Apat (l&#8217;Agenzia per la protezione dell&#8217;ambiente e per i servizi tecnici) veniva fornita un&#8217;analisi comparata fra le varie Regioni italiane, relativa all&#8217;anno 2006, in cui la Sardegna fu citata esplicitamente per aver avuto tra il 2005 e il 2006, il miglior salto di qualità nella raccolta differenziata, vedendo calare il quantitativo di rifiuti nelle discariche.<br />
Un rapporto tuttavia che lascia tanti dubbi, visto lo stato in cui gravano tante spiagge e boschi, privi di qualsiasi strumento di vigilanza, dove vengono abitualmente rinvenuti numerosi tipi di rifiuti, come residui in eternit, bottiglie di vetro, lattine, bomboloni del gas, televisori, vecchie carcasse di auto e lavatrici.<br />
Eppure la suddetta classifica di Legambiente appare lineare proprio in ragione della vicinanza della Sardegna alla Campania. Per quanto Napoli sia interessata da radicati fenomeni malavitosi nel settore della rimozione dei rifiuti, anche la Sardegna presenta analoghi deficit di mala gestione nell&#8217;ambito della salvaguardia ambientale e del pubblico decoro.<br />
Non ci sarebbe infatti da sorprendersi per la diminuzione della quantità dei rifiuti nelle discariche se poi si aprono nel territorio innumerevoli discariche a cielo aperto.<br />
Oltre al 10% dei Comuni Sardi virtuosi di cui Legambiente tiene conto, è opportuno concentrarsi sui tanti paesi che purtroppo non adottano la raccolta differenziata, tra questi per esempio vi è il Comune di Siniscola, che detiene ancora oggi in Baronia la maglia nera nel settore.</p>
<p>In Europa, regina incontrastata nello smaltimento e il riciclo dei rifiuti è la Germania. Non solo si creano opportunità di lavoro e ottimi prodotti da materiali riciclati, ma si adotta ciò che in Italia per alcuni prodotti si adottava tempo fa, cioè il “vuoto a rendere”.<br />
In svariati contesti infatti è possibile restituire (ad esempio) una bottiglia ricevendo in cambio una percentuale in denaro. I rifiuti si integrano quindi nel sistema della valuta, e sono considerati, non come un oggetto da gettare, ma come “moneta di scambio”.<br />
Le bottiglie svuotate del loro prodotto e restituite al commerciante, saranno poi trattate, ripulite e spedite all&#8217;azienda madre che provvederà alla nuova immissione nella catena industriale e quindi sul mercato.<br />
E&#8217; un sistema che permette persino ai meno abbienti di espletare un servizio di pulizia delle strade e degli spazi pubblici.<br />
In Danimarca, a Copenaghen come in altre città, i poveri nelle strade raccolgono lattine e bottiglie per portarle nei supermercati e nei grandi centri commerciali, ricavandone in cambio la loro paga giornaliera.<br />
Oltre ai tradizionali sistemi di differenziazione con la distribuzione dei bidoni che fungono da raccoglitori di carta, plastica, metallo e vetro, si potrebbero coinvolgere i cittadini nella partecipazione alla raccolta differenziata extra-domestica, con il vantaggio economico dello “scambio”. Si potrebbe pensare di istituire in Sardegna un sistema analogo al “vuoto a rendere” insieme alla realizzazione di tanti centri che acquistino i rifiuti, per poi rivenderli ai consorzi di riciclaggio. Sistemi già in uso nelle grandi città Europee, senza scordarci l&#8217;adozione di un severo sistema di vigilanza che si occupi di incrementare le sanzioni verso chiunque inquini in tutti i modi l&#8217;aria, l&#8217;acqua e la terra.</p>
<p><em>Di Melis Roberto.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Ambiente%20e%20resa.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/ambiente-e-riciclo-dei-rifiuti-il-pregio-del-vuoto-a-rendere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Credibilità? Ma perché i vari Sale, Cumpostu, Acampora, Meloni e Sabino non parlano di riforme?</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2012/01/credibilita-ma-perche-i-vari-sale-cumpostu-acampora-meloni-e-sabino-non-parlano-di-riforme/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2012/01/credibilita-ma-perche-i-vari-sale-cumpostu-acampora-meloni-e-sabino-non-parlano-di-riforme/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[acampora]]></category>
		<category><![CDATA[bomboi]]></category>
		<category><![CDATA[cumpostu]]></category>
		<category><![CDATA[meloni]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>
		<category><![CDATA[sabino]]></category>
		<category><![CDATA[sale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3690</guid>
		<description><![CDATA[Ripetere aiuta.
