La bufala sull’Eurogendfor, la polizia UE, e le bufale sul Trattato di Velsen

Fra le varie bufale che circolano in rete vi è quella relativa alla cosiddetta Eurogendfor, un corpo di gendarmeria europea a carattere sovranazionale, istituita grazie al Trattato di Velsen stipulato nel 2007 fra Italia, Francia, Spagna, Romania, Portogallo e Paesi Bassi. Fra i prossimi probabili partners aderenti, Paesi come la Turchia ed altri Stati dell’Europa dell’est.
Nei propositi dei suoi promotori, tale corpo di polizia ha avuto la necessità di creare una forza versatile di dispiegamento nel territorio utile alle missioni internazionali di vari enti sovranazionali (fra cui ONU e NATO) ed utile ad affiancare le locali polizie dello Stato ospitante che eventualmente avesse fatto richiesta dei servizi di Eurogendfor, ma anche di addestramento e/o sostituzione delle stesse (ad esempio nei contesti di caos dovuto a cataclismi ambientali o contesti di disordine pubblico generato da eventi bellici o comunque non facilmente gestibili dalle sole forze dello Stato ospitante). Tutte situazioni che richiedono capacità di impiego urbano ma anche una strutturazione di carattere militare qualora le contingenze lo richiedessero. Caratteristiche quindi che si pongono a cavallo fra le comuni funzioni di un organo di polizia e quelle di un organo militare, già presenti in quegli Stati che hanno una gendarmeria e non un semplice corpo di polizia. Il modello trae origine dalla positiva esperienza condotta da alcuni Stati europei (come l’Italia, mediante i Carabinieri) in aree di crisi – pensiamo ai Balcani – dove si determinò la necessità di garantire la sicurezza delle popolazioni locali; la sicurezza delle istituzioni (che in assenza di sicurezza non potrebbero operare) ed il ripristino delle forze di polizia territoriali normalmente deputate a questo compito, istruendole ai principi ed agli standard in uso presso la Comunità Internazionale. Sia sotto il profilo operativo, sia sotto il profilo dei diritti umani.
Il Trattato di Velsen ha avuto proprio l’obiettivo di specificare la sfera dei diritti e dei doveri connessi all’esistenza di Eurogendfor. Tuttavia, come di solito accade nell’era del web, complottismi e sensazionalismi si sono sommati ad una iniziativa sovranazionale che avrebbe l’esclusivo compito di razionalizzare e coordinare meglio un apparato di sicurezza in cui comunque non viene assolutamente meno il diritto dei singoli Stati relativo alla difesa della collettività e dunque del singolo cittadino. Una volontà che, se estesa all’intera Unione Europea, potrebbe persino favorire i piccoli Stati nella razionalizzazione del capitolo relativo alle spese della Pubblica Sicurezza. E sono parole di un liberale fortemente scettico sull’ingerenza dello Stato nelle singole libertà individuali (pensiamo nel caso italiano al manifesto centralismo della Costituzione Italiana a danno delle minoranze linguistiche rispetto a positive esperienze federali come quella rappresentata dalla Confederazione Elvetica).

Iniziamo quindi a smontare una delle prime bufale diffuse in rete, quella secondo la quale l’istituzione della nuova gendarmeria europea sarebbe passata con il consapevole silenzio delle maggiori autorità governative e con la complicità dei mass-media. Nella realtà, già diversi anni prima autorevoli testate giornalistiche avevano persino dato preventiva notizia della nascita di Eurogendorf (EGF), pensiamo all’articolo del Corriere della Sera datato 18 settembre 2004, o pensiamo, a posteriori, alla comunicazione ufficiale del Governo italiano datata 27 novembre 2009. Nessun mistero, ma anzi, scorgiamo che fra i Paesi che inizialmente figuravano fra i sostenitori dell’idea vi sono state anche la Slovenia, la Gran Bretagna e la Grecia, uno Stato quest’ultimo che secondo alcune dicerie sarebbe stato oggetto di presunte violenze di piazza da parte di Eurogendfor in occasione delle manifestazioni anti-austerity, senza la benché minima prova ufficiale, visiva o documentale a supporto di tale teoria, prodotta da alcuni blog privi di tracciabilità delle fonti e attraverso alcuni video diffusi sulla piattaforma di You Tube che mostravano l’azione di comuni reparti di polizia (e non di Eurogendfor) in tenuta anti-sommossa. Alcune di queste fonti chiamavano in causa anche Wikileaks come fonte principale, ma da questa organizzazione risulta tracciabile semplicemente una discussione fra privati in un forum e relativa a terzi blog, senza nessuna presenza di EGF nei documenti che notoriamente hanno destato l’attenzione di numerose diplomazie internazionali qualche tempo fa, e per fatti completamente diversi da questo tema.

