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	<title>Commenti a: Alcoa: La crisi sfida la politica – Di Francesco Pigliaru</title>
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	<description>PORTALE di CRITICA, CULTURA, ECONOMIA e COMUNICAZIONE POLITICA RIFORMISTA di SARDEGNA</description>
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		<title>Di: Dramma Sulcis e Alcoa: Le possibilità del futuro</title>
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		<dc:creator>Dramma Sulcis e Alcoa: Le possibilità del futuro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 23:50:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] oltre e predisporre un piano di transizione verso il futuro. A tale riguardo sono interessanti le tre proposte effettuate a gennaio dall&#8217;economista Francesco Pigliaru, già proposte in ordine sparso dal [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] oltre e predisporre un piano di transizione verso il futuro. A tale riguardo sono interessanti le tre proposte effettuate a gennaio dall&#8217;economista Francesco Pigliaru, già proposte in ordine sparso dal [...]</p>
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		<title>Di: mariocarboni</title>
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		<dc:creator>mariocarboni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:45:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ci vuole proprio coraggio e una faccia di bronzo per scrivere queste cose.
Non fosse alltro che Pigliaru è stato sostenitore attivo dell&#039;economia coloniale e della lobby padronale.sindacale gestitata dal PCI e dai suopi cloni successivi.
Cosa ha fatto quando era assessore ala programmazione?
Quanti viaggi a Roma per chiedere soldi pubblici per continuare a far funzionare industrie coloniali decotte?
E poi, quanta avversione per la libertà fiscale e quindi per la zona franca e il sistema di free zone o fiscalità di vantaggio?
Per non parlare della idiosincrasia verso il federalismo o l&#039;autocecisione o indipendentismo...
Del resto Pigliaru non è certo fra i peggiori. Almeno possiede una professionalità che però e annullata dalle riserve mentali ideologiste tipiche di una certa intellettualità universitaria sarda e in particolare sassarese.
Una specie di Monti sardo, un tecnico prestato dal PCI alla politica.
Infatti in quanto competente di economia ed anche onesto è stato ben presto silurato dai post stalinisti togliattiani.
Non vuol fasre i conti però sull&#039;autodecisione dei sardi che oggi significa affrontare la questione della libertà fiscale.
Ma affrontare questo tema significa rompere col passato, diventare non solo liberisti ma anche libertari e sopratutto sardisti.
Nel senso naturalmente che io do a questo termine cioè lottare per lo stato sardo col massimo di competenze sovrane, cioè indipendentisti con un progetto di costituzione dei sardi da ottenere gradualmente per via riformistica sentendosi prima di ogni altra cosa partecipe e parte della natzione sarda e dei suoi interessi nazionali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vuole proprio coraggio e una faccia di bronzo per scrivere queste cose.<br />
Non fosse alltro che Pigliaru è stato sostenitore attivo dell&#8217;economia coloniale e della lobby padronale.sindacale gestitata dal PCI e dai suopi cloni successivi.<br />
Cosa ha fatto quando era assessore ala programmazione?<br />
Quanti viaggi a Roma per chiedere soldi pubblici per continuare a far funzionare industrie coloniali decotte?<br />
E poi, quanta avversione per la libertà fiscale e quindi per la zona franca e il sistema di free zone o fiscalità di vantaggio?<br />
Per non parlare della idiosincrasia verso il federalismo o l&#8217;autocecisione o indipendentismo&#8230;<br />
Del resto Pigliaru non è certo fra i peggiori. Almeno possiede una professionalità che però e annullata dalle riserve mentali ideologiste tipiche di una certa intellettualità universitaria sarda e in particolare sassarese.<br />
Una specie di Monti sardo, un tecnico prestato dal PCI alla politica.<br />
Infatti in quanto competente di economia ed anche onesto è stato ben presto silurato dai post stalinisti togliattiani.<br />
Non vuol fasre i conti però sull&#8217;autodecisione dei sardi che oggi significa affrontare la questione della libertà fiscale.<br />
Ma affrontare questo tema significa rompere col passato, diventare non solo liberisti ma anche libertari e sopratutto sardisti.<br />
Nel senso naturalmente che io do a questo termine cioè lottare per lo stato sardo col massimo di competenze sovrane, cioè indipendentisti con un progetto di costituzione dei sardi da ottenere gradualmente per via riformistica sentendosi prima di ogni altra cosa partecipe e parte della natzione sarda e dei suoi interessi nazionali.</p>
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