Se un qualsiasi cittadino stilasse la classifica dei vari partiti Sardi non saprebbe che pesci prendere.
Perché e cosa dovrebbe scegliere?
Un partito che, ad esempio, parla di ambiente? Lo fanno tutti.
Un partito che parla di sovranità? Lo fanno tutti.
Un partito che, per conseguenza, parla di riforme? Non lo fa nessuno.
Ebbene sì, è proprio questo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Solone-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3691" title="Solone - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2012/01/Solone-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="330" height="440" /></a>Ripetere aiuta.</p>
<p>Se un qualsiasi cittadino stilasse la classifica dei vari partiti Sardi non saprebbe che pesci prendere.<br />
Perché e cosa dovrebbe scegliere?<br />
Un partito che, ad esempio, parla di ambiente? Lo fanno tutti.<br />
Un partito che parla di sovranità? Lo fanno tutti.<br />
Un partito che, per conseguenza, parla di riforme? Non lo fa nessuno.<br />
Ebbene sì, è proprio questo il problema. A cosa serve un blocco di partiti (o peggio, una frammentazione di partiti simili) i quali dicono tutti le stesse cose ma non interagiscono sotto il profilo delle riforme?<br />
A che ci servono movimenti che non fanno pressioni per modificare lo status istituzionale della vecchia Autonomia regionale lasciandola in balia di forze centraliste?<br />
L&#8217;enorme paradosso è che oggi il percorso per le riforme (che dovrebbero dare più poteri alla Sardegna per svincolarsi meglio da una crisi che ha origini non solo internazionali ma anche interne) viene portato avanti dallo stesso autonomismo che invece i vari leader indipendentisti contestano.<br />
Si tratta di un vecchio modo di concepire la politica. Abbiamo tra le mani l&#8217;obsoleta intransigenza di una galassia indipendentista ridottasi agli slogan nella speranza che terzi facciano il lavoro che non sono in grado di portare avanti.<br />
Da parte sua “A Manca pro s&#8217;Indipendentzia” ha quantomeno riconosciuto l&#8217;esigenza di riformare le strutture della Regione Sarda, peccato che da circa un anno abbia promosso il deprimente spettacolo di un dialogo tra movimenti indipendentisti incapaci di realizzare una piattaforma politica: infatti continuano a mercanteggiare su quali punti possano trovarli uniti quando nella realtà li hanno tutti simili se non identici.<br />
Ma prima ancora che si parli di riforme istituzionali, quanti e quali leader indipendentisti avete sentito parlare di strumenti economici attuabili e perseguibili già presenti nello Statuto Autonomo Regionale? Quali pressioni politiche hanno effettuato per portarli avanti?<br />
Parliamo ad esempio dell&#8217;art. 12, la zona franca. In tutto il pianeta esistono forme di defiscalizzazione e deregulation mirate a far crescere l&#8217;economia sviluppando gli investimenti su vari settori, ma qui non se ne parla. Un tema troppo “sardista” forse?<br />
A che ci servono indipendentisti che non fanno gli indipendentisti? Domanda lecita datosi che da qualche tempo a questa parte si sente parlare di “indipendentismo moderno”.<br />
Talvolta si mettono di traverso persino all&#8217;infrastrutturazione dell&#8217;isola.<br />
In cosa consiste dunque questa modernità? Pur non riuscendoci, come oggi, in passato il sardismo tentava di governare per modificare le sorti della sovranità Sarda, oggi i “modernisti” dell&#8217;indipendentismo non tentano neppure di modificarla. Si limitano a sperare che lo facciano altri per loro e si sentono con la coscienza a posto.<br />
Siamo sicuri che i responsabili con nome e cognome di questo “progresso” non abbiano rallentato il processo politico di emancipazione della Sardegna?</p>
<p>La storia dirà la sua, ma nel frattempo forse sarebbe ora di rottamare l&#8217;attuale indipendentismo e la sua “classe dirigente”.</p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Mancate%20riforme.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE – Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2012/01/credibilita-ma-perche-i-vari-sale-cumpostu-acampora-meloni-e-sabino-non-parlano-di-riforme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia: Venti di sovranità Sarda nel &#8216;700 – Di Giovanni Masala</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/12/storia-venti-di-sovranita-sarda-nel-700-%e2%80%93-di-giovanni-masala/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/12/storia-venti-di-sovranita-sarda-nel-700-%e2%80%93-di-giovanni-masala/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[angioy]]></category>