Ma osserviamo il Trattato di Velsen, ovviamente non da siti spazzatura, ma dalla fonte principale, ovvero il sito ufficiale dell’organizzazione interministeriale dei Paesi membri, che in lingua inglese offre tutti i documenti necessari per potersi orientare nella normativa istitutiva: http://www.eurogendfor.org/eurogendfor-library/downloadarea/official-texts/establishing-the-eurogendfor-treaty
Passiamo subito al cuore degli equivoci. Uno dei primi dubbi manifestati da parecchi internauti riguarda quello secondo il quale la gendarmeria UE non sarà soggetta all’autorità del potere legislativo ma a quello esecutivo, attraverso i Ministeri competenti (CIMIN – Art. 3 Velsen). Orbene, vi risulta forse che oggi Polizia ed Esercito in Italia (come in qualsiasi altro Paese) non dipendano dai rispettivi Ministeri di Interno e Difesa?
Ciò detto, passiamo al tema dell’inviolabilità delle informazioni prodotte da Eurogendfor, “ammantate da una cappa di impenetrabile segreto”… Si parla quindi dell’art. 12 del Trattato, la V° parte della Carta. Orbene, anche in questo caso si impone un esempio pratico: vi risulta di poter entrare in un qualsiasi ufficio di Polizia e Carabinieri e di poter sottrarre materiale investigativo a vostro piacimento? O secondo voi – considerato il già avvenuto impiego di Eurogendfor in Afghanistan nel quadro dell’ISAF – la gendarmeria europea avrebbe dovuto aprire le porte alle autorità Talebane avversarie per fornire loro un tour guidato a base di cioccolatini sulle loro attività? Nella realtà, tutti e 3 i commi che compongono l’art. 12 prevedono la tutela delle informazioni in base a due concetti essenziali: 1) L’accordo fra le parti, e cioè fra gli Stati impegnati nel servizio e l’eventuale Stato/i ospitante/i circa i minimi standard di protezione necessari; 2) Il rispetto della legislazione internazionale in materia ed in rapporto alla legislazione dei singoli Paesi, previo sottoscritto accordo fra le parti. Dunque i contraenti possono avere accesso agli atti.

1. The basic principles and minimum standards for the protection of classified information or material shall be set out in a security agreement between the Parties.
2. The Parties shall take all appropriate measures in accordance with their international obligations and their national laws and regulations to protect any classified information or material which is produced by or released to EUROGENDFOR.
3. The exchange of classified information or material with third States or international organisations shall be covered by specific security agreements that shall be negotiated, signed and approved by the Parties.

Lo stesso criterio di immunità è garantito per le strutture all’art. 21:

1. The premises and buildings of EUROGENDFOR shall be inviolable in the territory of the Parties.
2. The authorities of the Parties may not enter the premises and buildings, referred to in paragraph 1, without the prior consent of the EGF Commander, or where applicable, the EGF Force Commander. Such consent shall be assumed in the event of natural disaster, fire or any other event requiring immediate protective measures. In other cases, the EGF Commander, or where applicable, the EGF Force Commander, shall give serious consideration to a request for permission from the authorities of the Parties to enter the premises and buildings, without prejudice to interests of EUROGENDFOR.
3. The archives of EUROGENDFOR shall be inviolable. The inviolability of the archives shall be understood to apply to all records, correspondence, manuscripts, photographs, films, recordings, documents, computer data, computer files or any other data carrier belonging to or held by EUROGENDFOR, wherever they are located in the territory of the Parties.