		<category><![CDATA[enders]]></category>
		<category><![CDATA[paraninfa]]></category>
		<category><![CDATA[sabine]]></category>
		<category><![CDATA[sanna]]></category>
		<category><![CDATA[utrecht]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3660</guid>
		<description><![CDATA[Da leggere:
Il volume &#8220;La Sardaigne Paranymphe de la Paix&#8221; (La Sardegna Paraninfa della Pace) fu pubblicato anonimo nel 1714. Successive edizioni (fino al 1725) furono date alle stampe con il titolo &#8220;Déscription géographique, historique et politique de la Sardaigne&#8221;.
La presente edizione è introdotta da una dettagliata prefazione di Sabine Enders che in base a nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/12/Sanna-su-SRD.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3662" title="Sanna su SRD" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/12/Sanna-su-SRD.jpg" alt="" width="222" height="320" /></a>Da leggere:</em></span></p>
<p>Il volume &#8220;La Sardaigne Paranymphe de la Paix&#8221; (La Sardegna Paraninfa della Pace) fu pubblicato anonimo nel 1714. Successive edizioni (fino al 1725) furono date alle stampe con il titolo &#8220;Déscription géographique, historique et politique de la Sardaigne&#8221;.<br />
La presente edizione è introdotta da una dettagliata prefazione di Sabine Enders che in base a nuove prove documentali e interpretative attribuisce la Paraninfa definitivamente a Vincenzo Bacallar Sanna. L’argomento del volume è l’imminente e definitivo distacco della Sardegna dalla Spagna dopo la guerra di successione spagnola e la cessione ad un altro dominio. Nel trattato di pace di Utrecht dell’11 marzo 1713 Max Emanuel, duca e principe elettore di Baviera, fu designato nuovo re di Sardegna, e la Paraninfa sostiene appassionatamente questo progetto da un punto di vista sardo.<br />
Ma contro Carlo d’Asburgo, dal 1711 imperatore del Sacro Romano Impero Germanico, il sogno del principe elettore di Baviera nonostante l’attivo sostegno di Bacallar non si avverò. Il progetto di Max Emanuel avrebbe significato per la Sardegna la tanto desiderata sovranità sotto un proprio re, e lo stesso Giovanni Maria Angioy verso la fine del Settecento sottolineò la modernità di questo piano. Chiude il volume un’appendice con lettere inedite del conte Louis Joseph d’Albert – inviato bavarese a Madrid – su un piano segreto che aveva per obiettivo la conquista militare dell’isola da attuare con l’aiuto degli esuli sardi a Madrid per incoronare Max Emanuel re di Sardegna.</p>
<p><em>Il volume è in vendita in Sardegna in tutte le librerie (<a href="http://www.sardinnia.de/it/">www.sardinnia.it</a>), Stoccarda.</em></p>
<p><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/12/URN-Sardinnya-Sa-Natzione-Venti-di-sovranità.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>Redazione SANATZIONE.EU</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/12/storia-venti-di-sovranita-sarda-nel-700-%e2%80%93-di-giovanni-masala/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dalla Convergenza Nazionale alla Responsabilità Nazionale</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2011/12/dalla-convergenza-nazionale-alla-responsabilita-nazionale/</link>
		<comments>http://www.sanatzione.eu/2011/12/dalla-convergenza-nazionale-alla-responsabilita-nazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 23:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'OPINIONE]]></category>
		<category><![CDATA[SA NATZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[adriano]]></category>
		<category><![CDATA[bomboi]]></category>
		<category><![CDATA[convergenza]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=3639</guid>
		<description><![CDATA[“La moltitudine che non è spinta ad agire come un&#8217;unità non è altro che caos. Quell&#8217;unità che non ha origine dalla moltitudine non è altro che tirannia”.
Blaise Pascal, 1623 – 1662.
Cari Lettori,
Sono tempi di solidarietà nazionale, sia in Italia che in Sardegna naturalmente.
Ma diciamoci la verità, questo Governo Monti non ci convince. Non ci convince [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><em><a href="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/11/PNS-URN-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3640" title="PNS-URN Sardinnya - SANATZIONE.EU" src="http://www.sanatzione.eu/wp-content/archivio_media/uploads/2011/11/PNS-URN-Sardinnya-SANATZIONE.EU_.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>“La moltitudine che non è spinta ad agire come un&#8217;unità non è altro che caos. Quell&#8217;unità che non ha origine dalla moltitudine non è altro che tirannia”.</em></span><br />
Blaise Pascal, 1623 – 1662.</p>
<p>Cari Lettori,</p>
<p>Sono tempi di solidarietà nazionale, sia in Italia che in Sardegna naturalmente.<br />
Ma diciamoci la verità, questo Governo Monti non ci convince. Non ci convince per una serie di ragioni: non è stato eletto da alcun consesso democratico; si appresta a varare misure potenzialmente inique nonostante la casta politica rimanga immune da provvedimenti di austerity; lo sbandierato “Governo Tecnico” in realtà non è altro che il frutto di un compromesso tra le maggiori forze politiche del bipolarismo italiano (con una pletora di <em>sottopolitici</em> che si spartiranno incarichi di secondo piano) ed infine, ciliegina sulla torta, questo Governo col redivivo “Ministero della Coesione” si appresta a rinfrescare la retorica centralista di uno Stato che invece avrebbe solo bisogno di convertire la sua struttura in un modello federale, riducendo così i costi e migliorando la propria efficienza e la rappresentatività delle diverse sensibilità territoriali che lo compongono (Sardegna inclusa).<br />
D&#8217;altra parte persino un controverso Piero Calamandrei sostenne, non a torto, che lo Stato “siamo noi”. Il problema sorge nel momento in cui in questo Stato non si ha più voce. E forse non si è mai avuta.</p>
<p>Eppure nella nostra isola accade di peggio. E&#8217; in atto la cosiddetta “convergenza nazionale” proposta mesi fa dal movimento A Manca pro s&#8217;Indipendentzia.<br />
Di che si tratta? Si tratta di qualcosa che nel breve e nel medio termine non influirà affatto sulla politica, sulla società e sull&#8217;economia Sarda: vale a dire la collaborazione tra sigle indipendentiste numericamente inconsistenti che solo al tramonto del 2011 (dopo essersi fatte letteralmente la guerra) hanno compreso di doversi unire su specifiche battaglie politiche.<br />
Apparentemente non c&#8217;è nulla di male, da anni auspichiamo questo tipo di convergenza. Ma, come detto in più occasioni, i problemi dei movimenti politici Sardi sono ben più profondi e articolati per poter essere ridotti ad un semplice superamento della litigiosità.<br />