L’unico aspetto aberrante che rileviamo è l’esistenza di persone capaci di trovare aberrante la custodia delle strutture e del materiale inerente le attività di un organo di Polizia. Eppure succede anche questo, ed i complottisti vi parlano addirittura di sedicenti poteri illimitati che non devono rispondere a niente e nessuno del proprio operato, anche effettuando arresti in barba ai più elementari diritti umani. Al contrario, il capitolo VIII° del Trattato di Velsen si occupa proprio di stabilire i limiti e le forme della giurisdizione entro la quale Eurogendfor è costretta ad operare. Pensiamo all’art. 13, che conforma il personale della gendarmeria europea alla legislazione dei Paesi interessati dalla sua azione, mentre l’art. 26 dispone che eventuali arresti siano prodotti in regime di mutua assistenza fra le parti (Stato operante e Stato ospitante). Il 7° comma dell’art. 25 specifica inoltre che i Paesi di Eurogendfor non hanno alcuna giurisdizione sui cittadini degli Stati ospitanti, a meno che la parte ricevente non si sottragga a questo diritto, previo formale accordo. In buona sostanza, non ci saranno arresti coatti a base di torture sulla falsariga di Guantanamo, come sostengono alcuni complottisti, in quanto tutte le parti in causa avranno diritto di concertazione preventiva relativamente alle azioni da porre in essere sul territorio. Il tutto, come da preambolo del Trattato di Valsen, conforme alla Carta delle Nazioni Unite, in relazione ai diritti umani e civili di tutti i soggetti che ricadono sotto la sua giurisdizione. Errato quindi prendere singoli articoli estrapolandoli dal quadro normativo generale per piegarli alle proprie tesi, magari complottistiche. Lo schema giuridico ricalca piuttosto i caratteri di immunità e sovranazionalità già presenti per altri organismi, sebbene diversi fra loro, fra cui NATO, ma anche Europol o Interpol.

Di “Gestapo” neanche l’ombra, e anche nella malaugurata ipotesi che ciò si verificasse, appare alquanto fantasioso pensare che un corpo inferiore alle mille unità di personale possa piegare l’intero continente europeo.

Di Adriano Bomboi.

U.R.N. Sardinnya ONLINE – Natzionalistas Sardos

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    107 Commenti

    • facciamola corta bomboi,,,

      Con quella monetaria abbiamo (ovviamente) perso la sovranità popolare, alimentare, energetica e adesso lei con questo pseudo-articolo-perditempo ci vuol far credere che nn ci possono togliere anche quella militare?

    • LA BUFALA DELLA BUFALA. questo articolo è così vero che basta entrare nel sito dell’Eurogendfor per vedere che confermano quello che qui è smentito.

    • Gent. Giuseppe, basterebbe saper leggere l’italiano per capire che si parla di bufala SULL’Eurogendfor, non DELL’Eurogendfor, cioè ci si riferisce al fatto – e se avesse letto l’articolo l’avrebbe capito – non che tale corpo di polizia non esista, ma che sarebbe un’organizzazione tesa a sostituire le forze di P.S. locali e con immunità assolute.

      A.B.

    • La Polizia Europea esiste, il lavoro all’AFOSR – AFRL. è stata costituita da Anders Fogh Rasmussen,gia direttore NATO, ma non ha giurisdizione nei singoli Stati, se non per mandato ONU,appartengono alle Special Force Eserciti Nato o ancor peggio, visto che i paesi Eu non si sono accordati su chi doveva guidare questo corpo speciale, sono circa 3000 unità con riserva, possono intervenire entro 24 ore al massimo,dispongono di armi e mezzi sofisticati, così stanno le cose, nulla di cui allarmarsi.

    • siete voi la bufala

    • B U G I A R D O ! e lo sai di esserlo non dico altro ti dovresti vergognare !

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