Permangono ritardi culturali ed organizzativi di varia natura, ideologici in primis, che continuano a rallentare lo sviluppo dell&#8217;autonomismo e dell&#8217;indipendentismo Sardo. Ad esempio continua a mancare una piattaforma comune per la riforma dell&#8217;attuale assetto istituzionale. Le poche proposte esistenti di riforma dello Statuto Autonomo Sardo non sono oggetto di dibattiti, né servono da stimolo per nuove proposte concretamente perseguibili in un contesto sociale e politico che vada oltre gli angusti confini di piccoli movimenti sfiancati da anni di lotte intestine. In questo quadro la scarsa credibilità del bipolarismo italiano, con i suoi partiti romani, continua ad amministrare non lo sviluppo ma il bisogno, alimentando una forma di recessione interna all&#8217;isola che sembra non avere fine.<br />
Cosa fa dunque la presunta “convergenza” nazionale? Mentre il Popolo Sardo patisce sempre più il declino economico del territorio, i movimenti Sardi mercanteggiano sui punti che hanno in comune &#8211; spesso di natura statalista &#8211; quando in realtà hanno sempre avuto programmi pressoché identici (ma senza alcuna seria proposta di riforma istituzionale).<br />
Non ci serve dunque una fantomatica “convergenza”, ci serve una Unione per la Responsabilità Nazionale (U.R.N.), bisogna avere il coraggio di dire che tutte le sigle con programmi similari devono fondersi in un solo soggetto politico (pensiamo a quelle indipendentiste) e collaborare con alcune altre (pensiamo a quelle autonomiste, che chiedono maggiore Sovranità Autonomistica ma non parlano nell&#8217;immediato di indipendentismo). <span style="text-decoration: underline;">Non si può confondere la frammentazione con il pluralismo</span> (datosi che quest&#8217;ultimo non esiste). Solo dopo questo passaggio sarà possibile sviluppare credibili alleanze politiche con il bipolarismo italiano per finalità riformistiche.<br />
Diversamente, piccoli movimenti che si presentano divisi alle elezioni e/o che si alleano con partiti italiani senza avere alcun peso contrattuale, finiranno nella stessa identica posizione del sardismo con la sua inefficienza riformistica.<br />
Solo col dialogo reciproco e con un prospetto di riforme potremmo parlare di Primarie all&#8217;interno dei movimenti politici Sardi per l&#8217;elezione di candidati validi; potremmo sviluppare radicamento nel territorio e potremmo porre le basi di un solido Partito Nazionale Sardo.<br />
La Sardegna ha il chiaro bisogno di rottamare la decina di partiti che non vogliono e non possono più curarsi con serietà dei suoi interessi. Costoro la rallentano.</p>
<p>Siamo grati per la passione con la quale negli anni l&#8217;attuale classe dirigente indipendentista ha portato avanti alcune battaglie, ma non è credibile che oggi la stessa leadership di soggetti che sono arrivati a dividersi persino sulle bandiere possa essere la stessa leadership che sproloquia sull&#8217;unità e tace sulle riforme.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">La nostra associazione entra nel settimo anno di attività, il primo organismo critico indipendente della politica territoriale Sarda.</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Vi auguriamo Buone Feste.</span></p>
<p><em>Di Bomboi Adriano.</em></p>
<p><a href="http://www.urn-indipendentzia.com/URN/URN%20Sardinnya%20-%20Sa%20Natzione-Verso%20la%20Responsabilit%C3%A0%20Nazionale.pdf">Iscarica custu articulu in PDF</a></p>
<p><strong>U.R.N. Sardinnya ONLINE &#8211; Nazionalisti Sardi</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sanatzione.eu/2011/12/dalla-convergenza-nazionale-alla-responsabilita-nazionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

